di SANTO STRATI – Scorrendo le liste dei candidati depositate ieri entro mezzogiorno (termine ultimo consentito) e guardando i numeri della coalizione di centrodestra, viene naturale immaginare che non ci sia partita. Il centrodestra può fare tranquillamente gol a porta vuota. Dall’altra parte non ci sono antagonisti in grado di sbaragliare la facile vittoria del deputato azzurro Francesco Cannizzaro e l’unica alternativa seria, quella del Polo Civico, testardamente portata avanti dal dott. Eduardo Lamberti Castronuovo, medico, editore e tante altre buone cose ancora, non ha i numeri per fare scintille in grado di appiccare il sacro fuoco del cambiamento. Quello che i reggini con la testa sulle spalle sognano da anni, con l’intento di una rivoluzione gentile che smonti la politica usurata e di maniera che 12 anni di sindacatura Falcomatà ha offerto ai cittadini. Sempre presente per le photo opportunity di inaugurazioni, premi e cotillons, ma poco reattivo alle reali esigenze di cambiamento che una città in agonia chiedeva senza avere ascolto.
Scordiamoci il passato e guardiamo il futuro: questa città è in totale stato di abbandono, i cittadini pagano tasse comunali altissime in cambio di servizi inesistenti o inadeguati (leggi spazzatura, tanto per fare un esempio pratico), oltre a gabelle che premiano dirigenti e penalizzano gli abitanti che incorrono in qualche contenzioso con il Comune (una follia quest’ultima da sanare subito). È una città che vive di illusioni e di chimere, alimentate da ospiti illustri di passaggio, che però non vanno oltre i sogni del primo mattino: appena svegli scompare la memoria del sogno e ci si trova davanti alla drammatica realtà del quotidiano. Prezzi alle stelle, politiche del lavoro pressoché inesistenti, sanità affidata alla generosità e al buon cuore degli ottimi medici di famiglia o dei meravigliosi specialisti del Grande Ospedale Metropolitano (GOM) che sopperiscono con grande fatica all’improponibile realtà della sanità regionale che non riesce in alcun modo a venire incontro a chi ha bisogno di cure.
S-profondo Sud, verrebbe da dire, dove, tanto per fare un esempio, per fare un ponticello sul Calopinace (poche decine di metri) ci vogliono anni e ogni volta si scopre che sono sbagliate le misure. Dove per il Lido Comunale, in vergognoso degrado da anni, ci si ricorda dei lavori necessari puntualmente la settimana prima che si apra la stagione balneare. Dove lo sviluppo del territorio si basa sulla conoscenza del burocrate di turno che dà lo sprint a pratiche che rischiano di sonnecchiare per anni. E il cahier de doléances sarebbe lunghissimo.
Lo sa benissimo Francesco (Ciccio) Cannizzaro che, da consumato attore della politica nazionale, annusa e soppesa l’aria che tira reagendo di conseguenza. È certo di vincere, ma, astutamente, mostra l’umiltà necessaria per essere credibile anche con chi non lo ama molto.
La sua candidatura ha un solo dilemma: vincere o stravincere? Nel primo caso, una vittoria di maniera significa che, alla fine è prevalso il fuoco amico con l’ipocrisia di chi ha consumato le labbra in baci affettuosi, una stra-vittoria indicherà che all’appello hanno risposto tutti. Ma questo significa che le cambialette elettorali da pagare si raddoppiano. Stravincere potrebbe diventare una complicanza con i tanti che pretenderanno riconoscenza, secondo una tradizionale e antica usanza mai venuta meno.
È allora, qui, che si capirà se l’ex-deputato e ora<ale – mostrare gli artigli e tenere a bada i questuanti, mantenendo gli impegni presi con i reggini. Ovvero, il cambiamento si può fare e la squadra scelta per amministrare dovrà lavorare di gomito, dimenticando qualsiasi altra attività.
Un impegno molto serio, a parole, difficile da mantenere se subentrerà e prevarrà l’arte del compromesso che sta alla base della politica. Sfidare la tradizione delle cambialette politiche da pagare sarebbe il primo vero gesto da sindaco che vuole davvero trasformare la Città.
Non ci dimentichiamo che Reggio nei prossimi anni, sia come Comune sia come Città Metropolitana, avrà da gestire una montagna di soldi per le opere pubbliche (anche se non si dovesse fare il Ponte) e le infrastrutture che la mobilità regionale non può più permettersi di rinviare. Una politica del fare (che peraltro è congeniale a “Ciccio”) significherà volere davvero il bene dei cittadini e della Città.
L’ipotesi del ballottaggio è estremamente remota, ma va comunque considerata: la destra, storicamente, al ballottaggio perde regolarmente. Non fosse mai, ma con questa sinistra inesistente i mali di Reggio non troverebbero rimedio. L’analisi del “non fatto” parla da sola e la disaffezione e lo scoramento che si coglie negli elettori di sinistra bastano a far capire non basterà cambiare area politica nell’amministrazione, ma occorreranno gli uomini e le donne capaci di portare a termine un progetto di rinnovamento.
Il Polo Civico si presenta con una lista di persone tutte per bene ma manifesta chiaramente la sua debolezza: non sono classici portatori di voti e la “rivoluzione gentile” dei civici dovrà essere ancora una volta rinviata.
A Cannizzaro, se eletto, toccherà lavorare 18 ore al giorno, rimboccandosi le maniche e mettendo insieme una squadra non solo di amministratori con gli attributi, ma anche di collaboratori efficaci ed efficienti in grado di supportare un’azione che potrebbe (e dovrebbe) essere davvero”rivoluzionaria”.
Auguri.







