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Le Castella

L’OPINIONE/ Emilio Errigo: Il Sud del Sud ancora più Sud: la Calabria

di EMILIO ERRIGO – La Calabria di oggi è come la Quercia Caduta di Giovanni Pascoli!

Ricordo la mia Calabria (Antica), quella bella, quella con il mare e i boschi, ricchi di vita. La Calabria del sole estivo e delle piogge invernali. Una Calabria più umana e solidale. Forse anche una Calabria più ospitale!

La Calabria di oggi, mi fa soffrire e tanto, tanto e non riesco a capire bene perché.
Scrivo, scrivo tanto per Lei e i Suoi Calabresi, ma a volte non sono tanto convinto di essere molto convincente.
Questa estate l’ho tradita, dopo circa mezzo secolo, vissuto lontano dalla mia Calabria, ritornando per trascorrere le annuali ferie (licenza) estive, non ho avvertito il desiderio di nuotare a stile libero, nelle acque dello Jonio e del Tirreno, remando con tutta la forza delle mie braccia (vogare) impugnando i remi del gozzo antico sapientemente restaurato e colorato dai mie fratelli.

E si, il mio non voler ritornare in Calabria, dopo oltre 45 anni di annuale presenza o meglio dire, di forzata assenza, deriva probabilmente dal mio non essere resistente al degrado ambientale e umano, che incalza e ha distrutto quanto di bellissimo e appagante, esisteva in Calabria, negli anni Cinquanta-Sessanta.
Alluvioni, incendi, immondizia senza fine, disoccupazione, tristezza, rassegnazione, indifferenza, hanno segnato e superato, l’orlo dell’indicibile.

È per me molto duro e triste, scrivere in maniera insolita della cara e sola terra mia.
Non riuscivo più a contenere, i pensieri più indelebili dei miei ricordi della Calabria bellissima, di quella Calabria gioiosa, chiassosa, del vociare, ballare e cantare dei Giovani della mia età giovanile.

Ora la Calabria, con le sue interdittive antimafia, sequestri e beni confiscati, scende in picchiata, è caduta a terra come la quercia del Pascoli, con crescenti conseguenze dannose, economiche, occupazionali e sociali, incontenibili e non più gestibili. Siamo arrivati al capolinea del male e dell’indifferenza, ora a mia opinione, o con una unanime reazione di dissenso morale, riusciamo a ritrovare dentro il nostro cuore e la ragione dell’essere Calabresi, quei valori e principi che sono alla base del vivere civile, oppure la Calabria sarà più a sud del sud ancora più sud, dimenticata dal mondo dei giusti, degli onesti e dalla vera giustizia sociale.

Diceva la mia cara Nonna: ” figghiu aiutati chi Diu ti aiuta e non ta bbanduna”! (er)

[Emilio Errigo è nato in Calabria, docente di diritto internazionale e del mare, è Consigliere Giuridico nelle Forze Armate]