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DA LAMEZIA LA SFIDA ALLE BIOTECNOLOGIE
GIÀ PRONTE LE PRIME LINEE DI RICERCA

Il Rettore Giovambattista De Sarro e il prof. Franco Romeo

di SANTO STRATI – Chi pensasse che il bellissimo, grande progetto del Renato Dulbecco Institute che vedrà a luce a Lamezia presso la Fondazione Mediterranea Terina fosse solo uno dei tanti annunci senza seguito dovrà ricredersi. Il dinamismo della squadra coordinata dal Commissario della Fondazione, prof. Pino Nisticò, con il Presidente della stessa, il Rettore dell’Università Magna Graeci di Catanzaro prof. Giovambattista De Sarro risulta subito agli occhi: da Lamezia parte davvero la sfida alle biotecnologie, prim’ancora che vengano allestiti i laboratori, sono già state inviate da San Francisco le molecole pronectine che serviranno ad avviare le prime due linee di ricerca che risultano di grandissima attualità e originalità. Questo significa operare per la Calabria con competenza e capacità, con l’obiettivo di offrire spazio per la formazione e la specializzazione dei nostri ragazzi:  la ricerca scientifica che partirà da Lamezia mostrerà, dunque, dal primo momento la massima autorevolezza con finalità scientifiche di primissimo ordine. Questa di Lamezia e dell’Istituto intitolato al premio Nobel Renato Dulbecco, grande scienziato catanzarese che ha anche insegnato alla Facoltà di Medicina del Capoluogo, non è una scommessa, ma sta diventando, giorno dopo giorno, con una velocità impressionante, una magnifica realtà che proietterà la Calabria nel mondo della comunità scientifica con la dovuta ammirazione (e fors’anche tanta sana invidia). Fatto sta che già dopo le prime riunioni convocate a Catanzaro, il mondo dei ricercatori – non solo calabresi – ha mostrato un grande entusiasmo per l’iniziativa e offerto immediatamente la propria disponibilità e adesione piena al progetto.

L’altro ieri, su convocazione del prof. Giovambattista De Sarro, (Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione)  e del prof. Pino Nisticò (Commissario della stessa) si è riunito ieri mattina presso il rettorato di Catanzaro il Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Renato Dulbecco per discutere sulle linee di ricerca e sui progetti da presentare per ottenere finanziamenti a livello nazionale e della Commissione europea e così avviare le attività scientifiche innovative dell’Istituto sotto la regia del prof. Roberto Crea, Presidente della Fondazione.

Dopo la teleconferenza con il Presidente della Regione Jole Santelli, la quale ha già dato il via libera alla preparazione dei laboratori di ricerca presso la Fondazione Mediterranea Terina, il prof. Crea con grande rapidità e lucidità ha già inviato da San Francisco due linee di ricerca di grandissima attualità e originalità. La prima riguarda l’impiego delle pronectine come nuovi farmaci anticoronavirus, la seconda riguarda l’uso di pronectine, che superano gli effetti terapeutici degli anticorpi monoclonali (mab) nel trattamento del cancro. Infatti, le pronectine sono proteine di più piccole dimensioni molecolari rispetto ai mab, più biodisponibili, più efficaci e più tollerate. Inoltre, le pronectine – ha spiegato il prof. Crea – non sono immunogene e pertanto non evocano, come fanno i mab, anticorpi che neutralizzano gli effetti dopo ripetute somministrazioni.

I membri del CTS dopo aver sentito le proposte del prof. Crea hanno espresso grande interesse per questa collaborazione iniziale con la Protelica di San Francisco, oltreoceano, ma che fra un anno sarà operativa presso l’Istituto Renato Dulbecco di Lamezia. Alla discussione hanno preso parte tutti i membri del CTS e, in particolare, il prof. De Sarro e i suoi collaboratori di Farmacotossicologia, hanno espresso interesse allo sviluppo di farmaci e mab contro la malattia di Alzheimer e le lesioni neurodegenerative da erbicidi e pesticidi.

Il prof. Vincenzo Mollace, già Preside della Facoltà di Farmacia, il prof. Franco Perticone, già direttore della Medicina interna dell’Università Magna Graecia e il prof. Mino Pelaia, clinico eccellente nel campo respiratorio, studieranno anche in collaborazione con il prof. Sir Salvador Moncada di Londra e il prof. Franco Romeo, Direttore della Cardiologia dell’Università di Tor Vergata, gli effetti e soprattutto i meccanismi molecolari alla base della patogenesi delle lesioni dell’apparato respiratorio e dell’apparato cardiovascolare indotte da coronavirus, ma anche da inquinanti presenti nell’ambiente.

Ricco di emozioni è stato l’intervento del prof. Pierluigi Tassone, responsabile dell’Oncologia del Policlinico di Germaneto, il quale ha confessato che finalmente «è orgoglioso di riprendere le ricerche che aveva iniziato circa venti anni orsono con il famosissimo prof. Soldano Ferroni Direttore dell’Oncologia del New York Medical College e soprattutto di avere oggi la fortuna di poter collaborare con il prof. Crea, padre delle biotecnologie, che metterà a disposizione una serie di molecole originali come le pronectine per combattere leucemie e altre forme di tumori solidi».

Il prof. Nisticò ha ricordato che il prof. Tassone è stato uno dei migliori studenti presso la Facoltà di Medicina, quando lui insegnava a Catanzaro, e insieme con il prof. Pier Sandro Tagliaferri rappresentano oggi oncologi fra i più stimati in Italia, di esperienza internazionale, che hanno saputo realizzare presso il Policlinico di Germaneto i reparti della cosiddetta Fase I delle sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci, prima dell’immissione in commercio, reparti autorizzati a tale scopo dall’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco. Tali reparti – ha sottolineato Nisticò – purtroppo non sono stati ancora completati né all’Università di Roma Tor Vergata né all’Università La Sapienza».

Il dr Michelangelo Iannone e la dr.ssa Maria Mena Arbitrio, qualificati ricercatori del CNR, hanno avanzato la proposta di stipulare una Convenzione fra la Fondazione Renato Dulbecco e il CNR di Catanzaro e di Cosenza, che, pur esistendo sul territorio da circa 40 anni, hanno bisogno di un maggiore impulso per essere competitivi con altri qualificati istituti del CNR a livello nazionale.

Il prof. Alfredo Focà già Direttore della Microbiologia dell’Università Magna Graecia, insieme con il prof. Lillo Bonina, virologo di fama internazionale presso l’Università di Messina, si sono mostrati entusiasti di partecipare al progetto coronavirus, valutando gli effetti delle spike proteins in vari modelli sperimentali in vivo e in vitro e caratterizzare il profilo terapeutico delle pronectine.

Infine, il prof. Stefano Alcaro, direttore della Chimica Farmaceutica della Facoltà di Farmacia di Catanzaro, Presidente della Fondazione Crisea di Condoleo, Belcastro, ha proposto di stipulare una Convenzione di collaborazione scientifica con il Renato Dulbecco Institute, nonché una Convenzione con il dottorato in Scienze della Vita. Dal punto di vista scientifico, il prof. Alcaro sarà lieto di fornire le proprie competenze nel modelling dei mabs e delle pronectine.

Inoltre il prof. Giuseppe Viglietto, direttore della Genetica molecolare della UMG, ha espresso la propria disponibilità a fornire il suo know how ben riconosciuto a livello internazionale, per attivare i laboratori di Biologia e di Genetica molecolare che saranno uno dei due pilastri fondamentali dell’Istituto di Lamezia.

Dopo questo primo incontro – ha riferito il prof. Nisticò – sarà organizzata a breve una riunione presso il Rettorato di Catanzaro dei componenti del CTS dell’Università Unical, fra cui il prof. Sebastiano Andò, già Preside per oltre vent’anni della Facoltà di Farmacia, e il prof. Franco Rubino, già Preside della Facoltà di Economia, e il prof. Massimo La Deda, nanotecnologo di fama internazionale.

Dopo aver raccolto le linee di ricerca dei due Atenei ci sarà, non appena possibile, un incontro dei membri del CTS con il prof. Roberto Crea, il quale, come ha promesso al Presidente Santelli, prenderà il primo volo disponibile per la Calabria appena cessata la fase di lockdown in California. In tale occasione saranno approvati i primi progetti di ricerca del Renato Dulbecco Institute.

Nel contempo, il prof. Nisticò sta elaborando con gli esperti del Comitato organizzatore della Fondazione, di cui è Presidente il dott. Gianfranco Luzzo, già suo capogabinetto alla Regione e assessore regionale alla Sanità, e Vice-presidente il prof. Santino Gratteri dell’UMG di Catanzaro, il progetto esecutivo per la ristrutturazione funzionale dei laboratori della Terina e il Project Financing con la collaborazione di Armando Pagliaro, già eccellente dirigente della Regione in tale settore, per trovare le risorse necessarie in modo tale che entro il mese di settembre il dossier completo possa essere presentato, insieme con il sindaco di Lamezia Terme avv. Paolo Mascaro, al Presidente della Regione Jole Santelli per la sua approvazione. Questo significa che entro l’anno, se la Regione metterà le risorse necessarie, i laboratori di ricerca presso la Fondazione Terina potranno essere già pronti per accogliere scienziati e ricercatori dalla Calabria, ma anche da tutto il mondo: l’autorevolezza dello staff scientifico messo insieme dal prof. Nisticò, che – ricordiamolo – è un farmacologo di fama mondiale, e la carta vincente di un grand eimpegno cui la Regione non deve sottrarsi, con il coinvolgimento dell’Unical e dell’Università Magna Graecia. L’eccellenza dei nostri giovani scienziati chiamati da ogni parte del mondo e non solo in Italia, potrà dunque cominciare a farsi valere in Calabria. Terra di sole, di mare e… oggi anche di Ricerca. (s)

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