Coldiretti incontra le imprese vibonesi: aiuti contro il caro concimi e prevenzione della Xylella

Ieri si è svolto, nella sala riunioni dell’Ufficio di zona di Coldiretti  di Vibo Valentia, un incontro con le imprese, incentrato sulle  difficoltà dell’agricoltura vibonese, i risultati raggiunti attraverso l’azione sindacale e le iniziative per affrontare le sfide del settore.

All’appuntamento hanno preso parte il presidente provinciale Giuseppe Porcelli, il direttore interprovinciale Pietro Bozzo e il segretario Costantino De Nami, insieme agli agricoltori intervenuti per condividere esigenze, preoccupazioni e proposte. Un momento di ascolto e confronto diretto, volto a rafforzare il rapporto tra l’organizzazione e le imprese e a tradurre le necessità del territorio in priorità da sostenere nelle sedi istituzionali.

Nel corso della riunione sono stati ripercorsi i risultati conseguiti da Coldiretti a livello nazionale, regionale e provinciale, insieme alle iniziative ancora in corso per tutelare il reddito agricolo, contrastare il peso dei costi di produzione, difendere l’autenticità del Made in Italy e valorizzare le produzioni locali.

Tra le novità positive illustrate alle aziende, particolare rilievo ha assunto il sostegno contro il caro fertilizzanti previsto dal decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 15 settembre 2026. Il provvedimento prevede risorse complessive per circa 136,8 milioni di euro, attraverso fondi europei e cofinanziamento nazionale, per compensare fino al 50% dei maggiori costi dei concimi per le colture ammesse. Una risposta concreta a una delle voci di spesa che incidono sulla redditività delle imprese agricole.

Il decreto stabilisce importi massimi per ettaro differenziati in base alla coltura: tra questi, 35,25 euro per i cereali, esclusi il mais da granella e da insilato ceroso, 64,30 euro per il mais da granella, 41,55 euro per il mais da insilato, 32,80 euro per gli altri seminativi a foraggere non leguminose e 25,55 euro per l’olivo. Il sostegno effettivo sarà determinato da AGEA sulla base delle risorse disponibili e dei requisiti previsti, riferiti alle domande di aiuto a superficie e ai dati del fascicolo aziendale. Il provvedimento, firmato dal ministro, è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei conti.

«Il sostegno contro il caro concimi rappresenta un risultato importante per le aziende e risponde a una necessità concreta del mondo agricolo – ha dichiarato Giuseppe Porcelli –. L’aumento dei costi di produzione riduce i margini e rende più difficile programmare gli investimenti. Ogni intervento capace di alleggerire questo peso va valorizzato, proseguendo nel lavoro per garantire una remunerazione adeguata delle produzioni. Gli incontri territoriali servono anche a rendere queste misure comprensibili e a consentire alle imprese di conoscere le opportunità a loro disposizione».

Ampio spazio è stato dedicato alla Xylella e al valore della prevenzione, attraverso l’illustrazione e la condivisione di materiale informativo sul batterio, sull’insetto vettore e sui comportamenti utili a contribuire alla protezione degli oliveti.

L’iniziativa si inserisce nell’impegno avviato da Coldiretti Calabria dopo l’individuazione del focolaio nel territorio di Taurianova. Già nel comunicato regionale del 3 settembre, il presidente Franco Aceto aveva richiamato la necessità di mantenere alta l’attenzione, assicurare il coordinamento con le istituzioni e attivare la rete territoriale per informare e assistere le imprese. Un impegno che trova negli incontri con i produttori una concreta occasione di approfondimento e diffusione delle conoscenze.

Al centro del messaggio rivolto alle aziende vi è il ruolo degli agricoltori come custodi della terra. La presenza quotidiana nei campi, la conoscenza delle proprie piante e l’attenzione ai cambiamenti costituiscono un contributo prezioso alla sorveglianza del territorio. Osservare gli olivi, segnalare tempestivamente sintomi sospetti, adottare le pratiche di gestione della vegetazione erbacea nei periodi indicati e seguire le disposizioni del Servizio Fitosanitario Regionale sono comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio di diffusione.

È stato inoltre ricordato che l’osservazione delle piante deve accompagnarsi al supporto delle strutture competenti: i sintomi visibili possono avere cause diverse e la conferma della presenza del batterio richiede analisi di laboratorio. Conoscenza, assistenza tecnica e collaborazione sono quindi indispensabili per orientare correttamente le azioni dei produttori.

«La lezione dei territori già colpiti deve rendere tutti più consapevoli e più reattivi – ha sottolineato Porcelli –. Sottovalutare la Xylella significa esporre a un rischio gravissimo il patrimonio olivicolo, il lavoro delle aziende e l’equilibrio economico di intere comunità. Occorre agire per tempo, affidarsi alle competenze scientifiche e mettere ogni agricoltore nelle condizioni di comprendere il problema e fare la propria parte. La cura dei terreni e l’attenzione alle piante assumono un valore che riguarda l’intera collettività».

Il percorso di informazione proseguirà a breve nei comuni e nelle comunità che ne faranno richiesta. L’obiettivo è portare il confronto direttamente nei territori, favorire la partecipazione degli agricoltori e dei proprietari di oliveti, chiarire i dubbi e accrescere la conoscenza delle misure di prevenzione e delle indicazioni delle autorità competenti. Le comunità interessate potranno rivolgersi agli uffici Coldiretti per concordare l’organizzazione degli appuntamenti.

«Proteggere gli oliveti significa difendere produzione, occupazione, paesaggio e identità – ha concluso Porcelli –. Coldiretti continuerà a essere presente, mettendo a disposizione la propria organizzazione e rafforzando l’informazione sul territorio. Il futuro di questo patrimonio dipende anche dalla capacità di riconoscere oggi i rischi e affrontarli con tempestività, responsabilità e impegno condiviso». (rvv)

Coldiretti incontra il ministro Lollobrigida contro le speculazioni sull’extravergine

Sono 40 milioni la somma destinata ai frantoi contro le speculazioni sull’extravergine. Lo ha comunicato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida durante un incontro con il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol David Granieri, il Segretario generale Vincenzo Gesmundo e a cui hanno partecipato il presidente e direttore regionale Franco Aceto e Francesco Cosentini, il presidente e vice di Coldiretti Cosenza Enrico Parisi e Vincenzo Abbruzzese.

Durante l’incontro la delegazione Coldiretti ha ringraziato per l’intervento e il Ministro ha confermato anche controlli rigorosissimi per una campagna straordinaria nei siti di stoccaggio, nei frantoi soprattutto cooperativistici e industriali, nelle industrie e nella grande distribuzione, che assorbe l’80% del prodotto. Servono scaffali trasparenti dove i cittadini possano riconoscere in maniera chiara e immediata l’origine e la qualità del prodotto, valorizzando il vero olio extravergine 100% italiano.

«Per una regione olivicola come la Calabria – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto – queste misure rappresentano una risposta importante alle nostre richieste che stiamo portando avanti per tutelare il reddito degli agricoltori e garantire trasparenza lungo tutta la filiera. Le risorse devono andare a chi ritira e paga le olive italiane e lavora nella legalità e nella trasparenza. Allo stesso tempo servono controlli rigorosi sull’origine e sulla qualità dell’olio perché difendere il vero extravergine italiano significa tutelare i nostri produttori, ma anche garantire i cittadini. La Calabria ha un patrimonio olivicolo straordinario che dobbiamo mettere nelle condizioni di produrre reddito e valore sui territori».

Le risorse pubbliche devono premiare chi opera nella trasparenza, ritira e paga le olive italiane e riconosce il giusto valore al lavoro degli olivicoltori. Non possono diventare una scialuppa di salvataggio per chi ha alimentato speculazioni, triangolazioni e pratiche opache. Coldiretti ha chiesto la verifica puntuale dei dati sull’olio in giacenza, perché nessuno deve pensare di utilizzare gli olivicoltori come scudi umani, minacciando di non ritirare le olive per risolvere problemi commerciali provocati da trafficanti e loro sodali. L’Italia produce infatti circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva (la Calabria 40milioni) – un quantitativo che potrebbe risultare persino inferiore con controlli ancora più rigorosi – a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno. In questo la Calabria, regione seconda regione produttiva gioca un ruolo fondamentale ed è fortemente integrata nel mercato nazionale.

Numeri che, secondo Coldiretti, evidenziano come una parte dell’olio straniero venga commercializzata sfruttando il richiamo all’italianità, ingannando cittadini e produttori. Coldiretti continuerà la propria battaglia per la salute dei cittadini e per il reddito degli agricoltori e chiedendo l’applicazione il prima possibile delle misure del ColtivaItalia, con 300 milioni di euro per l’olivicoltura italiana e l’introduzione dei controlli innovativi basati su risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica con la creazione della prima banca dati. (rrm)

Coldiretti Calabria a Parma per difendere la salute di tutti

Sono stati 20mila gli agricoltori di Coldiretti a essere scesi in piazza a Parma per difendere la salute di tutti. Folta, anche, la delegazione calabrese, guidata dal presidente Franco Aceto, per chiedere che vengano fatti studi medici clinici e preclinici, prima di dare il via libera ai cibi cellulari e di fermentazione di precisione, per tutti i prodotti compresi quelli già presentati prima del 1 febbraio 2025.

Un tema importante per l’intera popolazione e secondo un’indagine Noto Sondaggi 2024, sette italiani su 10 si dichiarano contrari al consumo di carne, latte e altri cibi fatti in laboratorio, l’8% in più rispetto al 2023.

Il corteo, pacifico, ha raggiunto la sede dell’Efsa, l’Agenzia europea per la Sicurezza Alimentare. E’ l’ente incaricato di valutare l’immissione al consumo dei nuovi alimenti che ha sede proprio nella città ducale, simbolo della Food Valley nazionale dove vengono prodotte tante eccellenze della Dieta mediterranea messe oggi a rischio dagli alimenti che l’Agenzia è chiamata a valutare.

Non a caso assieme alle bandiere gialle dell’organizzazione con il tricolore italiano sventolano quelle blu dell’Unione Europea a sottolineare il sostegno all’Europa, ma con una richiesta forte di avere un’Europa diversa, a cui oggi si chiede più coraggio. Sulle centinaia di cartelli esposti dai manifestanti, si leggono alcuni slogan come “Cibo dalle campagne non dai laboratori”, “Più ricerca medica”, “I cittadini europei non sono cavie”, ma anche “Coltiviamo un futuro di pace”, “Stop alle guerre militari e commerciali” e “L’Europa ci serve come il pane”. Ma all’Europa si chiede ora un deciso cambio di passo su temi cruciali come quello della burocrazia che soffoca i nostri agricoltori. C’è bisogno di un’Europa che ascolti davvero i bisogni della gente e non le lobby o le multinazionali, di un’Europa attenta alla difesa dell’identità di ogni Stato.

In piazza a sostenere l’iniziativa, oltre 1000 comuni rappresentati con molti gonfaloni provenienti da tutto il Paese. Numerose associazioni di categoria come quella dei consumatori del Codacons e dell’Adusbef, Federbio, Fipe (l’associazione italiani dei pubblici esercizi leader nel settore della ristorazione), rappresentanti di Natura Sì, oltre ad altre sigle che hanno manifestato il sostegno pur non potendo essere in piazza. Presenti anche i rappresentanti di due organizzazioni agricole europee.

A supportare la mobilitazione, anche la campagna digitale #facciamoluce, per informare i consumatori sui potenziali rischi di questi prodotti e promuovere un’alimentazione consapevole, radicata nella tradizione agricola italiana.

Un’Europa più forte e coraggiosa, che sappia dare risposte per la difesa del reddito degli agricoltori e per la tutela della salute dei cittadini e dei suoi popoli e che lavori per la pace.

«L’Europa è un valore irrinunciabile, è la nostra casa, ma lavoriamo per un’Europa migliore, più equa, più forte, più generosa», ha detto Coldiretti, aggiungendo come «innanzitutto, servono risorse adeguate per sostenere il settore agricolo europeo, da destinare solo ai veri agricoltori, quelli che assicurano la sovranità alimentare al Continente».

«Investire in agricoltura, infatti, rappresenta uno strumento concreto di difesa e sicurezza strategica comune per l’Unione europea – ha ricordato Coldiretti. Le imprese agricole sono da tutelare con meno burocrazia e più semplificazione, partendo dalla riduzione dell’incomprensibile carico di impegni associato agli eco-schemi».

Indispensabile mettere regole sui cibi ultraformulati, anche sulla base delle evidenze scientifiche sui problemi per la salute legati al loro consumo, e su quelli fatti in laboratorio, che vanno trattati come farmaci, mentre è assolutamente sbagliata ogni ipotesi di mettere etichette allarmistiche o tasse sul vino, prodotto che si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea e che negli anni è divenuta il simbolo del bere mangiare  responsabile. (rrm)

Coldiretti: A Capodanno in 7mila scelgono l’agriturismo in Calabria

Per il Capodanno 2024, sono oltre settemila gli ospiti attesi nei 595 agriturismi calabresi. È quanto hanno rilevato Coldiretti Calabria/Terranostra, sulla base delle indicazioni degli agriturismi di Campagna Amica e Terranostra, sottolineando come ci sia un «leggero incremento rispetto allo scorso anno, grazie al traino della buona tavola ma anche delle esperienze innovative che la vacanza in campagna può garantire».

La cucina tradizionale, il buon cibo e le esperienze enogastronomiche catalizzano l’attenzione; i menù che vengono proposti valorizzano la tradizione enogastronomica locale e promuovono il vero agriturismo basandosi sul racconto di cucina e territorio cioè come utilizzare al meglio le materie prime locali e raccontarne la storia e le tecniche culinarie: dalle preparazioni tradizionali alle innovazioni sostenibili. Terranostra – Campagna Amica in Calabria, con specifici corsi, sta valorizzando la figura e il ruolo del cuoco contadino: figura emblematica all’interno della rete di Campagna Amica, che è il custode del legame dell’azienda agrituristica con il territorio, capace di esprimere nei piatti la cultura e l’identità rurale.

«Accanto alla ristorazione e all’alloggio, gli agriturismi hanno ampliato la loro offerta negli ultimi anni, puntando su un turismo esperienziale – rileva Coldiretti – che soddisfa i nuovi gusti dei vacanzieri. Tra le attività più richieste, vi sono, l’equitazione, i corsi di cucina e i “cammini” – itinerari a cavallo, in bicicletta o a piedi per scoprire i “tesori” nascosti del territorio. E cresce l’interesse verso le esperienze nei luoghi di produzione. I turisti sono incuriositi dalle  visite nelle cantine, caseifici, gestione dell’azienda agricola, birrifici, frantoi, salumifici, paesaggio».

«Al giro di boa delle vacanza invernali possiamo affermare che i risultati a livello di presenze confermano il trend di crescita già registrato a Primavera e la scorsa estate, con l’agriturismo che è diventato una parte strutturale importante per la vacanza Made in Italy, anche per la sua capacità di rappresentare la vetrina di un’agricoltura che continua a conquistare record in fatto di sostenibilità, tutela della biodiversità e qualità», ha sottolineato Vincenzo Abbruzzese, presidente regionale di Terranostra Campagna Amica. (rcz)

A Mons. Checchinato il Presepe 2024 di Coldiretti e Confartigianato

È a mons. Giovanni Checchinato, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, che è stata consegnata la statuina per il Presepe 2024 di Coldiretti, Confartigianato e Fondazione Symbola.

Si tratta di una statuina speciale, realizzata dal Maestro artigiano leccese Claudio Riso e che rappresenta un’imprenditrice, che è destinata a raccontare i valori del lavoro, della sostenibilità e della comunità. Insieme ai partner dell’iniziativa, si è scelto di rappresentare il tema della qualità del Made in Italy, che incarna la ricerca della materia prima, la cura delle produzioni, la certificazione e la tracciabilità dei prodotti, il riconoscimento di un valore aggiunto che l’artigianalità esprime. Un omaggio alla intelligenza creativa, tutto naturalmente riportato nello stile presepiale.

La statuina è stata consegnata a mons. Checchinato nel corso di una cerimonia ufficiale che si è svolta presso la sede dell’Arcidiocesi. L’Arcivescovo ha espresso il più vivo ringraziamento per questo dono che è segno di speranza proprio alla vigilia del Giubileo.

Alla consegna hanno partecipato il Direttore di Coldiretti Cosenza, Pietro Sirianni, il direttore Regionale di Campagna Amica Calabria, Mario Ambrogio, il presidente di Confartigianato Imprese Cosenza, Carlo Angotti e la responsabile Marketing, promozione e relazioni esterne di Confartigianato Imprese Cosenza, Maria Loredana Ambrosi.
Ogni anno l’obiettivo dell’iniziativa è quello di aggiungere al Presepe delle figure che parlino del presente e anche del futuro, rappresentando l’impegno e la dedizione lavorativa di agricoltori e artigiani.
Il Presepe racconta la nascita di Gesù ma, attraverso i suoi personaggi, rappresenta anche la quotidianità, e pertanto è il simbolo della diversità e della ricchezza del Creato, legato profondamente alla terra.
«Nel 2020 – ricorda Coldiretti – la statuina scelta era un’infermiera, nel 2021 un imprenditore digitale, nel 2022 una florovivaista e nel 2023 un maestro imprenditore con il suo apprendista, sottolineando l’importanza del passaggio di conoscenze tra generazioni».
«Questa statuina – ha spiegato Sirianni – vuole rappresentare il legame tra la comunità agricola e la Chiesa, con un gesto che simboleggia la profonda connessione tra la nostra terra e la fede che ci guida. La statuina di quest’anno è il simbolo della cura, della dedizione e dell’impegno che ogni giorno gli agricoltori di Coldiretti mettono nel loro lavoro, di importanza fondamentale per la comunità. La sua benedizione rafforza questo legame, ricordandoci che, insieme, possiamo superare ogni sfida che la modernità ci pone davanti, rimanendo saldi nei valori che ci hanno sempre guidati».
«La nostra speranza – ha concluso – è che questa statuina rappresenti non solo il nostro passato e le nostre tradizioni, ma anche il futuro luminoso che possiamo costruire insieme nella nostra regione, con fede e con impegno». (rcs)

Coldiretti: Sbloccato credito d’imposta Mezzogiorno per gli investimenti

Coldiretti Calabria ha reso noto che da domani sarà possibile presentare le domande per il riconoscimento del credito d’imposta Mezzogiorno, relativo agli investimenti realizzati nel corso dell’anno 2023.

Potranno beneficiare dell’aiuto le imprese che abbiano conseguito risultati economici negativi, in conseguenza della crisi di mercato scaturita dalla guerra in Ucraina.

Un risultato frutto di una lunga interlocuzione di Coldiretti con il Ministero delle finanze, con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e con l’Agenzia delle entrate, da cui ha ottenuto il riconoscimento del credito d’imposta Mezzogiorno anche per il 2023 in precedenza bloccato.

La procedura riguarda le imprese di produzione primaria del settore agricolo nonché dalle imprese del settore della pesca e acquacoltura, titolari di reddito d’impresa, che hanno acquisito beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nelle zone assistite delle regioni Calabria, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Molise. (rcz)

Coldiretti: La Calabria quarta per spesa media mensile per mangiare

I cittadini della Calabria  sono al quarto posto di quelli che spendono di più per mangiare, con una spesa media mensile di 562 euro. È quanto ha rilevato Coldiretti sui dati istat, evidenziando come «la voce più pesante nel carrello resta quella della carne e salumi e formaggi, per i quali si spendono mensilmente 112 euro, davanti a pasta, pizza. pesce, pane e cereali (89 euro) e verdura con 74 euro».

Alla spesa per gli alimenti, precedono casa, bollette e affitti. Dall’analisi, inoltre, è emerso come al primo posto c’è la Campania con 614 euro, al secondo posto la Sicilia(586 euro) e al terzo il Friuli Venezia Giulia (576) La media nazionale è di 526 euro.

La  classifica vede una netta prevalenza delle regioni del Sud nelle posizioni di testa a conferma di un trend che vede il Meridione leader della spesa alimentare mensile con 551 euro, mentre le Isole si fermano a 542, il Centro a 528, il Nord Est a 518 e il Nord Ovest ad appena 505.

A Calanna (RC) consegnato il Premio Oscar Green Giovani Coldiretti

Paolo Frascati, Adriana Tavella, Vincenzo Gullo, Francesco Folino, Vincenzo Grisoli, Ivan Muraca, Vincenzo e Rita Pisano sono i vincitori della 18esima edizione del concorso Oscar Green promosso da Giovani Impresa Coldiretti.

La cerimonia di premiazione, svoltasi al Gaya Mondo di Unione di Calanna (Reggio Calabria), è stata una giornata entusiasmante che ha coinvolto i giovani che si sono scambiati idee e progetti allargando i propri orizzonti nel confronto tra realtà imprenditoriali, facendo tesoro delle esperienze altrui.

Tra i partecipanti  (oltre 800 in tutte le edizioni) provenienti da tutte le provincie e in lizza per il premio regionale, dopo la selezione, questi i premiati  nelle categorie del concorso.

Categoria Campagna Amica: azienda “Apesana” di Vincenzo Pisano di Arena (VV).

La salute delle api nelle Eco – bomboniere. Produce miele genuino e di altissima qualità che si trova ad Arena un piccolo borgo nel cuore delle Serre Calabre, lontana da ogni fonte d’inquinamento, ricca di variegata vegetazione. Dalla produzione del miele pregiato l’azienda crea bomboniere eco-sostenibili e fatte a mano .

Categoria  “Coltiviamo insieme” – Azienda Vigreen di Vincenzo Grisolia – Santa Domenica di Talao (CS)

L’Agri -teatro con l’agricoltura che diventa arte. Un connubio tra agricoltura, cucina contadina cultura. C’e  una  trattoria di campagna gestita dal titolare che è  anche chef. Si estende su un per circa tre ettari e mezzo di seminativi, uliveto, ficheto, un bosco e una piccola sorgente d’acqua. A completare  Vigreen è un teatro rurale, posizionato sulla collina alle porte del Parco Nazionale del Pollino e a pochi chilometri dalla Riviera dei Cedri.  Punta ad una fidelizzazione dei propri ospiti. Il teatro valorizza artisti locali e conosciuti. Con l’utilizzo della drammaturgia si parla di società,  agricoltura, benessere, sostenibilità, ambiente, cambiamenti climatici e utilizzo dell’acqua.

Categoria “È ancora Oscar Green” –Società Agricola “La Terzeria” di Trebisacce (CS)

L’agricoltura attenta all’ambiente. Terzeria rappresenta per la Piana di Sibari non solo la coltivazione più meridionale del riso in Italia ma, in un’ottica di agricoltura multifunzionale e protettiva nei confronti delle risorse ambientali, si colloca in una strategia di sostenibilità e valorizzazione che, arriva all’attuale assetto policolturale mediterraneo che comprende: ortofrutta, (agrumi, melograno, ortaggi), cerealicolo-foraggero che garantisce una rotazione agronomica, nonché zootecnica. L’innovazione è la realizzazione di una rete sensoristica multifunzionale che permette la registrazione continua dei dati agroambientali dell’azienda riguardanti il clima, il suolo e la risorsa idrica.

Categoria “ L’impresa che cresce”– Azienda Agricola Francesco Folino di Castrolibeo (CS).

L’agricoltura multifunzionale e l’intimo dialogo del cammino religioso. La multifunzionalità è una carta vincente anche sotto l’aspetto occupazionale. Si estende su una superficie di circa 12 ettari coltivati prevalentemente a  produzioni ortofrutticole che vengono  utilizzate nella preparazione di piatti a kmzero nell’agripub “il campanaro” rivolto a clienti giovani e dinamici in cerca di svago e di dialogo tra di loro in un contesto ideale in cui si riscopre l’antico ritmo e le abitudini della vita di campagna. Luogo adatto a bambini e famiglie. L’azienda organizza il cammino religioso naturalistico di San Francesco di Paola: un percorso a cavallo che si estende per  circa 320 Km ed è strutturato in 15 tappe.

Categoria “Agri-influencer” – Azienda Agricola “Io & Palmi di Vincenzo Gullo Palmi (RC)

E’ una nuova categoria “che valorizza l’agricoltura social. E’ un’impresa che fa uso dei nuovi canali di comunicazione per promuovere la propria azienda e far conoscere la bellezza del mondo rurale, strizzando l’occhio alle nuove tecnologie, per raccontare idee e progetti innovativi. Vincenzo Gullo, interloquisce sui social trasmettendo i valori positivi del lavoro in campagna, dell’amore per la terra e il contatto con la natura. Vincenzo ha creato nel web una vera e propria community di appassionati del mondo agricolo che lo segue e lo sostiene quotidianamente narra con passione sui suoi canali come sia arrivato ad aprire un’azienda agricola partendo da zero, realizzando un desiderio che aveva sin da piccolo, pur non possedendo grandi terreni.

Categoria “Impresa digitale e sostenibile” – Gaya mondo unione di Paolo Frascati – Reggio Calabria

Un eco sistema magico nel cuore del Mediterraneo Ambiente, energia e digitalizzazione sono le parole d’ordine di questa categoria che promuove un modello di sviluppo rispettoso del pianeta, ed esprime capacità imprenditoriale svolgendo la propria attività in maniera sostenibile, da un punto di vista economico, ambientale e sociale. Gaya Mondo di Unione è un progetto di eco-villaggio nato nel 2019 vicino Reggio Calabria, i cui abitanti fanno rete, organizzano eventi e laboratori e propongono la visione di un cambiamento positivo nelle relazioni umane e nel rapporto con il pianeta. Ci sono tende, palafitte e case. L’originalità di Gaya ha permesso di stringere accordi con l’università Mediterranea di Reggio Calabria con approfondimenti e di tesi di laurea sul design ecosostenibile.

Categoria “Custodi d’Italia. Azienda agricola Foti di Adriana Tavella  – S.Costantino Calabro (VV)

Il Borgo impreziosito dai gioielli di fiori.Un esempio di agricoltura eroica che contribuisce a mantenere la presenza  nelle comunità nelle aree interne attraverso opportunità lavorative coinvolgenti.. Adriana crea “gioielli” con i fiori che pianta in azienda durante l’anno, come alisso, non ti scordar di me, viole, erica, camomilla, ortensia, rose sfumate, verbena, finocchio, lobelia e quelli che crescono spontaneamente. Ogni creazione è un piccolo dipinto che cattura la magia della natura. Tutto nasce da un’idea semplice e meravigliosa: quella di circondarsi di fiori per contribuire all’ecosistema e trasformare le loro fioriture in ricordi eterni da custodire per sempre.

Menzione speciale – Azienda agricola “Sapori Antichi” famiglia Muraca – Cicala (CZ).

Una realizzazione green e di economia circolare della farina di pomodoro. Un  processo di essiccazione e poi macinazione delle bucce del pomodoro, recuperate dalla ormai mitica passata di pomodoro 100% calabrese “A Sarsa da Nunna”. La farina di pomodoro, può essere usata negli impasti per prodotti da forno, pasta fresca, come zuppa, nelle preparazioni di piatti, come insaporitone, come guarnizione nei piatti gourmet, ricca di antiossidanti e di licopene, ma sopratutto Gluten Free. I Pomodori, maturano al sole e raccolti a mano nell’ azienda agricola di famiglia, coltivati e lavorati secondo tradizioni antiche, senza uso alcuno di coloranti o conservanti artificiali.

Al termine della manifestazione, è stato reso noto che l’Azienda agricola Foti di Adriana Tavella parteciperà alla finale nazionale Oscar Green.

Coldiretti Calabria: Da luglio in Calabria sono andati a fuoco 3800 ettari

Da inizio luglio in Calabria sono andati a fuoco 3800 ettari, tra aree boschive e uliveti. È quanto ha rilevato Coldiretti, mappando i danni causati dalle alte temperature che continuano ad assediare il Meridione. Per la nostra regione, i problemi principali si registrano per pomodori, peperoni, angurie oltre alla cascola delle olive.

L’emergenza resta grave in Sicilia con gli animali rimasti senza cibo e acqua e i campi arsi dalla mancanza di pioggia, mentre aumenta il pericolo di incendi con 5800 ettari di terreni già andati a fuoco da inizio luglio. Molte aziende hanno rinunciato a raccogliere il grano, il cui crollo medio è superiore al 50% del raccolto. Per gli alberi da frutto, vigne e uliveti si stima un danno in oltre 2,7 miliardi di euro. Situazione drammatica anche in Puglia dove il caldo africano con picchi fino a 43 gradi brucia frutta e verdura nei campii. La produzione di olive è prevista in calo di oltre il 50%, come quella di grano.In Basilicata sono quasi 200 gli ettari andati a fuoco da inizio luglio, con danni da siccità per quasi mezzo miliardo di euro, tra calo di produzione, aumento dei costi e perdita di quote di mercato. Sul fronte dei cereali il calo è dell’80% dei raccolti, mentre per i foraggi del 70%. Pessime anche le prime stime per la produzione di olio d’oliva, scese tra il 50 e il 75%, mentre per il vino è del 40%. La siccità morde anche in Sardegna con cali produttivi che interessano ormai tutti i settori, dai cereali all’ortofrutta, dopo i problemi causati dagli incendi nei giorni scorsi.

Aceto (Coldiretti): Nel 2023 tassi di crescita a due cifre per Calabria

Nel 2023 si sono registrati tassi di crescita delle esportazioni a due cifre per la Calabria, per il buon andamento della filiera agroalimentare. È quanto emerso da una proiezione Coldiretti su dati Istat relativi al periodo gennaio-maggio diffusa in occasione del G7 del Commercio, in corso in Calabria e confermate anche dall’Ice.

«Salutiamo con vero piacere ed enorme soddisfazione – ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – tutti i partecipanti al G7 del Commercio in corso in Calabria un’occasione importante che proietta a livello planetario la nostra regione che è centrale nel mediterraneo».

« Se il trend di crescita dei primi cinque mesi dell’anno verrà mantenuto – ha detto – le esportazioni agroalimentari Made in Italy potrebbero sfiorare nel 2024 la quota record di 70 miliardi in valore, mai registrata prima, con un traino importante sull’intero export tricolore del quale proprio il cibo è il primo ambasciatore nel mondo».

I prodotti agroalimentari fanno registrare una crescita complessiva del 9% nei primi cinque mesi, in controtendenza rispetto al dato generale che vede le vendite all’estero stagnanti (-0,1%). Tra i principali Paesi acquirenti, la crescita più consistente è quella sul mercato statunitense, il primo sbocco extra Ue, con un aumento del 19% – ha rilevato Coldiretti –, ma il dato è positivo anche in Gran Bretagna (+9%), Germania (con un +5%) e Francia (+3%). Tra gli altri mercati, da segnalare la crescita del 15% in Cina e del 23% in Russia.

Nel mondo il campione dell’export tricolore si conferma il vino con una crescita del 7% nei primi 4 mesi del 2024 mentre al secondo posto si piazza l’ortofrutta trasformata (+11%) e al terzo i formaggi (+8%), seguiti dalla pasta e gli altri derivati dai cereali (+6%), frutta e verdura fresche (+6%), olio d’oliva, che registra un aumento in valore del 70%, e i salumi (+18%).

«Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve abbattere gli ostacoli commerciali a cominciare dal fenomeno dell’agropirateria – ha sottolineato Coldiretti – con il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo che è salito ad oltre 120 miliardi, 2 miliardi circa solo per la Calabria, sottraendo risorse e opportunità di lavoro all’Italia. Un problema che riguarda tutti i continenti e colpisce in misura diversa tutti i prodotti, con il paradosso peraltro che i principali taroccatori delle specialità tricolori sono i paesi ricchi».

«Ma è importante, anche – ha rilanciato – colmare i ritardi infrastrutturali dell’Italia che costano al Paese oltre 93 miliardi di euro di mancate esportazioni, di cui ben 9 miliardi riguardano il solo agroalimentare, secondo l’analisi del Centro Studi Divulga. Un gap inaccettabile che va superato migliorando i collegamenti all’interno del Paese e quelli con il resto del mondo con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo per affiancare al trasporto su gomma quello per via marittima e ferroviaria in alta velocità».

«L’obiettivo – ha concluso Coldiretti – è continuare questo trend di crescita portando il valore annuale dell’export agroalimentare a 100 miliardi nel 2030 e di questo si avvantaggerà anche la Calabria».