TROPEA – La Giunta delibera intitolazione di Viale Stazione al Maestro Albino Lorenzo

Il Comune di Tropea, nei giorni scorsi, ha deliberato per intitolare Viale Stazione al Maestro Albino Lorenzo.

«L’atto – si legge in una nota – verrà ora trasmesso alla Prefettura di Vibo Valentia, che previo parere del Dipartimento di storia patria, potrà autorizzare l’intitolazione».

L’Amministrazione, inoltre, ha reso noto che «Viale Stazione sarà a breve interessato da un profondo restyling che lo renderà un tutt’uno con il corso principale. L’amministrazione conta, inoltre, di commissionare la realizzazione di un scultura che ricordi il Maestro».

La «proposta di intitolazione – si legge ancora – di un’area del territorio comunale, precisamente Viale Stazione nel tratto ricompreso tra l’intersezione con la piazza Vittorio Veneto e quella con via Fontana Nuova, ad una importante figura d’artista, figlio illustre di Tropea, che con i suoi dipinti e il suo animo nobile ha illuminato la storia cittadina lasciando segni duraturi nella comunità».

«Albino Lorenzo – si legge nella motivazione della Giunta comunale – ammiratissimo per la sua arte, rimane ancor più nel cuore dei tropeani per la sua affabilità, il suo atteggiamento umile e riservato e la sua vicinanza profonda e sincera ai concittadini. Noto a tutti come l’ultimo patriarca per la sua numerosissima famiglia: diciotto figli avuti dalla moglie, Donna Gina Capua, come lui, persona dolcissima e solare, Albino rallegra le case tropeane con almeno uno dei suoi dipinti, luminosissimi sullo sfondo scuro della faesite. É caro a tutti, non solo per la sua inconfondibile arte, che incanta ed emoziona, ma anche per il suo sconfinato amore per Tropea».
«Tutti ricordano – continua la nota – una sua intervista alla Rai in cui, parlando di un possibile trasferimento a Milano, così risponde al giornalista: “Troverei il successo, voi dite. Ma il prezzo che devo pagare é troppo alto. É qui che son nato ed é qui che intendo restare. Ho imparato che il successo prima o poi passa, e quel poco che ti resta sul serio è il tuo mondo, se hai la fortuna di avere un tuo mondo”. Il Maestro Lorenzo fece la scelta giusta perché, senza tradire neppure un poco le sue radici ma rimanendo fortemente e convintamente abbarbicato alla sua città natale, trovò ugualmente successo, fama e onori e nel contempo conquistò l’amore e la stima profondi della sua gente che continua a guardare a lui come a un modello di coerenza, di generosità e di fedeltà alla propria terra».
«Tropea, la Città dalle vicende millenarie – continua ancora la nota – caratterizzata da sempre da un respiro universale, riconosce la grandezza di questo suo figlio, artista eccelso e creatura d’animo nobile, e lo annovera tra le tante personalità che fanno ricca la sua storia. Il suo merito non scaturisce solo dallo straordinario talento pittorico, che lo porta alla ribalta del panorama artistico mondiale, ma dal suo essere cittadino innamorato della propria terra al punto da non volersene separare fino all’ultimo soffio di vita».
«Albino – conclude la nota – diventa un modello importante per tutti e un esempio luminoso per le nuove generazioni, deciso antidoto al disorientamento e all’incertezza della modernità liquida».
Albino Lorenzo, giovanissimo, riceve le prime nozioni di disegno dal padre scoprendo immediatamente il proprio talento artistico.
Durante gli anni Cinquanta inizia a definire la sua ispirazione, legata decisamente alle cose semplici della vita quotidiana, e la fatica della povera gente, con la genuinità del mondo contadino, irrompono prepotentemente nella sua arte.
Negli anni Sessanta partecipa a molte mostre collettive, nazionali e internazionali, e le sue opere vengono premiate, tra l’altro, a Parigi, Deauville, Nizza, Knokke, New York.
Il grande storico dell’arte Maurizio Calvesi evidenzia che Albino non fa un uso strumentale della cultura contadina avendo piuttosto vissuto un “moto di identificazione” con quel mondo arcaico.
Albino é schivo, modesto, estraneo ad ogni protagonismo, immerso totalmente nella sua incessante ricerca pittorica. Come lui stesso dichiara :”La pittura può anche essere denuncia e rivolta ma é prima di tutto uno stato d’animo…che esprime il proprio mondo”. Legatissimo a questo suo mondo lo preferisce senza esitazioni al successo che lo attende a Milano e in America.
Le sue personali sono oltre cinquanta e più di settanta le collettive. I suoi quadri si trovano nelle più importanti gallerie e collezioni private nazionali e internazionali. Tra i suoi amici artisti: Luigi Servolini, Michele Cascella, Eugenius Eibisch, Enotrio Pugliese. Tra i tanti critici che si sono accostati alla sua arte, oltre a Maurizio Calvesi, Eduard Baümer, Marziano Bernardi, Dino Buzzati, Renato Civitella, Carlo Mazzarella, Franco Miele, Bruno Morini, Mario Perazzi, Guglielmo Petroni, Mario Portalupi, Maurizio Marini, Claudio Strinati, Carlo Carlino.
Scrive di lui Calvesi: «Egli acciuffa per gli ultimi lembi un repertorio contadino in accelerato processo di scomparsa, aiutando l’acutissima percezione col richiamo di anni lontani, in cui Tropea e il suo entroterra erano ancora così, con i mercati luccicanti di pesci o affastellati di rosse e gialle cassette di pomodori e di limoni, le coppole e i fagotti dei braccianti, ceste e sporte di donne incupolate da grandi fazzoletti sulle tonache nere, il transito solenne delle mucche e Il trotterellare di somari, o le camicie dei pescatori aperte sulle pelli conciate, d’un bianco che rimbalza dai brillii del cielo».
Nel contesto dell’arte italiana Lorenzo é un “caso”, un’emergenza singolarissima che esprime la sua interiorità e il suo contesto di vita, quello di Tropea e del suo comprensorio: il suo unico ed esclusivo mondo. (rvv)

VIBO – Sebastiano Caffo nominato commissario straordinario della Camera di Commercio

Prestigioso incarico per Sebastiano Caffo, che è stato nominato commissario straordinario della Camera di Commercio di Vibo Valentia.

A nominarlo, con proprio decreto, il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, riconoscendolo «in possesso dei requisiti e dell’esperienza adeguata ad esercitare le suddette funzioni».

L’’accelerata agli accorpamenti delle Camere di Commercio impressa dal D.L. n. 104 del 14 agosto u.s., cosiddetto Decreto Rilancio, con la previsione della decadenza degli organi camerali già scaduti ed operanti in regime di prorogatio, aveva posto molti Enti, tra cui quello di Vibo Valentia, in attesa della nomina di un Commissario straordinario che assicurasse continuità e rappresentatività nelle attività istituzionali.

Sebastiano Caffo, assommando le funzioni proprie degli organi istituzionali, in continuità, riprende così la guida dell’Ente economico territoriale, consapevole – ha detto il neo Commissario – degli oneri e delle responsabilità del ruolo, ma, allo stesso tempo, orgoglioso e determinato nel proseguire, con rinnovato spirito di servizio, un percorso già intrapreso a supporto e tutela del nostro territorio e delle nostre imprese, soprattutto nel perdurare di un periodo di grandi difficoltà per la pandemia ancora in atto e fortemente delicato per il processo di accorpamento in progress, in cui massimo sarà l’impegno affinché, nella nascente Camera unica (Vibo Valentia-Catanzaro-Crotone), alla realtà locale e al sistema produttivo sia assicurata adeguata rappresentanza, nonché il mantenimento della sede di Vibo Valentia con i relativi servizi alle imprese».
Una nuova sfida per Caffo, con compiti sicuramente importanti e gravosi.
«Proprio per questo – ha detto il Commissario – ringrazio il ministro Patuanelli e il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, per la fiducia accordatami nell’attribuirmi un ruolo così rilevante, che accetto, per un senso di responsabilità verso il territorio e le imprese ma anche nella consapevolezza di poter contare su una forte squadra, quella formata dal personale della Camera di Commercio, a cui va la mia piena fiducia e il mio apprezzamento, perché ha sempre lavorato e lavora bene, con precisione e dedizione, per offrire servizi di alto livello, nonostante le poche risorse a disposizione».
«Professionisti che, sicuramente – ha aggiunto – in un contesto allargato sapranno integrarsi creando valore per il territorio della Calabria centrale, dove l’unità e il lavoro corale saranno presupposti indispensabile per lo sviluppo del sistema imprenditoriale, dunque, economico e sociale. Inoltre, sentitamente ringrazio, per il percorso fatto insieme in tanti anni, la Giunta e il Consiglio della Camera di Commercio di Vibo Valentia, nonché il segretario Generale, Bruno Calvetta, che hanno sempre operato con impegno a tutela delle imprese, in particolare in questo ultimo periodo, destinando, ad Aziende in difficoltà, tutti i fondi esistenti a ristoro di danni subiti per la pandemia. Ringrazio poi le Associazioni di Categoria, i rappresentanti istituzionali e i soggetti attivi del territorio, con i quali, in questi anni, abbiamo mantenuto un’interlocuzione costante e costruttiva, che è mia intenzione riattivare, per dare nuovo slancio ad interventi già intrapresi e alla costruzione di nuove progettualità».
«La Camera di Commercio – ha sottolineato Caffo – è patrimonio delle aziende, alimentato solo dai diritti camerali che queste versano e che l’Ente a loro restituisce creando per valore e opportunità, sostenendo in particolare le realtà produttive con maggiori difficoltà o in fase di Start-up, che proprio nel sistema camerale, oltre che nelle Associazioni di Categoria, devono trovare supporto per la crescita dimensionale e per la qualificazione professionale dei collaboratori come degli stessi imprenditori. Ecco –conclude il Commissario- in questa nuova fase, in sostanza cambia il ruolo ma non cambiano obiettivi e metodo: tutela e competitività di territorio e imprese nella dialettica e nel confronto aperto e costruttivo». (rvv)

VIBO – La presentazione del libro “Note a piè di pagine”

Domani, alle 19, sulla pagina Fb del Sistema Bibliotecario Vibonese, la presentazione del libro Note a piè di pagine. Diario di Un bibliotecario impegnato di Gilberto Floriani ed edito da Ferrari.

L’evento, organizzato con il patrocinio del Club Rotary Hipponion-Vibo Valentia, rientra nell’ambito della rassegna  Incontro con i libri e gli autori promossa dal Sistema Bibliotecario Vibonese.

L’autore discuterà del suo libro con Nella Morano, presidente della fondazione Nicola Liotti e collaboratrice alla direzione artistica del Festival Legggere&Scrivere, e con Michelangelo Miceli, Direttore sanitario dell’ospedale Iazzolino di Vibo Valentia.

Sarà l’occasione per discutere di cultura e società in Calabria e particolarmente delle istituzioni culturali, delle realizzazioni, degli uomini, dei libri, che hanno segnato la storia vibonese nell’ultimo cinquantennio.

Il volume si sofferma anche su Vibo Valentia, città che ospita il Sistema bibliotecario vibonese. Partendo dagli anni Sessanta del secolo scorso, vengono raccontati modelli e processi di valorizzazione del bene/attività culturale, vissuti tra luce e ombre, successi e sconfitte, riconducendo le diverse tappe a eventi politici sia regionali sia nazionali e focalizzando l’attenzione sulla biblioteca pubblica, intesa come laboratorio attivo di conoscenza dove la memoria lavora per la valorizzazione del patrimonio territoriale. (rvv)

VIBO – Nasce il portale del progetto sulla lettura nella prima infanzia

Il 24 gennaio, alle 18, in diretta FB, è in programma il lancio del sito di Tutti uguali, tutti diversi con la lettura, il progetto di promozione della lettura nella Prima infanzia del Sistema Bibliotecario Vibonese, finanziato dal Centro per il libro e la lettura.

Nel corso della diretta, intervengono  Emilio Floriani, del Sbv, Alessandro Evoli, web master, Bruna Galloro, rappresentante del gruppo di lavoro del progetto e Katia Rosi, del Sbv.

Dopo un lungo ed accurato lavoro, svolto con estrema professionalità dal Web Master Alessandro Evoli, www.tuttiugualituttidiversi.it è pronto per presentarsi ai suoi fruitori nella veste di vero e proprio strumento professionale: il portale, infatti, non solo offrirà informazioni sempre aggiornate sul progetto e le sue iniziative, ma consentirà anche a genitori, insegnanti,  educatori di rimanere sempre aggiornati su tutto ciò che ruota intorno al mondo della lettura in età prescolare e scolare, dalle nuove pubblicazioni destinate alla Prima infanzia, alle occasioni di formazione, ad incontri specifici sull’argomento. Inoltre sul sito sarà presto presente in formato consultabile la “Piccola guida per futuri lettori” – la cui veste grafica è curata da Adhoc Edizioni – strumento essenziale concepito dal team del progetto per rispondere alle domande più frequenti dei neogenitori (“Quando iniziare a leggere al proprio bambino?”; “Come leggere?”) ed offrire loro utili consigli di lettura, suddivisi per fasce d’età.

«tuttiugualituttidiversi.it – ha dichiarato Caterina Staropoli, psicologa e responsabile della comunicazione per “Tutti uguali, tutti diversi con la lettura” – rappresenta il compimento di un nuovo passo importante per il nostro progetto, che ha il suo vero punto di forza nel grande lavoro di squadra e nella resilienza del gruppo che lo sostiene, ma anche nella Rete di pediatri, scuole, biblioteche sparse sul territorio che quotidianamente ne mantiene viva la mission».

«Il 2020 – ha aggiunto – è stato un anno estremamente difficile sotto ogni punto di vista, e per quanto riguarda il nostro lavoro, l’emergenza sanitaria ci ha costretti a continui cambi di rotta, con un timone difficile da gestire e molti ostacoli che hanno naturalmente rallentato il percorso del progetto. Tirando le somme al termine di questo anno, per tanti aspetti da dimenticare, ci accorgiamo però come gruppo di lavoro, di quanto queste difficoltà abbiano tirato fuori il meglio da ognuno di noi, portandoci a concretizzare attività che forse diversamente non avrebbero visto la luce: letture ad alta voce in streaming, videoincontri dedicati ai classici (Viaggio alla scoperta di…Esopo; Favole al megafono)rubriche social con consigli di lettura e attività laboratoriali; e ancora, nei mesi di giugno e luglio, Le letture al Parco Urbano e ad ottobre, in occasione del centenario rodariano, un intero mese di eventi dedicati a Gianni Rodari, e un percorso di formazione (che si concluderà il 18 febbraio 2021) in collaborazione con il Comitato Nazionale Centenario Rodari e l’Accademia Drosselmeier».

«Insomma – ha concluso – non abbiamo mai smesso di lavorare, convinti che la promozione della lettura nella prima infanzia costituisca il motore per la crescita intellettuale ed economica di un Paese. Oggi, poter suggellare l’inizio del 2021 con la nascita del sito ufficiale di “Tutti uguali, tutti diversi con la lettura” è per noi un’occasione importante, che ci riempie di orgoglio e ci spinge a guardare avanti con ottimismo e motivazione». (rvv)

ZAMBRONE (VV) – Si riuniscono i Liberaldemocratici Italiani per lo sviluppo della città

I Liberaldemocratici Italiani di Zambrone si sono riuniti online, coordinati dal coordinatore regionale Ciro Giovanni Palmieri, con Quintina VecchioAntonio Grillo della Direzione Nazionale.

I liberaldemocratici zambronesi, dopo aver auspicato con la prima assemblea un dialogo aperto a tutti per creare un fronte comune nell’avviare un progetto complessivo di sviluppo per Zambrone, riguardo la prossima tornata elettorale, prendono atto del silenzio delle forze politiche presenti sul territorio, all’invito per il progetto politico sicuramente ambizioso e inedito riguardo la comunità zambronese.

«Evidentemente – si legge in una nota – ci troviamo davanti a una rappresentanza politica, quasi del tutto assente, non credibile, rispetto ai problemi reali della comunità ed è, del tutto evidente che, piaccia o no, vi è una corresponsabilità diffusa del decadimento della politica e del senso di responsabilità della classe dirigente. Verosimilmente, la problematica relativa trova fondamento nella mancanza di presupposti, condizioni e agibilità politica. È altresì noto che non vi sia una equilibrata e corretta condivisione politica progettuale.
È anche il momento che la classe politica, degna di questo nome, si assuma interamente le proprie responsabilità nei confronti della comunità per aprire una nuova fase politica e non perdere tempo in inutili tatticismi, che non giovano alla causa comune di Zambrone».


«Ad ogni modo – continua la nota – i Liberaldemocratici Italiani vanno avanti con l’impegno preso con la città per dare il proprio contributo e uscire da questa situazione di stallo portando avanti un progetto di sviluppo serio, concreto e duraturo per il territorio.
Ed è per questo che il partito ha dato vita alla costituzione del Circolo di Zambrone, per avviare subito un confronto programmatico con tutti coloro che condividono i principi di fondo, partendo dai problemi reali e quotidiani della comunità di Zambrone. Solo a conclusione di questo percorso si potrà definire il programma per le elezioni comunali da proporre alla città».

«Nei prossimi giorni – conclude la nota – il Circolo si doterà di Dipartimenti tematici e darà inizio agli incontri con le forze economiche e sociali sul territorio per un confronto programmatico e per restituire la politica ai cittadini, interpretandone le ansie, le richieste, le aspettative e ridare certezze e speranza». (rvv)

VIBO – La Giunta Comunale delibera localizzazione provvisoria del Centro per l’impiego

Nell’ultima seduta della Giunta comunale di Vibo Valentia è stata deliberata la localizzazione provvisoria del Centro per l’impiego di Vibo Valentia che eroga servizi alla popolazione di  29 comuni  dell’ambito vibonese, individuata al Palazzo delle Accademie.

Prosegue, così, l’impegno dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Maria Limardo, volto al mantenimento, alla riorganizzazione, al rilancio ed al miglioramento dei servizi in Città, nella logica del suo essere capoluogo di provincia e naturale punto di riferimento per i comuni del vibonese.

«La Regione Calabria – si legge in una nota – ha rilasciato il nulla–osta all’utilizzo dei locali dell’immobile “Palazzo delle Accademie” quale momentanea sede del Centro per l’impiego di Vibo Valentia,  fermo restando che la sistemazione è provvisoria – massimo un anno – fino alla individuazione, da parte del Comune, di idonea sede su cui far convergere i finanziamenti ministeriali per l’adeguamento e il potenziamento della struttura».

«Una decisione che attendevamo da tempo» ha commentato il sindaco Maria Limardo, ringraziando i Dirigenti del Centro e  i dipendenti che hanno assicurato i servizi essenziali anche in questo periodo di pandemia.

«Il Comune, nonostante i noti problemi finanziari – ha detto il primo cittadino – è orgoglioso di aver dato risposta ad una richiesta così importante, che viene dal nostro territorio, quella di un deciso supporto nei confronti del mondo del lavoro per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. La nuova organizzazione dei Centri per l’Impiego prevede anche un sensibile potenziamento dell’organico, anche con l’inclusione di nuove professionalità».

«È chiaro  – ha aggiunto – che adesso le aspettative sono molte: la speranza è che questa nuova organizzazione del Centro per l’Impiego riesca a soddisfare l’utenza come quella dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e i servizi alle imprese (inclusa la gestione delle crisi aziendali), realizzazione di politiche del lavoro  nonché del reddito di cittadinanza».

Il sindaco ha auspicato, inoltre, «la concessione in tempi brevi dei finanziamenti per la ristrutturazione di un Immobile destinato a Centro per l’impiego dell’ambito vibonese, in ottemperanza al decreto ministeriale che ha stabilito modifiche al piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro, e dare un cambiamento necessario per accompagnare il processo con appositi investimenti infrastrutturali e sul capitale umano».

Il centro per l’impiego e delle politiche del lavoro, pertanto, dopo il trasloco, sarà nelle  prossime settimane  aperto al pubblico in città nei locali comunali del “ Palazzo delle Accademie”, ovviamente saranno fatte salve le limitazioni previste dal Covid-19. (rvv)

VIBO – Incontro online con l’antropologo “Vito Teti”

Questa sera, alle 19, sulle pagine Fb del  Sistema Bibliotecario Vibonese e Lametino, nonché sul canale Eventi Sbv di YouTube, incontro con l’antropologo Vito Teti,  a partire dal suo libro Nostalgia, Antropologia di un sentimento del presente, edito da Marietti alla fine del 2020.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna incontri con il libro e gli autori organizzata dal Sistema Bibliotecario Vibonese «per incontrarsi, socializzare e discutere, seppure in modo virtuale, malgrado l’isolamento a cui siamo costretti di noi stessi, della società e del futuro che avremo. Compito particolarmente importante per una biblioteca moderna che oltre ai libri e alla lettura vuole essere un luogo di incontro e di costruttiva socialità».

Dialogano con Vito Teti, Gilberto Floriani collaboratore del Sistema Bibliotecario Vibonese e Moira Lo Bianco, compositrice e pianista che vive e lavora da diversi anni a New York.

Il libro, come dice il titolo, tratta del sentimento della nostalgia da una prospettiva antropologica, sentimento legato a un luogo e al tempo e non è possibile parlarne prescindendo da esperienze concrete vissute.

Nella sua introduzione Teti afferma: «Non si tratta di immaginare ritorni al passato – non si torna mai indietro – ma di guardare al passato con pietas per ciò che è stato e non è più, e anche per considerare, magari per diverse utopie possibili, le potenzialità inespresse dagli uomini e dalle donne che furono; per ascoltare sentimenti, stati d’animo, saperi, emozioni, possibilità della mente e della psiche che sono state cancellate, ignorate, ritenute superate».

Da questa prospettiva il volume, molto denso e di pregevole scientificità, fa riferimento a tradizioni letterarie, culturali, filosofiche e psicoanalitiche che si sono spinte a riconoscere nella nostalgia una risorsa, un elemento creativo e irrinunciabile delle persone, e cerca di fornire le coordinate per affrontare il punto di non ritorno in cui la civiltà umana che abbiamo conosciuta è giunta. (rvv)

SANT’ONOFRIO (VV) – Aperta la nuova sede della Csqa Certificazioni

La Csqa Certificazioni ha aperto una nuova sede al Molino d’Urzo di Sant’Onofrio, diventando il punto di riferimento nel sud Italia per le certificazioni bio, oltre che referente per le certificazioni in ambito volontario in Calabria.

Questa scelta strategica è resa possibile grazie all’accordo con Igea Srl, con la quale è stata siglata una partnership strategica ed organizzativa.

Da oltre vent’anni, Igea Srl è una importante comunità di professionisti che opera nella regione Calabria e in tutte le regioni del Mezzogiorno d’Italia, impegnata nello sviluppo e nell’affermazione dell’agricoltura biologica e sostenibile, attraverso la certificazione delle produzioni. Un punto di riferimento al servizio dell’agroalimentare biologico e delle produzioni di alimenti ispirate a principi di tipicità, qualità, sostenibilità ed equità.

La società coinvolge 22 fra quadri tecnici e specialisti del settore agroalimentare, forestale e ambientale. Negli ultimi anni ha erogato servizi di orientamento, controllo e certificazione per migliaia di imprese agroalimentari biologiche e delle produzioni tipiche.

Csqa è organismo di certificazione leader nel settore agroalimentare che svolge attività di certificazione, assessment e formazione, attivo nei settori dellAgroalimentare e Packaging, dei Beni di Consumo, della Ristorazione, dei Servizi Tecnici e Professionali, Information Technology, Biologico, Sostenibilità, Foreste, Legno & Carta, Servizi alla Persona e della Pubblica Amministrazione.

«Più che un’impresa – ha dichiarato Maurizio Agostino – ci sentiamo una libera comunità di professionisti, che con una propria visione collettiva interpreta il territorio e le esigenze delle imprese che lo vivono e per mettere loro a disposizione strumenti e metodi per accrescere il valore economico, ambientale, salutistico e sociale delle loro produzioni».

«Con questa esperienza e queste motivazioni – ha aggiunto – affrontiamo un rinnovato impegno di cooperazione con Csqa, per sviluppare ulteriori sevizi avanzati ed integrati, di prossimità agli operatori del mezzogiorno che credono nello sviluppo sostenibile e solidale del territorio».

«Siamo felici di aprire la nostra nuova sede CSQA in Calabria, dodicesima in Italia – ha dichiarato Pietro Bonato, ad e Direttore Generale Csqa. “Grazie a questa partnership sinergica con Igea rafforziamo la nostra presenza sul territorio a fianco delle aziende, con una realtà di professionisti qualificati e apprezzati dai clienti». (rvv)

VIBO – La presentazione del libro di Mimmo Nunnari

Domani sera, alle 19, sulla pagina Fb del Sistema Bibliotecario Vibonese, è in programma la presentazione del libro Elogio della Bassitalia. Con qualche invettiva contro il razzismo del Nord di Mimmo Nunnari, edito da Rubbettino.

L’evento è il secondo appuntamento della rassegna Incontro con i libri e gli autori, promosso dal Sistema Bibliotecario Vibonese, e vedrà dialogare con l’autore Gilberto Floriani, collaboratore del Sbv, e il giornalista Antonio Scuticchio.

Il libro, come asserisce il titolo, è una elegia della Bassitalia, un luogo “enigmatico” che comincia dopo il Lazio e finisce a Punta Pescespada, scoglio di Lampedusa di fronte all’Africa. Bassitalia è un nome poetico che soddisfa desideri di bellezza e risveglia ricordi di “viaggi nel tempo” da Paestum alla valle dei Templi, ma è anche un’espressione ambigua dove la parola bassa non denota la posizione sulla carta geografica ma il “censo”, cioè la condizione economica sociale e civile “inferiore” che certo Nord individua nella metà meridionale dell’Italia che, mai così in pericolo e contesa, ha l’occasione per riscoprire il valore dello stare insieme in una fertile competizione, ripensandosi e ritrovando l’unità, che come idea è nata dal Rinascimento, dalla bellezza dei luoghi, e dallo slancio offerto dall’eredità della cultura classica del Mezzogiorno.

Allo stesso tempo, è anche un libro “politico” e polemico, orgoglioso, che guarda oltre le condizioni attuali del Mezzogiorno d’Italia e di alcune regioni come la Calabria in particolare, che attualizza le idee dei grandi meridionalisti e restituisce dignità al meridione, senza nascondere le sue debolezze, l’arretratezza della società, l’inconsistenza delle sue classi dirigenti e il peso della malavita organizzata. (rvv)

NICOTERA (VV) – Presentato il progetto del Centro di ascolto e antiviolenza “Maria Chindamo”

È stato presentato, sulla piattaforma Zoom, il progetto del Centro di ascolto e antiviolenza “Maria Chindamo”, che sarà aperto all’Istituto “R.Piria”.

Il progetto è stato presentato dal Rotary Club Nicotera Medma, con Rotaract Nicotera Medma, Inner Wheel Nicotera Medma e Associazione Omnia.

L’evento, dopo i saluti del presidente Mario Romano, che ha voluto ringraziare tutti per la rilevante e concreta iniziativa, ha visto quelli dei soggetti collaboratori al progetto: il presidente del Rotaract, Teodoro Pietro di Certo, di Mariarosaria Russo, preside dell’I.C. Piria, dove avrà sede il centro, Elisa Ferraro Ursino, presidente Inner Wheel Nicotera e Maria Campisi, presidente dell’Associazione Omnia Onlus di San Ferdinando, nonché Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, testimone della battaglia portata avanti nel nome della sorella e imprenditore.

A seguire, il momento degli interventi più sentiti, emozionanti e puntuali sul ruolo della donna e sulla violenza che spesso subisce, e, quindi, le ragioni della creazione del centro, in un territorio ed una città molto difficile. Maria Angela Galluccio, responsabile dei servizi sociali del Comune di Rosarno e socio del RC Nicotera Medma, da addetta ai lavori ha sottolineato la difficoltà del contesto territoriale per una donna che denuncia, poiché spesso non solo affronta le conseguenze in famiglia ma non viene creduta.

Quale componente del nascituro Centro ha inteso, fin da subito, dare atto della disponibilità di tutti i componenti ad essere contattati ed a dare tutti i supporti con la necessaria garanzia di anonimato e la importanza dell’iniziativa essendo di rilevante importanza una struttura di tal tipo.

«Un intervento certamente più pragmatico – si legge in un comunicato stampa – quello di Francesca Mallamaci, presidente dell’Associazione “Piccola Opera Papa Giovanni Onlus”, che ha fornito una precisa testimonianza del lavoro svolto dal Centro rappresentato, composto da varie figure professionali che convergono tutte nel supportare la persona che ha subito violenza. E sul concetto di violenza, sia essa fisica che economica piuttosto che psicologica, che ha iniziato un importante excursus, precisando che la violazione dei diritti non esclude alcuna classe sociale.

La Mallamaci, con grande pragmatismo, ha esposto le varie fasi della violenza senza nascondere il rischio che la vittima torni dal maltrattante. Ha posto l’accento sulla necessità di ascolto delle singole storie che deve portare ad instaurare una relazione di fiducia con chi la segue. Non ha nascosto l’importante investimento di tempo che si rende necessario per un centro antiviolenza e la necessità che vi sia anche una progettualità economica e psicologica con la donna e la necessità di riposte immediate e concrete da parte delle istituzioni e delle associazioni presenti sul territorio.

Ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione nelle giovani generazioni. E da questo importante concetto è iniziato l’intervento di don Pino De Masi, già Vicario Generale della Diocesi Oppido-Palmi e referente di Libera, che ha rilevato l’importanza della cultura per poter offrire dignità alla donna che da cristiani sappiamo quanto essa sia stata guida per il popolo di Israele e la cui importanza è sempre sottolineata da Papa Francesco.

«La creazione del centro – ha affermato Don De Masi – è un segnale importante e concreto e servirà, certamente, per sostenete la cultura della difesa della dignità con una vera sinergia tra le varie realtà sociali. L’intitolazione del Centro a Maria Chindamo ha una doppia valenza: da una parte, il ricordo sempre presente di questa donna, la cui scomparsa è legata ad un fatto certamente mafioso, e dall’altra la creazione di uno strumento di sostegno e di concreta legalità».

Le conclusioni sono state affidate a Maria Rita Acciardi, past Governor del Distretto 2100 del Rotary International, che, nel complimentarsi per la concreta iniziativa del club, ha improntato il proprio intervento sull’importanza della donna nella società, pur evidenziando come i numerosi strumenti giuridici, dal codice rosso all’inasprimento delle pene in caso di femminicidio, non hanno, purtroppo, mutato la cultura violenta della nostra società.

La presidente, poi, ha ribadito e sottolineato come sia significativo che il centro antiviolenza sia stato intitolato a Maria Chindamo ed abbia la propria sede in una scuola, quale luogo di formazione di uomini e donne del domani.

Un dibattito con le domande degli interventi moderato da Giacomo Saccomanno, che ha posto l’attenzione sulla indispensabilità del centro quale momento di crescita del territorio e sulla valenza dello stesso per immortalare la vicenda di Maria Chindamo che aspetta verità da moltissimi anni. Lo stesso ha concluso ribadendo la necessità della creazione di una rete tra le varie Associazioni e soggetti attivi nella società e l’augurio che il centro possa diventare un modello per la creazione di altre strutture del genere in diverse città calabresi. Un ringraziamento particolare alla sensibilità del presidente Mario Romano e della preside Mariarosaria Russo, che ha consentito la creazione della struttura ed è, da moltissimi anni, il punto di riferimento e la luce dell’intero territorio della Piana. (rvv)