Il sindaco Falcomatà e Labate (Confcommercio) a confronto per contrasto alla desertificazione commerciale

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e Lorenzo Labate, presidente di Confcommercio di Reggio Calabria, hanno partecipato al confronto Anci-Confcommercio per il contrasto alla desertificazione commerciale e il sostegno all’economia di prossimità.

«Il dialogo tra i Comuni ed il mondo dell’impresa e del commercio è imprescindibile. Entrambi operiamo quotidianamente per il bene della comunità e ritengo che solo lavorando insieme, gomito a gomito, sindaci e rappresentanti del comparto produttivo, si possa raggiungere quel risultato armonioso che ha a che fare con lo sviluppo economico e sociale di un territorio, che sia realmente sostenibile ed in linea con una programmazione di crescita e di rigenerazione urbana che le nostre città stanno attuando», ha detto il primo cittadino, che è anche delegato Anci per il Mezzogiorno e la Coesione Territoriale.

Al centro del confronto nazionali tra amministratori e commercianti il governo dei cambiamenti economici, sociali e ambientali delle città per costruire un ambiente urbano sostenibile, il contrasto al fenomeno della desertificazione commerciale anche attraverso l’attuazione di nuove politiche del commercio strettamente collegate a interventi di rigenerazione urbana, la valorizzazione delle economie di prossimità e le opportunità offerte dalle risorse previste dal Pnrr per il finanziamento di progetti strategici per comuni e città.

Dopo gli interventi introduttivi del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e del presidente dell’Anci Antonio Decaro, l’iniziativa ha visto confrontarsi i sindaci di alcune città metropolitane e i presidenti delle Associazioni territoriali di Confcommercio. Al termine dell’incontro Confcommercio e Anci hanno annunciato l’avvio nei prossimi mesi di un tavolo di lavoro congiunto sui temi della tutela dell’ambiente urbano.

«Un confronto che ci soddisfa pienamente – ha affermato Falcomatà – non è mai scontato ritrovarsi a dialogare dalla stessa parte del tavolo. E’ chiaro che questa attività sinergica è imprescindibile, in particolare su alcuni territori. Penso ad esempio al tema della gestione degli spazi urbani e della mobilità. Qualche settimana fa siamo stati a Barcellona e abbiamo studiato come quella città ha ripensato il suo approccio di pianificazione e al tema della mobilità lenta e sostenibile, dando nuova vita ai suoi quartieri. L’idea è che quando una strada viene pedonalizzata bisogna vedere questo come un’opportunità, non come un problema».

«È evidente che il tema del contrasto alla desertificazione commerciale delle città – ha specificato – assume un significato in termini di sicurezza percepita, in termini di tutela dell’economia di prossimità, ma anche per ciò che riguarda l’aspetto occupazionale e, cosa probabilmente più importante di tutte, dell’identità stessa di un territorio. Nelle città medie e piccole ad esempio i negozi svolgono una funzione di punto di riferimento, quasi al pari della toponomastica».

«A Reggio Calabria stiamo portando avanti una serie di interlocuzioni interessanti – ha raccontato ancora il sindaco al tavolo nazionale – un esperimento riuscito sono stati sicuramente i bandi sull’economia circolare e sulla rigenerazione green delle imprese, che hanno fruttato finanziamenti per quasi 4,5 milioni di euro e che hanno consentito a tante aziende di innovare i propri processi produttivi, in particolare dopo il periodo pandemico. Adesso siamo di fronte a nuove sfide, mi riferisco ad esempio alla realizzazione dei Pinqua, che prevedono anche la realizzazione di spazi di carattere commerciale oltre che abitativo, o la nuova programmazione Pn Metro Plus. Percorsi che vogliamo condividere con il mondo dell’impresa, attraverso l’ottima interlocuzione avviata con il Presidente Labate, e che sono certo porteranno un miglioramento sensibile nella qualità della vita della comunità».

 
A margine dell’incontro la Confcommercio reggina ha definito “ì«molto importante nella sostanza» la presenza del sindaco Falcomatà assieme al Presidente Lorenzo Labate. «Altrettanto importante per la nostra Città – scrive Confcommercio – il segnale reso a livello nazionale».

«Solo con la condivisione, a tutti i livelli, è possibile immaginare un futuro migliore per le nostre città – ha detto Labate –. Sulla scia della strada brillantemente tracciata da Confcommercio nazionale, anche sul territorio il tema della rigenerazione urbana, deve diventare sempre più centrale. Ed è su questo campo che, in un dialogo a volte duro ma sempre leale con le amministrazioni, abbiamo il dovere sempre più sperimentarci e metterci alla prova come seria Associazione di Categoria. A Reggio Calabria ci stiamo provando. Ci stiamo sperimentando in un confronto su nuove modalità di occupazione del suolo per i pubblici esercizi in epoca post Covid, su ZTL, su mobilità dolce. Su valorizzazione delle periferie. E delle aree periferiche della nostra provincia».

«È difficile e faticoso – hanno aggiunto i rappresentanti dei commercianti – ma la nostra esigenza è fare sentire forte, fare valere e ben comprendere la voce e le esigenze dei commercianti che devono essere protagonisti e partecipi nella fase di originaria di costruzione del percorso di rigenerazione urbana che è fondamentale volano della rivitalizzazione economica se consideriamo che un contesto urbano vitale ed accogliente incentiva lo sviluppo delle imprese e supporta la creazione di un terziario, inteso come mix di commercio, turismo, servizi, trasporti, professioni, artigianato e cultura, che rende attrattive le città».

«Per questa ragione, visto che le ricadute ultime del processo sono proprio in capo a noi commercianti – ha concluso – ecco che sempre più stiamo spingendo perché si attui un processo culturale di reale partecipazione. Solo se i commercianti, gli imprenditori, tramite Associazioni di Categoria serie e responsabili, sono chiamati a seguire l’intero percorso di rigenerazione anzi, a partecipare alla costruzione dello stesso, si può dare vita ad un processo duraturo ed efficace. Per l’intera comunità». (rrm)

PARTONO OGGI I SALDI ANCHE IN CALABRIA
SI PREVEDE UNA SPESA DI 110 EURO A TESTA

Quest’anno, durante i saldi, i calabresi spenderanno 110 euro a testa. È quanto è emerso dallo studio di Confcommercio Calabria, evidenziando una crescita del 10% rispetto all’anno scorso.

Una buona notizia, dopo un natale incerto a livello di consumi, complice la crisi energetica e la crescente inflazione, che fa aumentare la fiducia nei negozi di vicinato per i saldi che inizieranno oggi, 5 gennaio e termineranno il 6 marzo.

Nell’analisi di Confcommercio, per quel che riguarda la tipologia di prodotti acquistati, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento, le scarpe e gli accessori, mentre rivolgeranno minore attenzione verso articoli sportivi e prodotti di pelletteria.

Per quel che riguarda la propensione agli acquisti, si è rilevato che la percentuale delle famiglie che aspetta gli sconti per effettuare i propri acquisti è superiore rispetto a quella che rimane indifferente ai saldi. Nell’analisi, infatti, sono il 63% contro il 37%.  

Complice la crescente tensione economica, che per gli acquisti di Natale ha indotto ad una maggiore propensione al risparmio, i saldi continuano a rappresentare un’importante opportunità di acquisto per l’ampia scelta di prodotti di moda, tendenza e qualità.

Con riferimento al tasso di sconto applicato, si prevede che oltre il 70% delle imprese applicherà in partenza un ribasso sugli articoli che va dal 30% ad oltre il 50%. Va poi aggiunto che sul volume degli acquisti incideranno anche le vendite promozionali che molte attività hanno effettuato durante il periodo natalizio.

«I saldi invernali 2023 troveranno l’apprezzamento dai consumatori, soprattutto per gli ottimi affari che si potranno fare negli esercizi commerciali e nelle boutique delle nostre città – ha dichiarato il direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada –. Abbigliamento, calzature, accessori saranno ora più che mai oggetto dei desideri per via dei prezzi che non hanno subito aumenti come invece in altri settori che hanno risentito dell’inflazione».

«Con queste premesse – ha aggiunto – il nostro ufficio studi ha stimato una crescita dei saldi di oltre il 10%, che sarà più utile alla liquidità piuttosto che ai guadagni, che confidiamo possano arrivare dalla rinnovata fiducia che i consumatori ripongono con sempre maggiore frequenza nei nostri negozi orientati verso future strategie legate alla sostenibilità e all’innovazione». 

«Come fatto anche nel periodo natalizio – ha concluso la direttrice Santagada – invitiamo a comprare sotto casa e a sostenere i nostri negozi di vicinato che costituiscono la struttura portante della nostra economia, che mai come in questo periodo dobbiamo sostenere per combattere la crisi».

Sui saldi, è intervenuto anche il Comitato Difesa dei Consumatori, con un decalogo da seguire per gli acquisti. 

Per quanto riguarda i cambi, è necessario controllare che i capi siano in buone condizioni: se il difetto viene fuori dopo l’acquisto, potrai chiedere la risoluzione del contratto e il negoziante deve restituirti l’importo pagato oppure ridurre il prezzo.

«Ricordarsi sempre – viene evidenziato da Pietro Vitelli, responsabile del Comitato –– di conservare lo scontrino. Un’altra cosa importante è la prova del capo poiché il cambio è a discrezione del commerciante e bisogna chiedere prima di effettuare l’acquisto se è previsto e quanti giorni si hanno a disposizione per farlo a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo)». 

«In questo caso – ha continuato Vitelli – scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato». 

«È bene – ha detto ancora Vitelli – anche controllare che i capi siano in buone condizioni: se il difetto viene fuori dopo l’acquisto, potrai chiedere la risoluzione del contratto e il negoziante deve restituirti l’importo pagato oppure ridurre il prezzo. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Ricordarsi sempre di conservare lo scontrino».

«Un’altra cosa importante è la prova del capo – ha spiegato Vitelli – poiché il cambio è a discrezione del commerciante e bisogna chiedere prima di effettuare l’acquisto se è previsto equanti giorni si hanno a disposizione per farlo. Prima di effettuare la prova vanno disinfettate le mani e, durante la prova dei prodotti, va sempre indossata la mascherina anche nei camerini».

Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e, in ogni caso, vanno favorite modalità di pagamento elettroniche 

«Attenzione – ha raccomandato Pietro Vitelli – ai pagamenti effettuati con la carta revolving, perché i tassi applicati possono superare il 20%. Questo strumento di pagamento può essere conveniente nel solo caso di rimborso del capitale in tempi brevissimi, vale a dire pochi mesi. Infine, per evitare confusione e acquisti non desiderati, la merce venduta in saldo deve essere esposta separatamente da quella non scontata: fai una denuncia alla polizia municipale se questa regola non viene rispettata».

«Evitiamo – ha concluso – di acquistare i capi d’abbigliamento che non abbiano le due etichette (quella di composizione e quella di manutenzione), per evitare di danneggiarli nella pulitura a secco o in quella ad acqua fatta a casa. Facciamo attenzione che la merce in saldo sia quella stagionale: la legge prevede, infatti, che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e articoli cosiddetti di “moda”, cioè quelli che hanno probabilità di deprezzarsi se non vengono venduti durante la stagione».

Importante ricordarsi che i prezzi esposti vincolano il venditore: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, bisogna farlo notare al negoziante e, in caso di problemi, può intervenire la polizia municipale.

La garanzia vale per 2 anni dall’acquisto, quindi attenzione agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese: fotocopiateli per poterli esibire al momento opportuno. (rcz)

A Reggio le Muse a confronto con Confcommercio e Confindustria: Tornare al dialogo tra politica e istituzioni

Si torni al dialogo tra politica e istituzioni. È stato questo il focus dei Dialoghi Metropolitani, evento organizzato dall’Associazione Le Muse di Reggio Calabria, che si è confrontata con il presidente di Confcommercio, Lorenzo Labate e il vicepresidente di Confindustria, Giuseppe Febert.

Il presidente dell’Associazione, Giuseppe Livoti, nella sua premessa ha chiarito come nella programmazione annuale di volta in volta, verranno chiamati presidenti o referenti di istituzioni importanti all’interno dell’area metropolitana proprio per capire lo stato dell’arte, ciò che è stato fatto o ciò che è un diritto sapere.  

La Città metropolitana di Reggio Calabria e la sua conseguente area è stata individuata e riconosciuta per legge solo a partire dal 5 maggio 2009 grazie alla legge delega n 42 in materia di federalismo fiscale in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione. In base a quella legge il Governo era delegato ad adottare entro 36 mesi dalla data in entrata in vigore della legge (entro il 21 maggio 2012) un decreto legislativo per l’istituzione delle 10 città metropolitane individuate dalla legislazione italiana, tra le quali la città di Reggio Calabria.

La Città metropolitana di Reggio Calabria è stata istituita dall’ordinamento giuridico nazionale con il decreto legge 5 novembre 2012, n. 188 “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”. Si è ricordato, inoltre, come dell’area metropolitana di Reggio Calabria, si discute sin dagli anni Settanta, principalmente in funzione della conurbazione con la corrispondente area metropolitana di Messina e per la istituzione dell’area metropolitana dello Stretto.

Ed ancora il territorio definito dall’Aspromonte ai due fronti costieri del basso ionio reggino e del tirreno fino alla sua conformazione lineare dal comune di Rosarno a nord al comune di Melito di Porto Salvo a sud. In evidenza i comuni di Villa San Giovanni, Campo Calabro, Montebello Ionico e Motta San Giovanni mentre  l’ area di gravitazione principale è formata da otto comuni: Calanna, Cardeto, Fiumara, Laganadi, San Roberto, Scilla, Bagnara Calabra e Melito Porto Salvo mentre i rimanenti comuni formano i “sistemi secondari aggregati” che fanno riferimento per i servizi di livello inferiore principalmente su Palmi e Gioia Tauro. 

Due confronti dunque e due ospiti importanti alle Muse ovvero il presidente di Confcommercio Lorenzo Labate ed il vicepresidente di Confindustria Giuseppe Febert. La Confcommercio di Reggio Calabria è oggi una moderna Associazione che ha come propria mission rappresentare gli interessi gli operatori del commercio, del turismo, dei servizi e delle professioni.

I principali obiettivi dell’Associazione – ha chiarito subito il presidente Labate – sono promuovere e tutelare gli interessi morali, sociali ed economici degli associati nei confronti di qualunque organismo pubblico o privato, in armonia con gli indirizzi della Confcommercio nazionale e delle organizzazioni nazionali di categoria, dare identità e voce ai settori rappresentati come soggetti collettivi, organizzare le relazioni tra gli associati per la risoluzione di problemi comuni, promuovere la formazione professionale, tecnica e sindacale degli imprenditori e degli aspiranti imprenditori, fornire assistenza e consulenza alle imprese, servizi e opportunità esclusive di risparmio nella gestione aziendale.

Labate chiamato ad intervenire sulle ultime posizioni della città sull’indagine realizzata da Italia Oggi con l’Università La Sapienza vede Reggio Calabria al 95 ° posto e al 101° nel più recente rapporto del Sole 24 ore sulla qualità della vita, ha ribadito come i sondaggi non sono mai delle verità assolute perché dipendono da vari parametri richiesti agli intervistati ed occorre sempre considerare altri riferimenti quali (sanità, pericolosità, servizi sociali ecc…).

Dunque, esaminare un territorio vuol dire avere molteplici parametri di riferimento ed attribuibili a più fasce d’età cosa che effettivamente non viene mai fatta e da questo ne scaturisce che la polemica anche nel caso di Reggio ha sempre un successo mediatico.  «Occorre tornare e parlare alla politica – ha detto – occorre che la politica faccia parte della vita di impresa non dimenticando che dal 2021 hanno chiuso 320 mila tra aziende e società. Nella nostra città e Provincia, poi, manca proprio l’educazione all’impresa ed occorre una strategia comune, una scelta comune che regioni magari come la Sicilia gestiscono meglio e con più facilità per forma mentis».

Tra le iniziative che farà per la città per Natale Confcommercio offrirà Via per Via, ovvero 10 mila euro per una pubblica illuminazione ad una zona della città (lo scorso anno fu il Viale Aldo Moro), e poi una novità ovvero la nascita di una applicazione da scaricare sul cellulare denominata Movibel utile ai turisti  per fare scaturire informazioni del territorio ed orientarli alla conoscenza dei siti storico-artistici e non solo ed infine si sta pensando ad istituire un Festival Internazionale dedicato al Bergamotto con chef da tutto il mondo.

Per Confindustria ha conversato il vice presidente Giuseppe Febert: «rappresento la principale associazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia a cui aderiscono volontariamente oltre 150 mila imprese di dimensioni piccole, medie e grandi, per un totale di 5.382.382 addetti», ha subito chiarito Febert.

«La mission dell’associazione – ha spiegato – è favorire l’affermazione dell’impresa quale motore della crescita economica, sociale e civile del Paese. In questo senso, definisce percorsi comuni e condivide – nel rispetto degli ambiti di autonomia e influenza – obiettivi e iniziative con il mondo dell’economia e della finanza, delle Istituzioni nazionali, europee e internazionali, della PA, delle Parti Sociali, della cultura e della ricerca, della scienza e della tecnologia, della politica, dell’informazione e della società civile. Noi puntiamo alla politica del -rimani al Sud- magari divenendo una regione attrattiva per i ragazzi del Nord, poiché la nostra città con le sue ottime condizioni meteo climatiche e la sua predisposizione al turismo potrebbe essere la California  dell’Italia».

«Strategico il Porto di Gioia Tauro – ha proseguito – unico per la sua conformazione geografica e strutturale, ecco perché Msc opera in questa importante realtà che è l’area portuale che non dovrebbe essere solo un importante riferimento per il tracking. Per Confindustria sarà decisiva la costruzione del ponte sullo Stretto che va vista non in una ottica di scelta politica ma di aspetto economico, di sviluppo del territorio, basti pensare che sarebbero impegnate alla sua realizzazione circa 120 mila persone e si creerebbe una sinergia continua con la vicina Sicilia al centro del Mediterraneo».

Tra gli interventi si segnala quello del vice sindaco di Bova Gianfranco Marino, il quale ha sostenuto che le scelte politiche devono essere sempre fatte ad ampio raggio, non limitandosi al tempo attuale, ma verificando i benefici negli anni, e questo lo si evince anche da precise volontà che storicamente hanno visto rinascere centri come Roccella o ancora lo storico borgo di Bova, esempio rappresentativo delle buone pratiche della politica.  Dunque un riscatto emotivo, sociale, economico ed umano per un’area metropolitana che ancora non ha una sua identità precisa ed unitaria. (rrc)

 

Allarme Confcommercio Crotone: senza sostegni chiuderanno molte imprese

Allarme dalla Confesercenti di Crotone sul rischio chiusura per molte imprese del commercio che sono in grande affatto. «La corsa inarrestabile dei prezzi delle materie prime, l’impennata dell’inflazione che nel mese di settembre – ha dichiarato il Presidente di Confcommercio Crotone Antonio Casillo – ha raggiunto quasi il 9% e, soprattutto, l’aumento vertiginoso delle bollette energetiche, creano una contingenza economica insostenibile per un tessuto imprenditoriale già particolarmente fragile come quello crotonese.

«A tutto questo va aggiunto la flessione della capacità di spesa delle famiglie che si traduce inevitabilmente in una riduzione degli acquisti.

Un momento di vera e propria emergenza che sta azzerando i già bassi margini operativi di molte aziende costringendo le tante micro imprese del territorio ad erodere patrimoni personali per scongiurare la definitiva chiusura delle loro imprese.

Un’emergenza economica che rischia di tramutarsi in emergenza sociale.

Secondo una stima dell’Ufficio Studi di Confcommercio, infatti, da qui ai primi sei mesi del 2023, sono a rischio circa 120mila imprese del terziario di mercato e 370mila posti di lavoro attinenti principalmente ai settori più esposti ai rincari energetici: il commercio al dettaglio, in particolare la distribuzione tradizionale e moderna del settore alimentare, la ristorazione, la filiera turistica.

Una crisi, dunque, che coinvolge l’intera nazione, ma che, in un’economia come quella crotonese, caratterizzata da piccolissime imprese, amplifica le sue drammatiche conseguenze.

Confcommercio è costantemente impegnata in tavoli di confronto a livello nazionale per incentivare l’attuazione di misure idonee a riportare la crisi entro livelli di sostenibilità, soprattutto attraverso interventi di sostegno come quello del credito di imposta sugli aumenti energetici, accolto e inserito negli ultimi decreti aiuti.

Ma, oltre alle misure governative nazionali, è necessario che anche le istituzioni territoriali focalizzino la loro attenzione su queste problematiche; occorre che la politica locale si faccia promotore di misure ed azioni attraverso le quali poter intraprendere un percorso di sviluppo, meglio condiviso, che porti a risultati concreti e tangibili per le imprese.

A breve Confcommercio Crotone avvierà delle iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per evidenziare l’importanza che, anche a livello sociale, ricoprono le attività commerciali perché, come spesso ribadiamo, se si spengono le insegne e muoiono le imprese, muoiono anche le città.

Confcommercio continuerà a garantire una collaborazione attiva e propositiva, con l’auspicio che si avvii, da parte delle amministrazioni locali, una sorta di dinamismo partecipato, attraverso il quale concertare, individuare e mettere in atto tutte le azioni che possano, in ogni modo, attenuare lo stato di difficoltà attuale delle nostre attività economiche». (rkr)

DA DOMANI TORNANO I SALDI, ARIA DI CRISI:
100 EURO LA SPESA MEDIA DEI CALABRESI

Puntuali, tornano domani i tanto attesi saldi estivi: una stagione di vendite all’insegna del risparmio che vedrà il 38,5% dei calabresi spendere meno di 100 euro, mentre il 50% delle famiglie, invece, in media 200 euro. È l’analisi condotta dal Centro Studi di Confcommercio Calabria, che ha lanciato un sondaggio per conoscere gli orientamenti di spesa e su cosa si orienteranno gli acquisti dei calabresi.

Mentre il 38,5% spenderà meno di 100 euro, dal sondaggio è emerso come il 16,1% spenderà una cifra compresa tra i 200 e i 250 euro. 

«Il dato calabrese risulta essere – si legge in una nota – in linea con quello nazionale. Il Centro Studi di Confcommercio nazionale infatti ha stimato una spesa media pro capite pari a 88 euro».

«Per quanto concerne la spesa delle famiglie – viene rilevato – il 51,6% ha dichiarato che la spesa nel periodo dei saldi si attesterà sui 200 euro. Anche in riferimento all’acquisto medio a famiglia, il dato registrato nella nostra regione si uniforma a quello nazionale, dove si stima una spesa a famiglia pari a 202 euro».

«Il 90% degli intervistati – si legge nel rapporto – ha dichiarato che ritiene i saldi ancora molto utili, sintomo che nonostante le varie attività promozionali fatte nel corso dell’anno, i saldi continuano a rivestire un ruolo particolare nelle occasioni di acquisto dei calabresi. In particolare, in particolare il 35,5% ritiene che i saldi siano molto utili e solo il 3,1% ritiene che siano poco utili».

Nel sondaggio, è stato rilevato che «per quel che riguarda la tipologia di prodotti acquistati, si confermano oggetto di interesse delle famiglie calabresi prevalentemente i capi di abbigliamento (93,5%) seguiti dalle calzature (83,9%), dagli articoli per la casa (22,6%), dalla pelletteria (9,7%) e dagli articoli di elettronica (9,7%). Con riferimento al tasso di sconto applicato, si prevede che oltre il 70% delle imprese applicherà in partenza un ribasso sugli articoli che va dal 30% ad oltre il 50% per poi crescere nella seconda metà di luglio (arrivando fino al 70%)».

Per Maria Santagada, direttrice di Confcommercio «i dati forniti dal nostro centro studi mostrano in modo inequivocabile la difficoltà della fase economica che stiamo attraversando con un continuo aumento dei prezzi al quale però non si accompagna un aumento della domanda di beni».

«Un sintomo di questo – ha proseguito – è anche la percezione di difficoltà che le persone hanno, infatti alla domanda sulla situazione economica della nostra regione il 77,4 % ha risposto che è peggiorata. Le persone, quindi, percependo negativamente il momento tendono a risparmiare e a fare acquisti oculati. Il dato dell’abbigliamento e delle calzature come principali beni oggetti di acquisto, sta ad indicare che ci si limita ad acquistare l’essenziale. Questo è confermato dalla spesa media pro-capite che anche quest’anno si attesta al di sotto dei 100€ a persona».

Le regole dei saldi

La possibilità di cambiare il capo acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante. Tuttavia, se il prodotto è danneggiato o non conforme (ex artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, codice del consumo e successive modificazioni) scatta l’obbligo per il negoziante di: riparazione o sostituzione, entro un congruo periodo di tempo e, nel caso ciò risulti impossibile o se i costi che il venditore dovrebbe sostenere siano sproporzionati: riduzione del prezzo pagato o rimborso del prezzo pagato. Il compratore è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto (entro due anni).

Per quanto riguarda la prova dei capi non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante (non sono più previsti obblighi di effettuare la prova dei prodotti previa disinfezione delle mani e di utilizzo delle mascherine, anche nei camerini).

Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante. Dal 30 giugno 2022 per chi non accetta pagamenti con bancomat e carta di credito (ex art. 18 del decreto legge n. 36 del 30 aprile 2022) scatteranno le sanzioni (pari ad una quota fissa di 30 euro cui va aggiunta una quota pari al 4% del valore della transazione rifiutata).

I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Il negoziante ha l’obbligo di indicare: prezzo normale di vendita, sconto, prezzo finale (in quasi tutte le regioni. In caso di modifiche e/o adattamenti sartoriali alle esigenze della clientela (es. orli, maniche, asole) il costo è a carico del cliente, salvo diversa pattuizione. Va data preventiva informazione al cliente. (rrm)

La denuncia di Klaus Algieri: Vaccinati i dipendenti della Regione e le imprese ancora aspettano

Klaus Algieri, presidente di Confcommercio, ha dichiarato che «la notizia della vaccinazione dei dipendenti della Regione è inaccettabile».

«È di oltre un mese – ha spiegato – la promessa che sarebbe stato possibile partire con le vaccinazioni sui luoghi di lavoro, ma così non è stato. Nonostante l’Ordinanza del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 n. 6 del 9 aprile 2021, prevedeva che la campagna vaccinale nei luoghi di lavoro potesse avere inizio, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini, in concomitanza con l’avvio della vaccinazione dei soggetti di età inferiore a 60 anni. Ed è ancora più frustante vedere, con tanto di foto, l’esultanza della Regione che vaccina i propri dipendenti in casa sua, quando il 70% di loro lavora in smartworking e percepisce regolarmente il proprio stipendio, mentre i cassieri del supermercato, le commesse dei negozi, i camerieri dei ristoranti, i dipendenti degli hotel che hanno vissuto la cassa integrazione e vivono quotidianamente a contatto con il pubblico, stanno a guardare. Perché questa disparità? I dipendenti della Regione sono migliori dei dipendenti del settore privato?».

«Siamo pronti da un mese – ha proseguito Algieri – e le nostre imprese avevano manifestato il proprio interesse a vaccinare i dipendenti, qualsiasi fosse stato il vaccino disponibile (a differenza di altri). Invece nulla, solo vane promesse. Abbiamo sollecitato molte volte, con lettere e incontri al Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina, la necessità di avviare la campagna vaccinale sui luoghi di lavoro in applicazione del protocollo, soprattutto in vista della stagione estiva per la quale è previsto un boom di presenze. Il commissario ci aveva dato piena disponibilità ad agire, ma per procedere era necessaria l’autorizzazione della Regione, in particolare del Commissario Regionale, Guido Longo. Ma ancora non abbiamo avuto alcuna notizia in merito e siamo fermi. A quanto pare il presidente f.f. Nino Spirlì e il commissario Longo hanno voluto dare priorità ad altro ed evidentemente non hanno interesse verso i lavoratori delle imprese private, questi forse non fanno notizia».

«Ancora una volta – ha detto ancora – la politica cura i propri interessi di facciata e non quelli dei cittadini. Questo dimostra, come se ce ne fosse bisogno, che siamo in mano a persone prive di competenza, cieche di fronte al grido disperato del cuore produttivo della nostra terra e piegati solo alla cura dei propri interessi. Basta. Lo dico io, lo dicono le imprese. Siamo stanchi di essere trattati come il nulla di essere invisibili e privi di ogni considerazione. Chiedo, con fermezza, che pubblicamente chi di competenza, Regione in primis, già domani mattina si metta al lavoro perché nel giro di pochi giorni le imprese siano in grado di vaccinare i propri dipendenti. Lo devono come atto di serietà e rispetto verso tutti».

«Mi appello – ha detto ancora – anche ai corpi intermedi, alle associazioni di categoria e ai sindacati firmatari del protocollo perché anche loro facciano sentire la propria voce denunciando pubblicamente quanto sta avvenendo».

«Le imprese vogliono e hanno il sacrosanto diritto di lavorare in sicurezza – ha concluso –. La vaccinazione dei propri dipendenti è il tassello fondamentale perché questo avvenga, soprattutto per le imprese del turismo dove l’età media dei dipendenti è di 30 anni, fascia non ancora interessata dal piano nazionale e che forse non potrà vaccinarsi prima del mese di luglio, quando ormai la stagione estiva sarà nel vivo, come invece sta già avvenendo in altre regioni». (rcs)

 

Klaus Algieri e Pietro Falbo nel consiglio nazionale di Confcommercio

Prestigioso incarico per i calabresi Klaus Algieri, presidente della Camera di Commercio di Cosenza e Pietro Falbo, presidente di Confcommercio Calabria Centrale, che sono stati eletti nel consiglio nazionale di Confcommercio Imprese per l’Italia.

La nomina è arrivata nel corso dell’elezione del presidente, alla cui carica è stato rieletto Carlo Sangalli, e dei componenti del Consiglio direttivo, di cui fanno parte i due calabresi. Completano il nuovo consiglio nazionale Giovanni Acampora, Paolo Arena, Umberto Bellini, Stefano Bernardini, Alberto Bertolotti, Antonio Bisceglia, Giacomo Bramucci, Federico Capraro, Raffaele Chiappa, Giovanni Ciceri, Rudy Paolo Collini, Aldo Mario Cursano, Vittorio D’Aglio, Patrizia Di Dio, Giulio Felloni, Vittorio Alberto Ferrari, Riccardo Galimberti, Cosimo Damiano Gelsomino, Leonardo Giangrande, Federica Grassini, Maurizio Grifoni, Giovanni Indino, Enrico Lupi, Mauro Mambelli, Alberto Marchiori, Francesca Marcucci, Davide Massarini, Carlo Massoletti, Ercole Montanari, Stefano Morandi, Paolo Odone, Carla Palmieri, Antonio Paoletti, Augusto Patrignani, Antonio Peccati, Aldo Pia, Maurizio Prestifilppo, Vittorio Principe, Sergio Rebecca, Marisa Tiberio, Giuliano Viglione, Massimo Zanon.

Ancora, Simonpaolo Buongiardino (Commercio), Marco Cremonini (Commercio), Giacomo Errico (Commercio), Riccardo Garosci (Commercio), Giovanni Risso (Commercio), Andrea Rossetti (Commercio), Paola Generali (Servizi/Professioni), Alberto Petrazan (Servizi/Professioni), Santino Taverna (Servizi/Professioni), Stefano Messina (Trasporto/Logistica), Fabrizio Palenzona (Trasporto/Logistica), Paolo Uggè (Trasporto/Logistica), Ivana Jelinic (Turismo), Manfred Pinzger (Turismo) e Lino Enrico Stoppani (Turismo).

«Da oggi – si legge in una nota di Confcommercio – la Calabria avrà quindi due rappresentanti in seno al Consiglio. A loro le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro».

Non sono mancati, poi, le congratulazioni da parte del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, e dell’assessore alle Attività Economiche, Alessio Sculco, per l’incarico prestigioso ottenuto da Pietro Falbo, che «è la conferma della qualità dell’impegno dimostrato alla guida di Confcommercio Calabria centrale» hanno detto Abramo e Sculco.

«Un impegno – hanno proseguito – che l’ha visto collaborare in maniera costante, attiva e concreta, proprio a Catanzaro, con l’amministrazione comunale e, in particolare, con l’assessorato alle attività economiche. Insieme abbiamo instaurato un rapporto di continuo confronto reciproco su tutte le strategie e le iniziative assunte nel corso del tempo. Augurandogli buon lavoro, non possiamo che sottolineare quanto questo prestigioso e autorevole nuovo incarico di rilievo nazionale possa contribuire alla crescita della sezione Calabria centrale di Confcommercio e allo sviluppo di tutto il comparto associato all’organismo diretto da Falbo. Il territorio non potrà che trarre beneficio dalla sua presenza ai tavoli nazionali su cui, siamo sicuri, si farà portavoce delle nostre istanze». (rrm)

Giovani imprenditori, la Calabria cresce con loro: il reggino Sasha Sorgonà

di MARIA D’AMICO – In occasione del primo maggio, festa nazionale del lavoro, Calabria.Live ha incontrato Sasha Sorgonà, presidente giovani imprenditori di Confcommercio di Reggio Calabria, il quale ha espresso il suo punto di vista su diversi aspetti socio-economici, offrendo inoltre la possibilità di conoscere il suo percorso di crescita, timori e aspettative future.

Presidente giovani imprenditori di Confcommercio, fondatore di Fly App, musicista, compositore e direttore artistico del Top Club, quale di questi ruoli le appartiene di più?

«Mi sono laureato al Conservatorio ‘Francesco Cilea’ di Reggio Calabria e ho sempre sfruttato la mia formazione artistica applicandola nel campo dei locali notturni. Per il ‘Top Club’, che è una delle più grandi discoteche in Calabria, ideiamo il Brand ‘TopClub&Co,’ ampliando la struttura del locale e aprendo quelli che noi abbiamo definito dei ‘temporary clubbing’, ovvero dei locali modulari che, stagione dopo stagione, danno spazio a idee differenti di serate e mostre d’arte. Da qui sono nati: il ‘Sunset Boulevard’, il ‘Touch’, il ‘Frame’, il ‘Sideral’, collaborando con artisti di fama nazionale ed internazionale (Clementino, Los Van Van, Lampa Dread, Mark Morris, Pop X ed altri). Nel 2018 avvio la mia nuova startup ‘FlyApp,’ che altro non è se non un’intuizione derivata dalla gavetta nei locali notturni. Tutti questi lavori sono un amalgama di quella che è la mia formazione e soprattutto la mia passione. Probabilmente, il non essermi mai tirato indietro dall’assumermi delle responsabilità mi ha spinto a candidarmi in Confcommercio, spero di ripagare chi mi ha dato fiducia».

A ottobre è stato eletto Presidente giovani imprenditori, quali sono state le iniziative di cui sentiva la necessità di doversi occupare subito?

«Dal momento del ricambio ho intensificato il lavoro del gruppo convocando diversi consigli che hanno portato ad una pianificazione strategica e condivisa attraverso una diversificazione delle mansioni, al fine di snellire ed aumentare la produttività del gruppo. Così abbiamo creato delle macroaree tematiche:

  • Relazioni esterne e rapporti con le istituzioni;
  • Alternanza Scuola lavoro, formazione, avvio all’impresa;
  • Valorizzazione del territorio, cultura e spettacolo, marketing.

Inoltre, tenuto conto del tessuto sociale ed economico, ho dato importanza a particolari temi quali ‘cooperare per innovare l’impresa’ e ‘rilancio delle attività per il territorio’, con particolare attenzione nei confronti dell’area periferica della città.  A tal proposito stiamo lavorando alla redazione di un più ampio progetto denominato ‘Tour Periferie’.”

Che andamento di crescita imprenditoriale ha assunto Reggio? Ci sono segni tangibili di una crescita reale della città o siamo in balia di piccole meteore innovative che ci illudono su un progresso che stenta ad arrivare?

«Purtroppo l’ambiente imprenditoriale è depresso e sfiduciato. In generale la Calabria, seppur in modo timido, sta acquistato un appeal sempre maggiore in materia di investimenti soprattutto turistici, mentre, Reggio, continua a stentare. C’è anche una scarsa collaborazione con gli enti pubblici, che spesso sono lontani dalle reali esigenze delle imprese e anche quando elaborano qualche tipo di incentivo, non riescono a strutturare manovre significative per il rilancio dell’economia. Inoltre si sta tornando ad un clima di paura, il numero di attentati di stampo mafioso subiti da imprenditori nell’ultimo anno è impressionante ed allarmante. Anche e soprattutto in questo le istituzioni dovrebbero intervenire e fare quadrato».

Sasha Sorgonà e Ninni Tramontana
Sasha Sorgonà e il presidente della Camera di Commercio Ninni Tramontana

Quali misure di intervento sono previste da Confcommercio ad oggi?

«Con Confcommercio cerchiamo di lavorare su più fronti, ci occupiamo di credito alle imprese, di fisco, di formazione e molto altro. Abbiamo attivi degli sportelli che si occupano di innovazione e servizi e, inoltre, abbiamo un importante funzione di relazione con i vari sindacati.  Lavoriamo sul marketing territoriale, provando ad incentivare l’offerta turistica dell’area metropolitana di Reggio».

 Ci sono ancora moltissimi giovani che decidono di trasferirsi all’estero, anche altrettanti uomini e donne in età più matura sono costretti a lasciare la propria terra, il tasso di emigrazione nel Meridione sembra essere destinato a crescere, pensa che questo fenomeno possa essere invertito nel giro di qualche anno? Come vede il futuro della nostra città o più in generale della Calabria? Pensa che le istituzioni stiano facendo il possibile per arrestare questa “fuga”?

«I numeri non sono dalla nostra parte, 180.000 giovani negli ultimi quindici anni hanno abbandonato la nostra terra. Le cifre si fanno ancora più allarmanti se si pensa a chi si è spostato senza ancora fare il cambio di residenza o comunque non lasciando tracce documentali. Da qui nasce l’esigenza di dover invertire questo trend, la vera piaga del Meridione non è l’immigrazione clandestina (che va certamente regolarizzata) ma piuttosto l’emigrazione, che porta allo spopolamento e allo stagno dell’economia di intere comunità».

Lei ricopre una molteplicità di ruoli che la mettono a contatto con i giovani in diversi contesti, dal fare impresa fino all’ambito ricreativo e artistico, che in realtà sono due facce della stessa medaglia, lei stesso ha definito questo settore “l’economia della notte”. Quali sono le qualità che riscontra maggiormente nei suoi concittadini? Entusiasmo e speranza nel miglioramento animano ancora la nostra terra?

«Entusiasmo e speranza sono dei sentimenti che la gente della nostra città ha per natura, ma per tirarli fuori ha bisogno di qualcuno che possa ricordarglielo. Noi dobbiamo essere quella miccia che fa scattare il fuoco. Un esempio al quale dobbiamo fare riferimento e prendere come modello è la ventata di energia che hanno portato i nuovi dirigenti della Reggina, attraverso importanti investimenti e voglia di puntare in alto. Questo dobbiamo fare: puntare in alto».

Di recente, ha rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva l’intervento immediato dell’amministrazione comunale per risolvere la situazione di completo dissesto in cui versa la zona di Mosorrofa, luogo in cui è sito il locale di intrattenimento di cui è titolare; quanto incide sull’economia locale la condizione in cui versa Reggio?

«Basti pensare che, mediamente, negli eventi di grossa portata il Top Club ospita gente proveniente da Calabria e Sicilia, facendo lavorare oltre 30 persone e soprattutto crea indotto per tutto il contesto vicino: bar, ristoranti, alberghi. Si può sviluppare un’idea di turismo concreta, fatta di investimenti e coraggio, ma è necessario che la parte politica si adoperi per garantire ai cittadini tutti quei diritti ‘minimi’ che in questo momento, per quel che riguarda le periferie, non sono affatto garantiti».

In cosa sono cambiate, negli ultimi anni, le attività di intrattenimento della cosiddetta “nightlife” proposte dalla città e come hanno risposto i cittadini a questi cambiamenti.

«Il mondo della notte è in continuo mutamento. Particolare attenzione va posta sul tema dell’abusivismo nel settore dei locali da ballo che, in Italia, vale qualcosa come 900 milioni, contro un fatturato di locali da ballo regolari che è 1,1 miliardi di euro. Questo si traduce, oltre che in una grande evasione, in divertimento non sicuro. Spesso si tende ad andare a ballare in posti che non hanno le licenze, perché per la loro natura e conformità spesso sono aziende che nulla hanno a che vedere con le discoteche, che invece propongono un’attività di intrattenimento danzate sicura nel rispetto delle normative vigenti. In questo anche i cittadini vanno sensibilizzati».

 Cosa manca ancora a Reggio Calabria per poter offrire dei servizi di aggregazione all’insegna del divertimento che siano totalmente apprezzati dalla comunità?

«Manca una volontà d’intenti unitaria, bisognerebbe riscoprire la propria identità e rimboccarsi le maniche tutti insieme. Nonostante la situazione non sia certamente la più rosea, sono profondamente convinto che si possa crescere e che Reggio Calabria possa diventare, col tempo, una grande città apprensiva riguardo tematiche sociali importanti  che permettano, tra le altre, di creare aggregazione giovanile». (mda)