di SANTO STRATI – Un distacco pesante dall’avversario di centrosinistra rimarca la vittoria di Fabio Roscioli su Frank Benedetto: è in realtà la vittoria-bis di Cannizzaro che ci ha messo la faccia (oltre a tutta l’animosità che lo caratterizza da sempre) con accanto il Presidnente Occhiuto. Una scommessa per due pienamente riuscita e un futuro nazionale (non c’entra niente Vannacci) che adesso viene riscritto con un’altraottica. La vittoria marcata del centro destra indica che la colazione sa essere coesa e inattaccabile e rappresenta in Calabria la punta di diamante del futuro di Forza Italia. Occhiuto, che continua a ripetere di non essere interessato, può puntare al prosimo congresso del partito (a gennaio) a spodestare l'”amico” Tajani (che a Reggio non si è visto) dalla segreteria giocando la carta del liberalismo democratico che può (e deve) fare a meno di Vannacci e dei suoi sodali. E Cannizzaro può vantare, ancora una volta, di essere davvero una “macchina da guerra” nelle elezioni. Ha riconquistato la fiducia dei suoi elettori (a Reggio città Fabio Roscioli ha stravinto) sostenendo che votare Roscioli equivale confermare la fiducia nel nuovo Sindaco.
I dati definitivi danno il 51,02% dei voti (38.359) a Fabio Roscioli (cdx), il 36,59% a Frank Benedetto (27.511 voti) (csx),il 10,94% a Domenico Giannetta (8.226 voti) e l’1,44% a Francesco Toscano (1.085 voti) (Dsp). Hanno votato 77.165 elettori su 345.486 aventi diritto al voto, e sono stati convalidati 75.181 voti. 1.387 le schede nulle, 596 le schede bianche, 1 scheda contestata.
In questa tornata elettorale ha votato appena il 22,34% degli aventi diritto al voto (ma oltre 58.000 caòabresi iscritti all’anagrafe esterna non hanno potuto votare, ma il loro numero ha concorso nella statistica dell’affluenza). In pratica ha votato un elettore su cinque. C’è chi grida alla lesione democratica, ma nelle suppletive in genere va sempre così, una partecipazione modesta al voto, e in questo caso – a mio avviso – è mancata anche una comunicazione “virale” sull’appuntamento elettorale. Ancora ieri c’era tanta gente che non sapeva delle elezioni. Gli ultrasettantenni non guardano i social, molti non leggono i giornali, le vecchine sedute fuori della porta in molte aree interne si scambiano pettegolezzi sulle cose del paese, ma ignorano i media, da cui sono a loro volta ignorate. Un tempo arrivava il certificato elettorale a casa, difficile dimenticarsi dell’appuntamento con le urne: oggi con la tessera elettorale, dimenticata in qualche cassetto, la memoria si perde…
L’elemento più rilevante è il “crollo” della colazione del campo largo. Giusto due giorni fa, un nsondaggio sulle intenzioni di voto dava il 43% al “campo largo”: bene, qui al collegio 05 il campo largo non ha risposto come avrebbe dovuto. C’era una coalizione gioiosa di dodici liste, ma ha prevalso il fuoco amico e il rifiuto di andare alle urne. Il risultato dovrebbe stimolare quanto meno un acceso confronto tra i “reggenti” del centrosinistra calabrese e il territorio. Evidentemente, manca questo elemento di dialogo e di discussione, senza il quale il risultato è una continua batosta elettorale. Il centrosinistra va – regolarmente – a perdere, quasi gioiosamente, ogni consultazione elettorale e nessuno si domanda perché. Forse è arrivato il momento di una seria riflessione e di un dibattito fuori dai denti. Ma, sicuramente, nessuno si aspetti le (dovute) dimissioni di chi è responsabile di questo continuo disastro elettorale. E se si andrà a votare – come si sussurra nei Palazzi romani – in primavera, con questa pochezza di idee e l’assenza continua di una figura leader in grado di coagulare gli impegni, sarà una nuova débacle, pur avendo la vittoria molto vicina viste le debolezze meloniane nella coalizione.
L’altro elemento da considerare riguarda Vannacci. I calabresi hanno votato Giannetta (l’uomo “moderato”) e non il generalone? Difficile poterlo affermare, ma non sono questi i risultati che i futuristi del generalone si aspettavano per dettare condizioni alla coalizione di centrodestra. Vannacci non ha sottratto voti al centrodestra, forse li ha levati al campo largo (che in questo caso si è ristretto a insaputa dei suoi mancati elettori), ma le analisi politiche è ancora troppo presto per vederle assumere contorni precisi.
Intanto, lo “straniero” (cavallo di battaglia – perdente – del csx) ha conquistato il seggio e raccolto il consenso dei reggini che hanno ridato fiducia a Cannizzaro. Adesso per l’avvocato romano ci sarà ui vero tour de force per portare a compimento i tanti dossier aperti che stanno sui tavoli romani. Un’impresa non facile, né tantomeno semplice ma Reggio, il suo territorio metropolitano, e, soprattutto, l’intera Calabria non possono attendere oltre. È il momento buono per cambiare radicalmente le cose e trasformare le promesse-miraggio in solide realtà. Lo vedremo nei prossimi mesi. (s)
(courtesy foto LaCnews24)
