A Diamante tutto pronto per il Peperoncino Festival

Prende il via domani a Diamante la 34esima edizione del Peperocino Festival, ideato dal giornalista Enzo Monaco e organizzato dall’Accademia del Peperoncino.

L’inaugurazione, in programma a Piazza Municipio, è affidata alla conduttrice Elisa Isoardi, che spegnerà le trentaquattro candeline della torta. Assieme a lei le Autorità civili e militari e il Re Peperoncino che riceverà dal sindaco Achille Ordine le chiavi della città e darà il via alla trentaquattresima edizione del Festival. Subito dopo la “peperoncizzazione” della Madrina e la degustazione della torta firmata Pasticceria Biancaneve.

Tanti gli eventi in programma: Domani, alle 23 il maestro pizzaiolo Errico Porzio sul palco “Carlomagno Arena” (Sponda sinistra del lungofiume) è protagonista di un eccezionale show cooking che svelerà i segreti delle sue “creazioni” e subito dopo offrirà in degustazione la sua famosa pizza. Un evento unico ed eccezionale che gli amanti della gastronomia non devono assolutamente perdere.

Sul palco del “Cala stage” in piazza Municipio, Giovedì 10 Settembre c’è Marina Rei, con un concerto che ancora una volta farà apprezzare una musica che unisce pop, rock e song writing d’autore. Erica Mou si esibirà venerdì 11 settembre piazza Municipio sul palco “Cala stage”.

Novità assoluta lo spettacolo “Onda Calabra, storia di una canzone” portato in scena da Peppe Voltarelli. Protagonista è una canzone scritta da Voltarelli per un film di Giuseppe Gagliardi, ambientato in Germania con le vicende di una comunità italiana emigrata nel Nord Europa che vive i temi dell’emigrazione, dell’identità e della memoria. Un progetto scenico in cui la musica si fa racconto e la canzone diventa personaggio.

Le mostre e l’omaggio a Rino Gaetano

A 45 anni dalla scomparsa il Festival omaggia Rino Gaetano con una mostra di pittura e un concerto. La mostra “Rino Gaetano, satiro piccante” curata da Amedeo Fusco resterà aperta tutti i giorni nel Centro DAC dalle 19 alle 24.. Alla “Carlomagno Arena” il concerto del gruppo “Le Bateau Mouche”. Due appuntamenti imperdibili che ricordano l’artista calabrese con la sua ironia e la denuncia sociale dei suoi testi.

Dal simbolo alla forma” è la mostra di quindici lavori realizzati dagli studenti del corso di cultura del “Progetto Fashion – Design” dell’Accademia belle arti di Napoli. Un’iniziativa curata dalla docente Anna Corcione in collaborazione col Peperoncino festival. Il peperoncino, simbolo di identità, cultura e creatività diventa un punto di partenza di un percorso progettuale che unisce ricerca, design e sperimentazione valorizzando il dialogo tra tradizione e moda.

L’appuntamento con “Vignette sul ring” è sul Lungomare Santa Lucia alle ore 22 nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato. Gianfranco Tartaglia, il mitico Passepartout, presenta i disegnatori chiamati a confrontarsi con disegni e vignette a tema su argomenti di attualità, sempre piccanti. C’è una giuria tecnica e c’è il giudizio del pubblico, un’accoppiata che determinerà i vincitori. Intervalli musicali con i “Raggi Fotonici” da Rai2.

Da sempre la mostra “Peperoncini dal mondo” è il fiore all’occhiello del Peperoncino Festival. Quest’anno è allestita nel DAC, organizzata con la partecipazione di Mirko Santacchi, responsabile della Delegazione accademica della Provincia di Macerata. Una vetrina unica con più di duecento varietà di “Capsicum”. Nel ricordo di Massimo Biagi che per il Festival l’ha ideata nel 1998.

Tra artisti di strada, leccornie, specialità e i mangiatori di peperoncino

Per tutte le cinque giornate del Festival dalle ore 19 alle ore 24 esplode la festa di equilibristi, clown, trampolieri, musici e gruppi folk. Gli artisti di strada percorrono le vie del paese “giocando” con tutti quelli che incontrano. Divertimento assicurato per piccoli e grandi che ballando e seguendo gli artisti diventano protagonisti della festa. Tutto gratis e senza biglietto di ingresso. Una esperienza tutta da vivere. Inoltre, con “Mangiare Mediterraneo” il Festival presenta sullo storico lungomare di Diamante, leccornie, specialità e nuove creazioni della tradizione artigianale calabrese. Una vetrina del “Made in Calabria” con tanto peperoncino, tanti prodotti tipici con una particolare attenzione ai prodotti della Dieta Mediterranea, alla sua storia e la sua millenaria tradizione. Tutti i giorni dalle ore 19 alle 24.

La Piazzetta S. Biagio, appartata e raccolta, è l’area food dove gli chef calabresi sono protagonisti di “Calabria nel piatto” presentando tutte le sere dalle 21 alle 23 le loro specialità con due show cooking al giorno. Alle 23, anche quest’anno “Peperoncino in scena” con Emanuela Crescenzi che ogni sera presenta un piatto con una diversa varietà di peperoncini in collaborazione con gli esperti dell’accademia.

Il sabato sera è riservato alla finale del “Campionato italiano mangiatori di peperoncino”. Agli “ordini” di Gianni Pellegrino, Re Peperoncino, si daranno battaglia i finalisti provenienti dalle selezioni organizzate in tutta Italia nei mesi di Luglio e Agosto. Saranno assegnati i titoli maschile e femminile. Record da battere 1020 grammi “divorati” dal pluri campione Arturo Rencricca nel 2018. Mentre domenica 13 Settembre due finali di mangiatori estremi di peperoncino organizzate in collaborazione con la “League of fire” di Londra. Alle 20 la finale per la “Cintura Diamante”, alle 22 la finale del Campionato europeo valido per la partcipazione al Campionato mondiale in programma a New York. Alle due gare saranno presenti Shahira Wassen, “Regina del peperoncino” in Inghilterra, Gianni Pellegrino e il pluricampione Arturo Rencricca. (rcs)

Diamante ospita il Premio Mitos 2026

Domani e venerdì 4 settembre Diamante ospiterà il “Premio Mitos 2026: sport, legalità e volontariato”. Una due giorni organizzata dall’Amministrazione comunale capitanata dal Sindaco Achille Ordine, in cui gli esempi virtuosi di uomini e donne che si impegnano ogni giorno nell’affermare e garantire i principi della democrazia e della trasparenza diventano volti e voci, testimonianze e riflessioni per rinsaldare quei valori che i falsi miti vogliono cancellare. Due serate con inizio alle ore 18.30 dedicate a coloro che si sono contraddistinti negli ambiti dello sport, della legalità e del volontariato, facendo germogliare il seme piantato dal Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, come noto, hanno sacrificato la loro vita nella lotta alla criminalità organizzata e a ogni forma di sopraffazione. Il loro impegno, le loro indagini, le loro qualità umane e morali sono fonte di ispirazione del premio che prende il nome dall’omonima operazione antindrangheta del 2004 in cui perse la vita il carabiniere Luca Sena, morto durante il servizio a 28 anni.

Tra i premiati dell’edizione 2026 a Diamante, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Sen. Paolo Zangrillo; il Sottosegretario di Stato all’Interno, On. Wanda Ferro; il Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, On. Maurizio D’AttisPiera Aiello, già parlamentare e testimone di giustizia; il Direttore centrale per le specialità della Polizia di Stato, Prefetto Renato Cortese; la Dottoressa Rosa Maria Padovano, Prefetto della Provincia di Cosenza.

La cerimonia di premiazione – condotta dai giornalisti Filippo e Francesco Marra Cutrupi, con la partecipazione straordinaria di Gigi Misefari e della Fanfara dei Bersaglieri Peloritani – è un’occasione per «conoscere storie positive di quanti, con dedizione e coraggio, forniscono il loro prezioso contributo nel percorso di cittadinanza attiva, di salvaguardia della democrazia e della libertà, della lotta contro ogni forma di violenza e prevaricazione. Impegno costante che può essere da esempio per gli altri, senza ergersi sull’altare, ma collaborando assieme per garantire i principi fondamentali in ogni comunità che vuole essere equa. Come Amministrazione comunale – spiega il Sindaco Ordine – abbiamo voluto organizzare questo Premio che non è soltanto la consegna di un riconoscimento rinomato ma è anche un modo per ascoltare le testimonianze, comprendere i vissuti, riflettere sulle azioni virtuose e condividere tracce durature specie tra le giovani generazioni in un collante che segna la sinergia tra istituzioni e cittadini per non voltarsi dall’altra parte bensì dedicarsi nella sfida collettiva in nome della legalità e della democrazia». (rcs)

DIAMANTE (CS) – Le donne del cedro discutono oggi di autonomia differenziata

Recentemente è stata costituita in Diamante, amenissima cittadina sul Terreno cosentino, l’associazione “Le Donne del Cedro” per iniziativa della signora Maria Rosaria De Rito e di alcune sue amiche con lo scopo di animare la vita sociale e, in particolare, culturale di tutta l’interzona e possibilmente della intera Calabria, ma anche della vicina costa lucana di Maratea e dintorni.

La prima manifestazione pubblica del sodalizio avverrà giovedì 11 aprile 2024 alle ore 18.00 nella Sala del Museo Dac di Diamante per discutere di “Autonomia differenziata: colpi e contraccolpi per la Calabria”. Un tema di grande attualità su cui discuteranno i docenti dell’Unical Walter Nocito e Greta Massa Gallerano. Seguirà un dibattito. Il dottore Edoardo Viola, presidente dell’associazione “Sud e Civiltà” ed ex magistrato, farà da moderatore. (rcs)

DIAMANTE (CS) – Nasce “Diavolicchio Diamante, il dolce piccante”, il panettone di Casa Mastroianni con Accademia del peperoncino.

Si chiama “Diavolicchio Diamante, il dolce piccante” ed è un panettone creato da Casa Mastroianni col patrocinio dell’Accademia Italiana del Peperoncino. La presentazione ufficiale avrà luogo a Diamante (Cs) sabato 2 dicembre, alle ore 18:30, nella sede dell’accademia.

Il nome del panettone è un omaggio al “Diavolicchio Diamante”, una varietà di peperoncino coltivata sulla costa tirrenica cosentina da Tortora ad Amantea. Il panettone è un prodotto artigianale con il 10% di burro in meno sostituito con olio Evo aromatizzato col “Diavolicchio Diamante”, presente anche nell’impasto come candito e con scaglie di cioccolato piccante.

Per la commercializzazione su scala nazionale è stata realizzata una scatola elegante ed originale, opera dello studio Candido con i disegni e le vignette piccanti di Passepartout.

Alla presentazione di Diamante saranno presenti il presidente dell’Accademia Italiana del Peperoncino Enzo Monaco, l’imprenditore Francesco Mastroianni e il giornalista Luigi Salsini. A conclusione una degustazione del panettone con brindisi augurale.

DIAMANTE (CS) – Lunedì 30 ottobre si terrà la “Giornata dello sport”

La passione per lo sport e il suo impatto positivo sulla comunità si manifestano nella “Giornata dello Sport”, un entusiasmante evento promosso dall’Associazione Gregorio Caloprese “I Borghi delle Torri”. I protagonisti della giornata saranno i giovani e le scuole di ogni ordine e grado, che arricchiranno la manifestazione con tornei, stand espositivi delle società, associazioni, scuole, federazioni sportive del territorio e ospiti illustri, proponendo promozioni e idee.

L’evento si terrà lunedì 30 ottobre presso il “Parco La Valva” di Diamante (Cs), a partire dalle ore 9:00, ed è un’opportunità unica per tutti i cittadini dell’Alto Tirreno Cosentino. La manifestazione è patrocinata dal Coni, dalla Regione Calabria e dal Comune di Diamante. Ai vincitori dei tornei sarà assegnato il prestigioso “Trofeo Gregorio Caloprese”, realizzato a mano dall’artista Angelo Aligia. Inoltre, verranno premiate eccellenze che si sono distinte nel nostro territorio.

È previsto anche l’intervento del giovane campione Giovanni Tocci. Durante la giornata, diversi interventi di spessore saranno effettuati da personalità del mondo dello sport, delle istituzioni e della comunità, che condivideranno le loro prospettive sullo sport, soprattutto ora che dal 20 settembre 2023 lo sport è ufficialmente riconosciuto come un diritto costituzionale del cittadino.

Tra gli interventi previsti ci saranno quelli di Francesca Nardò, Delegata dell’Atp di Cosenza; Maria Grazia Cianciulli, Fiduciaria Coni provincia di Cosenza; Angelo Serio, Punto Luce Scalea; Antonello Grosso La Valle, presidente provinciale di Unpli; Pasquale Bergamo, medico dello sport, già medico per Fc Inter e Juventus Fc; Pasqualina Straface, presidente della Terza Commissione – Sanità, Attività Sociali, Culturali, Formative e Dipendenze Patologiche della Regione Calabria. La vicepresidente della Regione Calabria, con delega allo Sport, Giusy Princi, concluderà gli interventi con un messaggio importante sulla promozione dello sport nella regione. (rcs)

DIAMANTE (CS) – Cittadinanza onoraria al procuratore Gratteri

Nella sala consiliare “E. Caselli” del Comune di Diamante, nei giorni scorsi, il sindaco Ernesto Magorno ha conferito la cittadinanza onoraria al magistrato dott. Nicola Gratteri.

Questo prestigioso riconoscimento è stato assegnato in virtù del suo ininterrotto impegno nel contrastare la criminalità organizzata ed è un gesto di saluto poiché, dopo 30 anni sotto scorta, Gratteri lascia la Calabria, dove ha svolto tutta la sua carriera, per guidare la Procura di Napoli, l’ufficio requirente più grande d’Italia.

Il Presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili (Odcec) di Paola, dott. Fernando Caldiero, ha condiviso le sue riflessioni sulla significatività di questo evento. Ha affermato: «Il conferimento della cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri è un gesto che va oltre l’aspetto simbolico. Rappresenta il riconoscimento di un impegno incessante nella lotta contro la criminalità organizzata e del suo prezioso lavoro come garante della legalità e della giustizia».

Insieme a dott. Fernando Caldiero, una delegazione di tre consiglieri – dott.ssa Ortenzia De Grazia, dott. Nazareno Di Renzo e dott. Antonio Forestieri – ha voluto rendere omaggio al magistrato Gratteri, consegnando una targa a nome dell’intero Consiglio, riconoscendo il suo straordinario lavoro nelle vesti di Procuratore della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro.

Il presidente Caldiero ha concluso: «La cerimonia a Diamante rimarrà nella memoria come un momento di celebrazione della determinazione e dell’eroismo di coloro che si battono per un Paese più pulito e giusto. Questo gesto simbolico è un tributo meritato, e il suo esempio ispirerà le generazioni future a seguire la strada della legalità, della correttezza e della determinazione nel perseguire una società migliore per tutti». (rcs)

Caffè Mauro crea una limited edition dedicata alle località iconiche della Calabria

Dal 1949 Caffè Mauro racconta con le sue miscele la passione e la lunga tradizione fatta di esperienza, impegno e qualità del caffè. L’arte di creare blend unici, così come il quieto ritmo della tostatura lenta e l’autenticità dei sapori mediterranei, esprimono da generazioni l’identità dell’azienda, rendendo le sue miscele dal carattere avvolgente, intenso e deciso. Per promuovere le profonde radici calabresi e l’amore per il caffè, Caffè Mauro ha ideato un’edizione limitata di caffè in cialde compostabili ispirata ad alcune località simbolo della Regione: la gamma, disponibile da settembre e abbinata al concorso “Vinci la Calabria”, dedica le quattro miscele alle città di Diamante, Tropea, Riace e Scilla, testimonianza del legame tra Caffè Mauro e il territorio d’appartenenza con il quale l’azienda ha sempre sviluppato un fecondo rapporto.

I nuovi packaging, da 18 e 50 cialde, compongono una linea totalmente sostenibile, con cialde compostabili e l’involucro esterno che può essere riciclato nella carta: distribuiti nei supermercati e sull’e-commerce caffemauro.com fino a fine dicembre 2023, celebrano la bellezza della Calabria da nord a sud, rendendo omaggio a rinomate località costiere del versante ionico e tirrenico.

La miscela Forte prende il nome di Diamante, il rinomato borgo della Riviera dei Cedri noto per le sue ampie spiagge e i murales che colorano i vicoli e le piazze del centro storico.

A Tropea, meta simbolo del turismo italiano e internazionale in Calabria, è dedicata la miscela Deca, un caffè senza caffeina dal sapore avvolgente, caratterizzato da una punta di acidità in perfetta armonia con il suo retrogusto fruttato.

Riace, località marina che deve la sua fama anche al ritrovamento degli omonimi bronzi, capolavori di epoca ellenistica, darà il nome alla linea di cialde Intenso, per chi desidera un caffè cremoso dal gusto ricco e vigoroso, connotato da note di cioccolato amaro e da un retrogusto marcato e persistente.

Infine a Scilla, pittoresco borgo di pescatori che deve il suo nome all’omerica leggenda di Scilla e Cariddi, Caffè Mauro ha pensato di intitolare la miscela Cremoso, un caffè dal gusto pieno e corposo che unisce una leggera acidità a un profumo armonico, che risalta le note di tabacco.

La limited edition di Caffè Mauro sarà abbinata al concorso a premi “Vinci la Calabria”, che dal 1/09/2023 al 31/12/2023 mette in palio una macchina per caffè in cialde alla settimana e un super premio finale di 4 weekend, per 2 persone, in una delle località scelte da Caffè Mauro per questa iniziativa. La partecipazione al concorso è legata all’acquisto di una confezione di caffè in cialde e la registrazione dello scontrino di acquisto.

Maggiori informazioni sono disponibili al sito vincilacalabria.caffemauro.com. (rrc)

DIAMANTE (CS) – Il sapore del Caciocavallo Silano Dop conquista il Festival del Peperoncino

Non poteva mancare la presenza del Caciocavallo Silano Dop alla kermesse storica del Festival del Peperoncino – giunta alla sua 31esima edizione – con uno stand che dal 9 al 10 settembre ha deliziato visitatori e curiosi.

Il prodotto gastronomico calabrese d’eccellenza ha riscosso grandissimo successo non solo tra gli abituali consumatori, ma anche tra i visitatori stranieri che ne hanno potuto gustare la particolarità e la diversità rispetto agli altri formaggi del territorio nazionale.

Due giorni di sapori che hanno lasciato spazio anche al divertimento e alla creatività nell’area dello show cooking coordinata dallo chef Vincenzo Grisolia, che hanno visto il Caciocavallo Silano Dop come ingrediente principale per la realizzazione di piatti unici e deliziosi al sapore piccante.

Ancora una volta, il Caciocavallo Silano Dop si conferma prodotto di punta nel mondo della gastronomia calabrese e nazionale, riscuotendo un successo grandioso in uno degli eventi gastronomici più importanti della Calabria. (rcs)

LO SFOGO / Francesca Lagatta: Tutte le categorie in Italia sono protette, tranne i giornalisti

di FRANCESCA LAGATTA – Al Peperoncino Festival c’è stato un piccolo intoppo. Le forze dell’ordine hanno avuto il sospetto che un ragazzo stesse per aggredire Giuseppe Conte e l’hanno subito bloccato. Considerato che c’erano forse trenta, quarta uomini tra scorta, carabinieri, polizia e finanzieri, in un attimo è successo il finimondo.

Io ero a due metri Conte e per forza di cose sono rimasta coinvolta nella ressa. Niente di che, a parte lo spavento, ho solo un leggero dolorino alla spalla e probabilmente un livido in più. Sono inconvenienti del mestiere che metti in conto quando scegli di fare questo lavoro e tanto domani succederà un’altra cosa e dovrai pensare a quello, ciò che è successo oggi sarà già un ricordo lontano. Non hai nemmeno il tempo di metabolizzare.
Quello che non avevo messo in conto quel giorno che inconsciamente e stupidamente ho scelto di diventare giornalista, sono le palate di merda che devi ingoiare notte e giorno, da parte da chicchessia. Dovete credermi. Quello del giornalismo, per un fatto culturale, non è nemmeno considerato un lavoro, non qui, non nella nostra terra e noi addetti siamo sempre un peso per qualcuno, siamo sempre presi di mira di qualcuno, diamo sempre fastidio a qualcuno. Siamo sempre ripresi, rimproverati, invitati, redarguiti da qualcuno, come si fa con i bambini. Siamo il parafulmine della frustrazione e della rabbia di chiunque e non ti puoi nemmeno lamentare. Sembra che sia tutto lecito.
D’altronde te lo sei scelto tu questo lavoro, no? Sentite qualcuno mai difendere un giornalista?
Tiri fuori la telecamera? Tutt che ti guardano come un alieno, manco se avessi estratto un’arma. Ti metti a fare le riprese? Si incazza il pubblico che non vede quello che ha davanti, poi si incazza quello che dice che non devi riprendere quella scena, poi si incazza quell’altro che dice che non puoi fare l’intervista, che sei di troppo, che sei la persona sbagliata al momento sbagliato, sempre. E forse un po’ è anche vero. Tutto pretendono che diamo risalto alle cose, ma poi nessuno pensa a noi, al fatto che siamo lavoratori e, non ci crederete, anche esseri umani. Noi non facciamo le interviste, le dobbiamo elemosinare, non facciamo le riprese, andiamo in trincea a guadagnarci un minuto di immagini tra chi sbuffa da una parte e chi sbuffa dall’altra, non abbiamo un posto riservato, un angolo, una corsia, niente. Non è colpa di nessuno, eh, è proprio un fatto culturale.
Il giornalismo non è riconosciuto come lavoro, non ci puoi fare niente. Non la cambi questa mentalità. Se fai il giornalista c’è sempre qualcuno che ti fa sentire sempre un po’ un ladro, come se stessi rubando qualcosa e non guadagnandoti il pane. Eppure, ve lo assicuro, ci facciamo il mazzo da mattina a sera. Vi assicuro che senza il giornalismo non esisterebbe verità né democrazia.
Torniamo a Diamante. Ero tra la folla perché dovevo intervistare Conte, ma Conte pensava ai selfie, giustissimo, e io ovviamente ero d’intralcio. Ho chiesto a lui niente, ho chiesto ai suoi collaboratori, niente, anzi, mi hanno invitato gentilmente a togliermi dai piedi.
Quando è scattata la ressa ho fatto quello per cui sono pagata: documentare la cronaca. Ma pure in questo caso qualcuno mi ha detto senza troppo garbo di abbassare la telecamera a lasciar lavorare le forze dell’ordine. Perché loro lavoravano, io no. Io stavo giocando, non avevo niente di meglio da fare che rischiare di prendere una gomitata in testa e finire a terra schiacciata dalla folla. Anzi, grazie a chi mi ha tenuto dai fianchi facendo sì che io non cadessi a terra. Non so chi tu sia, ma grazie.
Domani del rischio che mi sono presa continuando a filmare, nonostante tutto, non mi ringrazierà nessuno, anzi, tante, tantissime persone saranno arrabbiate per quelle immagini che sarebbero dovute rimanere nel cassetto. E nessuno mi chiederà scusa, né per avermi colpito alla spalla, pur non volendo, né avermi dato l’ennesima umiliazione che non meritavo. Tanto siamo solo dei cazzo di giornalisti di merda che stiamo sempre tra i piedi. Ma chi se ne fotteva se mi facevo male io?
Ok, va tutto bene. Maltrattare i giornalisti è prassi, quasi un atto dovuto, una legge non scritta che si applica tutte le volte, tutte le sante volte che andiamo a lavorare, tutte. Tanto tutto tace, ma chi cazzo vuoi che difende un giornalista? Dove sono le leggi che ci tutelano? Se io alzo la voce con un poliziotto è oltraggio a pubblico ufficiale, se un poliziotto alza la voce con me, per esempio, è un poliziotto buono. Tutte le categorie in Italia sono protette, tranne i giornalisti. E chi lo sa perché, boh.
Comunque questa piccola contusione alla spalla la considero un’altra medaglia al petto, ma no, e lo dico con tutta la rabbia che ho stasera in corpo, non era questo quello che immaginavo quando ho scelto di diventare una giornalista. E non sapevo nemmeno di dover sopportare tanto odio e tanto veleno tutti i giorni della mia vita. Altrimenti quel giorno piuttosto mi sarei spezzata una gamba.
Sento che la mia pazienza sta per raggiungere il limite. (fl)