BIOLOGICO, IL PRIMATO DELLA CALABRIA:
È LA PRIMA REGIONE IN ITALIA PER AZIENDE

In un’Italia dove il biologico sta prendendo sempre più piede, è la Calabria a vantare un invidiabile primato: è la prima regione per numero di aziende agricole impegnate nel biologico con 11.030 operatori coinvolti, mentre le superfici coltivate a biologico hanno raggiunto 208.292 ettari, con un +3,7% rispetto al 2018, e che la collocano in terza posizione, dopo Sicilia e Puglia.

Il biologico sta registrando un trend positivo che «negli ultimi 15 anni ha traghettato il comparto fiori dalla dimensione di nicchia delle origini per trasformarlo in uno stile di vita ampiamente diffuso e consolidato nelle abitudini alimentari delle famiglie italiane» si legge sul rapporto del 2019 di Ismea sui numeri del biologico in Italia. Quello del biologico, quindi, è un comparto che ha portato gli operatori a investire sempre più, permettendo, così, negli ultimi 10 anni, il raddoppiarsi delle aziende che tratta prodotti biologici. Anche le superfici destinate al bio sono cresciute del 60%, tanto che, a fine 2018, come riporta l’Ismea, «la superficie coltivata in Italia ad agricoltura biologica è di quasi 2 milioni di ettari, con un numero di operatori che arriva a sfiorare le 80.000 unità», e che le estensioni maggiori si trovano in Sicilia, Puglia, Calabria ed Emilia Romagna «che, da sole – si legge sul rapporto – rappresentano oltre la metà dell’intera superficie biologica nazionale».

Per gli orientamenti produttivi, ci sono: 71.007 ettari per l’olivo, 11.951 per i cereali,  35.822 colture foraggere, 11.733 agrumi, 3293 frutta, 3025 frutta in guscio, vite 3983, ortaggi 1821, altre colture da seminativi 2273, colture proteiche 1559.

È quanto è emerso dal rapporto Bio in Cifre 2020 presentato dall’Ismea all’incontro organizzato  dalla Coldiretti per la presentazione del rapporto annuale del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) che registra i principali numeri del settore in Italia: mercato, superfici, produzioni del biologico italiano con le tendenze.

Franco Aceto
Franco Aceto, Presidente Coldiretti Calabria

«A proposito delle importazioni di biologico – ha dichiarato il presidente della Coldiretti Calabria, Franco Aceto – occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei. È necessario intensificare le attività di controllo e certificazione del prodotto biologico in entrata da Paesi extracomunitari anche con un maggiore coinvolgimento delle autorità doganali, al fine di garantire sia i consumatori finali rispetto alla qualità delle produzioni, sia una corretta concorrenza tra produttori intra ed extra Ue. L’immissione di prodotti biologici – ha sottolineato Aceto – sia subordinata non solo a verifiche documentali, ma anche a ispezioni fisiche e controlli analitici».

«L’agricoltura biologica rappresenta un tassello sempre più importante dell’agroalimentare calabrese di qualità – ha dichiarato Francesco Cosentini, direttore della Coldiretti Calabria – a tal fine occorre materia prima calabrese 100% certificata e questo va ad incidere nella riduzione delle importazioni, con un ulteriore stimolo di crescita di questo speciale comparto».

«È necessario, altresì – ha proseguito Cosentini – che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della sicurezza dei consumatori nel sottolineare che, dietro gli alimenti italiani e stranieri in vendita sugli scaffali, ci deve essere la garanzia di un percorso di qualità che riguardi l’ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore».

«La Calabria – ha ricordato Cosentini – nei Disciplinari di Produzione Integrata delle infestanti e pratiche agronomiche, a partire dal 2016, ha eliminato il “glifosate” e l’agricoltura calabrese si è qualificata ancor di più sui mercati con produzioni “glyphosate zero” e, confermando alti standard qualitativi, si è resa garante della sicurezza alimentare: questo ha inciso notevolmente sulla valorizzazione delle nostre produzioni».

«Siamo altresì soddisfatti, che l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo – ha commentato il presidente Aceto – abbia posto come punto di forza dei distretti del cibo recentemente regolamentati dalla Regione proprio la scelta del “glifosate zero». (rrm)

Oscar Green di Coldiretti Giovani, la Fattoria della Piana di Gioia alla finale nazionale

È Federica Basile, della coop. Fattoria della Piana di Gioia Tauro che rappresenterà la Calabria alla finale nazionale del concorso Oscar Green, il premio che Coldiretti Giovani Impresa mette in palio ogni anno per accendere i riflettori sui giovani impegnati in agricoltura.

La finale regionale, che ha visto premiati tre uomini e tre donne, si è svolta nella suggestiva cornice di Capo Vaticano e, da lì, «è emerso un forte ancoraggio nel presente e competenza e visione del futuro per un’imprenditorialità agricola che crede nel domani e non ha paura delle sfide» ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria.

«Un appuntamento – ha aggiunto il presidente Aceto –  sempre importante per tutta la Coldiretti, perché ci dà l’occasione di dare voce ad  esperienze brillanti che emergono dal tessuto imprenditoriale agricolo. Ogni anno la scelta dei vincitori è sempre più difficile perché crescono la qualità e il valore delle iniziative. Tutto questo ci racconta l’effervescenza creativa che nasce nelle campagne dove tanti giovani investono nel loro futuro».

«Sono esempi di storie vincenti sui giovani impegnati in agricoltura e nell’agroalimentare – ha commentato il delegato regionale di Giovani Impresa Coldiretti Enrico Parisi – protagonisti della rivoluzione green e dell’innovazione nei campi. A oggi sono oltre 2500 gli under 35 che hanno deciso di costruire la loro carriera professionale in campagna: il loro impegno va accompagnato da politiche regionali corrette che possano favorire e sviluppare questi percorsi».

Nuove leve dell’agricoltura regionale che, per Massimo Piacentino, dell’esecutivo nazionale, sono giovani capaci, veloci e smart. Sono riusciti a coniugare nuove tecnologie, e nuovi canali di vendita con la tradizione delle nostre campagne. Puntano sulla sicurezza alimentare, sul benessere e sulla trasparenza nei confronti dei consumatori. Un concorso come Oscar Green è molto importante perché consente loro di farsi conoscere, conoscere altre esperienze per prendere spunto o allacciare collaborazioni all’interno della filiera agricola.

Premiati, dunque, per Fare Rete Serena Paese, AnsepaSrls che, valorizzando la patate della Sila Igp, con “Le Montanine”, produce le prime chips made in Sila, unendo l’amore per il territorio e la tradizione di famiglia. Per Impresa 5.Terra, Gabriele Francesco Bafaro e il progetto di archeologia sperimentale Archeo-Vino Acroneo che nasce dalla volontà di ricostruire il processo di vinificazione antico e di sperimentare le tecniche di coltivazione della vite usate nell’antichità conservando il vino in anfore di artigiani calabresi.

Per Sostenibilità Ambientale Federica Basile, della Cooperativa agricola Fattoria della Piana, una cooperativa di allevatori che opera nel settore lattiero caseario calabrese della Piana di Rosarno e che ha realizzato un impianto di produzione biogas che consente di produrre energia in modo totalmente ecosostenibile, con una potenza elettrica di 998 kW.L’impianto utilizza gli scarti della Fattoria e di altre 80 aziende agricole per produrre energia elettrica e termica. Esempio di economia circolare.

Per Campagna Amica, la premiata è Elirosa Blaiotta della Società agricola Terzeria per il progetto “Rete in Rete”, che accoglie e realizza i valori di Campagna Amica. Terzeria, è ubicata nel cuore della Piana di Sibari, produce agrumi, ortaggi, cereali e foraggi, riso, olive e olio d’oliva e molto altro. Ha esperienza nella vendita diretta e on-line con spedizioni in tutta Italia.

Creatività: dopo un lungo lavoro di oltre 12 anni, Giovanni Celeste Benvenuto ha riportato in vita lo “Zibibbo di Pizzo”, vitigno che qui affonda le radici nelle antiche rotte commerciali dei Fenici, ha fatto rivivere le antiche tecniche di vinificazione del posto che si stavano estinguendo.

Per Noi per il Sociale, premiata la Coop. l’Arca di Noè con il progetto di Agricoltura Sociale Salute in Campo, che si colloca nel campo dei servizi alla persona. Il progetto affianca alla tradizionale funzione produttiva dell’agricoltura la funzione “terapeutica”, la capacità di generare benefici per le fasce vulnerabili della popolazione.

Una menzione speciale è andata all’Associazione Koinè di Maria Rosa Papalia, che con il progetto il Viaggio di Koinè promuove, nel cuore dell’Aspromonte, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare e la riscoperta dei luoghi storici, con l’organizzazione dei “campi scuola” per bambini e ragazzi anche nei tempi dell’emergenza Covid19.

In un clima di commozione, un riconoscimento è andato alla memoria del giovane agricoltore Francesco Oliverio, recentemente scomparso in un incidente stradale e a cui è stata dedicata questa edizione di Oscar Greeen.

La giornata è stata arricchita dalla relazione del Presidente di Demoskopica Raffaele Rio e dall’intervento del presidente della sesta Commissione Consiliare agricoltura, Pietro Molinaro, che ha incoraggiato i giovani ad essere tenaci e a voler bene alla Calabria. (rrm)

FERRAGOSTO SENZA SAGRE, AGRITURISMO
PER SCOPRIRE IL GUSTO DELLA CAMPAGNA

È stato un ferragosto insolito, con l’assenza delle tradizionali sagre che, soprattutto nei borghi e nei piccoli centri, attiravano migliaia di curiosi alla ricerca anche dei sapori tradizionali della cucina calabrese. C’è stata, di contro, la rivalutazione e la riscoperta degli agriturismi che hanno, in qualche modo, supplito alla mancanza dei banchetti enogastronomici che hanno il merito di privilegiare l’agricoltura a km zero e avvicinare ai gusti genuini della campagna.

Proprio l’assenza delle tante sagre che valorizzavano melanzane, polpette, pescespada o qualunque altro prodotto dell’agro-alimentare, ha permesso di capire la grande capacità di attrazione che queste forme popolari di incontro, a base di cibo della tradizione. È un segnale importante da tener presente, quando si tornerà alla normalità e si potranno programmare di nuovo feste e sagre popolari: occorrerà investire per ampliare l’offerta e indicare linee guida per mantenere l’alta qualità e un’accurata selezione di cibo e bevande, privilegiando i vini del territorio e le birre artigianali che in Calabria stanno vivendo una stagione di positivi riscontri.

Dall’analisi della Coldiretti svolta con la società Ixè, emerge che l’assenza di manifestazioni ed eventi non ha comunque scoraggiato i foresteri e i residenti che, quasi 7 su 10, «ogni estate partecipano a eventi enogastronomici e folkloristici che raccontano le bellezze della Calabria e ne ripercorrono le tradizioni». Ci sono difficoltà evidenti causate dal nuovo allarme per la possibile risalita dei contagi nel settore legato alle fiere, alle feste, alle sagre ed eventi, oltre che alle discoteche, ma i mercati di Campagna Amica e la vendita diretta di prodotti della terra nelle aziende e negli agriturismi hanno in qualche modo limitato i danni.

«La crisi delle sagre – afferma una nota della Coldiretti – colpisce gli operatori, indebolisce l’indotto che ruota intorno a questi eventi e le Pro-Loco molto spesso protagoniste, devono rinunciare ad una importante attività promozionale del territorio di competenza. Riceve un duro colpo anche lo street food che ha fatto segnare una vera e propria esplosione negli ultimi anni In occasione di questi avvenimenti, i partecipanti avevano la possibilità di fare acquisti per rifornire le proprie dispense o portare regali agli amici. Sagre, fiere e mercati di paese sono, per lo più, dedicate a ricorrenze storiche o religiose, ma soprattutto a prodotti tipici dell’enogastronomia locale che sono molto spesso al centro dei festeggiamenti che si concentrano proprio nel mese di agosto, con il massimo afflusso dei turisti. Un momento conviviale alternativo che riguarda sia le località più turistiche, ma anche più spesso le aree interne meno battute dove si va a guardare, curiosare fra le bancarelle e magari anche acquistare qualcosa, spesso prodotti del territorio».

Secondo la Coldiretti, le produzioni tipiche regionali nascono proprio nei piccoli borghi con meno di cinquemila abitanti, un patrimonio conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari. L’alternativa alle manifestazioni enogastronomiche cancellate dalla pandemia sono i mercati coperti e all’aperto degli agricoltori che – evidenzia la Coldiretti – si vanno sempre di più diffondendo grazie a “Campagna Amica” che ha realizzato una vasta rete di vendita diretta insieme agli spacci in fattoria e negli agriturismi. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore magari in occasione di sagre e fiere  era anche una occasione per conoscere non solo il prodotto, ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi ha contribuito a conservare un patrimonio che fa il paio con il patrimonio culturale, artistico e ambientale. Acquistare prodotti a chilometri zero direttamente dai produttori è un segnale di attenzione al territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale».

Non dimentichiamo l’importanza del segmento agro-alimentare: «il cibo – sottolinea la Coldiretti – è un valore aggiunto di gite e vacanze con la Calabria che attira per il turismo eno-gastronomico grazie ad una agricoltura green, “OGM free” e “glifosato zero” con 13 DOP calabresi, 6 IGP (Indicazioni Geografiche Protette), 267 specialità tradizionali garantite e 19 vini tra DOC e IGT con etichette straordinarie». (ed)

CALABRIA, MENO SPIAGGE PIÚ CAMPAGNA
LA BELLA ESTATE È NEL TURISMO RURALE

di MARIA CRISTINA GULLÍ – Quanto vale la trasmissione di ieri mattina su Raiuno che ha parlato della Calabria, delle sue meraviglie, delle opportunità del turismo rurale e degli agriturismo? Tantissimo, più di qualunque film “emozionale”, perché ha parlato (gratuitamente) della Calabria citando le cose che i vacanzieri amano ascoltare in quest’estate di quasi-post-pandemia: sicurezza e qualità della vacanza. Un messaggio chiaro e un invito che non sarà, crediamo, inascoltato dagli spettatori della fortunata trasmissione del mattino della prima Rete. Bellissime le immagini a corredo (basterebbe solo l’Arcomagno di S. Nicola Arcella) e poca enfasi, raccontando semplicemente la verità: spiagge incantevoli, ma soprattutto incontro con la natura, in un territorio ricco di borghi e zone rurali affascinanti, dove si può fare una vacanza “green” con grandissima soddisfazione e infinite emozioni.

Il presidente della Coldiretti Calabria Franco Aceto, ospite della trasmissione, condotta da Barbara Capponi e Alessandro Baracchini, è stato un eccellente testimonial della ricchezza del nostro territorio, unico e straordinario, e ha spiegato perché il turismo rurale e gli agriturismi possono davvero fare la differenza in una insolita stagione che registra un declino della vacanza balneare. Visto che il mare attrae di meno, è questa un’opportunità che la Regione dovrebbe cogliere al volo, perché in questo periodo in cui il turismo cosiddetto esperenziale sta vivendo un momento magico. Bisogna impegnarsi ad attrarre i vacanzieri nelle nostre campagne, piuttosto che al mare. E soprattutto puntando sulla campagna è possibile prolungare a dismisura la stagione turistica, con un’offerta che risponde alla crescente domanda di sport, trekking, escursionismo e, soprattutto, aria pulita. La Calabria, non dimentichiamolo, è una delle poche regioni italiane che potrebbe offrire un turismo lungo tutto l’anno, dal mare alla montagna, dalla campagna alla collina: il clima mite, le eccezionali risorse del territorio, la ricchezza artistica e archeologica abbinata a percorsi di fede (per esempio il Cammino Basiliano) e di qualità della vita all’aperto, con prodotti della terra genuini e di altissima qualità. Peccato che fino ad oggi si sia sempre trascurato quest’aspetto e occorre dare atto alla Coldiretti di Franco Aceto se è partita un’inversione di tendenza che darà – ne siamo certi – ottimi risultati: l’agricoltura non è solo produzione (anche biologica) ma offre l’opportunità di valorizzare il territorio e le sue tipicità, anche in ambito turistico.

Quest’anno ci sarà poco turismo estero, semmai crescerà quello di prossimità, gli italiani sceglieranno mete vicine e il sondaggio di Expedia, come calabria.live ha riferito qualche giorno fa, indica chiaramente che la Calabria è una delle mete preferita del turismo nostrano. Anche se i dati elaborati da UnionCamere sull’economia del turismo danno nelle destinazioni italiane un -16 % alla Calabria rispetto allo scorso anno, non bisogna disperare: ci sono le risorse naturali che fanno da supporto a un’offerta – come ha sottolineato il presidente Aceto – di altissima qualità sia nel turismo rurale che negli agriturismi che sono costantemente controllati e monitorati da Coldiretti, al fine di garantire sicurezza e servizi di elevato valore aggiunto.

«Soggiornando nei nostri agriturismi – ha spiegato in tv Aceto – si potranno vivere esperienze indimenticabili: per esempio percorsi guidati nelle piantagioni di cedro nella Riviera dei Cedri (22 comuni affacciati sulla costa tirrenica), visite nelle cantine e soprattutto nei vigneti con degustazioni di vino e prodotti gastronomici del territorio, la possibilità di fare colazione in aperta campagna, con un’aria fresca e pulitissima, ma anche vivere l’esperienza del lavoro quotidiano nella produzione e nella lavorazione dei prodotti agricoli che poi troviamo sulle nostre tavole». Impastare il pane, raccogliere la frutta, mungere il latte, può significare recuperare una qualità della vita che le grandi città rendono sempre più scarsa e l’opportunità di una vacanza in campagna può riequilibrare lo stress quotidiano, immersi nel traffico, a inseguire l’orologio e arrivare, a fine giornata, svuotati di tutto. Senza naturalmente dimenticare la fantastica possibilità di godersi il tramonto del sole nelle acque del Tirreno, con in mano una spremuta di frutta senza glifosati (la Calabria è l’unica regione italiana ad averlo bandito dalle coltivazioni), tra i cedri della riviera, il bergamotto di Reggio Calabria, la ‘nduja di Spilinga, la cipolla di Tropea.

Il pubblico di Unomattina – secondo la Coldiretti, ma è la verità – ha potuto «apprezzare il volto vero e positivo della nostra regione, che trova nell’agricoltura e nell’agroalimentare occasioni positive e concrete di sviluppo e che si distingue per questo particolare segmento legato al turismo rurale e all’agriturismo che valorizza l’enogastronomia calabrese e le produzioni di qualità. In questo periodo vi è una lenta ma graduale ripresa delle vacanze e le ragioni, sono da ricercarsi nei grandi spazi che i turisti possono avere a disposizione quindi con la possibilità di fare anche sport all’aperto, di partecipare alle iniziative del territorio, e poi  ancora la bassissima incidenza del Covid-19 nella nostra regione che permette di vivere una vacanza in sicurezza.

«L’ospitalità in campagna, negli agriturismi, nei borghi, la ristorazione di qualità e l’accoglienza giocano un ruolo strategico per l’incremento del turismo a livello regionale con un turismo rurale innovativo che il sistema Coldiretti in particolare attraverso l’associazione agrituristica Terranostra-Campagna Amica, è impegnata sempre di più a consolidare. Si vuole far vivere il paesaggio secondo approcci esperienziali ed emozionali offrendo mappe e percorsi alternativi, sviluppando prospettive diverse. In questo senso l’operatore agrituristico è animatore della bellezza naturale. Agriturismo e turismo rurale sono l’emblema della multifunzionalità del settore, fondamentali non solo in chiave turistica e occupazionale, ma anche per la lotta allo spopolamento, per il presidio del territorio, delle aree marginali, della biodiversità che fa della Calabria una miniera assoluta avendo oltre il 30% della biodiversità in Europa. Abbiamo – dicono in Coldiretti – la responsabilità di una qualità costante e innovativa da elevare proprio intorno a quei valori principali che il Turismo Rurale ed enogastronomico di per sé racchiudono: semplicità, identità e tradizione che consentono indiscutibilmente ampi margini di crescita. Questa offerta da RaiUno è stata una occasione importante per fare apprezzare aziende, località, segmenti e nicchie che indubbiamente meritano di essere conosciute».

Dunque, il percorso del turismo rurale va seguito con attenzione e cura: la scoperta del territorio crea fidelizzazione tra i vacanzieri che diventano a loro volta testimonial diretti (e convinti) di un’esperienza di vacanza inusuale e indimenticabile. La bella estate comincia da qui: non più stessa spiaggia stesso mare, ma campagna “amica” con i profumi e i sapori della terra. Magnifici e incomparabili. Una vacanza, lo scopriranno i nostri futuri ospiti, da sogno, e soprattutto da raccontare: «un’offerta – ha detto il conduttore di Unomattina Baracchini – vasta e variegata quella della Calabria per la scoperta del territorio, dei borghi e non soltanto delle meravigliose coste». Grazie, Alessandro a nome di tutti i calabresi. (mcg)

Coldiretti Calabria: la vera scommessa è attrarre turisti

Per Coldiretti Calabria, la «grande scommessa che deve vincere la Calabria è attrarre turisti e occorre farlo fin dall’inizio della stagione estiva per questo la parola d’ordine deve essere: promozione; sia sulle piattaforme specializzate che con mirate campagne presentando i punti di forza della regione che partono dall’essere territorio quasi indenne da Covid-19».

«Il “bouquet” degli itinerari turistici – ha proseguito Coldiretti – sono vari: il mare, la montagna, la collina e zone interne con i borghi, le terme, la campagna con gli agriturismi, i luoghi religiosi, i parchi e tanto altro. Questo ci consente di poter destagionalizzare il turismo ed averlo tutto l’anno. In tutto questo il cibo è il vero valore aggiunto e marcatore d’identità della vacanza con l’agricoltura calabrese che fa alla grande la propria parte con la sua straordinari biodiversità esaltata più volte anche da Vandana Shiva che può contare oltre alle 269 bandiere del gusto, su 17 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 21 vini tra DOC e IGT ed etichette di grande prestigio».

«La Calabria – ha proseguito Coldiretti – ancora è terza tra le regioni Ue per i terreni coltivati con metodo biologico. La Regione Calabria  nei Disciplinari di Produzione Integrata delle infestanti e pratiche agronomiche a partire dal 2016 ha proibito il “glifosato” e l’agricoltura calabrese si è qualificata sui mercati con produzioni“glyphosate zero” e quindi confermando alti standard qualitativi, si è resa garante della sicurezza alimentare e questo sta incidendo sulla valorizzazione delle nostre produzioni. Non solo discoteche, ma via libera anche alle sagre visitate ogni estate da circa il 70% dei turisti che vengono in Calabria e che partecipano agli eventi enogastronomici e folkloristici locali organizzati che raccontano le bellezze della nostra regione  e le sue tradizioni».

«Tutti questi fattori positivi – ha proseguito – sono la sceneggiatura del racconto della Calabria oltre ad essere  mosse necessarie per cercare di dare un impulso al turismo. Acquistare poi prodotti a chilometri zero direttamente dai produttori è un segnale di attenzione al territorio, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio che ci circonda, ma anche un sostegno all’economia e all’occupazione locale. Per gli agriturismi calabresi che via via stanno riaprendo, recuperando le prenotazioni annullate, Terranostra Calabria ha approntato protocolli per la sicurezza anti Covid-19 in vista della stagione estiva. Questo permette la ripartenza, e la possibilità di  vivere in tranquillità la sosta e il soggiorno nelle aziende agrituristiche che sono un’opportunità importante soprattutto in quei territori dove si sta tornando alla normalità per sostenere – spiega Coldiretti – la ripresa delle attività economiche ma anche per contribuire in modo determinante al turismo di prossimità per la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne alleggerendo gli affollamenti nei luoghi turistici più battuti. Coldiretti è fortemente impegnata a incentivare le partenze già in “bassa stagione” che sono particolarmente apprezzate da chi ama la tranquillità e vuole stare lontano dalle folle, tanto più considerate le misure sul distanziamento sociale per garantire la sicurezza, senza rinunciare però a visitare le principali mete turistiche».

«In avvio della stagione turistica – ha concluso Coldiretti Calabria – è anche più facile avere degli sconti rispetto all’alta stagione. Ma, oltre ai sacrifici che stanno facendo le imprese dei vari settori, occorre che la Calabria mostri il volto più bello di se sia in termini organizzativi che di pulizia dei luoghi che sono il primo biglietto da visita». (rrm)

Photo by Massimo Virgilio on Unsplash

CATANZARO – Babylandia, il villaggio all’insegna dell’educazione e legalità

18 ottobre – Successo per la prima giornata di “Babylandia – Un sorriso per il futuro”, l’iniziativa organizzata al Parco della Biodiversità di Catanzaro dal Lions Club “Catanzaro Host” e dall’Associazione “Acsa & Ste Onlus” in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale, la Provincia e il Comune.
«Abbiamo realizzato – ha dichiarato Giuseppe Raiola, presidente del Lions Club “Catanzaro Host” – un vero e proprio villaggio per i ragazzi con un fitto programma dedicato all’educazione, alla legalità e alla conoscenza del sistema di protezione civile e alla prevenzione della salute».
L’inaugurazione, svoltasi ieri al Museo Musmi, ha visto la partecipazione di Enzo Bruno, presidente della Provincia, di Teresa Elia, dirigente dell’Istituto Tecnico Agrario, Nicodemo Spanò, maresciallo del reparto Carabinieri biodiversità di Catanzaro, Rossello Anfosso, del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro, e di Franca Fadulto dell’Ufficio Scolastico Regionale.
Nel pomeriggio, invece, si è svolto un incontro dal titolo “I rischi in età evolutiva”, moderato da Domenico Gareri, e presieduto da Giuseppe Raiola. Hanno partecipato all’incontro Giulia Audino, direttore del Sert di Soverato.
«La Scuola – ha dichiarato Maria Rita Calvosa, direttore generale dell’Usr – deve assolvere al suo compito di guida educativa. Per farlo, noi adulti dobbiamo saper ascoltare per capire dove intervenire. Ai ragazzi dobbiamo trasmettere valori».
Nel programma di oggi, partito alle 9.30, sono previsti numerosi appuntamenti: Alle 16.00, per i più piccoli ci sarà “Pompieropoli”, iniziativa organizzata dall’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco, mentre alle 16.30 ci sarà la dimostrazione del progetto “Insieme a canestro”.
Alle 17.00, al Musmi, “I giovani Coldiretti si raccontano”, a cui seguiranno dimostrazioni con i Carabinieri, il Soccorso Alpino,la Simeup, incontri con l’Unione Italiana Ciechi e una degustazione a cura di Coldiretti.
La manifestazione, terminerà domani 19 ottobre. (rcz)

ROSSANO: FESTA DELLA MIETITURA ALLA MASSERIA MAZZEI

1° luglio – Si conclude oggi la festa della mietitura alla Masseria Mazzei di Rossano, dove stamattina si è svolto un interessante incontro sui grani antichi. Dopo i saluti dei padroni di casa e quelli istituzionali della dott.ssa Greco, prefetto vicario della Città, e di Mons. Lucibello, Arcivescovo titolare di Thurio e Nunzio apostolico, spazio all’Istituto agrario rossanese che, insieme alla dirigente scolastica Pina De Martino, e per voce anche delle docenti Ornella Mamone e Mariateresa Bollini, ha presentato il progetto scolastico legato al recupero e alla valorizzazione dei grani antichi. Il prof. Giancarlo Statti, del Dipartimento di Farmacia e Scienza della Salute e della Nutrizione dell’Unical, ha parlato della biodiversità e del valore salutistico dei grani antichi; la biologa dott.ssa Pasqualina Sprovieri – referente Slow food Pollino-Sibaritide-Arberia – ha illustrato i risultati degli studi condotti sulla capacità antiossidante dei grani autoctoni. Del ruolo del mulino per una produzione di qualità e controllata, ha parlato il dott. Pasquale Carbone, titolare del Molino Bongermino di Taranto e il dott. Mario Ambrogi, Responsabile regionale di Campagna Amica Coldiretti, ha illustrato le azioni di marketing e di divulgazione sulla consapevolezza alimentare dei consumatori. Ad arricchire e dare rilievo alla manifestazione, la partecipazione del noto chef e storico imprenditore di Altomonte, Vincenzo Barbieri, Presidente Istituto nazionale assaggiatori di pane.
Nel corso della giornata, anche una estemporanea di pittura con la partecipazione degli artisti Ercolino Ferraina, Eliana Noto, Lucia Sifonetti, Tiziana Bongiorno, Giuliana Figoli, Amelia Perrone, Chiara Salatino, ispirati dalla mietitura e dalla campagna. A fine serata concerto di Cataldo Perri “Di terra e di pane” con Piero Gallina, Antonio Critelli e Masino Leone. (rcs)