Sbarra (Cisl Calabria): Sviluppo, la ripartenza richiede coesione e concertazione

Il Comitato Esecutivo della Cisl Calabria si è riunito per parlare dei temi della ripartenza: per Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl, la ripartenza «richiede coesione e concertazione».

Per Sbarra, infatti, è fondamentale «confermare e consolidare le protezioni sociali e avviare nel contempo un grande patto concertato per la crescita e lo sviluppo. Le direttrici sono quelle che ci hanno portato in piazza a Roma il 29 luglio: sblocco delle infrastrutture materiali, digitali e sociali, una nuova politica industriale con incentivi su ricerca e innovazione anche per le PMI, un grande investimento su competenze e politiche attive, Scuola e Pubblica amministrazione, rinnovo dei contratti. E poi lotta all’evasione fiscale, fisco alleggerito sui redditi da pensione e lavoro, rilancio dei diritti di cittadinanza e sostegno alla non autosufficienza», e determinante sarà la capacità di «dare una svolta a una strategia di sviluppo nazionale incentrata sulla ripartenza del Mezzogiorno».

«L’apertura del ministro del Sud, Giuseppe Provenzano a uno sgravio del 30% dei contributi previdenziali per le realtà produttive che investono e assumono al Sud – ha aggiunto – è un segnale significativo, ma non sufficiente per garantire una svolta storica». 

Chi realizza investimenti al Sud, per il segretario aggiunto Sbarra, «deve vedere garantito il taglio totale della fiscalità sull’impresa, una forte e strutturale decontribuzione incrementale sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, misure agevolate di accesso al credito, procedure burocratiche semplificate, garanzie sul terreno della sicurezza e della legalità. La Cisl è pronta a misurarsi sul versante della costruzione di relazioni sindacali e contrattuali responsabili e partecipative per attrarre investimenti e realizzare creazione di nuova occupazione soprattutto per i giovani».

«Ogni crisi, anche la più tragica – ha concluso Sbarra – porta con sé l’occasione di riparare i punti deboli e le iniquità di un sistema di crescita. Questa crisi, per quanto spaventosa, non fa eccezione.  Per cogliere questa occasione dobbiamo però lavorare insieme in una dimensione di responsabile concertazione».

Aprendo i lavori del Comitato Esecutivo, il segretario generale di Cisl Calabria, Tonino Russo, ha evidenziato il grande impegno della Segretaria nazionale che, con Annamaria Furlan e Luigi Sbarra, ha il grande merito di avere anticipato i temi della solidarietà all’interno dell’Unione Europea e la necessità di valorizzarne le risorse. «I fatti di oggi stanno dando ragione alla Cisl», ha sottolineato.

«Sono in arrivo grandi risorse dall’Unione Europea. Devono essere aggiuntive – ha dichiaratoRusso – a quelle già promesse dal Governo nel Patto per il Sud in base alla cosiddetta clausola del 34% (riferita agli investimenti per la percentuale di popolazione). Su questo la Calabria e il Mezzogiorno devono recuperare ciò che nel tempo è stato loro sottratto, con investimenti ben al di sotto del 34%.  I fondi del Recovery Fund – ha affermato Russo con forza – devono essere utilizzati anche per colmare questo divario».

«Ci preoccupano alcune politiche di questo governo – ha detto ancora Russo – come abbiamo già denunciato, tra le opere prioritarie infrastrutturali per la Calabria ce ne sono soltanto tre, di cui si parla peraltro da decenni, e non sono considerati tali il completamento dell’A2 né i lavori per la S.S. 106. Se è necessario bisogna spacchettare i macrolotti programmati, ad esempio per collegare le grandi città della Calabria (Catanzaro, Crotone, Corigliano Rossano). Anche per l’alta velocità ferroviaria, c’è la volontà del Governo di portarlo anche in Calabria, ma non si vuole tenere conto della proposta, già avanzata nel 2016 dal Consiglio regionale della Calabria nel Piano trasporti, dell’Alta Velocità Larg, di nuova generazione (300km/h) per il trasporto dei passeggeri. E siamo in attesa dell’elettrificazione della linea jonica, dell’area di logistica integrata per il Porto Gioia Tauro e della valorizzazione degli altri porti calabresi».

Russo ha poi toccato diversi altri temi strategici per la Calabria come quelli del dissesto idrogeologico, della tutela dell’ambiente, della depurazione, con la proposta di un CIS “ma pulito”: questioni che devono entrare nei programmi concreti del Governo utilizzando i fondi provenienti dell’Europa.

«È poi fondamentale – ha evidenziato il segretario generale Russo – l’utilizzo dei fondi del Mes per il riordino del sistema sanitario territoriale e ospedaliero, per abbattere le liste di attesa per esami e visite specialistiche, per ridurre drasticamente la migrazione sanitaria che causa disagio ai pazienti e porta risorse fuori regione. L’emergenza Covid-19 ci ha insegnato anche che la sanità privata deve integrare e non sostituire quella pubblica o farle concorrenza. Chiediamo il rispetto dei diritti dei lavoratori della sanità privata, ai quali devono essere applicati gli stessi contratti del pubblico. E ribadiamo l’impegno per la stabilizzazione dei lavoratori precari, per i quali ci stiamo battendo».

«In questa fase difficile – ha concluso Tonino Russo – la Cisl in Calabria ha fatto e sta facendo uno sforzo enorme per stare al servizio delle persone più deboli, in una situazione in cui si registra, ad esempio, un bassissimo livello delle pensioni, provenienti soprattutto dal settore privato. Faremo un buon lavoro – ha concluso Russo – se riusciremo a far capire queste cose a chi, nel Governo nazionale e in quello regionale, deve ascoltare i territori e chi opera in mezzo alla gente». (rrm)

Cisl Calabria: Bene ministro Provenzano su fiscalità di vantaggio al Sud per il lavoro

Per il segretario generale di Cisl CalabriaTonino Russo, le proposte su cui sta lavorando il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, vanno nella giusta direzione: «non un generico taglio delle tasse», ma «una riduzione del costo del lavoro al Sud con un taglio del 30% dei contributi previdenziali a carico delle imprese” perché “la priorità resta il rilancio degli investimenti pubblici e privati».

«La proposta – ha dichiarato il segretario Russo – va nella direzione che la Cisl da tempo auspica: non servono, infatti, forme di assistenzialismo vecchie e nuove che non risolvono i problemi, ma anzi li aggravano. Garantire più incentivi e più agevolazioni fiscali alle imprese che si impegneranno a non licenziare, a quelle che investiranno nel Mezzogiorno e che creeranno nuova occupazione, è una risposta all’altezza di una crisi che rischia di deflagrare come una vera e propria bomba sociale in un contesto in cui, come lo stesso Ministro ha ricordato, la Svimez prevede 380.000 posti di lavoro in meno».

«A questo tema – ha aggiunto – si accompagna oggi quello di una urgente e necessaria riforma fiscale, che la Cisl chiede con forza perché oggi più che mai le scelte politiche e legislative siano caratterizzate da solidarietà, redistribuzione della ricchezza, equità fiscale, adeguatezza delle pensioni».

«Lanciamo un appello al Governo – ha sottolineato il segretario generale della Cisl calabrese – perché si consideri il Mezzogiorno come grande priorità per tutto il Paese e perché sugli investimenti programmati e da programmare il Governo ascolti i territori, a partire dalle scelte sull’alta velocità che, a parità di investimenti, chiediamo siano riconsiderate nella direzione dell’Alta Velocità Larg, di ultima generazione».

«Così come chiediamo alla Regione – ha proseguito Russo – che il tavolo del partenariato per la programmazione 2021-2027 della spesa dei fondi comunitari insediato nei giorni scorsi sia davvero occasione di ascolto, confronto e condivisione al fine di individuare le priorità per la Calabria. È il momento, infatti, di programmare perché le risorse europee – quelle ordinarie, quelle provenienti del Recovery fund e, lo ribadiamo, anche dal Mes per rimettere in ordine la Sanità calabrese – siano valorizzate al meglio puntando su innovazione, reti digitali, istruzione e formazione, infrastrutture, mobilità sostenibile e alta velocità, tutela dell’ambiente, messa in sicurezza del territorio e difesa del suolo, tutela del mare e depurazione (abbiamo proposto un “Cis mare pulito”), efficienza della pubblica amministrazione, nuova politica industriale, agroalimentare, rilancio dell’artigianato, del turismo e delle politiche sociali, individuando le forme più efficaci per contrastare le infiltrazioni della criminalità».

«Questi temi e, in generale, il piano di sostegno e di rilancio dell’economia – ha concluso Tonino Russo – saranno venerdì 7 agosto, a Lamezia, al centro dei lavori del Comitato esecutivo di Cisl Calabria, al quale parteciperà il Segretario generale aggiunto della Cisl, Gigi Sbarra, per una riflessione comune che sarà senza dubbio di grande interesse». (rrm)

Cisl Calabria: Recovery Fund e del Mes occasione di sviluppo per Sud e la Calabria

Per il segretario generale del Cisl CalabriaTonino Russo, i finanziamenti provenienti da Recivery Fund e previsti da Mes per la sanità possono essere una grande occasione di sviluppo per il Sud e la Calabria.

A questi finanziamenti, secondo il segretario generale Russo, «ai quali si deve fare ricorso mettendo da parte resistenze pregiudiziali mascherate con motivazioni infondate, possono costituire una grande occasione perché, da forme di intervento caratterizzate in gran parte dall’assistenzialismo, si passi al rilancio delle politiche attive del lavoro. Anche per questo le organizzazioni dei lavoratori devono essere ascoltate e coinvolte nella condivisione delle scelte relative al Recovery plan».

«Può aprirsi – ha aggiunto – una pagina nuova per la nostra regione sulla mobilità e sulla realizzazione e programmazione delle infrastrutture propedeutiche allo sviluppo, ma anche sull’innovazione e sulla digitalizzazione, sulla scuola e sulla formazione, sulla cultura e sul turismo, sulla tutela dell’ambiente e sull’agroalimentare, tenendo conto delle vocazioni naturali del nostro territorio, perché tutto converga in un piano per la crescita».

«Da tempo, inoltre, la Cisl – ha spiegato Tonino Russo – chiede una riforma fiscale perché è necessario che, soprattutto in questa fase, le scelte del legislatore siano caratterizzate da solidarietà, redistribuzione della ricchezza, equità fiscale, adeguatezza delle pensioni. Un tema che, insieme al Mezzogiorno, sarà tra quelli al centro della manifestazione sindacale unitaria del 29 luglio a Roma, denominata Notte per il lavoro. Ricostruire il Paese e l’Europa partendo dal buon lavoro, alla quale anche la Cisl calabrese parteciperà con una sua delegazione (numeri limitati a causa delle norme anticontagio)».

«Nel corso di essa – ha proseguito il segretario generale della Cisl Calabria – saranno presentate pubblicamente al Governo proposte su blocco dei licenziamenti e ammortizzatori sociali, riforma fiscale e lotta all’evasione, rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati, sanità pubblica, sicurezza sul lavoro, conoscenza, cultura, investimenti, digitalizzazione, lavoro stabile e sostenibile, Mezzogiorno, legge per non autosufficienza, previdenza, inclusione sociale. All’iniziativa del 29 seguirà, il 18 settembre, un’altra giornata di mobilitazione per una svolta nella politica economica».

«Vogliamo qui ricordare – ha continuato Russo – che il Governo ha riaffermato, presentando a Gioia Tauro il “Piano per il Sud”, l’impegno per il rispetto della cosiddetta “clausola del 34%”, cioè del principio che il 34% della spesa pubblica, un volume complessivo annuale di stanziamenti in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento, sia destinato alle regioni del Meridione. Questo principio deve ispirare tutte le politiche pubbliche di investimento, comprese oggi quelle legate al Recovery fund e al Mes e deve essere non solo confermato, ma esteso ad una percentuale superiore, a causa delle maggiori criticità legate all’emergenza sanitaria ed economica».

«Perché non venga oggi  depotenziata la spinta propulsiva per il Mezzogiorno – ha spiegato Tonino Russo – che abbiamo salutato con favore nelle settimane precedenti la crisi del Covid-19, sarà determinante anche in Calabria, come sosteniamo senza stancarci, un patto sociale che metta al centro i cittadini, superando sterili contrapposizioni e polemiche strumentali, finalizzate a miopi interessi di parte. È un metodo che crediamo fermamente debba essere condiviso da tutte le forze politiche e sociali e dal governo regionale: istituzioni, organizzazioni datoriali e dei lavoratori, associazioni professionali, terzo settore, volontariato devono confrontarsi e convergere su percorsi e obiettivi».

«Sui temi decisivi per il futuro della nostra terra – ha sottolineato il segretario generale – non ci si deve dividere. Il dividersi indebolisce. C’è infatti il rischio che i fondi da impiegare possano anche essere teoricamente sufficienti, ma male utilizzati e dispersi se non si hanno la capacità di individuare le scelte più giuste per la crescita e la forza di sostenerle».

«Chi governa – ha concluso Tonino Russo – deve dare ascolto alle vere esigenze dei cittadini e tenere presente che stanno per essere stanziate risorse che prenderemo in prestito dalle generazioni future: sta a noi – conclude il Segretario generale della Cisl calabrese – impiegarle con responsabilità e lungimiranza». (rrm)

 

Italia Veloce, Russo (Cisl Calabria): necessarie e urgenti altre infrastrutture

Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria, ha rilevato come nel piano Italia Veloce del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti siano poche le opere prioritarie per la Calabria, ribadendo la necessità e l’urgenza di altre infrastrutture.

«Non possiamo che restare perplessi – ha dichiarato Tonino Russo – quando leggiamo che tra le opere prioritarie comprese nel piano “#italiaveloce” del Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti e legate, per lo snellimento delle procedure, al “Decreto semplificazioni”, a fronte di una previsione di spesa per tutto il Paese di 196,7 miliardi, con 131,3 miliardi di risorse  già assegnate e un fabbisogno residuo di 65,4, sono previste per la Calabria solo tre infrastrutture, peraltro programmate da molto tempo».

«Si tratta, infatti – ha spiegato il segretario generale di Cisl Calabria – degli svincoli autostradali di Cosenza sud e di Cosenza nord tra Rende e Montalto, di cui si parla da quarant’anni e attesi almeno dal 2008, cioè dall’accordo sulla progettazione tra Anas e Provincia di Cosenza; del completamento del 3° megalotto della S.S. 106 Jonica (finanziato quasi vent’anni anni fa), per il quale l’apertura del cantiere è stata annunciata nel maggio scorso dalla Ministra De Micheli (ma i lavori non sono ancora iniziati); del collegamento veloce tra l’aeroporto di Lamezia Terme e la stazione ferroviaria. Opere senza dubbio importanti, che speriamo saranno avviate e completate, ma assolutamente insufficienti a colmare l’enorme divario infrastrutturale tra la Calabria e il resto del Paese».

«Accanto alle poche opere previste come prioritarie per la Calabria, infatti – ha sottolineato Russo – ce ne sono altre senza le quali le stesse infrastrutture contenute nel piano #italiaveloce del MIT vedrebbero non pienamente sviluppata la loro potenzialità per il miglioramento della viabilità. Parliamo dell’A2 e della S.S. 106, per le quali si registrano, come è arcinoto, vere e proprie emergenze sul piano della sicurezza L’A2 deve essere completata per tutta la lunghezza del tracciato che attraversa la Calabria: ai due nuovi svincoli, certamente utili per l’area urbana di Cosenza e per il territorio che ospita l’Università della Calabria, devono aggiungersi i lavori sul tratto Cosenza-Altilia (27 km), il più pericoloso come dimostrano gli incidenti mortali purtroppo registrati, sul tratto Morano-Firmo (21 km) e nell’area di Pizzo (11 km): in tutto 59 km».

«E – ha aggiunto – se per la S.S. 106 apprezziamo la notizia della velocizzazione dell’iter del progetto della strada a quattro corsie per il tratto della S.S. 106 Jonica Sibari-Mandatoriccio, via Corigliano Rossano, siamo in attesa che abbiano inizio i lavori per il 3° megalotto (un tracciato di 39 km da Roseto Capo Spulico a Sibari, con una previsione di sette anni per il completamento; un cantiere che potrebbe dare occupazione a regime a circa tremila lavoratori, indotto compreso), è fondamentale per lo sviluppo del territorio la progettazione del percorso a sud di Sibari, attraverso Corigliano Rossano, per giungere a Catanzaro e liberare Crotone dall’isolamento. Se ne parla nella delibera CIPE n. 36/2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25/01/2020 e riguardante l’approvazione dell’aggiornamento 2018-2019 del contratto di programma 2016-2020 tra MIT e Anas S.p.a., che prevede oltre tre miliardi di investimenti per il rinnovamento delle infrastrutture calabresi e riguarda diversi interventi tra i quali, per restare sulla costa jonica, anche il prolungamento dallo svincolo di Gerace verso Locri».

«È altresì importante accelerare – ha sottolineato il segretario generale Russo – lo studio di fattibilità per il collegamento Crotone-Catanzaro, che ha già il parere favorevole dei Sindaci del territorio e che metterà finalmente le aree interne interessate da quel percorso in comunicazione con il resto della regione. Pur di far fronte all’esigenza di accelerare alcuni interventi – propone Tonino Russo – si proceda a scomporre i megalotti, come appunto è stato fatto per il tratto Rossano-Sibari diviso in due blocchi: Mandatoriccio-Rotatoria Aranceto (Rossano); Rotatoria Arcanceto-Sibari, tratto per il quale si è in fase di redazione del progetto definitivo e si possono allocare subito le risorse, inserendolo tra le opere prioritarie per un migliore collegamento della terza città della Calabria con il territorio regionale, accorciando distanze e limitando disagi non più sopportabili in un Paese europeo, per realizzare il collegamento veloce con l’aeroporto di Crotone, per mettere in sicurezza un percorso che l’Aci ha inserito tra i dieci più pericolosi d’Italia».

«È questo il momento  – ha proseguito Russo – di utilizzare tutte le risorse disponibili, anche quelle in arrivo dall’Ue, per collegare i territori, spalmando gli interventi sull’intera Calabria, puntando tra l’altro a realizzare il sogno di trasformare in lavoro tutte le forme di assistenzialismo, pur necessarie in assenza di occupazione, ma certamente diseducative. Auspichiamo che vada in questa direzione il tavolo del partenariato convocato nei giorni scorsi dalla Regioneper la riprogrammazione dei Programmi Operativi dei Fondi strutturali 2014-2020, per utilizzare le risorse comunitarie nel contrasto degli effetti sanitari, economici e sociali della crisi e per il rilancio economico e sociale, per ricorrere a tutte le possibilità messe a disposizione dalle recenti modifiche ai regolamenti europei».

«La questione delle infrastrutture – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – è centrale e strategica per lo sviluppo della Calabria: lo è per la mobilità, per la sicurezza delle persone, per il lavoro, perché realizzare opere vuol dire creare occupazione in una terra che – lo abbiamo affermato e spiegato mille volte – chiede investimenti produttivi e non assistenzialismo». (rrm)

Cisl Calabria rilancia l’appello per un Contratto Istituzione di Sviluppo Mare Pulito per la Calabria

È un appello rivolto al Governo, alla Regione Calabria, guidata da Jole Santelli e ai sindaci quello che Tonino Russo, segretario generale del Cisl Calabria, rilancia: un Contratto Istituzione di Sviluppo Mare Pulito per la Calabria.

«Si tratta – ha spiegato il segretario di Cisl Calabria – di uno strumento utile a far convergere le esigenze del territorio e le opportunità di crescita, dunque quanto mai necessario per l’ambiente e per il turismo, per affrontare in maniera coordinata e definitiva le criticità che mettono a rischio la fruizione piena degli 800 km di coste calabresi; uno strumento la cui attuazione produrrebbe una ricaduta occupazionale molto significativa distribuita in tutti i Comuni, per una regione che chiede lavoro e non assistenzialismo».

«L’appello per un Cis Mare Pulito – ha proseguito il segretario Russo – e per non disperdere in mille rivoli i fondi destinati al sistema depurazione era stato rivolto unitariamente dalla Cisl insieme alla Cgil e alla Uil, lo scorso anno, alla ministra Barbara Lezzi, in occasione della sua visita in Calabria. È stato riproposto sia al ministro Giuseppe Provenzano, di cui conosciamo le competenza e la sensibilità verso i problemi del Sud, sia al Segretario del PD Nicola Zingaretti, ma è rimasto lettera morta».

«Ci aspettiamo ora – ha proseguito Tonino Russo – un sussulto di orgoglio e di interesse da parte del Ministro, che tra l’altro è siciliano, e ricordiamo che la Sicilia precede la Calabria nella lista delle procedure di infrazione. Non ci dispiacerebbe che, nel percorso che proponiamo, la Calabria possa fare da apripista per tutte le regioni interessate».

«Come emerge dalla relazione del ministro per l’Ambiente Sergio Costa alla Commissione bicamerale Ecomafie – ha dichiarato il segretario generale della Cisl calabrese, Tonino Russo – la Calabria è ai primissimi posti, al secondo per la precisione, con 188 agglomerati, nella triste classifica delle quattro Regioni per le quali sono state avviate dell’UE procedure di infrazione contro l’Italia a causa della cattiva gestione delle acque reflue».

«È finanche superfluo dire come la depurazione delle acque sia un elemento essenziale per lo sviluppo del nostro territorio per la difesa dell’ambiente e la valorizzazione di quella preziosa risorsa rappresentata dal turismo. Si ripropone perciò – ha proseguito Russo – la necessità di creare uno strumento che consenta di impiegare in modo efficace sia le risorse destinate a questo tema dal Governo, sia quelle che la Regione investirà, in modo da arrivare a una gestione corretta della depurazione e ad una soluzione definitiva del problema. Una soluzione che consenta tra l’altro al nostro Paese, per la parte che riguarda la Calabria, di non versare all’UE decine di milioni di euro a causa delle penalizzazioni». (rrm)

Cisl Calabria ad Anci regionale: posticipare la prima rata dell’Imu

«I Comuni prendano in esame la possibilità di posticipare il pagamento dell’imminente scadenza della prima rata Imu o, in alternativa, non applichino sanzioni e interessi in caso di ritardato versamento». È questa la richiesta che Tonino Russo, segretario generale di Cisl Calabria ha fatto all’Associazione Nazionale Comuni Italiani regionale.

«Le preoccupanti ricadute economiche e sociali dovute all’emergenza Covid-19 – si legge nella lettera inviata da Russo – stanno inevitabilmente mettendo a dura prova tanto le imprese del territorio, quanto i lavoratori e le loro famiglie. Nonostante l’avvio, seppur lento, delle attività, viviamo ancora una fase molto delicata, caratterizzata dalla consapevolezza di un doveroso distanziamento sociale che condiziona i comportamenti individuali. Uno scenario che genera incertezze e forti preoccupazioni per le attività economiche e produttive, che lamentano difficoltà economiche nell’adempiere al loro dovere di contribuenti a ridosso di scadenze tributarie».

«Di tutto questo, nei giorni scorsi, la Consulta Nazionale dei Caf (Centri di Assistenza Fiscale), facendosi interprete di questo disagio e in rappresentanza di migliaia di contribuenti, ha inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’Anci nazionale, una richiesta di sospensione dell’imminente scadenza della prima rata IMU prevista per il prossimo 16 giugno. Sulla base di quanto sopra esposto e considerato che l’attuale legge di bilancio dà facoltà ai Comuni di differire i termini di versamento per situazioni particolari, si chiede un Vostro autorevole intervento presso i Comuni della Calabria affinché possano prendere in esame la possibilità di posticipare il termine del pagamento IMU o, in alternativa, di non applicare sanzioni e interessi in caso di ritardato versamento».

Russo conclude ringraziando per l’attenzione, «nella consapevolezza di incontrare la sensibilità» dell’ANCI regionale. (rcz)

Il segretario generale Cisl Russo: pianificazione utilizzo risorse

Il Comitato esecutivo della Cisl Calabria, presieduta dal segretario generale Tonino Russo, si è riunita in videoconferenza per discutere della fase 2, dell’emergenza Codiv-19, alla ripresa delle attività aziendali e alla tutela dei lavoratori, al rilancio dell’economia.

Durante i lavori, l’esecutivo ha espresso soddisfazione per l’accordo tra Governo e parti sociali sull’ampliamento del Protocollo del 14 marzo per la sicurezza degli ambienti di lavoro e il contenimento del contagio da coronavirus.

«L’accordo, infatti – come è stato sottolineato in una nota dalla Segretaria generale nazionale della Cisl Annamaria Furlan – prevede azioni e procedure innovative per la ripartenza, riassume le indicazioni dell’Inail e rappresenta una sintesi equilibrata e responsabile raggiunta dopo un negoziato lungo e complesso. Da parte del Segretario generale nazionale aggiunto, Gigi Sbarra, è stata evidenziata la positività dell’intesa che rafforza la sicurezza nei luoghi di lavoro».

Nel corso dell’incontro, soffermandosi sulle conseguenze dell’emergenza coronavirus in relazione al territorio, il Segretario generale per la Calabria, Tonino Russo, ha ribadito la necessità di seguire i processi in atto per «vigilare sulla ripartizione e sull’utilizzo delle risorse destinate al sostegno e al rilancio dell’economia da parte del Governo nazionale e della Giunta regionale, perché si faccia presto bene. E con la Giunta regionale necessita sulla pianificazione un confronto immediato».

In relazione al disagio di molti lavoratori e studenti costretti a rimanere lontani dalla Calabria a causa dell’emergenza, per i quali si moltiplicano appelli e messaggi, il segretario regionale ha chiesto che, nell’ambito della programmazione per la fase due, si valuti da parte della Regione la possibilità di un rientro a casa, con le cautele necessarie, di coloro che si trovino in situazioni di particolari difficoltà.

Il Cisl Calabria ha, poi, deciso che nella settimana prossima saranno riorganizzate tutte le sedi Cisl del territorio calabrese per l’accoglienza dei cittadini nell’assoluto rispetto della normativa sulla sicurezza, in modo che da lunedì 4 maggio possa partire la “campagna fiscale” con i servizi per l’assistenza a iscritti e non iscritti.

La riunione è stata conclusa dall’intervento del Segretario nazionale organizzativo Giorgio Graziani, il quale ha, tra l’altro, manifestato apprezzamento per l’impegno dell’organizzazione in Calabria nell’attuale, difficile fase, soprattutto in riferimento all’attenzione prestata, in tutto il territorio regionale e nei diversi comparti, alla tutela della salute dei lavoratori. (rcz)

Il segretario generale Cisl Russo: sanità, necessario ripensare sistema

Il segretario generale del Cisl Calabria, Tonino Russo, ribadisce l’importanza di ripensare al sistema sanitario, in quanto «la pandemia da Coronavirus sta scoperchiando, in modo drammatico, la pentola di un sistema che ha fatto crescere a dismisura la sanità privata rispetto a quella pubblica».

«Ciò – ha proseguito il segretario generale Russo – senza che ai cittadini fossero realmente garantite prestazioni di qualità, ma anzi, in molti casi, rivelando, soprattutto nei giorni del contagio, quanto meno impreparazione e approssimazione, sottovalutazione dei problemi, carenze nella protezione del personale e dei ricoverati, forse anche tentativi di nascondere realtà che è peraltro impossibile occultare».

«Mentre ci auguriamo – ha proseguito Tonino Russo – che dieci anni di fallimentare commissariamento della Sanità calabrese siano sufficienti per riconsiderare la questione del management e andando oltre specifiche vicende che hanno visto finanche un pasticcio sui tamponi, è evidente che è giunto il momento di fare chiarezza. Bisogna cambiare finalmente un sistema che ha garantito enormi risorse pubbliche alla proprietà di strutture convenzionate, senza verifiche costanti delle condizioni in cui queste operavano e in un contesto in cui il proliferare del privato è spesso in concorrenza con il pubblico e non complementare ad esso».

«È tempo, dunque – ha proseguito il segretario generale Russo –, di recuperare il deficit qualitativo della Sanità nella nostra regione per rimettere ordine e operare una vera e complessiva ristrutturazione del sistema, riqualificando il pubblico e pretendendo dal privato il pieno rispetto delle convenzioni».

«È il momento – ha proseguito il segretario generale Russo – di cogliere le opportunità che si aprono riguardo alle risorse, a cominciare dall’impegno del Governo per la rimodulazione, in chiave anti-crisi e di concerto con le Regioni, di parte delle risorse non spese dei Fondi strutturali in scadenza. Come ha evidenziato il Segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra dopo un recentissimo incontro con il ministro Giuseppe Provenzano, infatti, la flessibilità concessa dalla Commissione Europea libera circa 10 miliardi che possono essere utilizzati anche per investimenti nella Sanità: certo non per alimentare inefficienze e riserve di caccia, ma per la rinascita di un sistema che rivela quotidianamente le sue fragilità e che in questi giorni fa emergere con più evidenza le sue falle, a cominciare dalla confusione su chi decide cosa e sulle scelte dei diversi attori istituzionali».

«Ci sono, inoltre – ha proseguito Tonino Russo – domande alle quali sarà necessario dare risposta: sono rispettati, nelle rsa e nelle altre strutture convenzionate, gli standard di qualità richiesti per le prestazioni? Sono rispettati i diritti del personale? È assicurata dappertutto, all’interno di queste strutture, l’agibilità delle rappresentanze organizzate dei lavoratori? Quali tipologie contrattuali sono applicate? Sono solo alcuni degli interrogativi che emergono con maggiore forza in questi giorni e che non possono più essere elusi».

«La Cisl non è “contro” la sanità convenzionata – ha specificato il segretario generale Tonino Russo – esistono, per fortuna, realtà serie ed efficienti e ogni iniziativa finalizzata alla tutela della salute delle persone è utile per la comunità, anche perché offre opportunità di lavoro, in gran parte di lavoro qualificato, in una terra che ne ha bisogno. Ma siamo “per” un sistema sanitario integrato, che risponda nelle diverse aree della regione ai bisogni delle persone e non lasci, nel quadro di una programmazione complessiva, zone scoperte, prive di servizi essenziali. L’emergenza Covid-19 – conclude il Segretario generale di Cisl Calabria – ci sta impartendo una dura lezione della quale è più che mai necessario fare tesoro». (rcz)

Il segretario generale del Cisl Calabria Russo: responsabilità nella ripresa che non sarà facile

Il segretario generale del Cisl CalabriaTonino Russo, lancia un appello: «prepararsi, con senso di responsabilità, ad una ripresa che sarà tutt’altro che facile».

«È tempo, perciò – ha proseguito il segretario generale Russo – di guardare avanti e di costruire uno scenario in cui non ci siano inutili protagonismi, ma la seria e convinta condivisione di un impegno a camminare insieme».

«Dobbiamo dire con franchezza – ha proseguito Russo – che, se in queste settimane stiamo purtroppo affrontando l’emergenza Covid-19, la Calabria è tuttavia affetta anche da altri virus che conosciamo bene, per i quali è compito nostro scoprire al più presto il vaccino. Le difficoltà del Paese al Sud e in Calabria si amplificano».

«I problemi non risolti – ha proseguito il segretario generale Russo – i gap infrastrutturali, gli indicatori economici mandano inequivocabili allarmi sulla non più procrastinabile inversione di tendenza cui dobbiamo pensare oggi per il dopo emergenza sanitaria. Rischiamo una crisi drammatica: sono in gioco aziende, turismo, agroalimentare, zootecnia, servizi sociali offerti dalle realtà del Terzo settore. Dati di fine 2019 ci parlavano per la Calabria di occupazione al 40% e di disoccupazione al 21,5%; di un tasso di disoccupazione giovanile al 52%; di crescita zero in un Paese sempre più diseguale tra Nord e Sud».

«È aumentato – ha proseguito il segretario generale Russo -l’esodo di giovani (e meno giovani) verso il Nord o l’estero: il Rapporto 2019 della Svimez ci dice che, dal Sud, tra il 2002 e il 2017 si sono registrati oltre 2 milioni di emigrati, di cui 132.187 nel solo 2017. Di questi ultimi, 66.557 sono giovani (50,4%, di cui il 33% laureati). Spostarsi per cercare altrove il lavoro che qui non si trova è un diritto, ma non dev’essere un obbligo».

«Il senso di comunità che – paradossalmente – si è fatto strada in questi giorni di isolamento – ha proseguito il segretario generale Russo – deve essere messo a valore per recuperare quella coesione sociale generatrice di solidarietà cui in più occasioni ha fatto saggiamente riferimento il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

«Come se ne esce? – ha proseguito il segretario generale Russo -. È necessaria una visione condivisa, che può nascere solo se ci si siede tutti intorno ad un tavolo – politica, istituzioni, mondo del lavoro, imprese – con la determinazione di ricomporre un quadro sociale ed economico troppo frammentato. Non è più tempo di strappare il tessuto o di mettere toppe. Ci vuole una stoffa nuova. Perciò, ogni attore sociale deve sentirsi partecipe di un percorso comune, con la sua specificità, che non va ignorata, ma al contrario valorizzata: e sarà valorizzata solo se integrata in una visione d’insieme, in cui ciascuno è chiamato a fare la propria parte. Anche le urgenze vanno affrontate con lo sguardo lungo di chi sa che quel che avviene oggi avrà conseguenze positive o negative sui processi futuri».

«Da dove partire? È fin troppo facile fare qualche esempio – ha proseguito il segretario generale Russo -. Innanzitutto ci sono la sicurezza nei luoghi di lavoro, il mantenimento e la crescita dei livelli occupazionali, lo sviluppo delle aziende. La Cisl ha già proposto l’attivazione di processi di riconversione delle produzioni, con un’incentivazione per le imprese che accetteranno questo percorso e si impegneranno a non licenziare».

«È importante – ha proseguito il segretario generale Russo – una riflessione partecipata sull’utilizzo delle risorse messe in campo dal Governo nazionale per l’emergenza e sulla parte che la Regione Calabria è chiamata a fare rimodulando la programmazione del POR 2021-2027 e prevedendo l’impiego di risorse provenienti dai fondi europei. Sarà poi anche il momento di avviare finalmente le opere infrastrutturali già finanziate e – precisazione non inutile nel nostro contesto – di completarle, così da creare nuovo lavoro, senza dimenticare la necessaria manutenzione straordinaria delle infrastrutture esistenti e realizzate molto tempo fa, magari per evitare la caduta di ponti anche in Calabria».

«E non è più rinviabile – ha proseguito i segretario generale Russo – dopo le vicende di questi giorni, una riflessione senza sconti sulla Sanità e su dieci anni di commissariamento che hanno impoverito strutture e territori, creato precariato e carenza di personale medico e infermieristico, con il risultato di privare in molti casi i cittadini del diritto ai livelli essenziali di assistenza.  Tutto ciò e altro ancora sarà possibile solo se si opererà sulla base della condivisione di un percorso che veda muovere nella stessa direzione lavoratori, imprenditori, istituzioni e politica, agendo responsabilmente, senza protagonismi effimeri e ricerca di vantaggi o di consensi a buon mercato».

«L’obiettivo sul quale ci si può e ci si deve ritrovare – ha proseguito il segretario generale Russo – è il bene della comunità e della persona. Non coltiviamo illusioni: per usare ancora una volta le parole di Papa Francesco, ormai divenute proverbiali nella vicenda che stiamo attraversando, siamo tutti sulla stessa barca in tempesta e nessuno si salva da solo. L’emergenza Covid-19 “ci ha fatto comprendere quanto è importante la solidarietà, l’interdipendenza e la capacità di fare squadra per essere più forti di fronte a rischi ed avversità”, scrivono i Vescovi italiani nel messaggio per il prossimo Primo Maggio, festa dei lavoratori».

«Dimostriamo – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – di aver imparato la lezione». (rcz)

Apprezzamento Cisl Calabria su iniziative per i tirocinanti

La Cisl Calabria apprezza le intenzioni dell’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Fausto Orsomarso, di intervenire presso il ministro del Lavoro e Conferenza Stato-Regioni per garantire indennità al tirocinanti calabresi, privi di risorse a causa dell’interruzione dei percorsi formativi provocata dall’emergenza Covid-19 di fruire dell’indennità di mobilità in deroga o del reddito di cittadinanza.

«Un intervento necessario – si legge in una nota della Cisl Calabria – considerato che la Regione non può agire direttamente in questo settore con le risorse del decreto Cura Italia e che non possono essere lasciate senza tutela le famiglie dei 4.700 tirocinanti dei progetti di inclusione sociale, cui bisogna aggiungere quelli impegnati presso il Miur, il Mibact e i cosiddetti tirocinanti della Giustizia, per un totale di circa 7.000».

«È, perciò, importante – prosegue la nota della Cisl – come sta avvenendo per altre categorie, garantire nell’immediatezza a queste persone, nella fase difficile dovuta al contagio da coronavirus, la possibilità di percepire le indennità dall’Inps. Così come sarà importante l’impegno per creare le condizioni che favoriscano, dopo questo periodo di emergenza, la ripresa dei percorsi di tirocinio e altre eventuali azioni».

«La Cisl chiede, perciò – prosegue la nota della Cisl Calabria – all’assessore al Bilancio, Franco Talarico e all’assessore alle Politiche di Welfare, Gianluca Gallo, entrambi senza dubbio sensibili alle problematiche sociali, uno specifico impegno finalizzato a individuare anche nelle pieghe del bilancio della Regione le risorse necessarie a interventi in favore della categoria in questione».

«I tirocinanti (già ex percettori degli ammortizzatori sociali in deroga e non solo) – è importante sottolinearlo – svolgono attività anche a carattere formativo e professionalizzante – prosegue la nota del Cisl Calabria – portate avanti con costanza ed abnegazione presso strutture pubbliche o aziende private. Si parla, dunque, di lavoratori precari, impegnati quotidianamente sul fronte, fermi loro malgrado a causa del Coronavirus, per i quali non deve venire meno il fondamentale diritto alla sussistenza». 

«La Cisl Calabria, quindi – prosegue la nota – ribadendo l’apprezzamento per l’iniziativa dell’assessore Orsomarso, rivolge al Governo e alla Regione un appello accorato perché siano superate le incongruenze che non consentono, in questo contesto complicato e difficile, di dare ai tirocinanti risposte in base al Cura Italia. Situazioni emergenziali richiedono soluzioni emergenziali e interventi rapidi, perché è elevatissimo il rischio di aggravare le condizioni materiali e psicologiche di queste persone e delle loro famiglie».

«Si chiede, perciò – prosegue la nota – di procedere subito al pagamento delle spettanze già maturate dai tirocinanti, consentendo l’erogazione dei sussidi bloccati per l’emergenza Covid-19, e di riconoscere a coloro che non si trovano in questa condizione (perché oggettivamente impossibilitati) un minimo di ristoro economico, derogando alle norme che disciplinano i percorsi formativi di specializzazione e professionalizzazione». (rcz)