Manuela Cricelli, l’artista roccellese nominata da Mattarella Cavaliere della Repubblica

È per meriti artistiche che la cantante e psicologa specializzata in cantoterapia di Roccella Jonica, Manuela Cricelli, è stata nominata dal Presidente della Repubblica, Sergio MattarellaCavaliere della Repubblica.

Un prestigioso riconoscimento per l’artista, che si è esibita al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, nei mesi scorsi, per la Giornata internazionale della donna, con diretta su Rai Uno, e nel 2016 per I Concerti del Quirinale, rassegna storica di Radio RaiTre, sempre accompagnata dal Maestro Peppe Platani. Eventi in cui l’artista calabrese è stata applaudita e apprezzata.

«L’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana mi ha commosso – ha dichiarato Manuela Cricelli –. Ho sperimentato una grande gioia. Questo riconoscimento mi fa capire che la strada sulla quale ho scelto di camminare, quella dell’arte, del canto, seppur tortuosa, è quella giusta per la mia vita. È mio dovere ringraziare il nostro Presidente della Repubblica.  E vorrei estendere il mio ringraziamento a tutti coloro che mi hanno manifestato affetto e stima in questi giorni. Moltissime le telefonate, i messaggi ricevuti sui social network e privatamente».

Manuela Cricelli, calabrese di Roccella Jonica, ha partecipato a numerose edizioni del Kaulonia Tarantella Festival e Roccella Jazz – Rumori Mediterranei (Premio Sergio Pinchera) e ad altri importanti festival musicali internazionali. Protagonista di film e spettacoli teatrali, porta in scena con grande successo la storia musicale di Rosa Balistreri e Rino Gaetano, vanta una vasta produzione discografica, di cui citiamo i successi più recenti: “Suli d’Agustu”, “Cos’altro” e “Icaro”. (rrm)

Il questore di Reggio, Bruno Megale nominato dirigente generale di Pubblica sicurezza

Prestigioso incarico per il Questore di Reggio Calabria, il reggino Bruno Megale, che è stato nominato dal Consiglio dei ministri dirigente generale di pubblica sicurezza.

Insieme a lui, nominati anche Giovanni Signer, questore di Brescia e Diego Parente, direttore della direzione centrale della Polizia di prevenzione.

Il dott. Megale è allievo sin dall’Anno Acc. 1985-86 al 1° Anno del 2° Corso quadriennale presso l’Istituto Superiore di Polizia di Stato, e ha conseguito nel 1990 la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina.

Tra gli incarichi rivestiti quello di dirigente della Digos di Milano, la carica di Questore di Caltanissetta – peraltro il più giovane questore d’Italia – e, dal 1° Marzo 2017, la Direzione del presidio Ufficio Polizia di Frontiera presso lo scalo aereo di Fiumicino – Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno – Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere. (rrc)

Al reggino Mons. Santo Marcianò il Sangiorgino d’oro

Un’altro riconoscimento a mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, reggino doc, a cui è stato conferito, dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, il Sangiorgino d’oro 2021, massima benemerenza cittadina di Reggio Calabria.

Dal 2013, trasferito all’Ordinariato Militare per l’Italia, Marcianò «ha condotto la sua missione pastorale con straordinaria umanità e dedizione, offrendo il suo conforto all’intera comunità ecclesiale calabrese e alle Forze Armate del nostro Paese.
Monsignor Marcianò rappresenta uno dei più fulgidi esempi di servizio della Chiesa cattolica, guida spirituale e punto di riferimento per l’intera comunità ecclesiale. La Città di Reggio Calabria esprime sentimenti sinceri di stima e gratitudine, per la sua instancabile opera pastorale e per il suo impegno apostolico illuminato, sempre al servizio del prossimo» si legge nella motivazione.

Un momento molto toccante che, di fatto, completa i conferimenti previsti per il San Giorgio d’Oro di quest’anno. Un ultimo tassello, quindi, che si aggiunge alle benemerenze già consegnate lo scorso 23 aprile, giorno del Santo Patrono della Città di Reggio Calabria, che era stato rinviato a causa di un impedimento istituzionale sopraggiunto per Monsignor Marcianò.

L’alto Prelato reggino, già Arcivescovo nella sede di Rossano e dal 2013 Ordinario Militare per l’Italia, ha espresso parole di sincera stima nei confronti del Sindaco Falcomatà e dell’intera comunità reggina.

«Un riconoscimento – ha detto Monsignor Marcianò a margine della cerimonia di consegna del San Giorgio – che mi lusinga e che mi lega ancora di più ad una città, la mia città, che amo profondamente e che considero la più bella città d’Italia».

«Non voglio essere retorico – ha detto Monsignor Marcianò a margine della cerimonia – ma questo non è un riconoscimento a meriti miei, ma un riconoscimento ai meriti dell’Amministrazione e soprattutto dei cittadini di Reggio Calabria. Io mi sento un reggino, non ho mai rinnegato la mia regginità e la mia calabresità. Mi presento così ovunque, perché amo profondamente la mia città, con tutto me stesso».

«Grazie, quindi – ha aggiunto – a Reggio Calabria che mi vuole tanto bene ed al suo sindaco che mi ha voluto omaggiare con questo riconoscimento. Lo ringrazio di cuore, e mi auguro che la città, con il lavoro di tutti, diventi sempre più una città di riferimento. Personalmente, quando giro l’Italia, mi capita di ascoltare le parole di tanti che mi parlano di Reggio come una Città bella, caratterizzata da tante ricchezze che può mettere a frutto, una città che tutti vogliamo possa diventare una città turistica di riferimento non solo per la Calabria ma per l’Italia. In questo senso, alla gratitudine si associa la preghiera ed il mio impegno personale, che sarà sempre più forte, nel promuovere la nostra città, affinché sia considerata la più bella città d’Italia».

Parole di grande stima sono giunte dal sindaco Falcomatà, all’atto del conferimento del San Giorgio. «Sono davvero orgoglioso di poter consegnare questo simbolo a Monsignor Marcianò, un nostro concittadino illustre che attraverso il suo agire sta dando lustro al nome della nostra Reggio».

«Ho ascoltato le sue parole – ha aggiunto – e trovo molto significativo il passaggio in cui afferma che quella dell’amore è sempre una strada in salita. Ha ragione, e credo anche fermamente che se questa strada la si percorre insieme, la salita sembra meno irta e difficile. Ed è quello che tentiamo di fare ogni giorno, attraverso il dialogo, la sinergia istituzionale, la condivisione delle scelte. Credo che questo sia un aspetto che sta anche alla base del rapporto di Monsignor Santo Marcianò con la nostra città ed è per questo che abbiamo voluto ringraziarlo, dal profondo del cuore, conferendogli quest’anno la massima benemerenza cittadina del San Giorgio d’Oro». (rrc)

Gilberto Floriani, direttore del Sisistema Bibliotecario Vibonese è “Ambasciatore della lettura”

Un prestigioso riconoscimento per il direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, bibliotecario e operatore culturale Gilberto Floriani, che è stato nominato dal Centro per il Libro e la Lettura Ambasciatore della Lettura 2021.

«Sono molto orgoglioso di questo riconoscimento» ha commentato su Facebook Floriani, vibonese d’adozione, che ha partecipato alla stesura del dossier per la candidatura di Vibo Valentia a Capitale Italiana del Libro e che negli anni ha promosso, con il Sistema Bibliotecario Vibonese, il prestigioso Festival Leggere&Scrivere.

L’Ambasciatore della Lettura, ha l’obiettivo di «coinvolgere le persone che, ogni giorno, si impegnano in prima linea nella diffusione della lettura». (rvv)

Addio ai calabresi Serena Cosentino e Hesam Shahisavandi, scomparsi nella tragedia di Stresa

Profondo cordoglio, in Calabria, per la scomparsa di Serena Cosentino e Hesam Shahisavandi, la giovane coppia di Diamante che ha perso la vita nella tragedia della funivia del Mottatone, dove hanno perso la vita 14 persone, tra cui un bambino di 9 anni.

Serena, nata a Belvedere Marittino, aveva da poco vinto un concorso al Cnr, mentre Hesam Shahisavandi, nato in Iran ma residente a Diamante, lavorava e studiava a Roma.

Cordoglio è stato espresso da sindaco di Diamante, Ernesto Magorno:«A nome di tutta l’Amministrazione comunale e dell’ intera comunità ci stringiamo, sconvolti da quanto accaduto, al dolore delle famiglie che immaginiamo, in questi momenti, devastate da un dolore inenarrabile».

«Ci siamo immediatamente attivati – ha detto ancora – per essere loro vicini in questi difficili momenti e nei contatti con le autorità del luogo dove si è svolto il tragico incidente. Chiedo a tutti di rivolgere una preghiera alla nostra Immacolata per i due giovani concittadini scomparsi e per le loro famiglie alle quali la cittadinanza di Diamante è vicina in un abbraccio commosso e fraterno».

Anche Maria Chiara Carrozza, presidente Cnr, ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa della giovane Serena: «Ero già profondamente toccata dalla tragedia della funivia di Stresa quando ho appreso della presenza, tra le vittime, della borsista del nostro Istituto di ricerca sulle acque di Pallanza Serena Cosentino, con il suo compagno Mohammadreza Shahaisavandi. Sono addolorata e sconvolta, non ci sono parole, posso solo esprimere il mio più profondo cordoglio alla famiglia, alle colleghe e ai colleghi, a nome mio personale e di tutto il Cnr». (rrm)

Daniela Cavallo, la calabrese ai vertici di Volkswagen

È la calabrese Daniela Cavallo il nuovo capo del Comitato aziendale del gruppo Volkswagen, che rappresenta oltre 600mila dipendenti in tutto il mondo, subentrando a Bernd Osterloh.

Figlia di un immigrato calabrese che, negli anni ’70 in Germania, a Wolfsburg vicino ad Hannover, per lavorare come operaio proprio alla Volkswagen, quella che all’epoca era la più grande impresa del paese a partecipazione statale, Cavallo, che è entrata in azienda nel ’94 mentre studiava economia, ha raccontato, in una intervista a Business Magazine, che «papà mi disse che la Volkswagen era la migliore impresa, se ottieni un posto di apprendista, il tuo futuro è assicurato».

Cavallo, che in una nota ha preannunciato di voler esercitare il suo ruolo all’insegna della “responsabilità e della continuità”, è attesa da sfide impegnative.

«Dobbiamo rispettare i limiti di CO2 imposti dall’Ue e, quindi, in futuro si punterà sull’elettrico – ha detto in una nota – non dobbiamo lasciarci coinvolgere in piccole dispute. La situazione richiede responsabilità, dall’auto dipendono centinaia di migliaia di posti di lavoro». (rrm)

Nicola Barone, rieletto per altri tre anni Presidente di Tim San Marino

La rielezione all’unanimità di Presidente di Tim San Marino per altri tre anni è il meritato riconoscimento per l’ing. Nicola Barone, calabrese doc di Cerchiara, uno dei maggiori esperti di telecomunicazioni non solo in Italia.

La lunga carriera nella società telefonica è il coronamento di un’attività ricca di soddisfazioni e di grande apporto tecnologico al nostro Paese. Barone è stato uno die primi ideatori del Piano Telematico nazionale e aveva diretto e seguito personalmente il progetto Telcal del 1987 a Corigliano Calabro che anticipava di anni lo sviluppo delle tecnologie digitali. È un peccato che una professionalità come la sua non venga presa in considerazione dalla Regione Calabria che avrebbe bisogno di alta competenza nel settore dello sviluppo digitale, uno dei cardini della crescita. Ma anche nell’ambito del Ministero della Transizione digitale la sua esperienza sarebbe utilissima per il Piano di Ripresa e Resilienza. l’ing. Barone è l’autore del primo libro bianco sul digital divide. Il Paese ha bisogno di queste professionalità e l’ing. Barone metterebbe a disposizione, in maniera gratuita, esperienza manageriale e competenza tecnologica: un’accoppiata vincente, oggi irrinunciabile per il successo del Recovery Plan.

Calabria.Live lo ha intervistato l’estate scorsa: leggi l’intervista o guarda il video

 

Il catanzarese Riccardo Montanaro al Change the World-Model United Nation

«Sono felice, moltissimo. Rappresentare la mia regione, la Calabria, a New York, in una sede che fa tremare la voce solo a citarla. La terra che amo e che merita certamente di più» ha scritto su Facebook il catanzarese Riccardo Montanaro, che parteciperà al Change the World-Model United Nation, l’iniziativa che vedrà studenti di tutto il mondo simulare i lavori dell’Assemblea delle Nazioni Unite, in programma a New York, Singapore, Abu Dabhi e Roma nei prossimi mesi.

«Non è stato semplice, ma l’impegno, la costanza, la voglia di fare premiano sempre – ha scritto ancora –. Ho sempre amato la politica, l’ho sempre seguita e talvolta criticata. Noi giovani siamo la più grande risorsa della nostra società, soprattutto in una regione “difficile” come la nostra. Il confronto con ministri ed ex capi di governo ed il confronto con i miei coetanei che arrivano dall’altra parte del mondo sarà sicuramente l’esperienza più importante che custodirò per sempre».

«Dibattere su temi internazionali, per poi riportare qui – in Calabria – la mia esperienza – ha concluso –. C’è chi ancora crede che questa regione possa prendersi ciò che gli spetta. C’è chi ancora crede che questa regione possa diventare grande, sotto tutti i punti di vista. Tra questi, ci sono io». (rcz)

 

Agazio Menniti
Addio al giovane primario catanzarese apprezzatissimo a Roma

La sua tragica scomparsa ha provocato profondo cordoglio non solo tra quanti lo conoscevano e lo apprezzavano ma in tutta la comunità catanzarese: Agazio Menniti, primario di Neurochirurgia all’Ospedale San Camillo, è rimasto vittima di un terribile incidente stradale che la fatalità ha reso mortale. Il giovane primario, 46 anni, era a bordo del suo scooter sul Grande Raccordo Anulare ed è stato tamponato da un’auto. Caduto per terra è stato travolto da un’altra macchina.

Corriere della Sera

Il Corriere della Sera gli ha dedicato ieri una bella pagina di ricordo, raccontando un particolare che spiega il suo successo: poco prima della sua fine aveva salvato un paziente con un’emorragia cerebrale. Ogni giorno era ordinaria amministrazione per lui salvare vite umane e al San Camillo tutti ne tessevano le lodi per la competenza, la capacità e la grande passione con cui svolgeva il suo lavoro. Una missione, nel segno di Ippocrate, ma con la grande generosità di un cuore calabrese sempre pulsante d’amore per la sua terra lasciata molto giovane per studiare alla Scuola della Nunziatella e poi proseguire con la laurea e la specializzazione a Tor Vergata.

Rinaldo Frignani sul Corriere riferisce le parole del primario che l’aveva scelto come sostituto a febbraio dello scorso anno: «Quel giovane chirurgo mi ha colpito fin dal primo momento: riservato, un po’ sulle sue, ma capace di grandi slanci di simpatia, soprattutto con i colleghi e gli infermieri con i quali aveva costruito una bella squadra».

Il direttore generale del San Camillo Francesca Milito ha affidato a Facebook il cordoglio e il dolore di tutta l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini: «Abbiamo appreso con infinito sgomento della prematura scomparsa del nostro caro Agazio Menniti, primario della Neurochirurgia, persona di grandi valori umani e stimato professionista apprezzato da tutti. La comunità del San Camillo si stringe intorno alla famiglia e ne condivide il grande dolore». (rrm)

Addio al Maestro Sebastiano Valentino, musicista e direttore d’orchestra di Borgia

di AMERIGO MARTINO* – «La musica è una delle via per la quale l’anima torna in cielo» sentenziava Torquato Tasso, e questa frase mi è tornata subito in mente quando ho saputo della dipartita di un grande musicista e direttore d’orchestra calabrese quale era Sebastiano Valentino.

Quando la vita se va via a 40 anni perché il fato non concede appello, non resta che la sublimazione del ricordo, affinché non permane nel cielo uno squarcio di malinconia. La Calabria è una terra abituata agli addii anzi, è talmente assuefatta, che fa fatica a ricordare di essere una terra che ha dato i natali a grandi protagonisti in ogni settore. Anche la musica ha avuto dei calabresi virtuosi a cui va, con un pizzico d’orgoglio, la nostra riconoscenza per il loro solido contributo.

Il M° Sebastiano Valentino sarà tra questi perché non si è limitato solo ad essere docente e maestro di flauto, ma ha voluto, con tenacia e determinazione, creare una scuola, nella sua amata Borgia, per formare tanti allievi e lanciarli nel panorama musicale nazionale e internazionale. Difatti, la sua Magna Grecia Orchestra Flute Choir, ha varcato diverse volte i confini italici. La sua maestria era anche questo, perché la musica non conosce confini e, per Sebastiano, i confini non erano altro che barriere da piegare e frantumare.

Ricordo ancora la sua ultima telefonata, prima di partire per il suo ultimo viaggio della speranza, alle Molinette di Torino, dicendomi che dovevamo organizzare un grande concerto perché era da tanto che non prendeva la bacchetta in mano per dirigere. Anche in quel frangete cosi critico, nel suo cuore c’erano i suoi allievi e la voglia di restituire a questa nostra terra quel minimo di bellezza che sempre più si sta diradando dalle nostre coscienze.

Parlare di Sebastiano Valentino, significa puntare il dito sia sul rigore didattico che pretendeva da ogni singolo esecutore, sia sulla sua enorme voglia di condivisione, di partecipazione e di aggregazione che ne ha fatto, di lui, un amico indimenticabile. Puntuale e perentorio durante le prove, chiedeva il meglio durante le esibizioni, ma fuori dall’agone era più di tutti cordiale e di buon cuore, mostrandosi, nei momenti di convivialità a cui non sapeva rinunciare, affabile, gioviale e corroborante.

Proprio in quello stare insieme emergeva il suo senso di appartenenza; rivelandosi radice e ramo al contempo. Ma, più di ogni altro aspetto, credo che la particolarità di Sebastiano fosse il suo amore per la vita e per la sua terra natia che veicolava attraverso la musica. La Calabria prima di tutto. Perché in questa terra ci sono persone di grande valore e lui, gravitando nell’insieme, ne voleva esaltare la forza e la capacità forgiandone le basi; e lo faceva con la passione e la sensibilità tipicamente sua.

Forgiatore è l’aggettivo che più gli si addice e, difatti, non scendeva mai a compromessi con chi non si plasmava nella compagine. Armonia e umiltà dovevano essere prerogative non commerciabili, e questo esempio dovrebbe diventare memoria da consolidare in questa terra calabra. Terra che ancora stenta a mostrarsi fermamente convinta di superare quei limiti che ancora l’attanagliano. Sebastiano è volato in cielo, ma ci ha lasciato un’ultima lezione: solo l’amore ci renderà immortali. Saremmo stolti se continuassimo a non volerlo imparare. (am)

*Presidente Viva Vitalità Italiana Calabria