Granato (Alt. C’è): Abramo chiarisca su somma di denaro per Catanzaro Città dello Sport

La senatrice de L’Alternativa c’èBianca Laura Granato, ha chiesto che il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, chiarisca in merito alla somma di denaro da versare per il riconoscimento di Catanzaro a Città Europea dello Sport 2023.

«Il sindaco di Catanzaro e tutta l’amministrazione – ha detto Granato – piangono di gioia perché il Capoluogo di Regione, e anche Rende e sembra anche qualche altra città in Italia, sarà Città dello Sport 2023. Anche noi gioiamo, ma solo perché arrivano dei segni di vita da Palazzo de Nobili, già da settimane intontito dalla campagna elettorale, imbavagliato da santini e fac simili, narcotizzato dall’attesa di quello che succederà dopo. Con buona pace dei cittadini che devono aspettare la ripresa di un’attività che possa garantire loro servizi di qualità e quelli per cui pagano le tasse».

«E, poi – ha proseguito – piangiamo e basta perché si continua ad esaltare questo riconoscimento che arriva dall’Aces come se Catanzaro fosse stata inserita nell’elenco delle città che possono aspirare al Nobel per la pace, invece esultiamo per un titolo che a quanto pare viene dato da un’associazione no-profit, ma che per la candidatura vuole 2.350 in denaro. Risulta vera questa informazione caro sindaco? Non a caso ci sono anche altre città dello Sport in giro per l’Italia. Non è compito nostro sindacare l’operato dei commissari che ispezionano le strutture sportive di Catanzaro dipingendole come all’avanguardia e pronte ad ospitare le Olimpiadi».

«Ma conterà qualcosa che non ci sono spazi a misura di disabili? – ha concluso la Granato –. Che non c’è traccia di una programmazione in grado di coinvolgere le associazioni sportive che ogni anno faticano a rimanere in piedi perché non riescono a sopportare i costi delle sedi dove allenarsi; non abbiamo notizie di una regolamentazione che permetta a tutti di accedere ad impianti sportivi  a norma, in sicurezza. Non metto in dubbio che Catanzaro sia una città ricca di strutture sportive e che arriveranno finanziamenti per realizzarne degli altri e stratosferici: il problema è la gestione, per evitare che il degrado e l’incuria cancellino ogni opportunità di utilizzo per mancanza di manutenzione. Vorremmo avere delle risposte anche su questo». (rp)

Tripodi (FI): Bene monitoraggio del Governo su emergenza rifiuti a Reggio

La deputata di Forza ItaliaMaria Tripodi, ha espresso soddisfazione «per la pronta risposta del Governo, rappresentato dalla Sottosegretaria al Mite Ilaria Fontana, in merito alla mia interpellanza urgente sull’emergenza rifiuti dei comuni dell’Area Metropolitana di Reggio Calabria, con specificità alla zona Chorio Di San Lorenzo».

«A seguito della mia richiesta – ha spiegato – sollevata in data 24 agosto u.s, Il Governo ha provveduto a richiedere chiarimenti alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, competente per materia, che ha comunicato l’imminente convenzione con Regione Calabria per il trasferimento di oltre 7 milioni di euro già stanziati da impiegare per il potenziamento delle discariche attuali e l’apertura di nuove».

«Inoltre – ha concluso – è significativo l’impegno del governo che si assunto l’onore riporto testualmente a “monitorare le perduranti criticità sottoposte dall’On. interrogante al fine di salvaguardare la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, nel rispetto delle competenze e conseguenti responsabilità degli enti interessati”. Continuerò nell’interlocuzione con la sottosegretaria Fontana, affinché tutto il territorio interessato venga messo in sicurezza». (rp)

Lettera aperta di Sapia (Alt. c’è): La situazione sanitaria della Calabria è dimenticata

di FRANCESCO SAPIA – La situazione sanitaria della Calabria è dimenticata ed esplosiva: (quasi) tutti zitti, tutti zitti, quando mancano medici, infermieri e Oss mentre quelli che ci sono vengono trasferiti nei reparti Covid. Perciò i malati di cuore, cancro, reni, diabete e altre gravi patologie non potranno ricevere assistenza adeguata, così come i pazienti acuti. A riguardo, anche sulla base delle pesantissime difficoltà del Gom di Reggio Calabria, ho già avanzato specifiche richieste ai commissari del governo, finora muti e fermi come se il problema non li riguardasse. Ci si deve quindi affidare alla fortuna o al Cielo, perché Roma è distratta, Catanzaro latita e i commissari alla Sanità regionale scaricano le responsabilità sui commissari aziendali».

Primo: il commissario Guido Longo e il presidente facente funzione Nino Spirlì dovrebbero spiegare dove sono gli 80 milioni che il Servizio sanitario regionale avrebbe a disposizione per assumere personale, visto che il dato non figura in alcun atto ufficiale, sicché al momento resta una semplice voce di corridoio.

Secondo: perché il dirigente generale del dipartimento Tutela della salute, Giacomino Brancati, il cui incarico è stato prorogato con una dubbia deliberazione dell’esecutivo regionale, non convoca i commissari delle aziende del Servizio sanitario regionale, che per legge hanno dovuto adottare entro 90 giorni gli Atti aziendali, ancora non rivisti né approvati e da mesi chiusi nei cassetti del dipartimento, magari a fare la muffa di peperoncino o di ’nduja?

Terzo: cari commissari Longo, Pellicanò e Ametta, come mai ai commissari aziendali non avete mandato nemmeno una bozza del Programma operativo di aggiornamento del Piano di rientro, che da oltre un mese avete invece trasmesso ai ministeri vigilanti perché lo esaminino ed eventualmente lo approvino, nel caso consentendo lo sblocco dei primi 60 dei 180 milioni che il parlamento ha stanziato nella seconda legge Calabria, in vigore dallo scorso primo gennaio? Che cosa può esserci di riservato e segreto nel Programma operativo già inviato a Roma? Non si tratta di un documento che poi dovranno in concreto applicare i commissari aziendali?

Quarto: perché il commissario Guido Longo accusa l’innegabile inquinamento della sanità calabrese da parte della ’ndrangheta ma non fa nomi? Non sarebbe ora di circostanziare? Diversamente, questo suo mantra non rischia di diventare un alibi, rispetto ai forti ritardi organizzativi e alla perdurante mancanza di coordinamento tra struttura commissariale, dipartimento Tutela della salute e direzioni generali delle Aziende del Servizio sanitario calabrese?

Quinto: i candidati alla presidenza della Regione sono consapevoli di queste enormi criticità? Se sì, perché tacciono su questi irrisolti, che impediscono l’assunzione di personale e il funzionamento dei reparti?

Continuo a battermi perché la Calabria abbia una sanità pubblica normale, ma temo che nel merito delle questioni più serie vogliano entrare soltanto in pochi. (fs)

[Francesco Sapia è deputato de L’Alternativa c’è in Commissione Sanità]

Bilancio Enti Locali. Siclari serve proroga delle scadenze

Il sen. azzurro Marco Siclari ha sottolineato che è necessaria la proroga del termine per l’approvazione del bilancio negli Enti Locali. «Come chiesto da più parti e da ultimo anche dal Partito Democratico nella persona dell’On. Boccia – ha fatto rilevare il sen. Siclari –, il termine per l’approvazione del bilancio degli enti locali deve essere prorogato, vista la giurisprudenza della Corte costituzionale che ha imposto un’interpretazione più rigida del Fondo anticipazioni di liquidità e del Fondo crediti dubbia esigibilità, mettendo in disavanzo tutti gli enti locali. Unitamente alla proroga serve un concreto aiuto finanziario per tutti gli enti locali per evitare situazioni distorsive ed ingiuste per le quali gli enti in predissesto ed in dissesto vengono finanziati ed invece gli enti più virtuosi vengono abbandonati».

Siclari ha anche riferito di un incontro avuto con il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. «In un noto albergo reggino, ho avuto il piacere di incontrare l’amico e collega parlamentare Andrea Costa, sottosegretario al Ministero della Salute. Il colloquio, cordiale, si è incentrato sui temi più importanti sul tappeto nazionale e regionale. Si è convenuto sul fatto che la campagna vaccinale stia procedendo secondo programma e che una nota di elogio va fatta al Governo ed al Commissario Figliuolo per l’organizzazione e per l’efficacia del programma vaccinale. Si è ribadita la necessità di superare la carenza di personale sanitario in Italia e soprattutto in Calabria. In particolare la mancanza di migliaia e migliaia unità di personale medico e paramedico rischia di fa collassare il sistema sanitario nazionale. Da ultimo, ma non certo per importanza, ho ribadito al Sottosegretario la necessità di trovare una soluzione per la mia regione, la Calabria, il cui sistema sanitario deve necessariamente uscire dal Commissariamento che finora non solo non ha risolto il problema del debito ma ha ridotto il livello, la quantità e la qualità delle prestazioni sanitarie per i cittadini italiani che vivono in Calabria. Una soluzione che chiedo al Governo sin da quando sono stato eletto al Senato della Repubblica.

Il Sottosegretario Andrea Costa mi ha ribadito l’impegno su tutte le tematiche proposte che, unitamente al Ministro Speranza, verranno affrontate e si spera risolte nell’ultimo anno e mezzo di legislatura, confermato la piena fiducia nella mia persona che ha sempre collaborato con il Ministero della Salute, a prescindere dal colore politico della maggioranza di Governo con consigli, supporto ed idee innovative sopratutto in occasione della pandemia covid. Con Roberto Occhiuto governatore sono certo che, grazie alla sua caparbietà e alla sua capacità politica, metteremo finalmente la parola fine al commissariamento del diritto della salute dei calabresi». (rp)

Granato (Alt. c’è): Rischio che gli alunni non vaccinati vengano bullizzati

La senatrice di Alternativa c’èBianca Laura Granato, ha dichiarato, a seguito della conferenza stampa del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che «si corre il rischio che gli alunni non vaccinati vengano bullizzati».

«Il ministro della scuola ‘affettuosa non caramellosa’ – ha spiegato – con un’aria da lupo travestito da agnello, ha detto candidamente in conferenza stampa che “se tutti in classe saranno vaccinati allora i ragazzi potranno togliersi le mascherine”, ovviamente sapendo bene  che i bambini o i ragazzi non vaccinati saranno così ignobilmente bullizzati da pregare i genitori perché li facciano vaccinare».

«Sistema di carota e bastone analogo a quello che hanno utilizzato per portare alla vaccinazione i giovani tra i 20 e i 40 anni – ha detto ancora – solo che qui si tratta di minori, soggetti privi di capacità giuridica, fragili. Siamo arrivati ormai al capolinea. Innanzitutto non può essere consentito alle scuole di accedere ai dati personali degli studenti come l’eventuale effettuata vaccinazione, dato che non parliamo di vaccinazioni obbligatorie».

«Se poi dovessero sorgere fenomeni di bullismo a causa di eventi correlati a queste discriminazioni – ha detto ancora – un’onda incontrollata di denunce travolgerà le comunità scolastiche. E non si tratterà dei soliti ricorsi di associazioni affiliate o sponsorizzate sottobanco dal governo per far finire le legittime proteste sul binario morto, come quelli finora portati avanti di fronte al Tar, perdenti in partenza, col duplice fine di acquisire consensi, inducendo la gente alla rassegnazione. Sento già parlare di genitori che vogliono organizzarsi per richiedere e attuare l’istruzione parentale. Prevedo uno scontro sociale di ingenti proporzioni se si toccheranno i minori.  Sarebbe una catastrofe formativa e sociale».

«Noi docenti – ha rimarcato ancora – che crediamo nell’inclusione quale fondamento pedagogico su cui abbiamo sempre basato il nostro lavoro non possiamo accettare tutto questo, per una paura che, a questo punto, c’è ragione di ritenere sempre meno fondata, dato che il contenimento della pandemia, dalle misure messe in campo, pare l’ultima preoccupazione del governo».

«Prevedere, infatti – ha spiegato ancora – le mascherine sui mezzi di trasporto e nei luoghi chiusi tra soggetti tutti dotati di Green Pass e poi fare altro nelle aule scolastiche, in assenza di distanziamento obbligatorio, è una delle tante incoerenze e incongruenze  che fanno chiaramente intendere quale sia il subdolo piano sotteso alla “scuola affettuosa del sorriso” del Ministro Bianchi. O il pericolo del virus non esiste più, o l’obiettivo del governo non è certo quello di contenerlo e mantenere le scuole aperte. Evidentemente serve carne fresca su cui sperimentare il siero salvifico”».

«Siccome – ha concluso – si sa benissimo che proprio negli ambienti frequentati da soli muniti di Pass verde il virus circola che è una bellezza (vedi caso Rsa Longobucco) , anche la salute dei docenti plurivaccinati è, a rigore, a rischio. Infatti sono gli stessi bugiardini dei vaccini che raccomandano di non dismettere dpi e distanze di sicurezza – conclude Granato -. Confido che, toccato il fondo, ci sia uno scatto di dignità e di solidarietà all’interno della comunità educante tale da porre un argine a tali discriminazioni che sono l’antitesi del modello pedagogico che perseguiamo da sempre». (rp)

Bruno Bossio (PD): Ridurre la tampon tax, il ciclo non è un lusso

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, alla festa nazionale dell’Unità a Bologna, illustrerà la proposta di legge presentata dal PD alla Camera dei deputati e di cui è prima firmataria, per ridurre al 5% aliquota prodotti igienici femminili.

«La riduzione della Tampon Tax – ha dichiarato Enza Bruno Bossio – ha un significato sociale importante, e rientra a pieno titolo nella lotta contro le differenze di genere e i pregiudizi che limitano la libertà e il benessere delle persone, rompendo i tabù legati al ciclo mestruale e all’igiene femminile».

«Il costo dell’Iva al 22% sull’acquisto di assorbenti è una vera ingiustizia – ha sottolineato – che si esercita sul corpo delle donne. In altri paesi, tra cui Francia, Belgio, Olanda, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Usa, Canada e anche in Kenya, è stato abbattuto questo odioso balzello o addirittura reso gratuiti i prodotti. Il ciclo non è un lusso. L’85% degli italiani è d’accordo su questa proposta».

«Ed è ora – ha concluso la deputata Bruno Bossio – che la discussione in Parlamento si allarghi e diventi trasversale per una maggiore sensibilizzazione non solo a parole, ma con fatti concreti, verso temi che per troppo tempo sono stati considerati un tabù o uno stigma sociale». (rp)

 

Siclari (FI): Aeroporto, qual è la programmazione commerciale?

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, riconoscendo che «l’ottenimento del finanziamento di 25 milioni di euro per l’aeroporto è stato sicuramente un successo importante del partito e del gruppo parlamentare di Forza Italia, guidato alla Camera da Mario Occhiuto», ha sottolineato come, in termini di programmazione commerciale, «da parte della governance di Sacal, non si comprende quale sarà il destino, in termini di successo e di crescita, dello scalo reggino».

«È giusto progettare la ristrutturazione e il restyling dell’aeroporto – ha aggiunto – ma questo deve essere accompagnato dal rilancio dell’infrastruttura aeroportuale attraverso l’individuazione di un ruolo strategico del nostro scalo, e di una programmazione commerciale in grado di incoraggiare i turisti e le aziende a visitare i nostri territori.
La mia battaglia per l’infrastrutturazione del Sud, ed in particolare della Calabria, nasce dall’esigenza di colmare il gap che il nostro territorio ha nei confronti delle altre aree del Paese dove la vocazione turistica è sviluppata e realizzata».

«Sin dalla mia elezione – ha spiegato – ho chiesto a Sacal di presentare un piano industriale che dimostri l’intenzione di sviluppare l’aeroporto pensando a Reggio Calabria come una metà non soltanto per i reggini, ma per chiunque vuole immaginare un Italia che non finisce ad Eboli ed un Sud che possa mettere in mostra le ricchezze naturali ambientali, culinarie e storiche che Reggio Calabria custodisce da sempre. Ho presentato in Senato, in sede di discussione del bilancio di previsione 2019, l’Ordine del Giorno G/981/40/5  sottoscritto anche dai senatori Damiani, Fantetti, Ferro, Pichetto Fratin, Saccone e Conzatti, che è stato trasformato in raccomandazione ed approvato all’unanimità, con il quale il Governo si è impegnato a classificare l’aeroporto di Reggio Calabria come “strategico”, modificando l’attuale comma 2 dell’articolo 1 del D.P.R. 17 settembre 2015, n. 201».

«È questa la chiave di volta per far decollare l’aeroporto “Tito Minniti” – ha evidenziato –: il passaggio da aeroporto d’interesse nazionale ad aeroporto ad “interesse strategico”, che consentirà di usufruire dei fondi speciali che sono riservati esclusivamente a tale tipologia di scali, scongiurando, una volta per tutte, il rischio chiusura o di sottodimensionamento. Attualmente risultano avere particolare rilevanza strategica gli aeroporti di Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliarsi e come è facile notare si tratta di città che hanno una primaria importanza: ecco rivendichiamo per la città di Reggio e per quella di Messina, per le rispettive Città Metropolitane e per tutta l’Area Metropolitana Integrata dello Stretto la stessa importanza e strategicità riconosciuta ad altre aree».

«Mi aspetto – ha proseguito – maggiore attenzione ed efficacia da Sacal, da una parte, e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Comune di Reggio Calabria, dall’altra, che, mi dispiace affermare, hanno dimostrato incapacità politica e miopia amministrativa nel non cogliere l’opportunità di imporre la propria presenza nel capitale sociale della società di gestione e/o nella gestione dello scalo al fine di tutelare il futuro e la crescita del proprio territorio: oggi una famiglia che vuole volare in vacanza da un aeroporto italiano verso lo Stretto, è costretta a partire da soli due aeroporti italiani, Milano e Roma, e spende la stessa cifra che si spende, durante tutto l’anno, per andare negli Stati Uniti».

«Il rilancio e lo sviluppo dell’aeroporto dello Stretto – ha detto ancora – passano necessariamente per la sua classificazione come aeroporto strategico, ed i fondi finanziati devono essere spesi in questa prospettiva con  la precisa e chiara volontà aziendale di SACAL di guardare Reggio come un territorio che “deve poter volare”. Quando Sacal dimostrerà di riconoscere Reggio come meta sulla quale investire, sarà più facile lavorare per fare riconoscere l’aeroporto di Reggio “strategico”, e lo scalo potrà diventare la principale infrastruttura turistica per tutta l’area dello Stretto e consentire, attraverso un’adeguata politica tariffaria, tale da rendere competitiva l’offerta turistica, di inserire le nostre mete fra le tappe più richieste dai tour operator mondiali».

«L’aeroporto – ha sottolineato Siclari – serve il territorio di due Città Metropolitane, quella di Reggio Calabria e quella di Messina, sfornite di altre vie di comunicazione e trasporto e non servite, oggi, dall’alta velocità ferroviaria. Il bacino potenziale di utenti supera il milione di utenti e lo scalo è quello che deve ricevere tutto il potenziale flusso turistico per le Isole Eolie e per le altre rinomate località della zona (Scilla, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Costa dei Gelsomini, Costa Viola, Gerace, Stilo, Pentidattilo, il promontorio di Milazzo, i laghetti di Ganzirri, i borghi dei Peloritani, Savoca, Forza d’Agrò, il Parco dell’Alcantara, Montalbano Elicona – il Borgo più bello d’Italia 2015, Capo d’Orlando e Santo Stefano di Camastra)».

«Inoltre – ha detto ancora – l’aeroporto serve tutta la fascia jonica reggina completamente isolata in termini di trasporti, potendo usufruire della sola statale 106 e di una linea ferroviaria a binario unico e non ancora elettrificata. In mancanza ed in attesa del Ponte sullo Stretto, l’aeroporto rappresenta l’unica porta per l’Italia e per l’Europa di una delle aree potenzialmente più ricche del Paese, finora abbandonata al malaffare, alla criminalità organizzata ed al sottosviluppo».

«Il Governo Draghi, a brevissimo, deve procedere nella classificazione dello scalo ad aeroporto strategico – ha detto ancora il senatore – i vari livelli istituzionali coinvolti, Regione, Città Metropolitana e Parlamentari, senza distinzione di colore politico, devono agire in sinergia per destinare le risorse stanziate per interventi che consentano la messa a norma ed in pieno esercizio dell’aeroporto, ma al contempo per soddisfare le esigenze di intermodalità e di ricettività turistica. La Sacal, concessionaria di tutti gli scali calabresi, deve coi fatti e con l’adozione di una chiaro piano industriale, strategico e commerciale, dimostrare che lo scalo reggino e quello crotonese non sono “figli di un dio minore”».

«Ogni scalo – ha evidenziato ancora – deve avere una mission ed una vision per programmare lo sviluppo turistico, obbligando, così, gli operatori del settore trasporti, ferroviario e stradale, a smettere la competizione malsana con il comparto aereo, intraprendendo la strada dell’intermodalità e della sinergia».

«La buona politica, come ha dimostrato Forza Italia – ha concluso – ha dato allo scalo qualcosa di importante e continuerà a lavorare per fare ancora meglio, ma la politica da sola non basta; adesso tocca a Sacal fare la sua parte considerando che Reggio Calabria e l’Area Integrata dello Stretto hanno una sola opportunità per rilanciare l’economia, l’impresa ed il lavoro, a tutela del futuro di oltre 500.000 cittadini reggini e di oltre 600.000 cittadini messinesi che passa dall’aeroporto di Reggio». (rp)

Emergenza rifiuti, Tripodi (FI): Interpellanza urgente per ripulire frazione di Chorio di S. Lorenzo

La deputata di Forza ItaliaMaria Tripodi, ha scritto, tramite una interpellanza urgente, al Presidente del Consiglio, Mario Draghi e ai Ministri di Interni, Ambiente e Salute, Luciana LamorgeseAndrea CostaRoberto Speranza, per sapere quali iniziative intendano adottare e quali intendano adottarne «al fine di escludere rischi, anche di tipo infettivo, per la tutela della salute pubblica evitando rischi sanitari alla popolazione residente» di Chorio di San Lorenzo.

Tripodi, nella sua interpellanza, ha ricordato che «nel territorio della città metropolitana di Reggio Calabria comprendente comuni come San Lorenzo e frazioni limitrofi come Chorio dove i cittadini, oggettivamente, non vedono riconosciuto il proprio legittimo diritto costituzionalmente garantito della tutela la salute, considerato come fondamentale per l’individuo, nonché un interesse della intera collettività».

«Nonostante il chiaro dettato costituzionale – si legge ancora – permane nel territorio uno stato di grave emergenza sanitaria a causa della permanenza dei rifiuti nei centri abitati, fatto aggravato dall’innalzamento delle temperature e dai roghi che si registrano oramai con cadenza quotidiana, che generano pericoli di tipo infettivo a causa della contaminazione batterica; il territorio è al collasso a causa della conclamata mala gestione del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti».

«I cittadini – prosegue ancora – vedono il proprio territorio letteralmente invaso dalla spazzatura, quindi costretti a convivere con microdiscariche e rifiuti abbandonati ovunque. La condizione rischia di creare un grave problema di sanità pubblica e la salute dei cittadini è messa a serio pericolo; la gestione dei rifiuti nel territorio metropolitano reggino dovrebbe essere efficacemente garantita, di concerto, dall’amministrazione comunale, metropolitana e regionale. Non essendo avvenuto si ritiene necessario intervenire radicalmente per modificare la pericolosa situazione, considerate le evidenti difficoltà e incapacità nell’affrontare e risolvere il problema a livello locale; come detto, all’emergenza igienica si aggiunge quella sanitaria causata dal grande caldo che ha raggiunto picchi altissimi».
«Nella prima metà del mese di agosto – viene spiegato – il territorio è stato interessato da una vasta area anticiclonica di matrice nord-africana, registrando un picco termico di 45,4 gradi centigradi causato anche da incendi che hanno ulteriormente peggiorato la situazione; ad avviso dell’interrogante, l’emergenza sanitaria dovrebbe prevedere un intervento suppletivo dei Ministri interrogati per risolvere la situazione ed anche per verificare se le istituzioni competenti abbiano agito nel rispetto di quanto previsto da leggi e protocolli in situazione di emergenza e pericolo per la salute pubblica quali quelli esistenti nel territorio reggino; se le amministrazioni competenti abbiano adottato le strategie e le soluzioni straordinarie necessarie per fronteggiare tale emergenza».
«Si precisa – conclude – che i rischi segnalati sono stati certificati da studi e analisi effettuati dall’ISS che hanno confermato come in condizioni simili a quelle che si vivono in questo periodo di caldo molto intenso esista un reale pericolo per la salute». (rp)

Orrico, Melicchio, Scutellà, Misiti e Ferrara (M5S): Interrogazione per elisoccorso di Cosenza

I deputati del M5S Anna Laura Orrico, Alessandro Melicchio, Elisa Scutellà, Massimo Misiti e l’eurodeputata Laura Ferrara, hanno presentato una interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Roberto Speranza, «affinché venga fatta chiarezza sulle ragioni dell’interruzione del servizio con conseguente grave nocumento per il diritto alla salute dei cittadini della provincia di Cosenza».

«L’attività dell’elisoccorso – hanno spiegato i parlamentari – che da molti anni lavora, meritoriamente, nella sede operativa di Cosenza è interrotta dallo scorso 6 agosto poiché l’azienda concessionaria, la Elitaliana, ha inteso effettuare una revisione del mezzo senza però fornirne uno sostitutivo e senza garantire tempi certi sul rientro del velivolo. Anzi, secondo quanto riportano diversi organi di stampa, pare che lo stesso mezzo sia stato addirittura usato in questi ultimi giorni nella regione Lazio».

«Quella di Cosenza – hanno proseguito i parlamentari pentastellati – come tutti sanno, è la più vasta provincia calabrese per estensione territoriale nonché una fra le più grandi d’Italia e non può essere privata per così lungo tempo di un servizio emergenziale di eccellenza che ogni giorno salva vite umane e previene il peggio. Basti pensare che, attualmente, gli interventi devono essere garantiti dalle basi operative di Lamezia (Cz), Locri (Rc) e Cirò Marina (Kr) con un preoccupante allungamento dei tempi di soccorso».

«Doloroso – hanno detto ancora – è stato assistere alla denuncia degli operatori del 118 che lavorano da anni, con dedizione e professionalità, al servizio e che ci mettono la faccia esponendosi così come ha fatto il dottor Pasquale Gagliardi. Purtroppo, dobbiamo registrare anche che la Regione Calabria, titolare del contratto stipulato con la società che gestisce il servizio, ha adottato un comportamento non adeguatamente tempestivo per ovviare alla pericolosa criticità». (rp)

Incendio seggiovia Gambarie, Cannizzaro (FI): Impegno mantenuto

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, ha reso noto che a distanza di 9 mesi dall’incendio, che ha letteralmente mandato in fumo l’impianto di risalita di Gambarie, arrivano già i mezzi per poterlo ricostruire e far così ripartire il cuore del turismo aspromontano: 3,5 milioni di euro di fondi strutturali stanziati dal Governo Regionale.

«È solo l’ulteriore riprova – ha detto Cannizzaro – della grande sinergia istituzionale messa in atto sin da quel 15 novembre. Quel giorno di fatto tutte le realtà della località montana sono entrate in crisi, non potendo contare sullo strumento cardine delle attività turistiche. “Ma proprio in quell’istante si è deciso di remare tutti dalla stessa parte, in piena sintonia con l’Amministrazione comunale di Santo Stefano, guidata dal sindaco Francesco Malara, con gli imprenditori del posto e gli operatori turistici».

«E – ha detto ancora – dopo tanti sopralluoghi e svariate interlocuzioni con gli esperti, tutti insieme si è addivenuti alla soluzione, trovando nell’Assessore regionale Domenica Catalfamo un interlocutore sensibile e pragmatico, velocizzando al massimo l’iter. Un doveroso ringraziamento che va esteso a tutta la Giunta regionale calabrese, ancora una volta attenta alle esigenze dei territori».

Grazie a questo intervento la seggiovia di Gambarie non solo verrà ricostruita ex novo, ma potrà anche fregiarsi di un impianto moderno, che accrescerà capacità e velocità di trasporto passeggeri.

Maggiori dettagli verranno resi noti nel corso di un incontro pubblico che si terrà la mattina di sabato 21 agosto, presso l’Hotel centrale di Gambarie. (rp)