Coldiretti: La Ue apre ad etichetta d’origine

La Commissione Europea ha aperto alla proposta avanzata dalla Germania di introdurre l’indicazione dell’origine su tutti gli alimenti in commercio. Un risultato importante, raggiunto grazie all’impegno di Coldiretti che ha raccolto un milione di firme per assicurare una piena trasparenza sul cibo, con l’obiettivo di cambiare il codice doganale e introdurre l’etichetta d’origine obbligatoria su tutti i cibi in commercio nella Ue.

L’etichettatura di origine obbligatoria dei cibi è una battaglia storica della Coldiretti ed è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2002 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità,  ripristinare un clima di fiducia e informare correttamente il cittadino- consumatore.

Da allora molti progressi sono stati fatti, con l’indicazione della provenienza che è stata estesa a circa i quattro quindi della spesa ma, resta anonima l’origine dei legumi in scatola, della frutta nella marmellata o nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini senza dimenticare la carne o il pesce venduti nei ristoranti. Ma a pesare c’è anche il fenomeno del fake in Itay, i prodotti stranieri spacciati per tricolori grazie alla norma del “codice doganale” che quasi magicamente consente l’italianizzazione con trasformazioni anche minime.

La delegazione tedesca, appoggiata da Francia, Portogallo, Estonia e Finlandia, alle quali si sono poi aggiunti altri Paesi tra cui la Spagna, ha presentato un documento per l’introduzione dell’etichetta d’origine obbligatoria sui prodotti alimentari venduti su tutto il territorio dell’Unione, sul quale la Commissione si è detta disposta a lavorare, anche se la questione sarà più probabilmente portata avanti dal prossimo esecutivo.

«Questo, è un cambio di rotta importante – viene sottolineato in una nota della Coldiretti – anche rispetto all’attacco arrivato dalla Corte dei Conti Ue nell’Audit concluso lo scorso dicembre in merito ai decreti italiani sull’etichettatura d’origine per pasta, riso, derivati del pomodoro, latte e formaggi, salumi, considerate ostacoli al libero commercio nonostante l’elevato e legittimo interesse dei consumatori a conoscere l’origine della materia prima di quanto mette nel piatto».

«Grazie all’esempio dell’Italia – ha concluso l’Associazione – ci sono dunque le condizioni oggi per affermare una nuova stagione delle politiche alimentari nella Ue, che guardino alla trasparenza e alla naturtalità dei prodotti, rispetto ai troppi inganni permessi in passato e anche contro i tentativi delle multinazionali di indirizzarle verso i propri interessi. In tale ottica è importante l’annunciata marcia indietro del Portogallo rispetto all’applicazione dell’ abominioso  sistema di etichettatura a semaforo Nutriscore con il risultato paradossale che alcune bevande gassate vengono classificate come salutari rispetto all’olio extravergine di oliva e tanti altri alimenti della dieta mediterranea». (rcz)

Coldiretti Calabria: La Calabria al primo posto per il Turismo delle Radici

Il 37% dei turisti delle radici sceglie la Calabria. È quanto emerso dall’indagine statistica dalla ricerca realizzata da Crea, Università della Calabria e Rete Rurale Nazionale nel 2023 tra le regioni italiane più gettonate dai turisti delle radici.

Dopo la Calabria segue la Sicilia (16%), Campania e Veneto (13%), Marche (12%). Puglia, Toscana e Sardegna (10%), Emilia Romagna e Liguria (9%), Abruzzo (8%) e Basilicata (6%).

L’anno 2024 è stato dichiarato “Anno delle radici italiane” nell’ambito del Progetto Pnrr “Il Turismo delle Radici”. Un fenomeno che è generato dai 60 milioni di emigranti e loro discendenti, di prima, seconda, terza o quarta generazione, che vivono fuori dai confini nazionali. Si tratta di un numero maggiore a quello dei cittadini italiani in patria che rappresenta dunque una importante risorsa del Paese da valorizzare.

Secondo le stime dell’Osservatorio Coldiretti su dati Isnart e Banca d’Italia sono circa 7,8 milioni il numero di turisti stranieri di origine italiana che ogni anno vogliono riconnettersi con le proprie radici visitando la terra di origine della propria famiglia con una spesa annuale stimata pari a 8 miliardi. Il fenomeno riguarda direttamente le aree rurali interne dalle quali è partita una forte emigrazione anche se il viaggio viene finalizzato normalmente anche alla visita dei luoghi più turistici.

il cibo, che rappresenta un elemento sempre più significativo dell’esperienza turistica, assume una rilevanza ancora maggiore in questi casi poiché l’emigrazione ha riguardato aree agricole e le tradizioni a tavola sono espressione più diretta del legame con la terra. Ben il 96% dei viaggiatori delle radici in Italia ha apprezzato la cucina locale e l’80% ha fatto acquisti di cibo o bevande.

Il risultato è che al rientro della vacanza il 43% si rivolge con maggiore assiduità a prodotti agroalimentari italiani e li consiglia a parenti ed amici ma c’è anche un 12% che li compra senza pero’ consigliarli. I turisti delle radici diventano quindi veri ambasciatori all’estero del Made in Italy e contribuiscono anche a ridurre il fenomeno dell’italian sounding poiché l’acquisto rappresenta anche un ricordo piacevole della vacanza frutto anche del desiderio di sostenere la propria terra che è significativo per la candidatura della cucina italiana a patrimonio dell’Unesco. (rcz)

Coldiretti: Ue concede aiuti di Stato per moratoria dei debiti

Coldiretti ha reso noto che è stata accolta la proroga sugli aiuti di stato per sostenere gli agricoltori.

«Un impegno che il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni – si legge in una nota – ha portato avanti con determinazione nella direzione proposta da Coldiretti, “che già a febbraio aveva indicato come necessaria questo tipo di flessibilità sugli aiuti di stato per arrivare a una moratoria dei debiti delle imprese agricole”».

Con l’accordo sulla revisione della Pac, il Consiglio Europeo “libera” 4 milioni di ettari che potranno essere coltivati nella Ue per ridurre la dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli in una fase di gravi tensioni internazionali che stanno avendo effetti dirompenti sui mercati agricoli.

«L’accordo di oggi sulle semplificazioni – ha detto il presidente Ettore Prandini – è un buon primo passo, da rafforzare con una semplificazione ancora più profonda di tutte le regole della Pac. Un agricoltore non può trascorrere un terzo del suo tempo per riempire moduli e carte burocratiche. Con questi interventi si vanno a eliminare alcuni vincoli che pesano sulle aziende agricole e altre misure sulla condizionalità, oltre a dare più flessibilità per gli Stati».

«Fondamentale l’introduzione di una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato – ha detto ancora – finalizzati al superamento del de minimis, per poter attuare la moratoria dei debiti necessaria rispetto alle difficoltà che le imprese agricole stanno vivendo. Inoltre, vogliamo l’estensione della clausola di salvaguardia anche per grano ucraino, e l’inserimento dei dazi per il grano russo. In caso allargamento dell’Unione Europea ad altri paesi, non devono essere gli agricoltori a pagare costi, è fondamentale che venga mantenuto lo stesso livello di risorse aggiuntive rispetto a quelle attuali della Pac».

La revisione attuata salva anche dalla burocrazia mezzo milione di piccoli agricoltori italiani e risponde alle richieste della Coldiretti di alleggerire il peso delle “carte” che soffoca tutte le imprese agricole al di là delle loro dimensioni.

Per quanto riguarda la norma Bcaa 7 che impone la rotazione delle colture, la Commissione consente di sostituire la rotazione delle colture, con la diversificazione delle stesse, in modo da consentire agli agricoltori colpiti da siccità, spiega la Coldiretti, o precipitazioni eccessive regolari, di conformarsi a tale condizione in modo più compatibile con le realtà agricole. Anche sulla Bcaa9 si possono prevedere deroghe per consentire l’aratura per ripristinare i prati permanenti nei siti Natura 2000, nel caso in cui siano danneggiati da predatori o specie invasive.

Le modifiche alla Pac, dopo aver già incassato le prime forme di semplificazione e il ritiro della direttiva agrofarmaci, sono il risultato delle mobilitazioni della Coldiretti contro norme spesso svincolate dalla realtà che ne hanno reso di fatto impossibile l’applicazione nelle campagne, già colpite dall’aumento costante dei costi di produzione e un corrispondente calo dei prezzi agricoli. (rrm)

 

Giornata dell’acqua, Coldiretti: Realizzare una rete di bacini per accumulare l’acqua piovana

L’Italia, ogni anno, per l’89% dell’acqua piovana. Un dato sconcertante che, per Coldiretti, rende necessaria la realizzazione di «una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione».

«Oggi la maggior parte dell’acqua piovana –  ha sottolineato la Coldiretti –. va a finire nei 230mila chilometri di canali lungo il Paese e finisce nel mare, con una tendenza accentuata dagli effetti dei cambiamenti climatici. L’alternanza di lunghi periodi di siccità a violente ondate di maltempo fa sì che i canali asciutti favoriscano lo scorrimento rapido delle piogge».

Da qui l’obiettivo di potenziare la raccolta di acqua dolce intervenendo sulle infrastrutture. Coldiretti con l’Anbi, l’Associazione nazionale delle bonifiche, ha, infatti, elaborato un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti).

«I laghetti sarebbero realizzati senza cemento – viene spiegato – con pietra locale e con le stesse terre di scavo con cui sono stati preparati, per raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla in caso di necessità. L’obiettivo è arrivare a raccogliere il 50% dell’acqua piovana che potrebbe essere utilizzate per una molteplicità di altri utilizzi, riducendo il prelievo di quella potabile. La Coldiretti insiste nel dare finalmente attuazione al progetto invasi»

«Il fatto che l’Italia riesca a recuperare una parte minima dei 300 miliardi di litri d’acqua che ogni anno cadono sul territorio nazionale rappresenta uno spreco inaccettabile – ha sostenuto Coldiretti – in un territorio a fortissimo rischio desertificazione e con cronica carenza di acqua per i cittadini in alcune aree. Intervenire si può e si deve non solo nell’emergenza ma in maniera strutturale e strategica».

«Con l’avvio di un grande piano nazionale per la realizzazione da Nord a Sud del Paese di invasi – ha concluso l’Associazione – si difenderà concretamente la sovranità alimentare ed energetica dell’Italia e, nello stesso tempo, si garantirà l’acqua per i cittadini, per le coltivazioni e per la produzione di energia rinnovabile che renderà migliore l’ambiente e attiverà anche le risorse occupazionali per la manutenzione degli invasi. ad aziende agricole, imprese e cittadinanza». (rrm)

La Coldiretti a Bruxelles: Più fondi agli agricoltori e stop all’import sleale

«Chiediamo che sull’import ci sia un netto stop all’ingresso di prodotti da fuori dei confini Ue che non rispettano i nostri stessi standard. Non possiamo più sopportare questa concorrenza sleale, che mette a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole». È quanto ha chiesto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel corso della manifestazione davanti alla sede del Parlamento Europeo, dove si tiene il Vertice straordinario dell’Ue con la presenza del premier Giorgia Meloni.

In Place du Luxembourg, tantissimi i cartelloni esposti: Stop alle follie dell’Europa” ma gli agricoltori esibiscono anche cartelli con “Basta terreni incolti!”, “Scendete dal pero”, “Stop import sleale”, “Prezzi giusti per gli agricoltori”, “No Farmers no Food”, “Cibo sintetico, i cittadini europei non sono cavie”, “Mungiamo le mucche non gli allevatori”. “Non è l’Europa che vogliamo”.

Sugli accordi commerciali occorre garantire il principio di reciprocità e in tale ottica è positivo l’annuncio della Commissione Ue sul fatto che “non sono soddisfatte le condizioni” per raggiungere un accordo commerciale con i Paesi del Mercosur. Una scelta che segue la denuncia della Coldiretti in Italia e della Fnsea in Francia sulla concorrenza sleale provocata dalle gravi inadempienze di molti Paesi sudamericani sul piano della sostenibilità delle produzioni agroalimentari con rischi per l’ambiente, la sicurezza alimentare e lo sfruttamento del lavoro minorile. Coldiretti chiede di tornare a investire nella sovranità e nella sicurezza alimentare europea assicurando più fondi alla Politica agricola comune dopo che la pandemia e le guerre hanno dimostrato tutta la fragilità dell’Unione europea davanti al blocco del commercio mondiale, ma anche la difficoltà del sistema produttivo sconvolto dalla violenza dei cambiamenti climatici, per proteggersi dai quali servono investimenti adeguati nella difesa attiva e passiva.

«Dobbiamo aumentare gli investimenti in agricoltura – ha continuato Prandini – garantendo più sostegni ai giovani per il ricambio generazionale nel nostro settore. Senza ragazze e ragazzi in agricoltura, l’Europa sarà più fragile e dipendente dalle importazioni. Serve la cancellazione dell’obbligo di lasciare incolto il 4% dei terreni destinati a seminativi imposto dalla Politica agricola comune (Pac) per invertire la rotta rispetto alle follie dell’Ue – ha rilevato Prandini – poiché non ha senso impedire agli agricoltori di non coltivare quote dei loro terreni, quando poi si è costretti ad importare, come sosteniamo da anni».

«Ma l’Europa deve sostenere anche gli accordi di filiera per costruire mercati più equi – ha spiegato il presidente della Coldiretti -, con una più giusta distribuzione del valore e più trasparenti per i consumatori. La nuova Politica agricola comune dovrà incentivare questo modello che rafforza i rapporti tra produzione, trasformazione e commercializzazione, anche per contrastare le pratiche sleali».

«Per la pesca italiana pesa invece dalla volontà della Commissione di vietare la pesca a strascico, il settore più produttivo – ha ricordato Coldiretti – dell’ittico nazionale, aprendo la strada anche qui a una vera e propria invasione di prodotto dall’estero. Dopo il pressing di Coldiretti, il Parlamento Ue si è schierato dalla parte delle marinerie italiane. Al Presidente Meloni abbiamo chiesto di continuare a tutelare gli agricoltori italiani – ha sottolineato Prandini -, portando in Europa le nostre ragioni. Serve un cambio di passo rispetto al recente passato. Non ci può essere più spazio per politiche ideologiche che hanno penalizzato gli agricoltori, mettendo a rischio tante filiere anche nel nostro Paese».

«L’Europa – ha concluso Prandini – deve investire nella propria autosufficienza alimentare, respingendo modelli omologanti come quelli del cibo artificiale e riconoscendo il ruolo di presidio dell’ambiente che le imprese agricole svolgono ogni giorno. La nostra battaglia in Europa continuerà in maniera forte e continuativa con proposte per il futuro degli agricoltori». (rrm)

 

Coldiretti alla commissione Ue: Stop a import illegale

«Stop all’import illegale». È quanto ha chiesto Coldiretti alla presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, ribadendo, tramite il suo presidente, Ettore Prandini, la «necessità dire basta alla concorrenza sleale dei Paesi terzi ed introdurre con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno anche alla luce degli accordi di libero scambio in discussione come il Mercosur che penalizzano agricoltori e cittadini europei».

«In Italia nel 2023 ad esempio sono più che raddoppiate, per un totale di ben oltre il miliardo di chili, le importazioni di grano dal Canada trattato in preraccolta con glifosate secondo modalità da noi vietate – ha denunciato Prandini – nel sottolineare la necessità che in Europa venga fatto valere il principio di reciprocità affinché tutte le importazioni rispettino tutti i criteri in termini ambientali sanitari e nel rispetto delle norme sul lavoro vigenti nella Ue».

«Una delle prime decisioni da prendere – ha sottolineato Prandini – deve vertere sulla necessità di adattare la futura Politica Agricola Comune (PAC) alle esigenze di redditività e competitività delle imprese agricole con un forte impegno alla semplificazione contro la burocrazia. La pandemia e le guerre dimostrano che l’Unione Europea deve aumentare la propria capacità produttiva nell’agroalimentare con l’innovazione nelle campagne anche attraverso la nuova genetica green (Tea) e l’agricoltura 5.0 per affrontare i cambiamenti climatici.  Le sfide attuali e quelle future, anche in vista di futuri allargamenti dell’Ue impongono scelte ambiziose in termini di bilancio UE – che dovrà riconoscere il ruolo centrale del settore agroalimentare se vogliamo mirare ad una sempre maggiore sovranità alimentare a livello europeo per garantire cibo sicuro per i nostri cittadini».

« Occorre – ha concluso Prandini – sostenere la ricerca per agrofarmaci più sostenibili, senza forzature bloccando la proposta della Commissione che mette a rischio la capacità produttiva dell’Unione ed interi settori.  Fermare le follie ideologiche significa anche l’immediata revisione delle procedure per autorizzazione dei cibi sintetici, come richiesto dalla maggioranza qualificata di Paesi al recente Consiglio Agricolo Ue per evitare di trasformare i cittadini europei in cavie». (rrm)

A Cosenza il Pranzo di Natale Solidale del Comune e di Coldiretti

Domani, a Cosenza, alle 14, nell’Area ristorazione del Mercato Coperto di Campagna Amica a Piazza Matteotti, si terrà il Pranzo di Natale Solidale per le persone in difficoltà organizzato dal Comune di Cosenza insieme a Coldiretti.

Al pranzo solidale prenderanno parte circa 30 persone, ospiti delle organizzazioni di volontariato “Casa nostra” e “Casa San Francesco” di Cosenza. L’allestimento dell’area dove si svolgerà il Pranzo solidale per il Natale 2023 è a cura della cooperativa sociale presente al Mercato di Campagna Amica e dei giovani di Coldiretti che oltre che occuparsi dell’organizzazione, serviranno direttamente il pranzo ai tavoli.

La vera e propria gara di generosità che accomuna Amministrazione comunale e Coldiretti non si esaurirà venerdì 22 dicembre nel pranzo solidale, ma contempla anche una serie di attività di animazione. Prevista una strenna natalizia con la presenza dei suoni augurali dei tradizionali zampognari pronti ad allietare i momenti riservati alla convivialità. (rcs)

Franco Aceto nella Giunta confederale di Coldiretti

Prestigioso incarico per Franco Aceto, che è stato eletto nella Giunta confederale di Coldiretti. L’elezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea dei delegati giunti da tutte le regioni, in rappresentanza di oltre 1,5 milioni di soci, riunita a Palazzo Rospigliosi a Roma. Nell’occasione, Ettore Prandini è stato confermato presidente dell’Associazione.

Assieme ad Aceto, sono stati eletti nella Giunta confederale i tre vicepresidenti Nicola Bertinelli, David Granieri e Gennarino Masiello, oltre a Gianluca Barbacovi, Cristina Brizzolari, Dominga Cotarella e Francesco Ferreri.

Un prestigioso incarico che premia un lavoro forte e appassionato per l’agricoltura e l’agroalimentare calabrese. Franco Aceto gestisce insieme al fratello,il più grande allevamento di bovini da latte calabrese oltre che una estesa superficie investita a kiwi e vite da vino, oltre che a foraggere. Nella sua prima dichiarazione il presidente Aceto ha affermato di sentirsi onorato di questo riconoscimento nazionale che dedica a tutti gli agricoltori e agricoltrici calabresi.

«Amo il mio territorio – ha aggiunto – e conosco le problematiche che bisogna affrontare quotidianamente. Svolgerò – ha proseguito – con il massimo impegno l’attività politico sindacale che questo mio nuovo ruolo richiede. Il principio che continuerà a guidarci è di tutelare e valorizzare le nostre imprese e il loro reddito e, di conseguenza, il nostro territorio».

Dall’assemblea, nazionale è stato riconfermato l’impegno a sostenere la competitività delle imprese agricole e della pesca per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, promuovendo filiere produttive 100% Made in Italy con l’innovazione e la sostenibilità economica ed ambientale. È necessario ancora, investire sulla logistica in termini infrastrutturali sui trasporti via terra, via mare e via aerea creando interconnessioni fra i vari hub che permettano di accorciare tempi di consegna e tagliare costi inutili.

Altra sottolineatura è che occorre  intervenire sulle emergenze con sostegni adeguati ma servono anche scelte strutturali per far fronte agli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici  attraverso un’azione a favore della transizione ecologica con investimenti che vanno dal verde urbano alle agroenergie ma anche un piano invasi per garantire acqua a cittadini e imprese e lo sviluppo dell’agricoltura 4.0.

«Nei prossimi cinque anni – assicura Coldiretti – crescerà anche l’ azione in Europa dove, sempre di più, si decidono i destini della nostra agricoltura e dove l’Italia, che è leader mondiale nella qualità e nella sicurezza alimentare, ha il dovere di svolgere un ruolo di apripista nelle politiche agroalimentari, nell’interesse delle imprese e dei cittadini. Ma resteremo fortemente ancorati ai territori dove le Regioni sono interlocutori privilegiati delle politiche comunitarie». (rrm)

Coldiretti Calabria, si consolida la trasparenza dell’informazione ai cittadini

Cittadini sempre più informati sui prodotti che vanno a comprare e consumare. La Commissione ambiente del Parlamento Europeo ha detto si all’obbligo di indicare la provenienza della frutta utilizzata in succhi e marmellate, oltre che per il miele per il quale vengono rese ancora più trasparenti le etichette con l’indicazione delle percentuali dei mieli provenienti dai diversi Paesi nelle miscele. Questa svolta in atto sulla frutta – ricorda Coldiretti Calabria – completa un percorso iniziato nel 2000 con l’obbligo di indicare la provenienza della carne bovina consumata che si è esteso grazie alla battaglia della Coldiretti in Europa e in Italia, dal latte alla passata di pomodoro, dai formaggi ai salumi, dal riso e pasta fino a decorrere dal 1 gennaio 2025 alla frutta e verdura in busta, noci, mandorle, nocciole ed altri frutti sgusciati, agrumi secchi, fichi secchi e uva secca, funghi non coltivati e zafferano.

«Questo – commenta Coldiretti – è un ulteriore passo importante fortemente sollecitato dalla Coldiretti impegnata da danni nel percorso di trasparenza dell’informazione ai consumatori sull’origine degli alimenti portati a tavola, a tutela della libertà di scelta. Un obiettivo importante sul piano della salute, dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente che tutela le piante di frutta fresca che negli ultimi quindici anni sono in diminuzione con la scomparsa che riguarda tutte le principali produzioni, dalle mele alle pere, dalle pesche alle albicocche, dall’uva da tavola alle ciliegie, dalle arance alle clementine secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat».

«Un trend pericoloso favorito anche – precisa la Coldiretti – dalle importazioni di prodotti low cost di frutta da destinare alla trasformazione industriale in succhi e marmellate dall’estero dove spesso non vengono rispettati gli stessi criteri in termini di rispetto dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza alimentare, secondo il principio di reciprocità».

«Per quanto riguarda la decisione di una più completa etichettatura del miele – sottolinea il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – questo rafforza e rende più appetibile il recente bando del Dipartimento Agricoltura per l’annualità 2024, che prevede risorse per € 1.343.388, per sostenere la tutela e lo sviluppo dell’apicoltura e riservato a apicoltori e imprenditori apistici calabresi. Questo delle api conclude – è un settore essenziale per la biodiversità animale e vegetale con una presenza imprenditoriale in crescita da parte dei giovani».

Coldiretti Calabria, una delegazione al XXI Forum internazionale dell’agroalimentare a Roma

Sta partecipando dalla Calabria una delegazione, con il presidente e direttore regionale Franco Aceto, Francesco Cosentini e delegato nazionale e regionale di Giovani Impresa Enrico Parisi al XXI Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti che si sta tenendo a Roma a Villa Miani nelle giornate di giovedì 23 e venerdì 24 novembre.

Il Forum è l’appuntamento annuale per l’agroalimentare che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, finanziarie e politiche nazionali ed estere. Nell’arco dei due giorni il presidente della Coldiretti Ettore Prandini affronterà, con la presenza di prestigiosi ospiti nazionali ed internazionali, temi correlati all’ambiente, alla salute e all’economia con spazi di approfondimento, la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate. L’edizione di prevede la presentazione del Rapporto Coldiretti/Censis “La guerra in tavola” sull’impatto dell’inflazione sui consumi degli italiani, fra strategie di risparmio e profondi cambiamenti nelle abitudini alimentari delle famiglie, raccontate concretamente attraverso la mostra su come cambiano i menu nelle case degli italiani.

Interverranno il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini, il Direttore Generale Censis Massimiliano Valerii e il Ministro dell’agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. Focus sulla candidatura Unesco della cucina italiana, con lo studio Coldiretti e The European House – Ambrosetti su valore del Made in Italy a tavola e l’esposizione sui colossi del Made in Italy allestita a Villa Miani, con le specialità di maggiori dimensioni realizzate per l’occasione nelle diverse regioni d’Italia tra maxi mortadella, provolone XXL, bottiglioni extralarge, pagnotte ciclopiche ed enormi salami e mozzarella.

Specifiche sessioni saranno dedicate alle tavole degli italiani, ai nuovi modelli di consumo, all’innovazione e competitività delle imprese, alla sfida energetica e alla transizione ecologica e digitale, alle infrastrutture, alle politiche per l’Europa fino ai rapporti di filiera e la sovranità alimentare in uno scenario globale segnato da guerre e migrazioni dai paesi più poveri.

Tra i rappresentanti istituzionali hanno confermato la presenza fisicamente nella prima giornata di giovedi 23 novembre Matteo Salvini (Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Antonio Tajani (Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale), Francesco Lollobrigida (Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), Adolfo Urso (Ministro delle Imprese e del Made in Italy), Marina Elvira Calderone (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali), Raffaele Fitto (Ministro degli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr), Gennaro Sangiuliano (Ministro della Cultura), Maurizio Leo (Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze), Giulio Tremonti (Presidente della Commissione Affari esteri e comunitari Camera dei Deputati), Maurizio Martina (Vice Direttore Generale Fao). E’ possibile seguire la diretta streaming su www.coldiretti.it. (rrm)