All’Unical si presenta il libro “Amara verità” di Carlo Guccione

Venerdì 2 dicembre, Carlo Guccione presenterà all’Università della Calabria il suo libro Amara verità, edito da Pellegrini editore.

L’appuntamento è nell’Aula Circolare del Polifunzionale, alle 17.30, che prevede un dibattito sulla sanità calabrese.

All’incontro, che sarà moderato dalla giornalista Serafina Morelli, parteciperanno il direttore de “Il Quotidiano del Sud – L’Altra voce dell’Italia Roberto Napoletano; Sebastiano Andò, Professore Emerito di Patologia generale e Membro dell’Advisory board del Centro sanitario dell’ateneo di Arcavacata; il Senatore accademico Costantino Basile; la rappresentante del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia TD, Azzurra Mandolito, e il rappresentante degli studenti nel Consiglio del dipartimento di Studi umanistici (DiSU) Antonio Guarascio

Non è la prima volta che Carlo Guccione si occupa di questo tema, ma il volume segna un significativo salto di qualità nella sua investigazione dei mali che da tempo affliggono il settore. 

Le domande e i temi che l’autore pone a fondamento del suo lavoro sono cruciali. Dalle ragioni che impediscono ancora oggi di quantificare il debito della sanità calabrese, alle ingenti risorse dilapidate a quelle, altrettanto rilevanti, perdute per incuria o incapacità politiche e amministrative, alle altre ancora disponibili, fino allo scandalo delle fatture pagate più volte. Un aspetto inquietante, quest’ultimo, la cui fondatezza è stata confermata recentemente anche dal Presidente della Giunta regionale della Calabria Roberto Occhiuto

Da tutto questo, secondo Guccione, da una situazione gravissima che non ha eguali nel Paese, bisogna partire per individuare i responsabili, puntando a risolvere i problemi che quotidianamente gravano su migliaia di cittadini, costretti spesso a recarsi altrove per essere curati. 

Anche lo Stato, però, a parere di Guccione, ha di che rispondere, visto che sotto la gestione commissariale, durata dodici anni, la situazione è notevolmente peggiorata. Deficienze e ritardi, durante la presenza in Calabria dei proconsoli inviati da Roma, sono paurosamente aumentati. Limiti e distorsioni di ogni tipo non hanno scalzato la regione dagli ultimi posti delle graduatorie nazionali per qualità, efficacia, capacità organizzativa nel settore sanitario. 

«La situazione – ha spiegato Guccione –continua ad essere molto grave. Tra interessi illeciti, incredibili vicende burocratiche, pronto soccorso ingolfati, assurde attese per cure, esami diagnostici e visite specialistiche, medici e infermieri in numero ridotto, costretti spesso a lavorare in condizioni proibitive».

«E tanti cittadini, increduli e disorientati, ai quali spesso viene negato il diritto di essere curati come in un Paese degno di questo nome dovrebbe essere garantito. Con questo libro – ha concluso Guccione – oggi esiste uno strumento in più per fare chiarezza e avviare un risanamento serio di questo settore». (rcs) 

Al via il corso di formazione sul Turismo delle Radici di Sdi Confcommercio e Unical

Ha preso il via il corso di formazione sul Turismo delle Radici, organizzato da Sdi Confcommercio e Unical e patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri, che partirà a gennaio prossimo.

 Il fenomeno del turismo delle radici oggi interessa potenzialmente un bacino stimato tra i 60 e 80 milioni di discendenti degli emigrati italiani nel mondo, che risiedono soprattutto nelle Americhe, in Sud-Africa, in Australia e nei Paesi europei. Non si tratta di semplici viaggiatori: il turista delle radici è soprattutto un investitore e un “ambasciatore” dei territori che ama e custodisce nella sua storia familiare.

Il corso nasce a causa del crescente interesse verso questa forma di turismo, ma al contempo della scarsa conoscenza e formazione in materia. Si rivolge a diverse figure professionali, quali: operatori turistici, guide ed accompagnatori turistici, strutture ricettive, fornitori di servizi di accoglienza, transfer, amministratori pubblici, associazioni, ristoratori e pubblici esercizi, operatori pubblici. La partecipazione è aperta a tutti ed è a pagamento.

Il corso si prefigge di fornire conoscenze e competenze sul fenomeno del turismo delle radici, strumenti adeguati e strategie efficaci per poter attirare questo specifico segmento di mercato e soddisfare al meglio le sue esigenze ed attese in termini di servizi offerti. Complessivamente avrà una durata di 50 ore (2 mesi) suddivise in 2 lezioni settimanali e sarà svolto interamente online, per dare la possibilità anche a chi risiede fuori dai confini regionali di seguirlo.

Fra i docenti Sonia Ferrari e Tiziana Nicotera, autrici del Primo rapporto sul turismo delle radici in Italia, volume che racchiude i risultati di un’ampia ricerca sul tema realizzata lo scorso anno grazie ad un contributo del Ministero degli Esteri. (rcs)

NUOVA VITA DAI RIFIUTI AGROALIMENTARI
I RISULTATI DELLA RICERCA DELL’UNICAL

di FRANCO BARTUCCILa trasformazione industriale dei prodotti agroalimentari è accompagnata, spesso, da una tale quantità di sottoprodotti che a volte supera, in peso, il prodotto finito. Da sempre gli scarti di lavorazione sono stati utilizzati per scopi secondari, o come mangime per animali o come fertilizzanti.

Tuttavia, oggi i procedimenti per valorizzare gli scarti di produzione sono molto attenzionati e sono oggetto di numerosi studi che mirano all’ottenimento di materie prime ad alto valore aggiunto che vanno dalla produzione di carta, di coloranti, fragranze, di cosmetici nutraceutici e farmaci, packaging commestibile, plastica compostabile, biocarburanti, alle biomasse.

Oggi, il paradigma di economia circolare impone una revisione profonda di tutti i cicli produttivi, in cui la valorizzazione dei sottoprodotti significa, non soltanto risparmiare i costi di smaltimento e salvaguardare l’ambiente, ma significa anche garantire la sostenibilità di un processo produttivo.

In Calabria, le grandi produzioni agroalimentari riguardano le colture di olivi, viti e agrumi intorno alle quali si sono interessate molteplici industrie farmaceutiche e biochimiche per la creazione di sinergie virtuose e la realizzazione di estratti ad alto valore aggiunto caratterizzate principalmente dalla presenza di polifenoli, composti antiossidanti che consentono di contrastare il fenomeno ossidativo apportando effetti benefici sulle malattie croniche

Nella produzione del vino si stima che per ogni ettolitro di vino prodotto si producano circa 30 kg di scarti costituiti da vinacce, raspi, e altri residui. Da sempre gli scarti della lavorazione del vino sono stati utilizzati per produrre prodotti secondari. Le vinacce sono utilizzate per produrre la grappa, l’acido tartarico e il cremor tartaro.

Possono essere utilizzate come fertilizzante o addizionate ai mangimi per animali o semplicemente come biomasse per la produzione di energia. Dai vinaccioli, ovvero i semi dell’uva, viene ricavato un olio. Gli scarti dunque sono inseriti integralmente nella filiera produttiva. Anche le olive, che come l’uva accompagnano la storia dell’umanità, vengono sfruttate al 100%, dopo la spremitura per ricavare l’olio il residuo, costituito dai noccioli frantumati e dalla polpa e la buccia delle olive, viene filtrato e si separano i frammenti dei noccioli. Questi frammenti sono ricchi di potere calorico per la presenza di olio e vengono trasformati in pellet per il riscaldamento civile o industriale.

La frazione rimanente separata dall’ acqua è detta sansa e viene usata come aggiunta al mangime bovino. Le acque reflue di lavorazione delle olive vengono filtrate e se ne ricavano acqua pulita, un residuo melmoso che si aggiunge alla sansa ed un concentrato di polifenoli che possono essere utilizzati dall’ industria cosmetica e farmaceutica oppure possono essere usati come concime fogliare.

Ma è intorno ai sottoprodotti della trasformazione industriale degli agrumi che si è concentrata la maggior parte della ricerca innovativa. Negli scarti di lavorazione di tutti i membri del genere citrus, sono presenti composti bioattivi, dalle molteplici proprietà funzionali, quali attività antiossidante, antinfiammatoria, anticancerogena, antivirale e antimutagena.

Ad oggi, gli agrumi rappresentano una delle colture di frutta più importanti ed abbondanti del mondo, con una produzione annuale superiore a 122,5 milioni di tonnellate, di cui un terzo viene lavorato e destinato per la produzione di succhi, marmellate o per l’estrazione di oli essenziali. Il processo produttivo di un’azienda agrumaria produce principalmente due rifiuti: il pastazzo di agrumi (quantitativamente pari al 50-60% della frutta processata) e le acque reflue.

Durante la lavorazione, i residui di buccia sono la frazione primaria degli scarti, pari a quasi la metà del peso totale del frutto. La maggior parte della ricerca volta alla valorizzazione dei sotto prodotti si è concentrata proprio su questi residui, che hanno in realtà un grande valore, in quanto contengono una serie di importanti composti bioattivi, come pectina, polifenoli e terpeni che possono essere riutilizzati in svariati settori (nutraceutica, alimentazione umana e animale, agricolo, cosmetico, ecc.). Molti processi innovativi di recupero di sostanze funzionali da pastazzo di agrumi riguardano le estrazioni di pectina (con un grado di esterificazione notevolmente basso), di polifenoli (flavanoni e derivati dell’acido idrossicinnamico) e di terpeni (principalmente d-limonene) migliorando soprattutto il rendimento e la durata di processo.

La ricerca applicata ha portato anche alla messa a punto di metodiche innovative per l’estrazione di una fibra cellulosica dalla buccia d’arancia, o da altri scarti dell’industria di produzione di succhi di agrumi. Questo rappresenta una frontiera della valorizzazione dei sottoprodotti agrumari. Le fibre, infatti, pur se vengono estratte mediante reagenti chimici dagli scarti degli agrumi dopo la spremitura, dopo essere filate creano un tessuto versatile e biodegradabile.

Quindi, il completo riutilizzo sembra essere il destino di tutti i residui dei processi di trasformazione di prodotti agroalimentari, soprattutto per l’interesse verso quelle sostanze ad alto valore aggiunto contenute nei sottoprodotti. 

Fatta questa ampia premessa sulle nuove frontiere per il recupero degli scarti agroalimentari, con il contributo illustrativo del prof. Giancarlo Statti, entriamo nel merito di una importante ricerca e lavoro progettuale europeo in corso di svolgimento all’Università della Calabria ed in collaborazione con altre Università europee, del quale ne parliamo a seguire in quanto il gruppo si è appena trovato nel Campus universitario di Arcavavata.

Tutto rientra nel progetto Erasmus KA2 “Strategie per la valorizzazione dei sottoprodotti agro-alimentari come alimenti funzionali nel contesto di un’economia circolare (BYPRODUCTS) project no. 2020-1-RO01-KA203-080172”, che ha visto coinvolti  il prof. Giancarlo Statti e la prof.ssa Filomena Conforti del dipartimento di Farmacia, Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria, condividendone il percorso di studio e ricerca con altri colleghi della Facoltà di Ingegneria Alimentare dell’Università di Scienze della Vita “King Mihai I” di Timisoara (Romania), della Facoltà di  Scienze e tecnologie alimentari dell’Università di Scienze Agrarie e di Medicina Veterinaria di Cluj Napoca (Romania), dell’Istituto di Scienze Agrarie e Ambientali della Università di Estonia, di Scienze della Vita di Tartu, nonché dell’associazione non governativa Rompan (Patrocinio rumeno dell’industria della molitura, dei prodotti da forno e della farina) di Bucarest. 

Il transnational meeting (così è stato definito) appena concluso presso l’Università della Calabria ha evidenziato importanti strategie per la valorizzazione dei sottoprodotti come fonte di reddito aggiunto per le industrie di produzione e di trasformazione dei settori agroalimentari.

«Tali strategie innovative – ha dichiarato il prof. Giancarlo Statti –  possono trovare applicazioni di immediata attuazione, che aumentano la sostenibilità economica, ambientale e sociale di molte imprese operanti nel settore agroalimentare in Calabria, come dimostrato anche dagli accordi di collaborazione realizzati con le aziende che hanno ospitato parte del meeting: la START-Up Reolì S.r.l. e la società agricola Terzeria».

«Come output di progetto – ha concluso il prof. Statti – il team si è proposto di intraprendere congiuntamente ricerche finalizzate all’ottenimento di nuove tecnologie per la realizzazione di estratti ad alto valore aggiunto, dalle colture tipiche dei paesi partner, utilizzabili in settori di rilevanza economica, quali quello nutraceutico e cosmetico, che rappresentano settori ancora in forte crescita in Europa». (fb)          

Nascerà in Calabria una sede di Atos Italia

In Calabria nascerà una sede di Atos Italia. È questo il frutto dell’intesa firmata tra il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il Rettore dell’Unical, Nicola Leone e il Ceo di Atos Italia, Giuseppe Di Franco.

Atos Italia studia con gli enti regionali la realizzazione di un nuovo centro per le proprie attività e professionisti, polo di consulenza e di trasformazione digitale a supporto dello sviluppo tecnologico e delle competenze per imprese, istituzioni e talenti del territorio.

L’intesa è stata presentata in conferenza stampa nella Cittadella di Catanzaro.

Dopo le aperture di Napoli e quella di Bari avvenuta pochi mesi fa, la sesta sede italiana di Atos sarà inaugurata nei primi mesi del 2023: un nuovo campus che fornirà ad aziende e pubbliche amministrazioni servizi di consulenza e di progettazione nei campi della transizione digitale e dell’innovazione informatica, lavorando su soluzioni tecnologiche come Digital Twin, High Performance Computing, Metaverso, Internet of Things, Big Data e Sostenibilità. 

Il piano di assunzioni dell’azienda nella nuova sede prevede un organico iniziale di circa 50 persone e l’obiettivo di completare entro il 2025 una squadra di oltre 150 consulenti, a sostegno dell’innovazione digitale in Calabria, nel Mezzogiorno e in Italia.

Il consolidamento in Calabria di Atos, presente nella regione da oltre 20 anni con esperienze di successo ed importanti partnership industriali, si avvarrà delle collaborazioni con gli Atenei del territorio. 

Con l’Università della Calabria, in particolare, sono al vaglio progetti di ricerca e formazione, con l’obiettivo di favorire le sinergie tra esperienze aziendali e accademiche e potenziare le opportunità per studenti, ricercatori e professionisti coinvolti nei settori d’interesse.

«Siamo molto felici per questa iniziativa di Atos, un segnale importante e suggestivo per la nostra Regione», ha dichiarato Occhiuto. 

«Stiamo parlando – ha sottolineato – di una multinazionale che rappresenta un’assoluta eccellenza, una realtà che ha costruito il computer più potente d’Europa e che adesso sta lavorando per formare i piloti che dovranno guidare questa macchina straordinaria». 

«Tra questi piloti  – ha detto ancora – ci saranno anche tanti giovani calabresi, che si formeranno e lavoreranno ad altissimi livelli. Sono soddisfatto per il dialogo e la collaborazione che si sta instaurando tra Atos e l’Università, che potrà mettere a disposizione le nostre migliori professionalità». 

«Siamo una Regione – ha continuato – che ha voglia di crescere, che chiede opportunità. Il mio governo regionale lavora per creare sempre più un ecosistema favorevole per le imprese. Vogliamo aprirci, vogliamo attrarre investimenti, e creare così sviluppo e lavoro».

«Siamo particolarmente lieti che un’azienda del calibro di Atos abbia scelto la Calabria per la sua nuova sede» ha aggiunto Nicola Leone, Rettore dell’Università della Calabria.

«Sin dalle prime interlocuzioni con i vertici aziendali di Atos – ha aggiunto – favoriti dal Presidente Occhiuto, abbiamo offerto disponibilità e collaborazione e siamo felici che le eccellenze scientifiche dell’Unical nelle tecnologie dell’informazione e nell’intelligenza artificiale, unitamente all’ottimo livello dei laureati in Informatica e Ingegneria Informatica, siano state un elemento importante nella scelta della Calabria per il nuovo insediamento». 

«Siamo persuasi  – ha proseguito –che i nostri giovani laureati potranno dare un grosso contributo allo sviluppo dei futuri progetti dell’azienda, che punta fortemente anche sulla nostra collaborazione scientifica». 

«Questo è un concreto esempio – ha sottolineato – della terza missione delle università, ovvero l’inserimento nel tessuto imprenditoriale dei saperi accademici acquisiti e, in particolare, nel campo delle nuove tecnologie digitali, dove registriamo una costante domanda da parte delle aziende di nostri laureati: motivo per cui, quest’anno, abbiamo ampliato il numero di posti per i corsi di laurea in Informatica e Ingegneria informatica, arrivando ad accogliere le domande di quasi 500 matricole». 

«Inoltre – ha detto ancora – l’ateneo ha contribuito allo sviluppo del settore ICT in Calabria, portando l’area di Cosenza ai primi posti nazionali come numero di aziende operanti nel settore, alla nascita di numerose aziende spin-off, che costituiscono un terreno fertile di collaborazione per aziende di rilevanza internazionale, come in questo caso».

«Siamo orgogliosi di portare avanti in Calabria i nostri progetti di crescita e di innovazione a livello italiano ed europeo», ha dichiarato Giuseppe Di Franco, Ceo di Atos Italia. 

«Qui abbiamo trovato – ha spiegato – un’amministrazione pronta a cogliere le grandi opportunità di sviluppo e valorizzazione delle risorse offerte da nuove infrastrutture e servizi digitali. Anche grazie all’apporto fondamentale dell’Università, consideriamo questo territorio un contesto fortemente dinamico, destinato a crescere e a rinnovarsi nei prossimi anni». 

«Una grande sfida – ha concluso – e un tassello fondamentale per la crescita dell’intero Sistema Paese sui temi della transizione digitale e della decarbonizzazione». (rcz)

Unical e Comune di Rende, l’assessore Sorrentino: collaborazione sinergica per la crescita dell’intera regione

L’assessore comunale di Rende ai rapporti con l’Università, Lisa Sorrentino, è voluta intervenire entrando nel merito della questione.

«L’Università della Calabria – e questo si desume intuitivamente anche dal nome che porta – appartiene alla regione intera ed è pertanto auspicabile che tanto Rende, città in cui risiede, quanto Cosenza, città capoluogo di provincia, – ha detto Sorrentino – come anche gli altri comuni calabresi, possano e debbano fruire della “piazza della conoscenza”, da cui guardare nella direzione dell’innovazione, dell’economia, della cultura, del turismo e dell’imprenditoria».

«Come municipalità siamo e saremo sempre pronti a recepire la diffusione dell’innovazione – ha aggiunto – e l’accesso alla conoscenza come contributo fondamentale al benessere collettivo e allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità di riferimento soprattutto dinanzi alle impellenti e gravose sfide economiche, sociali e ambientali. Non a caso la delega ai rapporti con l’Unical, è stata fortemente voluta da questa amministrazione comunale ed è tesa a valorizzare le eccellenze presenti all’interno dell’ateneo di Arcavacata, oltre che a sostenere attraverso azioni sinergiche lo sviluppo strategico della nostra città».

«Sui grandi temi quali la creazione di una comunità digitale e resiliente, una mobilità sostenibile, le politiche per le nuove generazioni, l’inclusione, l’istruzione, la salute, lo sport e la ricerca, siamo consapevoli di come i nostri soli sforzi non possano bastare – ha proseguito –. Per questo riteniamo che la collaborazione con l’Università della Calabria possa essere utile al fine di avviare una progettazione che determini quel cambio di passo necessario a far crescere la nostra regione e a determinare la costruzione di un futuro più sostenibile. È un obiettivo, questo, che la città di Rende sta perseguendo da tempo e sono molteplici le azioni e le strategie che in sinergia con i diversi dipartimenti sono state già realizzate».

«Il rischio d’irrigidimento localistico di tipo esclusivo nei processi di costruzione di un’identità locale è sorretto dall’erronea ed egoistica idea che il mondo giri solo per noi e intorno a noi, idea che da sempre fomenta faide e pericolose visioni faziose dell’esistente. Una visione così campanilistica e limitata all’hic et nunc rischia di far arretrare il nostro territorio facendogli perdere la centralità acquisita in questi anni. Con il medesimo spirito – ha precisato ancora la Sorrentino – accogliamo le proposte delle associazioni e in particolar modo quelle che impattano direttamente sul nostro territorio. Abbiamo sempre ritenuto l’accessibilità quale presupposto necessario per il rilancio di una nuova economia urbana che si basi sul terziario avanzato, rete di innovazioni, una classe di giovani menti in grado di fare del borgo antico un polo multisettoriale e all’avanguardia».

«Ne è un esempio – ha detto ancora – l’idea di un gruppo di associazioni attente da sempre alle tematiche di genere –come il Centro Lanzino, Goodwill, Comitato Chiedo per i Bambini- di far partire proprio dal nostro borgo antico la prima edizione calabrese di Prime Minister, la scuola di politica per giovani donne dai 14 ai 19 anni che vogliono intraprendere un percorso di formazione alla Politica, intesa come capacità di interpretare e guidare la società. Al Museo Civico sono state ospitate oltre quaranta ragazze provenienti da tutta la regione per dare inizio a questo splendido percorso di empowerment femminile».

«Siamo consapevoli – ha detto ancora – che il processo di rigenerazione urbana debba partire in prima istanza dalla salvaguardia del patrimonio storico-artistico del centro storico, dal suo rilancio economico, turistico e sociale attraverso la vocazione a poter ospitare, nella parte storica della città, chi dovrà pensare e costruire il futuro dei nostri territori. Per rendere concreta tale possibilità è necessario accogliere un’utenza diversificata creando nel contempo il senso di una comunità radicata al proprio territorio d’appartenenza».

«Questa è la nostra idea d’identità territoriale», ha sottolineato Sorrentino che ha infine anticipato come: «con l’istituzione dell’Ato per i servizi di trasporto pubblico locale di area urbana unitamente al ripristino delle scale mobili potranno finalmente favorire il rilancio di una nuova economia urbana in cui l’accessibilità al centro storico andrà a  soddisfare anche l’idea di un’estensione naturale del centro residenziale universitario in cui ospitare una classe di giovani menti in grado di fare del borgo antico e non solo, un polo multisettoriale e all’avanguardia». (rcs)

A Klaus Algieri la laurea in honoris causa in Economia Aziendale dall’Unical

Domani pomeriggio, alle 16, nell’Aula Magna “B. Andreatta” dell’Università della Calabria, sarà conferita la laurea in honoris causa in Economia aziendale e management a Klaus Algieri.

La cerimonia di conferimento della laurea a Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio di Cosenza, vicepresidente di Unioncamere nazionale ed ex presidente di Unioncamere Calabria, prevede in apertura i saluti del rettore Nicola Leone e la presentazione del candidato da parte del professore Alfio Cariola; dopo la laudatio, affidata al professore Franco Rubino, coordinatore del corso di laurea in Economia aziendale e management, Algieri terrà una lectio magistralis sul tema “Il ruolo dei corpi intermedi nel governo del territorio”. (rcs)

Camera di Commercio Cosenza e Unical; partnership per Open Incubator

Accordo di partnership tra la Camera di Commercio di Cosenza e l’Università della Calabria. Klaus Algieri, Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, e Maurizio Muzzupappa, Delegato del Rettore dell’Unical per il Trasferimento Tecnologico, hanno, difatti, siglato oggi un protocollo di intesa alla presenza dei componenti del Consiglio Camerale.

La Camera di Commercio di Cosenza è infatti tra i primi partner istituzionali a collaborare con l’Università della Calabria per la progettazione delle attività e dei servizi da realizzazione all’interno del Cosenza Open Incubator (COI).

Il progetto ”COI” mira a supportare la riqualificazione e la rigenerazione del centro storico di Cosenza delineata dal Contratto Istituzionale di Sviluppo “Cosenza–Centro Storico”, macroprogetto da 90 milioni di euro a valere sulle risorse del Programma Operativo Cultura e Turismo 2014-2020.

L’incubatore di impresa che sorgerà all’interno del Convitto Telesio, in questo momento in fase di riammodernamento, si propone di valorizzare le vocazioni del territorio, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e di nuovi modelli di sviluppo, nonché il coinvolgimento dei residenti, al fine di contribuire allo sviluppo di nuovi servizi di supporto all’innovazione e di una microeconomia locale rispondente ai concreti bisogni dell’area del centro storico cosentino e al tempo stesso in grado di generare processi produttivi sostenibili.

Proprio il connubio tra valorizzazione del territorio e attenzione all’innovazione ed alla sostenibilità è alla base dell’incontro tra la Camera di Commercio di Cosenza e l’Università della Calabria.

“La Camera di Commercio, anche attraverso il suo punto impresa digitale, si è posta in prima linea nella promozione e nel supporto alla trasformazione digitale del tessuto imprenditoriale cosentino – afferma il Presidente Klaus Algieri -. “Questo protocollo d’intesa vuole sancire l’inizio di una cooperazione fattiva tra il nostro Ente e l’Unical, che ambisce alla condivisione di professionalità, idee e attività necessarie alla creazione di quelle sinergie che dovranno portare all’avvio di progetti d’impresa innovativi capaci di donare nuova vitalità al centro storico cosentino.”

L’Università della Calabria ha nel frattempo emanato un bando, la cui scadenza è prevista per il 31 ottobre 2022, per la selezione di idee imprenditoriali finalizzate alla creazione e allo sviluppo di imprese nel territorio cosentino, con particolare attenzione alle proposte ad alto contenuto innovativo, tecnologico, organizzativo e sociale, da insediare nel costituendo incubatore d’impresa “Cosenza Open Incubator”.

Come spiega il Prof. Maurizio Muzzopappa, “le dieci idee selezionate saranno seguite in maniera gratuita, in un percorso di formazione di durata triennale, che darà l’opportunità ad altrettante compagini di giovani aspiranti imprenditori di trasformarle in nuove imprese pronte a competere sul mercato. Abbiamo chiesto il supporto della Camera di commercio perché siamo convinti che questo percorso debba essere fatto tutti quanti insieme – prosegue Muzzupappa – per riuscire ad offrire concrete opportunità ai giovani e avere una reale occasione di rilancio del centro storico.” (rcs)

RENDE (CS) – Lista Primavera Unical smentisce l’assessore ai Trasporti sulle strisce blu

La lista Primavera dell’Unical, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’assessore dei Trasporti, Domenico Zicarelli, riguardo all’ampliamento dei parcheggi a pagamento all’interno del nostro Ateneo, ha evidenziato come «la decisione di aumentare le strisce blu nel campus è stata presa di comune accordo con “i responsabili dell’ufficio tecnico dell’Unical».

«In qualità di Rappresentanti degli studenti – hanno spiegato Nazzareno Zaccaria, Consigliere di Amministrazione Unical, il Senatore Accademico Antonio Puntillo  e Giovanni Antonio  Algieri del Comitato Universitario Sportivo – abbiamo inteso approfondire la vicenda, non riscontrando in alcun modo detta circostanza».

«Ci saremmo, infatti, meravigliati del coinvolgimento di figure Istituzionali dell’Ateneo – hanno aggiunto – riguardo ad una questione rispetto alla quale esprimiamo totale dissenso. Nel merito, in tal senso, l’Assessore Zicarelli sostiene che un ampliamento dei parcheggi a pagamento nella zona universitaria possa rappresentare un incentivo per noi studenti affinché vengano utilizzati più frequentemente i mezzi pubblici».

«Noi rappresentanti degli studenti – hanno proseguito – riteniamo invece che solo un sistema rinnovato di mobilità nell’area urbana ed all’interno del campus può disincentivare l’uso dell’automobile propria.  Chiediamo un aumento delle corse, una capillarità del servizio che possa servire maggiori aree, la possibilità di introdurre una  mobilità sostenibile nelle aree del campus, magari prevedendo parcheggi alle testate del ponte e favorendo l’introduzione di navette elettriche».

«Se la problematica dei trasporti – hanno concluso – non viene affrontata nella sua interezza, provvedimenti come quello in discussione diverranno soltanto un altro balzello da far gravare sulle famiglie degli studenti dell’Unical. Ciò che auspichiamo è un confronto attivo tra amministrazione comunale, istituzioni accademiche e rappresentanze studentesche al fine di risolvere la complessa questione che invade e travolge i diritti della comunità tutta». (rcs)

 

All’Unical il convegno “Per un respiro in più”

Domani mattina, alle 9.30, all’ University Club dell’Università della Calabria di Rende, è in programma il convegno Per un respiro in più, organizzato dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica.

La Lega Italiana Fibrosi Cistica è l’Associazione di Pazienti nata circa 40 anni fa grazie alla forza di volontà di gruppi di genitori che, uniti, si sentivano più forti e meno soli. Questo, ancora oggi, è il motore che guida l’Associazione, che ascolta e dà voce alle esigenze di famiglie e pazienti per migliorare le cure disponibili, le opportunità sociali e tutelare i diritti di ogni persona colpita da Fibrosi Cistica, la malattia genetica grave più diffusa. LIFC sostiene inoltre programmi di ricerca orientata al paziente e percorsi di cura innovativi.
La Fibrosi Cistica danneggia progressivamente l’apparato respiratorio e quello digerente ed è pertanto una malattia multiorgano che colpisce indifferentemente maschi e femmine. Ha come effetto principale il progressivo deterioramento della funzionalità polmonare e pregiudica seriamente la qualità della vita di chi ne è affetto, costringendo i pazienti a cure costanti e per tutta la vita. La fibrosi cistica viene trasmessa da entrambi i genitori detti ‘portatori sani’.
Il bambino che eredita due copie mutate del gene CFTR, una da ciascun genitore, nasce affetto da FC. Questo convegno è anche un esempio di Collaborazione Inter-ateneo perché vede impegnati anche docenti della Università Magna Grecia di Catanzaro e Docenti della Università della Calabria, oltre che super esperti di settore.
«Molta importanza viene data alla diagnosi prematrimoniale di portatore sano – ha dichiarato Michele Rotella, Responsabile Regionale della Lega – ed a tal fine la sensibilizzazione, per gli accertamenti diagnostici preventivi, va effettuata nei confronti dei medici di famiglia e dei ginecologi».
Il convegno vede la partecipazione dei massimi esponenti del settore a livello nazionale che relazioneranno sulla base delle loro personali competenze ed esperienze.
«Avere una gravidanza per una donna con fibrosi cistica (FC) è oggi possibile», ha detto il dr. Tiziano Anfosso, Ginecologo e Dirigente Medico all’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme.
La malattia pone degli ostacoli alla possibilità della gravidanza perché il difetto della proteina CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator), alla base del complesso delle restanti manifestazioni patologiche, è presente anche nell’apparato genitale femminile: tube di Falloppio, endometrio e vagina. Il muco vaginale più viscoso e denso può rappresentare una barriera meccanica per la fertilità; a livello dell’endometrio (parete interna dell’utero) un difetto di secrezione di ioni bicarbonato può abbassare la capacità fertilizzante degli spermatozoi e rendere difficoltoso l’impianto dell’embrione; nelle fasi più avanzate di malattia la fertilità può essere ridotta e il ciclo mestruale può essere irregolare o assente (amenorrea dovuta a malnutrizione e ad altri fattori).
Pur in presenza di questo quadro di fondo la maggior parte delle donne con Fibrosi Cistica che desiderano una gravidanza diventano gravide in modo naturale e solo una modesta percentuale deve avvalersi delle tecniche di fecondazione assistita.
«Perciò – ha concluso il dr. Tiziano Anfosso – tutte le donne con FC che hanno un ciclo mestruale regolare si devono considerare fertili e possibili di maternità». (rcs)

Oggi all’Unical la lectio magistralis della senatrice a vita Elena Cattaneo

di FRANCO BARTUCCILa prof.ssa Elena Cattaneo, senatrice a vita, sarà oggi, venerdì 7 ottobre 2022,  presso l’Università della Calabria, dove alle ore 10,00, nell’aula magna “Beniamino Andreatta”, terrà una Lezione Magistrale sul tema: L’avventura della conoscenza: a ricerca da fare e da raccontare.

L’evento è organizzato nell’ambito del progetto Marie Sklodowska-Curie finanziato dalla Commissione Europea di cui è responsabile la Dott.ssa Maria Giovanna Durante del dipartimento di ingegneria civile dell’Università della Calabria.

La lezione della senatrice Elena Cattaneo sarà preceduta, alle ore 10,00, dagli interventi della prof.ssa Patrizia Piro, Prorettore e Presidente del Centro Residenziale; del direttore del dipartimento di Ingegneria Civile, prof. Roberto Gaudio; del prof. Francesco Valentini, coordinatore della Commissione Ricerca e Terza Missione del Senato Accademico e Responsabile del Progetto “UniCal longs 4 Excellence”; della prof.ssa Giovanna Vingelli, delegata del Rettore per le Pari Opportunità e direttrice del Centro di Womens’s Studies “Milly Villa”; della dott.ssa Maria Giovanna Durante – referente del programma Marie Sklodowska-Curie Fellow. L’incontro sarà moderato dalla dott.ssa Rita Russo.

La Professoressa Elena Cattaneo è Senatrice a Vita dal 2013. È la più giovane nella storia repubblicana a ricoprire tale carica e la terza donna dopo Rita Levi Montalcini e Camilla Ravera (dal 2018 con Liliana Segre). In Senato, insieme al suo staff, l’azione parlamentare viene articolata su diversi fronti, secondo il metodo e i principi che ispirano il lavoro di ricerca. 

È Professore Ordinario di Farmacologia presso l’Università degli studi di Milano e direttrice del laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative, co-fondatrice e direttore di UniStem, il centro di ricerca sulle cellule staminali dell’università milanese. Ha lavorato presso il Department of Brain and Cognitive Sciences, del prestigioso M.I.T. di Cambridge, USA. Da oltre vent’anni, la professoressa Cattaneo promuove la divulgazione scientifica e partecipa al dibattito pubblico su temi che spaziano dal rapporto tra scienza, politica e società, al riconoscimento dello studio e delle evidenze accertate con metodo scientifico nell’ambito delle decisioni pubbliche e più in generale al tema della libertà e dell’etica della ricerca.

Per accedere in aula magna è obbligatorio  prenotarsi il posto ed usare durante l’intera cerimonia la mascherina Ffp2. (fba)