COSENZA – Al BoCS Museum la mostra “Conversioni”

Il 1° giugno, al BoCS Museum di Cosenza, s’inaugura la mostra personale Conversioni di Caterina Arcuri e a cura di Simona Caramia e Giuseppe Negro, docenti Aba.

L’evento è l’ultimo appuntamento con le mostre derivate dall’accordo tra Accademia di Belle Arti di Catanzaro e Comune di Cosenza e inquadrate all’interno della quinta edizione del progetto Ceilings.

La mostra di Arcuri, che all’Accademia di Catanzaro tiene il corso di Pittura, sarà l’atto conclusivo di un percorso durato più di sei mesi nel corso dei quali le opere e gli artisti scelti dall’Aba di Catanzaro hanno dialogato in continuo con la collezione permanente del Bocs Museum, lo spazio espositivo ospitato all’interno del Complesso monumentale San Domenico. 

L’inaugurazione della mostra si terrà, alla presenza dell’artista, dei curatori e della direttrice del Bocs Museum, Marilena Cerzoso, il 1° giugno alle ore 11 (piazza Tommaso Campanella, 22 – Cosenza) e sarà visitabile gratuitamente secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, dalle 9 alle 13. 

All’allestimento di “Conversioni” hanno contribuito gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro: Giovambattista Barberio, Lorenzo Colelli, Marica Corrado, Giada Pugliese.

A conclusione della mostra, il Bocs Museum sarà totalmente riallestito con in esposizione le opere della collezione permanente e corredato da banner esplicativi del percorso di fruizione e didascalie con QR code.

Gli spazi espositivi sono parte integrante del concept del lavoro e della mostra di Caterina Arcuri: «Un convento domenicano è luogo che conversioni ne ha viste di ogni genere – spiega –. Una caserma, che ospitava il Distretto Militare e il Comando Operativo Territoriale dell’intero Nord Calabria, trasformata in luogo d’arte e giardino, può essere emblema di una felice conversione del mondo alla Pace. Un mondo in cui regnasse la Pace, sarebbe pieno di luoghi come questo, nei quali gli artisti mostrerebbero a tutti come mantenersi giovani: rimanendo bambini».

«Ma fuori da queste mura le cose rimangono complicate – conclude – e ognuno di noi rappresenta un universo complicato. “Conversioni”, allora, è un breve viaggio durante il quale viene chiesto di acquisire consapevolezza del dualismo o dei dualismi che ci dilaniano: idealista/realista, spirituale/corporeo, maschio/femmina.  Al termine del percorso forse saremo in grado di scegliere una strada da percorrere che, però, come le mie opere vogliono suggerire, corrisponde sempre a quella più scomoda ed ardua». (rcs)

COSENZA – Inaugurata al BoCS Museum la mostra “Andrea mostra Ciponte”

Fino al 21 maggio al BoCS Museum di Cosenza, è possibile visitare la mostra Andrea mostra Ciponte di Andrea Grosso Ciponte.

Si tratta della quarta mostra organizzata in sinergia tra l’Accademia catanzarese e l’area espositiva cosentina diretta da Marilena Cerzoso: «In virtù di questa collaborazione – ha spiegato la direttrice – questo spazio sta diventando sempre più dinamico. Credo che sia interessante da vedere questa personale di Grosso Ciponte e credo che sia altrettanto interessante il fatto che questa dialoghi con le opere della collezione permanente del Bocs Museum: è un modo di rendere sempre più nuovo e dinamico questo spazio che è nato proprio con questa idea».

Come le precedenti, anche questa esposizione è curata dai docenti dell’Aba Catanzaro Giuseppe Negro e Simona Caramia, che hanno pensato alla mostra come a uno spaccato dello sguardo dell’artista, tra ironia e melanconia. Dodici pitture che sono dodici fermo-immagini, in cui sfondo e figura sono ugualmente importanti, enfatizzati da una luce profonda e drammatica, vero oggetto di indagine di Grosso Ciponte. 

L’esposizione, che volutamente gioca sul cognome dell’artista e sulla tipologia dell’esposizione, è una raccolta di dodici autoritratti su tela che s’inserisce tra le attività del progetto “Ceilings” dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

«Il titolo della mostra – ha spiegato il pittore, fumettista, videomaker, illustratore, graphic novelist e docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro – nasce da un’idea di Simona Caramia e riprende un po’ lo spirito giocoso con cui di solito mi approccio all’autoritratto. In questa mostra ho voluto portare la mia figura utilizzandola quale pretesto per indagare il linguaggio pittorico. Citando Andrea Pazienza, sono partito dall’idea che “il corpo è per l’artista un modello sempre a disposizione”. L’intenzione, quindi, non è parlare di me, ma analizzare la figura e la sua presenza nello spazio».

Così, sulle tele, attraverso pose a volte innaturali in cui il suo io ritratto si piega per seguire forme geometriche o rientrare nello spazio definito dalla tela stessa, Grosso Ciponte porta anche la sua esperienza nella fotografia: dalla luce alla sfocatura dello sfondo, ogni ritratto porta con sé diversi linguaggi artistici.

Interessante è anche il processo creativo che porta alla realizzazione delle tele: Grosso Ciponte, infatti, attingendo a piene mani dalle sue competenze tecniche e informatiche, fa ricorso alla modellazione 3D e all’Intelligenza Artificiale per dare vita, nella fase di studio che porta alla definizione di massima dell’opera pittorica, a modelli di base da sfruttare quali guide e “appunti” creativi attraverso i quali fissa i concetti narrativi e definisce visivamente le pose da ritrarre: «L’Intelligenza Artificiale è un ulteriore strumento artistico», ha spiegato Grosso Ciponte.

«Nel processo creativo che seguo, il ricorso ad AI o modellazione 3D – ha aggiunto – è anche un modo per tenere “fresca” l’idea. Li utilizzo cercando di avvicinarmi quanto più possibile al risultato che ho in mente. È un processo simile a quello che seguito per anni utilizzando la fotografia». (rcs)

 

 

COSENZA – Al BoCS Museum la mostra “Nulla è tangibile”

Venerdì 10 marzo, al BoCS Museum di Cosenza, s’inaugura la mostra Nulla è tangibile di Zeroottouno e a cura di Simona Caramia e Samuele Negro, docenti Aba.

L’esposizione, visitabile fino al 14 aprile, è frutto della collaborazione tra l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e il BoCS Museum di Cosenza e si configura come un altro degli appuntamenti promossi dall’Accademia per celebrare i suoi primi 50 anni di attività, rientra nel novero delle iniziative legate al progetto Ceilings.

Zeroottouno è lo pseudonimo scelto da Giuseppe Guerrisi (Cinquefrondi, 1984) e Davide Negro (Catanzaro, 1985) per dare vita, nel 2012, al duo artistico che fin dagli esordi ha inteso esplorare le relazioni tra uomo e ambiente, guardando alla natura come protagonista della propria indagine. Gli elementi naturali, quindi, sono parte integrante delle loro opere, fino a diventare forza creatrice e dirompente. Così, l’attenzione degli artisti si è concentrata nel tempo sulle questioni ambientali e culturali, indagando sulle potenziali connessioni che sussistono tra esse e puntando a sensibilizzare lo spettatore coinvolgendolo visivamente e interattivamente.

«Natura e memoria sono le parole chiave per comprendere il lavoro più maturo di Zeroottouno – ha spiegato Simona Caramia –. I due artisti, a partire dalla ricerca iniziale degli elementi naturali, hanno continuato a sviluppare e indagare la relazione con l’uomo, con il suo passato e il suo passaggio, con i luoghi antropizzati e con il racconto dei ricordi, attraverso l’uso di linguaggi differenti, dalla scultura alle installazioni sonore e luminose». 

Hanno collaborato all’allestimento Giovanni D’Andrea, Michela Spadafora, Miriam Piccari, Matteo Marino, Luca Granato e Samuele Negro. La comunicazione grafica di “Ceilings” è curata da Denise Melfi, anche lei docente Aba Catanzaro.

Come per le altre mostre promosse dall’Aba Catanzaro al Bocs Museum, con una sezione dal titolo “Dalla Natura alla Memoria” gli spazi del museo vedranno un’integrazione tra l’esposizione temporanea di Zeroottouno e la permanente del Bocs. Proprio di quest’ultima, poi, l’Accademia, attraverso il lavoro di alcuni suoi studenti come Michela Teresa Intrieri, ne sta realizzando un archivio digitale, un lavoro che s’inserisce nel solco della collaborazione strutturale dell’Aba per la cura, la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale regionale.

Inoltre, la mostra di Zeroottouno al Bocs Museum segna un ulteriore passo in avanti nella collaborazione sulla promozione dell’arte tra l’Accademia catanzarese, quella di Reggio Calabria e il museo cosentino: sulla scorta dell’annunciata intenzione delle due Accademie di procedere verso l’istituzione di un Politecnico delle Arti regionale, la mostra ne anticipa una parte delle potenzialità evidenziando le molteplici competenze e professionalità di cui Aba Catanzaro e Reggio Calabria dispongono.

Guerrisi, infatti, insegna Scultura all’Accademia del capoluogo, mentre Negro insegna di Fotografia a quella reggina. Il Bocs Museum, poi, è diretto da Marilena Cerzoso che è anche presidente dell’Aba di Reggio Calabria: si completa così una triangolazione attraverso cui si concretizza una rete capace di dare forma, spazio e quindi risalto all’arte contemporanea prodotta in Calabria e alla formazione artistica. (rcs)

 

COSENZA – Inaugurata la mostra “Nice Party Nice People”

È stata inaugurata, al Bocs Museum di Cosenza, la personale Nice Party Nice Peole di Luca Sivelli e a cura dei docenti Aba Catanzaro Simona Caramia e Giuseppe Negro.

 L’esposizione, che sarà fruibile dal pubblico fino alla fine del mese di febbraio, è la terza iniziativa promossa dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro in collaborazione con il BoCS Museum di Cosenza, diretto da Marilena Cerzoso, e fa parte della quarta edizione del progetto “Ceilings”.

Al piano superiore del BoCS, quindi, fino a fine mese campeggerà, al centro di una delle sale, un grande acquario che prende vita grazie alle immagini proiettate da uno schermo. Nel video scorrono le immagini girate e montate dall’artista nel suo progetto di “scolarizzazione” dei pesci del suo acquario personale. Sono due i punti di osservazione identificati dall’artista: il primo è frontale rispetto allo schermo e utilizza l’acquario come una lente, il secondo è alle spalle del monitor per guardare il video riflesso nell’acquario avendo quasi la sensazione di guardare un ologramma: «È un’opera da attraversare – ha spiegato l’artista –. È un viaggio lungo un anno cominciato dal bisogno narcisistico di avere un acquario in casa. Osservando il comportamento dei pesci ho cominciato a riscontrare non pochi parallelismi con la nostra società, quindi ho deciso di creare una serie di eventi “in acquario” per i pesci per vedere la loro reazione. Ho creato una serata in discoteca, li ho portati al cinema, in un film di cui erano loro stessi i protagonisti, e ad una mostra fotografica per osservarne le reazioni e le interazioni con la loro immagine. Ho avvertito il loro stato di prigionia e la corrispondenza con alcuni aspetti del nostro vivere quotidiano».

Il sound design che accompagna l’installazione, accentuato da un set up immersivo che circonda l’acquario, è stato pensato e realizzato da Vladimir Costabile: «Quando Luca mi ha sottoposto il video che aveva realizzato – ha detto –, la prima idea è stata quella di vedere l’acquario come un microcosmo e mi sono domandato se fuori da quel microcosmo ci fosse possibilità di vita. Da qui, per andare fuori dal quel microcosmo, ho immaginato l’uso della psichedelia utilizzata assieme al concetto attualissimo di audio spaziale. Il tutto dà vita ad una riflessione: la psichedelia è ancora necessaria per poter evadere dal proprio acquario?».

Nell’audio, poi, sono inseriti alcuni “Easter eggs” come dialoghi e suoni presi da alcuni film famosi: da “Paura e delirio a Las Vegas” alla riedizione di “Nosferatu”, passando per “La grande abbuffata”.

Accanto all’installazione, Sivelli ha aggiunto altri due concept artistici che ampliano l’esperienza del visitatore coinvolgendolo su più livelli. L’artista ha dipinto tre tele a fondo bianco utilizzando i rifiuti organici dei pesci per riprodurre graficamente il pattern delle loro livree, quasi in un’operazione di mimesi, e ha riempito un contenitore con alcune alghe e piante infestanti da acquario disidratate che possono essere manipolate, toccate, “sentite” dal visitatore.

L’esposizione, che rientra a pieno titolo tra le molteplici iniziative fortemente volute dall’Accademia per celebrare i 50 anni di attività che ricorrono proprio nel 2023, è stata inaugurata alla presenza del direttore Virgilio Piccari: «Sivelli dimostra la valenza della ricerca artistica in questo periodo – ha detto –. Sono perciò davvero orgoglioso e felice di essere riuscito a convincerlo a realizzare un progetto come questo in cui dimostra quanto un artista, interrogandosi, trovi sempre nuove dimensioni. L’opera ci ha molto gratificato e soprattutto lo ha fatto la decisione di Sivelli di portare ulteriormente avanti questo progetto». (rcs)

 

COSENZA – Il 28 gennaio la mostra “Nice Party Nice People”

Il 28 gennaio, al Bocs Museum di Cosenza, s’inaugura la mostra personale di Luca Sivelli, dal titolo Nice Party Nice People e a cura di Simona Caramia e Giuseppe Negro, docenti Aba Cz. L’esposizione è il terzo appuntamento espositivo realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro insieme al Bocs Museum, diretto da Marilena Cerzoso e rientra nell’ambito della quarta edizione del progetto Ceilings.

Docente dell’Aba Catanzaro, videomaker, artista che si esprime attraverso la videografia e con essa osserva e analizza la società, Sivelli, con questa mostra, presenta il suo lavoro che ha ad oggetto un acquario e la colonia di pesci che lo popola: «La passione per gli acquari è nata quasi per gioco – racconta -. Ho iniziato a prendermene cura e man mano ho approfondito sempre di più le competenze necessarie a gestirli. E soprattutto mi sono reso conto, osservando i pesci al suo interno, che ci sono molti parallelismi tra l’organizzazione sociale che si danno loro e quella ci siamo dati noi esseri umani. Così ho immaginato a come sarebbe stato provare a “scolarizzarli”, a portarli al cinema, in discoteca o a una piccola mostra fotografica. Così ho portato nel loro mondo subacqueo alcune di queste attività e ho filmato il loro modo di reagire e interagire», ha spiegato l’artista.

Ne è scaturito un video, in cui il sound design è stato curato da un altro docente dell’Accademia di Catanzaro, Vladimir Costabile, che sarà il focus dell’esposizione al Bocs Museum e lo sarà in duplice modalità. Giocando su prospettive e rifrazione della luce nell’acqua, infatti, un acquario posto al centro della sala farà da “lente” o da “ambientazione” per il filmato (riprodotto da un monitor), a seconda del punto di vista da cui l’osservatore si pone.

L’acquario, in allestimento minimale “total black” e senza pesci, si animerà, quindi, proprio grazie al filmato dando vita a quella che può anche essere vista come un’installazione artistica in realtà aumentata “dal vivo”, senza l’ausilio di filtri digitali come la fotocamera di uno smartphone. Inoltre, l’esperienza artistica mira a coinvolgere direttamente altri sensi oltre a vista e udito attraverso l’esposizione di tre grandi tele realizzate utilizzando i rifiuti organici dei pesci e da una ciotola di alghe secche, materiale di scarto dell’acquario, da toccare. (rcs)

COSENZA – Al BoCS Museum inaugurata la mostra “Werke Über Werke” di Bruno La Vergata

Fino al 16 gennaio 2023, al BoCS Museum di Cosenza è possibile visitare la mostra Werke Über Werke di Bruno La Vergata e curata da Simona Caramia e Giuseppe Negro.

Si tratta di una mostra con cui trovano nuova vita in 65 opere più di 150 manifesti realizzati dal graphic designer e artista cosentino negli ultimi 20 anni di attività e che si inserisce nell’ambito delle iniziative nate dalla collaborazione tra l’accademia e il BoCS Museum, diretto da Marilena Cerzoso.

Le opere sono il risultato della sovrapposizione digitale di almeno due manifesti realizzati negli anni scorsi da La Vergata. Il risultato è un caleidoscopio di colori che si fondo assieme ai testi e alle forme, dando vita a nuovi manifesti in cui a volte è quasi impossibile distinguere gli originali, in altre la sovrapposizione è netta e ben evidente. Una scelta tutt’altro che casuale, quella dell’artista, che nella realizzazione delle opere ha inteso tenere conto soprattutto del criterio estetico nella sovrapposizione. 

Nella realizzazione delle opere, inoltre, La Vergata si è dato delle regole: non tagliare le immagini originali, non ridurle e mantenere omogeneo lo standard di sovrapposizione, «lasciando che gli oggetti delle immagini capitassero dove dovevano capitare. Il bello di questo meccanismo è che il risultato è stato capace di sorprendere me stesso per primo perché le associazioni sono “impertinenti”, nel senso stretto: le immagini che si sovrappongono non sono, cioè, pertinenti l’una all’altra. A guidarmi è stato soprattutto il senso estetico del risultato, l’efficacia formale e non le accoppiate significative in termini concettuali», ha spiegato.

Ma non si tratta di un lavoro di graphic design, quanto piuttosto di un lavoro sul design che nasce da una domanda che si è posto l’artista: «Cosa possiamo fare usando come base l’ordine e la chiarezza del design? Si scatena il caos! Questa cosa è interessante, secondo me», ha aggiunto. 

Colori, forme, ricerca del caos hanno dunque ispirato un allestimento che non poteva essere tradizionale: «Abbiamo lavorato su un criterio prettamente sinestetico – ha spiegato Simona Caramia -. Le cromie hanno avuto un ruolo fondamentale e ci hanno spinto a ricercare un ambiente immersivo, “all-over”, potremmo dire, in cui la forza dell’insieme restituisce un ambiente, appunto, sinestetico». 

«Rispetto all’allestimento della mostra di Bergantini (la precedente realizzata dall’Aba Catanzaro al BoCS Museum, ndr) – ha aggiunto Giuseppe Negro – ci troviamo in un ambiente completamente diverso, perché Bruno La Vergata ha trasformato quello che ha costruito nel suo percorso da grafico quasi in delle pitture. Un po’ come nel processo seguito da Rotella nello strappare i manifesti, qui abbiamo una sovrapposizione che fanno nascere cromie e forme più simili a quelle proprie di una pittura».

Aba Catanzaro e BoCS Museum di Cosenza trovano in Bruno La Vergata un punto di contatto perfetto. L’artista cosentino, formatosi negli anni del liceo proprio nella città bruzia prima di proseguire gli studi e lavorare tra Firenze e Milano, è tornato in Calabria per lavorare all’Unical e ora è docente dell’accademia catanzarese. Un cerchio che si chiude con la sua personale nel cuore di Cosenza: «Nei manifesti di Bruno La Vergata c’è tanta Cosenza – ha detto Marilena Cerzoso -. Le sue opere, però, vanno bel al di là di questo aspetto: la mostra è estremamente interessante e racconta di un artista di grandi sensibilità e ingegno». 

Come avvenuto in occasione della mostra di Simone Bergantini, anche in questo caso Accademia di Belle Arti di Catanzaro e BoCS Museum hanno scelto di mettere in relazione le opere che fanno parte della collezione permanente del museo con quelle dell’artista in esposizione. In questa occasione, però, la scelta è stata quella di mantenere in esposizione solo un’opera del BoCS, quella firmata da Laura Cionci, giovane artista romana recentemente scomparsa, alla memoria della quale, attraverso questo gesto, Aba Catanzaro e BoCS Museum hanno inteso corrispondere un sentito tributo.

La mostra sarà visitabile secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, dalle 9 alle 13. (rcs)

 

COSENZA – Al BoCS Museum la mostra “Pelli di Seppia”

Domani, al BoCS Museum di Cosenza, s’inaugura la mostra Pelli di Seppia di Bergantini a cura di Simona Caramia e Giuseppe Negro.

L’esposizione è nata dalla collaborazione tra il progetto Ceilings, dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, e il Comune di Cosenza finalizzata alla valorizzazione delle opere e dello spazio espositivo del BoCs Museum.

Oltre all’artista e ai curatori, la mostra sarà inaugurata alla presenza di Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia, Antonietta Cozza, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Cosenza, e Marilena Cerzoso, direttrice del museo.

A raccontare quello che i visitatori avranno modo di vedere è lo stesso artista: «Il progetto – spiega Bergantini – nasce da una costola del precedente “How to dance rave music” del 2020 in cui ho dato il via ad uno spostamento della mia ricerca visiva, concentrando la mia pratica sull’osservazione dei modi e dei contenuti delle nuove generazioni: “Pelli di Seppia” è il racconto di un personaggio di fantasia estroverso, animato da un senso di coralità che si trova a confrontarsi con un universo in cui si sono azzerati i tempi di contatto con il gruppo ma si è dilatato lo spazio tra gli individui. Un coreografo dai tratti eccessivi e la sua compagnia di danza sperimentale “Les fleurs de Tahiti” di cui è anche unico interprete. Le fotografie ritraggono un soggetto – un ballerino –  in costume mimetico che esegue una sequenza di movimenti ispirati all’universo espressivo delle seppie, animali in grado di comunicare nel silenzio dell’ambiente marino semplicemente cambiando colore della pelle grazie a delle contrazioni muscolari».

Alcune delle fotografie che saranno esposte all’interno di tre ambienti comunicanti del BoCs Museum (complesso monumentale S. Domenico, piazza Tommaso Campanella, 22, Cosenza) in uno stretto dialogo con le opere permanenti del museo, sono state scattate proprio per le strade di Cosenza dove la curiosa figura protagonista degli scatti si è aggirata alla scoperta della vita in città nella prospettiva di chi la abita.

L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo 12 dicembre secondo i seguenti orari: dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato, dalle 9 alle 13. (rcs)

COSENZA – Riaprono i BoCS Museum

A Cosenza, i BoCS Museum hanno riaperto le loro porte al pubblico.

La struttura osserverà i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle 10,00 alle 13,00. Nei giorni di lunedì e giovedì il BocS Museum resterà aperto anche dalle 15,30 alle 18,30.

iIl BoCs Museum espone, attualmente, al suo interno, le opere delle residenze artistiche dei BoCs art, quelle delle diverse sessioni succedutesi nel 2018 e nel 2019. Nei due piani del museo sono custodite ed allestite circa 73 opere d’arte, realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo, che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alle video-installazioni e che riportano le esperienze degli ospiti dei BoCs Art e le influenze ricevute dal territorio. (rcs)

COSENZA – Riapre i BoCS Museum

Domani, martedì 23 giugno, a Cosenza, riapre il BoCS Museum nel Chiostro di San Domenico.

I visitatori, infatti, il cui ingresso sarà contingentato, dovranno essere obbligatoriamente forniti di mascherina e rispettare le altre misure anti-contagio: distanza fisica di almeno 1 metro e utilizzo dei dispositivi igienizzanti messi a disposizione dal Museo. Il Museo sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.30. (rcs)

COSENZA – Prosegue il laboratorio cinematografico al BoCS Museum

Riprendono, a Cosenza, presso il BoCS Museum, oggi e domani, i corsi di laboratorio cinematografico tenuti dal regista Sebastiano Rizzo.

I corsi – cominciati un mese fa – e organizzato dalla Redfin Eventi di Emanuele Reda in collaborazione con For Lady Over33 e For Gentleman Over40, con il patrocinio del Comune di Cosenza e dell’Assessorato al Turismo e Marketing Territoriale, guidato da Rosaria Succurro.

In queste due giorni, si riprenderà da dove il regista si era fermato la scorsa volta, ovvero con il monologo Shylock tratto da Il mercante di Venezia di William Shakespeare, e servirà per verificare se, dopo circa un mese, la parte è stata metabolizzata, in attesa di approdare nella terza e quarta fase del laboratorio.

Al termine del laboratorio, infine, sarà girato un cortometraggio diretto da Sebastiano Rizzo – con la collaborazione del regista Gianfranco Confessore – al quale prenderanno parte tutti gli allievi.

«Siamo – ha dichiarato il regista Sebastiano Rizzo – in una fase embrionale. Bisogna capire ancora il concept del corto, che sarà girato nel mese di luglio. Sarà una sorta di saggio finale del laboratorio, che non durerà più di una dozzina di minuti, e che servirà a far vivere agli aspiranti attori un’esperienza cinematografica direttamente sul set». (rcs)