40 studenti calabresi al Campus Antimafia sociale di R-Esistenza Anticamorra di Scampia

Sono 40 gli studenti, provenienti dal corso di Pedagogia attivo presso il Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria e dal collettivo studentesco Disobb3dienti dell’istituto Ciliberto di Crotone, a partecipare al Campus di Antimafia sociale di R-Esistenza Anticamorra, diretto da Ciro Corona, organizzato a Scampia presso l’Officina delle Culture Gelsomina Verde e dedicato al trentennale di Capaci e via d’Amelio.

I giovani saranno accompagnati dai loro docenti, Giancarlo Costabile dell’Unical, e Rossella Frandina del Ciliberto.

Nella due giorni di studio, liceali e universitari lavoreranno – attraverso incontri e testimonianze presso il Fondo Amato-Lamberti di Chiaiano (confiscato alla camorra) e le Vele di Scampia – su una serie di parole chiave che costituiscono la grammatica sociale dell’antimafia partenopea di Ciro Corona: capitalismo predatorio, borghesia mafiosa, beni comuni, riuso sociale dei beni confiscati, sovranità popolare e riterritorializzazione educativa.

Domenica 29 maggio, le attività formative si concluderanno presso l’Officina Gelsomina Verde con l’inaugurazione del Murale dell’accoglienza e della mostra su Frida Kahlo di Paola Quatrale, discutendo in questa importante occasione dell’arte quale strumento di liberazione delle coscienze dalla cultura della violenza, della prevaricazione e dello sfruttamento. (rrm)

 

UNICAL AMBIENTE IDEALE PER LA RICERCA
IL PREMIO EUROPEO VALE L’ECCELLENZA

di FRANCO BARTUCCI – L’Università della Calabria premiata dalla Commissione Europea quale ambiente ideale per la ricerca. Entra così nel gotha degli atenei italiani che hanno ricevuto l’HR Excellence in research, che garantisce piena adesione ai principi della Carta europea dei ricercatori e al Codice di condotta per il reclutamento. Tale riconoscimento è stato conferito nell’ambito dell’iniziativa Human Resources Strategy for Researchers (HRS4R).

Un percorso finalizzato all’adeguamento della condotta di un’istituzione ai principi della Carta europea dei ricercatori e del Codice di condotta per il reclutamento dei ricercatori (C&C). In Italia solo 16 Università hanno ottenuto tale riconoscimento e tra questi l’Unical , una delle 4 collocate a Sud di Roma.

Il percorso è iniziato il 25 marzo del 2021 concludendosi un anno dopo, con la candidatura del progetto UniCal longs 4 Excellence, coronandosi così con un successo pieno. Il risultato ottenuto accresce la visibilità internazionale dell’Ateneo come ambiente di lavoro stimolante per le ricercatrici e i ricercatori, rendendolo così più attrattivo nei confronti dei migliori studiosi nazionali e internazionali.

Un risultato che porta il Rettore, prof. Nicola Leone, a dire: «Sono particolarmente soddisfatto per il riconoscimento che la Commissione Europea ci ha tributato accettando il nostro progetto senza alcuna revisione. Un piano strategico importante, dato che oggi più che mai, visti i cambiamenti nel mondo della ricerca universitaria, è necessario contare su un ambiente di lavoro accogliente e positivo. Nel mio programma di governance, non a caso, ho posto particolare attenzione alla necessità di prendersi cura delle risorse umane e del loro benessere lavorativo. Perché la ricerca di qualità e di eccellenza si ottiene solo in contesti stimolanti e inclusivi».

 «Il riconoscimento “HR Excellence in research” – ha dichiarato ancora Leone – è stato attribuito per la prima volta nella storia dell’Unical. I vantaggi non riguardano solo i ricercatori, ma tutto l’ateneo che diventerà un modello per il suo ambiente di lavoro fervido, favorevole alla crescita dei ricercatori. Il riconoscimento sarà, inoltre, garante dell’impegno dell’istituzione ad assicurare procedure di reclutamento e di valutazione eque e trasparenti. La comunità europea ha creduto nel nostro progetto. Intraprendiamo così un percorso virtuoso di crescita e di allineamento alle direttive europee, creando un ambiente accademico sempre più positivo e di alta qualità».

Per capirne l’importanza vediamo cosa prevede la Carta Europea dei ricercatori e il codice di condotta. I principi espressi sono quaranta, suddivisi in 4 aree tematiche: procedure di reclutamento; aspetti etici e professionali; condizioni di lavoro e previdenza sociale; nonché formazione. 

Il riconoscimento è stato attribuito dalla Commissione all’Unical in quanto i valutatori hanno apprezzato l’attenzione prestata nell’allineare le pratiche riguardanti la gestione delle risorse umane a quelle della Carta e dei principi del Codice. 

«L’analisi presentata è risultata completa e l’action plan ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti per l’utilizzo del premio HR Excellence in Research – si legge nella nota della Commissione. Il premio riflette l’impegno a migliorare continuamente le politiche in materia di risorse umane in linea con la Carta europea dei ricercatori e il Codice di condotta per il reclutamento dei ricercatori, in particolare l’impegno a realizzare procedure di reclutamento e valutazione eque e trasparenti».

Il Team Unical – «Un importante risultato per l’intero ateneo che, da oggi, fa parte della ristretta cerchia di istituzioni europee premiate con l’Award di eccellenza HRS4R della Commissione Europea – ha dichiarato Francesco Valentini, responsabile scientifico del progetto UniCal longs 4 Excellence –. Questo grande successo è il frutto di un sinergico e intenso lavoro di squadra durato circa un anno e mezzo, che ha visto una partecipazione massiccia e entusiastica di tutta la comunità accademica».

I lavori del progetto, portati avanti dallo staff dell’Area ricerca innovazione e impatto sociale (Ariis) dell’ateneo, sono stati coordinati da una commissione scientifica, presieduta dallo stesso Valentini, e da una tecnica, presieduta da Andrea Attanasio, responsabile di Ariis.

Un Piano per la parità di genere – La costante attenzione dell’Unical verso le buone pratiche nel campo delle risorse umane è testimoniata anche dal rafforzamento delle politiche per la parità di genere. L’ateneo ha infatti adottato il Genere equality plan (Gep) uno strumento che promuove, tra l’altro, l’equilibrio di genere nelle leadership, l’uguaglianza di genere nel reclutamento e nella progressione di carriera, l’integrazione della prospettiva di genere nella ricerca, nella didattica e nella terza missione, il contrasto a ogni forma di discriminazione, l’equilibrio tra vita privata e lavorativa. (fb)

Progettare Turismo, rientrati da Bruxelles i laureati dell’Unical per il corso di formazione manageriale europea

È rientrata da Bruxelles la prima delegazione di giovani laureati calabresi dell’Università della Calabria, composta da Martina Abate, Letizia Albanese, Martina Cappa, Daria Malavenda, Giuseppe Motta, Barbara Punturiero, Carmine Varone, per la formazione manageriale sui programmi europei e percorsi di internazionalizzazione.

Si è trattata di una iniziativa promossa in collaborazione con l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane sede di Bruxelles, Antenna Europe Direct della Commissione Europea di Gioiosa Ionica, Università della Calabria Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche, Unindustria Calabria e Formazione per il Sud.

Presenti in delegazione il Prof. Franco Rubino, docente di Economia e Management e la prof.ssa Lidia Mannarino docente di economia applicata dell’Unical.  Il Direttore del percorso manageriale è il prof. Peppino De Rose, esperto in politiche e programmi dell’Unione europea e docente di Impresa turistica e mercati internazionali all’Università della Calabria.

Un programma denso di incontri con esperti e funzionari delle Istituzioni Comunitarie con l’obiettivo di offrire ai giovani partecipanti le necessarie informazioni e competenze per affrontare al meglio le sfide dell’Europa, attraverso lo sviluppo di professionalità in linea alle esigenze del mercato. 

Le attività sono state strutturate per fornire le basi conoscitive per comprendere le finalità ed il funzionamento della programmazione comunitaria, favorire la conoscenza dei principali programmi europei di finanziamento, sostenere lo sviluppo dei rapporti con gli altri Paesi europei e con le Istituzioni comunitarie, potenziare la capacità di inserimento nei percorsi di progettazione e di internazionalizzazione.

La delegazione ha partecipato anche a un importante incontro di approfondimento sui percorsi di collaborazione per progetti europei nell’ambito dell’internazionalizzazione dei prodotti enogastronomici e turistici organizzato dall’Associazione dei Calabresi in Europa di Bruxelles in cui si sono susseguiti gli interventi di Berenice Franca Vilardo Presidente dell’Associazione, Marco Arca Fondatore di Siendas, Giuseppe Melis docente di Marketing Turistico dell’Università di Cagliari e Pietro Lunetto di Radio MIR la voce dei calacresi nel mondo.

«In un sistema che fa fatica a trovare le giuste soluzioni per i giovani – ha detto De Rose – questa attività è una straordinaria occasione di crescita personale e di confronto a livello europeo per lo sviluppo di un percorso che acceleri il processo di mobilità europea dei giovani, facendoli divenire parte integrante e non più straordinaria del percorso educativo e formativo europeo».

«La consapevolezza da parte dei giovani delle opportunità in ambito europeo per formarsi prima e lavorare dopo è fondamentale – ha concluso –. Un’istruzione e una formazione di qualità, un’efficace integrazione nel mondo del lavoro e una maggiore mobilità sono fondamentali per valorizzare il potenziale di tutti i giovani e contribuire alla crescita reale dell’Unione europea, anche alle nostre latitudini». (rrm)

All’Unical l’incontro con Paloma Picasso

Domani mattina, alle 11, nell’Aula Iana dell’Università della Calabria, è in programma l’incontro con Paloma Picasso, stilista, designer e imprenditrice di successo,  dialogherà con Nuccio Ordine su Crescere con Pablo Picasso, suo padre.

L’evento, dal titolo Crescere con Pablo Picasso, rientra nell’ambito della serie di seminari del corso di Letteratura Italiana organizzati dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unical. I saluti sono a cura di Raffaele Perrelli, direttore del Dipartimento Studi Umanistici. (rcs)

All’Unical attivate 74 borse di dottorato industriali

All’Università della Calabria sono state attivate, dal ministero dell’Università e della Ricerca attraverso i fondi del Pnrr e dal cofinanziamento al 50 per cento delle imprese partner che si candidano a realizzare i progetti attraverso una manifestazione di interesse pubblica, 74 borse di dottorato.

Soddisfazione è stata espressa da Fortunato Amarelli, presidente di Confindustria Cosenza: «contribuire alla definizione di percorsi di alta formazione di interesse per il mondo produttivo, favorire l’inserimento di giovani ricercatori in impresa sostenendone le attività di ricerca e sviluppo rappresenta una priorità per le aziende che hanno necessità di crescere e per assicurare la creazione di figure professionali di alto valore scientifico».

«L’obiettivo dei dottorati industriali – ha proseguito il presidente Amarelli – è quello di formare figure professionali altamente specializzate che favoriscano il processo di digitalizzazione e di innovazione del tessuto socio-economico, favorendo la transizione verso una economia basata sulla conoscenza. Il tutto in risposta anche alla necessità di efficaci sinergie tra mondo accademico e sistema produttivo capaci di generare nuovo sviluppo per il territorio. Sinergie a cui stiamo lavorando da tempo con l’ateneo guidato dal Rettore Nicola Leone, in particolare con il Delegato al Trasferimento Tecnologico Maurizio Muzzupappa e con l’Area della Ricerca».

Gli ambiti di ricerca riguardano i temi della S3 Calabria (Smart Specialisation Strategy 21/27), in linea con gli obiettivi del PNRR. Le borse, destinate agli iscritti ai corsi di dottorato, sono di durata triennale e di importo pari a 60mila euro ciascuna. La scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse è il 23 maggio 2022.

Nella sezione “Bandi di gara” del portale dell’Unical e sul sito di Unindustria Calabria le procedure relative all’avviso. (rcs)

PARTE DA UNICAL E DALLA MEDITERRANEA
LA SFIDA PER INNOVARE GLI ECOSISTEMI

La Calabria è protagonista nella creazione dell’Ecosistema dell’Innovazione, con due sue eccellenze: L’Università della Calabria, capofila del progetto Tech4You (Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement), presentato in ambito Pnrr, Missione 4 – Creazione e rafforzamento di Ecosistemi dell’innovazione come leader territoriali di ricerca e sviluppo, e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

L’Unical, infatti, sarà sede dell’hub di uno degli 1 Ecosistemi dell’Innovazione finanziati in Italia dal Pnrr, con l’obiettivo di trasferire sul territorio competenze d’avanguardia e saperi d’eccellenza per favorirne lo sviluppo, mentre la Mediterranea è soggetto partecipante all’Hub attraverso i  dipartimenti di Agraria, Architettura (DARTE e PAU), Ingegneria (DICEAM e DIIES), e del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze della Formazione. In particolare, il Dipartimento di Agraria è Capofila dello Spoke Agritech, dedicato alla transizione digitale e sostenibilità dei sistemi agricoli, forestali e del food.

L’ottima performance del progetto Tech4You già comunicata dal Rettore dell’Unical e dal suo delegato – che si è piazzata seconda in graduatoria nazionale, seguita dai progetti di progetti di Lombardia, Toscana, Piemonte, Lazio, Veneto – consentirà di dare vita ad un avanzato Ecosistema dell’innovazione articolato in un HUB e 6 Spoke. L’Hub, quale Soggetto Attuatore del progetto è responsabile dell’avvio, dell’attuazione e della gestione dell’Ecosistema e ne faranno parte le Università, gli Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal MUR e altri soggetti pubblici e privati che hanno partecipato al progetto. Gli Spoke sono, invece, i Soggetti deputati alla realizzazione dei Programmi di ricerca ed innovazione in collaborazione con soggetti pubblici e privati affiliati ad esso.

Nell’ambito del progetto, che impegnerà oltre 850 docenti e ricercatori, sarà anche reclutato nuovo personale. In particolare è prevista l’assunzione di 163 ricercatori a tempo determinato e l’attivazione di 113 posti di dottorato industriale.

«Una proposta dedicata all’innovazione, che parte da Calabria e Basilicata, si colloca al top in Italia: un risultato straordinario, ottenuto grazie alla sinergia tra atenei e Cnr e all’importante sostegno dei presidenti di Regione, che ringrazio per la fiducia – commenta il rettore dell’Unical, Nicola Leone –. Conferma che al Sud le eccellenze non mancano e che, quando si fa squadra, si possono raggiungere traguardi eccezionali. Sono particolarmente soddisfatto, perché è un progetto che punta allo sviluppo e all’innovazione del territorio e potrà avere un impatto concreto sulle nostre comunità».

Coniugando le vocazioni del territorio con la sfida della transizione digitale e ambientale, la proposta presentata da Calabria e Basilicata – dal titolo Tech4You, Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement – punta a invertire la rotta di due regioni storicamente in ritardo, intervenendo sulle emergenze, oggi aggravate dal cambiamento climatico, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, innovare il tessuto socioeconomico, creare occasioni di nuova occupazione, rafforzare la resilienza di un territorio fragile perché esposto a rischi naturali e antropici.

Sono cinque le linee guida attraverso cui si svilupperà il programma del progetto, che si ispira alla sfida globale Adaptation to Climate Change:  mitigare l’impatto del cambiamento climatico sull’ambiente naturale attraverso lo sviluppo di tecnologie per l’early warning, l’integrazione di tecnologie satellitari, la gestione delle infrastrutture critiche, la sperimentazione di nature-based solutions e il miglioramento della depurazione delle acque. Sul fronte energetico, si punterà alla riduzione della dipendenza da fonti fossili attraverso lo sviluppo di tecnologie per la decarbonizzazione e il riutilizzo degli scarti.

Grande attenzione anche al comparto agricolo, settore cruciale per l’economia calabrese e lucana: il programma punta a migliorare la resilienza del sistema agroalimentare attraverso lo sviluppo di tecnologie per lo smart farming, modelli sostenibili per l’industria agroalimentare e la valorizzazione degli scarti.

Per attenuare, poi, l’impatto degli eventi meteorologici sul patrimonio culturale e favorirne l’accessibilità sono previsti azioni di monitoraggio, sviluppo di modelli previsionali e uso di tecnologie ausiliarie (come robot, sensori e realtà aumentata). Infine, il programma si propone di costruire comunità resilienti e favorire il benessere dei cittadini, attraverso strumenti per il monitoraggio dello stato di salute e lo sviluppo di prodotti (nutraceutici, cosmetici e dispositivi indossabili) con potenzialità terapeutiche.

All’ottima performance che ha visto il progetto Tech4You posizionarsi al primo posto assoluto nella graduatoria nazionale, sia per quanto riguarda gli obiettivi e la qualità scientifica che per l’impatto atteso sul territorio, ha contributo la proposta dei ricercatori di Agraria che hanno progettato, in perfetta sintonia con la  strategia Dal produttore al consumatore cuore del Green Deal, la prima Digital H-Farm-To-Fork di Italia.

Si tratta di un vero e proprio dimostratore per sviluppare la ricerca, dare corpo al trasferimento tecnologico, supportare la formazione, stimolare la nascita di spin-off e start-up. Integrata da una smart factory costituita da sistemi pilota di food processing, rappresenterà una innovativa ed avveniristica piattaforma di ricerca e di dimostrazione, basata sul paradigma della Smart Food Factory, nella quale sviluppare e valutare congiuntamente modelli di agricoltura di precisone e di trasformazione alimentare in contesti mediterranei.

«Allo scopo – viene spiegato in una nota – saranno adottate e valorizzate tutte le potenzialità delle Key Enabling Technologies (KET) tra cui robotica, Internet of Things, Big Data, Data Analytics, Data Mining, Intelligenza Artificiale (AI), blockchain per tracciabilità avanzata IOT-based, ICT e tecnologia 5G, ecc. il tutto per rendere disponibili soluzioni avanzate, in accordo con il paradigma dell’Agrifood 5.0, e guidare  così la transizione verso modelli sostenibili di produzione alimentare in linea con gli obiettivi di Agenda 2030».

n Tech4You fanno parte dell’hub, insieme a Unical, anche l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Università degli Studi della Basilicata, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Regione Calabria, Regione Basilicata, Arpacal, Arpab, Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Ente Parco Nazionale del Pollino, Ente Nazionale per il Microcredito, Forum del Terzo Settore, Distretto dell’Appennino Meridionale, Agenzia Calabria Verde, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Ente Parco Nazionale della Sila, Entopan Innovation, che parteciperà anche alle attività di uno spoke. (rrm)

Il ricordo di Beniamino Andreatta, scomparso 15 anni fa

di FRANCO BARTUCCI – Il 26 marzo 2007 scompariva a Bologna il parlamentare, più volte Ministro della Repubblica Italiana e primo Rettore dell’Università della Calabria, prof. Beniamino Andreatta. Quel giorno era in corso nel campus universitario di Arcavacata un’ importante giornata commemorativa del prof. Giorgio Gagliani, scomparso a Lugano, già preside della Facoltà di Scienze Politiche e primo presidente della Biblioteca interdipartimentale “Ezio Tarantelli”, con la partecipazione dell’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, su organizzazione ed invito, in primo luogo del prof. Davide Infante, sul quale gravava il compito della direzione, come presidente, della Biblioteca dell’area economica sociale e giuridica, nonché del Rettore, prof. Giovanni Latorre.

La figura del prof. Andreatta nella ricorrenza del quindicesimo anniversario della sua scomparsa è stata ricordata nella giornata di ieri a Roma dall’Arel, con la diffusione di un testo scritto, nel quale si ricorda che “il mondo è cambiato, come anche la storia del nostro Paese che ha attraversato fasi politicamente diverse fra loro, e diverse dalla stagione in cui Andreatta è stato protagonista. Tuttavia – si afferma nella nota –  alcuni temi oggi al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica avevano già avuto un loro svolgimento: l’Europa e la difesa europea, l’uso della forza per contrastare le aggressioni e i genocidi, la capacità dei paesi e dei loro governanti di assumersi le responsabilità, anche se difficili”.

“Tutto questo e molto altro – è stato ricordato –  si trova nei suoi scritti, nei suoi interventi parlamentari, da Ministro o da semplice deputato. Andreatta era nato a Trento il 9 agosto 1928, ma gran parte della sua lunga carriera accademica e della sua vita familiare si è svolta a Bologna, sua città di adozione anche quando gli impegni politici e di governo lo tenevano a Roma. Si devono ad Andreatta tante azioni politiche ed economiche che hanno innovato profondamente e sono incise nella nostra storia recente: la messa in liquidazione del Banco Ambrosiano, il “divorzio” Tesoro-Banca d’Italia realizzato con Carlo Azeglio Ciampi, la lotta all’inflazione e alla piaga del debito pubblico, l’invenzione dell’Ulivo, l’incontro con le due grandi tradizioni del novecento, quella cattolica e quella ex comunista. Come si devono ad Andreatta la creazione di centri studi, come l’Arel e Prometeia; di Università come quella di Arcavacata a Cosenza e Sociologia a Trento”.

Un ricordo che si conclude segnalando le varie pubblicazioni, interventi scritti, video e trasmissioni televisive che ne ricordano la figura con grande caratura, politica, culturale, economica, accademica ed umana. Si colloca in questo quadro la pubblicazione di due saggi di Mariantonietta Colimberti sul sessantotto del prof. Andreatta e sulla commemorazione dello  stesso, organizzata dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” nel mese di ottobre 2018, in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della pubblicazione della legge istitutiva del 1968 e della intitolazione del ponte sul fiume Campagnano, che unisce le città di Rende e Cosenza, al magnifico Rettore Beniamino Andreatta, con l’approvazione delle due amministrazioni comunali.

Ma di Andreatta se ne occuperà l’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” nei prossimi mesi, con la stessa dirigenza dell’Università, per organizzare al meglio il cinquantesimo anniversario del primo anno accademico ch’ebbe inizio nel mese di novembre  del 1972; mentre adesso in queste ore i pensieri vanno a quel giorno e soprattutto a quel 29 marzo 2007, quando una delegazione dell’Università della Calabria, guidata dal Rettore Giovanni Latorre partecipò alla cerimonia funebre che si svolse a Bologna nella Chiesa di San Domenico.

L’ufficio stampa dell’Università nel darne notizia alla collettività calabrese in una sua nota di Andreatta diceva: “Era un uomo di grande dialogo e di ascolto soprattutto nel rapporto con gli studenti. Un “comunicatore” sensibile e attento, tanto da saper coinvolgere tutti i media riuscendo a portare in Calabria le più importanti firme del giornalismo nazionale per raccontare al Paese la straordinaria avventura  di un campus universitario innovativo e anticipatore della riforma universitaria italiana”; mentre il Rettore Giovanni Latorre  in una sua testimonianza, resa pubblica attraverso i giornali, ebbe tra l’altro a dire a proposito del suo impegno nei confronti del primo Ateneo calabrese: “ Furono gli anni in cui  Andreatta(1971/1975) con lungimiranza e coraggio, ma con non minore determinazione, pose le premesse e gettò le basi su cui l’Università della Calabria si sarebbe sviluppata, crescendo ed affermandosi tra le migliori realtà accademiche del Paese. Con umiltà, senza mai scoraggiarsi, svolse il proprio ruolo  superando, uno dopo l’altro, difficoltà e disagi di ogni genere, che tuttavia non frenarono, ma anzi rafforzarono, in lui e nei suoi collaboratori, ogni giorno di più, l’entusiasmo e la passione”.

“Una parte di Beniamino Andreatta, del suo stile, della sua eleganza, verbale e di pensiero, sono rimasti qui, ad Arcavacata, tra le colline che si soffermava spesso ad osservare, disquisendo sui loro particolari colori, e alle quali sembrava attribuire una sorte di bene augurante e protettiva presenza. Anche per noi Beniamino Andreatta è stato e rimarrà importante. Un riferimento e un esempio che terremo sempre presenti”.

A focalizzarne la figura ed il ruolo svolto nei suoi primi quattro anni di presenza in Calabria per la nascita dell’Università della Calabria c’è il libro “Beniamino Andreatta in Calabria: Un campus per competere nel mondo”, pubblicato dalla Pellegrini Editore, che può costituire un valido strumento  di conoscenza per le nuove generazioni, che si avvicinano a questa Università per acquisire, attraverso i loro percorsi di studio, esperienza e titolo accademico utile ad inserirsi nel mondo del lavoro e svolgere un ruolo di competenza professionale per lo sviluppo e la crescita della Calabria. (fb)

Giornata mondiale dell’Acqua, il 1° aprile il convegno sulla salvaguardia e gestione delle acque sotterranee

Il 1° aprile è in programma il convegno nazionale Le acque sotterranee: salvaguardia e gestione adattiva della risorsa, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG), dalla Fondazione Centro Studi del CNG, dall’Ordine dei Geologi della Calabria e dall’UniCal-DiBEST, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.

Nel corso del convegno, che si svolgerà all’Università della Calabria, «saranno analizzati gli aspetti tecnico-scientifici e pianificatori per la gestione della risorsa idrica, alla luce dei sempre più ricorrenti eventi estremi. In tale occasione, molti saranno gli spunti di analisi sugli scenari climatici – in una regione, come il bacino del mediterraneo, particolarmente colpita dagli effetti dei cambiamenti climatici che si ripercuotono anche sulle risorse idriche – attraverso l’analisi degli strumenti pianificatori e la proposta di soluzioni per una gestione adattiva della risorsa, anche in relazione alle misure di contrasto su Scala Nazionale (come quelle previste dal PNRR)», ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Giulio Iovine.

Il 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, The World Water Day, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e prevista all’interno delle direttive dell’Agenda 21, come risultato della Conferenza di Rio. Ogni anno, durante la Giornata Mondiale dell’Acqua, viene scelto un tema di approfondimento su cui vengono incentrate tutte le attività celebrative. Per quest’anno, la scelta tematica ricade su Acque sotterranee – rendere visibile l’invisibile. L’obiettivo è porre l’accento sulle criticità relative alla scarsità della risorsa idrica, un bene prezioso che, a causa dei cambiamenti climatici, rischia di essere minacciato dalla siccità.

L’Italia, nel 2015, con i suoi 9,48 Mld di metri cubi di prelievo d’acqua, pari a 156 metri cubi annui pro capite, è risultato il paese Europeo con il maggior prelievo per l’approvvigionamento idropotabile (fonte Istat). Analizzando alcuni indicatori ISPRA, relativi al prelievo per uso civile (2018 Fonte Elaborazione ISPRA su dati ISTAT), l’approvvigionamento avviene prevalentemente da acque sotterranee (84,8%) e, in alcune regioni come la Valle d’Aosta e l’Umbria, quello per uso civile deriva totalmente da esse. 

Gli scenari climatici, che annunciano eventi siccitosi sempre più frequenti, impongono una politica adattiva efficace nell’uso della risorsa idrica, che permetta di preservare le acque (soprattutto quelle più preziose, come quelle sotterranee), nei periodi umidi e di utilizzarle, in misura sostenibile, nei momenti di necessità. Sulla questione è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Arcangelo Francesco Violo, dichiarando «Il Consiglio Nazionale dei Geologi propone da tempo, per la salvaguardia e corretta gestione di tale preziosa risorsa, interventi strutturali e non strutturali sul territorio, valorizzazione e riorganizzazione delle strutture pubbliche, ma soprattutto conoscenza e prevenzione a tutto campo».

«L’esperienza derivante dalla pratica professionale quotidiana e dal confronto con il complesso ed eterogeneo assetto idrogeologico del territorio italiano è, infatti – ha concluso – fondamentale per affinare il sistema di monitoraggio delle risorse idriche sotterranee, consentendo di implementare l’elemento conoscitivo che risulta basilare ai fini di una corretta pianificazione e di un uso sostenibile della risorsa». (rrm)

All’Unical una tesi di laurea su Netflix

di FRANCO BARTUCCI –  Una tesi di laurea presentata e discussa all’Università della Calabria dalla laureanda  in Comunicazione e Dams, Francesca Flavia Minutolo di Cosenza, su Netflix.

La tesi di laurea dal titolo Netflix Generation, ha avuto come relatore il prof. Alessandro Canadè ed affronta un viaggio nel mondo dei media audiovisivi. Il lettore prende parte ad un itinerario con diverse tappe da raggiungere, partendo dalle origini della televisione, passando poi per le nuove tecnologie alle quali oggi abbiamo accesso quotidianamente il contatto, terminando questo  percorso  con il fenomeno Netflix. 

Nel primo capitolo si analizza la rivoluzione che ha subito la televisione. La scoperta del nuovo mezzo di comunicazione ha dato origine ad un fenomeno collettivo che ha influenzato le abitudini ed il tempo libero dell’intera popolazione mondiale.  La televisione non ha fatto altro che evolversi nel corso degli anni: in meno di un secolo si è transitati dal tubo catodico alle Smart Tv. 

Nel secondo capitolo si affronta un argomento dibattuto più frequentemente di quanto si possa pensare: la supremazia del digitale.  Questo sviluppo tecnologico è nato dall’esigenza di rendere ogni aspetto della vita quotidiana più facilmente fruibile, tramite l’impiego di software e app, ormai utilizzabili da qualsiasi dispositivo digitale, sia esso pubblico o privato.  Tutto questo progresso, se è vero che presenta numerosi lati positivi, purtroppo lascia spazio ad altrettanti fenomeni negativi.  Le nuove tecnologie hanno preso un posto importante nella vita delle persone, a tal punto da diventare dipendenti, sfociando, in molti casi, nel patologico. 

Nel terzo e ultimo capitolo viene trattato l’argomento da cui prende il titolo la tesi: Netflix. Il fenomeno Netflix ha sconvolto, totalmente, il modo di guardare film e serie Tv.  L’azienda di Hastings è diventata un colosso dello streaming nel giro di pochissimi anni ed ha creato forte scompiglio nel mercato economico globale. 

Com’è nato Netflix? Questo portale multimediale come ha conquistato i tanti utenti che hanno maturato la decisione di sottoscrivere un abbonamento mensile al servizio? Come ha cambiato lo stile di vita della gente? Come ha influenzato a livello culturale? Come e dove questo fenomeno si è esteso a livello globale? Infine, come mai non è presente in alcuni Stati? 

Tutti questi interrogativi hanno una risposta ed è contenuta nella tesi di laurea Netflix Generation della neo laureata in comunicazione e Dams dell’Università della Calabria, Francesca Flavia Minutolo.

Una tesi di laurea che ci spiega che cos’è in realtà Netflix e come si può identificare, partendo da una dichiarazione del suo ideatore  Hastings, che ha detto di trattarsi di un network televisivo globale via internet. Questa definizione lascia intendere che esistono delle somiglianze con la televisione ma è anche vero che ne esistono altrettante con il cinema, senza tralasciare la sua postazione fisica su internet, dunque come piattaforma digitale. 

Tuttavia, viene considerato un errore circoscrivere Netflix a questa unica definizione, in quanto si tratta di un portale che include molteplici realtà.  Tra esperti e gente comune saltano fuori nuovi modi di descrivere questo mutaforme: azienda tecnologica; società di big data; network televisivo; piattaforma di contenuti audiovisivi; portale streaming; il cinema a casa tua; uno stile di vita; una nuova forma di intrattenimento; un rito; un inculcatore di idee; un intermediario culturale.  In definitiva, non esiste un solo posto dove poter collocare Netflix, a prescindere da un fatto empirico tangibile o dallo scenario del nostro immaginario. 

«La tesi – ci ha dichiarato la sua autrice – ha il compito di analizzare ogni fattore dello sviluppo digitale e in che modo riesce ad influire sulle masse. Se si pensa che solo i cosiddetti “Millennial” siano affetti da questa “febbre da Netflix”, si cade inevitabilmente in errore. A far parte della “Netflix Generation” ci sono gli Zoomer o Generazione Z (nati tra il 1997 al 2012), naturalmente i Millennial o Generazione Y (nati tra il 1981 al 1996), la generazione X (nati tra il 1965 e il 1980) e persino i Boomer (nati tra il 1946 e il 1964)». 

«Il colosso californiano più famoso del mondo – ha osservato la giovane laureata in comunicazione e Dams dell’UniCal, Francesca Flavia Minutolo – ha messo d’accordo generazioni totalmente differenti tra loro. Il fascino del nuovo modo di fruizione dei contenuti, inventato da Netflix, ha suscitato una così grande curiosità che ha coinvolto oltre 200 milioni di utenti in tutto il mondo, senza alcuna distinzione per fascia d’età.  In conclusione, la ricerca e il lavoro per sviluppare la tesi, spinge a riflettere attentamente sui risvolti che la tecnologia ed i mezzi audiovisivi di ultima generazione hanno apportato all’interno della società moderna». (fb)  

SCIENZA E TERRITORIO, VIENE DA UNICAL
L’INPUT PER LE COMUNITÀ ENERGETICHE

di FILIPPO VELTRI – Nei giorni scorsi l’Università della Calabria con il suo Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale dava conto di un accordo di collaborazione con sedici Comuni Calabresi, assieme per fronteggiare strutturalmente il grave problema del caro energia, muovendosi lungo la strada della transizione energetica. sfruttando le risorse del Pnrr, ben 2,2 miliardi, destinati a finanziare la nascita di Comunità di Energia Rinnovabile.

Una presenza distratta su qualche organo di informazione ma poi nulla di più.  

Eppure questo è il segno, ulteriore, di come possa crescere il rapporto tra scienza e territorio ma anche quello di segnalare il valore di una Università (nel caso di specie l’Unical) che si collega al mondo che la circonda e lavora per migliorarlo, tra l’altro su un terreno cosi’ attuale e drammatico come il costo dell’energia e gli aumenti che tutti ci stiamo trovando in bolletta su luce e gas.

Il Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale ha dato, infatti, l’avvio all’iter per costruire le prime Comunità di Energia Rinnovabile in Calabria per andare ben oltre l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno energetico delle comunità locali, abbattendo drasticamente i costi per cittadini le imprese e gli enti locali. 

Si tratta di un’iniziativa di ben più ampio respiro con la quale si intende costruire  una cooperazione in forma solidale tra le comunità locali,  per produrre energia in forma aggregata da fornire anche al di fuori  dei confini delle stesse comunità. 

Comunità di Energia Rinnovabile, quindi, che producendo energia oltre il proprio fabbisogno possano produrre reddito per la collettività contribuendo alla riduzione della generazione da fonte fossile e alla decarbonizzazione del sistema energetico.

L’obiettivo è dare alle popolazioni locali la possibilità di passare da semplici passivi consumatori di energia a veri e propri esportatori di una risorsa locale quale, appunto, la preziosa energia solare, per generare risorse economiche per lo sviluppo locale e, nel contempo, decisamente contribuire alla transizione energetica.

La Calabria attualmente, infatti, produce ben 12mila GWh/anno di energia da centrali termoelettriche tradizionali (quasi esclusivamente alimentate a gas) che, tolta una parte destinata al fabbisogno interno, destina all’esportazione verso altre regioni (circa 10.500GWh/anno) che destina all’esportazione fuori regione. 

È quindi un grande controsenso per una regione come la Calabria essere un importante produttore ed esportatore di energia da fonte fossile nonostante la preziosa “miniera” di fonti rinnovabili che insistono sul proprio territorio. Risorse preziose in questa grave congiuntura energetica, per l’economia e soprattutto per il soddisfacimento di fabbisogni primari di molte famiglie in difficoltà.

Invertire la tendenza di questo fenomeno che vede la Calabria grande produttore ed esportatore di energia usando il costosissimo Gas, per passare a grande produttore ed esportatore di energia rinnovabile con il pieno coinvolgimento dei cittadini e delle amministrazioni locali. 

«L’obiettivo del Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale – dice il prof. Daniele Menniti, responsabile del gruppo di ricerca di Sistemi Elettrici per l’Energia – è quello di contribuire assieme ai Comuni, è quello di sostenere i Comuni in una rivoluzione energetica/ecologica che, dal punto di vista energetico, dovrà far diventare la Calabria la California d’Italia».

Comuni, Regione e Università, quindi, si stanno muovendo sinergicamente con strumenti innovativi che mettono i cittadini al primo posto, in questa importante battaglia per contrastare il caro energia, e avviare concretamente la fase della transizione Ecologica/Energetica, consapevoli che il problema della decarbonizzazione è globale, ma ognuno deve operare localmente e in maniera incisiva ed efficace per limitare i nefasti effetti antropici sull’ambiente e sul clima. 

«Agire ora prima che sia troppo tardi – aggiunge Menniti – è fondamentale per evitare che si varchi inesorabilmente il punto di non ritorno. Le istituzioni e, in primis, quelle più vicine ai cittadini come i Comuni, potranno giocare un ruolo strategico per contribuire ad evitare una catastrofe planetaria». In Calabria la sfida è appena iniziata e le premesse per dare un contributo vero alla transizione sembra a portata di mano. (fv)

L’INCONTRO IN CITTADELLA SULLE ENERGIE RINNOVABILI

«La Calabria – secondo il presidente Roberto Occhiuto – è una miniera di energia e in passato l’ha prodotta spesso a vantaggio di grandi imprese nazionali e multinazionali con pochi vantaggi per i calabresi. Anche in questo ambito occorre un governo regionale che sappia utilizzare le risorse a vantaggio soprattutto dei cittadini calabresi mettendo a frutto le opportunità che le grandi imprese possono offrire. Nel caso di specie, però, non si tratta di grandi imprese ma di comunità che possono anche essere costituite per iniziativa di amministrazione locali intelligenti, lungimiranti e che avranno in questa attività il sostegno convinto e determinato della Regione». Una dichiarazione fatta a margine dell’incontro di lunedì in Cittadella per presentare ai sindaci l’opportunità delle comunità energetiche: «La Regione Calabria – ha rimarcato Occhiuto – sta già mettendo mano al piano per l’energia che è troppo datato e va integrato».

Incontro Comunità Energetiche

Presenti all’iniziativa moltissimi sindaci e rappresentanti degli enti locali calabresi. All’incontro hanno partecipato la sottosegretaria di Stato al Ministero per la Transizione ecologica, Ilaria Fontana, l’assessore regionale con delega all’Energia, Rosario Varì e il deputato del M5s Giuseppe D’Ippolito. «Le comunità energetiche rinnovabili – ha detto Occhiuto – servono a produrre energia e a cederla gratuitamente in maniera tale che si possa intervenire strutturalmente per risolvere un problema che, in questo periodo, sta investendo tutto il Paese e che la Regione non può affrontare semplicemente dando dei contributi, quelli infatti è utile che li dia stato attraverso le leggi di bilancio. La Regione si deve attrezzare per per tentare di risolvere strutturalmente il problema».

«Stiamo vivendo una crisi energetica – ha detto il sottosegretario alla Transizione ecologica Ilaria Fontana (M5S) –. Venerdì in Consiglio dei ministri è stato approvato il Decreto Energia in cui c’è l’inizio di un rapporto strutturale al problema energetico. Non è abbastanza. Sicuramente ci vogliono strumenti strutturali che vanno a toccare a 360 gradi diversi punti. Abbiamo messo a disposizione 6 miliardi per il secondo trimestre, quindi da marzo a giugno. Noi come M5S abbiamo chiesto uno scostamento di bilancio per affrontare in maniera più sistemica il problema delle risorse, che è un problema oggettivo. Il Decreto Energia di venerdì, che ancora deve uscire in Gazzetta Ufficiale, sicuramente è un ottimo inizio, ma bisogna ancora lavorare per strutturare il problema e affrontarlo. C’è poi un problema sociale: si parla di transizione ecologica che è anche una transizione sociale ed etica, per cui nessuno deve restare indietro, e – ha concluso la Fontana – non possono pagarla poi le persone con più fragilità. Le comunità energetiche, che sono al centro della transizione ecologica, possono essere una soluzione a medio e lungo periodo per contrastare la crisi energetica che stiamo vivendo. Questo è uno strumento potentissimo, che serve nell’ottica del nostro momento di vita, ma anche per affrontare questa pandemia energetica che ci sta travolgendo. Le comunità energetiche fanno anche parte del Pnrr con un fondo che riguarda i Comuni fino a 5mila abitanti, però c’è già tutto un quadro normativo ben delineato».

Il presidente Occhiuto ha evidenziato come Il governo abbia investito 10 miliardi più altri 6-7: «Io mi auguro – ha detto il governatore – che ci sia uno scostamento di bilancio per affrontare l’emergenza. Il mio compito comunque è quello di pensare a soluzioni strutturali per la mia regione». (rcz)