Successo a Soriano Calabro per il Giubileo degli Artisti

È stato un momento di grande valore culturale e spirituale, volto a celebrare l’arte come linguaggio di speranza e come strumento di dialogo tra fede, cultura e società, il Giubileo degli Artisti svoltosi a Soriano Calabro.

La Giornata Giubilare è stata organizzata su iniziativa della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea dedicata agli artisti e al mondo dello spettacolo in collaborazione con il Comune di Soriano Calabro, il Polo Museale di San Domenico, la Parrocchia di San Martino e i Padri Domenicani.

L’importante evento si è aperto con l’inaugurazione della mostra d’arte presso il Polo Museale di Soriano, che ha visto oltre cento opere di pittura e scultura, realizzate da artisti provenienti da tutta la provincia e dedicate al tema della speranza che rimarranno in esposizione per un mese.

La mostra è stata inaugurata dal Vescovo mons. Attilio Nostro, dalla direttrice del museo Mariangela Preta, dal sindaco di Soriano Antonino De Nardo e da padre Rosario Licciardello op ed ha visto una importante e numerosa partecipazione. Subito dopo, presso la Parrocchia di San Martino, i ragazzi delle scuole di Soriano hanno assistito alla proiezione del cortometraggio “Aldilà del mare”, alla presenza del cast del film e dell’attore vibonese Costantino Comito, approfondendo temi di grande rilevanza sociale come la speranza nei viaggi difficili e il drammatico fenomeno del traffico di organi, contemporaneamente alla sezione visiva, uno spazio speciale è stato dedicato alla poesia e alla letteratura, con la partecipazione di scrittori e poeti, che si sono alternati in un reading poetico presso la sala consiliare dello stesso comune e guidati dallo scrittore vibonese Michele Petullà

La giornata di domenica 16 febbraio ha avuto inizio con un momento di accoglienza e preghiera presso la Parrocchia di San Martino, arricchito dall’accompagnamento del coro dominicus diretto dal maestro Gianfranco Cambareri, a cui ha avuto seguito un incontro con gli artisti sul tema “L’arte come linguaggio di speranza”, con la partecipazione di Stefania Mancuso, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, e della direttrice de Polo Museale Mariangela Preta

In conclusione, tutti i partecipanti hanno preso parte ad un cammino meditativo con la lettura di passi tratti dalle lettere di Papa Francesco agli artisti fino a raggiungere il Santuario di San Domenico dove è stata celebrata la Santa Messa da mons. Nostro.

«Questo giubileo – ha detto mons. Nostro – ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sul ruolo dell’arte e dello spettacolo come strumenti di crescita spirituale e dialogo culturale» per «riscoprire il valore profondo dell’arte come veicolo di speranza e di bellezza condivisa». (rvv)

PIZZO – La mostra “Cuori d’inchiostro”

Fino al 23 febbraio è possibile visitare, al Castello Aragonese, la mostra Cuori d’inchiostro”, organizzata dall’amministrazione comunale di Pizzo, grazie al consigliere comunale delegato alla cultura, Giocchino Puglisi, e curata dall’archeologa vibonese Mariangela Preta.

L’esposizione vuole far scoprire ai visitatori un copioso carteggio tra alcune coppie nate all’interno di nobili famiglie monteleonesi oltre che offrire suggestioni e conoscenza della storia dello scambio epistolare tra la fine del 1800 e gli anni ‘20 del Novecento attraverso oggetti d’arredo, strumenti e carte filigranate. Due i momenti offerti dall’amministrazione comunale  su cui il pubblico potrà soffermarsi: i corrispondenti, ovvero le figure protagoniste del carteggio, costituito da un una raccolta di oltre 200 lettere di proprietà di Anita Preta Palermo dei Principi di Santa Margherita, concessa in mostra, in quanto documento storico. Un focus su carta, inchiostro e tutto il necessario prima dell’avvento della posta elettronica.

«Queste lettere offrono l’opportunità di fare un viaggio affascinante tra storia, arte e quotidianità – ha spiegato Mariangela Preta –. La mostra intende presentare uno spaccato della vita politica e sociale che si svolgeva sul finire dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La ricchezza degli argomenti trattati nella corrispondenza è tale da stimolare un approccio storico-critico capace di illustrare le più varie dinamiche e problematiche di un’epoca giustamente considerata un passaggio cruciale nella formazione della società moderna». (rvv)

A Soriano la Giornata Giubilare Diocesana dedicata agli Artisti

Domani e domenica 16 febbraio, a Soriano Calabro si terrà la Giornata Giubilare Diocesana dedicata agli artisti del mondo dello spettacolo, organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in collaborazione con il Comune di Soriano  Calabro, il Polo Museale di San Domenico, la Parrocchia di San Martino e i Padri  Domenicani.

Si tratta di un momento di grande valore culturale e spirituale, volto a celebrare l’arte come linguaggio  di speranza e come strumento di dialogo tra fede, cultura e società. La Giornata Giubilare Diocesana, infatti, rappresenta un’importante occasione per riflettere sul  ruolo dell’arte e dello spettacolo come strumenti di crescita spirituale e dialogo culturale.  Un evento aperto a tutti, per riscoprire il valore profondo dell’arte come veicolo di  speranza e di bellezza condivisa.

La prima giornata sarà caratterizzata dall’inaugurazione della mostra d’arte presso il Polo  Museale di San Domenico, che raccoglie oltre cento opere di pittura e scultura, realizzate  da artisti provenienti da tutta la provincia. Accanto alla sezione visiva, uno spazio speciale  sarà dedicato alla poesia e alla letteratura, con la partecipazione di scrittori e poeti del  territorio vibonese. 

Alle 15.30, si terrà la cerimonia di apertura del Percorso dell’Arte e dello Spettacolo  presso il Polo Museale di San Domenico, alla presenza di Monsignor Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. 

Nel pomeriggio, presso la Parrocchia di San Martino, i ragazzi delle scuole di Soriano  assisteranno alla proiezione del cortometraggio “Aldilà del mare”. Al termine, avranno  l’opportunità di dialogare con il cast del film e con l’attore vibonese Costantino Comito,  approfondendo temi di grande rilevanza sociale come la speranza nei viaggi difficili e il  drammatico fenomeno del traffico di organi. 

La giornata di domenica 16 febbraio inizierà con un momento di accoglienza e preghiera  presso la Parrocchia di San Martino, arricchito dall’accompagnamento musicale del  Conservatorio di Vibo Valentia.

Alle 10, avrà luogo un incontro con gli artisti sul tema “L’arte come linguaggio  di speranza”, con la partecipazione di Stefania Mancuso, Presidente dell’Accademia di  Belle Arti di Catanzaro, e Fabrizio Sudano, direttore del Museo Nazionale di Reggio  Calabria.

Successivamente, un cammino meditativo con la lettura di passi tratti dalle lettere di Papa  Francesco agli artisti precederà la Santa Messa, che sarà celebrata alle ore 11:30 da  Monsignor Attilio Nostro. 

Gli studenti dello Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti a Serra san Bruno

Nei giorni scorsi gli studenti del Polo Liceale “Zaleuco – Oliveti – Panetta – Zanotti”, guidato dalla dirigente Carmela Rita Serafino, sono stati in gita a Serra San Bruno.

Ad accompagnare i ragazzi, i docenti prof. Domenico Rombolà, prof.ssa Maria Gabriella Galletta, prof.ssa Teresa Altomonte e prof.ssa Maria Silvana Giordano, per il Liceo Artistico di Siderno; prof.ssa Stella Larosa, prof. Antonino Pezzimenti e prof. Claudio Romeo, per il Liceo Scientifico Zaleuco; prof. Ivan Rodinò, per il Liceo Classico di Locri.

La giornata è iniziata con la visita al Museo della Certosa, nato su impulso della comunità monastica nel 1994. Sviluppato all’interno del perimetro delle mura del Monastero, ha permesso ai ragazzi di cogliere l’atmosfera ed il senso più profondo del luogo. La quiete, il silenzio e il canto melodioso li hanno introdotti ad un’esperienza profonda del Trascendente. Attraverso un percorso snodato in 22 sale, gli studenti sono stati condotti dapprima nella storia di San Bruno e dell’Ordine da lui fondato, e successivamente negli ambienti della Certosa, ricostruiti in modo esemplificativo, ma con gli arredi originali.

I ragazzi, inoltre, attraverso la multimedialità, i filmati, le foto e le descrizioni hanno potuto conoscere le consuetudini della vita monastica certosina. Il percorso si è concluso in una piccola cappella solitaria, ricavata in una torre cinquecentesca, luogo di preghiera e riflessione. Si è, poi, proseguito alla volta del Santuario di Santa Maria del Bosco, immerso tra secolari Abeti bianchi e giovani Faggi. È il luogo di maggior richiamo turistico e religioso di Serra San Bruno. Il sito è stato visitato da Papa Giovanni Paolo II nel 1984, dove ha celebrato messa.

È formato da un ampio piazzale, alla cui destra si trova il “laghetto di San bruno”, dentro il quale il Santo si immergeva per offrire a Dio la sua penitenza. Percorrendo, poi, la scalinata in granito, si giunge al Santuario. L’interno della Chiesa si presenta con linee molto semplici e con alcuni pezzi d’arte provenienti dall’antica Certosa, mentre sull’altare maggiore spicca l’ottocentesca statua lignea, raffigurante Santa Maria del Bosco. La visita è proseguita nel centro storico di Serra San Bruno, situato in un’ampia conca circondata di belle foreste. I dintorni sono di notevole interesse sia per varietà e ricchezza di vegetazione e sia per i panorami.

Qui i ragazzi hanno visitato la Chiesa Matrice di San Biagio. L’intitolazione al Santo avvenne perchè alcuni uomini, che andavano a Serra per lavoro, passando dalle montagne della Lacina, videro una chiesetta dedicata a San Biagio, vi tolsero il quadro e lo portarono nell’attuale Chiesa Matrice e per devozione fu dichiarato Patrono. Si cominciano ad avere notizie dell’esistenza della Chiesa Madre a partire dal 1668: infatti, grazie a due fogli ritrovati nell’archivio, si sa che l’edificio iniziò ad essere costruito in muratura quando il centro abitato si sviluppò e cominciò ad avere maggiore consistenza economica. La Chiesa presenta un interno di tipo basilicale a tre navate.

La navata principale è sostenuta da otto archi a tutto sesto e da altrettanti pilastri. Ciascuna delle due navate minori è arricchita da quattro cappelle con relativo altare e statua. Infine, gli studenti, hanno visitato la chiesa della Madonna Addolorata, un esempio tangibile dell’architettura tardobarocca della Calabria. L’interno è arricchito dalla presenza di stucchi e decorazioni e ospita il seicentesco Ciborio marmoreo con un meraviglioso tabernacolo templiforme in marmo, pietre dure e argento.

Particolare, anche, il Cristo seicentesco proveniente dall’antica Certosa, che viene portato in processione il Sabato Santo sulla cosiddetta “naca”, un letto sepolcrale, allestito ogni anno secondo uno stile estetico nuovo, nella foggia e nei colori. Una giornata, quindi, ricca di arte e spiritualità, che ha immerso gli studenti del Polo Liceale in un viaggio nel cuore della Calabria, dove la devozione è stata il fulcro della vita di un’intera comunità. “L’Onnipotente scrive con il suo dito nei vostri cuori, non solo l’amore, ma anche la conoscenza della sua santa legge. Dimostrate con le opere ciò che amate e ciò che conoscete” (San Bruno). (rvv)

 

Intesa tra Confesercenti e Scuola Alberghiera di Vibo

Promuovere la formazione professionale nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, con un focus particolare sulla dieta mediterranea e sull’uso di ingredienti locali di alta qualità. È questo l’obiettivo del protocollo d’ibtesa siglato tra Confesercenti ed il Polo Professionale Ipseoa Gagliardi IIS De Filippis Prestia di Vibo Valentia.

Grazie a questa collaborazione, gli studenti avranno l’opportunità di apprendere direttamente dai professionisti del settore, partecipando a stage e laboratori pratici che li prepareranno ad affrontare le sfide del mercato del lavoro

«Siamo entusiasti di collaborare con il Polo Professionale IPSEOA Gagliardi – ha dichiarato la referente Confesercenti, Antonella Petraccaper offrire ai giovani del nostro territorio una formazione di alto livello. La nostra missione è quella di sostenere l’eccellenza enogastronomica e promuovere la cultura della dieta mediterranea, che rappresenta una delle nostre più grandi risorse» 

«Questa intesa – ha spiegato il dirigente scolastico, Eleonora Rombolàci permetterà di potenziare il nostro curriculum formativo e di garantire agli studenti un accesso diretto a esperienze pratiche in contesti professionali. Siamo convinti che la collaborazione con Confesercenti contribuirà formare i futuri leader del settore».

Il protocollo prevede anche iniziative di sensibilizzazione e promozione delle tradizioni culinarie locali, attraverso eventi, workshop e manifestazioni che coinvolgeranno l’intera comunità. Questo rappresenta un ulteriore passo verso la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e la promozione del turismo nel nostro territorio

Confesercenti e il Polo Professionale IPSEOA Gagliardi IIS De Filippis Prestia, dunque, sono pronte a lavorare insieme per creare un futuro migliore per i giovani, le imprese e la comunità, puntando sull’eccellenza e sulla qualità che da sempre caratterizzano il nostro territorio(rvv)

A Tropea si presenta il libro “Oro Rosso di Calabria” di Cinquegrana

Domani pomeriggio, a Tropea, alle 18, all’Istituto Alberghiero, sarà presentato il libro “Oro Rosso di Calabria: storia, miti e leggende  della cipolla rossa di Tropea” di Giuseppe Cinquegrana ed edito da Libritalia.

L’evento è stato organizzato nell’ambito del simposio “Demeter Raccontare il cibo – Scoprire l’identità mediterranea dei territori dell’Istituto, diretto dal dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli.

Dopo i saluti del dirigente Cutuli e dell’editore Libritalia, Enrico Buonanno, relazionerà lo studioso Cinquegrana. I lavoro saranno moderati dal giornalista e professore di lettere dell’Istituto Superiore, Nicola Rombolà. A seguire ci sarà una Master-Class sulle proprietà alimentari della cipolla rossa di tropea e si concluderà con uno Show-Cooking a cura delle studentesse e degli studenti  del corso serale con degustazioni.

Un appuntamento che lega la storia e le tradizioni di questo ortaggio, che in passato era considerato persino moneta versata ai tanti lavoratori e lavoratrici della “rossa”, a forme paramiologiche, offerte votive, religiosità e cultura popolare del Mediterraneo che per i suoi nutrienti è disciplinata nella Dieta Mediterranea di cui il prof. Cinquegrana è Componente Scientifico. Ha seguito il viaggio della grande emigrazione con le sue settantadue foglie che avvolgono l’elemento gastronomico tropeano lungo la cui costa i Cavalieri Templari portarono la semenza dalle terre orientali dell’Escalogne. La cipolla ha avuto grande diffusione soprattutto in Egitto, assieme ad altri prodotti ortofrutticoli come ad esempio il porro. Da alcuni studi sembra che, assieme al ravanello, facesse parte della dieta alimentare degli operai che costruivano le piramidi dei grandi faraoni.

Ad ogni modo ha riscosso moltissimo successo tra gli egizi, non solo perché si trasportava e immagazzinava facilmente, ma anche perché, grazie alla sua forma sferica ed agli anelli concentrici al suo interno che formano una volta tagliata, veniva associata alla vita eterna. veniva anche largamente utilizzata ascopo terapeutico contro i morsi di serpente, o per alleviare il mal di testa, o contro la perdita di capelli; a partire dal XVI secolo la cipolla veniva inoltre prescritta come rimedio contro l’infertilitàoltre che per le donne, anche per gli animali domestici. Insomma miti, leggende che andranno a raccontare l’identità magica della terra di Tropea. (rvv)

A Vibo si è parlato di Eugenio Scalfari

Si è parlato di Eugenio Scalfari e dell’indelebile segno che il fondatore de L’Espresso e di Repubblica ha lasciato nel secolo precedente, non solo nel mondo del giornalismo, al Liceo Classico “M. Morelli” di Vibo Valentia.

Un evento organizzato per la rassegna “Essere editori al Sud”, svoltasi nell’ambito della quinta edizione del Festival delle Arti “Mediterraneo da scoprire”.

Nell’auditorium dell’Istituto, diretto dalla prof.ssa Maria Concetta Preta, sono intervenuti  gli editori Meligrana, dell’omonima casa editrice di Tropea (VV) e Antonio Pujia di Polyedra Edizioni di Lamezia Terme (Cz), che ha illustrato l’opera che sta realizzando sul grande editorialista e ha annunciato, con il dirigente scolastico, l’ing. Raffaele Suppa, la partnership che si sta aprendo con il liceo vibonese, che vide nel corpo insegnanti il nonno paterno omonimo del giornalista. È stato assai stimolante sentire le appassionate considerazioni dei giovani liceali, che dell’eclettica figura di Eugenio Scalfari hanno approfondito le diverse sfaccettature e i molteplici interessi e attività.

Si è discusso di Scalfari giornalista, scrittore, filosofo, editore, imprenditore, iniziatore. A Scalfari, infatti, dobbiamo due pietre miliari del mondo del giornalismo: l’Espresso, che a ottobre 2025 compirà 70 anni e la Repubblica, il quale cinquantenario ricorrerà a gennaio 2026. (rvv)

Il fascino del Presepe a Serra San Bruno

di MICHELE DROSI – Nel corso dei mesi di dicembre e di gennaio la Gipsoteca “Giuseppe Maria Pisani”, a Serra San Bruno, ha allestito una mostra su “Il Presepe Serrese”, esponendo pastori e scarabattoli della tradizione, con sculture in terracotta dipinta create dagli artisti Raffaele Regio, Angelo Gabriele Valente e Alfonso Scrivo. E anche un bellissimo quadro risalente al 1738 di un pittore anonimo, recuperato nel fiume Ancinale e salvato nel 1959 da Giuseppe Maria Pisani, raffigurante la natività con i suoi protagonisti dipinti in uno stile, una raffinatezza, delle sfumature di colori che lasciano davvero estasiati e senza parole.

Regio, Valente e Scrivo, come si può notare ammirando le loro opere, si sono dedicati alla realizzazione di statuine per il presepe e lo hanno fatto con grande passione e con un certo successo, guadagnandosi un posto di rilievo nel mondo artistico della terracotta. Come testimoniano concretamente i loro tanti pezzi che sono entrati a fare parte di collezioni private e di quelle di tante Chiese.

Le loro dita, operando febbrilmente sotto l’impulso creativo con sicurezza e maestria, davano forma all’argilla per dare vita a suonatori di zampogna, pifferai, giovani e premurose donne con in testa la cesta dei doni, re magi, pastorelli che portavano le pecorelle e a tutte quelle figure tipiche che da sempre fanno parte della classica iconografia del presepe. Creazioni ricche di espressività e collocate nei vari luoghi ricostruiti con grande perizia e precisione e con quella immensa fantasia che dotava ogni presepe di quella originalità che lo rendeva un esemplare unico.

Questi artisti, naturalmente insieme a pochi altri, seguendo il proprio istinto naturale, hanno dedicato alla lavorazione dell’argilla intere giornate, creando centinaia e centinaia di statuine che, di anno in anno, andavano ad arricchire i presepi di piccole e grandi Chiese, di ricchi palazzi e di modeste case.

A quei tempi non c’era ancora l’uso della plastica e quindi i pastori dei presepi erano fatti con l’argilla, che veniva modellata e poi infornata per trasformarla in terracotta e successivamente dipinta e decorata, utilizzando dei pennellini, con colori sfavillanti. Prendevano corpo, così, tante statuine di diverse dimensioni che rappresentavano la vita quotidiana ed erano espressione di un verismo straordinario e inimitabile, sicuramente distante anni luce dai personaggi di plastica in vendita negli scaffali degli empori dei cinesi.

Raffaele Regio, Angelo Gabriele Valente e Alfonso Scrivo operavano in tempi difficili segnati da ristrettezze economiche nelle quali erano costretti ampi strati della popolazione. Questa condizione di miseria e di povertà emergeva in tante loro opere; certamente in quelle che si ispiravano al mondo contadino che, nella loro semplicità, risultavano aderenti alla storia sociale e civile delle nostre contrade rurali.

Queste terrecotte, pertanto, sono anche l’inno all’arte popolare, a quell’arte, cioè, che non conosce accademie e che scaturisce spontanea dall’estro dei veri figli del popolo, che in silenzio e lontano dai clamori, hanno saputo dare il meglio di se in tantissimi anni di paziente lavoro.

Grande apprezzamento, dunque, agli animatori della Gipsoteca “Giuseppe Maria Pisani” di Serra San Bruno, che con la loro meritoria iniziativa hanno saputo riproporre mirabilmente la tradizione e l’atmosfera del presepe, che conserva ancora intatto tutto il suo fascino e che, nella stagione del turbo consumismo e dei valori sempre più sfumati ed evanescenti, è forse l’unico segno che continua a dare un senso, un significato e una carica di emozioni al Santo Natale.

FILADELFIA (VV) – A maggio torna il Filadelfia Festival

Dal 3 all’11 maggio è in programma, a Filadelfia, la 16esima edizione del Filadelfia Festival – Concorso Internazionale Città di Filadelfia Premio speciale Paolo Serrao, promosso dall’Associazione “Melody” e con l’obiettivo di valorizzare la Provincia di Vibo e il territorio calabrese.

Il Festival, sostenuto dall’ Amministrazione Comunale di Filadelfia (sindaco Anna Bartucca)  – che con delibera del Consiglio Comunale n. 30/2024 lo ha riconosciuto “Manifestazione di interesse culturale – evento storicizzato”, ha ottenuto negli anni il Patrocinio: della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, del Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, e della Provincia di Vibo Valentia. Filadelfia, “Città dell’amore fraterno”, diventa così luogo d’incontro, di scambi culturali e di musica di qualità, capace di irradiare bellezza e di contribuire in modo significativo al rilancio di una terra ricca di risorse e di talenti.

La kermesse, infatti, ha raggiunto nel tempo cifre ragguardevoli, in fatto di presenze e notorietà, al punto da essere oggi annoverata tra le realtà di settore più prestigiose a livello mondiale, grazie anche a una Giuria di qualità composta da maestri di chiara fama internazionale.

Lo staff organizzativo, guidato dal Presidente M° Francesco Conidi e dal direttore artistico M° Tommaso Conidi, ha raggiunto nel tempo traguardi significativi, grazie a un lavoro attento e accurato che non vuole soltanto mettere in competizione le formazioni e i singoli musicisti, ma intende presentare al pubblico le caratteristiche e le diversità di ogni gruppo e repertorio

L’esperienza, ancora una volta, sarà un’importante occasione di incontro e confronto tra artisti provenienti da tutto il mondo, anche per tracciare un percorso di promozione e divulgazione della cultura musicale tra i giovani e di sostenere chi decida di intraprendere la carriera professionale concertistica. 

Il Concorso quest’anno si arricchirà della collaborazione dell’Associazione Olympus Musicus/International Music Festival di Praga. 

È prevista, infatti, anche l’assegnazione di un “concerto- premio o masterclass”, che avrà luogo nella prestigiosa sede dell’Associazione a Praga, che sarà conferito a chi tra i partecipanti si distinguerà per le qualità artistiche nella “sezione archi”. 

Il premio Speciale “Paolo Serrao”, che consiste in una borsa di studio di € 2000, verrà inoltre assegnato ad un solo concorrente durante il concerto di Gala domenica 11 maggio. (rvv)

La “Pignolata” più grande chiude le feste natalizie a Filadelfia

È con la Pignolata più grande del mondo, organizzata dalle Associazioni Pro Loco, ProfilosAgorà, che si sono chiude le Feste natalizie a Filadelfia.

Un’iniziativa pensata ad hoc per movimentare la giornata conclusiva delle feste natalizie che coincide con la festa della Epifania e che ha voluta salutare così il nuovo anno con svolgimento festoso e aggregativo.

La Pignolata al miele è una tipica dolcezza delle tradizioni culinarie calabresi, particolarmente diffusa durante il periodo delle feste.

A Filadelfia è tradizione prepararla soprattutto nel periodo Natale. È stato un momento di condivisione non solo perché tante signore insieme si sono messe all’opera per la sua realizzazione, ma anche perché c’è l’usanza di donarla ad amici e parenti. Alla realizzazione dell’evento sono intervenuti anche i ragazzi e ragazze del Sai.

È stata l’occasione per fare una grande festa di piazza anche e soprattutto per il piacere dello stare insieme creando occasioni di incontro per residenti e turisticon la presenza della classica Befana e del Dj Ivan.

L’evento per la realizzazione della “Pignolata più grande” ha visto impegnate, in prima fila, volontari donne di ogni età della nostra cittadina, in modo che la preparazione si è potuta muovere nel solco fedele della tradizione filadelfiana con indicazione degli ingredienti e della tipologia e metodo di produzione e di impasto tradizionale.Il risultato è un dolce croccante all’interno e morbido all’esterno, con un sapore ricco e goloso, che rispecchia la tradizione e la generosità della cucina calabrese.

C’è nel modo di alimentarsi dei calabresi qualcosa di sacro e d’antico, l’osservanza di regole di comportamento che vengono dai secoli con piatti fortemente legati alle ricorrenze religiose; non vi è dubbio che la cucina tipica calabrese è un prototipo della dieta mediterranea. (rvv)