Cannizzaro e Siclari (FI): «L’Hospice delle Stelle di Reggio non chiuderà»

Il deputato azzurro Francesco Cannizzaro ha annunciato con una nota che «l’Hospice  “Via delle Stelle” non chiuderà e, come auspicato dall’intera comunità reggina e non, continuerà la propria encomiabile attività sotto la gestione della Fondazione».

«Alle mie ferme richieste – afferma l’on. Cannizzaro – il Governo è stato costretto ad intervenire in aula alla Camera. Infatti, questa mattina, nel corso della discussione dell’interpellanza presentata al Ministero competente sulla nota questione, ha risposto esaustivamente ai quesiti il Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute Armando Bartolazzi, al quale sono grato per l’attenzione e l’intesa che in questi ultimi giorni  ha voluto riservarmi sulla vicenda. In Aula, dinanzi ad una esposizione dei fatti accaduti ed alla palese necessità di un intervento risolutore da parte del competente organo di Governo, il Sottosegretario ha indicato le fasi di uscita da una crisi che aveva gettato nello sconforto l’intera comunità reggina, e non solo. Con il tempestivo atto parlamentare posto all’attenzione del Ministero della Salute, il Sottosegretario Bartolazzi è entrato nel dettaglio degli interventi documentali e finanziari dopo aver collocato cronologicamente alcuni episodi significativi della vita amministrativa della stessa struttura sanitaria e della Fondazione che la gestisce. Nel corso del suo intervento ha confermato l’avvenuto pagamento dell’intero corrispettivo relativo al 2018 a favore della fondazione. Pagamenti  resi possibili a fronte della proroga garantita dei contratti stipulati per il 2018 con gli erogatori privati accreditati da specifico atto del Commissario ad acta della regione. Ma l’esponente di Governo è andato oltre comunicando che sempre attraverso il Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro della regione Calabria, è stato chiesto all’ ASP di Reggio Calabria di procedere al pagamento delle spettanze fino al 28 febbraio 2019, e di convocare uno specifico tavolo tecnico per il prossimo 23 luglio, finalizzato proprio ad assicurare la continuità del servizio erogato dall’ Hospice di Reggio Calabria, a beneficio dei cittadini reggini e dei tanti lavoratori della struttura. Misure che sicuramente vanno nella direzione di un ridimensionamento dello stato di crisi maturato ma che non rimarranno prive da parte nostra di un costante ed attento monitoraggio. Non abbasseremo la guardia su questa vicenda e tanto meno allenteremo la “presa” sul governo e sugli organi responsabili del buon funzionamento della struttura. Intervenire con concretezza: questa è la politica che occorre al territorio, lontana da logiche partitiche e determinante per la vita dei cittadini, tutti».

Il sen. Marco Siclari, in proposito, in un’intervista web a CityNow, ha messo in evidenza che «il sottosegretario Bartolazzi conferma quanto come avevo annunciato in Piazza Italia lunedì scorso: l’Hospice continuerà a lavorare ma a discapito della Fondazione che attualmente garantisce un elevata qualità assistenziale. Oggi – ha detto il sen. Siclari – il Governo certifica la perdita di una struttura di eccellenza che passerà alla ASP».

Siclari ha messo in risalto che : «Quello che ha chiesto la Fondazione e la cittadinanza con il sit in organizzato lunedì scorso in piazza e la raccolta delle firme da parte dei reggini è semplice: dare un contratto alla Fondazione per garantire la continuità assistenziale da parte della stessa Fondazione e scongiurare la gestione da parte della ASP pronta al dissesto della stessa. Su questo punto – ha detto il sen. Siclari – il Governo latita perché la loro volontà è quella di assorbire come ASP l’Hospice e la sua gestione con le conseguenze che possiamo immaginare: ennesima struttura con gestione inefficiente, inefficace e inadeguata rispetto all’assistenza che viene data oggi. Se nella riunione del 23 si decide di non fare il contratto alla Fondazione, ho individuato con il Presidente della Fondazione un’uscita di sicurezza (che NON proviene dal Governo o dalla ASP) per garantire la qualità assistenziale che viene offerta oggi a tutti i pazienti. Conoscendo i tempi e i metodi della politica (dimostrata dalla risposta di Bartolazzi) , mi sono attivato già da settimane per trovare l’uscita di sicurezza e siamo pronti ad utilizzarla convinto che i commissari siano validissimi professionisti con grande volontà a risolvere i problemi della sanità, ma non hanno strumenti e risorse per poterlo fare».

Tucci-Nesci (M5S) positivo incontro al MEF per Vibo

Si è tenuto ieri al Ministero dell’Economia (MEF) alla presenza del viceministro Laura Castelli un incontro su Vibo Valentia, al quale hanno preso parte i deputati Riccardo Tucci e Dalila Nesci (M5S) e il presidente della Provincia di Vibo Salvatore Solano.

«Siamo soddisfatti dell’incontro – hanno dichiarato Tucci e la Nesci – la Vice Ministra Laura Castelli si è confrontata proficuamente con noi, il Presidente dell’Ente Solano ed i suoi tecnici. Nel corso dell’incontro diverse sono state le proposte avanzate dalla Castelli per tirar fuori dalle secche della burocrazia contabile l’organismo provinciale dilaniato da anni di malgoverno e speculazioni politiche. La Viceministra si è dimostrata ferrata sulla conoscenza della situazione Vibonese e si è riservata di effettuare approfondimenti in modo da poter definire le azioni più veloci e congrue da attuare. Presto avremo ulteriore riscontro e aggiornamenti».

L’incontro – concludono Tucci e Nesci – «giunge a seguito dell’approvazione del nostro Ordine del giorno nel decreto Crescita di qualche settimana fa, a riprova della validità di certi atti e in risposta a chi li ha liquidati, fin troppo frettolosamente, come “carta straccia” non conoscendo a fondo forse le prerogative parlamentari».

S’intravedono dunque spiragli di luce per la Provincia di Vibo Valentia. Al tavolo tecnico convocato a Roma dalla Viceministra del Mef Castelli hanno partecipato col presidente Solano i suoi collaboratori, il segretario dell’Ente Mario Ientile e la funzionaria Caterina Gambino. (rp)

Bruno Bossio (PD): Sollecitazioni sui fondi per il centro storico di Cosenza

La deputata Pd, Enza Bruno Bossio,  nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione ai ministeri competenti (Mibac, Mef e ministero per il Sud) per sollecitare lo sblocco delle procedure necessarie a rendere operativi i finanziamenti ottenuti al Cipe dal presidente Oliverio. «Sui 90 milioni da destinare alla riqualificazione del centro storico di Cosenza – ha detto la deputata – i ministeri si diano una mossa, perché nonostante le ripetute sollecitazioni della Regione Calabria, a Roma tutto tace e in particolare il ministro ai Beni culturali Bonisoli dimostra con la sua indifferenza una grave incapacità politica e gestionale».

«Il cronoprogramma del piano finanziario – spiega la deputata – prevedeva di mettere a bando per il 2018 e il 2019 due primi investimenti di 500.000 e 3.125.000 di euro, creando subito un nucleo tecnico presieduto dalla Regione Calabria chiamato a individuare  le priorità di intervento secondo il dettato Cipe. Tale fondamentale luogo di collaborazione tra gli enti, soprattutto quelli di prossimità, però, non si è ancora concretizzato. Anzi registriamo una certa resistenza del MiBAC nonostante la disponibilità dell’ente regionale e dei suoi rappresentanti e delegati. Questo ritardo – afferma infine – è intollerabile, nocivo e dichiaratamente contrario agli interessi della comunità di Cosenza e del patrimonio storico culturale ed edilizio presente nel centro storico». (rp)

Parentela (M5S): Nuovi provvedimenti per la coltivazione dei cereali

Il deputato M5S Paolo Parentela, della commissione Agricoltura informa che «La Camera ha approvato un’importante mozione del Movimento 5 Stelle a favore del comparto cerealicolo nazionale. L’atto, che risponde anche a esigenze della Calabria, impegna il governo ad attivarsi sulle principali criticità della cerealicoltura nazionale, anche alla luce delle logiche di mercato che limitano i guadagni e l’offerta di lavoro delle aziende del settore».

«Nel contempo la mozione – prosegue il parlamentare M5S – impegna il governo ad attuare le misure del Piano cerealicolo nazionale, da dotare di adeguate risorse finanziarie. Con questa mozione l’esecutivo nazionale è inoltre chiamato a sostenere e incentivare i contratti di filiera, al fine di tutelare il reddito dei produttori e di equilibrare la produzione sul territorio nazionale. Ancora, al governo – continua il deputato M5S – toccherà rafforzare la tutela e la protezione delle produzioni nazionali di grano duro di qualità, tra le più note eccellenze del Made in Italy. Al governo toccherà pure incentivare il ricorso alla contrattazione tra le imprese e la premialità delle produzioni sulla base della qualità ottenuta, anche attraverso l’istituzione di un tavolo paritetico di lavoro».

«La mozione – rimarca l’esponente del Movimento 5 Stelle – impegna poi il governo a fronteggiare l’inadeguatezza del sistema produttivo italiano del grano duro attraverso il sostegno alla ricerca scientifica, nonché ad assumere iniziative di agevolazione fiscale e a intervenire a vantaggio della promozione dei controlli di qualità del sistema del Made in Italy, contro l’invasione dei prodotti stranieri a volte perfino di scarsa qualità. Avevamo già votato – conclude Parentela – impegni di altrettanto rilievo, come valorizzare i grani antichi e quelli biologici, che hanno un mercato di una nicchia in continua espansione». (rp)

D’IPPOLITO (M5S): Contro lo spettacolo di Jovanotti nella spiaggia di Roccella

Il deputato pentastellato Giuseppe D’Ippolito contesta la scelta del comune di Roccella Jonica di ospitare sulla spiaggia l’evento-spettacolo Jova-beach di Jovanotti il prosismo 10 agosto.

«Chiederò subito gli atti al Comune, sia il Piano spiaggia vigente che le specifiche misure di tutela delle specie protette e dell’habitat naturale. – ha detto l’on. d’Ippolito, della commissione Ambiente – Occorre verificare l’impatto che l’evento può avere sull’ambiente costiero, già molto compromesso e oggetto di una fortissima pressione antropica». «Assieme, bisogna conoscere – continua il deputato – in che modo il Comune di Roccella Ionica voglia e riesca a preservare le dune, la flora e la fauna dell’area interessata, che il concerto di Jovanotti, peraltro dal costo di oltre 50 euro a persona, mette a repentaglio. In particolare, a parte le diverse questioni amministrative del caso, che rinviano al rispetto obbligatorio di precise norme di tutela ambientale e delle specie, va ribadito che il sito di Roccella Ionica è senz’altro di elevato valore, per la presenza, oltretutto, della tartaruga caretta caretta, della pianta giglio di mare e del volatile corriere piccolo». «Mi auguro – conclude D’Ippolito – che questo spettacolo musicale, per cui sarà occupata un’area di lido di circa 90mila metri quadrati, non sia giustificato con i soliti discorsi sul turismo a ogni costo, che in Calabria può avere un futuro soltanto se ne sapremo custodire e valorizzare le bellezze che possiede». (rp)

Sangregorio (USEI): Meno regionalismo e più infrastrutture al Sud per il turismo

Il deputato Eugenio Sangregorio (USEI), parlamentare italiano eletto in Argentina, ha condiviso con il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio  la perplessità sulla bozza di intesa ministeriale finalizzata a delineare il nuovo rapporto tra lo Stato ed alcune singole Regioni, anticamera di quel regionalismo differenziato che penalizzerà il Mezzogiorno.

«Capisco la paura che queste modifiche di autonomia differenziata portino un maggiore vantaggio a quelle regioni forti del Nord. – ha detto Sangregorio – Purtroppo sappiamo da tempo che il Sud Italia è in una situazione critica, senza gli aiuti si andrebbe ad evidenziare maggiormente la distanza tra Nord e Mezzogiorno. Invece ora sarebbe il momento di pensare ad uno sviluppo di tutta l’area meridionale andando a implementare il turismo creando nuove infrastrutture per rendere l’accesso ai turisti molto più fruibile. Ad esempio ci sono zone della Calabria, completante prive di infrastrutture, e molto difficili da raggiungere, ma con un potenziale turistico molto alto grazie al mare e a tutte le risorse che può offrire. Rendere maggiore autonomia alle Regioni senza dare i giusti strumenti sarebbe un grosso errore. Renderebbe ancora più povero un territorio che ha tanto da dare ma ancora non ha le risorse adeguati per correre da solo. La mia intenzione  – ha concluso Sangregorio – è quella di chiedere al Governo maggiori risposte su questo tema in modo da creare le giuste modifiche a questa bozza di intesa».

L’on. Sangregorio, in una nota, ha inoltre espresso compiacimento per l’intesa UE-Mercosur che Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay hanno raggiunto a Bruxelles. «Questo accordo rimuoverà gran parte dei dazi sulle esportazioni UE e permetterà alle imprese di risparmiare oltre 4 milioni di euro all’anno. – ha fatto notare Sangregorio – Il trattato creerà un mercato di 780 mila persone. Questo è un accordo storico che permetterà finalmente maggiore integrazione tra due economie. Da sempre dico che è importante sia per l’Italia che per l’Argentina avere rapporti commerciali, l’Argentina è un paese ricco di risorse e materie prime mentre l’Italia ha il know how che a noi manca. Questo accordo potrebbe aprire a nuove opportunità commerciali e di sviluppo economico». (rp)

Corrado (M5S): Urgente la riforma dei concorsi universitari

La sen. Margherita Corrado (M5S) componente della Commissione Cultura, in una nota ha sottolineato la drammatica priorità della riforma dei concorsi universitari, «alla quale il Paese non può sottrarsi. Sono certa – afferma la senatrice grillina – che il viceministro Fioramonti, dopo avere promesso un’inversione di marcia, è già al lavoro per mantenere l’impegno, anche con l’aiuto di chi, come “Trasparenza e Merito l’Università che vogliamo”, si batte quotidianamente proprio per rilanciare università e ricerca».

La senatrice nella nota ha riepilogato lo scandalo sui concorsi universitari appena esploso: «L’indagine denominata “Università Bandita”, – afferma la sen. Corrado – durata quasi un biennio e venuta alla ribalta la settimana scorsa, ha coinvolto finora 66 docenti: 44 dell’Università di Catania e 22 di 16 atenei sparsi in tutta Italia (Statale di Milano, Cà Foscari di Venezia, Verona, Padova, Bologna, Napoli, Trieste, Firenze, Cattolica di Roma, Roma Tre, Chieti-Pescara, Catanzaro, Messina, Cagliari). Ha rivelato che non un concorso tra quelli banditi negli ultimi tempi (ma il fenomeno va avanti da una ventina d’anni) è regolare, comparativo e basato sul merito, come invece dovrebbe essere per legge, per bando, addirittura per costituzione. Tutti risultano tagliati su misura per i predestinati, tant’è che li chiamano bandi sartoriali o profilati».

«Dalle intercettazioni è emerso un sistema clientelare fatto di commissioni elette a comando attraverso pizzini, un uso privatistico dell’università, dove una élite cittadina decideva chi doveva entrare con borse di studio, dottorati, assegni di ricerca, posti da associato o ordinario. Addirittura, i docenti intercettati arrivano a definire “stronzi da schiacciare” quelli che si presentano ad un concorso senza essere i predestinati».

«Alcuni di questi cattedratici e rettori sono stati sospesi dagli incarichi in attesa di giudizio, accusati di associazione a delinquere con finalità di corruzione, truffa aggravata, falsità ideologica. A prescindere dagli esiti giudiziari, però, sono enormi e di lunga durata i danni procurati da un sistema consolidato che emana bandi di concorso non per dare all’università figure qualificate ma per sistemare su base familistica parenti, amici, servi compiacenti. Si va dalla fuga all’estero dei cervelli formati in Italia, ai danni erariali che derivano dal mettere dentro le università persone non sempre qualificate, alla distruzione del futuro dei tanti esclusi, spesso vere e proprie eccellenze. Il danno si aggrava quando gli esclusi denunciano i meccanismi del sistema e ne vengono isolati, poi estromessi definitivamente con le più varie strategie, fino a stroncare loro qualunque possibilità di carriera». (rp)

Cario (MAIE): Italiani all’estero, due progetti di legge col sottosegretario Merlo

Il senatore Adriano Cario, (MAIE), eletto nella circoscrizione estera, ha comunicato di aver predisposto due progetti di legge a favore degli italiani all’estero.

«Nel contesto di una situazione politica scomoda, – si legge in una nota del sen. Cario – quando tutti i giornali fanno numeri e ci mettono al centro della scena per il fatto che i voti del MAIE sono il legno dove è appeso questo Governo, la nostra scelta è continuare al lavoro che abbiamo svolto sin dall’inizio. Senza numeri, senza calcoli e senza le previsioni politiche naturali del giornalismo. Ieri mattina, mi sono riunito col Sottosegretario Ricardo Merlo alla Farnesina per studiare la possibilità economica e politica di introdurre entro luglio due progetti di legge che andranno a garantire migliori condizioni per i nostri connazionali all’estero.
In questo anno di lavoro parlamentare ed esecutivo con il Sottosegretario, abbiamo potuto introdurre alle diverse discussioni e votazioni di legge sia al Senato che alla Camera con l’on. Mario Borghese, i nostri reclami per portare soluzioni agli italiani all’estero. Un grande lavoro per le riaperture dei Consolati e l’assunzione di personale da parte della Farnesina da destinare all’estero: un risultato che non si otteneva da decenni. Tuttavia, non è ancora sufficiente.
È per questo che come forza politica non ci accontentiamo del fatto di essere su tutti i mezzi di stampa per l’importanza politica e numerica che oggi vantiamo. Non c’è posto per smettere di tirare avanti con più lavoro e con nuovi progetti per continuare a migliorare la vita dei nostri connazionali italiani all’estero dopo tanti anni di abbandono». (rp)

Siclari (FI): Emendamenti al decreto Crescita per infrastrutture del Sud

Il sen. Marco Siclari (FI) ha presentato diversi emendamenti al decreto crescita economica «chiedendo di credere nelle potenzialità del Sud e finanziare, in particolare, due importanti infrastrutture per la Calabria».
Il parlamentare forzista torna a chiedere di puntare i riflettori sulle infrastrutture del Sud e, in questo caso, gli emendamenti riguardano il finanziamento del Porto a Sud di Villa San Giovanni e la 106.
«Finanziamento straordinario del porto di Villa San Giovanni per il completamento della messa in sicurezza e dei servizi generali di collegamento – si legge nell’emendamento – È autorizzata, per il triennio 2019 – 2021 la spesa di euro 61 milioni da assegnare alla Regione Calabria per provvedere ai finanziamenti necessari per l’esecuzione delle opere di completa sistemazione dei servizi generali del porto di Villa San Giovanni. La relativa spesa sarà iscritta negli stati di previsione del Ministero dei lavori pubblici per gli esercizi suindicati. Le somme non impegnate in un esercizio possono essere utilizzate negli esercizi successivi. All’Ufficio del genio civile per le opere marittime di Reggio Calabria è demandata la sorveglianza delle opere di cui al precedente articolo. Il collaudo delle opere stesse sarà eseguito a cura della “Centrale per la progettazione delle opere pubbliche” di cui al precedente articolo.Il Ministro dell’Economia e delle Finanze autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio per l’attuazione del presente articolo, conseguentemente il fondo di cui all’articolo 90 comma 2, è ridotto di 61 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda la 106 – spiega Siclari – ho chiesto al fine di consentire il completo ammodernamento e la definitiva messa in sicurezza della Strada Statale 106 Jonica Reggio Calabria – Taranto è autorizzata la spesa di 500 milioni. Agli oneri derivanti dal comma 1, si destina il ricavato derivante dal Decreto – legge 23 ottobre 2018, n. 119 nella misura di 100 milioni di euro per le annualità 2019, 2020, 2021, 2022 e 2023. Si tratta di un’arteria strategica che collega tre regioni, la Calabria, la Basilicata e la Puglia, costituendo l’unica via di comunicazione stradale di tutta la fascia ionica. Peraltro è fondamentale per il rilancio dell’aeroporto di Crotone, consentendo a tutta l’utenza di potervi accedere agevolmente. La zona servita dall’arteria risulta ancora più importante laddove si pensi che l’unica via di collegamento fra l’aeroporto ed il porto di Crotone e la zona industriale di Taranto e che, quindi, ammodernata, messa in sicurezza e ridotti gli attuali tempi di percorrenza (si parla di oltre 8/10 ore per percorrere tutti i 495 Km tra l’altro in assenza di validi collegamenti ferroviari: si tratta, infatti, di linea non ancora interamente elettrificata!) costituirà un volano di sviluppo produttivo e commerciale per tutta l’area servita», ha concluso il senatore azzurro.
Un altro emendamento riguarda l’Aeroporto dello Stretto Tito Minniti è volto a farlo ricomprendere tra gli aeroporti di carattere “Strategico”. L’aeroporto serve il territorio di due Città Metropolitane, quella di Reggio Calabria e quella di Messina, sfornite di altre vie di comunicazione e trasporto e non servite dall’alta velocità ferroviaria. Il bacino potenziale di utenti supera il milione di abitanti e lo scalo è quello che deve ricevere tutto il potenziale flusso turistico per le Isole Eolie e per le altre rinomate località della zona (Scilla, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Costa dei Gelsomini, Costa Viola, Gerace, Stilo, Pentidattilo, il promontorio di Milazzo, i laghetti di Ganzirri, i borghi dei Peloritani, Savoca, Forza d’Agrò, il Parco dell’Alcantara, Montalbano Elicona – il Borgo più bello d’Italia 2015, Capo d’Orlando e Santo Stefano di Camastra). Inoltre l’aeroporto serve tutta la fascia jonica reggina completamente isolata in termini di trasporti, potendo usufruire della sola statale 106 e di una linea ferroviaria a binario unico e non ancora elettrificata”.
Il senatore forzista Marco Siclari continua a guardare in modo attendo al territorio presentando emendamenti al decreto crescita mirati a dare gli strumenti necessari per un concreto sviluppo della Calabria.
«L’ emendamento si richiama all’ordine del giorno G/981/40/5 a firma Siclari, Damiani, Fantetti, Ferro, Pichetto Fratin, Saccone, Conzatti, approvato dal Senato, in sede di discussione del disegno di legge recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», del seguente tenore “ premesso che: l’aeroporto di Reggio Calabria, con una movimentazione di circa 500 mila passeggeri annui, rappresenta uno snodo fondamentale e strategico per lo sviluppo, turistico e commerciale, di tutta l’area metropolitana di Reggio e di Messina; attualmente il comma 2 dell’articolo 1 del D.p.r. 17 settembre 2015, n. 201 che elenca gli aeroporti di carattere strategico del Sud Italia, contempla solo, per la regione Calabria quello di Lamezia Terme e non quello di Reggio Calabria; sarebbe
A.S. 1354 opportuno avviare un’intesa tra il Ministero dei Trasporti ed Infrastrutture e la Conferenza Stato Regioni per ricomprendere anche l’Aeroporto di Reggio ‘Calabria tra quelli di carattere «strategico», impegna il Governo: ad avviare un percorso di confronto con la conferenza Stato Regioni per addivenire quanto prima ad un accordo che contempli anche l’Aeroporto di Reggio Calabria tra quelli ritenuti di carattere «strategico». Ad oggi non risulta avviata alcuna interlocuzione, si reputa quindi necessario ribadire la necessità della modifica normativa che consentirebbe allo scalo reggino il potenziamento e lo sviluppo». (rp)

Wanda Ferro (FdI): Credito d’imposta alle imprese agricole nel decreto Crescita

Si apre anche per le imprese agricole che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, l’opportunità di utilizzare il credito d’imposta in compensazione. La maggioranza ha infatti approvato un ordine del giorno proposto dal deputato di Fratelli d’Italia on. Wanda Ferro nell’ambito del decreto crescita.
«La maggioranza delle imprese agricole, soggette a tassazione in base alle regole catastali – ha spiegato il deputato di Fdi – non può avere accesso alle disposizioni sul super ed iper ammortamento per l’acquisto dei beni strumentali nuovi, considerato il sistema di determinazione del reddito che non prevede la rilevanza dei costi e dei ricavi effettivi. La possibilità di tradurre il vantaggio dell’iper e del super ammortamento dell’investimento in un equivalente credito d’imposta per le aziende agricole consentirebbe agli imprenditori del settore di sfruttare anche le opportunità offerte dagli incentivi per gli investimenti innovativi previsti dal Piano nazionale Industria 4.0. Le politiche di rilancio degli investimenti strumentali nuovi – conclude Wanda Ferro – dovrebbero quindi prevedere un sistema strutturato di misure incentivanti che consenta di coprire il cento per cento del costo sostenuto dalle imprese». (rp)