Il presidente Occhiuto: Su depurazione ripartiamo con attività strutturali

Sono tantissime le attività messe in campo dalla Regione per quanto riguarda la depurazione, ma per il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, non è abbastanza, «perché vanno messe in atto le attività strutturali per fare in modo che il mare sia come debba essere in Calabria: cristallino come è nella maggior parte degli 800 km di costa».

Il governatore, infatti, è intervenuto alla conferenza stampa organizzata dall’associazione “Pinetamare insieme”, a cui hanno partecipato il vicepresidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Silvio Greco, il comandante regionale della Guardia di Finanza, Guido Geremia, il direttore Marittimo della Calabria, Giuseppe Sciarrone, e il colonnello dei carabinieri Sergio Molinari.

Per Occhiuto, c’è stato un impegno straordinario da parte della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Stazione Anton Dhorn «in una regione nella quale non c’è mai stata la cultura della depurazione» e di cui «se ne sta parlando da qualche mese», oltre che delle realizzazioni: «Io avevo detto che avremmo ottenuto soltanto il 40-50% dei risultati il primo anno, sono contento perché in molte zone della Calabria dove il mare era sempre sporco quest’anno il mare per molti giorni è stato cristallino».

«Quest’anno – ha aggiunto Occhiuto – siamo riusciti a intervenire sui depuratori, sulle pompe di sollevamento, in un tratto di mare, quello storicamente più inquinato, ma ci siamo resi conto che ci sono tantissime attività e tantissime abitazioni che non sono collettate e anche per questo la Calabria è la regione che ha più procedure di infrazione comunitaria. Quindi non ci fermiamo. A inizio di ottobre ripartiremo con le attività strutturali, quelle che servono per collettare le parti della Calabria che non solo collettate, vogliamo fare un catasto dei collettamenti: oggi non si sa se una casa o un’attività economica è collegata o meno alla rete fognaria, non si sa le le acque nere confluiscono nelle acque bianche».

Il presidente, poi, ha ricordato di essersi occupato dei depuratori da novembre, «pensando che fossero il cuore del problema, non è così perché abbiamo scoperto che in molti depuratori c’erano fanghi non smaltiti e li abbiamo smaltiti a spese della Regione in danno delle società di gestione, poi abbiamo riparato i depuratori che andavano riparati, abbiamo dato le risorse ai Comuni per comprare le pompe di sollevamento e mettere in atto tutte le attività che andavano fatte e anche questo è stato fatto».

Ma, anche se non sono il cuore del problema, Occhiuto ha evidenziato come comunque «il tema dei depuratori incide per una parte importante ma non per la maggio parte, perché ci sono tanti fiumi e torrenti e anche lì abbiamo fatto delle pulizie straordinarie ad aprile per evitare che il tutto venisse portato a mare, poi ci siamo resi conto che ci sono fiumi e torrenti che anche nei periodi di siccità sono in piena e spesso portano acque reflue e scarichi dalle montagne in mare. Quindi noi dobbiamo intervenire sul collettamento e lo faremo nelle prossime settimane. Sulla depurazione non mi fermo, io credo che sia uno degli ambiti in cui spesso la Regione è costretta anche aa sostituirsi ad altre livelli istituzionali». (rcz)

 

Occhiuto: Se vince Centrodestra chiederò di realizzare il rigassificatore di Gioia Tauro

«Se il centrodestra dovesse vincere le elezioni chiederò al prossimo ministro competente di puntare sul rigassificatore che Sorgenia e Iren sono pronti a costruire, facendola diventare un’opera strategica per il Paese». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in una intervista a Il Giornale.

«Dentro l’area di Gioia Tauro – ha ricordato il Governatore – diventata una Zona economica speciale, realizzeremo anche una piastra del freddo per un grande polo dell’agroalimentare e raddoppieremo le capacità dell’attuale termovalorizzatore”, sottolinea il governatore azzurro. “Non ci sono opere strategiche in Calabria previste dal Pnrr».

«Ho chiesto alle Ferrovie di accelerare sulla dotazione infrastrutturale – ha informato Occhiuto –. Sul tavolo ci sono 30 miliardi, ma sono interventi che non si faranno entro il 2026. Ma qui nel Mezzogiorno il paradigma dello sviluppo è cambiato. I Paesi del Mediterraneo cresceranno più di quelli dell’Europa, e la Calabria non vuole essere da meno».

Sulla depurazione, Occhiuto ha ribadito il suo impegno sul tema, ricordando come si è iniziato a lavorare «a novembre e non a giugno come si faceva gli scorsi anni».

«Su questo tolleranza zero – ha ribadito – ma il problema del trattamento dei fanghi non si supera in sei mesi. Ci saranno sempre meno rifiuti per strada, ogni calabrese spendeva 320 euro per spedirli in Svezia, la gestione accentrata ci porterà un risparmio consistente, dimezzando i costi. E anche sugli incendi boschivi, dopo la brutta esperienza degli anni scorsi, abbiamo messo in campo una task force, tra droni, Protezione civile, forestali e associazioni: adesso i piromani li becchiamo con le mani nella marmellata».

Questione sanità. «In nove mesi – ha spiegato Occhiuo – abbiamo riaperto tre ospedali – Cariati, Trebisacce e Praia a Mare – ripreso ad assumere, avviato l’efficientamento dell’emergenza-urgenza, approvato una riforma grazie alla quale adesso anche in Calabria abbiamo, come in tante altre realtà, un’azienda sanitaria unica regionale che gestisce e coordina il lavoro delle Asp e delle Ao».

«Abbiamo tanti problemi da risolvere – ha concluso – ma anche tante eccellenze: medici e infermieri che quotidianamente fanno i salti mortali per assicurare i servizi ai cittadini». (rrm)

Il presidente Occhiuto aggiorna su Sorical, aeroporti, incendi, depurazione e sanità

È inarrestabile l’attività del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per sistemare le tante criticità della Calabria. Tantissimi i campi in cui opera: dalla sanità alle infrastrutture, fino ad arrivare alla depurazione alla Sorical e, proprio quest’ultima, è uscita dalla liquidazione dopo 10 anni.

Lo ha reso noto il governatore in un lungo video in cui aggiorna i calabresi sulla sua attività, spiegando che è stata convocata in seduta straordinaria l’assemblea dei soci di Sorical, con socio unico la Regione, che ha deliberato l’uscita dallo stato di liquidazione della società su proposta del commissario liquidatore, Cataldo Calabretta.

All’assemblea, per conto della Regione, ha partecipato il capo di gabinetto, Luciano Vigna. Presenti i componenti del collegio sindacale e lo stesso Calabretta, che ha presieduto l’assemblea.

«Nella relazione il commissario liquidatore – si legge in una nota della Regione –  posto che ci sono le condizioni di continuità aziendale, ha proposto l’uscita dalla liquidazione e la remissione in bonis della Società con una gestione completamente pubblica, finalizzata al rilancio degli investimenti nel settore idrico. L’uscita dallo stato di liquidazione volontaria rientra nel percorso di pubblicizzazione sostenuto dal presidente Roberto Occhiuto ed è propedeutica alla predisposizione e all’affidamento in house di tutto il servizio idrico integrato nella Regione Calabria».

«Il socio Regione – conclude la nota – ha accolto la proposta del commissario e ha deliberato per l’uscita dalla liquidazione che, come previsto dalla legge, sarà efficace al termine dei 60 giorni a partire da oggi».

Per il Governatore si tratta di una gigantesca notizia, «quella di aver posto oggi fuori dalla liquidazione, dopo dieci anni, Sorical, la società regionale che si occupa degli acquedotti e dei grandi adduttori. È una questione sulla quale abbiamo lavorato per mesi, con la società multinazionale francese che abbiamo fatto uscire dalla società, con un fondo governativo tedesco, e infine siamo riusciti a porre Sorical fuori dalla liquidazione. Quindi, il nostro sistema idrico potrà essere governato da una società che non è più in liquidazione e che potrà attrarre così le risorse del Pnrr che sono necessarie al sistema regionale».

Sulla questione rifiuti, Occhiuto ha riferito che i rifiuti non saranno più spediti all’estero.

«Sui rifiuti, vi ricordate? – ha detto Occhiuto –. Ogni anno in Calabria ad agosto, per le strade, insieme ai turisti, c’erano i rifiuti. Facevamo una figura meschina, e tra l’altro i calabresi spendevano 320 euro a tonnellata per migliaia di tonnellate che venivano inviate, ogni settimana, dalla Calabria in Svezia, o in Norvegia, perché non si riusciva a smaltirli».

«Abbiamo riformato il sistema dell’ambiente e dell’idrico, facendo una legge, quella contestatissima in Consiglio regionale – ha proseguito –. L’abbiamo fatta lo stesso e oggi tutti i Comuni sanno come smaltire i rifiuti. Non stiamo spedendo un solo chilo di rifiuti fuori dalla Calabria. Ora tutte le amministrazioni comunali sanno dove smaltire i rifiuti. C’è qualche problema in qualche Comune, che evidentemente è indietro con i pagamenti con la società di raccolta dei rifiuti, ma non abbiamo i rifiuti per strada come ogni anno d’estate».

Sul tema della depurazione e mare pulito, Occhiuto ha riferito che sono state risolte il 60% delle criticità, mentre per quanto riguarda il reclutamento dei medici, il governatore ha ribadito che si sta lavorando al reclutamento dei medici, che è un problema nazionale. Infatti, ha spiegato Occhiuto, le Regioni stanno cercando di stipulare accordi anche con l’estero per far venire medici in Italia, e che «anche io ci sto provando, spero di avere qualche risultato nelle prossime settimane».

«Ma, il problema della sanità, è un problema sopratutto di personale sanitario e para-sanitario che nella nostra regionale manca. ma sono convinto che risolveremo anche questo problema, come abbiamo risolto tutti gli altri problemi. Ci vuole forse più tempo e più pazienza. Ci vuole certo tanto lavoro, ma sono abituato a lavorare», ha chiosato Occhiuto. (rcz)

 

DEPURAZIONE IN CALABRIA, NON CI SIAMO
BEN 11 PUNTI SONO OLTRE I LIMITI DI LEGGE

La Calabria sul filo del rasoio per la qualità delle acque che sono irrimediabilmente inquinate. Dei 21 campioni d’acqua prelevati da Goletta Verde di Legambiente, 11 campioni sono risultati oltre i limiti di legge. È quanto è emerso dalla presentazione dei risultati raccolti avvenuta a Catanzaro, in cui è stato evidenziato che di questi 11, tutti alle foci dei fiumi, di cui 10 risultati fortemente inquinati e 1 inquinato. 

A prendere parte all’incontro vi sono stati Andrea Dominijanni, presidente Circolo Legambiente Catanzaro; Alice De Marco, portavoce Goletta Verde; Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria; Caterina Cristofaro, direttrice Legambiente Calabria; Domenico Pappaterra, direttore generale ARPACAL; Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro; Giusi Iemma, vicesindaco di Catanzaro; Maurizio ArcidiaconoResponsabile CONOU Coordinamento Area Nord-Ovest; Salvatore Siviglia, Dirigente Dipartimento Tutela Ambiente della Regione Calabria.

Quello che è emerso dal rapporto di Goletta Verde, dunque, è una Calabria divisa in due, dove da una parte c’è un mare “malato”, dall’altra, uno pulito che è una gioia non solo per i calabresi, ma anche per i turisti.

Alla luce di ciò, è alquanto evidente che «la depurazione rimane il problema principale che mina la qualità delle acque e del turismo in Calabria – ha rilevato Legambiente –. Non è un caso se tutti i punti giudicati oltre i limiti di legge ricadono presso 11 delle 12 foci campionate. L’89% degli “agglomerati” calabresi (circa 188) è sotto infrazione comunitaria e circa i due terzi della popolazione sono serviti da impianti di depurazione non più al passo con i tempi».

Andando nel dettaglio, è stato rilevato che «6 cUn pampioni sono stati prelevati rispettivamente lungo la costa nella provincia di Reggio Calabria e 6 a Cosenza, 5 in quella di Vibo Valentia, 3 in quella di Catanzaro e 1 di Crotone».

Complessivamente 11 i risultati oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta verde, tutti alle foci dei fiumi, di cui 10 risultati Fortemente inquinati e 1 Inquinato. Si tratta del punto presso la foce del canale sulla spiaggia a destra del Castello nel comune di Isola di Capo Rizzuto, località le Castella (KR); il punto tra Montepaone lido e Soverato (CZ), alla foce del fosso Beltrame.

Il punto presso la foce del torrente Caserta presso il lido comunale di Reggio Calabria; a Bagnara Calabra (RC), presso la foce del torrente in prossimità del campo sportivo; la foce del fiume Petrace a Gioia Tauro (RC); la foce del fiume Mesima a San Ferdinando (RC); a Ricadi (VV), in località Torre Ruffa la foce del torrente Ruffa; a Briatico (VV), alla spiaggia della torretta, la foce del torrente Murria; a Pizzo (VV), la foce del fiume Angitola; a Catanzaro Lido, nel comune di Catanzaro, la foce del fiume Corace. Il punto risultato inquinato, invece, è quello tra il comune di Gizzeria (CZ) e Lamezia Terme, in località Marinella/Gizzeria Lido, presso la foce del torrente Spilinga.

«Dai monitoraggi effettuati nell’ambito della Campagna Goletta Verde – ha dichiarato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – risulta che la situazione delle acque calabresi non è migliorata rispetto allo scorso anno anzi risulta un lieve peggioramento. È paradossale che alcuni dei punti risultati fortemente inquinati presentino da anni, se non da decenni, le medesime problematiche».

«Negli ultimi mesi – ha aggiunto – la Regione Calabria ha compiuto passi in avanti, ad esempio, sulla gestione dei fanghi di depurazione le cui anomalie la nostra associazione ha sempre denunciato. Anche l’azione della Magistratura è stata incisiva e meritoria e speriamo conduca alla punizione dei colpevoli per come consentito dalla legge n. 68/2015 sugli eco-reati. Tuttavia, vista la grave situazione del sistema depurativo calabrese ed il verificarsi dei troppi sversamenti illegali si tratta di progressi insufficienti».

«È prioritario ed estremamente urgente che tutte le Amministrazioni competenti effettuino controlli rigorosi e continui sul territorio ed intervengano celermente per risolvere le criticità a tutela dell’ambiente, della salute ed a salvaguardia dell’economia della Regione – ha evidenziato –. In Calabria verranno assegnati 24,7 milioni di euro dai fondi del Pnrr destinati alla depurazione (su un totale di 600 milioni a livello nazionale), speriamo che anche grazie a questi fondi si potrà cambiare passo per permettere l’adeguamento impiantistico ove presente, il collettamento fognario e un adeguato trattamento delle acque dove invece ancora manca».

«Goletta Verde, ancora una volta – ha detto Alice De Marco, portavoce Goletta Verde – intende denunciare la mala depurazione come problema cardine dello stato d’acqua della nostra Nazione. L’89% degli agglomerati calabresi è sotto infrazione comunitaria e due terzi della popolazione sono serviti da impianti di depurazione ormai obsoleti».

«La gravità della situazione – ha concluso – non può più aspettare e tutti siamo chiamati a denunciare tale questione prioritariamente per la Calabria, ma, in generale, per tutte le coste italiane. Confidiamo nelle amministrazioni locali e nazionali e nei fondi europei per l’adeguamento di cui c’è bisogno».

Il direttore Pappaterra, ha parlato di «un lavoro complementare e non sostitutivo rispetto a quello svolto da Arpacal», in quanto sovrapponendo i dati e le criticità elencate dall’associazione ambientalista con i dati della campagna di monitoraggio Arpacal non si può non notare che le zone critiche sono spesso coincidenti; va inoltre ricordato che degli 11 punti inquinati o fortemente inquinati presentati da Legambiente quasi tutti si trovano alle foci dei fiumi dove per legge è vietata la balneazione.

«Dai dati in nostro possesso – ha proseguito il dg Pappaterra – il 94% delle acque analizzate è in qualità eccellente e solo il 3% in qualità scarsa»;  questi numeri ci restituiscono una fotografia di una regione dalle potenzialità spesso inespresse e che ha i propri punti deboli nel sistema depurativo ma anche negli scarichi illegali di aziende agricole o industriali, villaggi turistici e proprietà private.

Proprio questa approfondita conoscenza delle criticità e grazie alle iniziative di alcune Procure e associazioni, dalla sinergia con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Capitaneria di Porto e dalla determinazione del Presidente della Regione del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, si è potuta creare, già nell’inverno scorso, una task force per il mare che sta operando sul mar Tirreno nel tratto compreso tra Tortora e Nicotera permettendo un netto miglioramento dei parametri rispetto al passato.

«Certo il lavoro da fare è ancora tanto – ha concluso Pappaterra – ma facendo nostro lo slogan della campagna di Goletta Verde 2022 “non ci fermeremo mai” vogliamo perseguire come obiettivo la diminuzione degli illeciti ambientali al fine di custodire e conservare la biodiversità in Calabria e poter usufruire al 100% di un mare pulito e cristallino». (rrm)

De Bartolo (Idm): Bene metodo Occhiuto su depurazione e tolleranza zero

Emilio De Bartolo, segretario regionale di Italia del Meridione, ha dichiarato che, come Italia del Meridione, «condividiamo il metodo Occhiuto sulla depurazione, basato da una parte sulla sinergia istituzionale con i Sindaci dei Comuni interessati, finalizzata all’efficientamento dei depuratori esistenti e quindi sullo smaltimento dei fanghi prodotti e dall’altra sulla tolleranza zero nei confronti di chi aggira le regole».

«E anche l’ultima ordinanza riferita, per esempio – ha aggiunto – ai controlli disposti sulle attività degli autospurghi e in generale sulle zone non collettate, non può che essere condivisa e apprezzata. Non è più tempo di mostrare inerzia verso il problema della pulizia del nostro mare, non solo perché è un problema profondamente avvertito dalla publica opinione, ma perché la risoluzione definitiva e strutturale di questa questione può davvero rappresentare uno straordinario volano per lo sviluppo turistico della nostra Regione e quindi, in definitiva, per innescare quello sviluppo economico endogeno a cui la Calabria deve tendere, disponendo, peraltro, di straordinarie potenzialità in termini di risorse naturalistiche e ambientali».

«Bene ha fatto, dunque – ha proseguito – il Presidente Occhiuto ad avviare una serie di sopralluoghi sui depuratori e nelle località di mare per verificare direttamente e personalmente lo stato di funzionamento dei depuratori e conseguentemente il livello di pulizia del mare».

«Come Italia del Meridione – ha concluso – non possiamo che apprezzare questo nuovo metodo, innovativo e decisionista insieme, nell’approccio alla risoluzione dei problemi, alcuni atavici, come appunto quello della pulizia del nostro mare, augurandoci che si continui con la stessa determinazione in questa direzione». (rcz)

Acqua e depurazione, Occhiuto: Oltre 75 mln per i comuni calabresi

Sono 75 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione per finanziare 151 interventi per migliorare il ciclo integrato delle acque, e dunque per intervenire su reti idriche, su reti e collettori fognari, su impianti di sollevamento e di depurazione.

Il decreto – adottato dal Dipartimento Ambiente e territorio – è solo l’ultimo degli innumerevoli atti adottati dalla Regione. Prima di questo, infatti, c’è stata l’ordinanza del governatore Roberto Occhiuto numero 9/2022, con la quale sono state avviate le procedure per lo smaltimento dei fanghi giacenti negli impianti di depurazione di 12 Comuni della fascia costiera tirrenica compresa tra Tortora e Nicotera (per un importo di quasi 2milioni e 400mila euro), e dopo un’altra ordinanza presidenziale, la numero 10/2022, con la quale sono stati finanziati interventi urgenti sugli impianti di depurazione e sui sistemi di sollevamento per 32 Comuni della stessa area (per un importo di 3milioni di euro).

In particolare, per il comparto depurativo-fognario sono stati finanziati 94 interventi per complessivi 53.201.500 di euro, di cui 8 per 3.790.000 di euro ricadenti sulla fascia tirrenica, compresa tra Tortora e Nicotera (Comuni di Acquappesa, Belmonte Calabro, Santa Maria del Cedro, Briatico, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Zambrone).

«Fino a questo momento, da novembre ad oggi – ha dichiarato il presidente Occhiuto –, abbiamo agito per gestire ed arginare le emergenze, e per garantire un mare quanto più possibile pulito e sicuro ai calabresi e ai numerosi turisti che in questi mesi estivi fortunatamente invadono la nostra Regione».

«Adesso, grazie a questi ulteriori fondi – ha proseguito – i Comuni potranno programmare gli interventi da fare nei prossimi mesi per ammodernare la rete idrica e il sistema di depurazione».

«Una importante opportunità per la Calabria – ha spiegato – una ulteriore dimostrazione del fatto che il governo regionale vuole pianificare e lavorare per costruire un territorio più accogliete per gli anni che verranno.

Mi aspetto una grande partecipazione da parte dei sindaci, che dovranno essere in grado, con il supporto della Regione, di cogliere le possibilità che queste risorse ci danno». 

«La tempistica, del resto, sarà molto stringente – ha concluso – e i Comuni dovranno affidare i lavori, improrogabilmente, entro il 31 dicembre del 2022». (rcz)

LA LUNGA STRADA PER UN MARE PULITO
IN CALABRIA, LA SINERGIA È LA CHIAVE

Il mare non è solo una questione della Calabria, ma anche – e soprattutto – dei calabresi. Il problema dell’inquinamento e della maladepurazione, infatti, è un problema atavico a cui si è iniziato a lavorare seriamente solo di recente, con l’elezione di Roberto Occhiuto a presidente della Regione.

Non che prima non fosse stato fatto nulla ma, con dati e fatti alla mano, il presidente Occhiuto è riuscito a creare quelle sinergie – forse prima irrealizzabili – tra Enti, Associazioni e autorità che potrebbero dare davvero la svolta di cui il nostro mare ha decisamente bisogno.

Come già ribadito dal direttore dell’ArpacalDomenico Pappaterra, c’è stata «una nuova consapevolezza nell’affrontare le criticità causate da decenni di incuria e abusi di ogni genere; penso alle iniziative dell’Associazione Mare Pulito Bruno Giordano nel vibonese, al recente incontro dell’associazione Mare Pulito (con la quale Arpacal ha sottoscritto un protocollo di collaborazione) con il presidente della Regione Calabria e le altre istituzioni, all’uscita del rapporto Mare Monstrum di Legambiente, alle proposte di Alleanza Ecologica per l’Italia e alle diverse iniziative di controllo ambientale delle associazioni ambientaliste dell’alto tirreno cosentino e del medio tirreno lametino».

«Questo fermento denota un cambio di passo che va nella giusta direzione, ovvero – ha detto Pappaterra – quella di unire tutte le forze in una sfida quasi impossibile ma che si potrà vincere se tutti quanti remeremo dalla stessa parte».

Ne è l’esempio del Protocollo d’intesa per la Salvaguardia e la Tutela del Mare, sottoscritto nel 2021 tra l’Associazione Mare Pulito e i Comuni dell’Alto Tirreno Cosentino, che sono continuamente vittime di casi di maladepurazione.

Una situazione, che è stata continuamente denunciata da Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino, e che, in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Occhiuto, secondo cui «per 20 anni non si è parlato di depurazione; quindi ora stiamo cercando di rimediare a 20 anni di inerzia. Non sarà facile avere un mare cristallino già questa estate. Confidiamo di risolvere il problema della depurazione in due anni, ma se quest’anno lo risolvessimo al 40% non sarebbe male», ha chiesto di «vedere prima i fatti», oltre che «più serietà e responsabilità da parte di tutti».

Detto fatto. Il Governatore ha avviato una serie di iniziative per il Mare Pulito, come l’ordinanza del 16 giugno per interventi urgenti sui depuratori di 13 Comuni della fascia Tirrenica e sugli scarichi abusivi, la collaborazione con il direttore della Stazione Zoologica “Anthon Dorn”, Silvio Greco e, per ultimo, un’azione di monitoraggio sperimentale del mare, che si svolge utilizzando elicotteri e droni. Importante, poi l’attivazione di un tavolo regionale con Procure, Prefetture, Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza e Carabinieri per le attività di verifiche degli scarichi abusivi e delle anomalie presenti.

Tutte azioni che sicuramente non risolveranno il problema immediatamente ma che porteranno, nel tempo, ai risultati tanto sperati. Tuttavia, anche se Arpacal ha rilevato che quasi il 90% della nostra costa con acque in qualità eccellente, solo il 2,3% è da considerare in qualità scarsa, il problema del mare sporco, purtroppo, sarà un tema continuo nell’estate dei calabresi.

Proprio nella giornata di domenica, a Marina di San Lorenzo, in provincia di Reggio, è arrivata la denuncia da residenti e turisti per il mare inquinato.

«Prendere un’infezione dovuta al mare inquinato nel 2022 è davvero inaccettabile. Come possiamo definire questo un paese civile quando mancano anche le cose più basilari? Tutto questo, poi, è aggravato dal fatto che il cittadino non ha un punto di riferimento nelle istituzioni con cui interfacciarsi, a cui chiedere risposte. La rassegnazione regna sovrana», hanno denunciato i bagnanti, che hanno chiesto a Occhiuto di «”toccare con mano” la gravità della situazione nella costa jonica reggina. Servono soluzioni concrete, basta a quelle tampone che non fanno altro che peggiorare la situazione. Questa terra ha bisogno di riscatto, mentre cittadini e turisti meritano di vivere in serenità i pochi giorni di ferie di cui possono godere». (rrm)

 

«FARE GLI STATI GENERALI DELL’ACQUA»
CGIL: OCCHIUTO NON PERDA L’OCCASIONE

di ANGELO SPOSATO e FRANCESCO GATTO – È bastato il lancio di un servizio, all’interno di una nota televisione nazionale, per far riesplodere indignazioni, attribuzioni di responsabilità e polemiche sulle ataviche disfunzioni che gravano come un macigno sulle sorti dell’acqua e della depurazione in Calabria.

Eppure, il servizio ha ripreso, seppur con tutta la sua gravità, elencando numeri, tempi, risorse perse e classifiche quello che si conosce da decenni ovvero, che in molte regioni del sud e, la Calabria è il punto più annoso, non esiste un sistema articolato del SII che riesca a contemperare la legge (legge galli n°36/94 e TUA 152/06) con il rispetto di un diritto di cittadinanza.
È altrettanto chiaro ed evidente che il mancato riordino del servizio ci pone nella condizione di non poter gestire, allo stato, tutta una serie di dotazioni finanziari europee e nazionali che potrebbero garantire il salto di qualità  alla gran parte delle regioni del sud.

Quindi, per il contesto sinteticamente descritto, il rischio di essere tagliati fuori dalle traiettorie di tutti i  finanziamenti pubblici è reale, ed in parte, purtroppo, questa condizione si è già concretamente realizzata proprio per effetto delle mancate riforme e per l’assenza di capacità e lungimiranza della nostra classe politica.

Basti pensare che, per la depurazione, segmento fondamentale del servizio che ha effetti anche su tante filiere, una su tutte quella dell’industria del turismo ma anche quella afferente all’economia circolare, produttiva etc etc, non si riesce a programmare e mettere a terra le risorse per l’adeguamento degli impianti coinvolti dalle procedure di infrazioni europee per le quali ogni anno paghiamo laute sanzioni.

E come non ricordare con sdegno la mancata opportunità di utilizzare proficuamente le risorse previste dal programma “React Eu” che ha visto sfumare l’impiego di ben 104 milioni di euro da investire sulle reti colabrodo di distribuzione dei Comuni con il conseguente balletto delle responsabilità istituzionali.

Per tali ragioni, la Calabria delle istituzioni, a tutti i livelli, è chiamata ad una prova muscolare non indifferente e tempestiva, diversamente, l’amara verità richiamata dal servizio televisivo sarà l’ennesimo colpo, forse quello definitivo, ad un settore quello idrico capace, se gestito e sistematizzato, di  essere volano di crescita e benessere ancorché garanzia di buona e stabile occupazione.

Crediamo fortemente che, per raggiungere gli obiettivi appena richiamarti andrebbero affrontati i nodi che bloccano la riforma e che a nostro avviso dovranno essere risolti dentro una celere  road-map per obiettivi che, schematicamente decliniamo in modo indicativo, prioritario ma non esaustivo ovvero:

1. Immediata attuazione delle norme in materia ambientale e SII TUA 152/06 e L.R. n° 10 del 20 aprile 2022 recante disposizioni sui cicli di Rifiuti e Acqua;
2. Dopo la “pubblicizzazione di So.Ri.Cal” 15 giugno 2022, avviare una fase di profonda riorganizzazione interna della Società  definendo i fabbisogni occupazionali e le relative assunzioni e, contestualmente lavorare all’uscita dall’attuale stato di liquidazione con  un piano di “exit strategy ”  approvato con delibera da parte della Giunta Regionale ed il successivo  passaggio presso il Tribunale competente. Infine costruire un serio piano industriale che metta al centro le potenzialità e il know how presenti in una visione di lunga prospettiva;
3. Ingresso nell’azionariato di Sorical da parte dei Comuni calabresi al fine di esercitare il cosiddetto contro analogo per come prevede la norma di riferimento;
4. Indire il prima possibile (Regione e Autorità Rifiuti e Risorse idriche della Calabria) le elezioni che definiranno l’organismo direttivo in seno all’Autorità e successiva nomina di una serie di importanti soggetti Direttore Generale e Revisori dei conti su tutti;
5. L’Autorità e/o Ente di Governo d’Ambito regionale dovrà discutere e decidere la forma di gestione per il SII  e allo stesso modo il cosiddetto “Piano d’Ambito” strumento necessario per costruire il piano industriale del futuro gestore e definire l’adeguamento del piano tariffario;
6. L’Autorità dovrà individuare il soggetto gestore (noi crediamo Sorical rilanciata e multiutility) a cui affidare il SII per l’intero territorio regionale dalla captazione alla bollettazione finale passando dalla depurazione;
7. La Multiutility (Sorical) dovrà avviare, per come previsto dalle norme in materia di servizio idrico, il percorso di integrazione formale e sostanziale in primis delle gestioni esistenti e successivamente tutte le gestioni che i Comuni gestiscono in forma diretta (non in linea con le norme)  che in gergo tecnico vengo definite “in economia”;
8. Le prime integrazioni che andranno affrontate riguardano le gestioni associate, riconosciute ed esistenti (ARERA) con lo strumento giuridico adeguato e con la garanzia dell’assorbimento dei lavoratori, secondo noi prediligendo lo strumento della fusione per incorporazione al fine di soddisfare meglio le prerogative economiche, giuridiche e occupazionali;
9. Integrazioni, dentro il gestore unico,  delle gestioni in mano ai Comuni  che è la fetta più significativa e per questa via più complessa (circa l’80%) soprattutto per quello che concerne la depurazione che oggi è polverizzata in mille gestioni pubblica (Corap), tanto privato affidata con gare, in proroga etc etc;
10. Gestione integrata e sistematizzata del Servizio Idrico Integrato che possa  avere una adeguata governance, una  significativa dote finanziaria iniziale, che sappia   gestire  e mettere a terra i finanziamenti del PNRR e non solo e, garantire qualità del servizio a tariffe adeguate;

Questa, secondo noi,  la road-map  in 10 tappe che la politica e le Istituzioni dovranno percorrere in un’unica direzione   ed in tempi celeri. Diversamente, crediamo, che la profonda riforma che attiene al diritto di cittadinanza per eccellenza “ la fruizione del bene acqua” ancor di più in un periodo di crisi idrica, resterà ancora una volta un’occasione perduta…forse l’ultima.

Per tali motivi, invitiamo il Presidente on. Roberto Occhiuto ad aprire, sul tema, una nuova fase riformatrice convocando “gli stati generali dell’acqua”  nella quale tutti i soggetti coinvolti, tra cui le parti sociali, potranno contribuire al rilancio di un settore strategico per la crescita, lo sviluppo ed il benessere dell’ intero tessuto produttivo e sociale  calabrese. Con questo atto lanciamo la sfida, noi siamo pronti. (as e fg)

(Angelo Sposato è segretario generale CGIL Calabria, Francesco Gatto è segretario regionale Filctem-Cgil)

BELVEDERE MARITTIMO (CS) – Al via iter procedurale per efficientamento del depuratore

A Belvedere Marittimo, si è svolta una riunione operativa per avviare liter procedurale dellordinanza della Regione Calabria che ha delegato il Corap a sovra intendere al monitoraggio delle attività che fanno riferimento al decreto di finanziamento.

La riunione è stata tra il sindaco Cascini e il dg Dipartimento Ambiente  Regione Calabria Ing. Salvatore Siviglia, del commissario Corap Riitano e i tecnici specialisti e alla presenza della responsabile dell’ufficio tecnico Ing. Giuliana Cangelosi.

Finanziamento grazie ai quali il comune ha avviato, con il supporto degli stessi, da subito le attività e le azioni di efficientamento del depuratore e degli impianti di sollevamento che cadono sotto la giurisdizione del comune della cittadina tirrenica, così da limitare il potenziale inquinamento marino nonché salvaguardare la balneazione del nostro mare e quindi la stagione estiva. 

Massima concertazione e supporto da parte della Regione e del Corap, che hanno, altresì, predisposto la presenza di tecnici specializzati che coadiuveranno nella gestione delle emergenze quelli del comune. 

Il sindaco Cascini ha espresso grande apprezzamento per limpegno profuso in merito alla questione depurazione dal presidente Occhiuto, sia per i tempi sia per i modi degli interventi messi in atto. Infatti, in meno di un mese sono stati effettuati i sopralluoghi per la verifica degli impianti, lindividuazione delle criticità, il reperimento dei fondi necessari e la concessione dei finanziamenti ai singoli comuni, soggetti allordinanza. Lo stesso primo cittadino ha evidenziato come questo sia un fatto eccezionale e di rilievo, poiché mai verificatosi in passato e rispetto ai tempi previsti nelle procedure standard della Pubblica amministrazione. (rcs)

 

Mare Pulito, la Regione fa il punto delle attività degli ultimi

In Cittadella regionale, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto ha illustrato, in conferenza stampa, le attività svolte e i provvedimenti adottati dalla Regione in ambito di depurazione e mare pulito.

Occhiuto ha ringraziato le associazioni, tra le quali la presente Mare Pulito, per l’attività svolta chiedendo di consolidare ancora di più la collaborazione. Sempre più necessario, infatti, un collegamento tra cittadini ed istituzioni per vigilare sul territorio e soprattutto per sensibilizzare sulla tutela ambientale. La pulizia del nostro mare parte, innanzitutto, dai buoni comportamenti di ciascuno di noi e dal rispetto dell’ambiente. Da parte sua, l’Associazione Mare Pulito ha ribadito la piena disponibilità e a breve avrà un incontro direttamente con il Presidente Occhiuto per discutere nuovi progetti.

Nel corso dell’incontro sono state rilevate le criticità di ogni singolo Comune in ordine agli impianti di depurazione e alle stazioni di sollevamento. A tal riguardo, con i direttori dei Dipartimenti della Regione è stata realizzata la Geolocalizzazione, tramite apposita mappatura, di tutti gli impianti, le stazioni, i pozzi neri e gli scarichi che sarà disponibile su un portale telematico accessibile, tramite Google Earth, per i Comuni e per la Regione, poiché alcuni scarichi non erano mai stati neppure censiti.

Sono stati stanziati circa 2,9 milioni di euro da distribuire, in base alle specifiche necessità, tra i singoli Comuni per l’acquisto di materiali al fine di effettuare lavori di efficientamento delle pompe di sollevamento. 

Sempre nella giornata di lunedì, è stata firmata la Convenzione con i Comuni con riguardo al predetto stanziamento che verrà trasferito immediatamente dopo la firma, a seguito della quale i Comuni avranno 10 giorni di tempo per realizzare i lavori indicati dalla Regione. 

Verranno, quindi, inviate ai singoli Comuni le lettere all’interno delle quali si troveranno le specifiche dei lavori da realizzare; le medesime comunicazioni saranno inviate, contestualmente, alla Procura, alla Capitaneria di Porto e ai Carabinieri, affinché vigilino sull’effettivo adempimento. Tutti gli stanziamenti ammonteranno a cifre inferiori a 140mila euro (eccetto che per il Comune di Falconara Albanese, a causa di specifiche criticità), cosicché l’acquisto dei materiali potrà essere effettuato immediatamente e celermente attraverso il Mepa.

Il Presidente Roberto Occhiuto, insieme al Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente, ha dato come termine ultimo per la realizzazione di tutte le attività il 15 luglio.

Al fine di assicurare la realizzazione delle predette attività, sono stati costituiti gruppi per il controllo del territorio con la collaborazione di Carabinieri, Capitaneria di Porto e Procura, oltre che di Calabria Verde, così da monitorare e prevenire la presenza di scarichi abusivi e di verificare la regolarità dello smaltimento dei rifiuti relativi sia ai singoli pozzi neri, sia alle attività commerciali.

Il Presidente Occhiuto, vista la gravità del problema, ha posto come obiettivo da raggiungere quest’anno una risoluzione del 40/50% delle problematiche, in modo tale da avviare un iter che nell’arco di 2/3 anni possa portare ad una completa risoluzione delle criticità.

Ancora, accogliendo la richiesta dei Sindaci dei Comuni dell’alto Tirreno cosentino, sono stati stanziati fondi per l’acquisto di battelli ecologici che inizieranno immediatamente la loro attività e provvederanno alla pulizia del mare, con attività di antinquinamento e disinquinamento in mare, pulendo gli specchi acquei dai rifiuti solidi galleggianti, in particolare plastica, dai rifiuti semisommersi ed oleosi.

Come già noto, con l’Ordinanza n. 10/2022, inoltre, è stato individuato il Gestore Unico degli impianti di depurazione, ossia il Corap, con il quale potranno interfacciarsi i singoli Comuni in modo da rendere la gestione degli impianti più efficiente e non dettata da logiche economiche e di mercato. In particolare, i dipendenti del Corap, insieme ai dipendenti del Dipartimento Bilancio della Regione, avranno il compito di recarsi personalmente presso i singoli impianti di depurazione per verificare che si realizzino concretamente i lavori di efficientamento e potenziamento indicati dalla Regione. Inoltre, per ogni depuratore sono state predisposte dalla Regione delle schede di rilievo da compilare, all’interno delle quali dovranno essere indicate tutte le problematiche per ogni singolo depuratore.

A breve i vari Prefetti adotteranno delle ordinanze, che si aggiungono a quella già adottata dalla Regione, per disporre il divieto di circolazione notturna agli autospurgo. Tutta questa attività segue all’attività già realizzata negli scorsi mesi.

In particolare, insieme a Calabria Verde, è stato realizzato un Piano straordinario di pulizia dei corsi d’acqua, dei pozzi e dei fiumi, i cui residui e reflui finivano interamente in mare. Tale pulizia è stata effettuata in concomitanza con uno stanziamento economico di risorse per realizzare lavori che consentono, ora, di convogliare le acque all’interno dei depuratori e non direttamente in mare.

Nei mesi precedenti, inoltre, sono stati stanziati altri fondi, circa altri 2 milioni di euro, attraverso i quali sono stati smaltiti i fanghi e puliti scarichi e stazioni di sollevamento che risultavano completamente occlusi.

Tra i progetti futuri da attuare nei prossimi mesi: Monitoraggio ed efficientamento degli impianti di depurazione dei Comuni montani, poiché il loro cattivo funzionamento si riversa direttamente sui Comuni marini sottostanti e, dunque, in mare;  Installazione nei fiumi, com’è già avvenuto nel fiume Mesima, di barriere realizzate con enzimi attraverso le quali vengono filtrate le acque che poi si sversano in mare venendo bloccata e depurata la parte solida; Alla luce delle problematiche del Fiume Noce che coinvolgono anche la Regione Calabria, nei prossimi mesi c’è in programma di realizzare progetti in collaborazione con la Regione Basilicata così da poter risolvere congiuntamente la situazione.

Il Presidente ha ringraziato nuovamente l’Associazione Mare Pulito, che ha dato la propria disponibilità allo svolgimento di una continua attività di monitoraggio e segnalazione delle problematiche e delle criticità, oltre che di sensibilizzazione dei cittadini. (rcs)