Coldiretti incontra le imprese vibonesi: aiuti contro il caro concimi e prevenzione della Xylella

Ieri si è svolto, nella sala riunioni dell’Ufficio di zona di Coldiretti  di Vibo Valentia, un incontro con le imprese, incentrato sulle  difficoltà dell’agricoltura vibonese, i risultati raggiunti attraverso l’azione sindacale e le iniziative per affrontare le sfide del settore.

All’appuntamento hanno preso parte il presidente provinciale Giuseppe Porcelli, il direttore interprovinciale Pietro Bozzo e il segretario Costantino De Nami, insieme agli agricoltori intervenuti per condividere esigenze, preoccupazioni e proposte. Un momento di ascolto e confronto diretto, volto a rafforzare il rapporto tra l’organizzazione e le imprese e a tradurre le necessità del territorio in priorità da sostenere nelle sedi istituzionali.

Nel corso della riunione sono stati ripercorsi i risultati conseguiti da Coldiretti a livello nazionale, regionale e provinciale, insieme alle iniziative ancora in corso per tutelare il reddito agricolo, contrastare il peso dei costi di produzione, difendere l’autenticità del Made in Italy e valorizzare le produzioni locali.

Tra le novità positive illustrate alle aziende, particolare rilievo ha assunto il sostegno contro il caro fertilizzanti previsto dal decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 15 settembre 2026. Il provvedimento prevede risorse complessive per circa 136,8 milioni di euro, attraverso fondi europei e cofinanziamento nazionale, per compensare fino al 50% dei maggiori costi dei concimi per le colture ammesse. Una risposta concreta a una delle voci di spesa che incidono sulla redditività delle imprese agricole.

Il decreto stabilisce importi massimi per ettaro differenziati in base alla coltura: tra questi, 35,25 euro per i cereali, esclusi il mais da granella e da insilato ceroso, 64,30 euro per il mais da granella, 41,55 euro per il mais da insilato, 32,80 euro per gli altri seminativi a foraggere non leguminose e 25,55 euro per l’olivo. Il sostegno effettivo sarà determinato da AGEA sulla base delle risorse disponibili e dei requisiti previsti, riferiti alle domande di aiuto a superficie e ai dati del fascicolo aziendale. Il provvedimento, firmato dal ministro, è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei conti.

«Il sostegno contro il caro concimi rappresenta un risultato importante per le aziende e risponde a una necessità concreta del mondo agricolo – ha dichiarato Giuseppe Porcelli –. L’aumento dei costi di produzione riduce i margini e rende più difficile programmare gli investimenti. Ogni intervento capace di alleggerire questo peso va valorizzato, proseguendo nel lavoro per garantire una remunerazione adeguata delle produzioni. Gli incontri territoriali servono anche a rendere queste misure comprensibili e a consentire alle imprese di conoscere le opportunità a loro disposizione».

Ampio spazio è stato dedicato alla Xylella e al valore della prevenzione, attraverso l’illustrazione e la condivisione di materiale informativo sul batterio, sull’insetto vettore e sui comportamenti utili a contribuire alla protezione degli oliveti.

L’iniziativa si inserisce nell’impegno avviato da Coldiretti Calabria dopo l’individuazione del focolaio nel territorio di Taurianova. Già nel comunicato regionale del 3 settembre, il presidente Franco Aceto aveva richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione, assicurare il coordinamento con le istituzioni e attivare la rete territoriale per informare e assistere le imprese. Un impegno che trova negli incontri con i produttori una concreta occasione di approfondimento e diffusione delle conoscenze.

Al centro del messaggio rivolto alle aziende vi è il ruolo degli agricoltori come custodi della terra. La presenza quotidiana nei campi, la conoscenza delle proprie piante e l’attenzione ai cambiamenti costituiscono un contributo prezioso alla sorveglianza del territorio. Osservare gli olivi, segnalare tempestivamente sintomi sospetti, adottare le pratiche di gestione della vegetazione erbacea nei periodi indicati e seguire le disposizioni del Servizio Fitosanitario Regionale sono comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio di diffusione.

È stato inoltre ricordato che l’osservazione delle piante deve accompagnarsi al supporto delle strutture competenti: i sintomi visibili possono avere cause diverse e la conferma della presenza del batterio richiede analisi di laboratorio. Conoscenza, assistenza tecnica e collaborazione sono quindi indispensabili per orientare correttamente le azioni dei produttori.

«La lezione dei territori già colpiti deve rendere tutti più consapevoli e più reattivi – ha sottolineato Porcelli –. Sottovalutare la Xylella significa esporre a un rischio gravissimo il patrimonio olivicolo, il lavoro delle aziende e l’equilibrio economico di intere comunità. Occorre agire per tempo, affidarsi alle competenze scientifiche e mettere ogni agricoltore nelle condizioni di comprendere il problema e fare la propria parte. La cura dei terreni e l’attenzione alle piante assumono un valore che riguarda l’intera collettività».

Il percorso di informazione proseguirà a breve nei comuni e nelle comunità che ne faranno richiesta. L’obiettivo è portare il confronto direttamente nei territori, favorire la partecipazione degli agricoltori e dei proprietari di oliveti, chiarire i dubbi e accrescere la conoscenza delle misure di prevenzione e delle indicazioni delle autorità competenti. Le comunità interessate potranno rivolgersi agli uffici Coldiretti per concordare l’organizzazione degli appuntamenti.

«Proteggere gli oliveti significa difendere produzione, occupazione, paesaggio e identità – ha concluso Porcelli –. Coldiretti continuerà a essere presente, mettendo a disposizione la propria organizzazione e rafforzando l’informazione sul territorio. Il futuro di questo patrimonio dipende anche dalla capacità di riconoscere oggi i rischi e affrontarli con tempestività, responsabilità e impegno condiviso». (rvv)

Domenica la quarta edizione del Tropea Film Festival

Prende il via domenica 20 settembre, a Tropea, la quarta edizione del Tropea Film Festival.

I dettagli della kermesse sono stati presentati nel corso del programma Zigo Zago, in onda su Lac Tv, ospitato negli spazi dell’aeroporto di Lamezia Terme, al quale hanno partecipato il Sindaco Giovanni Macrì, ospite insieme ad Emanuele Bertucci, direttore artistico del Tropea Film Festival.

Nel corso del talk, il primo cittadino ha sottolineato il valore strategico del Festival dentro il percorso complessivo della destinazione. L’evento genera certamente movimento e ricchezza, ma il suo contributo più importante è nella qualità che aggiunge all’esperienza Tropea: personalità autorevoli che arrivano, vivono la città, ne parlano, condividono un racconto positivo e contribuiscono ad accrescere reputazione, relazioni e percezione del brand. Settembre è ormai alta stagione a tutti gli effetti e ottobre – ha ricordato ancora – sono ormai mesi pienamente inseriti nella stagione turistica tropeana, con strutture ancora molto richieste e prenotazioni già avviate anche per il 2027. In questo scenario, il Film Festival non serve semplicemente ad aggiungere numeri, ma a portare valore, contenuto e riconoscibilità.

In questo contesto si inquadra il percorso della manifestazione. Bertucci ha ricordato l’avvio nel 2023, la crescita del progetto, l’impegno dell’Amministrazione Macrì, il sostegno di Calabria Film Commission e GAL Terre Vibonesi, insieme ai partner Trenitalia, Rai, Haier e La Dolce Vita a Tropea, oltre al maestro Michele Affidato, creatore del premio L’Isola d’Argento e compagno di viaggio sin dalla prima edizione.

Il programma prevede sette giornate di iniziative. Dal 20 al 23 settembre il cuore delle attività sarà Palazzo Santa Chiara, con proiezioni, matinée, panel e momenti dedicati soprattutto alle scuole e alla formazione. Le ultime giornate avranno invece anche una dimensione serale più scenografica a Piazza Cannone, affacciata su Santa Maria dell’Isola, dove il Festival vivrà la sua parte più glamour. Al centro dell’edizione 2026 ci saranno gli omaggi a Marilyn Monroe, nel centenario della nascita, e a Raf Vallone, nel 110° anniversario, con il premio dedicato all’attore tropeano e la presenza del figlio Saverio Vallone anche in giuria per i lungometraggi. Tante le presenze annunciate da Raul Bova a Lina Sastri, da Tiziana Rocca, come presidente di giuria, a Yutaka Mizutani per il ponte con il Giappone, e poi ancora Marco Giallini, Andrea Roncato, Vincent Riotta ed Elisabetta Bellini.

Tra i progetti più significativi torna Un corto per Tropea, che coinvolgerà dodici squadre impegnate durante la settimana nella realizzazione di cortometraggi dedicati alla città. Un laboratorio concreto per avvicinare i giovani ai mestieri del cinema e per far capire che l’audiovisivo non è fatto soltanto di attori e registi, ma anche di tecnici, maestranze, costumisti, truccatori, operatori e professionalità capaci di aprire nuove opportunità.

Macrì ha richiamato anche il valore delle relazioni costruite negli anni: dal rapporto speciale con Russell Crowe, legato a Tropea e capace di generare attenzione internazionale sulla città, al dialogo costante con il Giappone, rafforzato attraverso interlocuzioni culturali, presenze qualificate e il rapporto con Naoyoshi Itani. Una dimensione che distingue il Festival e ne alimenta il respiro di lungo periodo.

Lo sguardo dell’Amministrazione è già rivolto anche al dopo Festival. Nel mese di ottobre prenderà forma Blue Jazz Tropea, nuova iniziativa musicale pensata per aggiungere un altro tassello alla strategia di destagionalizzazione, prima del percorso che porterà alle luminarie e agli appuntamenti collegati al periodo natalizio. Tropea – ha concluso il Sindaco – accoglie il viaggiatore a braccia aperte, ma lo fa dentro una visione: non solo presenze, non solo eventi, non solo vetrina. La vera sfida è continuare a rendere la città desiderabile, riconoscibile e viva per un tempo sempre più lungo dell’anno.

A ottobre a Vibo la seconda edizione di “Ponti del Sud”

Il 17 ottobre, a Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia, si terrà la seconda edizione di “Ponti del Sud – I Consoli Onorari per un Mediterraneo delle relazioni diplomatiche e di pace”, l’iniziativa che riunirà Consoli Onorari, Ambasciatori, istituzioni e Sindaci per promuovere relazioni diplomatiche, sviluppo e pace.

Il messaggio scelto per accompagnare questa nuova tappa è chiaro: “Da Palmi a Vibo Valentia: dai ponti del dialogo ai ponti della cooperazione”.
La prima edizione, svoltasi lo scorso anno a Palmi, ha registrato un importante successo istituzionale e di partecipazione, riunendo per la prima volta numerosi Consoli Onorari e rappresentanti delle istituzioni attorno ai temi della diplomazia decentrata, del ruolo dei territori nelle relazioni internazionali e della necessità di creare nuove forme di collegamento e rappresentanza del mondo consolare in Calabria.
Da quell’esperienza nasce oggi una seconda fase. L’obiettivo di Vibo Valentia sarà quello di fare un passo ulteriore, mettendo al centro dialogo, cooperazione e connessioni per costruire insieme il futuro del Mediterraneo, con particolare attenzione alle relazioni diplomatiche e di pace, agli scambi tra territori, all’internazionalizzazione e alle possibili iniziative comuni tra amministrazioni locali e rappresentanze consolari.
In vista dell’appuntamento, lunedì 14 settembre, il Console Onorario del Regno del Marocco in Calabria Domenico Naccari ha incontrato in Prefettura S.E. il Prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, con la quale sono stati affrontati gli aspetti organizzativi legati alla manifestazione. All’incontro hanno partecipato anche l’Avv. Giuseppe Saletta e il Comm. Nicolino La Gamba.
Successivamente Naccari, Saletta e La Gamba hanno effettuato un sopralluogo a Palazzo Gagliardi insieme all’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Vibo Valentia, Stefano Soriano, per verificare gli aspetti logistici e organizzativi dell’evento. L’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Vincenzo Romeo sarà dunque protagonista di un appuntamento che rafforza ulteriormente la vocazione internazionale della città.
Una scelta, quella di Vibo Valentia, che assume un significato particolare anche alla luce dello storico patto di gemellaggio con Dakhla, in Marocco, e del percorso di relazioni costruito negli ultimi anni tra i due territori.
Ha confermato la propria presenza S.E. Youssef Balla, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, insieme alla Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria, Dott.ssa Caterina Chiaravalloti, e all’Assessore regionale Antonio Montuoro, con competenze, tra le altre, in materia di cooperazione internazionale.
Sarà inoltre presente il Sindaco di Palmi, Giovanni Calabria, in rappresentanza della città che ha ospitato e contribuito alla realizzazione della prima edizione di “Ponti del Sud”, idealmente chiamato a consegnare il testimone a Vibo Valentia.
Hanno già confermato la partecipazione, tra gli altri, il Sindaco di Mileto, Avv. Salvatore Fortunato Giordano, il Sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, oltre a numerosi altri Sindaci, Consoli e rappresentanti del mondo istituzionale.
È stato inoltre invitato il Corpo Consolare di Napoli, insieme ai Consoli della Puglia, a testimonianza della crescente dimensione interregionale dell’iniziativa. Questa seconda edizione registra inoltre il patrocinio del Corpo Consolare della Sicilia Orientale e del Corpo Consolare di Palermo, che si aggiunge alla partecipazione delle rappresentanze consolari e istituzionali provenienti da diversi territori.
Tra gli organizzatori figura anche la Fondazione Cre Calabria Roma Europa, che contribuisce alla promozione e alla realizzazione dell’iniziativa insieme alle istituzioni e alle rappresentanze consolari coinvolte.
«La prima edizione – sottolinea il Console Onorario Domenico Naccari – ci ha consentito di mettere attorno allo stesso tavolo Consoli, Sindaci e istituzioni e di affermare il valore della diplomazia decentrata. A Vibo vogliamo compiere un passo ulteriore: trasformare quel patrimonio di relazioni in proposte, progetti e forme concrete di cooperazione. Il Mediterraneo non può essere soltanto una linea geografica che separa continenti: deve tornare ad essere uno spazio di incontro, di sviluppo e di pace. È questo il senso più profondo di Ponti del Sud».
La presenza di rappresentanti diplomatici e consolari, magistratura, Regione, amministratori locali e realtà istituzionali conferma così l’ambizione con cui nasce la seconda edizione: fare del Mezzogiorno non una periferia delle relazioni internazionali, ma una piattaforma naturale di dialogo tra Europa, Africa e Mediterraneo. (rvv)

A Ricadi successo per CAT – Capo Arte Teatro Festival

Grande successo a Ricadi per CAT – Capo Arte Teatro Festival, che ha portato spettacoli appartenenti al panorama del teatro contemporaneo, della prosa, della danza contemporanea, del teatro di figura e del circo

Capo Arte Teatro Festival è un progetto di DRACMA – Centro di Produzione teatrale, con la direzione artistica Andrea Naso, organizzato da Pro Loco Capo Vaticano e in collaborazione con Associazione InUtile, food partner Tata’s, con il sostegno del Comune di Ricadi, Regione Calabria e MIC.

Otto spettacoli dal vivo tra teatro, danza, performance site specific e monologhi, per sette compagnie, nazionali ed internazionali, che dal 4 al 30 agosto hanno riempito la platea dell’anfiteatro di Torre Marrana, e Piazza San Nicolò e Piazza Marconi di Ricadi, portando in scena momenti intensi ed emozionanti, apprezzati e molto sentiti dal pubblico.

Un festival tornato dopo 15 anni a Ricadi, sempre sotto la direzione artistica di Andrea Naso, che si dice soddisfatto dell’andamento di CAT e della risposta del pubblico: «E’ per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione aver avuto l’opportunità di tornare nei luoghi in cui come Compagnia Dracma abbiamo mosso i primi passi come professionisti del teatro, e di questo va dato merito all’amministrazione comunale e alla Pro Loco di Capo Vaticano, che ci hanno contattato per questo progetto culturale».

Filo conduttore del festival è stato il claim Morud’Amuri, che ha unito diversi linguaggi per riuscire a raccontare i molteplici aspetti dell’amore.

Sulla scena grandi artisti applauditi e amati dal pubblico: dall’attore calabrese Paolo Cutuli, che ha aperto il festival con la performance site specific “Clitennestra”, alla Compagnia italo francese Circ’Hulon, di e con Lucia Pennini, Antoine Hulon, che hanno portato in scena la commedia burlesque, dedicata a grandi e piccoli, “Groviglio o l’elogio delle piccole cose”; da Pamela Villoresi, già premiata con due Maschere d’Oro, due Grolle D’oro, due Premi Ubu, che insieme a Giulio Corso, Francesco Foti, Alice Spisa, Cristina Todaro e Giacomo Andrea Faroldi, è stata protagonista del toccante “Elettra 1944”; alla Compagnia Create Danza, con lo spettacolo site specific di danza contemporanea che si intreccia con l’opera lirica, “Tentazioni d’opera”, che ha incantato il pubblico grazie a 8 danzatori-performer: Carola Puglisi, Alessandra Nicoletti, Valeria Capalbo, Raphael Antonio Burgo, Michele Danny Fimiani, Alex Rambo Esposito, Francesco Rodilosso, Filippo Stabile. Tra gli spettacoli più amati anche Mario Perrotta, con il suo Nel Blu, avere tra le braccia tanta felicità”, insieme ai musicisti Vanni Crociani, Massimo Marches, e Giuseppe Franchellucci, senza dimenticare i più piccoli, divertiti, insieme agli adulti, dallo spettacolo “Zampalesta e lo Zzicrapu”, spettacolo di teatro dei burattini di e con Angelo Gallo

La chiusura di Capo Arte Teatro Festival, domenica 30 agosto, è stata affidata a “Le mille bolle blu”, diretto da Filippo Luna, che ha interpretato magistralmente il monologo scritto dal giornalista Salvatore Rizzo, regalando ai presenti emozioni intense.

Gli interventi e l’interazione della platea con gli artisti, alla fine delle performance teatrali, dimostra l’alta qualità degli spettacoli selezionati, che hanno incontrato le esigenze e i gusti di un pubblico trasversale. Una comunità locale, ma non solo, contenta di ritrovare l’organizzazione Dracma – che ne ha condiviso la gestione con l’Associazione In-Utile tornata a Ricadi dopo 15 anni, fortemente voluta dall’amministrazione comunale e dalla Pro Loco.

«L’auspicio – conclude Naso – è che questa esperienza teatrale qui a Torre Marrana e a Ricadi possa continuare, a prescindere dalla nostra gestione, poiché è fondamentale programmare e portare progetti di arte e cultura in questi territori»(rvv)

 

 

 

Il 10 e 11 settembre al Museo di Vibo un convegno sui sistemi di fortificazione in Magna Grecia e Sicilia

Il 10 e l’11 settembre al Museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia diretto da Michele Mazza, si terrà il convegno sui sistemi di fortificazione in Magna Grecia  e Sicilia.

Si tratta di una due giorni di studio, confronto e ricerca dedicata a uno degli aspetti più significativi dell’urbanistica e  dell’organizzazione territoriale del mondo greco coloniale: i sistemi di fortificazione.

Nell’occasione all’interno della struttura afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria si riuniranno  studiosi e ricercatori per mettere a confronto Magna Grecia e Sicilia, attraverso vecchi problemi, nuove indagini e recenti  acquisizioni della ricerca archeologica. La prima giornata sarà incentrata sulle esperienze fortificatorie della Magna Grecia,  da Cuma a Paestum, da Siris a Metaponto, fino alle città calabresi di Hipponion, Medma, Rhegion, Locri e Kaulonia. La  seconda sessione sarà invece dedicata alla Sicilia, con contributi su Akragas, Monte San Basilio, Kasmenai, Segesta, Himera,  Erice, Camarina, Hybla, Halaesa e Taormina. Il convegno “Colonie di Magna Grecia e Sicilia: i sistemi di fortificazione illustrerà questi strumenti di protezione non soltanto come opere difensive, ma anche come elementi attraverso cui ricostruire la  forma delle città, il controllo del territorio, le strategie politiche e militari e il rapporto tra comunità e paesaggio. Nel corso della  mattina della prima sessione, coordinata dal direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e direttore delegato della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano, interverranno: Matteo D’Acunto (Le fortificazioni di Cuma: uno status  quaestionis); Fausto Longo e Alessandro Campedelli (Le fortificazioni di Paestum (IV–I sec. a.C.): scavi, restauri, rilievi e  restituzioni 3D); Carmelo Colelli e Annarita Doronzio (Siris: il muro in mattoni crudi. Vecchi dati e nuovi scavi); Fabio Donnici e  Antonio Pecci Anzi (Piana San Giovanni e Metaponto: tre exempla di cinte fortificate tra entroterra lucano e Magna Grecia a  confronto); Valentina Casella, Giuseppe Lucarelli, Fabrizio Mollo, Michele Mazza, Marco Stefano Scaravilli (Nuove ricerche  sulla fortificazione di Hipponion).  

Nel pomeriggio la discussione proseguirà con le relazioni di: Scaravilli, Gianluca Sapio, Rodolfo Brancato (I sistemi  difensivi di Medma e i limiti della città antica: lo stato dell’arte e nuove osservazioni sulla topografia urbana alla luce del progetto  di Carta Archeologica); Maria Maddalena Sica (Tra morfologia urbana e paesaggio: il sistema difensivo orientale di  Rhegion); Maximilian Voit (Strategic Heights and Defensive Functions: The Case of Torre Castellace in Locri); Luigi Maria  Caliò e Helena Catania (Architettura difensiva e organizzazione del territorio nella Locri ellenistica); Elisa Nisticò, Maria Teresa  Iannelli, Antonino Facella e Bernarda Minniti (Civitas non saxa sed habitatores. Le fortificazioni di Kaulonia e gli abitanti della  polis); Damiano Pisarra (Topografia dei sistemi fortificati in Calabria, dalla Grande Lucania alla Romanizzazione. Una  prospettiva italica); Emanuele Brienza, Luigi Maria Caliò e Gian Michele Gerogiannis (Castiglione di Paludi: nuove prospettive di  ricerca sul sistema difensivo di una città ellenistica della Calabria). 

Fitto anche il programma della seconda giornata, coordinata dal direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari  Filippo Demma. Nell’occasione a dare il loro contributo saranno: Valentina Caminneci e Maria Concetta Parello (τὸ τεῖχος ἐπὶ  πέτρας ἀκροτόμου (Polyb. 9, 27). Considerazioni sulle mura di Akragas); Rodolfo Brancato, Giuseppe Luongo e Agostino  Messana (Le fortificazioni di Monte San Basilio (Lentini): topografia archeologica di un paesaggio di confine); Giuseppe  Cacciaguerra e Rosa Lanteri (Verso una prima definizione delle fortificazioni di Monte Casale – Kasmenai. Dati preliminari dalle  recenti ricerche); Chiara Blasetti Fantauzzi e Monika Trümper (Le fortificazioni di Segesta: nuove scoperte e prospettive di  ricerca); Stefano Vassallo (Il sistema difensivo di Himera: le fortificazioni della città bassa nelle battaglie del 480 e del 409 a.C.);  Salvatore De Vincenzo (Le mura di Erice tra età tardo-arcaica ed età punica); Saverio Scerra (Le fortificazioni greche e non  greche negli iblei occidentali tra vecchie ipotesi e nuove osservazioni, con particolare attenzione ai casi di Camarina, Hybla e  Castiglione); Aurelio Burgio (Halaesa Archonidea. Dati preliminari dagli scavi delle fortificazioni urbane e considerazioni sulle  forme di controllo del comprensorio alesino); Giuseppa Zavettieri, Marta Venuti e Marco Miano (Il Monte Tauro e i sistemi  difensivi di Taormina: nuovi dati dagli scavi di Villa San Pancrazio). Le conclusioni saranno tratte da Fabrizio Mollo.   (rvv)

Sicurezza, rinforzi alla questura di Vibo e al Commissariato di Tropea

Sono stati rinforzati i presìdi di sicurezza nel Vibonese e aumentati gli organici collegati all’istituendo Commissariato di Pubblica Sicurezza di Tropea.

«Si tratta – sottolinea il sindaco Giovanni Macrì – di un fatto positivo, che conferma una direzione istituzionale pienamente condivisa. Tutto ciò che stiamo mettendo in campo sul fronte del decoro, della vivibilità, della gestione dei flussi e della qualità dell’accoglienza cammina necessariamente sui binari dello Stato e delle regole. La presenza delle Forze dell’Ordine è fondamentale per accompagnare questa visione e per sostenere, ogni giorno, il governo della bellezza che non è uno slogan, ma una responsabilità concreta verso residenti, operatori economici e visitatori».

«Una destinazione esperienziale – aggiunge il Primo Cittadino – ha bisogno di servizi, infrastrutture, promozione, decoro e capacità organizzativa, ma anche di presìdi adeguati alla pressione che vive nei periodi di maggiore afflusso. Il tema non è soltanto garantire ordine pubblico, ma creare le condizioni perché residenti, operatori economici e visitatori possano vivere Tropea dentro una cornice di serenità, rispetto e fiducia».

«Per questo – conclude Macrì – rivolgiamo un ringraziamento sincero alle Forze dell’Ordine, al Questore, al Prefetto e al Ministero dell’Interno. Il rafforzamento del Commissariato di Tropea è un passaggio importante e perfettamente coerente con la nostra idea di sviluppo: una destinazione bella, viva e accogliente deve essere anche ordinata, sicura e presidiata. Continueremo a lavorare in piena collaborazione istituzionale, perché la qualità dell’esperienza Tropea passa anche dalla certezza delle regole e dalla presenza autorevole dello Stato». (rvv)

Estate a Casa Berto, il gran finale tra l’eredità di Berto e le nuove voci della narrativa italiana

Oggi e domani, a Capo Vaticano, Estate a Casa Berto entra nelle ultime due giornate dell’XI edizione con musica, teatro e il XXXIII Premio Letterario Giuseppe Berto, dedicato alle opere prime di narrativa.

Dopo aver esplorato, nelle prime due giornate, il rapporto di Berto con il Sud, le inquietudini e le nevrosi de “Il male oscuro” e, con “Anonimo veneziano”, l’amore, la malattia e il confronto con la fine, il festival si addentra ora in altri territori della sua scrittura: il dubbio, la fede, la colpa e il destino che attraversano “La gloria”. Il percorso approderà poi, nella giornata conclusiva, all’incontro con le cinque nuove voci finaliste del Premio che porta il suo nome.

«Sono giornate intense, nelle quali stiamo cercando di far emergere ogni volta un Berto diverso, attraverso la letteratura, il teatro, il cinema e la musica – spiegano i direttori artistici Antonia Berto e Marco Mottolese –. In un’edizione interamente dedicata a lui, siamo particolarmente felici di ospitare proprio nella giornata conclusiva il Premio Letterario Giuseppe Berto: un finale che mette insieme la sua eredità e cinque nuove voci della narrativa italiana».

Venerdì 4 settembre, alle 18.30, sarà DAP – Andrea D’Apolito a presentare “Musiche per Giuseppe Berto”, un progetto originale costruito come dialogo sonoro con la scrittura, i paesaggi e le inquietudini dell’autore. Dopo il precedente lavoro dedicato a Stromboli, D’Apolito torna a Casa Berto con una nuova ricerca musicale pensata espressamente intorno all’opera dello scrittore.

Alle 21.30 il programma prosegue con il teatro e Pietro Faiella in “Secondo Giuda”, produzione Teatro Mobile, tratto da La gloria, l’ultimo romanzo di Berto. Al centro, la figura di Giuda e il suo tormentato rapporto con Cristo, riletti attraverso uno dei testi più complessi e radicali dello scrittore: una riflessione sul dubbio, sulla fede, sulla colpa e sul destino, restituita sulla scena in tutta la tensione della pagina bertiana.

La giornata conclusiva di sabato 5 settembre sarà invece dedicata al XXXIII Premio Letterario Giuseppe Berto, nato per valorizzare le opere prime e individuare nuove voci della narrativa italiana.

A contendersi l’edizione 2026 sono Gabriele Cavallini con Cuoio (Einaudi), Nikolaj Gory con L’impagliatore di sedie (Meltemi), Giulio Silvano con Hanno vinto loro (Frassinelli), Beatrice Pera con Bagliori (Einaudi) e Marina Zucchelli con Latte (Rizzoli).

La serata inizierà alle 18.30 con un incontro che offrirà al pubblico l’occasione di conoscere i cinque finalisti e i loro romanzi, in dialogo con Giancarlo Loquenzi, giornalista e conduttore di Zapping su Rai Radio 1. Sarà presente anche Emanuele Trevi, Premio Strega e presidente della giuria del Premio Berto. Al termine dell’incontro sarà proclamato il vincitore della XXXIII edizione.

Estate a Casa Berto è un progetto dell’Associazione Culturale Casa Berto APS. L’edizione 2026 è realizzata con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ricadi, con il contributo del GAL Terre Vibonesi e con il supporto dei main sponsor Caffo, Vecchio Amaro del Capo e Cinzano, entrato quest’anno nel Gruppo Caffo. Come da tradizione, prima degli appuntamenti pomeridiani il pubblico di Estate a Casa Berto potrà degustare una selezione di prodotti del Gruppo Caffo. (rvv)

A Capo Vaticano al via Estate a Casa Berto

Prende il via domani, a Capo Vaticano, la XI edizione di Estate a Casa Berto, in programma fino a sabato 5 settembre nella casa a picco sulla Costa degli Dei che Giuseppe Berto scelse come luogo dell’anima. Quattro giornate interamente dedicate allo scrittore, per attraversarne l’opera e il rapporto con il Sud attraverso letteratura, teatro, cinema e musica.

Estate a Casa Berto è un progetto dell’Associazione Culturale Casa Berto APS. L’edizione 2026 è realizzata con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ricadi, con il contributo del GAL Terre Vibonesi e con il main sponsor Caffo e Vecchio Amaro del Capo e, da quest’anno, anche da Cinzano, recente acquisizione del Gruppo Caffo. Per questa ragione, prima dello spettacolo pomeridiano, gli ospiti di “Estate a Casa Berto” in ogni edizione possono degustare i prodotti “Caffo” gentilmente offerti dal Gruppo.

L’apertura parte proprio dalla Calabria e da quel legame profondo che Berto trasformò, nel tempo, in scelta di vita e materia di scrittura.

Il primo appuntamento, mercoledì 2 settembre alle 18.30, è con la prima nazionale de “Il mare da dove nascono i miti”, riedizione del testo di Giuseppe Berto curato da Saverio Vita e pubblicato da Edizioni Settecolori, disponibile in libreria dal 16 settembre. La presentazione a Casa Berto segna l’avvio del percorso pubblico del libro e inaugura la nuova collana “Giuseppe Berto. Opere complete”, con cui la casa editrice avvia un progetto organico di ripubblicazione dell’opera dello scrittore.

Il volume raccoglie oltre trent’anni di reportage, inchieste, lettere e interventi dedicati al Mezzogiorno. Dalla Puglia alla Basilicata fino alla Calabria emerge un Berto cronista e osservatore civile, capace di raccontare insieme la povertà e la bellezza, il progresso e le ferite della modernizzazione. Un rapporto profondo con il Sud che sarebbe poi diventato una scelta di vita, proprio a Capo Vaticano, da lui definito “il punto più bello del mondo”. A contribuire alla presentazione, anche lo scrittore e critico Emanuele Trevi, tra i maggiori conoscitori dell’opera bertiana, e il curatore Saverio Vita.

Alle 21.30 la prima giornata prosegue con “Il male oscuro”, reading con Alessio Vassallo, noto volto televisivo e protagonista di fiction Rai di successo, e Ginevra Pisani, tratto dal nuovo adattamento teatrale curato e diretto da Giuseppe Dipasquale e prodotto dal Teatro Biondo di Palermo, dal Teatro Stabile di Catania e da Marche Teatro. Il capolavoro di Berto torna così sulla scena attraverso la crisi di Bepi, il rapporto con il padre, la depressione e la psicanalisi, tra dolore e ironia.

Il legame con la Calabria sarà ancora al centro della giornata di giovedì 3 settembre. Alle 18.30 sarà ospite Vitaliano Papillo, presidente del GAL Terre Vibonesi, con il suo nuovo libro “La primavera in Calabria” (Rubbettino, 2026). Un incontro dedicato alle tradizioni contadine, alla memoria, all’ambiente e ai saperi delle comunità, per interrogarsi su come costruire il futuro dei territori senza recidere le proprie radici. Alle 21.30, nel giardino di Casa Berto, torna invece sul grande schermo “Anonimo veneziano” di Enrico Maria Salerno, con Tony Musante e Florinda Bolkan, su testo di Giuseppe Berto e con le indimenticabili musiche di Stelvio Cipriani. Un classico del cinema italiano che tornerà presto d’attualità anche grazie al remake internazionale previsto per il 2027.

«Ogni edizione di Estate a Casa Berto nasce da una domanda: che cosa può ancora dirci oggi la scrittura di Berto? – spiegano i co-direttori Antonia Berto e Marco Mottolese – Quest’anno abbiamo scelto di cercare la risposta direttamente nelle sue opere, facendole dialogare con artisti, studiosi e con quel Sud che Berto ha osservato, raccontato e infine scelto come casa».

Il festival proseguirà fino a sabato 5 settembre con altri appuntamenti tra musica, teatro e letteratura, fino alla XXXIII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto. (rvv)

Dal 20 settembre il Tropea Film Festival

Dal 20 al 26 settembre a Tropea si terrà la quarta edizione del Tropea Film Festival, ideato e diretto da Emanuele Bertucci, e sostenuta dall’Amministrazione comunale, da Calabria Film Commission e dal Ministero della Cultura.

«Il Tropea Film Festival – sottolinea il Sindaco Giovanni Macrì – è una delle iniziative che meglio interpretano la direzione culturale sulla quale stiamo lavorando. Non si limita ad utilizzare Tropea come scenografia, ma contribuisce a raccontarla, a produrre relazioni, a generare economia, a coinvolgere strutture ricettive, ristorazione, commercio, studenti, associazioni e imprese. È questa la differenza tra un evento da calendario e un progetto che diventa parte del posizionamento della Città».

L’edizione 2026 celebrerà il centenario della nascita di Marilyn Monroe e renderà omaggio ai 110 anni dalla nascita di Raf Vallone, figura profondamente legata alla storia di Tropea. Il manifesto, firmato dallo Studio dell’Architetto Fabio Rotella, unisce queste due leggende del cinema dentro la cornice del Santuario di Santa Maria dell’Isola e del mare tropeano, traducendo in immagine la visione scelta per questa edizione: Il cinema sul mare. Accanto alla memoria dei grandi protagonisti, il Festival conferma anche il ponte culturale con il Giappone e l’attenzione verso le nuove forme del linguaggio audiovisivo, comprese le opere realizzate con l’intelligenza artificiale, in un equilibrio tra memoria, innovazione e futuro.

In attesa del programma completo, il Festival ha già iniziato a svelare alcuni dei protagonisti della quarta edizione. Desirée Popper sarà la madrina del Tropea Film Festival 2026, volto di eleganza, talento e respiro internazionale. Tornerà a Tropea Madalina Ghenea, già madrina della seconda edizione, ambassador della terza e cittadina onoraria della Città. Tra gli ospiti annunciati figurano Neri Parenti, al quale sarà consegnata la Rupe d’Argento alla carriera; Lina Sastri, che riceverà la Rupe d’Argento per la sua Opera Prima e presenterà La casa di Ninetta; Giorgio Marchesi; Andrea Roncato; Antonio Catania; Bruno Bilotta; Antonella Salvucci; Marzia Roncacci; Camilla Ferranti; Manlio Castagna; Gabriella Bagnasco e Alexia Cozzi.

Una parte importante del Festival sarà dedicata ai giovani, ai mestieri del cinema, ai panel formativi e al confronto diretto con attori, registi, produttori, sceneggiatori e professionisti dell’audiovisivo. In questa direzione si inserisce anche il progetto Un corto per Tropea, pensato per accompagnare i ragazzi dall’ascolto alla pratica, dalla visione alla produzione, dalla curiosità alla possibilità concreta di immaginare un futuro nel cinema. Tra gli incontri già annunciati, quello con Alexia Cozzi affronterà temi molto vicini alle nuove generazioni: rapporto con smartphone e social, consenso digitale, identità attraverso lo schermo e nuove professionalità del set, a partire dalla figura dell’Intimacy Coordinator.

«Il valore del Festival – aggiunge Macrì – è nella sua capacità di tenere insieme glamour e contenuto, ospiti e formazione, memoria e innovazione, spettacolo e ricaduta sul territorio. Quando il cinema porta presenze, attiva servizi, produce racconto mediatico e coinvolge i giovani, non stiamo promuovendo soltanto un evento: stiamo rafforzando una destinazione. L’obiettivo – conclude il Sindaco – è fare in modo che, pronunciando il nome Tropea, accanto al mare, alla bellezza e alla sua storia, venga sempre più naturale pensare anche al cinema. È una sfida culturale, economica e identitaria che merita continuità, ambizione e visione». (rvv)

Porto di Vibo, pubblicato il bando per la demolizione dell’ex Civam

L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei lavori di demolizione dell’ex Civam, un passaggio decisivo che apre la fase operativa di un progetto destinato a trasformare un’area oggi in stato di degrado in un nuovo spazio funzionale alle attività commerciali e logistiche del porto.

L’iter amministrativo è stato condotto con tempi particolarmente celeri. Dopo l’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica nel mese di luglio e il decreto di approvazione del Progetto Esecutivo firmato dal presidente Paolo Piacenza lo scorso 10 agosto, l’Ente ha ora dato seguito a quanto annunciato con la pubblicazione della gara, con l’obiettivo di aggiudicare l’appalto e avviare il cantiere entro la prima metà di ottobre.

«La rapidità con cui stiamo portando avanti questo intervento dimostra la volontà dell’Autorità di trasformare la programmazione in risultati concreti. – dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Paolo Piacenza – Rispettiamo gli impegni assunti e restituiamo al porto di Vibo Valentia Marina uno spazio strategico che contribuirà a rafforzarne la competitività, a migliorare l’efficienza operativa dello scalo e a creare nuove opportunità di sviluppo per il territorio».

L’appalto, del valore complessivo di 1.500.000 euro, prevede una durata di 180 giorni dalla consegna dei lavori. Potranno partecipare operatori economici in forma singola o associata, mentre il termine per la presentazione delle offerte è fissato alle ore 12:00 del 5 ottobre 2026.

Il progetto prevede la completa demolizione del vecchio capannone industriale dell’ex Civam e la successiva sistemazione dell’area mediante la realizzazione di nuovi piazzali destinati alla logistica portuale. La nuova infrastruttura sorgerà in posizione strategica, in prossimità della banchina Bengasi, contribuendo a potenziarne l’operatività e a consolidare il ruolo del porto di Vibo Valentia Marina quale nodo a servizio delle attività commerciali e logistiche del territorio.

L’intervento rientra tra le opere previste dal Piano Operativo Triennale 2026-2028, adottato dal Comitato di Gestione il 18 giugno scorso, che delinea una strategia organica di sviluppo dello scalo vibonese attraverso investimenti destinati a migliorare l’efficienza delle infrastrutture portuali, innalzare i livelli di sicurezza della navigazione e rafforzare il rapporto tra il porto e il territorio.

A soli due mesi dall’inserimento dell’opera nella programmazione triennale dell’Ente, il progetto entra così nella fase conclusiva che precede l’apertura del cantiere, confermando la capacità dell’Autorità di Sistema portuale di rispettare tempi e obiettivi nella realizzazione degli interventi strategici previsti per il porto di Vibo Valentia Marina.