L’allarme di Cisl Calabria: Grave rischio di tenuta sociale in Calabria

In Calabria c’è un grave rischio di tenuta sociale. È questo l’allarme lanciato da Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, aggiungendo che «sembra che la politica, a tutti i livelli, non sia sufficientemente consapevole del grave rischio di tenuta sociale che in Calabria avverte chi ogni giorno percorre le strade, incontra le persone e si misura con i problemi della disoccupazione, del lavoro precario e in nero, dei pensionati al minimo, del disagio, della dolente rassegnazione di chi chiede aiuto agli avamposti dell’ascolto sul territorio».

«Le difficoltà quotidiane – ha proseguito il sindacalista – acuiscono il senso di solitudine, esaltano forme di chiusura e di individualismo, mettono a rischio quella coesione sociale generatrice di solidarietà, progettualità e azione, fatta di relazioni costruite sul senso di appartenenza e sul legame con la propria terra, sulla condivisione di norme e valori, che è frutto anche di scelte orientate verso lo sviluppo e non verso un assistenzialismo che perpetua precarietà e dipendenza. Dunque, il tema di una coesione sociale sottoposta ad ancor più dura prova dalla pandemia deve essere non marginale, ma al centro del piano di rilancio, ne deve essere uno dei principi ispiratori, altrimenti è in gioco la credibilità di un Governo in difficoltà anche su questi problemi e chiamato a dare un forte e incisivo segnale di attenzione alla crescita e allo sviluppo della Calabria, segnale che manca nell’attuale redazione del Pnrr».

«Il Paese ha un debito verso il Sud e la Calabria – ha detto ancora Russo – un debito generato, tra l’altro, anche dal mancato rispetto della “clausola del 34%” degli investimenti dello Stato da impiegare per il Mezzogiorno, in base alla popolazione delle regioni meridionali. Il Pnrr deve essere l’occasione per colmare il divario infrastrutturale (e non solo) tra il Meridione e il resto del Paese. Su questo si misura, oggi più che mai, la volontà di creare coesione tra i territori, mentre non mancano, purtroppo, i segnali negativi: per ultimo, la proposta (poi ritirata) della vicepresidente della Regione Lombardia di prendere in considerazione anche il Pil dei territori come criterio per decidere sulle precedenze nella somministrazione del vaccino anti Covid-19».

«Ed è incredibile – ha detto ancora – per fare un solo esempio, che dopo quarant’anni si sia ancora costretti a parlare della messa in sicurezza e del completamento di un’infrastruttura viaria di fondamentale importanza come la S.S. 106; come è incredibile, di fronte al disastro del sistema sanitario regionale, che ci si ostini a non utilizzare i fondi del Mes disponibili per ricostruire una Sanità allo sfascio».

«La Cisl calabrese chiede, dunque – ha proseguito il segretario generale – un sussulto di responsabilità ai parlamentari eletti in Calabria e alla politica regionale perché si battano i pugni sul tavolo dove cui si gioca il futuro dei territori: ci si confronta, infatti, sull’impiego di risorse che costituiscono a giudizio di tutti un’imperdibile occasione di crescita e che, non dimentichiamolo, prendiamo a prestito dai nostri figli e nipoti, cioè proprio da quei giovani che sono costretti ad andare via».

«Non ci stanchiamo di ribadire – ha concluso il segretario generale della Cisl regionale – che occorre, se crediamo per la Calabria nella possibilità dello sviluppo, e di uno sviluppo sostenibile, un grande patto sociale che veda protagonisti politica, istituzioni, associazionismo e volontariato, imprenditoria, no profit, mondo ecclesiale, per dialogare, confrontarsi, individuare le priorità di investimento e fare insieme massa critica nei confronti di chi deve imparare ad ascoltare il grido di dolore che si leva da questa terra. Non si può più attendere. Il passo dalla rassegnazione a forme di protesta scomposta e disperata può essere breve». (rrm)

Cisl Calabria: Il Governo non ha ascoltato appello per far uscire la Calabria dalla marginalità

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha dichiarato che il Governo non ha ascoltato l’appello lanciato dal sindacato per intervenire sulle reti di comunicazione per far uscire la Calabria dalla marginalità.

«Far uscire la Calabria dalla marginalità significa, infatti – ha dichiarato Russo – ripensare l’infrastrutturazione oggi esistente per introdurre l’Alta Velocità ferroviaria Larg di ultima generazione e completare l’ammodernamento della linea ionica, per potenziare il sistema portuale, per completare e rendere sicura la rete viaria primaria e secondaria. Significa valorizzare le “autostrade del mare” per il trasporto merci. Significa mettere in campo risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste. Di tutto questo avremmo voluto trovare traccia nel Recovery plan, ma abbiamo gridato inascoltati».

«È il momento, per i parlamentari eletti in Calabria e per la politica regionale – ha aggiunto – di svegliarsi, difendere il territorio e, invece di sfogliare libri dei sogni che prevedono ponti sullo Stretto e dimenticano le strade e le ferrovie per raggiungerli, intervenire finché è possibile perché l’utilizzo dei fondi del Next Generation Eu per la Calabria, nel quadro della modernizzazione del Mezzogiorno e del recupero del gap infrastrutturale rispetto al resto del Paese, sia orientato davvero ad una svolta in termini di crescita e di sviluppo».

«Le emergenze sono tante – ha proseguito Russo –. Ricordiamo, solo per fare qualche esempio, che per la linea ferroviaria jonica sono stati impegnati 650 milioni di euro (500 per l’ammodernamento e 150 per l’elettrificazione) e nessuno si preoccupa di chiedere a che punto siano i lavori, considerato tra l’altro che è in gioco l’unico collegamento su treno veloce con il Nord. Ricordiamo che la S.S. 106 continua a mietere vittime e che l’A2 tra Rogliano e Altilia è impraticabile. Che le misure anti Covid-19, con la necessità di attuare didattica a distanza e smart working, hanno messo in luce l’assoluta e urgente necessità di un’infrastrutturazione digitale, questa prevista nel piano e da realizzare subito, in una regione nella quale una larga fetta di comuni è priva di connessione e studenti e lavoratori vivono una condizione di intollerabile marginalità».

«In questa fase delicatissima, nel pieno di una crisi di Governo dagli esiti incerti – ha detto ancora il segretario generale – non è tempo di litigare su qualche poltrona lasciando scorrere intorno a noi le cose che contano, ma di battere un colpo al fine di creare le premesse per il futuro delle nuove generazioni. Non sono temi che si affrontano a colpi di maggioranza, ma attraverso un confronto costruttivo e un’assunzione di responsabilità condivisa».

«Rivolgiamo perciò – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – un appello accorato alla politica, alle istituzioni, ai cittadini perché si operi insieme per una svolta che tutti diciamo di volere, ma per la quale ognuno deve fare fino in fondo la propria parte». (rrm)

Vertenza Fincalabra, Cgil, Cisl e Uil: Bene impegno di Orsomarso per risolvere problema in tempi brevi

Revoca del provvedimento adottato e il ritiro delle lettere recapitate a quindici dipendenti, facendo presente che esistono diversi percorsi alternativi esplorabili e praticabili attraverso il dialogo con il sindacato. È questa la richiesta avanzata da CgilCislUil Calabria al tavolo di confronto convocato a Catanzaro dall’assessore regionale al Lavoro Fausto Orsomarso, sulla vertenza Fincalabra riguardante la procedura di mobilità di parte dei dipendenti ex art. 25 D.L.vo 175/2016.

Al termine dell’incontro, i segretari generali regionali Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno espresso soddisfazione di fronte alla posizione dell’assessore Orsomarso che ha sostenuto l’assenza di una volontà di arrivare al licenziamento dei quindici dipendenti, impegnandosi a risolvere la problematica in tempi brevissimi, tenendo aperto il confronto con le Oo.Ss. (rcz)

Russo (Cisl Calabria) scrive all’assessore Gallo per riforma regionale del Welfare

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha inviato una lettera all’assessore regionale al Welfare, Gianluca Gallo, in merito alla riforma del Welfare in Calabria.

«Nel corso degli incontri con le parti sociali da Lei promossi – ha scritto Russo – per affrontare le difficili tematiche che investono le Politiche Sociali nella nostra Regione, si è appalesata la necessità di dare prosecuzione e stabilità a tale metodo di confronto continuo, stante la delicatezza degli argomenti che sono in gioco, a partire dal Piano Sociale e dalla riforma del welfare»

«La Cisl – si legge nella lettera – intende contribuire costruttivamente alla più corretta ed efficace opera di rinnovamento delle politiche sociali, non solo a livello di programmazione regionale, ma anche nei territori, dove quelle riforme dovranno poi concretizzarsi con la pianificazione zonale ad opera dei Distretti. I nostri responsabili territoriali sono stati a tal fine attivamente coinvolti e preparati anche con idonee attività formative. Per poter operare in maniera concreta ed efficace, è nondimeno necessario poter disporre di dati conoscitivi ufficiali in merito alle risorse a disposizione di ciascun Ambito Territoriale Intercomunale, con riferimento, in particolare, al Fondo Sociale Nazionale e Regionale, al Fondo per la Non Autosufficienza, “Dopo di Noi”, Piano Azione Coesione (1° e 2° riparto), Sostegno per l’Inclusione Attiva, altri fondi nazionali successivi per il contrasto della povertà, Fondi per il sistema integrato educazione e istruzione  (DGR 318/2020 e 369/2020) e ogni altra risorsa a disposizione dei Comuni Capofila che sono oggetto della pianificazione integrata dei servizi».

«In occasione degli incontri – continua la lettera – per la definizione dell’atto di indirizzo relativo ai Servizi educativi per l’Infanzia (asili nido e servizi integrativi), abbiamo anche chiesto al Settore competente di voler fornire la mappatura di tali servizi in ambito regionale, distinguendo i servizi accreditati rispetto a quelli solo autorizzati. Anche questo dato ci è utile al fine di sollecitare i Comuni ancora inadempienti, sempre in maniera costruttiva e collaborativa».

«Questa Segreteria regionale Cisl – ha scritto Russo – sta anche seguendo l’evoluzione, a livello nazionale, della Riforma del Terzo Settore che avrà ripercussioni importanti per la Calabria. A tale riguardo, siamo anche interessati a conoscere lo stato di attuazione delle procedure per l’attivazione dell’Ufficio Regionale che dovrà farsi carico del riconoscimento degli Enti del Terzo Settore, per come prevede  il recente Decreto Ministeriale n. 106 del 15 settembre 2020 (pubblicato in G.u. il 21 ottobre 2020) con il quale sono disciplinate – in attuazione dell’art. 53, comma 1 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (riforma del Terzo Settore) – le procedure per l’iscrizione delle organizzazioni interessate nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Siamo, infatti, consapevoli che questa riforma avviata a livello nazionale si intreccia con la riforma del welfare in atto nella nostra Regione e costituisce una occasione importante per la valorizzazione delle numerose organizzazioni sociali operanti in Calabria».

«Da ultimo, ma non meno importante – ha concluso il segretario generale Russo nella lettera all’Assessore regionale Gallo – ci permettiamo di segnalare gli adempimenti relativi alla L.R. 16 maggio 2018, n. 12 recante “Norme in materia di tutela, promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo”, in particolare l’art. 11 (Conferenza permanente sulle problematiche degli anziani e dei pensionati)». (rcz)

Cisl Calabria: Sant’Anna Hospital realtà troppo importante perché sia lasciata morire

Tonino Russo, segretario Generale dell’Usr Cisl Calabria e reggente dell’Ust Cisl Magna Graecia, Luciana Carolei, segretaria generale Cisl Medici Magna Graecia, e Luigi Tallarico, Reggente Fp Cisl Magna Graecia, hanno sottolineato che «il Sant’Anna Hospital di Catanzaro è una realtà sanitaria troppo importante per la nostra regione perché sia lasciata morire nell’indifferenza generale».

«Bisogna infatti assolutamente distinguere – hanno proseguito i sindacalisti – tra i fatti all’attenzione della Magistratura, in un’inchiesta che dovrà certamente e il più presto possibile fare chiarezza su quanto accaduto nella gestione amministrativa, e le professionalità e le esperienze che hanno consentito a questa struttura di essere sempre più un punto di riferimento di eccellenza, nel campo della cardiochirurgia, per tutta la Calabria».

«La situazione della Sanità nella nostra regione – hanno proseguito – è tale che chiudere il Sant’Anna Hospital significherebbe non solo allungare le liste di attesa per persone che necessitano di cure immediate, ma anche incrementare i “viaggi della speranza” che causano enormi e gravi disagi a pazienti e famiglie e portano altrove risorse della Calabria. Devono essere, inoltre, difesi e salvaguardati i posti di lavoro e garantite le giuste retribuzioni di un personale che, negli anni, ha guadagnato sul campo i galloni dell’eccellenza; un personale che – nonostante il blocco degli stipendi – sta lottando perché, in questa lunga fase di drammatica emergenza pandemica, pazienti non Covid possano continuare a ricevere le cure necessarie per le loro gravi patologie».

«Bisogna fare di tutto – hanno detto ancora – perché queste professionalità non siano costrette a lasciare la Calabria o disperse a causa dello smembramento di una équipe che ha dimostrato di saper fare il proprio lavoro al servizio della salute dei cittadini. Faremo presente tutto questo al Commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro, Prefetto Luisa Latella, nell’incontro convocato per lunedì 4 gennaio. La questione sarà portata anche all’attenzione del Commissario per il piano di rientro, Prefetto Guido Longo, al tavolo già programmato per il dopo festività natalizie: nel quadro generale della riorganizzazione della rete ospedaliera, infatti, in un sistema sanitario regionale integrato – concludono i segretari Cisl Russo, Carolei e Tallarico – deve essere comunque salvaguardata la qualità e la continuità dei servizi per i cittadini e questo vale anche per le strutture private che sono comunque chiamate a rispettare le regole».

(rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: La politica difenda il futuro della Calabria

Con alle porte l’arrivo dell’anno nuovo, Cgil CalabriaCisl CalabriaUil Calabria, in una nota congiunta a firma di Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria, Tonino Russo, segretario generale Cisl Calabria e Santo Biondo, segretario generale Uil Calabria, hanno ribadito che «l’anno che si sta concludendo è stato complicato per il Paese e, in particolare, per la Calabria».

«La nostra regione, infatti – hanno aggiunto – ha dovuto fronteggiare lemergenza sanitaria da una postazione più complicata rispetto a tante altre regioni italiane a causa dellinefficienza del suo Servizio sanitario regionale». 

«Durante il 2020, poi – hanno detto i segretari generali – il confronto con lamministrazione regionale è stato discontinuo e caratterizzato dallemergenza Coronavirus, segnato dalla morte prematura della presidente Jole Santelli. La condizione difficile della nostra regione esige, soprattutto da parte di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica regionale, un confronto proficuo e serrato con le forze sociali e produttive nel lavoro di risoluzione delle tante, troppe, problematiche ancora irrisolte in Calabria».

«Il precariato storico – continua la nota – la sete di lavoro e sviluppo, la cura dellambiente e del dissesto idrogeologico, l’innovazione tecnologica, le riforme istituzionali, i nodi della forestazione, quelli della sanità, la riprogrammazione del Programma operativo regionale, sono tutte richieste avanzate da Cgil Cisl Uil Calabria, che sono rimaste inevase. La Calabria, purtroppo, rimane la regione con il disagio sociale più alto. Il Covid-19, poi, ha messo in evidenza le inefficienze del Sistema sanitario calabrese».

«In questo momento di passaggio – hanno detto ancora i sindacati –riteniamo doveroso rivolgere il nostro ringraziamento a tutti i rappresentanti delle categorie più esposte  al rischio contagio, dai sanitari, al personale scolastico alle forze dellordine, alle lavoratrici e ai lavoratori della grande distribuzione, delligiene ambientale, dei trasporti e dei servizi pubblici essenziali, che diuturnamente hanno prestato il loro prezioso servizio il loro lavoro per la cura e la sicurezza dei calabresi, per la crescita dei nostri ragazzi e, in generale, per il funzionamento della macchina calabrese a servizio della cittadinanza».

«Il Servizio sanitario regionale, in un caos devastante – hanno detto Sposato, Russo e Biondo – è uscito sconquassato dallemergenza pandemica e ha finito per mostrare al mondo il buco nero dei conti, sul quale crediamo sia giunta lora di individuare le responsabilità e sanzionare chi ha causato lo sfascio del sistema: un intervento necessario per dare un segnale a chi si appresta a gestire la macchina amministrativa regionale con il peso dellarretratezza strutturale e dellincapacità del suo ceto dirigente, quanto di quello capitolino, di gestire una partita delicata qual è stata quella della nomina del nuovo commissario ad acta per il piano di rientro».

«In questo magmatico contesto – continua la nota – Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno fatto quello che era giusto fare: presentare un esposto nelle mani del Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, chiedendo allo stesso di fare piena luce sugli interessi in gioco e individuare i responsabili di un simile sfascio. A ciò si aggiunge il caos politico di questi ultimi mesi».

«La Calabria – hanno spiegato – si appresta a vivere una nuova tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale scontando una carenza di confronto disarmante. Ciò che ci preoccupa è la totale assenza di programmi più che quella di candidati pronti ad assumersi lonere di guidare una terra dalle mille contraddizioni. Alla politica chiediamo di aprire con immediatezza un confronto sui contenuti, sui programmi per il rinnovamento politico ed il rilancio economico e sociale della Calabria. Un confronto che sia scevro dalla retorica del passato, che sia capace di mettere al centro della discussione i temi del rinnovamento etico e morale della classe dirigente, di mettere al centro limpegno anti ndrangheta, e sia in grado di prospettare un futuro certo e migliore per le calabresi ed i calabresi e per dare una possibilità di resilienza ai nostri giovani».  

«In una fase assai delicata – prosegue la nota – in cui la politica ha dimostrato difficoltà nel gestire la seconda ondata della pandemia da Covid-19 preferendo, durante il periodo estivo, tergiversare piuttosto che approntare la macchina dellemergenza per reggere allurto del Coronavirus, Cgil, Cisl e Uil Calabria hanno svolto un ruolo significativo prima con la sottoscrizione di diversi protocolli di sicurezza e, dopo, con lavanzamento di proposte concrete per favorire la ripartenza del sistema Italia». 

«Purtroppo – hanno detto ancora i segretari generali – la classe politica di governo italiana, con il quale il Sindacato è tornato a scontare delle serie difficoltà di confronto, continua a mostrarsi non adeguatamente attenta e non concentrata sulle reali necessità del Paese e rischia di non decidere su questioni importanti per il futuro della Nazione quale possono essere la gestione del Next generation Eu e del Recovery plan». 

«Anche per questo, anzi soprattutto per questo – hanno sottolineato – è necessario che la Calabria si doti di una classe politica in grado di avviare una interlocuzione costruttiva con il Governo al fine di imporre allo stesso una grande strategia di sviluppo della nostra regione. Una strategia, che non dimentichi le tante opere pubbliche incomplete o incompiute e già finanziate che, se sbloccate, possono mettere in moto una leva occupazionale importante. Una strategia che punti al miglioramento dell’assetto viario – stradale, ferroviario e aereo – di una regione che sente forte la necessità di connettersi con il resto del Paese e proiettarsi verso l’Europa ed il mondo senza difficoltà».

«La Calabria – hanno evidenziato – ha bisogno di una strategia che sia in grado di difendere il suo ambiente da un dissesto idrogeologico devastante e, allo stesso tempo, proiettare le strutture scolastiche verso un futuro di efficienza e modernità. Ma, soprattutto, questa regione sente forte la necessità di una nuova stagione concorsuale, finalizzata ad irrobustire una pubblica amministrazione regionale appesantita da un turnover bloccato da ormai troppo tempo».

«Sul tappeto ci sono tante occasioni – hanno detto ancora –. Di certo, dovremmo portare a compimento unattenta azione di stimolo e proposta sulla riprogrammazione del Por Calabria 2014/2020 e sulla programmazione di quello in fieri, tutto al fine di evitare lo sperpero delle risorse in mille rivoli clientelari e, invece, puntare su pochi e ben definiti progetti di sviluppo e crescita come il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali della nostra regione. La pandemia potrebbe essere unoccasione per ripartire, per farlo, però, è necessario che la classe politica, nei fatti, si dimostri in grado di fare squadra con le parti sane della società calabrese. Ci prepariamo al 2021 con la consapevolezza che sarà un anno difficile». 

«Il confronto all’interno del partenariato economico e sociale  – continua la nota – il luogo deputato alla discussione informata e di merito, il ragionamento e il lavoro sinergico di tutte le forze sane di questa regione la discussione, devono essere gli strumenti utili per avanzare proposte serie e realizzabili, al fine di rimettere in moto il motore produttivo e sociale della Calabria». 

«Cgil, Cigl e Uil Calabria – hanno concluso – accentueranno lazione di confronto unitario al fine di chiedere alla politica di scendere in campo per difendere il futuro della Calabria». (rcz)

 

Lavoratori Lsu-Lpu, la Cisl Calabria si rivolge ai parlamentari calabresi: rivedere emendamenti alla manovra finanziaria

Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, Luciana Giordano, segretaria generale Cisl Fp Calabria e Carlo Barletta, segretario generale FeLsa Cisl Calabria, hanno rivolto un appello ai parlamentari calabresi affinché «rivedano gli emendamenti alla manovra finanziaria su lsu-lpu e precari della pubblica amministrazione», in quanto «così come sono stati formulati non risolvono, infatti, né il problema della stabilizzazione dei primi, né il superamento del precariato».

«Per quanto riguarda lsu-lpu, infatti – hanno spiegato – l’emendamento presentato al punto 2, reintroduce i limiti determinati dal riferimento alla dotazione organica e al piano dei fabbisogni, abrogando di fatto la deroga che era stata introdotta dall’art. 1, comma 495 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che invece riconosceva per il solo anno 2020 la possibilità di stabilizzare i citati lavoratori anche in posizione sovrannumeraria in deroga alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale e ai vincoli assunzionali. È quantomai necessario, che dette deroghe siano riconfermate e prorogate per tutto l’anno 2021, anche in considerazione del fatto che per le pubbliche amministrazioni è prevista una copertura finanziaria dedicata di 59 milioni da parte del Governo nazionale e di 39 milioni da parte della Regione».

«Altra questione da risolvere  hanno aggiunto i segretari Cisl –riguarda l’inquadramento del personale proveniente dall’ex bacino Lsu/Lpu nelle Categorie C e D. Orbene, visto che non tutti i Comuni stanno procedendo a espletare le procedure concorsuali riservate, per titoli ed esami, dei lavoratori da inquadrare nei profili  professionali  delle aree o categorie per  i  quali  è  richiesto  il  titolo  di  studio superiore  a  quello  della  scuola  dell’obbligo, è necessario inserire nell’emendamento alla legge di bilancio 2021 una proroga al 31 dicembre 2021 per lo svolgimento di dette procedure selettive».

«Per quanto riguarda il secondo punto – hanno evidenziato – superamento del precariato nella Pa, l’articolo 4 bis della legge 77/2020 modifica il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, in materia di superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni fissando la data per maturare il requisito al 31/12/2020. Considerata l’attuale impossibilità delle amministrazioni stesse di bandire concorsi pubblici a causa dell’emergenza Covid, è necessario prevedere deroghe al fine di consentire agli Enti di bandire, in base al piano del fabbisogno del personale, procedure concorsuali riservate appunto a tale personale nel biennio 2021-2022».

«Se questi due punti non saranno inseriti nella manovra finanziaria – hanno concluso Russo, Giordano e Barletta – gli emendamenti saranno inefficaci per quegli stessi fini per i quali sono stati proposti. È, dunque, necessario intervenire con urgenza con le integrazioni proposte per garantire un futuro a migliaia di lavoratori e famiglie che da anni attendono di essere liberati dall’incertezza che sta segnando le loro vite». (rcz)

I sindacati incontrano il Commissario Longo: si deve garantire discontinuità rispetto alle attuali gestioni

I segretari generali regionali di CgilCislUil Calabria Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, hanno incontrato il commissario ad acta della Sanità in Calabria, Guido Longo.

L’incontro, avvenuto a Catanzaro, ha visto la partecipazione del dirigente generale del Dipartimento alla Salute della Regione, Francesco Bevere, un «segnale positivo di una nuova fase di collaborazione tra Regione e Ufficio del Commissario».

«Al Prefetto Longo – hanno dichiarato Sposato, Russo e Biondo – abbiamo chiesto di procedere al più presto alle nomine dei nuovi manager di Asp e Ao. Gli attuali Commissari, infatti, nominati dal precedente Governo, hanno cessato il loro incarico a inizio novembre, con lo scadere della vigenza del primo Decreto Calabria. Il nuovo Decreto Calabria ha previsto una proroga non oltre l’11 dicembre. Sono stati, poi, confermati dal Commissario Longo, in attesa della conversione in legge del Decreto Calabria bis».

«Ora – hanno aggiunto – è necessario garantire discontinuità rispetto alle attuali gestioni che, soprattutto in alcune realtà, hanno segnato una totale immobilità nell’organizzazione sanitaria. Ad esempio, nell’Asp e nell’Ao di Cosenza di fatto c’è stata una paralisi: l’estate è trascorsa, nonostante l’incombere dell’emergenza pandemica, senza che venissero acquisite nuove attrezzature, senza assunzione di nuovo personale, senza attivazione di nuovi posti Covid. Il personale sanitario dell’Ospedale dell’Annunziata è allo stremo. Anche altre realtà territoriali sono in grande difficoltà».

«Per queste ragioni – hanno proseguito i segretari generali delle confederazioni sindacali calabresi – abbiamo chiesto un segnale di novità con la nomina di Commissari competenti e sensibili alle problematiche del territorio, che sul territorio si fermino acquisendo una consapevolezza del contesto e non stiano sempre con il trolley in mano».

«Abbiamo chiesto, inoltre – hanno aggiunto i sindacalisti – di sciogliere i nodi del personale, di procedere con la riorganizzazione della rete della medicina territoriale, dell’assistenza domiciliare e della rete ospedaliera. Da parte del Commissario abbiamo avuto assicurazioni sulla volontà di procedere in tempi brevi alla nomina dei nuovi manager e una grande disponibilità al confronto sugli ospedali e sulla medicina del territorio. Inoltre, il dottor Longo ha dato assicurazioni sulla proroga dei contratti in essere del personale precario della sanità».

«Sia il Commissario – hanno detto ancora – che il Dottor Bevere hanno poi evidenziato che si sta procedendo alla riorganizzazione della struttura del Dipartimento della Regione, finora sottodimensionato. Ci siamo salutati con l’impegno a rivederci subito dopo le festività natalizie, con la presenza delle Federazioni dei Medici e del Pubblico Impiego, per avviare un tavolo di confronto permanente sui temi della riorganizzazione delle reti territoriale e ospedaliera ai fini di una piena fruizione dei Lea da parte dei cittadini, anche in considerazione della campagna di somministrazione dei vaccini anti Covid, e per affrontare i nodi connessi e imprescindibili relativi al personale: lo scorrimento delle graduatorie esistenti, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione delle procedure concorsuali per le nuove assunzioni». (rcz)

 

La Cisl Calabria chiede confronto su utilizzo fruttuoso del Recovery Fund

La Cisl Calabria ha chiesto al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, un confronto sul Recovery Plan. Lo ha reso noto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel corso del Consiglio generale della Cisl calabrese, che si è svolto online.

Nel corso del suo intervento, la segretaria nazionale ha toccato molti temi legati alla ripartenza e alla necessità di un dialogo vero sull’utilizzo fruttuoso delle risorse provenienti dall’Ue, sottolineando che c’è bisogno di chiarezza e di responsabilità da parte di tutti, in un momento in cui in Italia si continuano ad avere 800 morti al giorno come nel picco della pandemia. Si assiste invece ad un continuo cambiamento di regole e di colori che non agevola la consapevolezza delle persone rispetto a quello che sta drammaticamente avvenendo.

Annamaria Furlan ha evidenziato come ci siano troppi ritardi nell’affrontare sia la fase pandemica sia i problemi dell’economia.

«In Calabria ad esempio, dove – ha detto – la Cisl sta facendo un lavoro straordinario di vicinanza alle persone, se non ci fosse stata l’azione decisa del sindacato confederale si sarebbe forse ancora in attesa della scelta del Commissario per la sanità. E a livello nazionale si registrano rinvii e ritardi in tutte le occasioni di confronto con il Governo. I sindacati sono stati convocati a manovra di bilancio chiusa, senza che ci fosse la previsione di interventi essenziali per il sostegno al Paese e con soli 9 miliardi per la sanità. Si è fatta una grande fatica per la proroga della cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti sino a fine marzo. Si rinviano riforma pensionistica e riforma fiscale e, di rinvio in rinvio, le persone soffrono sempre di più».

La Segretaria nazionale ha ricordato che i sindacati confederali hanno manifestato, in luglio a Roma e a settembre in tutte le regioni, per chiedere un confronto su una partita nella quale si decide il futuro di figli e nipoti, di più generazioni, in un Paese in cui il debito pubblico ha raggiunto i 160 miliardi. E se le voci generali degli ambiti di utilizzo dei fondi del Next Generation Eu sono condivisibili, il vero punto è su come gli obiettivi vengono perseguiti e realizzati. Ad esempio, quando per la sanità si prevedono 9 miliardi, mentre ne sono stati tagliati 38, si comprende la distanza dal mettere davvero al sicuro un Paese schiantato dalla pandemia, che ha subìto – non solo in Calabria – tagli nelle strutture, negli investimenti per il personale, nei posti letto.

«Perché allora – ha sottolineato Annamaria Furlan – rifiutare i fondi del Mes, che hanno l’unico vincolo di dover essere impiegati soltanto per la sanità e sono fruibili ad un interesse quasi a tasso zero?».

Nel frattempo, non si hanno assunzioni nella Pa e nella stessa sanità. La proroga di 30.000 precari altrimenti in scadenza, che lavorano in tempo di Covid e poi saranno mandati a casa, non riguarda assunzioni vere. Di queste, neanche una. E sulla scuola, la segretaria della Cisl ha evidenziato come si continuino a dire cose irrealistiche: è stata, purtroppo, chiusa in ottobre perché non c’erano sufficienti garanzie di sicurezza nei trasporti e nelle stesse scuole. Se, infatti, una classe è in quarantena e tutta la classe aspetta una settimana per i tamponi, questo dipende dal fatto che non c’è il personale per eseguirli. Il Governo aveva messo a disposizione delle Regioni 300 milioni per provvedere ai trasporti: le Regioni non ne hanno chiesto neanche un terzo.

Per la Segretaria generale della Cisl, le risorse europee devono essere utilizzate per l’apertura dei cantieri. Per creare lavoro. Così come devono essere impiegate nella riforma della Pa, se questo significa programmare e attuare un grande piano per la digitalizzazione, per la formazione di lavoratori e lavoratrici: quegli stessi lavoratori pubblici che in questi mesi sono stati posti obbligatoriamente in smart working dal datore di lavoro-Stato, senza formazione, con strumenti personali dei lavoratori stessi, senza diritto a disconnessione. Bisogna investire su scuola, università e ricerca, perché da 15 anni si taglia. L’anno scolastico si è aperto con oltre 60.000 cattedre vuote e, in base alle prospettive pensionistiche, l’inizio del prossimo ne vedrà vuote 90.000 cattedre. Come si può parlare di doppi turni se mancano gli insegnanti?

«La Cisl ha chiesto al Presidente del Consiglio un confronto sul Recovery plan – ha sottolineato ancora Annamaria Furlan – perché nel nostro Paese tanti lavoratori non possono contare sugli ammortizzatori sociali, su politiche che accompagnino un disoccupato verso un nuovo posto di lavoro e un lavoratore nel passaggio da un posto a un altro. Sulle politiche attive in questo campo, ha ricordato, non è stato fatto nulla, dopo un unico incontro con la ministra Nunzia Catalfo. Anche la transizione energetica, mentre tutti siamo consapevoli che la scelta green è irreversibile, non si può fare solo per decreto, senza un’azione forte di accompagnamento delle aziende nella transizione: la questione va affrontata con investimenti e un piano serio».

Bisogna, perciò, creare una condizione di forte sinergia per utilizzare bene il Recovery fund, in un Paese che ogni anno manda indietro enormi risorse provenienti dai fondi europei. «Speriamo che si apra un confronto vero», ha affermato la Segretaria generale della Cisl.

«Vi parteciperemo – ha aggiunto – con grande senso di responsabilità e con le nostre proposte. Sarà decisivo perché il 2021 sia l’anno in cui ricominciare a costruire e a sperare oppure un anno drammatico per giovani, anziani, lavoratori in difficoltà, famiglie pensionati. La Cisl continuerà ad essere riferimento di speranza per le persone, con il lavoro straordinario che si fa in Calabria e sugli altri territori. Solidarietà significa anche questo: essere sempre disponibili con i nostri servizi e le sedi e costituire un punto di riferimento anche durante i momenti più difficili».

Nella relazione con cui ha aperto l’incontro, il segretario generale di Cisl Calabria, Tonino Russo ha sottolineato che «nell’anno forse più duro dal secondo dopoguerra, in un Paese schiacciato fra pandemia ed emergenza economica, il sindacato confederale ha compiuto unitariamente sforzi importanti, dimostrando di essere un baluardo contro la deriva: dal blocco dei licenziamenti alle misure per far fronte alla crisi, dalla tutela della sicurezza dei lavoratori alle proposte per far ripartire il Paese. Un lavoro straordinario, molto apprezzato dalla base, per il quale va il ringraziamento alla Segretaria generale Annamaria Furlan, al Segretario generale aggiunto Luigi Sbarra, a tutta la Segreteria confederale».

Mentre vediamo affiorare fibrillazioni nella maggioranza di governo, ha proseguito Russo, «bene ha fatto la Segretaria generale Annamaria Furlan a richiamare il Governo al confronto sul Recovery plan. Non comprendiamo la scelta di pletore di consulenti e strutture parallele né ci convincono le scelte che emergono dalle prime bozze. C’è da colmare un gap di investimenti nel Mezzogiorno. Vediamo poca attenzione e risorse minime per la sanità. Per il Sud e la Calabria il Governo deve fare di più: dalle politiche per il lavoro all’alta velocità ferroviaria, quella vera; dal completamento della Ss 106 in tutto il suo tracciato ai tratti mancanti dell’A2; dalle infrastrutture materiali ed immateriali ad un fisco equo e giusto; dagli investimenti su scuola, ricerca e innovazione a quelli per la mitigazione del rischio idro-geologico, per una forestazione abbandonata che paga la scarsa attenzione e vive gravi difficoltà a causa del taglio dei trasferimenti del Governo».

«Le ragioni dello sciopero del 9 febbraio 2019 e della grande manifestazione di Reggio del 22 giugno 2019 sono ancora lì. Il Paese – ha evidenziato il segretario Russo – riparte se riparte il sud, se si mette al centro il lavoro. Le questioni portate in piazza nell’iniziativa regionale svoltasi a Cosenza il 18 settembre scorso meritano risposte concrete. Il governo apra il confronto con le parti sociali e con il sindacato. Per far ripartire il Paese. Per favorire, nella regione più povera dell’Ue secondo Unioncamere, l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani e donne che dalla Calabria fuggono».

Soffermandosi sulla questione sanità, Russo ha sottolineato che «in una Calabria colpita con forza dalla seconda ondata di contagi Covid, i sindacati confederali hanno denunciato storture, inefficienze, omissioni e ritenuto necessario compiere scelte forti, assumendo la responsabilità dell’esposto presentato al Procuratore Nicola Gratteri per chiedere di accertare responsabilità, omissioni ed inadempienze nella gestione dell’emergenza Covid.  Una scelta condivisa e sostenuta dalla Segretaria generale Annamaria Furlan.

«Al nuovo Commissario ex Prefetto Guido Longo, con cui domani, giovedì, avremo l’incontro richiesto dai tre segretari generali – ha sottolineato il Segretario regionale della Cisl – spetta un compito arduo, gravoso, da far tremare i polsi. Noi abbiamo offerto la nostra disponibilità al confronto, a lavorare insieme per ricostruire una sanità degna di questo nome. Fondamentale sarà proporre alla guida di Asp e Ao professionisti competenti. No alle solite logiche spartitorie. La politica, che ha prodotto il disastro, faccia un passo indietro».

«In una Calabria alle prese con tante emergenze irrisolte, dove c’è il rischio che il post Covid segni un punto di non ritorno – ha proseguito Russo – la Regione ha perso prematuramente il proprio Presidente, Jole Santelli. Si è interrotta anzitempo una legislatura segnata anche dall’arresto, nelle ultime settimane, del presidente del Consiglio regionale. In un tale contesto la Cisl è al lavoro per essere un argine alla deriva. Restano irrisolte le tante questioni legate al precariato, ai bacini creati da leggi varie, dietro le quali ci sono storie di diritti negati, di un precariato che serve ad alimentare consenso e che si vuole perpetuare».

«Con iniziative forti – ha aggiunto – manifestazioni, occupazioni, ricevendo avvisi di garanzia, abbiamo conquistato sul campo, sui binari e sulle autostrade, nel confronto con il Governo, grazie al sostegno della Confederazione, norme e risorse per la stabilizzazione dei lavoratori ex lsu-lpu. Dobbiamo essere pronti a raccogliere i frutti di questo lavoro in una situazione socio-economica alimenta in Calabria forme di illegalità, una ‘ndrangheta sempre più forte, pervasiva, pronta ad impossessarsi di pezzi interi di economia legale. Su tutto questo la Cisl tiene ben alzate le proprie antenne sul territorio ed è chiamata non solo a vigilare sui luoghi di lavoro, ma a stare vicino, con i suoi servizi di prossimità, a persone e famiglie per aiutarle a superare molte difficoltà quotidiane, utilizzando gli strumenti che le norme previdenziali e di sostegno prevedono e costruendo un grande patto sociale per un progetto di rinascita del Paese, della Calabria e dei suoi territori».

«Lunedì – ha sottolineato con vigore il segretario regionale della Cisl andando verso la conclusione della relazione – è andato in scena, su quello che dovrebbe essere servizio pubblico, un attacco strumentale e gratuito alla Cisl, ad Annamaria Furlan e a Gigi Sbarra, a noi tutti, ai 4 milioni di iscritti e militanti. Noi conosciamo la verità e sosteniamo il percorso guidato da Annamaria Furlan, un percorso che ha reso la Cisl più forte, più trasparente.  Una casa di vetro.  Pubblichiamo tutto sui nostri siti, bilanci, retribuzioni, tesseramento. Dal 2015, appena Annamaria Furlan si è insediata.  Chi altri lo fa? La Cisl è stata fondata da un ligure, genovese, Giulio Pastore. E da una ligure, genovese, Annamaria Furlan, da chi ha scacciato i mercanti dal tempio, gli stessi che lanciano accuse gratuite, la Cisl è stata rifondata. Siamo fieri ed orgogliosi di questo impegno, di questa Cisl. Siamo al vostro fianco, sempre, con convinzione e determinazione».

«La Cisl calabrese sta facendo un grande lavoro di squadra sul territorio anche attraverso i suoi servizi, e per questo – ha concluso Tonino Russo –  va il mio ringraziamento a tutto il Consiglio, alla Segreteria regionale, al Coordinamento Donne per le importanti iniziative che porta avanti».

Il dibattito ha ripreso i temi della relazione del segretario regionale condividendone in tutto i contenuti ed evidenziando il fatto che l’impegno della Cisl in Calabria mette quotidianamente al centro, con scelte concrete, la persona e la sua dignità. Fortemente sottolineata in tutti gli interventi è stata la vicinanza e il sostegno al lavoro della segreteria nazionale, con in primo piano la segretaria generale Annamaria Furlan e il Segretario generale aggiunto Luigi Sbarra. (rrm)

Sciopero della Pa, Russo (Cisl Calabria): serve una svolta in tutti i settori del pubblico impiego

Il segretario generale della Cisl CalabriaTonino Russo, ha dichiarato che «lo sciopero della Pubblica Amministrazione proclamato dai sindacati confederali e dalle categorie del pubblico impiego per mercoledì 9 dicembre, mette in primo piano la necessità che i dipendenti pubblici siano messi in condizione di poter garantire migliori servizi ai cittadini».

«In una fase delicata – ha aggiunto – in cui il pubblico impiego, nei suoi doversi settori, è stato ed è il motore della vita del nostro Paese, si chiede al Governo di rinnovare i contratti di Sanità, Enti locali, Amministrazioni centrali scaduti da due anni, di investire sulla riforma e sul rinnovamento della Pa, su un piano di digitalizzazione e di formazione, sulla valorizzazione e sulla sicurezza dei dipendenti pubblici che, nell’emergenza della pandemia da Covid-19, si sono fatti carico di grandi sacrifici e, in moltissimi casi, hanno dato la vita nei luoghi di lavoro.

«Per tutto questo – ha proseguito Russo – non basta procedere a colpi di circolari ministeriali che non possono sostituire la funzione della contrattazione. Sono necessari una visione ampia, uno sguardo proiettato sul futuro e per questo le scelte devono essere condivise con i lavoratori. C’è, inoltre, bisogno di assunzioni di nuovo personale e, in Calabria come altrove, deve essere posta sotto i riflettori la vicenda del precariato che lavora nella Pa e che in molti casi permette, in strutture sotto organico, che la Pa stessa continui a funzionare al servizio dei cittadini. Si tratta di un personale che deve essere finalmente stabilizzato perché cessi il vero e proprio abuso che vede lavoratori con contratti perennemente a scadenza e lasciati nell’incertezza sul futuro loro e delle loro famiglie. Si configurano vere e proprie forme di sfruttamento del lavoro precario nell’apparato pubblico, sulla pelle di persone che di fatto consentono a molte strutture di continuare svolgere la sua funzione».

«Lo sciopero del 9 dicembre è stato, dunque, proclamato – conclude il segretario regionale della Cisl calabrese – con lo sguardo rivolto al futuro, perché siano poste le condizioni indispensabili a garantire, da parte dell’apparato pubblico, risposte adeguate alle sfide che attendono il Paese».