Patrizia Nardi, responsabile del Comitato scientifico Unesco

Il nome di Patrizia Nardi è molto conosciuto tra gli addetti ai lavori per l’intensa attività culturale che l’ex assessore al Comune di Reggio ha svolto e svolge tutt’ora. Reggina, orgogliosamente calabrese, Patrizia Nardi ha appena ricevuto il prestigioso incarico UNESCO di responsabile del CSICH – Comitato scientifico per il Patrimonio culturale immateriale per la sua costituzione.

La nomina è stata assegnata presso l’Università Roma Tre nel corso dell’assemblea nazionale di ICOMOS Italia – International Council On Monuments and Sites, organizzazione non governativa associata all’UNESCO. Un impegno che l’eccellente Patrizia porterà avanti con l’usuale determinazione e la sua straordinaria competenza in ambito culturale.

ICOMOS

Su FB, la Nardi ha voluto esprimere la sua felicità e la soddisfazione per l’importante riconoscimento. «Una novità assoluta negli obiettivi ICOMOS – ha scritto – e una bella prospettiva in favore di questo aspetto del patrimonio culturale italiano a me molto caro, che si avvarrà delle competenze di alte professionalità del settore. Ringrazio il Presidente Pietro Laureano, il Consiglio direttivo e l’Assemblea dei soci, Rosa Anna Genovese coordinatrice dei Comitati Scientifici di Icomos Italia».

«Ringrazio molto “la squadra” con la quale condividerò quella che immagino come una bellissima esperienza: Maurizio DiStefano, che mi ha incoraggiata in questa nuova sfida, che sarà italiana e internazionale; Luca Fabbri, Gianni BonazziMaria Grazia Bellisario Teresa Coletta, Olimpia Niglio, Francesco Calabrò , Carmen De Luca e tutti i colleghi soci che risponderanno alla call interna. Ringrazio l’Associazione Delle Fondazioni Universitarie Italiane e la Fondazione Gabriele D’Annunzio nella persona di Luigi Capasso, che sosterrà il lavoro del Comitato. E Francisco Javier López Morales, che seguirà i nostri passi». Complimenti da tutta la Calabria! (rrm)

Bruno Nardo, luminare vibonese, da Bologna a Cosenza come primario

Un “ritorno a casa” di un’eccellenza della chirurgia che non può che far piacere: il prof. Bruno Nardo, vibonese, già al Policlinico Universitario Sant’Orsola di Bologna, torna da primario a Cosenza, all’Unità Operativa di Chirurgia Generale “Falcone”. È un doppio ritorno, in realtà, perché a Cosenza tra il 2007 e il 2012 aveva diretto la Chirurgia Epatico-Bilio-Pancreatica inaugurando una felice stagione dei trapianti di rene nell’ospedale bruzio, e poi perché un calabrese di valore torna a offrire le sue competenze e la sua altissima capacità nella terra che l’ha visto nascere.

Il prof. Nardò è uno dei più valenti chirurghi specializzati nel trapianto di fegato. Il suo curriculum, del resto, è di tutto rispetto: si è laureato in Medicina e Chirurgia nel luglio 1985 con 110/110 e Lode, con una tesi su “Il trapianto di fegato: studio per un progetto di attività clinica a Bologna”, (Relatore il Prof. Antonino Cavallari), presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna e nel 1990 ha conseguito la Specializzazione in Chirurgia Generale, nella III Scuola di Specializzazione (Direttore Prof. G. Gozzetti), dell’Università degli Studi di Bologna, con voti 70/70 e lode, discutendo la tesi “Il trapianto ortotopico di fegato per epatite fulminante” (Relatore lo stesso Prof. Gozzetti), ritenuta degna di pubblicazione da parte della commissione di esame. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Fisiopatologia sperimentale e clinica, nell’Università di Bologna con una tesi su “Lo xenotrapianto di fegato: dalle premesse sperimentali alla realizzazione clinica” (Coordinatore Prof. C. Franzini). Durante il periodo del dottorato di ricerca si è recato a Pittsburgh (USA), dove ha frequentato,in qualità di “Research Fellow”, il Department of Transplant Surgery, diretto dal Prof. Te Starzl, pioniere del trapianto di fegato, partecipando all’attività clinica e sperimentale. Alla fine del dottorato, ha frequentato il Department of Surgery, dell’University of Dundee, diretto dal Prof. A. Cushieri, grazie ad una “EuropeanSurgicalFellowship” conferitagli dal British Journal of SurgerySociety Ltd., sulla base di una graduatoria europea di merito. Durante il suo stage all’estero come “Clinical Fellow” ha partecipato all’attività clinica e di sala operatoria, con particolare riferimento all’acquisizione delle tecniche di chirurgia epato-biliare per via laparoscopica. Dopo il dottorato ha conseguito una borsa post-dottorato di ricerca (biennale) su “Immunologia clinica” nell’Istituto di Clinica Chirurgica II del S. Orsola di Bologna, dove poi ha maturato fino alle scorse settimane elevati risultati nel campo della chirurgia e della medicina interna. Ricchissimo anche il curriculum delle attività accademiche.

È sua una tecnica nuova di chirurgia mini-invasiva mediante robot per il trattamento di tumori del fegato, avviata in collaboarzione con il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute dell’Unical. Insomma, bentornato a casa, prof. Nardo. Un diletto figlio di Calabria da accogliere a braccia aperte. (rrm)

Gianvito Casadonte, “re” di Taormina Film Festival

Per il secondo anno consecutivo, il “nostro” (è di Montepaone, CZ) Gianvito Casadonte firma la direzione del Taormina Film Festival. Una gran bella soddisfazione, non solo per il ragazzo che sognava il cinema e ha fatto diventare realtà i suoi desideri, ma anche per tutta la Calabria. Gianvito è anche Sovrintendente del Teatro Politeama di Catanzaro, intitolato all’indimenticabile Mario Foglietti, è critico cinematografico, direttore del Premio Rotella alla Biennale di Venezia, nonché anima centrale del Magna Graecia Film Festival che il 27 luglio ritorna a Catanzaro Lido con un ricchissimo parterre di ospiti eccezionali, ed è, oltretutto, un gran simpatico. Difficile non apprezzarlo e sperare di ritrovarselo amico. Ma non fatevi ingannare dal sorriso e dall’affabilità: sul lavoro è un professionista indiscutibile, serio, pignolo e preciso, come solo i grandi organizzatori sanno essere.

La sua voglia di arrivare mostra tutta la determinazione dei calabresi e  lui, da buon catanzarese, sa dominare i sentimenti per farli esplodere al momento giusto, sempre in condivisione con gli altri. La sua regola è coinvolgere tutti, fare squadra, senza protagonismi inutili. Il MGFF (il festival Magna Graecia) riservato alle opere prime e seconde è una sua invenzione che è cresciuta nel tempo fino a far diventare il capoluogo regionale un punto di riferimento fondamentale per il cinema di tutto il mondo. E il cartellone del Politeama non è da meno: la prima stagione sinfonica, tanto per dire, da lui voluta con la direzione del talentuosissimo Filippo Arlia (altro grandissimo orgoglio della Calabria) ha mostrato la capacità di Catanzaro di proporsi come capitale culturale ad ampio respiro.

Merito di Gianvito che, domani 30 giugno, a Taormina, farà ancora una volta sentire il suo grande cuore calabrese battere con l’orgoglio di chi, con sacrificio, umiltà e competenza, sa mostrare il suo talento e le sue capacità organizzative. Il successo di Taormina Film Fest, non l’abbiano a male i siciliani, è anche il successo della Calabria che sa affermarsi e farsi apprezzare, meritoriamente, in ogni parte del mondo. (s)

Il cosentino Amedeo Fusco cura la mostra su Frida in Messico

È di Scala Coeli (CS) Amedeo Fusco, il curatore della mostra d’arte internazionale dal titolo Omaggio a Frida, in corso presso l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico.

La mostra, inaugurata ieri e aperta fino al 20 luglio, è stata voluta da Marco Marica, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, e vede come partner il Comune di Lucca, Tintoretto pennelli, l’Associazione Sfumature di Pontedera, l’Azienda Ecodep ed il Peperoncino Festival di Diamante.

Nelle diverse tappe della mostra – nata dall’idea dell’attore e regista Fusco, che presiede, anche, il Centro di Aggregazione Culturale di Ragusa –  sono stati coinvolti centinaia di artisti contemporanei che, con la realizzazione di un’opera propria, hanno reso omaggio a un’artista e a una donna di grande spessore come Frida Kahlo.

Esposte, nella città messicana, opere di pittura, scultura, fotografia e pirografia realizzate da 69 artisti provenienti da tutto il mondo, e sono Sara Ghedin, Paolo Cutrano, Michelangelo Lacagnina, Fabrizio Viola, Maria Pia Tucci, Angelo Criscione, Angelo Mangione, Annalisa Cavallo, Maria Rosa Beghelli, Giuliana Griselli, Dania Minotti, Laura Giraldello, Agostino Viviani, Pasquale Vulcano, Angela Giovanetti, Nara Kirakosyan, Mariella Mascaro, Fabrizio Paoli, Lucio Morando, Clara Pasquino, Manuela Distefano, Emanuele Bellio, Francesca Barnini, Manola Caribotti, Gianfranco Brusegan, Anna Vidmar, Beatrice Nicosia, Ubaldo Petroni, Sergio Cimbali, Paola Ummarino, Ivo D’Orazio, Piera Narducci, Mariagrazia Diquattro, Maria Occhipinti, Maria Grazia Impagnatiello, Salvatore Denaro, Cristina Cateni, Demmy Avanzi, Roberta Bruno, Barbara Puglisi, Paola Abruzzese, Annunziata Staltari, Arturo Barbante, Giorgio Cappello, Rita Albergamo, Ombretta Montanelli, Alejandrina Calderoni, Carmelo Candiano, Maria Nencioni, Simona Benedetti, Gaby Bon, Xavier Yarto, Tiziana Morello, Carmelinda Alacqua.  (rrm)

Il video dell’inaugurazione della mostra a Città del Messico.

È ACCADUTO!INAUGURATA OMAGGIO A FRIDA a cura di Amedeo Fusco a CITTÀ DEL MESSICO, Istituto Italiano di Cultura.Gracias a la Vida

Posted by Amedeo Fusco Due on Thursday, 20 June 2019

 

Il reggino Gianni Infantino, riconfermato presidente FIFA

Gianni Infantino fa il bis. Il presidente della Fifa (reggino) è stato riconfermato nel suo incarico. Una grandissima soddisfazione per tutti i calabresi. In una intervista al quotidiano “La Repubblica”, Infantino aveva confermato di voler tornare a Reggio Calabria “nel mio piccolo appartamento zeppo di ricordi di mio padre e della mia infanzia” – sottolineando – “ho troppi ricordi di questa città e del profumo di questa terra per dimenticarmene”.

Infantino, infatti, possiede la doppia cittadinanza, italiana e svizzera.  È nato da genitori italiani che si trasferirono in terra elvetica. Il padre è originario di Reggio Calabria e I suoi nonni paterni erano di Cittanova: il Presidente della Fifa ha sempre palesato, con orgoglio, le sue origini ed è stato già insignito del San Giorgio d’Oro, prestigiosa riconoscenza assegnata a chi dà lustro con la sua professione alla città di Reggio Calabria.

«Accogliamo con enorme gioia il rinnovo della carica a Presidente della Federazione Internazionale del Calcio del nostro illustre concittadino Gianni Infantino – ha affermato il sindaco Giuseppe Falcomatà. La sua conferma per acclamazione al vertice mondiale dello sport più popolare al mondo rende lustro all’intera cittadinanza e porta alto nel mondo il nome della nostra città. Le massime autorità del Calcio mondiale hanno già confermato il gradimento assoluto verso l’operato e la professionalità del Presidente Infantino. Il nostro concittadino, inoltre, va fiero delle sue origini e rappresenta per tutti noi un grande orgoglio: Lo aspettiamo a braccia aperte nella sua Reggio Calabria”. (rrc)

L’addio alla cattedra di Franco Cimino, un prof speciale da tenere d’occhio

Il prof. Franco Cimino, docente di Filosofia e Scienze Umane al Liceo Fermi di Catanzaro Lido è un docente speciale, di quelli che non smettono mai di insegnare, meno che meno davanti all’arrivo della pensione. Così, per l’ultima lezione, prima della quiescenza, ha voluto concludere la sua carriera, oltremodo brillante,  – su proposta della dirigente scolastica Rita Agosto – all’Auditorium Scopelliti della scuola dove ha insegnato per tanti anni. Una sede prestigiosa per un pubblico più ampio delle sue abituali classi: sono accorsi in tanti ad ascoltarlo e ad apprezzarlo, come sempre. Tra gli ospiti, l’arcivescovo di Catanzaro mons. Vincenzo Bartolone e l’arcivescovo emerito Antonio Cantisani.

Il suo messaggio ai giovani è pieno di speranza: «Sognate alto e se qualcuno vi dice che perdete tempo non credetegli. Il sogno è la tavola d’argento su cui si scrive l’utopia. La felicità esiste, cercatela, non arrendetevi!». Bellissima e intensa la sua “ultima” (ma solo per l’istituto) lezione: «La scuola, davanti a questa società rappresentativa di un mondo rovesciato, debba insegnare l’amore come terra di orientamento di tutta la sua attività. Essa è una forza che si libera, libera le persone dall’egoismo, dalla vanità, dal possesso delle cose e dalle loro prigioni, ossia l’ignoranza, la cattiveria, gli inganni generali. Si muove verso la bellezza senza limiti di spazio e di tempo, dando contenuto e motore alle parole che si dicono».

Franco Cimino
Il prof. Franco Cimino circondato dai suoi libri

Il prof. Cimino, visibilmente emozionato, ha detto grazie ai suoi studenti con le parole alle quali li ha abituati. «Ragazzi miei e ragazze mie – ha detto il prof. Cimino – che rappresentate oggi tutti gli alunni che ho avuto l’onore di incontrare in quarantacinque anni di attività, io vi ho amato tutti, uno per uno, allo stesso modo. Grazie per quello che mi avete donato, per quello che mi avete insegnato. Se sono riuscito ad essere un buon professore è solo merito vostro. Si è davvero professori quando insegnando si impara. E se sono stato un buon padre per Francesca e Ludovica lo devo anche a voi. Sono stato un uomo fortunato, dalla vita e dall’amore ho avuto due figlie bellissime, e dalla vita e per amore ho avuto il dono di stare con voi, i ragazzi e le ragazze più belli del mondo. Quanta bellezza nei vostri occhi. In essi c’è il mare, celesti o grigi, a secondo di come state in quel momento. In essi ho visto il cielo con il sole, la luna o le stelle, ma l’ho visto anche con il temporale perché dentro di voi c’era il dolore. Ho visto il vento muovere capelli e pensieri belli. Ho visto gli occhi di mia madre e la sensazione di mio padre e di chi non c’è più. Ho ritrovato gli occhi miei da ragazzo che hanno pianto di dolore, di nostalgia, ma anche per la bellezza goduta. Ho visto le vette più alte delle montagne con i vostri sogni e la vostra voglia di volare. Oggi vi dico ancora una volta ragazze e ragazzi miei sognate alto e se qualcuno vi dice che perdete tempo non credetegli. Il sogno è la tavola d’argento su cui si scrive l’utopia. E se vi diranno che l’utopia non esiste, che non si potrà mai realizzare, non dategli retta, non è vero, vogliono che restiate passivi e non cambiate il mondo. Vi diranno la stessa cosa della felicità, ma non è vero. La felicità esiste e dovrete avere sempre la forza di cercarla. Non arrendetevi mai, non conformatevi mai. Vestitevi sempre del vostro abito più bello, che siete voi, la vostra persona. Grazie di cuore, vi bacio uno per uno e non vi dico addio perché noi ci incontreremo sempre, ogni qualvolta in cui voi sognerete ed io sognerò, ogni qualvolta in cui voi sentirete d’amare ed io amerò, ogni qual volta in cui vi sentirete di battervi per realizzare l’amore in questo mondo io sarò con voi, e in quel punto esatto dove il mare e il sole si uniscono noi li ci troveremo e saremo insieme per sempre, felici di esserci amati e di amare ancora».

E rivolgendosi ai colleghi il prof. Cimino ha voluto sottolineare il ruolo degli insegnanti: «La scuola siamo pure noi perché troviamo la giovinezza negli alunni, nutrendoci del loro entusiasmo, strappando dal loro cuore i loro battiti per infonderli nel nostro petto. Dobbiamo mettere al centro i ragazzi perché sono l’essenza del nostro mestiere».

Lo scrittore Felice Foresta ha così scritto sull’addio alla cattedra dell’amico prof. Franco Cimino: «Ci sono cattedre da cui non impareremo nulla. E ce ne sono altre che, anche quando saranno vuote, continueranno a parlarci. Si faranno crocevia di parole ormai in disuso, come quelle ascoltate oggi durante l’ultima lezione a scuola di un mio amico, amore, bellezza, politica e utopia. Parole sconfinate e senza governo. E, ancora, ci sono cattedre che si faranno crociere dei sogni dei ragazzi che siamo stati e che saremo. Anche di quelli che non hanno avuto in dono le stille di cuore di un professore visionario, innamorato della vita e dell’amore». (rcz)

Carmela, chef reggina della pizza, tra i primi 10 pizzaioli al mondo

Si chiama Carmela Cannizzaro, è nata a Villa San Giovanni (RC) ed è una chef della pizza a Campo Calabro (da Gennaro). Adesso è una dei dieci pizzaioli più apprezzati al mondo: ai campionati mondiali di pizza, che si sono svolti ad aprile a Parma, con la partecipazione di 38 Paesi, ha conquistato il sesto posto tra i primi dieci migliori pizzaioli del mondo (erano 800 a contendersi le prime posizioni). La pizza che l’ha fatta trionfare si chiama “Dolceacqua”, ispirata all’omonimo borgo ligure ai confini della Francia che l’ha colpita in modo particolare nel corso di una vacanza.

Pizza Dolceacqua
La pizza Dolceacqua di Carmela Cannizzaro

Gli ingredienti di questa prelibatezza che ha conquistato i palati di una rigorosissima ed esigente giuria sono: noci, pere caramellate, cannella e chiodi di garofano, petto di anatra scottato in padella, formaggio a pasta morbida vaccino, foie gras con una manciata di granella di noci. Una pizza decisamente “impegnativa”, ma non meno apprezzata è stata quella  presentata come “Fata Morgana”nella categoria “in teglia” (11° posto) dove prevalgono su tutto il bergamotto, il pesce spada e la cipolla di Tropea. Gusti mediterranei, ma soprattutto inconfondibili sapori calabresi, che rivelano il grande amore per la sua terra di un’autentica figlia di Calabria. (rrm)

 

Il video dei segreti di Carmela:

Posted by Da Gennaro on Tuesday, 10 April 2018

 

Giorgia Gatto, giovanissima reggina, astro della danza, un talento naturale

Ha appena 10 anni, Giorgia Gatto, la piccola ballerina di Reggio che ha trionfato nella trasmissione televisiva di Milly Carlucci Ballando on the Road. Ha conquistato i giudici di Ballando con le stelle ed è diventata subito una stella  per milioni di spettatori e, naturalmente, per tutti i calabresi. Alleiva di Pasqualina Iacopino del Centro di Formazione Danza Arabesque, Giorgia Gatto ha, in realtà, già conquistato numerosi riconoscimenti, anche pretsigiosi, in concorsi nazionali.

Il sindaco metropolitano di Reggio Giuseppe Falcomatà si è voluto congratulare con la piccola Giorgia con un messaggio di felicitazioni, in cui traspare l’orgoglio dei reggini. «Forti emozioni e grande orgoglio – ha detto Falcomatà – sono le suggestioni che ci ha regalato la piccola Giorgia Gatto, con la sua grinta e il suo talento, partecipando e vincendo Ballando on the road», in onda in prima serata, su Rai Uno. «Sono particolarmente lieto che il nome della nostra città sia tenuto alto da un talento come la piccola Giorgia che, seppur molto giovane, ha dimostrato determinazione, abilità, ambizione, passione per lo sport, offrendoci un bel momento di televisione ed entrando nelle case di moltissimi italiani. Una soddisfazione che, quando arriva dai giovani, inorgoglisce ancora di più. Una eccellenza, senza alcun dubbio, riconosciuta da esperti di fama internazionale, segno tangibile che Reggio è una città in cui esiste un fermento culturale vivo e fattivo, e che c’è chi tiene vivo questo fermento come, nel caso specifico, il Centro Formazione Danza Arabesque di Pasqualina Iacopino. Il messaggio che parte dalla nostra amata terra – conclude Falcomatà – è un messaggio positivo, di impegno e determinazione, che ripaga i sacrifici di genitori attenti, che assecondano le inclinazioni dei propri figli, favorendo lo sviluppo di attitudini che non devono restare sopite ma meritano l’attenzione del grande pubblico». (rrm)

Minella Chilà, reggina, presidente provinciale del PD a Trento

Si chiama Minella Chilà, reggina di nascita, funzionaria del Ministero dell’Interno, da anni a Trento, è diventata presidente del Partito Democratico del Trentino. Un traguardo importante e impegnativo, che vede ancora una volta i calabresi mostrare capacità e tenacia, al servizio del Paese.

Una reggina – ha commentato il capogruppo PD al Comune di Reggio Antonino Castorina – che opera e lavora da anni sul territorio e che si è distinta per umanità, dedizione ed attività politica all’interno del PD. Il risultato ottenuto dalla Chilà, che sarà adesso chiamata a presiedere l’Assemblea Provinciale di Trento, non può non riempirci di orgoglio nel vedere un’altra nostra concittadina assurgere alle cronache grazie all’impegno e al duro lavoro profuso in questi anni. Un risultato che vogliamo sottolineare con un vivo apprezzamento per quanto sin qui svolto e un immenso in bocca al lupo per il duro compito che certamente Minella Chilà, interpreterà con la tenacia e il garbo che da sempre la contraddistinguono nel suo operato. Apprezzata militante prima e dirigente poi, Minella ha sempre avuto un ruolo attivo all’interno del Partito Democratico altoatesino. Rinnoviamo  – ha detto Castorina – la nostra più viva e sincera soddisfazione per la recente nomina e l’augurio di un cammino ricco di soddisfazioni e risultati per la nostra concittadina Minella Chilà».

Francesca Prestia, la cantastorie della Calabria

Francesca Prestia è l’unica cantastorie della Calabria, un’artista straordinaria, che ama il canto popolare e costruisce canzoni e ballate indimenticabili, composte anche in grecanico e arbëreshe. Particolarmente toccante la sua Ballata di Riace dedicata a Mimì Lucano, il sindaco simbolo dell’integrazione.

«Riace, Riace, dai non mollare, ce la puoi fare, dobbiamo continuare» ripete nella sua ballata Francesca Prestia riuscendo a interpretare il sentimento comune di tutti i calabresi. “Ce la puoi fare, dobbiamo continuare” è un incitamento a resistere che non è rivolto solo a Riace, la Riace di Mimmo Lucano che l’Europa esalta e l’Italia denigra, ma è, sotto sotto, un vigoroso appello ai calabresi, alla Calabria che c’è e che crede al suo riscatto, alla sua crescita, al futuro dei suoi giovani. Diplomata in flauto traverso e in Musicoterapia, Francesca Prestia si è laureata al DAMS.

È un orgoglio della Calabria che coltiva e produce talenti. Il suo successo è un tributo continuo alla terra che le ha dato i natali, una Calabria fiera e orgogliosa dei suoi figli migliori di cui Francesca è una preziosa rappresentante. E i calabresi l’adorano.

Eccola nell’intervista rilasciata a Calabria.Live.

 

Francesca Prestia

 

Il video

 

 

 

Il video della Ballata di Riace