La Regione avvia procedure per prorogare tirocini di inclusione sociale di 12 mesi

La Regione Calabria ha approvato una delibera con cui vengono avviate le procedute per la proroga dei percorsi dei Tirocini di inclusione sociale. Con la delibera, inoltre, ha demandato ai Dipartimenti Lavoro e Welfare e Programmazione Unitaria l’assunzione degli atti di propria competenza.

I circa 4.300 Tis, che interessano più di 460 enti del territorio calabrese, in scadenza a fine ottobre 2022, verranno dunque prorogati per altri 12 mesi.

Per questa iniziativa la Giunta della Regione Calabria ha stanziato circa 32 milioni di euro, utilizzando risorse del PAC Calabria 2014-2020, del PSC, e di altri Programmi della Programmazione regionale unitaria. (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Ai tirocinanti non servono soluzioni a buon mercato da periodi elettorali

Ivan FerraroGianni TripoliLuca Muzzopappa, rispettivamente segretari generali r di CidiL Cgil Calabria, FeLSa Calabria e UilTemp Calabria, hanno evidenziato come «ai tirocinanti non servono soluzioni a buon mercato da periodi elettorali» ma, piuttosto, «vere opportunità di lavoro vero, tutelato e dignitoso».

«Il disagio sociale di circa 4.500 soggetti che svolgono attività di tirocinio negli Enti Pubblici e Privati ed ormai prossima alla scadenza – hanno detto i sindacalisti – non può che destare una forte preoccupazione poiché questi percorsi, seppur precari, consentivano loro di percepire un minimo di reddito. Dal 2012 questi soggetti hanno consentito agli Enti utilizzatori, colpiti da un blocco del turn over che ha quasi svuotato gli organici, di continuare a garantire i servizi fondamentali ed essenziali a costo zero, utilizzandoli sia all’interno che all’esterno degli uffici dell’ente ospitante». 

«Il complesso contesto finanziario e normativo – hanno aggiunto – ha impedito però di dare prospettive certe a tanti calabresi di poter guardare al futuro con la necessaria serenità, mentre si sono affacciate più volte populistiche quanto improbabili soluzioni che, infatti, si sono presto rivelate l’ennesima delusione. Il recente caos che si è sviluppato attorno al concorso per i tirocinanti del Ministero della Cultura, ne è la riprova e non fa altro che confermare gli allarmi che più volte avevamo lanciato, sia nelle assemblee con i lavoratori che attraverso i media, e che troppo spesso sono caduti nel vuoto». 

«Non vorremmo che, parallelamente – hanno detto ancora – anche per altre componenti del variegato mondo dei tirocini, anche per la più consistente fetta dei TIS, si riproponga da parte di qualche politico, qualche amministratore, qualche sindacalista, la solita pratica di vendere soluzioni a buon mercato, facili da trovare “guarda caso” proprio quando si presentano i periodi elettorali».

«Occorrerebbe – hanno rimarcato – una seria valutazione di strade realmente percorribili per superare la stagione dei tirocini, a cominciare dagli effettivi spazi nella pubblica amministrazione alla luce della normativa vigente e delle modifiche all’art. 16 della Legge 56/87 recentemente approvata dalla Giunta regionale, che finalmente riconosce una premialità all’esperienza svolta negli Enti, per poi impegnare la progettualità e gli strumenti offerti dal PNRR e dai programmi di occupabilità che presto dovranno essere messi in campo».

«Ma accanto a questo – hanno concluso – rimangono le preoccupazioni per la mancanza di continuità lavorativa e, quindi, di quel sostegno economico che presto verrà a mancare a troppe famiglie che vedono con preoccupazione il trascorrere del tempo». (rrm)

Il 26 luglio la prova scritta del concorso per tirocinanti

Formez PA ha reso noto che sono state pubblicate le date delle prove scritte del concorso per il reclutamento di, complessive, 1956 unità di personale da destinare ai ministeri della Cultura, della Giustizia e dell’Istruzione, che si terranno il 26 luglio.

In tutto, i candidati al concorso, sono 5017 ma coloro che sono stati convocati per il 26 luglio, sono 1937, cioè solo i candidati per i profili per cui è prevista la prova scritta.

«Gli altri candidati – si legge nella nota del Formez – per cui è prevista soltanto la prova del colloquio di idoneità – spiega Formez PA – saranno convocati successivamente. Le prove scritte si svolgeranno, in contemporanea, su due sedi, a Rende: al Parco Acquatico, in via Santa Chiara e al Padiglione Luc. Mar., in via Via Amundsen, solo per i profili riportati nel calendario pubblicato sul sito».

Il dettaglio dei calendari delle prove e tutte le informazioni sono pubblicate e al seguente link:  http://riqualificazione.formez.it/content/procedura-selettiva-pubblica-reclutamento-1956-unita-personale-non-dirigenziale-tempo(rrm)

Cannizzaro (FI): A breve sarà pubblicato bando per assumere 1956 tirocinanti

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, ha reso noto che è stato emanato e inviato alla Gazzetta Ufficiale il bando che prevede l’assunzione di 1956 tirocinanti ministeriali.

Cannizzaro, insieme a Roberto Occhiuto, hanno fatto della questione dei tirocinanti una questione personale, caricandosi sulle spalle l’impegno di dare dignità una volta per tutte a queste migliaia di fondamentali figure professionali, dopo oltre 10 anni di promesse e rimandi.

«Con Roberto Occhiuto – ha spiegato il deputato reggino – il cui lavoro è stato determinante, prima da Capogruppo alla Camera e poi da Presidente di Regione, abbiamo assunto degli impegni ben precisi senza elargire promesse da marinai. Dalla scorsa primavera ad oggi non è trascorso un giorno senza lavorare con l’obiettivo stabilizzazione. Lo può ben testimoniare il Ministro Renato Brunetta, a cui va il più sentito grazie per la concretezza e la tempestività, e per l’attenzione ancora una volta dimostrata nei confronti della Calabria; doveroso un ringraziamento anche alla sua grande Struttura, guidata dal Capo Dipartimento Marcello Fiore, il cui lavoro è stato preziosissimo. Abbiamo lavorato gomito a gomito con il personale della Funzione Pubblica per mesi, in favore dei lavoratori calabresi. fino al raggiungimento dell’obiettivo entro i tempi stabiliti. Ed eccoci qui!». 

Il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha adottato il bando di selezione per l’assunzione a tempo determinato di 1956 tirocinanti, che saranno poi impiegati negli uffici dei Ministeri: Cultura, Giustizia ed Istruzione, nelle sedi in cui hanno svolto il percorso di formazione e lavoro. Il bando in queste ore è stato formalmente inviato alla Gazzetta Ufficiale, per l’imminente pubblicazione. Così viene data attuazione al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 2021 previsto dall’articolo 50-ter del decreto-legge n.73 2021.

«Facciamo presente ai diretti interessati che la prova si terrà già a Maggio – ha anticipato il deputato calabrese – e prevede prove articolate su differenti livelli di difficoltà, a seconda del profilo professionale».

Grande soddisfazione è stata espressa da Antonino Maiolino, consigliere comunale di Reggio Calabria, che è stato l’iniziale collante tra i tirocinanti e Cannizzaro.

«Ho seguito, seppur da dietro le quinte, tutto l’iter che pian piano sta portando a quello che nessuno pensava e sperava, ma tutti hanno chiesto: la stabilizzazione. E non per una dozzina di persone, bensì per migliaia di lavoratori che per oltre 10 anni sono stati beffati ripetutamente, con chiacchiere, promesse e rimandi. Eravamo al fianco dei tirocinanti ministeriali quando nessuno li voleva sentire e lo siamo anche oggi c’è da esultare per un risultato storico, insperato, mai raggiunto prima. È frutto del lavoro costante e della tenacia di Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto, che sono riusciti a sensibilizzare finanche il Ministro in persona, che in Calabria qualche mese fa ha personalmente preso l’impegno di aiutare questi padri e madri calabresi… e lo ha fatto».

«È nato tutto il 26 aprile scorso, quando alcuni tirocinanti reggini mi segnalarono la manifestazione in corso a Piazza del Popolo. Chiamai Francesco Cannizzaro e si sentì subito coinvolto, tanto da voler andare immediatamente ad ascoltare le rimostranze dei lavoratori inferociti – racconta Maiolino – C’erano anche altri politici e sedicenti tali. Nessun altro però assunse impegni. Lo ringrazio quindi per la tenacia e per la passione con cui ha portato avanti questa grande e difficile battaglia, coinvolgendo Roberto Occhiuto (allora ancora Capogruppo alla Camera) e subito dopo il Ministro e tutta la Struttura della Funzione Pubblica. Nessuno ha mai ottenuto un risultato del genere per lavoratori precari calabresi. A tutti loro va il grazie mio e di tutti quei 1956 che verranno assunti nei prossimi mesi». (rp)

Tirocinanti, il ministro Gelmini impugna la legge regionale di stabilizzazione

Il ministro degli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini, ha impugnato la legge regionale per la stabilizzazione del precariato storico della Regione Calabria. Lo hanno reso noto i sindaci f.f. della Città Metropolitana di Reggio, Carmelo Versace e il sindaco f.f. del Comune di Reggio, Paolo Brunetti, che lo hanno definito un «atto gravissimo da parte della Ministra di Forza Italia che affossa una legge approvata in una Regione governata da esponenti del suo stesso partito».

«Uno scontro politico tutto interno a Forza Italia e alla destra regionale e nazionale giocato sulla pelle dei lavoratori incolpevoli che da anni si trovano in una condizione di precarietà ed insicurezza lavorativa. Solo pochi mesi fa – prosegue la nota dei due facente funzione –la vicepresidente Princi annunciava l’approvazione della stabilizzazione dei precari storici, presentandola come “un piccolo grande regalo di Natale” nei confronti dei lavoratori. Un regalo trasformatosi in realtà in uno scherzo di Carnevale, visto che la Giunta regionale doveva ancora fare i conti con la tagliola della Ministra Gelmini, autorevole esponente dello stesso partito che guida la Regione Calabria, che nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri di pochi giorni fa, ha deciso l’impugnazione della legge regionale».

«Un fatto di inaudita gravità – hanno proseguito – che rischia di minare severamente il percorso di stabilizzazione dei precari della Regione Calabria, uno scontro politico da sanare al più presto, che mette in evidenza tutti i limiti di un governo regionale nato solo da pochi mesi ed evidentemente già affetto da annunciate, bravissimo nei proclami a mezzo stampa ma inesorabilmente soccombente sui tavoli romani anche di fronte ai Ministri della sua stessa parte politica». 

«Chiediamo al Governatore Occhiuto – hanno concluso – autorevole esponente di Forza Italia, di esprimersi con urgenza su questa incresciosa vicenda, assumendo una posizione chiara e netta a difesa del precariato storico della nostra regione e chiedendo spiegazioni sull’impugnazione proposta dalla Ministra Gelmini contro la stabilizzazione di decine di lavoratori che da anni operano con dignità al servizio della comunità calabrese nonostante la graticola del precariato» (rrc)

 

Tavernise (M5S): Gravi i ritardi della Regione nel pagamento dei giovani tirocinanti

Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 StelleDavide Tavernise, ha denunciato, in una interrogazione depositata in Consiglio regionale, come «i pagamenti delle mensilità, spettanti a quanti hanno aderito al programma Garanzia Giovani,  con tirocini formativi già conclusi o in fase di conclusione, continuano a subire gravi ritardi».

«I beneficiari – ha spiegato – attendono 9 mesi o più, prima di vedere, finalmente, versato il corrispettivo dovuto. Risulta, addirittura, che non siano state erogate le indennità per alcuni tirocinanti della programmazione 2015-2016. Per molti ragazzi, l’adesione al piano europeo di contrasto alla disoccupazione, si sta trasformando, così, in una vera e propria odissea. Avrebbe dovuto, viceversa, rappresentare un’opportunità, soprattutto in una regione come la nostra, dove il mondo giovanile segnala un tasso di disoccupazione pari al 49,2%».

«Una percentuale, quest’ultima – ha proseguito – cresciuta rispetto al 2020 per effetto della pandemia. Sono numeri che preoccupano, se li rapportiamo a quanto mediamente accade nel resto del Paese, dove il tasso di disoccupazione giovanile nel 2020 si è attestato al 29,4%. Praticamente in linea con il dato dell’anno precedente (29,2%). Tanto dimostra che la crisi economica, conseguenza della pandemia, ha colpito, in Calabria, soprattutto le giovani generazioni».

«Nella nostra Regione, si prospettano, in ogni caso – ha detto ancora – nuove opportunità di lavoro che non possono essere colte: molte sono, infatti,  le aziende che non riescono a trovare personale da inserire nel proprio organico. In tale contesto, non dare risposte immediate, soprattutto in termini di pagamento, ai giovani che partecipano al Programma Garanzia Giovani, che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro e che molto spesso affrontano spese per potersi recare in altri comuni per il loro tirocinio, è assolutamente inammissibile».

«Eppure dal 2015 al 2020 la Regione Calabria ha avuto a disposizione 180 milioni di euro da destinare all’attuazione del Programma Garanzia giovani, soldi che sembrerebbe averne impegnati solo per 25 milioni. A tanto – ha concluso Tavernise – si aggiungeranno le somme relative al programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL), inserite nell’ambito della Missione 5, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per la Calabria, dal 2021 al 2025, saranno disponibili ulteriori 40 milioni di euro, mentre l’obiettivo da centrare, entro la fine del 2022, è il reinserimento di 27mila persone nel mercato del lavoro». (rrc)

IN CALABRIA STOP AI TIROCINI REGIONALI
SONO OLTRE 6MILA ORMAI SENZA REDDITO

L’intenzione era buona, ma alla fine di questa lunga agonia – durata anni – che ha visto protagonisti i tirocinanti calabresi, l’unica cosa ottenuta è una porta sbattuta in faccia: la Regione ha deciso che nessun tirocinio sarà più attivato e che i tirocinanti già formati andranno a lavorare nel privato grazie a manifestazioni rivolte alle aziende private per incentivare ad assumere chi ha svolto i percorsi formativi con la Regione.

Chi sono i tirocinanti? È una forza lavoro a basso costo che rende al massimo mentre “apprende”, ovvero fa tirocinio, per formarsi e prepararsi a un potenziale contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il problema è che per questa larga categoria di lavoratori che spesso copre i “vuoti” che l’assenza di concorsi lascia in ampi settori della cultura, della giustizia, degli enti locali, dell’università. Spesso non ci sono garanzie previdenziali né coperture contributive, è lavoro nero quasi legalizzato, comunque precario e privo di reali prospettive.

Adesso, la notizia – non ancora confermata – che la Regione non attiverà più tirocini: praticamente uno schiaffo a uomini, donne, madri e padri di famiglia, disoccupati e lavoratori in mobilità in deroga, giovani e meno giovani che, per anni, hanno visto solo promesse, ma nulla di concreto. E, dopo tanto, si ritrovano con un escamotage da parte di una Regione che, se in un primo momento si era esposta per provvedere a questa situazione – a quanto sembra – se ne è lavata le mani, dirottandoli nel privato.

Decisioni che odorano di beffa, sopratutto se si pensa che il 23 marzo scorso, l’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, aveva annunciato un intervento presso il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e la Conferenza Stato-Regioni per individuare una soluzione per «garantire un reddito ai circa 6 mila tirocinanti calabresi» almeno fino a quando «non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi». Un intervento che era stato applaudito perfino da Cisl Calabria, e che invitava «l’assessore al Bilancio, Franco Talarico e l’assessore alle Politiche di Welfare, Gianluca Gallo, entrambi senza dubbio sensibili alle problematiche sociali, a uno specifico impegno, finalizzato a individuare anche nelle pieghe del bilancio della Regione le risorse necessarie a interventi in favore della categoria in questione». Un invito poi caduto nell’oblio.

I tirocinanti, dunque, sono tornati a farsi sentire, con questo nuovo allarme che, tuttavia, non trova riscontro istituzionale da nessuna parte. L’unica nuova comunicazione risale al 2 luglio, e riguarda il cumulo delle ore Tirocinio “Giustizia” e “Mibact area 3″, in cui viene annunciata che è stata erogata «l’anticipazione di una mensilità che le ore effettuate nel mese di marzo 2020 verranno cumulate con quelle del mese di effettiva ripresa del percorso formativo».

Quindi, e forse, per Giustizia e Mibact si parla di ripresa, ma per gli altri, di quale futuro si parla? I tirocinanti calabresi prospettano un futuro che «avrà l’odore di beffa per queste persone anche per l’ingente entità di risorse investite in questi anni per qualificarle nei settori in cui operano».

«E le sigle sindacali (Cgil, Cisl e Uil) – proseguono i tirocinanti – saranno compiacenti con questo misfatto a danno dei tirocinanti calabresi? I quali, oltre all’abbandono da parte dell’attuale giunta regionale calabrese, non hanno mai trovato gradimento da parte dell’attuale governo». (rrm)

L’assessore regionale Orsomarso: garantire un sostegno ai tirocinanti calabresi

L’assessore regionale al Lavoro, Fausto Orsomarso, ha annunciato un intervento presso il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e la Conferenza Stato-Regioni per individuare una soluzione che «possa garantire un reddito ai circa 6 mila tirocinanti calabresi che, a causa dell’emergenza Coronavirus, hanno subìto l’interruzione dei progetti formativi e, quindi, la possibilità di ricevere i relativi pagamenti dall’Inps».

«Ci siamo da subito messi in moto – ha dichiarato l’assessore regionale Orsomarso – per garantire l’immediata attivazione della Cassa integrazione per i lavoratori delle imprese danneggiate dell’emergenza sanitaria, ma sulla situazione dei tirocinanti non abbiamo la possibilità tecnica di intervenire».

«Si tratta  – ha proseguito l’assessore regionale Orsomarso – di 4.700 ex percettori di mobilità in deroga impegnati nei tirocini di inclusione sociale, altri 600 nei tirocini presso il Miur e più di 600 presso il Mibact. Chiediamo quindi che il governo si faccia carico della difficile condizione economica che si trovano ad affrontare migliaia di famiglie calabresi,  alle quali deve essere garantito il sostentamento almeno finché non sarà finita l’emergenza sanitaria e ci saranno le condizioni per far ripartire i percorsi formativi». (rcz)