Gegè Reitano, l’infaticabile testimonial di Mino

Da quel maledetto 27 gennaio 2009, quando il grande Mino Reitano ci ha lasciato, c’è suo fratello Gegè a ricordarci di lui, a fare da infaticabile testimonial di una vita straordinaria, da calabrese autentico qual era Mino. Gegè, musicista di valore e sempre accanto al fratello, insieme con gli altri due, Franco, scomparso anni fa, e Antonio, ha inventato il memorial Mino Reitano e ogni anno, al Teatro Cilea di Reggio offre un grande e generoso omaggio a Mino, chiamando a raccolta protagonisti della musica che hanno lavorato con Mino e soprattutto nuove proposte che si fanno strada e presentano interpretazioni, a volte straordinarie, delle sue indimenticabili canzoni.

Insomma, Gegè Reitano è un’istituzione e con lui la Calabria è debitrice di un grande impegno che impedisce che la figura di Mino passi nel dimenticatoio: operazione quasi impossibile, per la verità, perché oltre all’artista che ha regalato il brano più emozionante e vivido che rappresenta la regione in ogni angolo del mondo (Calabria Mia), rimane l’aspetto umano di Mino che piace ricordare e merita l’attenzione di tutti. La sua generosità, il suo humour, il suo essere amico dei più deboli contro i più forti, e l’attaccamento viscerale alla sua Terra. Un personaggio che sprizzava simpatia e sapeva conquistarla dovunque, con la spontaneità e la genuinità del suo modo di essere e di vivere.

Domani, 20 agosto, l’amministrazione comunale di Fiumara che ha individuato i locali per ospitare un museo dedicato al suo illustre concittadino consegnerà le chiavi del nascente museo proprio a Gegè: è il giusto riconoscimento all’impegno che non è solamente del fratello, ma dell’artista che difende ogni riconoscimento dovuto all’altro artista. Il 27 gennaio 2021 sarà il dodicesimo Memorial e ci sarà una grande sorpresa: il libro che Rocco Sergi, per Media&Books, ha dedicato a Mino Reitano e ai suoi fratelli, in uscita a fine ottobre. Una storia della quale anche Gegè è protagonista, sempre presente, sempre attento al fratello Mino, strenuo difensore della sua memoria e promotore instancabile della sua musica.

Calabria Mia è l’inno dei calabresi che non si rassegnano e sanno conquistare, con sacrificio, passione e impegno, il giusto rilievo nella vita: è un ritratto perfetto che si attaglia a Gegè Reitano, non solo fratello biologico ma anche fedele testimone di una carriera che solo un male incurabile ha stroncato. Anche lui, come Mino, sempre con la Calabria nel cuore. (rs) 

Michele Albanese, il giornalismo come missione

Michele Albanese, apprezzato giornalista del Quotidiano del Sud, da sei anni è costretto a vivere sotto scorta per le minacce espresse contro di lui dalla mafia. È un calabrese tosto che crede nel suo lavoro, come missione di civiltà e di condivisione al servizio della collettività. L’informazione oggi più che mai è debole e mostra una maggiore fragilità rispetto alle insiedie della malavita organizzata e del malaffare che vorrebbe mettere a tacere le voci non gradite. È un figlio di cui la Calabria deve andare orgogliosa, un esempio per le nuove generazioni di giornalisti che si spera sempre non debbano subire intimidazioni o minacce da chicchessia nello svolgere correttamente e onestamente quello che rimane il mestiere più bello del mondo.

«Sei anni. – ha dichiarato Albanese a giornalistitalia.it –.  2190 giorni inseguendo la verità …una vita normale e tanta voglia di libertà…Oggi giusto sei anni che vivo blindato, tra mille rinunce che per alcuni, invece, sono favori che mi vengono elargiti. Tempo che ho vissuto rispettando le regole che mi sono state imposte. Ed in questi anni quante cose ho perso, quanti contatti, quanti rapporti umani e professionali.
Un tempo sospeso che spero un giorno di poter recuperare tornando a gustare quelle piccole cose che un uomo libero ha, ma anche cercando di dare tutto me stesso per affermare sempre il maleodorante puzzo delle mafie e della nauseabonda mentalità, che vedo si sta sempre più allargando».  (s)

Raffaella Greco a capo del gruppo sulle Malattie Autoimmuni per la Ebmt

È la giovane Raffaella Greco, originaria di Paola, a guidare il Gruppo di Malattie Autoimmuni per la prestigiosa Società Europea dei Trapianti di Midollo (Ebmt).

Un prestigioso incarico, che è arrivato nel periodo di emergenza sanitaria, mentre la giovane dottoressa era impegnata, in prima linea al San Raffaele di Milano, nel reparto di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo, e che rende orgogliosa la Calabria che, ancora una volta, vede i suoi figli eccellere fuori dalla Regione.

Figlia di Eugenio Greco, fellow della European Society of Cardiology, Raffaella vanta un curriculum di tutto rispetto con numerose pubblicazioni scientifiche in campo nazionale e internazionale, oltre ad ricevuto prestigiosi riconoscimenti. (rrm)

 

Vince Barilà, la dottoressa di Bagnara, esperta del riciclo intelligente

È giovane, brillante e molto bella: Vincenza Barilà, Vince per gli amici, è una giovane dottoressa di Bagnara Calabra che si è specializzata in una cosa impensabile per una donna: è esperta di rifiuti. Attenzione, non fraintendiamo, è una specialista del riciclo industriale (e intelligente) dei rifiuti e mai come in questo momento il ruolo è delicatissimo (oltre che raro), perché servono idee e competenza per affrontare un problema grande quanto una montagna (di rifiuti…). Non a caso l’hanno chiamata dal Comune di Cittanova e ora anche da quello di Bagnara per avere la sua competenza al servizio della collettività.

Si è laureata a Messina in Scienze Politiche e così ne parla il suo relatore lo storico reggino prof. Pasquale Amato:  intendo sottolineare la lucida intelligenza di una delle più brillanti studentesse che abbia incontrato in 40 anni di insegnamento nell’Ateneo messinese. Mi unisco ai bagnaresi e a tutti i reggini metropolitani e in particolare al Comune di Cittanova che ha creduto in Lei. E rilancio proponendo pubblicamente al Sindaco e al Consiglio Metropolitano di affiancarsela come Consulente per il suo Settore della Città Metropolitana.

Giuseppe Careri su Facebook ha tracciato un lusinghiero ritratto: «Bella è bella come il sole. E credo nessuno possa avere nulla da obiettare in merito. È anche simpatica, molto, ve lo garantisco. Soprattutto è una grande professionista che come pochi conosce il ciclo dei rifiuti, non a caso è consulente del comune più virtuoso della provincia di Reggio nella gestione della “spazzatura”. Ma questo post non nasce con l’intento di dire quanto è brava e quanto è bella, bensì esclusivamente per ringraziarla in quanto i miei inviati mi confermano che ha messo a disposizione del paese e del Sindaco le sue competenze per risolvere sia pure momentaneamente il problema della spazzatura che da giorni ci sommerge. Credo a tale proposito di interpretare i sentimenti di tutti noi bagnaresi, vicini e lontani, nessuno escluso. Grazie Vincenzina Barilà e non mi chiedere di cancellare sto post perché non lo farò neanche sotto tortura».

Complimenti Vince, speriamo di vederti presto al servizio della Città Metropolitana di Reggio. Col tuo sorriso, trattare i rifiuti sarà sicuramente molto più facile. (s) 

Guido Talarico, giornalista, editore appassionato d’arte

Giornalista, editore (pubblicò a lungo in Calabria dal 1998 il quotidiano Il Domani, che ebbe poi un’edizione bolognese e una tutta sportiva (Il Domani dello Sport), Guido Talarico è un calabrese tutto d’un pezzo. Felice in questi giorni che De Benedetti faccia rivivere una testata «che ho inventato io» (ma lui non c’entra nulla).

Di lui ha fatto un bel ritratto il sito giornalistitalia.it. Laurea in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, corsi di specializzazione in giornalismo internazionale a Parigi, professionista dal 1988, sposato con tre figli, Guido Talarico, appassionato d’arte, comincia la sua carriera di giornalista agli esteri, prima a L’Europeo dallo Sri Lanka e poi all’agenzia di stampa Adnkronos. Da praticante il direttore dell’Adnkronos, Giuseppe Marra, lo invia nei posti caldi che in quegli anni erano soprattutto il Centro America e il medio Oriente. Lavora anche nel servizio diplomatico.
Con il presidente della Repubblica Francesco Cossiga va in visita di stato negli Usa e, alla Casa Bianca, conosce il presidente George Bush senior. Viaggia anche al seguito di Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Ciriaco De Mita, Giovanni Spadolini. In quegli anni intervista personaggi come Raul Alfonsin in Argentina, Edén Pastora (il noto “comandante zero”), Manuel Ortega, Violeta Chamorro e il Cardinal Obando Y Bravo in Nicaragua, Óscar Arias in Costa Rica, Marco Vinicio Cerezo Arévalo in Guatemala. O anche personalità come Shimon Peres, Yasser Arafat o Andrej Sacharov.
Avviatosi alla carriera da editore, nel 1990 diventa direttore marketing del Gruppo Adnkronos, nel 1993 stesso incarico a Il Sabato. Da lì una serie di incarichi manageriali: nel ’94 è tra i soci fondatori de La Voce di Indro Montanelli, nel ’95 Presidente dell’editoriale “La Nuova Ecologia”, nel ’96 direttore delle relazioni esterne del comitato per le Olimpiadi Roma 2004. Prima di mettersi in proprio matura anche un’esperienza in Tv come ideatore e conduttore del programma “Quarto Potere”, in onda sull’allora Telemontecarlo.
Nel 1997 fonda e dirige Il Domani della Calabria (con lui come soci ci sono anche Giorgio Tosatti e Alfio Marchini), poi Il Domani di Bologna. Poi esce da Bologna (subentrano i soci locali e la Stampa di Torino), mantenendo l’edizione calabrese. Attraverso il rapporto con un amico di gioventù, il miliardario cosmopolita Martín Varsavsky, entra nel mercato di Internet come socio di Eugenius.it che è di Ya.com e che poi passerà sotto il controllo di Deutsche Telekom.
Nel 2004 fonda e dirige Aste Infoappalti una piattaforma multi cast dedicata agli appalti e alle aste giudiziarie. Nello stesso anno dà sfogo alla sua passione per l’arte fondando e dirigendo Inside Art e Inside Art International, testate dedicate interamente all’arte contemporanea.
Nel 2008 dà vita al “Talent Prize”, il premio che valorizza e sostiene i giovani artisti sotto i 40 anni. Nel 2012, insieme ai suoi soci, chiude definitivamente l’esperienza dei giornali locali (anche un’edizione a Napoli non aveva dato i frutti sperati) e trasforma il Domani dello Sport in una piattaforma multicast specializzata in scommesse sportive, giochi e politica dello sport.
Nel 2014 rientra in Adnkronos chiamato da Marra per sviluppare nuovi iniziative che rafforzino la società come multimedia company e per rilanciare tutto il settore culturale. Per questo suo lavoro viene nominato vicepresidente del Gruppo e amministratore delegato di Culturalia.
Oggi dirige InsideArt, Associated Medias e un network di 34 siti di cui 8 internazionali editi in cinque lingue. Alla notizia del Domani di nuovo in edicola si dice «contento che quella testata torni in edicola per mano di un editore celebre come Carlo De Benedetti…». (courtesy giornalistitalia.it)

Erica a Striscia senza la K, ma con la C di Calabria

È bella, simpatica, spigliata e sta conquistando sempre più pubblico: a Striscia la Notizia dal 27 maggio del 2019, Erica Cunsolo (col piacevole tormentone “senza la K, ma con la C di Calabria”) è una calabrese che merita attenzione. È nata a Gioia Tauro il 7 gennaio 1990. Di lei scrive sul web la pagina di Striscia la Notizia: «Il suo look, una giacca bianca con delle singolari applicazioni e dei pantaloni rossi, rimanda ad uno dei prodotti tipici della tradizione calabrese: il peperoncino. Intensi e pungenti come il peperoncino sono, infatti, i suoi servizi e il suo impegno sul campo. Il suo rapporto con la televisione nasce nel 2008, quando ha solo 18 anni. Nel 2009 conduce speciali per la tv web nazionale del concorso di bellezza “Miss Italia”, parallelamente inizia la sua carriera di presentatrice in Calabria in grandi spettacoli di piazza. Viene, così, notata da una tv regionale che le affida il ruolo di conduttrice e autrice di programmi sul territorio. Dai premi letterari alle kermesse di moda, dai festival di musica alle manifestazioni sportive, il live sul palcoscenico le insegna cosa sia la vera diretta e la prepara alla conduzione di programmi di Infotainment di successo. Dopo la laurea in Giurisprudenza, nel 2016 entra a tutti gli effetti nella redazione di un network regionale: scrive per le testate web, conduce il telegiornale e dei format giornalistici. Fino al maggio del 2018 conduce il primo programma informativo in radiovisione della rete regionale calabra».

Erica Cunsolo

Il suo primo servizio a Striscia il 27 maggio dello scorso anno sui tassisti furbetti di Reggio. È ufficialmente l’inviata dalla Calabria, e si presenta sempre col grido “Amici e Cumpari!”. Un gran sorriso e l’ammirazione di tutti calabresi, se lo merita. Non trovate? (rrm) 

Concetta Orlando, di Palmi, segretario della Metrocity di Genova

È la palmese Concetta Orlando, il nuovo segretario generale della Città Metropolitana di Genova.

Laureata in Giurisprudenza, la dott.ssa Orlando ha alle spalle 25 anni di servizio e di attività svolti in tanti Comuni del Nord Italia con il ruolo di segretario generale.

Dal 2010 ha diretto la segreteria di Comune di Lavagna, nel 2016 è stata a Sanremo, e dal 2018 a Chiavari, fino alla chiamata del sindaco di Genova, Marco Bucci.

La dott.ssa Orlando ha iniziato l’incarico il 13 gennaio.

«Sono contenta di essere approdata a Genova, Città Metropolitana che sia come città, è una città che mi piace, ma anche interessante il ruolo delle città metropolitane nonostante il taglio che hanno subìto» ha dichiarato la dott.ssa Orlando in un video di presentazione della Città Metropolitana di Genova.

«Secondo me – ha proseguito il segretario generale Orlando – ci sono delle funzioni importanti di area vasta che vanno presiediate, e la funzione che ha svolto la città metropolitana di Genova, anche quando era provincia è stata sempre di grande supporto ai territori e piccoli Comuni ed è un ruolo che gli viene riconosciuto. Ecco perché sono comunque contenta di poterne fare parte e di poter anche fare la mia parte». (rrc)

Il video della Città Metropolitana di Genova

Città Metropolitana di Genova: il Segretario Generale è Concetta Orlando

Città Metropolitana di Genova: il Segretario Generale è Concetta Orlando.Si è insediata oggi, 13 gennaio 2020, come nuovo segretario generale della Città Metropolitana di Genova, Concetta Orlando, che va a ricoprire il prestigioso ruolo occupato sino a Luglio 2019 da Piero Araldo, quest’ultimo attualmente segretario comunale di Vado Ligure e Bergeggi.Concetta Orlando è Nata a Palmi (Reggio Calabria) il 12 maggio 1968 e si è laureata in giurisprudenza con 110 e lode presso l’Università di Messina. Oltre vent’anni di carriera negli enti locali, iniziata come segretario comunale nel 1997 nel comune cuneese di Paesana e proseguita con lo stesso incarico presso i Comuni di Refreddo e Martiniana Po fino al 2004, e nel 2005 a Saluzzo.Nel 2010 è approdata in Liguria, inizialmente al Comune Di Lavagna dove ha ricoperto il ruolo di segretario e di direttore generale dal 15 marzo 2010 al 2014, quindi a Sanremo dal 2013 al 2017 ed infine al Comune di Chiavari fino al 2019.A darle il benvenuto nel suo nuovo ufficio di Piazzale Mazzini è stato il Direttore Generale dell’ente Paolo Sinisi e da subito la neo Segretario Generale di @GenovaMetropoli ha voluto incontrare dirigenti e funzionari dell’ente per meglio conoscere la macchina organizzativa di una delle più grandi Città Metropolitane italiane, ente territoriale che ha ereditato diverse ed importantissime competenze dalla ex Provincia di Genova, quali, ad esempio, manutenzione delle strade provinciali e degli istituti scolastici superiori, affiancate a nuovi ed altrettanto importanti ruoli in materia di pianificazione strategica e territoriale, infrastrutture e reti di comunicazione, servizi di pubblico interesse in ambito metropolitano, sistemi coordinati di servizi pubblici d’intesa con i Comuni, mobilità e viabilità, sviluppo economico, informatizzazione e digitalizzazione.In attesa del debutto in Conferenza Metropolitana, dove saranno presenti i 67 sindaci del territorio e nel successivo Consiglio Metropolitano, appuntamenti entrambi previsti per mercoledì prossimo 15 gennaio, la Orlando, che nella sua carriera ha avuto anche esperienze formative presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione locale e presso il Formez e che recentemente ha completato il master di executive in Management delle pubbliche Amministrazioni presso SDA Bocconi, si è detta fortemente convinta dell’importanza di investire sulle persone che lavorano negli enti istituzionali, per il loro aggiornamento e formazione, in modo da poter seguire al meglio le richieste che la società rivolge alla pubblica amministrazione.

Posted by Città Metropolitana di Genova on Monday, 13 January 2020

Salvatore Bullotta, la cultura ha arricchito la Regione

Salvatore Bullotta è stato per quattro anni e quattro mesi il collaboratore della Giunta Oliverio per le politiche regionali. Il nuovo corso della prossima consiliatura vedrà, probabilmente, interrompere questa preziosa collaborazione, svolta anche in condizioni difficili, ma sempre con competenza e soprattutto passione. La Calabria ha un debito di riconoscenza nei suoi confornti.

Il suo addio (arrivederci?) alla Regione Calabria lo ha affidato a Facebook. «Grazie – ha scritto Bullotta sulla sua pagine fb – agli assessori con cui ho avuto il privilegio e il piacere di lavorare: Antonio Viscomi dal 2015 al 2018 e Maria Francesca Giorgia Chiari #Corigliano dal 2018 al 2020. Due personalità da cui ho appresso molte molte cose. Grazie a tutto il personale del Dipartimento Istruzione e Attività Culturali della Regione, del Dipartimento Turismo, ai dirigenti, ai colleghi di Presidenza, della Vicepresidenza, degli Assessorati e di tutti gli uffici regionali con cui mi sono interfacciato, e così anche i vigilanti e i tecnici. Grazie per la pazienza che avete avuto con me e per quanto mi avete insegnato.
Un grazie lo devo anche alla mia famiglia, agli amici, ai miei affetti per le tante assenze e disattenzioni e per la loro comprensione».

«Gratitudine profonda – dice ancora Bullotta – la devo ai calabresi e alle calabresi, a tutte le innumerevoli persone, organizzatori culturali del territorio, amministratori locali, insegnanti, docenti universitari, studenti di ogni ordine e grado, lavoratori del mondo dello spettacolo, ricercatori e studiosi, scrittori ed editori, personale di musei, biblioteche e archivi, archeologi e storici dell’arte, conservatori e custodi del patrimonio culturale. Tutti coloro i quali mi hanno voluto presentare questioni, mostrare potenzialità inespresse, suggerire correzioni da attuare e proporre nuove strade per rispondere meglio agli sforzi che dal basso, ogni giorno, fuori dai “palazzi” si compiono nel campo della cultura in Calabria. Non avete idea di quanta ricchezza ci sia in questa terra, non solo una ricchezza materiale di beni culturali e paesaggio a tutti nota (forse) ma anche una ricchezza fatta di umanità e professionalità, di idee e coraggio. Una ricchezza che merita sempre di essere considerata, frequentata, interpellata, compresa, “valorizzata”. Ho cercato di contribuire affinché ciò avvenisse. Molto è stato fatto, moltissimo, tanto si poteva fare meglio, tantissimo si dovrà ancora fare».
Bullotta augura buon lavoro ai nuovi inquilini di Palazzo Campanella e di Germaneto: «Penso che innanzitutto per meglio rispondere a queste esigenze la pubblica amministrazione vada rafforzata, non è tutto marcio, non è tutto irrimediabilmente compromesso. C’è tanta buona volontà che va intercettata e non umiliata. In un Paese come il nostro che si regge sul sistema pubblico è assurdo che i nostri uffici si spoglino di personale e non avvenga un ricambio generazionale e un sano passaggio di saperi e competenze. È già molto tardi. Spero si faccia qualcosa in fretta». (rrm)

(L’immagine è di Alessandro Tarantino, tratta dalla pagina di Salvatore Bullotta)

Addio a Nino Capogreco, giornalista cattolico e gentleman insuperabile

È scomparso a Reggio il giornalista Nico Capogreco, un grande professionista, apprezzato scrittore e insuperabile gentleman per i suoi modi gentili e affabili. Quello che segue è il ricordo di Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della federazione Nazionale della Stampa.

 

di CARLO PARISI – Se dovessi stilare una classifica dei giornalisti calabresi che meglio hanno saputo coniugare la professione con l’umiltà e l’umanità, non avrei alcun dubbio. Al primo posto ci sarebbe lui: Nino Capogreco. Gliel’ho detto venerdì scorso, quando sono andato a fargli visita all’Hospice Via delle stelle, trovandolo stanco e provato, ma lucidissimo, dolce e sorridente. Con quei suoi occhi azzurri: trasparenti, profondi e penetranti. Come sempre. Lo sottolineo oggi che ci ha lasciato e non potrà rimproverarmi – almeno fisicamente – di manifestare a tutti il suo immenso valore.
Già, fisicamente, perché – come amava ripetere dall’alto della sua profonda coscienza cristiana – la morte non è altro che un aspetto nascosto della vita. A molti fa paura, ma per altri è solo il naturale passaggio nell’infinito universo dell’eternità. Un universo ai più sconosciuto, in realtà molto più vivo e presente di quanto anche i più convinti assertori della sua esistenza possano credere.
È stato, forse, questo il filo conduttore che ci ha unito per tanti anni. Che ha legato la nostra vita a valori importanti. Talmente importanti da darci sempre la forza di liquidare con una risata le miserie umane che, quotidianamente, cercano di minare le nostre giornate.
Non a caso Nino, assieme a mons. Salvatore Nunnari ed a don Pippo Curatola, è stato tra i primi convinti sostenitori della mia proposta di dedicare a Natuzza Evolo il gruppo Calabria dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, del quale è stato per tanti anni vice presidente regionale senza mai volerne assumere la guida con la scusa di essere “troppo vecchio”. In realtà era solo umile e saggio.
Nato a Locri il 21 dicembre 1929, Antonio Capogreco era giornalista professionista dal giorno dell’istituzione dell’Ordine dei giornalisti: il 3 febbraio 1963. Dopo gli esordi da collaboratore del Corriere di Reggio e dell’Ufficio di corrispondenza del Quotidiano di Roma, ha legato tanti anni della sua carriera professionale al settimanale diocesano Avvenire di Calabria. Prima con mons. Vincenzo Lembo, poi con mons. Giovanni Ferro, l’arcivescovo di Reggio Calabria che gli affidò la direzione del giornale che mantenne fino al 1970 per, poi, cedere al suo delfino mons. Vincenzo Zoccali.
Negli stessi anni, dal 1962 al 1970, è stato anche tra i redattori più attivi della redazione reggina della Tribuna del Mezzogiorno e, successivamente, tra i collaboratori del quotidiano romano Il Tempo che, a Reggio Calabria, aveva una redazione guidata da Antonio La Tella. Ed ancora, dal 1973 al 1977, corrispondente del quotidiano cattolico Avvenire.
Quando anche in Calabria spuntarono le prime antenne, Nino ebbe la lungimiranza di convincere il vescovo a fondare la prima emittente della Curia reggina, Radio San Paolo, assumendone la direzione responsabile e facendo da maestro a numerosi giovani colleghi.
È stato anche collaboratore dell’agenzia di stampa Ansa ed editore e direttore di Calabria Press, mensile di “aggiornamento culturale, attualità e memoria storica”, che ha curato con certosina competenza e attenzione, assieme alla figlia Anna che, nel passaggio dal cartaceo al digitale, ne ha assunto la direzione.
Autore attento e originale, ha scritto numerosi volumi, tra i quali “Stampa Cattolica tra Reggio e Messina”, “L’Ucsi calabra e il suo patrono”, che ripercorrono la storia del giornalismo cattolico nella regione e nello Stretto, “Paolo e il mare”, “Reggio Spagnola. Le repentine”, scritto a quattro mani con Anna, e tantissimi volumi monografici di storia editi dalla sua EDS Calabria Press Editoriale.
Attivamente impegnato negli istituti di categoria dei giornalisti, oltre che vicepresidente regionale dell’Ucsi, è stato anche presidente del Collegio dei probiviri del Sindacato Giornalisti della Calabria e consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Calabria.
Venerdì scorso, all’Hospice Via delle stelle di Reggio Calabria, il suo cuore, che non ha voluto sottoporre ad intervento chirurgico, è impazzito e oggi ha ceduto. Lui ha voluto così. Ha voluto che a spegnere l’interruttore della sua esistenza terrena fosse il Lui in cui ha sempre creduto e nel quale ha sempre trovato conforto.
Un abbraccio forte alla moglie Caterina Bova ed ai figli Anna e Alberto, colleghi giornalisti. Il dolore è grande, accentuato ancor di più dal fatto che in quelle stesse stanze, in quell’Hospice Via delle stelle, – che, invece di lasciare al proprio destino, bisognerebbe sostenere e consolidare – quattordici anni fa, mi ha lasciato uno dei miei affetti più grandi, mia madre. Lei e mio padre, morto alcuni anni prima, mi sono stati genitori, fratelli e amici. Come Nino Capogreco. Un padre, un amico e un fratello che vivrà sempre accanto a noi.

(courtesy giornalistitalia.it)

Domenico La Serra, il giovane percussionista di Monterosso nell’Orchestra Giovanile Europea

La Calabria, da sempre, ha “offerto” al mondo i suoi figli che, lasciata la loro terra, hanno portato in alto non solo il nome della Calabria, ma hanno riempito d’orgoglio i calabresi.

C’è un giovane anzi, giovanissimo di Monterosso Calabro, che nel mondo della musica si è distinto, a tal punto da entrare a far parte dell’Orchestra Giovanile Europea. Si chiama Domenico La Serra, classe 2003, ed è un percussionista.

Studente del Conservatorio di Musica “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, quest’anno, dopo aver vinto la selezione, è diventato un membro effettivo  della Euyo (European Union Youth Orchestra), e si esibirà nei teatri più importanti e prestigiosi d’Europa. (rvv)