CIS Aeroporti Calabria: il PD reggino non crede al progetto di Occhiuto-Franchini

L’ambizioso progetto per il rilancio degli scali calabresi, nell’ottica di dare vigore e slancio all’asset cultura e turismo, non trova tutti convinti, soprattutto sul futuro dell’Aeroporto dello Stretto che sembrava destinato all’abbandono ma che dovrebbe trovare nuove risorse per la ripresa dei voli.

Il Partito Democratico di Reggio Calabria, in una nota, stigmatizza l’operazione CIS: «Non bastassero  – si legge – le ingiurie nei confronti dei reggini, adesso il presidente  Occhiuto e il deputato Cannizzaro, passano direttamente alle prese in giro, annunciando corposi finanziamenti per gli aeroporti calabresi, incluso il “Tito Minniti” di Reggio Calabria. Tutto falso. I Cis “Volare”, appena firmati dalla Ministra per il Sud, Mara Carfagna, peraltro esponente di spicco del Terzo polo, che nei mesi scorsi ha lasciato Forza Italia proprio in polemica per la scelta di quel partito di far cadere il suo governo, non sono altro che una riprogrammazione delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, già comprese nei Piani Sviluppo e Coesione del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e della Regione Calabria».

«Insomma – prosegue la nota – soldi semplicemente riciclati, che in realtà già c’erano, finanziamenti già destinati che hanno soltanto cambiato nome e origine per non essere, probabilmente, definitivamente persi, in mancanza di un serio e preciso programma di investimento visto l’assoluto immobilismo di questi anni. In particolare, gli interventi per l’aeroporto di Reggio – ristrutturazione e messa in sicurezza – ben 27, 5 milioni, non sono altro che quanto già previsto e finanziato dal Psc Mims. Praticamente, i famosi 25 milioni e poco più per anni sbandierati ai quattro venti, nel 2018, dal deputato Francesco Cannizzaro per lavori che sarebbero dovuti partire tra il 2019 ed il 2020. Quattro anni dopo siamo ancora qui a riproporre la stessa minestra riscaldata, specchietto per le allodole per i calabresi, con buona pace dei precedenti amministratori di Sacal, dei quali si ricorderà solo qualche vuota conferenza stampa più somigliante ad un incontro di partito che ad una reale attività di comunicazione istituzionale. L’altra fetta rientra infine negli investimenti, si badi bene per ora soltanto annunciati, da parte di Sacal».

«Occhiuto e Cannizzaro, dunque, si improvvisano nel ruolo del Gatto e della Volpe, tentando di ammaliare i reggini, ma si confermano esclusivamente giocatori di flipper, abili a maneggiare palle da far rimbalzare su e giù per la Calabria intera. La verità assoluta, stando ai dati, è che ancora una volta la Regione e Sacal hanno deciso di investire pesantemente sull’aeroporto di Lamezia, relegando lo scalo reggino, definitivamente, in un pietoso stato di subalternità. Quella odierna, nei fatti, è un’ennesima occasione persa per il territorio di Reggio Calabria che deve purtroppo assistere ad una sperequazione inaudita fra i contributi concessi a Lamezia, a Crotone ed al “Tito Minniti”. Si sarebbe potuto riequilibrare il rapporto fra i tre scali, ma si è volutamente confermata la strada di ampliare distanze ormai incolmabili».

«Di fronte a tanta desolazione, invece, Occhiuto e Cannizzaro si guardano bene dal commentare la sospensione dei voli sancita dalla compagnia aerea Blu Air che, di fatto, spezza la possibilità di raggiungere agevolmente Milano e Torino dall’aeroporto dello Stretto, relegato ad un’insopportabile condizione di isolamento. Mentre la Regione afferma di investire sull’aeroporto, agitando un pallottoliere con cifre a sei zeri, l’aeroporto dello Stretto langue con sempre meno voli e meno compagnie aeree. Gli esponenti di Forza Italia, dunque, hanno davvero poco da festeggiare di fronte ad un provvedimento che può essere ascritto ad altri e che, irrimediabilmente, modifica il tanto decantato “Emendamento Cannizzaro” in “Emendamento Carfagna”». (rrc)

Task force aeroporto RC: Sacal attivi subconcessione allo scalo reggino

La task force dell’Aeroporto dello Stretto, presieduta dal coordinatore Salvatore Chindemi, ha stilato e approvato un documento che offre alla parte politica possibili soluzioni nella gestione della governance per il rilancio dello scalo reggino. Tra queste, la proposta dell’attivazione della subconcessione sullo scalo reggino.

Nello specifico – si legge nel documento – «in vista dell’auspicato incontro fra i sindaci facenti funzioni della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, Carmelo Versace e Paolo Brunetti, con l’Amministratore di Sacal Marco Franchini, che dovrebbe avvenire fra qualche settimana, la task force ritiene di concludere questa prima fase della sua attività, indicando l’unica soluzione ritenuta idonea e praticabile per la risoluzione delle problematiche dello scalo ed il conseguente suo rilancio».

«Da un punto di vista oggettivo – si legge – non esistono ostacoli, di nessuna natura, che impediscono ad alcun vettore di operare nell’aeroporto reggino, se non l’ottenimento della dovuta certificazione da parte dei piloti, che peraltro è necessaria in numerosi altri scali nazionali, vedi Palermo o Firenze. L’inattività volativa nel nostro aeroporto è quindi determinata esclusivamente da scelte di politiche aziendali della società di gestione Sacal che, incontrovertibilmente, in modo programmato e scientifico, hanno privilegiato e privilegiano lo scalo lametino, sacrificando, cinicamente, quello reggino».

«Il nuovo assetto societario e di management della società di gestione dei tre scali calabresi – prosegue il documento –non ha apportato ad oggi nessuna novità sostanziale rispetto alle politiche aziendali delle gestioni precedenti, anzi, ove fosse possibile, sono stati messi in campo ulteriori comportamenti altamente censurabili, soprattutto per ciò che attiene il dovuto rispetto istituzionale di chi, oggi, rappresenta, legittimamente, il nostro territorio».

«Pertanto – conclude il documento – si ritiene che l’unica soluzione idonea a rilanciare lo scalo dello stretto è quella di richiedere la gestione autonoma del nostro scalo, con l’ottenimento di una subconcessione o altra formula tecnico giuridica da concordare, funzionale a tale scopo. Ove si frapponessero ostacoli all’ottenimento di questa vitale autonomia, sarebbe inevitabile intraprendere un’azione finalizzata alla revoca della concessione alla Sacal da parte di Enac, per gravi inadempimenti contrattuali, visti i disastrosi risultati sul piano di sviluppo e gestione dello scalo reggino». (rrc)

La Sacal incontra il Comitato pro-Aeroporto di Reggio

L’Amministratore unico di Sacal, la società di gestione dei tre aeroporti calabresi, Marco Franchini, ha incontrato il 15 luglio scorso, presso l’Aeroporto dello Stretto, luna delegazione del Comitato pro-Aeroporto di Reggio, composta dal dott. Fabio Putortì (Miti) e l’ing. Francesco Nicolò.

Come riferisce una nota, «l’incontro ha avuto ad oggetto l’aggiornamento delle informazioni riguardanti la pianificazione degli interventi necessari per superare le criticità sull’infrastruttura aeroportuale che dovrebbe servire le città metropolitane di Reggio Calabria e di Messina.

Il dott. Franchini, ha espresso sin dall’inizio il desiderio di non soffermarsi sugli errori commessi in passato ma di concentrarsi sugli obiettivi che ciascuno per propria competenza deve conseguire entro i termini prefissati, così come ha espresso l’utilità che gli interventi necessari si svolgano simmetricamente e non in forma graduale.

«L’amministratore unico ha esposto ad esempio l’obiettivo di portare entro questo autunno la classificazione dell’aeroporto dello Stretto dal codice C a quello B, superando quindi le limitazioni tecniche attualmente in vigore e con l’effetto che altre compagnie aeree potrebbero volare da e per l’infrastruttura.

«Contestualmente, con l’insediamento del nuovo amministratore, la Sacal ha provveduto alla rimodulazione dei progetti legati al finanziamento dei 25 milioni di euro, con l’obiettivo di metterli tutti in bando entro la fine di quest’anno ed in modo che non siano interventi meramente estetici ma realmente funzionali per lo scalo.

«Oltre ciò, si è trattata la questione dei CIS (Contratti Istituzionali di Sviluppo) e degli Oneri di Servizio, i primi utili al coinvolgimento di più livelli istituzionali e per porre degli obblighi di risultato rispetto agli interventi pianificati, i secondi invece da utilizzare per fornire il servizio minimo essenziale del trasporto aereo da e per l’Area dello Stretto, come ad esempio i voli con partenza al mattino e rientro la sera sulle tratte Roma e Milano. Tuttavia, da parte della delegazione del comitato si è sottolineato il fatto che i voli su quest’ultimi orari, presenti già in passato, presentavano un coefficiente di riempimento maggiore, mentre da parte di Sacal si sta comunque lavorando per il loro ripristino seppur la decisione spetta alle compagnie aeree e la situazione aziendale di ITA è ancora in fase di assestamento».

Oltre agli interventi di competenza della Sacal SpA, si sono analizzati anche quei fattori che incidono sullo sviluppo del traffico aereo in un aeroporto e che sono legati al contesto territoriale di riferimento.

«Uno scalo per sopravvivere – sottolineano i rappresentanti del Comitato – deve essere economicamente sostenibile e per essere tale deve avere un adeguato numero di utenti.

L’accessibilità, la viabilità, la condizione urbanistica, la presenza o meno di strutture ricettive e di servizi, il decoro di un territorio, soprattutto a vocazione turistica, sono tutti elementi che influiscono sulla scelta delle compagnie aeree, oltre gli aspetti prettamente di natura tecnica legati alle manovre di volo.

«Or dunque, per anni – si  legge nella nota del Comitato pro Aeroporto – abbiamo praticato lo scaricabarile di responsabilità per il mancato sviluppo del territorio e dell’aeroporto ma oggi non è più tempo delle giustificazioni. Se vogliamo che le condizioni del territorio e dell’infrastruttura migliorino ciascuno deve fare infatti la propria parte senza attendere ciò che fanno gli altri.

«Ad esempio, per migliorare la viabilità, la struttura urbanistica o l’accessibilità verso il nostro scalo, l’Ente comunale di Reggio Calabria, piuttosto che l’Ente metropolitano o quello regionale, devono portare a termine i lavori senza limitarsi ai proclami o eccepire in seguito come scusante le mancanze degli altri amministratori, specie quando si è di colore politico differente e si finisce con le solite bagarre che non hanno alcuna utilità per lo sviluppo economico del territorio. Lo stesso vale per la pulizia, la sicurezza e i tutti i servizi di pubblica utilità poiché i visitatori devono trovare una città efficiente e non assistere alle diatribe su chi deve fare cosa.

«Ma parlando di doveri istituzionali non si può non citare anche la Camera di Commercio, quale anello di congiunzione con il settore privato. I vari presidenti delle associazioni di imprenditori, commercianti, artigiani, ecc, esprimono oggi chiaramente le esigenze delle rispettive categorie?

E il direttore del Museo Nazionale della Magna Grecia e il presidente dell’Ente Parco Aspromonte? Gli ordini professionali?

«Quest’anno tra l’altro ricorre il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace ed il nostro scalo dovrebbe vedere un via vai di aerei con turisti al seguito, così come le strutture ricettive e i tour operator dovrebbero registrare il sold out nell’intera area metropolitana. E non possiamo non constatare che in altre province si riescono a costruire e fare funzionare delle macro strutture ricettive, dei servizi e delle attrazioni originali mentre su un territorio dalle enormi potenzialità come quello Reggio Calabria sembra che vi sia un appiattimento dove ormai più niente ci scandalizza.

«A tal proposito, che risultati ha prodotto la cabina di regia della Città metropolitana che avrebbe dovuto consentire una collaborazione tra istituzioni e cittadini per spendere presto e bene i fondi del PNRR? Comunque sia, è arrivato il momento, come detto, che ciascuno faccia la propria parte, è arrivato il momento di guadagnarsi i miglioramenti che si rivendicano. Dobbiamo essere noi cittadini a dimostrare di tenere all’aeroporto, di tenere al decoro del proprio territorio, così come se la classe dirigente non svolge i doveri per cui è nominata allora bisogna pretenderne la rimozione, senza se e senza ma». 

Come Comitato pro Aeroporto e gruppo MITI UdS faremo la nostra parte mettendo a disposizione della Sacal e delle Istituzioni le proprie competenze ed il proprio impegno ma al contempo rappresenteremo i più esigenti controllori affinché la nostra terra non debba più assistere alle ennesime parole a cui non seguono i fatti.

L’ORGOGLIO FERITO E SMARRITO DI REGGIO
LA CITTÀ È ABBANDONATA E NON “DECOLLA”

di SANTO STRATI – La ricorrenza, qualche giorno fa, dell’anniversario della Rivolta di Reggio (sono passati 52 anni da quel drammatico “Buio”) ha dato sprone alla politica locale di esaltare e decantare i guai di questa città. Un’occasione ghiotta, a destra e a sinistra, per irridere reciprocamente l’avversario, insultarlo e attizzare il fuoco delle polemiche. Non è questo che serve a questa povera e dimenticata Città dello Stretto. 

Sono oltre 50 anni – verrebbe da dire – passati invano, nonostante le vittime, le devastazioni, le umiliazioni, gli sgarbi, le “rapine” (a volte palesi, a volte impalpabili) per depredare e saccheggiare l’ex capoluogo (che, comunque, non è rimasto a guardare), in nome di una presunta “superiorità”. Una stupida disfida a chi ce l’ha più lungo. 

Reggio e Catanzaro hanno sofferto in diversa maniera gli effetti della nascita delle Regioni: il capoluogo ha conquistato il “pennacchio” ma ha scoperto di essere pressoché invisibile e insignificante, vittima di una politica ad personam che si è dimenticata della città e dei suoi abitanti. Reggio s’è ritrovata “defraudata” del titolo, ma ha, apparentemente, reagito con orgoglio, mostrando – senza dubbio – di avere gli artigli, più di Catanzaro. L’errore per tutte e due le città è stato quello di guardare più all’apparenza che alla sostanza. La verità è che se Atene piange, Sparta non ride: Catanzaro è alle prese con una grave crisi identitaria che il nuovo sindaco Fiorita dovrà, con non poca difficoltà, cercare di superare e, possibilmente, far dimenticare. Catanzaro ha una sede universitaria che produce (ed esporta, ahimè) talenti in campo scientifico, ma a livello centrale non riesce a darsi una connotazione specifica su cosa vorrebbe (dovrebbe) diventare. Non hanno capito i catanzaresi (come non lo hanno capito i reggini) che se non si supera il gap della rivalità, delle tante Calabrie, non si va da nessuna parte. Occorre fare rete, occorre pensare in termini di regione coesa, unita nelle sue varie territorialità, a pretendere il rispetto del governo centrale, a esigere quello che tocca di diritto. Contro ogni idea di autonomia differenziata (che penalizza solo il Mezzogiorno col criterio della spesa storica) per presentare una grande idea di Calabria, unitaria in un comune obiettivo di crescita.

È un sogno, ma non è proibito crederci, a patto che in ogni singola realtà urbana  e provinciale si giunga a progettare e realizzare concretamente programmi di sviluppo che guardino alle nuove generazioni e interrompano la fuga di cervelli, qui inutilizzati, al Nord e all’estero valorizzati e “sfruttati” in maniera adeguata..

Quello che, tanto per centrare il tema, non sta accadendo nel Reggino. La città di Reggio sta vivendo una insopportabile involuzione che non trova spiegazione, se non nell’incapacità, conclamata, dei suoi amministratori e dei suoi politici di riferimento. Guardiamo a Cosenza: da borgo montagnolo è diventata una bella, piccola ma invidiabile, metropoli del Sud. La rigenerazione urbana ha dato i suoi frutti e oggi si possono cogliere i risultati che inorgogliscono l’intera regione. Il Censis ha promosso ai primi posti il sistema universitario dell’Unical (altra premiata fabbrica di cervelli con infelice record di esportazione). La città è viva, vitale, pronta alla sfida di un’ulteriore, ormai indispensabile, crescita, anche pensando al vecchio e contestato progetto di “Grande Cosenza” che prevede la fusione di Rende e Castrolibero nel capoluogo.

Invece, Reggio sta languendo, sta morendo, asfissiata dall’indifferenza e dalla cattiva gestione (?) della cosa pubblica. 

Basta fare un giro in città per domandarsi come sia possibile questo livello di abbandono e, a più riprese, di degrado sotto tutti i punti di vista. L’occasione del cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi poteva essere l’occasione di rilancio in chiave turistica di una città che profuma di cultura in ogni suo angolo. Invece, l’unico profumo, pardon, olezzo, è quello della spazzatura che disegna un paesaggio intollerabile e indegno di una città civile.

Il deputato reggino Francesco Cannizzaro ha scritto l’altro ieri una bella lettera ai reggini invitandoli “a rialzarsi e combattere”, ma è stato sbeffeggiato da una sinistra che, da parte sua, mostra chiaramente di avere perso il senso dell’orientamento. Non che le dichiarazioni d’intento di Cannizzaro debbano essere considerate vangelo, tutt’altro, ma anziché costruire in questa città c’è l’innnata vocazione a distruggere e a impedire il benché minimo segno di apertura dall’una e dall’altra parte della contesa politica.

Cannizzaro, a rischio di cadere nel ridicolo, si lancia in una serie di affermazioni che non possiamo che ritenere oltremodo ottimistiche a proposito dell’Aeroporto dello Stretto: «abbattimento delle limitazioni, ammodernamento dell’aerostazione, piano integrato di collegamenti con i porti di Reggio e di Messina, reinserimento del personale ex Alitalia, coinvolgimento di compagnie lowcost». 

Ma di quale aeroporto sta parlando Cannizzaro? Di uno scalo fantasma, sicuramente, visto che l’abbandono è totale: bastano quattro sterpaglie a fuoco per cancellare i pochi voli rimasti. Sono trascorsi tre anni dal famoso 5 agosto 2019 quando venne annunciato in pompa magna l’utilizzo dei 25 milioni del famoso “emendamento Cannizzaro” che assegnava allo scalo quest’inaspettata dote finanziaria (incrementata poi di altre 3 milioni dai fondi di coesione). Bene di questi 28 milioni, dopo tre anni, non è stato speso un centesimo, non sono nemmeno stati indetti i bandi di gara per delle soluzioni che il viceministro leghista Morelli ha definito, senza giri di parole, ridicole e inutili. Al contrario, però, sono stati mandati a casa lavoratori che avevano esperienza e competenza, è stato ridotto al lumicino il traffico passeggeri con l’offerta volativa più assurda che uno scalo, in posizione strategica per servire anche la dirimpettaia Messina, potesse studiare. E nel frattempo c’è stata la crisi della ormai defunta Alitalia e il continuo depotenziamento anche dello scalo Sant’Anna di Crotone, a tutto vantaggio dell’aeroporto internazionale di Lamezia, che è molto vicino per come si presenta a uno scalo da terzo mondo. 

Quale criterio ha permesso di cancellare uno scalo che negli anni passati aveva un traffico di tutto rispetto e raccoglieva consensi per la puntualità e la funzionalità delle tratte servite? Quale miope strategia ha potuto fare in modo che lo scalo dello Stretto divenisse inutile e superfluo, quando, in realtà, la Citta Metropolitana ne avrebbe dovuto curare il rilancio e programmare il futuro? E forse è il caso di ricordare che la Ita, che è subentrata all’Alitalia, è tutta di proprietà pubblica: utilizza denaro dei contribuenti ma non ripaga gli stessi (quelli della Calabria) con una politica di sviluppo aeroportuale. Non ci sono scusanti per una società pubblica: le tratte si garantiscono anche se non producono ricavi, ma nessuno – a quanto pare – lo ha fino ad oggi rinfacciato ai responsabili amministrativi dell’Ita, che sullo scalo reggino mantengono l’indifferenza assoluta. Come nessuno si preoccupa di far valere il criterio della continuità territoriale per far risparmiare sul costo dei biglietti aerei. Reggio-Milano a 400 euro diventa un lusso (per Ita) che non si può più tollerare considerando che lo stesso volo da Lamezia costa otto volte di meno.

Del resto, le parole stanno a zero, parlano da soli i fatti. La presupposta limitazione al traffico aereo dello scalo che impedirebbe ai vettori charter e stranieri (in primis RyanAir) ad atterrare è in realtà una “burocratica” pratica di upgrading al tipo di pista che comporta semplicemente una formazione al simulatore di volo. Formazione che costerà al più qualche migliaio di euro per pilota e che società come RyanAir non hanno mai avuto alcuna intenzione di spendere. E ipotizzando qualche centinaio di migliaia di euro da investire, possibile che né alla Regione né alla Città Metropolitana (che pure buttano soldi in iniziative inutili e prive di ritorno) sia mai venuto in mente di mettere a disposizione la somma necessaria per formare i piloti delle compagnie sprovvisti della richiesta abilitazione per lo scalo dello Stretto? (I piloti dell’Alitalia ce l’avevano tutti…)

È mai venuto in mente a qualcuno, in Cittadella, che forse investendo qualche soldo sulle compagnie aeree si potrebbero incentivare i voli? Il volo del mattino richiede il pernottamento dell’equipaggio che arriva la sera prima: quanto costa alloggiare e offrire il soggiorno a 10-12 persone? È una spesa impossibile per la Regione? Se sì, dimenticatevi di decollare da Reggio al mattino. Dimenticatevi dell’aeroporto, e di qualsiasi idea di sviluppo turistico. 

Come vengono i turisti a vedere i Bronzi?  Atterrando a Lamezia o a Catania? E dire che la Regione ha stanziato ben 500mila euro da destinare ai collegamenti aeroporti-siti turistici: per Reggio (non ridete, per favore) la Regione investe per due mesi oltre 90mila euro per tre collegamenti “turistici” a mezzo bus. Per la cronaca, circa 15mila per la tratta Bagnara-Scilla-Villa S. Giovanni-Reggio-Aeroporto, circa 17 mila per la tratta Aeroporto-Reggio-Gambarie-S. Stefano d’Aspromonte e ben 58mila per la tratta Reggio-Bova Marina-Bovalino-Siderno-Marina di Gioia-Roccella Jonica-Caulonia. In buona sostanza 1.500 euro al giorno per compensare i bus turistici che collegheranno  l’Aeroporto dello Stretto. Per quali voli e quali passeggeri, rinunciamo, dolorosamente rassegnati, a domandare. (s)

Chindemi (Task Force Aeroporto RC): Basta prevaricazioni ai danni di Reggio

Il coordinatore della task force per l’Aeroporto dello Stretto, Salvatore Chindemi, ha chiamato in causa la Regione – e il presidente Roberto Occhiuto – e la Sacal per chiedere notizie sui lavori annunciati per l’ammodernamento dell’aerostazione e il superamento delle limitazioni.

«A questo punto si abbia il coraggio di ufficializzare la fine dell’Aeroporto dello Stretto» ha detto Chindemi, chiedendo «cosa o chi impedisce al Presidente Occhiuto di mantenere l’impegno, assunto il 7 di Febbraio con i due sindaci facenti funzioni Carmelo Versace e Paolo Brunetti, della Città Metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, di rivedersi dopo l’acquisizione, da parte dell’Ente Regionale, delle quote sociali di Sacal, acquisite in precedenza da privati, per concordare il futuro dello scalo reggino? Può un Presidente Regionale venir meno ad un impegno assunto durante un incontro istituzionale?».

«Risulta imbarazzante ed increscioso ammettere pubblicamente che lo scalo lamentino è stato, oramai eletto come l’unico scalo operante in Calabria e che quello reggino è, di fatto, un inutile ed ingombrante accessorio? Chi ha avuto una investitura popolare – ha proseguito Chindemi – e pretenderebbe di essere riconfermato, spieghi, al territorio che rappresenta, come ritiene di fronteggiare adeguatamente questo ignobile scippo dell’attività, volativa e non, del nostro aeroporto».

«Chi ha, quasi giornalmente – ha detto – l’opportunità di interloquire con i rappresentanti della società di gestione dei tre scali calabresi, castrati chiaramente di ogni capacità decisionale autonoma, con i vertici Enac nonché con il vettore nazionale, informi la città per quale misteriosa ragione non vengono ripristinati i voli, almeno per Roma e Milano, con partenza il mattino ed il ritorno la sera, promessi ed annunciati una infinita di volte».

«Da cosa o da chi dipende – ha chiesto – la mancata risoluzione delle presunte restrizioni che impedirebbero, ad alcuni vettori, di operare sullo scalo reggino? Qualcuno conosce lo stato dei lavori che renderebbero più moderno ed efficiente il Tito Minniti, utilizzando i finanziamenti del celeberrimo “emendamento Cannizzaro”, peraltro silenti da anni e inesorabilmente bollati come “inutili e dannosi” dal Sottosegretario ai Trasporti (leghista) Alessandro Morelli?».

«E si potrebbe prolungare a lungo questo triste e scandaloso elenco di soprusi ed insopportabili prevaricazioni ai danni di questa città e del suo scalo – ha proseguito – senza il quale la Metrocity diventerebbe una scatola vuota, mentre chi avrebbe l’obbligo istituzionale di difendere il proprio territorio, invece, incomprensibilmente latita e/o collude con i mandanti. Oramai il quaderno delle doglianze è strapieno: il tempo delle lamentele e delle denunce è finito».

«Ognuno, a tutti i livelli – ha evidenziato – sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità. E nonostante i maldestri, quanto inutili, tentativi di delegittimazione della Task force, continueremo a denunciare questo scandalo e, contemporaneamente, sollecitare, nelle competenti sedi nazionali, proposte e soluzioni concrete».

«Da parte nostra – ha concluso – siamo pronti a mettere in campo una società, pubblico privata, adeguatamente capitalizzata, disponibile ad assumere l’onere di una gestione autonoma del nostro scalo. Lasciamo alla città la possibilità di valutare, serenamente, i comportamenti di chi tenta di difendere questo territorio ed, invece, chi concorre a disarticolare le sue strutture, affossandolo definitivamente, sorprendendosi, poi, delle sonore sconfitte elettorali». (rrc)

Morabito (PD): Regione e Sacal rendano noti i programmi per lo sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto

Antonio Morabito, segretario della Federazione Metropolitana del Partito Democratico, ha chiesto alla Regione e a Sacal di rendere noti «i programmi di sviluppo nei confronto dell’Aeroporto dello Stretto».

«Da mesi, per non dire da anni ormai – ha spiegato Morabito – è piombato il più assoluto silenzio sulle attività di sviluppo che dovrebbero interessare il nostro scalo. Ed al di là di qualche vago annuncio non si registrano novità sostanziali, se non una inesorabile e nemmeno troppo lenta spoliazione dell’offerta volativa reggina. L’ultimo in ordine di tempo è stato il volo Reggio-Torino. Notizie recenti riguardano la cancellazione del night-stop, con orari e prezzi improponibili, che era stato inizialmente mantenuto da BluAir dopo la cancellazione delle altre tratte settimanali. In sostanza una debacle annunciata, alla quale circa un mese fa, in seguito alle sollecitazioni pervenute dalle istituzioni reggine, la nuova governance di Sacal aveva tentato di mettere una pezza, annunciando tre nuove destinazioni e rimandando i dettagli ad una comunicazione successiva da li a qualche giorno».

«Ma, nonostante i buoni propositi ad oggi niente di concreto – ha rilevato il segretario – nonostante sia trascorso praticamente un mese e la stagione estiva sia già in fase avanzata. Cosi come si sono perse le notizie del finanziamento per l’ammodernamento dell’aerostazione annunciato in pompa magna ormai quasi quattro anni fa nel corso di una conferenza stampa, proprio presso i locali dell’aeroporto, e che però non ha prodotto ad oggi alcun effetto».

«Non è certo una questione di campanilismo – ha aggiunto Morabito – ma lascia perplessi la circostanza che vede per l’aeroporto di Lamezia l’avvio, quasi a cadenza settimanale, di nuove rotte internazionali. Per carità siamo assolutamente contenti per lo scalo lametino, che costituisce il principale hub aeroportuale della Calabria. Ma ci piacerebbe conoscere qual è l’indirizzo regionale ed i programmi da parte di Sacal circa lo sviluppo dello scalo reggino, sul quale era stata annunciata un’attenzione specifica non più di qualche mese fa. Bene hanno fatto i Consiglieri della Città Metropolitana a chiedere delucidazioni in tal senso».

«Circa un mese fa – ha ricordato – da Palazzo Alvaro si era sollecitato il ripristino dei voli per Roma e Milano ad orari e prezzi accettabili, il minimo sindacale per uno scalo aeroportuale che deve acquisire una vocazione turistica ma che serve quotidianamente i collegamenti dei reggini sui due principali hub nazionali, per motivi di lavoro, di studio o di salute».

«Ed anche su questo fronte – ha concluso – ad oggi da parte di Sacal siamo al nulla di fatto. Cosi come risulta ancora lontana dalle strategie di Sacal l’interlocuzione con il bacino messinese vitale per intercettare l’utenza sull’Aeroporto dello Stretto (che non a caso si chiama cosi) e che potrebbe collegare gli ingenti flussi turistici per le isole Eolie, non solo durante il periodo estivo». (rrc)

Versace, Brunetti: Ripristinare slot su Roma e Milano a prezzi e orari accessibili

I sindaci f.f. della Città Metropolitana di Reggio e del Comune di Reggio, Carmelo Versace e Paolo Brunetti, hanno chiesto di ripristinare, all’Aeroporto dello Stretto, lo slot su Roma e Milano a prezzi e orari accessibili.

«Apprendiamo a mezzo stampa – hanno spiegato – in seguito all’allarme sollevato da Città Metropolitana e Comune di Reggio Calabria, contestuale all’appello pubblico del Presidente di  Confindustria Reggio Calabria, che Sacal starebbe programmando l’attivazione di tre nuove rotte dall’aeroporto dello Stretto. Un fatto certamente positivo, sul quale però avremmo gradito una preventiva interlocuzione con il nuovo Amministratore Sacal, necessaria a concertare i passaggi più opportuni per il rilancio dello scalo reggino, in linea con le aspettative del territorio che ci pregiamo di poter rappresentare».

«Dal punto di vista operativo – hanno proseguito Versace e Brunetti – siamo convinti che, prima ancora di annunciare nuove rotte, la precondizione per una ripartenza dello scalo sia quella del ripristino dei voli giornalieri sulle due direttrici principali di Roma e Milano, attraverso la riproposizione dei medesimi slot esistenti fino a poco tempo fa, con costi accessibili e con orari mattutini e serali che consentano i viaggi in giornata per motivi di lavoro, studio e salute, permettendo anche le combinazioni con destinazioni internazionali, da Fiumicino e Linate, da sfruttare in ottica turistica per l’attività di incoming non solo durante il periodo estivo, ma per tutti i mesi dell’anno, in linea con l’attività di destagionalizzazione che il nostro territorio sta proponendo in chiave turistica».

«Non sfugge, infatti – hanno detto ancora – che nel contesto del nostro territorio metropolitano, l’aeroporto svolge una funzione essenziale non solo per la necessaria continuità territoriale, per spostamenti veloci per coloro che intrattengono relazioni professionali o per i viaggi per motivi di studio e, ahinoi, di salute, ma anche e soprattutto in ottica turistica per la predisposizione di un servizio di trasporto veloce ed accessibile verso il bacino dell’area dello Stretto. Il paradigma da proporre infatti prevede l’utilizzo dello scalo non solo per il territorio della Calabria meridionale, ma anche per il bacino della Città Metropolitana di Messina e per le isole Eolie, straordinario polo di attrazione turistica che va associato, attraverso un’attività sinergica con le istituzioni siciliane, ai flussi volativi del Tito Minniti».

«Su questi aspetti auspichiamo ormai da lungo tempo un confronto reale e operativo con la Regione Calabria e con la Società di gestione – hanno detto Versace e Brunetti – un’interlocuzione che però, nonostante il manifestato ottimismo, le conferenze stampa, l’illustrazione di progetti e gli annunci pubblici, non ha sortito ad oggi alcun miglioramento concreto. Anzi negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un ulteriore depauperamento dell’offerta volativa reggina, oltre al brutto pasticcio dell’aumento delle quote private di Sacal, con il successivo intervento della Regione che però ha semplicemente ripristinato la precedente condizione di equilibrio nell’organigramma societario».
«Consapevoli dell’enorme importanza che lo scalo riveste per il territorio della nostra Città Metropolitana – hanno concluso – auspichiamo oggi un netto cambio di passo rispetto alla tendenza che in questi anni ha prodotto solo una progressiva spoliazione dello scalo da parte di un contesto regionale che, fino ad oggi, si è dimostrato totalmente miope rispetto alle prospettive di crescita e sviluppo che il territorio reggino merita». (rrc)

Franchini (Sacal): Al lavoro su tre nuove rotte dall’Aeroporto dello Stretto

Marco Franchini, amministratore unico di Sacal, ha reso noto che la società è «impegnata quotidianamente per rilanciare il settore aereo regionale, per attrarre nuove compagnie, per attivare nuove rotte, per rafforzare i tre scali della regione, in particolar modo quelli di Reggio Calabria e Crotone, le due realtà che allo stato attuale hanno maggiori margini di crescita».

«Sono alla guida della Sacal da poche settimane, – si legge in una nota – conoscevo le difficoltà esistenti, alcune anche strutturali, ma ciò non mi impedisce di lavorare con determinazione per invertire la rotta e per migliorare, e di molto, l’esistente».

Franchini, poi, ha spiegato che «il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, vuole fortemente investire sugli scali calabresi e sul loro futuro, e sono certo che insieme raggiungeremo importanti risultati per la Calabria».

«In questi giorni – ha proseguito – è giunta la notizia che la compagnia Blue Air ha cancellato – anche a seguito di un recente incidente verificatosi presso l’aeroporto di Napoli – la tratta tra Reggio Calabria e Torino. Stiamo lavorando per trovare una soluzione immediata a questo problema, e soprattutto stiamo operando, in modo strategico e sistematico, per portare a Reggio Calabria tre nuove importanti rotte: nei prossimi giorni avremo novità in merito».

«Gli obiettivi che ci siamo prefissati – ha concluso – si raggiungono solo grazie ad un costante dialogo con le compagnie aeree, – conclude l’amministratore unico –  ad una positiva sinergia con le autorità competenti, e creando le condizioni per attrarre interesse e investimenti attorno agli scali calabresi. Siamo ottimisti e concentrati sulle cose da fare». (rcz)

Aeroporto di Reggio: Versace e Brunetti contro il taglio del volo per Torino

Dopo l’annunciato taglio del volo Reggio-Torino, il sindaco metropolitano ff Carmelo Versace e il sindaco ff Paolo Brunetti hanno rimarcato l’assenza di una strategia mirata al rilancio dello scalo dello Stretto: «Dalla Regione ancora silenzio. Basta annunci, la pazienza è terminata».
I due sindaci facenti funzione, pertanto, chiedono una netta inversione di tendenza sulla gestione regionale dello scalo reggino: «L’aeroporto dello Stretto – hanno dichiarato in una nota congiunta –  continua a perdere pezzi e nonostante i buoni auspici dichiarati dalle autorità regionali, dal Presidente Occhiuto e dalla società di gestione regionale Sacal, purtroppo l’ultimo annuncio di una compagnia aerea riguarda la cancellazione di un altro volo, quello per Torino, già programmato per l’estate 2022».
«Abbiamo sempre affermato che lo sviluppo del Tito Minniti richiede uno sforzo corale da parte delle istituzioni territoriali, a partire da chi ormai da tanti anni detiene la gestione dello scalo attraverso la società regionale. Non è nostra intenzione puntare il dito contro nessuno, ma gli auspici a più riprese dichiarati dal presidente Occhiuto, che nei mesi scorsi ha continuato a chiedere pazienza al nostro territorio, ad oggi non risultano assolutamente rispettati. E la pazienza da parte dei reggini è da considerarsi terminata. Non solo infatti non si registrano miglioramenti per l’offerta volativa in riva allo Stretto, a fronte di un aumento di voli e compagnie che interessano invece l’aeroporto di Lamezia, ma addirittura una delle poche compagnie operanti sul nostro scalo pare aver deciso di tagliare uno dei voli già previsti per questa estate, in nome di un ritardo nelle consegne degli aeromobili».
«Non è certo il migliore degli auspici per la rivoluzione copernicana annunciata da Occhiuto – conclude la nota – anzi l’impressione è che la programmazione regionale di Sacal, nonostante gli annunci, continui a privilegiare lo scalo di Lamezia a danno di quello di Reggio Calabria, anche in una stagione importante come questa con l’anniversario dei Bronzi ormai alle porte. Neanche i tanto sbandierati interventi per l’ammodernamento dello scalo reggino hanno prodotto alcunché. A tre settimane dalla nomina del nuovo Amministratore di Sacal vige ancora il silenzio più assoluto circa i programmi di crescita annunciati dalla Regione per l’aeroporto dello Stretto. Anzi l’unica notizia riportata da alcuni organi di stampa, ad oggi, riguarda il taglio di un altro volo, circostanza sulla quale ci piacerebbe conoscere il parere del Presidente della Regione e della compagine di Sacal, soggetti entrambi preposti per dovere istituzionale, e non certo per gentile concessione, ad informare i calabresi e soprattutto i reggini, sulle intenzioni che riguardano il nostro aeroporto». (rrc)

L’assessore Minasi: Rassicurazioni dal viceministro Morelli su Porto Saline Joniche e Aeroporto dello Stretto

L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Tilde Minasi, ha incontrato il viceministro alle Infrastrutture, Alessandro Morelli, che ha rassicurato «sull’impegno concreto suo e del Governo circa una serie di Infrastrutture cruciali per l’area di Reggio e per l’intera Calabria, sulle quali già nei mesi scorsi aveva concentrato la sua attenzione e sta continuando a lavorare: il Porto di Saline Joniche e l’aeroporto di Reggio».

«Quanto allo scalo aeroportuale reggino – ha spiegato Minasi – il Viceministro ha nuovamente ribadito l’indifferibile necessità di intervenire sulla sua accessibilità, sia stradale – per la quale già a settembre scorso, ospite a Reggio, aveva annunciato l’individuazione con Anas di apposite risorse per l’apertura di uno svincolo da anni non operativo – sia ferroviaria e marittima, con un accesso ferroviario diretto all’interno dell’aerostazione e il definitivo potenziamento operativo dei collegamenti via mare tra l’Aeroporto e Messina, reperendo i fondi necessari anche attraverso un tavolo tecnico dedicato all’interno del Ministero».

 «Quanto invece al porto di Saline – ha continuato l’Assessore Minasi – dopo il suo inserimento nell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, la struttura potrà allargare a completare l’offerta retroportuale del nostro territorio, in una posizione peraltro strategica, ampliando così le opportunità di progresso del tessuto economico reggino e calabrese».

«Lo sviluppo – ha detto ancora – non può prescindere da Infrastrutture nuove ed efficienti. Il Presidente Occhiuto lo sa bene – sottolinea ancora Minasi – e sta lavorando intensamente su questo fronte, per recuperare anni di ritardo che hanno penalizzato la nostra Regione: dall’Alta velocità alla Statale 106 Jonica, al porto di Gioia Tauro e così via dicendo, sta coinvolgendo i Sindacati perché insieme si possa agire sul Governo per rendere la Calabria una priorità della sua azione».

«Poter contare, dunque – ha concluso – sull’attenzione del Viceministro al ramo è molto importante. Nel caso dell’Aeroporto di Reggio, ad es., la creazione definitiva di un collegamento rapido e diretto dal comprensorio reggino e dalla Sicilia significa finalmente dar corpo al sogno di un’area dello Stretto estesa e viva, con ricadute fondamentali non solo in tema di turismo – che dovrebbe essere principale propulsore della nostra economia  – ma anche di attrazione di investimenti industriali e di altro tipo, portatori di ricchezza e occupazione. Ringrazio nuovamente, dunque, il Viceministro Morelli – conclude Minasi – felice anche di poter constatare, ancora una volta, quanto l’impegno della Lega per la Calabria sia sempre molto forte e come l’asse leghista tra Regione e Stato continui a regalare ottime prospettive per il nostro futuro». (rrm)