CROTONE – La storia della città raccontata in un video

C’è un bel video sulla città di Crotone che merita di essere visto: lo ha realizzato in due parti sulla sua pagina Facebook la Fondazione Santa Critelli. È una visita virtuale guidata da Antonio Arcuri, che illustra com’era la città. Un racconto interessante e molto avvincente. (rkr)

Crotone città bellissima!Porta di terra e le piazze.parte 1

Posted by Fondazione Onlus Santa Critelli on Sunday, 12 April 2020

Porta di terra e le piazze Parte 2

Crotone città bellissima!Porta di terra e le piazze.parte 2

Posted by Fondazione Onlus Santa Critelli on Sunday, 12 April 2020

CROTONE – Rocca: niente burocrazia e pace fiscale per famiglie, professionisti e imprese

Per l’avvocato Salvatore Rocca, del Movimento Forense Crotonese, «servono interventi immediati di buon senso e, tra questi, si può pensare anche a una “pace fiscale” con una durata di almeno 2 anni, che possa fare respirare tutti gli italiani sopratutto con la ripresa di ogni attività».

«Inoltre – ha proseguito l’avvocato Rocca – una seconda misura da porre in campo per restituire liquidità alle imprese è che lo Stato provvedesse ad effettuare l’immediato pagamento dei propri debiti, mediante diretto accredito delle somme dovute sul conto corrente del creditore. Per farlo con rapidità, occorrerebbe sospendere temporaneamente, sino a tutto il 2021, almeno gli articoli 48 bis, in materia di disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni e 72 bis in materia di espropriazione del quinto dello stipendio e di altri emolumenti connessi ai rapporti di lavoro del D.P.R. n. 602/73».

«Ma bisognerebbe valutare – ha proseguito l’avvocato Rocca – anche l’adozione di altre misure destinate a portare liquidità soprattutto alle famiglie. Oltre all’accoglimento da parte del governo di una serie di proposte che ormai vengono formulate da diversi sindaci ed istituzioni locali: rifinanziare i cosiddetti buoni spesa già erogati dai Comuni e assegnare ai Sindaci un plafond di risorse per il sostegno al reddito strettamente legato agli effetti sociali ed economici dell’emergenza; prevedere strumenti normativi e finanziari per il sostegno agli affitti commerciali e domestici; prevedere che nell’ambito della liquidità che sarà resa disponibile dall’UE all’Italia con gli strumenti finanziari straordinari una quota parte sia assegnata ai Comuni e alle Città metropolitane; integrale sostegno finanziario al trasporto pubblico locale, inclusi i minori ricavi da perdita della bigliettazione e incentivi sulla micro mobilità elettrica, semplificazioni per la realizzazione di piste ciclabili; puntare per la ripresa degli investimenti pubblici sui Comuni e sulle Città metropolitane».

«I Comuni – ha proseguito l’avvocato Rocca – sono i principali investitori pubblici del nostro Paese con una capacità di resa delle risorse assegnate incommensurabile rispetto agli altri livelli di governo. Le eventuali risorse assegnate alle Regioni, oltre a quelle già attribuite con precedenti provvedimenti, siano vincolate ad attività strettamente legate all’emergenza quali acquisto DPI per servizi essenziali e per popolazione, sanificazione uffici pubblici e spazi città, assistenza socio-sanitaria. Migliorare il coordinamento delle misure di sostegno economico per i numerosi settori produttivi colpiti duramente dall’emergenza in modo da assicurare a tutti liquidita in tempi rapidi ed effettivo sostegno con particolare attenzione al settore turistico e balneare». (rkr)

 

CROTONE – L’iniziativa “Insieme con Jobel per la spesa solidale”

Si chiama Insieme con Jobel per la spesa solidale l’iniziativa lanciata dal Consorzio Jobel di Crotone e promossa dalla Fondazione Lilli Funaro di Cosenza per aiutare le famiglie bisognose di assistenza e cure primarie del territorio crotonese.

«Metteremo all’asta su Facebook – si legge in una nota di Hasta cuanto podemos, l’iniziativa lanciata a Cosenza dalla Fondazione Lilli Funaro – una serie di maglie di calciatori e tutto il ricavato sarà devoluto a Jobel, consorzio di cooperative sociali di Crotone. Mai così distanti, mai così uniti!». (rkr)

 

CROTONE – Si festeggia in diretta streaming la Festa dei Lavoratori

Per domani, venerdì 1° maggio, è in programma, sulla pagina Facebook del Consorzio Jobel, alle 10.30, il concerto in diretta streaming.

L’evento, organizzato in collaborazione con il Museo di Pitagora e il Circolo Arci, sarà arricchito dagli interventi di Luigi Sbarra, Cisl, Giuseppe Bruni, Cgm, Gigi Gianola, Gigroup, don Giacomo Panizza, Caritas, Tonino Russo, Cisl, Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, Filippo Sestito, Arci, Mario Spano, Confindustria, Francesco Perri, Arci, Gennaro Di Cello, Inrete, Cataldo Nigro, Consulta del Volontariato, Salvatore Gaetano, Io scelgo Calabria, Peppe Marra, Usb, Pasquale Aceto, Pastorale del Lavoro, e Santo Vazzano, Jobel. (rkr)

CROTONE – L’avvocato Rocca: il governo aiuti chi assiste i familiari malati

L’avvocato Salvatore Rocca, del Movimento Forense di Crotone stigmatizza la bocciatura dell’emendamento del senatore Andrea Cangini che prevedeva un contributo ai “cangiver”, che assistono i propri familiari malati un contributo di 600 euro, al pari di tutte le altre categorie che, invece, lo hanno già ricevuto.

L’avvocato Rocca, infatti, condivide e ritiene opportuna «l’immediata iniziativa presa dall’on. Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei deputati, di Forza Italia e fondatrice dell’associazione Voce libera che ha presentato lo stesso testo anche alla Camera, sottoscritto da altri 18 deputati.

«Non può assolutamente – ha proseguito l’avvocato Rocca – essere accettata la scusa che il “caregiver familiare” non è regolato da una legge, o perché un testo è in esame al Senato: la legge 205 del 2017 ne ha già riconosciuto la figura giuridica. In Italia ci sono tanti assistenti familiari malati che oggi in questa crisi determinata dal covid-19 si trovano in condizioni assolutamente disperate. Anche perché, oggi c’è tanta delusione dopo essere stati abbandonati dal governo. Alcuni caregiver si sono “incatenati” sulle loro pagine Facebook e hanno promesso che appena terminato il lockdown lo faranno in piazza davanti al Quirinale». (rkr)

 

 

CROTONE – Movimento Forense: proposto il reddito di quarantena

Un reddito di quarantena: è questa la proposta avanzata dall’avv. Salvatore Rocca di Crotone alla Presidente Jole Santelli. Il presidente del Movimento Forense di Cotone sollecita la governatrice della Regione Calabria a istituire da subito il “reddito di quarantena” per le famiglie calabresi più povere ed in grandissima difficoltà, comunicando altresì, la programmazione per consentire a tutti i settori produttivi e del turismo calabresi di ripartire, tutte le imprese sono al collasso: «Servono liquidità e soldi subito» – ammonisce preoccupato per i troppi vincoli burocratici. Non basta comunicare l’aver stanziato dei fondi, se poi la palude burocratica vanifica una eventuale programmazione emergenziale che, per questo, deve essere tempestiva. Ma quello della burocrazia non è l’unico problema.
Secondo il Movimento Forense «i sussidi e i trasferimenti annunciati dalla Regione Calabria e dal Governo prevedono ancora tempi troppo lunghi per poter concretamente aiutare le imprese, mentre il debito pubblico non fa altro che appesantire la pressione fiscale. Di questo passo si potrebbe prevedere la battuta d’arresto definitiva per le piccole e medie imprese», mentre alcune soluzioni individuate in Europa, per esempio in Germania, potrebbero garantire una ripresa immediata della capacità produttiva».
L’Avv. Rocca cita comeesempio la Federazione Svizzera che ha erogato un prestito a tasso zero per 60 mesi di 500mila franchi ad un’azienda in sole due settimane, relegando la burocrazia ad una sola pagina del modulo. «I provvedimenti annunciati dalla Regione Calabria e dal Governo non saranno fruibili subito, in particolare l’Italia è già indebolita dal debito pubblico ed è agganciata all’Europa: quando ripartiremo avremo il piombo alle gambe. Oggi le piccole imprese hanno una condizione di debito di partenza: devono sanarlo per non rischiare di indebitarsi ulteriormente». Per questo, occorre garantire soldi alle imprese subito per ripartire in maniera competitiva, superando i problemi che l’emergenza sanitaria ha creato». (rkr)

CROTONE – Al Polo Net la certificazione Bronze Label

Al Polo di Innovazione Regione Calabria “Ambiente e Rischi Naturali”, con sede a Crotone e a Reggio Calabria, è stata consegnata la Certificazione Bronze Label, che attesta l’eccellenza delle performance raggiunte dal Polo in qualità di cluster dell’innovazione.

Il riconoscimento, infatti, attesta il raggiungimento di un livello di eccellenza nella gestione delle attività del cluster in comparazione agli oltre 3.000 cluster presenti a livello europeo, ed è stato conferito dopo una attenta valutazione da parte dell’European Secratariat for Cluster Analysis, il segretario europeo per l’analisi dei cluster con sede a Berlino.

Il Net, allo stato attuale, è l’unico Polo di Innovazione in Calabria ad aver ricevuto tale certificazione, che rientra nel Cluster Management Excellence – Striving of Cluster Excellence, un riconoscimento che contempla tre livelli, e fa parte di una iniziativa istituita per aumentare l’efficienza, la trasparenza e la dimensione europea dei Cluster. (rkr)

CROTONE – Online la presentazione dei dati dell’Osservatorio Economico Polos

I dati dell’Osservatorio Economico Polos, giunti alla 23esima edizione e realizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Crotone, saranno trasmessi online, sulla pagina Facebook, attraverso un calendario di videopresentazioni articolati in 15 appuntamenti.

Questi incontri, infatti, saranno distribuiti tra il 15 aprile e il 18 maggio 2020, nei quali saranno illustrati i singoli capitoli del rapporto Polos. Ciascun capitolo sarà, inoltre, reso disponibile sul sito per il download in formato pdf nel giorno in cui ne è programmata la presentazione. Il calendario completo degli appuntamenti è già disponibile sulla pagina facebook e sul portale www.kr.camcom.it

«Sebbene ci troviamo nel pieno di un’emergenza sanitaria senza precedenti – ha dichiarato Alfio Pugliese, presidente dell’Ente Camerale – in considerazione delle restrittive disposizioni per il contenimento dell’epidemia, la Camera di commercio di Crotone ha trovato un modo alternativo di presentare i dati dell’Osservatorio Economico Polos, una pubblicazione che l’ente camerale ha ormai storicizzato, arrivando, quest’anno, alla XXIII edizione».

«Lo abbiamo fatto con la convinzione – ha proseguito il Presidente Pugliese – che l’informazione economica, soprattutto in questo delicato momento, possa rappresentare un’attività strategica, che permetterà, nella complicata fase di ripartenza, di individuare politiche e programmi, partendo proprio da una attenta analisi del contesto socio-economico provinciale. Ricordiamo, infatti, che Polos rappresenta l’unico Osservatorio socio economico della provincia di Crotone e rappresenta un fondamentale strumento di programmazione per i decisori politici ed istituzionali».

«Abitualmente – ha concluso il presidente Pugliese — la presentazione di Polos costituisce un importante momento di confronto con i protagonisti del mondo economico e sociale, purtroppo quest’anno non sarà possibile. Tuttavia, invitiamo i fruitori del Polos ad arricchire la riflessione con eventuali commenti su fb e video che potranno essere pubblicati sui canali social della Camera». (rkr)

CROTONE – Il Rotaract dona dispositivi di protezione alla Croce Rossa

Il Rotaract Club Crotone ha donato alla Croce Rossa – Sezione Crotone mascherine chirurgiche, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione del Rotaract 2100 dal titolo #AndràTuttoBene.

Obiettivo della campagna, acquistare dispositivi di protezione individuale per combattere l’emergenza Covid-19 da donare agli Enti che sono impegnati, in questo periodo, sia sul fronte  e sanitario sia su quello dell’assistenza della popolazione più indigente e maggiormente esposta ai rischi del Coronavirus.

«Si rinnova – si legge in una nota – dunque, anche in questa occasione, l’attenzione del Club verso i bisogni del territorio. Già qualche settimana, assieme al Leo Club, si era proceduto alla donazione di visiere al reparto di Ginecologia dell’Ospedale cittadino, e non solo».

«È ancora attiva – prosegue la nota – la campagna di raccolta fondi a favore della Caritas Diocesana di Crotone per l’incremento dei ticket per i buoni spesa da consegnare alle sacche della cittadinanza meno abbiente». (rkr)

CROTONE – Il messaggio di Mons. Angelo Panzetta per Pasqua

L’Arcivescovo di Crotone, Mons. Angelo Panzetta, lancia un messaggio per Pasqua ai fedeli.

«Carissimi fratelli e sorelle – si legge – in questa Pasqua, per molti aspetti drammatica e inedita, intendo farmi vicino a tutti voi come un fratello, che condivide le ansie del nostro tempo, ma anche come un padre che intravede un orizzonte di superamento e una luce di speranza in fondo a quel tunnel che con fatica tutti stiamo attraversando».

«Ho scrutato lungamente – prosegue il messaggio – le Scritture alla ricerca di una guida, per leggere il momento che tutto il mondo sta vivendo per l’emergenza sanitaria in corso, e l’ho trovata in una pagina evangelica che ha attirato con forza la mia attenzione: la sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20, 19-23)».

«Leggendo e rileggendo con attenzione – prosegue il messaggio – ho capito che avrei potuto assumere questo brano evangelico come chiave per leggere e interpretare ciò che sta accadendo nel nostro mondo e anche come punto di riferimento per il mio messaggio pasquale. Il testo descrive la situazione della comunità dei discepoli di Gesù prima di aver incontrato il Risorto e prima di aver ricevuto il dono dello Spirito: dopo la morte drammatica di colui che aveva riconosciuto come il Messia, la comunità si è rintanata in un bunker, a porte chiuse, in un luogo dove sentirsi protetti dalla paura della morte che si è fatta presente in modo forte nella vicenda terribile di Gesù. Questa situazione di chiusura, per la paura della morte ma anche per l’oblio della speranza, ha trasformato il cenacolo in una tomba, ha ingenerato una situazione che è paradossale: il sepolcro di Gesù è aperto e vuoto, mentre il luogo dove si trovano i discepoli è sprangato e pieno di morte».

«I discepoli – prosegue il messaggio – si trovano in questa situazione perché non hanno accolto l’annuncio pasquale che la Maddalena ha portato loro. Essi, dopo la morte di Gesù, si sono rinchiusi in una sorta di “fossa comune”, perché davanti al Crocifisso anch’essi sono morti e sepolti in preda alla sfiducia e alla disperazione. Questo esito è comprensibile perché l’uomo, quando perde la luce della speranza, muore. Il motivo fondamentale che ha spinto la comunità ad isolarsi è quello della paura: spesso, in preda a questo sentimento, le persone rischiano di chiudersi, accartocciandosi nella ricerca esclusiva della propria sopravvivenza».

«Pur restando lontani da indebite trasposizioni storiche – prosegue il messaggio dell’arcivescovo – penso si possa dire che la situazione che stiamo vivendo, per molti aspetti, somigli non poco a quella raccontata nel brano evangelico. Anche noi ci siamo rinchiusi nei bunker domestici, con le porte ben chiuse, certamente per rispettare le legittime norme emanate dall’autorità, ma anche per la paura di essere travolti dall’onda di morte che sembra passare intorno alle case di tutto il mondo. Certo, ci sono tanti messaggeri di speranza che ci spingono ad andare avanti, come la Maddalena, ma non è facile ascoltarli e accogliere il loro messaggio di fiducia e di speranza. Tutti ci sentiamo vulnerabili, tutti ci siamo aggrappati agli affetti più cari, aiutati dai nuovi strumenti di comunicazione, che oggi ci fanno viaggiare, rimanendo sul nostro divano, in tutte le strade deserte del mondo.
Quello che nel testo giovanneo cambia del tutto la situazione della comunità è l’irruzione del Risorto».

«Non vi sono porte chiuse – prosegue l’arcivescovo Panzetta – che possano tener lontano il Signore della vita: la luce entra nelle tenebre dei discepoli; essi non sono salvati “dalla” morte ma “nella” morte. Gesù, passando attraverso le porte della paura, entra e si colloca nel cuore della comunità: egli sta in piedi perché ha vinto la morte; è nel mezzo e, da quella posizione strategica, si pone come la luce che dissolve le tenebre dei discepoli. Dove regnava la morte ora c’è il Vivente che dona alla comunità la pace, la gioia, lo Spirito e la capacità di perdonare. L’incontro con Gesù vivo porta aria nuova nella comunità cristiana e nel cuore dei discepoli; la venuta del Signore cambia la tristezza dei discepoli in gioia. Una tale sentimento nessuno può rapirlo perché esso è fondato su un amore che ha vinto la morte e che arde come un fuoco che le grandi acque non possono estinguere».

«Io sono convinto che, quanto è accaduto nella comunità dei discepoli – prosegue Mons. Panzetta – possa compiersi anche per noi oggi. Anche per noi questa Pasqua “a porte chiuse” può diventare un momento di risurrezione, perché l’irruzione del Vivente può darci un nuovo sguardo alla realtà, nella consapevolezza che Egli è sempre al nostro fianco e non ci deluderà mai. Questo è il fondamento della speranza, che non è semplice ottimismo ma un dono che nasce dalla relazione con il Signore, dalla consapevolezza che Lui, il Vivente, accompagna il nostro cammino nel presente e verso la direzione del futuro. Nella luce e nella certezza della fede, invito tutti a rimanere a casa ma con le porte del cuore spalancate al Risorto, ai fratelli e al mondo. Apriamo al Signore i nostri sepolcri sigillati perché Gesù entri portando la vita, prendendoci per mano, per trarci fuori dall’angoscia. Il Vivente ci libera dalla terribile trappola dell’essere cristiani senza speranza, dall’essere persone che vivono come se il Signore non fosse risorto, come se non avesse fatto irruzione nella nostra esistenza, come se il centro della vita fossero solo i nostri problemi».

«Carissimi, nella certezza della perenne attualità del Vangelo della Pasqua – prosegue Mons. Panzetta – invito tutte le famiglie a vivere pienamente, in quest’anno del tutto singolare, la dimensione domestica del mistero pasquale. Nella storia della Chiesa, soprattutto nei tempi di persecuzione, la fede in Gesù Risorto è stata custodita nelle case dei credenti, ossia nelle chiese domestiche. La crisi sanitaria, che ci costringe a rimanere a casa, ci porti a riscoprire la nostra fede pasquale nelle nostre case: in esse il Signore vuole entrare per riportare la gioia e la speranza per affrontare le sfide inedite che abbiamo di fronte».

«Purtroppo, le nostre Chiese, durante le celebrazioni – prosegue Mons. Panzetta – resteranno chiuse. Per questo le nostre famiglie dovranno diventare un luogo privilegiato nel quale celebrare, in virtù del sacerdozio battesimale e del ministero coniugale, la memoria della Pasqua di Gesù. Nel santuario domestico, nel quale si officia il culto della vita, si santificherà il tempo pasquale vivendolo nel servizio dell’amore e nella viva presenzialità del Risorto. Per agevolare questa liturgia domestica, ogni famiglia dovrebbe realizzare dei segni che richiamino la fede pasquale (un cero, un crocifisso, la Scrittura intronizzata…) e soprattutto una celebrazione pasquale della Parola che si conclude con una festa, un pranzo condiviso, un momento di gioia insieme. Un segno importante che nelle case non dovrebbe mancare, come parte integrante della liturgia pasquale, è un gesto di carità per i poveri e per chi è solo o per chi è col cuore a pezzi per aver perso legami importanti: anche una parola di vicinanza in questo momento ha un grande valore».

«Perché la liturgia pasquale domestica sia vera – prosegue Mons. Panzetta – dovrà necessariamente essere vissuta conservando un senso di appartenenza alla Chiesa. Un gesto di “sintonia” ecclesiale si può realizzare ascoltando la predicazione del Papa, che ci fa sentire parte di una Chiesa universale; oppure ascoltando la parola del Vescovo, che ci inserisce nella Chiesa particolare di cui siamo parte; o, ancora, ascoltando la riflessione del Parroco, che ci ricorda il legame più prossimo con una concreta comunità di credenti. In questa situazione i presbiteri, che hanno dovuto ridurre al minimo molte loro attività pastorali, sono chiamati a sperimentare quasi una sorta di “ministero dell’assenza”, pur senza sentirsi soli o addirittura inutili, per il fatto che la liturgia della Settimana Santa sarà da loro vissuta nella solitudine delle chiese vuote. Per essi, tale situazione relazionale, non diventerà isolamento nella misura in cui questo tempo sarà vissuto in una grande comunione spirituale col Signore e con la gente».

«Nella vicenda che stiamo vivendo – prosegue Mons. Panzetta – sarà prezioso ricordare un dato, a tutti noto, che si acquisisce già nella prima formazione teologica: ogni azione liturgica, e massimamente l’eucaristia, ha sempre una valenza ecclesiale. Per questo un sacerdote, anche quando celebra nella totale solitudine, è sempre unito a tutto il popolo di Dio: è davanti a Dio per la gente; egli è sempre ministro della Chiesa, opera con la Chiesa e nella Chiesa. Quindi anche di fronte alle navate vuote delle nostre chiese, nella celebrazione, i ministri di Dio saranno sempre in comunione con le chiese domestiche che strutturano le comunità e lo faranno nella convinzione che il loro sacerdozio ministeriale esiste come servizio per quello battesimale dei fedeli. Sono convinto che il nostro presbiterio sia pronto a vivere pienamente questa Pasqua che mi piace definire non “anomala” ma “nuova”, perché con le sue caratteristiche inedite può diventare un’occasione di crescita per un rinnovato servizio ministeriale».

«Per preparare le nostre case, alla liturgia pasquale e ancor più alla visita del Vivente – prosegue Mons. Panzetta – invito le famiglie della nostra diocesi a fare le “pulizie” pasquali, quelle che si rendono necessarie per accogliere debitamente un ospite così illustre: occorre, come dice la Scrittura, gettare via il lievito vecchio che impedisce alla novità della risurrezione di cambiare in profondità il vissuto delle nostre comunità domestiche. A tal fine, è necessario individuare e far sparire i fermenti di peccato che feriscono le nostre famiglie: bisogna cercare con cura ed eliminare i germi di violenza, di accidia, di superbia, di avarizia. Infine, fatta quest’operazione, è indispensabile anche aprirsi a Cristo e diventare una “pasta” nuova, un pane che è lievitato nella luce pasquale del Signore. Io sono certo, nella speranza, che la Pasqua porterà una reale novità salvifica al nostro mondo, alla nostra chiesa, a tutti noi; sono convinto che questo momento di crisi che stiamo attraversando potrà diventare un evento di umanizzazione, di grazia e di salvezza. Per questo, nonostante tutte le prove che siamo vivendo, sento di poter dire con gioia a tutti:
Buona Pasqua!». (rkr)