Legambiente Calabria: Bene ordinanza per tutela Arcomagno, ma serve più trasparenza per gli atti

Legambiente Calabria e il Circolo Legambiente Riviera dei Cedri, hanno espresso soddisfazione per l’ordinanza emanata dal Comune di San Nicola Arcella volta alla tutela dell’Arcomagno.

«La bellissima spiaggia dell’Arcomagno – hanno spiegato i rispettivi presidenti, Anna ParrettaCarlo Gaglianone – è un luogo magico e di enorme suggestione, simbolo, in positivo, della bellezza della Calabria, ma anche, in negativo, degli effetti dell’inciviltà umana. Lungo il sentiero, infatti, sino a pochi giorni fa, la presenza di rifiuti di ogni genere, abbandonati ovunque».

«Lo scorso 18 luglio, il Comune di San Nicola Arcella – hanno spiegato – ha emanato l’ordinanza 594 con la quale ha disposto la regolamentazione degli accessi e della fruibilità del sito.  L’ordinanza prevede che dal 21 luglio 2022, si possa accedere alla spiaggia dell’Arcomagno, dalle ore 9 alle 19, con soste limitate a 20 minuti, solo in presenza del personale addetto ed a seguito del pagamento di un ticket di ingresso del prezzo di € 3,00 con riduzione per i minori.  L’ordinanza prevede, altresì, il divieto assoluto di portare con sé sdraio, ombrelloni, asciugamani o altri oggetti ingombranti ed alimenti di qualsiasi genere nonché il divieto di spingersi sotto la grotta e di passare sotto l’arco anche con imbarcazioni e simili. Nell’ordinanza si legge testualmente che “gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti saranno interamente utilizzati per fare fronte ai costi dei servizi di vigilanza, biglietteria e pulizia”».

«La nuova ordinanza esprime, finalmente – hanno proseguito – da parte dell’Amministrazione comunale, una volontà di tutela ambientale che deve essere supportata ed incentivata e che parte da una situazione attuale decisamente surreale. Legambiente Calabria, anche attraverso il suo circolo locale “Riviera dei Cedri” concorda, quindi, con l’apposizione di regole di fruizione sostenibile, con il contingentamento dei flussi e con i limiti all’ingresso fissati dall’Amministrazione comunale nella prospettiva della conservazione e tutela dei luoghi. Ecosistemi delicati e fragili come quello della spiaggia dell’Arcomagno debbono essere, con assoluta evidenza, preservati e protetti».

«Le modalità di tale protezione e fruizione (ad esempio la scelta di disporre tempi di visita molto limitati piuttosto che adottare una  limitazione numerica del numero degli accessi disponendo una turnazione  come ad esempio nella famosa spiaggia dei Conigli sull’isola di Lampedusa) – hanno aggiunto – devono essere sempre basati  sullo studio e l’analisi di vari parametri ambientali come quello della capacità di carico antropico dei luoghi. La direzione obbligata di ogni intervento deve essere quella della tutela dell’ambiente oltre che della indispensabile messa in sicurezza dei luoghi».

«Si chiede all’amministrazione comunale – hanno detto – di pubblicare e rendere pubblici tutti i documenti inerenti la spiaggia dell’Arcomagno compresa (come si apprende dalla stampa locale ) la delibera riguardante l’attivazione di una convenzione per il servizio di vigilanza, biglietteria e pulizia per visite guidate alla spiaggetta dell’Arcomagno intercorrente con la società “Professione Servizi”, con sede a Belvedere Marittimo».

«Risulta evidente  – hanno spiegato – che tutti gli atti diretti ed indiretti inerenti la spiaggia dell’Arcomagno dovranno essere resi pubblici dal Comune, mentre ad oggi, per quanto è a conoscenza della nostra associazione, alcuni dei relativi documenti non risultano essere stati pubblicati. Come negli intenti del Comune di San Nicola Arcella, tutte le risorse ricavate dall’apposizione di un biglietto di ingresso per la spiaggetta dell’Arcomagno devono essere reinvestite nella accurata pulizia e vigilanza dei luoghi. Ma non solo. Le risorse dovrebbero anche essere indirizzate alla conservazione, alla salvaguardia ambientale ed alla  messa in sicurezza dei luoghi per garantire l’incolumità delle persone».

«Legambiente, in tutte le sue articolazioni – hanno concluso – monitorerà la situazione nell’interesse di tutti i calabresi nella consapevolezza che il futuro della nostra Regione e dei suoi luoghi simbolo, come quello dell’Arcomagno, deve passare attraverso forme di conoscenza e fruizione del territorio e del mare e da modalità di turismo ambientalmente sostenibile che siano altamente rispettose della Natura». (rcs)

Legambiente Calabria: Creare un tavolo di filiera per avviare gestione forestale sostenibile

Un tavolo di filiera per avviare la gestione forestale sostenibile dei boschi regionali e favorire la transizione ecologica. È quanto è emerso dal Forum Foreste della Calabria, organizzato da Legambiente Calabria in collaborazione con il Parco nazionale del Pollino.

Nel corso del forum sono emerse le contraddizioni dovute ai ritardi nella pianificazione e gestione forestale sostenibile, ma sono state anche evidenziate le potenzialità ancora non espresse di un settore cruciale per la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi UE per la biodiversità e il clima e la bioeconomia circolare.

La regione Calabria presenta un indice di boscosità tra i più elevati d’Italia pari al 40.6% e con oltre 600mila ettari di superfice forestale, ma anche la ricchezza di biodiversità forestale sottolineato, in particolare, dalle faggete del Pollino e dell’Aspromonte comprese nella rete transnazionale delle faggete mediterranee dell’Unesco. Tuttavia, a fronte di queste eccellenze, la gestione forestale attuata in Calabria è inadeguata a raggiungere gli obiettivi di tutela della biodiversità e di contrasto ai cambiamenti climatici previsti nel prossimo decennio, soprattutto a causa della mancata pianificazione forestale, dei ritardi nell’approvazione dei piani di gestione forestali (sono oltre 300 i piani in attesa essere approvati dagli uffici regionali), dell’assenza di certificazione secondo i principi della gestione forestale sostenibile.

In Calabria mancano statistiche forestali aggiornate sulla consistenza e qualità delle foreste (i dati più aggiornati risalgono al 2011) e poco si conosce dello stato di salute dei boschi calabresi che, come testimonia l’invasione della processionaria del pino, fenomeni fitosanitari devastanti esplosi da decenni sono stati messi sotto osservazione solo lo scorso anno.

In sostanza, manca un piano di monitoraggio ed è scarsa la conoscenza dei rischi naturali (epidemie, siccità, incendi, etc…) aggravati dagli effetti del clima che cambia. Mancano dati ufficiali sul livello di utilizzazione dei boschi e sui prelievi forestali a causa di un sistema di autorizzazione farraginoso e non trasparente che negli anni ha permesso alla criminalità organizzata di infiltrarsi e condizionare un settore economico importante che oggi è, prevalentemente, schiacciato dal settore delle biomasse che ha generato un mostro economico, sociale e illegale: il 51% delle biomasse legnose per le grandi centrali proviene dalla Calabria. In regione sono presenti 4 grandi centrali a biomasse che hanno condizionato lo sviluppo delle filiere forestale calabrese che, nei fatti, si limita alla filiera energetica che alimenta la “monocultura” industriale di produzione di energia elettrica da biomasse per le grandi centrali.

«Legambiente – si legge in una nota – sostiene l’uso delle biomasse per fini energetici, ma non può condividere quello che succede in Calabria dove, anche grazie agli incentivi nazionali ed alle agevolazioni regionali, si sta depauperando un patrimonio e si è bloccata la nascita di filiere forestali sostenibili. Occorre invertire la tendenza e passare ad un utilizzo sostenibile della filiera energetica da biomasse anche in Calabria per puntare sull’utilizzo a cascata delle risorse boschive secondo i principi della gestione forestale sostenibile e su piccoli impianti a ciclo combinato e con potenza inferiore a 1MGW».

Il Forum ha anche affrontato il tema della spesa nel settore forestale alla quale la Regione destina ogni anno, tra fondi nazionali e propri, 210 milioni di euro: una spesa imponente che deve essere qualificata e migliorata con obiettivi chiari e capace di valorizzare al meglio le proprietà pubbliche forestali e immobiliari gestite da Calabria Verde che deve dotarsi di un piano industriale moderno e in grado di sfruttare le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Legambiente – si legge nella nota – manifesta apprezzamento per gli sforzi compiuti dalla Regione nel predisporre un Piano antincendio boschivo con importanti novità nella lotta attiva e nella vigilanza del territorio, ma sottolinea che ancora poco si fa per opere di prevenzione, soprattutto in accordo con i comuni per applicare meglio la legge 353/2000 e contrastare il fenomeno degli incendi di interfaccia che, generandosi nelle periferie urbane degradate dove il verde non viene gestito,  alimentano gli incendi in montagna».

Durante il Forum, infine, è stata avanzata alla Regione una proposta, condivisa da tutti i relatori, di insediare un Tavolo di filiera legno con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione e condivisione tra le istituzioni, il mondo della ricerca e le parti economiche e sociali interessate e garantire anche in Calabria l’attuazione delle Strategie nazionali e comunitarie per le foreste e la biodiversità, favorendo la transizione ecologica e la valorizzazione del settore forestale. (rcs)

Grande successo per il primo Festambiente Valli Cupe di Legambiente

È stato un vero e proprio successo, la prima edizione di Festambiente Valli Cupe, la manifestazione organizzata da Legambiente Calabria, quale ente gestore della Riserva, in collaborazione con i comuni di Sersale, Zagarise e Cerva e la ProLoco di Sersale.

Una tre giorni arricchita da escursioni, musica, teatro, animazione bambini, laboratori creativi, arte, ma anche confronto sui temi del turismo sostenibile e delle peculiarità del patrimonio naturale quale è la Riserva regionale Valli Cupe, tema centrale della prima giornata di Festambiente “Valli Cupe” che si è svolta venerdì 1 luglio all’interno del Museo Marz di Zagarise alla presenza della presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta; il direttore della Riserva Antonio Falconeed i sindaci del comprensorio: Carmine Capellupo di Sersale, Domenico Gallelli di Zagarise, Fabrizio Rizzuti di Cerva, Sebastiano Tarantino di Taverna, Raffaele Mercurio di Cropani e Francesco Mauro di Sellia Marina. Hanno preso parte ai lavori anche il dirigente Settore Parchi ed Aree naturali protette della Regione Calabria, Giovanni Aramini e Giacomo Gervasio, esperto Greenwood, che sta svolgendo il monitoraggio della fauna all’interno della Riserva.

L’assessore al Turismo della Regione, Fausto Orsomarso, non potendo essere presente per impegni istituzionali, ha fatto pervenire un videomessaggio agli organizzatori in cui ha evidenziato l’importanza della Riserva nel turismo esperienziale e naturalistico della Calabria da valorizzare anche nelle fiere del turismo nazionale ed internazionale. In collegamento è intervenuto anche il responsabile Turismo di Legambiente nazionale, Sebastiano Venneri. A moderare l’incontro, Maria Faragò. 

«Sono stati tre giorni – ha spiegato la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta – molto intensi, ricchi di eventi, musica, arte, ecologia, ma soprattutto pieni di emozioni all’insegna del rispetto della natura. È stata una festa “verde” e bellissima, improntata a criteri di alta sostenibilità ambientale, totalmente plastic free e con prodotti locali a km zero. La Riserva naturale regionale Valli Cupe, con la sua eccezionale biodiversità ed i suoi scorci suggestivi può  e deve diventare il fulcro di uno sviluppo sostenibile dell’intero comprensorio che si basi sulla massima tutela e la salvaguardia dei luoghi ma, al contempo, crei occupazione di qualità».

«Oltre agli eventi ludici – ha detto il direttore della Riserva, Antonio Falcone – questa iniziativa si pone anche l’obiettivo di far conoscere quanto è stato fatto e quali sono i progetti in cantiere per la Riserva”. “La festa è stata l’occasione – dice Falcone – per presentare i primi risultati del monitoraggio della fauna ed il corso che stiamo organizzando con l’Aigae, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, per formare le nuove guide ambientali della Riserva».

«Nel video di lancio dell’evento – si legge in una nota – realizzato dai giovani volontari di Legambiente, si chiedeva di dare un aggettivo alla festa. Alla fine di questi tre giorni, possiamo dire che Festambiente Valli Cupe è tante cose. In questi giorni è stata musica e teatro con il reading di Imma Guarasci (per Maschera e Volto) accompagnata dal violino di Emanuele Fillella dal libro “L’Illusione del Melograno” (Pellegrini Editore) di Marcostefano Gallo ed il concerto “Canto in casa”, di e con Caterina Pontrandolfo con Francesco Paolo Manna alle percussioni (Premio “Il Teatro cerca casa” Miglior Spettacolo della Stagione 2015-2016 diretta da Manlio Santanelli). È stata riflessione con il convegno sul turismo sostenibile e sulle peculiarità della Riserva».

«È stata allegria – continua la nota – con le performance della Cooperativa sociale Teatrop: “Città in Festa” di Pierpaolo Bonaccurso con una parata di Tzigani e la Street band Ottopiu’. È stata trucco e magia con il Truccabimbi di “Bru” e le eco storie di Mimma di Imma Guarasci. È stata cinema e arte con la proiezione di “L’attesa” di Mattia Isaac Renda, vincitore del Premio Vittorio De Seta edizione 2021 e la proiezione di documentari tratti dal libro “Vittorio De Seta. Il poeta della verità” di Franco Blandi, alla presenza anche di Aldo Costa, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro».

«È stata tradizione e prodotti a km0 – conclude la nota – con gli stand enogastronomici e degli artigiani. Ma soprattutto, è stata natura, storia e benessere con le escursioni all’interno della Riserva accompagnate dagli archeologi Francesco Cuteri ed Eliana Iorfida; il gruppo Damadakà in Viaggio a Sud e la performance teatrale di e con Francesca Gariano e Graziella Spadafora – Libero Teatro». (rcz)

Festambiente Valli Cupe, una festa plastic free per un turismo sostenibile

Prosegue, con successo, la prima edizione di Festambiente Valli Cupe, organizzato da Legambiente Calabria, quale ente gestore della Riserva Valli Cupe, in collaborazione con i comuni di Sersale, Zagarise e Cerva e la ProLoco di Sersale e che terminerà domani, domenica 3 luglio.

Una manifestazione «fortemente voluto ed organizzato in collaborazione con i comuni della Riserva Sersale, Zagarise e Cerva – ha spiegato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – per far conoscere ulteriormente l’eccezionale biodiversità del territorio e le bellezze di questi luoghi con i suoi sentieri, il canyon e le cascate. La festa prevede una serie eventi culturali, artistici ed enogastronomici, ma è improntata a criteri di alta sostenibilità ambientale, quindi una festa totalmente plastic free con prodotti locali a km zero. Vogliamo porre l’attenzione e l’accento sulle tradizioni locali e sulla tutela della natura. Una festa certificata Ecoevents, la prima dell’intero Sud d’Italia».

La prima giornata è stata animata da escursioni,  musica, teatro, animazione bambini, laboratori creativi, arte, ma anche confronto sui temi del turismo sostenibile e delle peculiarità del patrimonio naturale quale è la Riserva regionale Valli Cupe.

Nello specifico,  all’interno del Museo Marz di Zagarise, all’incontro sul tema Ambiente e Turismo sostenibile, oltre alla presidente Parretta, sono intervenuti anche il direttore della Riserva Antonio Falcone ed i sindaci del comprensorio: Carmine Capellupo di Sersale, Domenico Gallelli di Zagarise, Fabrizio Rizzuti di Cerva, Sebastiano Tarantino di Taverna, Raffaele Mercurio di Cropani e Francesco Mauro di Sellia Marina. Hanno preso parte ai lavori anche il dirigente Settore Parchi ed Aree naturali protette della Regione Calabria, Giovanni Aramini Giacomo Gervasio, esperto Greenwood, che sta svolgendo il monitoraggio della fauna all’interno della Riserva.

L’assessore al Turismo della Regione, Fausto Orsomarso, non potendo essere presente per impegni istituzionali, ha fatto pervenire un videomessaggio agli organizzatori in cui ha evidenziato l’importanza della Riserva nel turismo esperienziale e naturalistico della Calabria da valorizzare anche nelle fiere del turismo nazionale ed internazionale. In collegamento è intervenuto anche il responsabile Turismo di Legambiente nazionale, Sebastiano Venneri. A moderare l’incontro,Maria Faragò. 

Il direttore della Riserva, Antonio Falcone, nel corso del convegno ha spiegato che «oltre agli eventi ludici, questa iniziativa si pone l’obiettivo anche di far conoscere quanto è stato fatto e quali sono i progetti in cantiere per la Riserva».

«La festa è stata l’occasione – ha detto Falcone – per presentare i primi risultati del monitoraggio della fauna ed il corso che stiamo organizzando con l’Aigae, l’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, per formare le nuove guide ambientale della Riserva».

«Legambiente ha dimostrato di saper fare dialogare il territorio – ha dichiarato Giovanni Aramini, Dirigente Settore Parchi ed Aree naturali protette Regione Calabria – mettendo attorno ad un tavolo tutti i sindaci del comprensorio e ponendo al centro del dibattito un tema straordinario, quello della Riserva Valli Cupe come attrattore di turismo sostenibile. Si tratta di un turismo che sta crescendo sia a livello nazionale che europeo e che vuole dialogare con l’altro turismo, quello balneare, per esprimere qualcos’altro, quell’altro volto della Calabria più marginalizzata e che invece ha molto da offrire dal punto di vista naturalistico, paesaggistico, culturale e storico. E Legambiente è riuscita ad interpretare questo bisogno e a fare esprimere questo territorio».

La serata si è poi conclusa con il reading di Imma Guarasci (per Maschera e Volto) accompagnata dal violino di Emanuele Fillella dal libro “L’Illusione del Melograno” (Pellegrini Editore) di Marcostefano Gallo.

Nella giornata di sabato, il festival si sposta a Sersale, con le attività e le performance a cura della Cooperativa sociale Teatrop: “Città in Festa” di Pierpaolo Bonaccurso con una parata di Tzigani e la Street band Ottopiu’. Le attività si sposteranno poi al Centro di informazione turistica (C.I.T.) di Sersale con l’apertura nel pomeriggio degli stand enogastronomici e degli artigiani.

Alle ore 16,30 al via il truccabimbi con “Bru” e i laboratori creativi per bimbi ed adulti sul riciclo. Alle ore 18,30 lo spettacolo teatrale per bimbi: le eco storie di Mimma di Imma Guarasci, una fata contemporanea con pupazzi fatti a mano, voci, luci e colori.

Alle ore 19,30 è prevista la proiezione di L’attesa di Mattia Isaac Renda, vincitore del Premio Vittorio De Seta edizione 2021. Dibattito con gli autori ed esperti del settore. Alle 21,30, nell’aria esterna del C.I.T., spazio alla musica con il Concerto Canto in casa, una tessitura di canti lucani di tradizione orale di e con Caterina Pontrandolfo con Francesco Paolo Manna alle percussioni (Premio “Il Teatro cerca casa” Miglior Spettacolo della Stagione 2015-2016 diretta da Manlio Santanelli).

La giornata di domenica, invece, sarà dedicata alle escursioni guidate: alle ore 9.45 si partirà alla volta delle Cascate del Crocchio (Cerva). Ad accompagnare i visitatori la guida della Proloco di Sersale e due ospiti: l’archeologa Eliana Iorfida ed il gruppo Damadakà in Viaggio a Sud che si esibiranno in una performance di musica popolare.

Alle ore 15,30 si parte per la Cascata del Campanaro (Zagarise) con guida della Proloco di Sersale e con l’archeologo Francesco Cuteri. Lungo il percorso, la performance teatrale Galassie a cura di e con Francesca Gariano e Graziella Spadafora – Libero Teatro. Testi di Stefano Benni. (rcz)

 

Al via il Festambiente Valli Cupe di Legambiente Calabria

Prende il via domani, a Zagarise e Sersale, la prima edizione di Festambiente Valli Cupe, una tre giorni ricca di eventi: escursioni, musica, teatro, animazione bambini, laboratori creativi, arte, ma anche confronto sui temi del turismo sostenibile e delle peculiarità del patrimonio naturale quale è la Riserva regionale Valli Cupe.

L’evento è organizzato da Legambiente Calabria, quale ente gestore della Riserva Valli Cupe, in collaborazione con i comuni di Sersale, Zagarise e Cerva e la ProLoco di Sersale.

“Festambiente Valli Cupe” ha ottenuto la certificazione Ecoevents, l’attestazione rilasciata da Legambiente nazionale per eventi ecosostenibili, il primo rilasciato nel Sud d’Italia.

Si parte domani, alle ore 17, all’interno del Museo Marz di Zagarise, con un incontro sul tema “Ambiente e Turismo sostenibile. La Riserva naturale regionale Valli Cupe ed il suo comprensorio”. Prenderanno parte all’evento Anna Parretta, Presidente Legambiente Calabria; Antonio Falcone, Direttore Riserva Valli Cupe; Giovanni Aramini, Dirigente Settore Parchi ed Aree naturali protette Regione Calabria; Francesco Curcio, Presidente Parco nazionale della Sila; Giacomo Gervasio, esperto Greenwood; i sindaci Carmine Capellupo di Sersale, Domenico Gallelli di Zagarise, Fabrizio Rizzutidi Cerva, Sebastiano Tarantino di Taverna,Raffaele Mercurio di Cropani e Francesco Mauro di Sellia Marina.

Sono stati invitati a partecipare anche il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto e l’assessore al turismo della Regione, Fausto Orsomarso. I lavori, moderati dal direttore artistico Maria Faragò, si concluderanno con l’intervento di Sebastiano Venneri, responsabile Turismo Legambiente nazionale.

Alle ore 19, sempre all’interno del museo, il reading di Imma Guarasci (per Maschera e Volto) accompagnata dal violino di Emanuele Fillella dal libro L’Illusione del Melograno (Pellegrini Editore) di Marcostefano Gallo. Sarà presente anche l’autore.

Il secondo giorno, sabato 2 luglio dalle ore 11, la festa si sposta a Sersale, in Piazza Italia, con le attività e le performance a cura della Cooperativa sociale Teatrop: Città in Festa di Pierpaolo Bonaccurso con una parata di Tzigani e la Street band Ottopiu’.

Dalle 12,30, le attività si sposteranno al Centro di informazione turistica(C.I.T.) di Sersale con l’apertura degli stand enogastronomici e degli artigiani. Alle ore 16,30 al via il truccabimbi con “Bru” e i laboratori creativi per bimbi ed adulti sul riciclo. Alle 18,30 lo spettacolo teatrale per bimbi: le eco storie di Mimma di Imma Guarasci, una fata contemporanea con pupazzi fatti a mano, voci, luci e colori. Alle ore 19,30 è prevista la proiezione di L’attesa di Mattia Isaac Renda, vincitore del Premio Vittorio De Seta edizione 2021. Dibattito con gli autori ed esperti del settore. Alle 21,30, nell’area esterna del C.I.T., spazio alla musica con il Concerto Canto in casa, una tessitura di canti lucani di tradizione orale di e con Caterina Pontrandolfo con Francesco Paolo Manna alle percussioni (Premio “Il Teatro cerca casa” Miglior Spettacolo della Stagione 2015-2016 diretta da Manlio Santanelli).

E si giunge poi alla giornata di domenica 3 luglio, la giornata dedicata alle escursioni guidate. Alle 9.45si partirà alla volta delle Cascate del Crocchio (Cerva). Ad accompagnare i visitatori la guida della Proloco di Sersale e due ospiti: l’archeologa Eliana Iorfida ed il gruppo Damadakà in Viaggio a Sud che si esibiranno in una performance di musica popolare.

Alle 15,30 si parte per la Cascata del Campanaro (Zagarise) con guida della Proloco di Sersale e con l’archeologo Francesco Cuteri. Lungo il percorso, la performance teatrale Galassie a cura di e con Francesca Gariano e Graziella SpadaforaLibero Teatro. Testi di Stefano Benni. (rcz)

A Sersale e Zagarise il primo “Festambiente Vallicupe”

Dal 1° al 3 luglio, a Sersale e Zagarise è in programma la prima edizione della Festambiente Valli Cupe organizzato da Legambiente Calabria, quale ente gestore della Riserva Valli Cupe, in collaborazione con i comuni di Sersale, Zagarise e Cerva e la ProLoco di Sersale.

Una tre giorni ricca di eventi: escursioni, musica, teatro, animazione bambini, laboratori creativi, arte, ma anche confronto sui temi del turismo sostenibile e delle peculiarità del patrimonio naturale quale è la Riserva regionale Valli Cupe.

Una festa per stare insieme, un week end per stare all’aria aperta e trascorrere giornate immersi nella natura. Tutti gli eventi sono gratuiti e ad ingresso libero. La prenotazione è necessaria solo per le escursioni in programma per il 3 luglio da comunicare al Centro informazione turistica di Sersale entro il 2 luglio (0961 936842 – 327 4148559).

“Festambiente Valli Cupe” ha ottenuto la certificazione Ecoevents, l’attestazione rilasciata da Legambiente nazionale per eventi ecosostenibili, il primo rilasciato nel Sud d’Italia.

Si parte l’1 luglio alle ore 17, all’interno del Museo Marz di Zagarise, con un incontro sul tema “Ambiente e Turismo sostenibile. La Riserva naturale regionale Valli Cupe ed il suo comprensorio”. Prenderanno parte all’evento Anna Parretta, Presidente Legambiente Calabria; Antonio Falcone, Direttore Riserva Valli Cupe; Giovanni Aramini, Dirigente Settore Parchi ed Aree naturali protette Regione Calabria; Francesco Curcio, Presidente Parco nazionale della Sila; Giacomo Gervasio, esperto Greenwood; i sindaci Carmine Capellupo di Sersale, Domenico Gallelli di Zagarise, Fabrizio Rizzuti di Cerva, Sebastiano Tarantinodi Taverna, Raffaele Mercurio di Cropani e Francesco Maurodi Sellia Marina.

Sono stati invitati a partecipare anche il presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto e l’assessore al turismo della Regione, Fausto Orsomarso. I lavori, moderati dal direttore artistico Maria Faragò, si concluderanno con l’intervento di Sebastiano Venneri, responsabile Turismo Legambiente nazionale. Alle ore 19, sempre all’interno del museo, il reading di Imma Guarasci (per Maschera e Volto) accompagnata dal violino di Emanuele Fillella dal libro “L’Illusione del Melograno” (Pellegrini Editore) di Marcostefano Gallo. Sarà presente anche l’autore.

Il secondo giorno, sabato 2 luglio dalle ore 11, la festa si sposta a Sersale, in Piazza Italia, con le attività e le performance a cura della Cooperativa sociale Teatrop: “Città in Festa” di Pierpaolo Bonaccurso con una parata di Tzigani e la Street band Ottopiu’. Dalle ore 12,30 le attività si sposteranno al Centro di informazione turistica(C.I.T.) di Sersale con l’apertura degli stand enogastronomiche degli artigiani.

Alle ore 16,30 al via il truccabimbi con “Bru” e i laboratori creativi per bimbi ed adulti sul riciclo. Alle ore 18,30 lo spettacolo teatrale per bimbi: le eco storie di Mimma di Imma Guarasci, una fata contemporanea con pupazzi fatti a mano, voci, luci e colori. Alle ore 19,30 è prevista la proiezione di L’attesa di Mattia Isaac Renda, vincitore del Premio Vittorio De Seta edizione 2021. Dibattito con gli autori ed esperti del settore.

Alle 21,30, nell’aria esterna del C.I.T., spazio alla musica con il Concerto “Canto in casa”, una tessitura di canti lucani di tradizione orale di e con Caterina Pontrandolfo con Francesco Paolo Manna alle percussioni (Premio “Il Teatro cerca casa” Miglior Spettacolo della Stagione 2015-2016 diretta da Manlio Santanelli).

E si giunge poi alla giornata di domenica 3 luglio, la giornata dedicata alle escursioni guidate. Alle ore 9.45 si partirà alla volta delle Cascate del Crocchio (Cerva). Ad accompagnare i visitatori la guida della Proloco di Sersale e due ospiti: l’archeologa Eliana Iorfida ed il gruppo Damadakà in Viaggio a Sud che si esibiranno in una performance di musica popolare.

Alle ore 15,30 si parte per la Cascata del Campanaro (Zagarise) con guida della Proloco di Sersale e con l’archeologo Francesco Cuteri. Lungo il percorso, la performance teatrale “GALASSIE” a cura di e con Francesca Gariano e Graziella Spadafora – Libero Teatro. Testi di Stefano Benni. (rcz)

Legambiente Calabria: Inaccettabile che non siano risolte problematiche del depuratore

Legambiente Calabria ha ritenuto inaccettabile che le problematiche relative alla depurazione non vengano risolte a Catanzaro, così come nell’intera regione».

«Con estrema urgenza – viene evidenziato – chiediamo quindi che vengano messi in campo, da parte di tutte le Amministrazioni coinvolte, ciascuna per la propria competenza, tutti i necessari interventi per risolvere concretamente la situazione del depuratore di Catanzaro, a tutela della salute pubblica, dando immediatamente segnali concreti alla popolazione giustamente indignata».

«Puntualmente all’inizio della stagione estiva – viene spiegato – le ormai insopportabili problematiche legate all’impianto di depurazione rendono insostenibile la situazione, in quanto «i cattivi odori accolgono abitanti e visitatori dal ponte Nalini sino al lungomare, dove i primi lidi sono in procinto di iniziare le proprie attività e puntualmente i cittadini sono costretti a stendere sui propri balconi lenzuoli che raccontano la propria disperata protesta».

«La storia del depuratore di Catanzaro, sito in località Verghello – ha spiegato Legambiente – è simbolo dell’incapacità e della cattiva amministrazione che diventa non solo un problema ambientale, ma anche un disagio per cittadini e turisti e che si traduce in danno per l’economia dell’intera città. Dopo oltre trenta anni, Catanzaro, capoluogo di regione, non ha raggiunto l’obiettivo di dotarsi del nuovo depuratore che avrebbe dovuto salvaguardare il territorio sotto il profilo ambientale e di completare le reti fognanti realizzando nuovi collettori all’impianto di depurazione, pur avendo ricevuto, a tale scopo, cospicue risorse finanziarie».

«L’attuale sistema, per come emerge dalle stesse dichiarazioni rese tempo fa dall’Amministrazione comunale – ha proseguito Legambiente – comporta che i reflui provenienti dal settore est del territorio comunale, confluiscano al sistema depurativo esistente tramite la rete fognaria che attraversa il lungomare della città con conseguente possibilità di congestionamento delle reti esistenti e rischio di sversamenti di liquami in una delle zone di maggior attrazione turistica.

«Gli anni passano inesorabilmente – si legge ancora – e Catanzaro si ritrova ad affrontare i problemi di sempre, dovuti ad un impianto di depurazione obsoleto ed inefficiente a cui, evidentemente, sono serviti ben poco i costosi interventi che sono stati posti in essere con buona pace della salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Catanzaro continua ad essere malata cronica di mala depurazione come altri luoghi della Calabria e rientra tra le centinaia di agglomerati che ricadono in procedura di infrazione comunitaria. Tutto ciò avviene nel capoluogo di regione, sul bellissimo mare Jonio e nello scenario incantato del Golfo di Squillace, in una città che dovrebbe avere una vocazione turistica».

«Legambiente ha portato avanti, nel corso del tempo, la “protesta dei lenzuoli bianchi” lanciata da un gruppo di cittadini del quartiere Lido ed insieme a loro ha richiesto, con istanza stragiudiziale del 02 luglio 2019, rimasta inevasa,  l’accesso agli atti del depuratore di Catanzaro», continua la nota.

«L’Associazione ambientalista ha, quindi – è stato spiegato – adito il T.a.r. di Catanzaro che, riconoscendo le ragioni di Legambiente in ben due giudizi amministrativi patrocinati dai legali Marialuisa Mancuso ed Anna Parretta, ha ordinato al Comune di Catanzaro di consentire l’accesso agli atti  (sentenza n. 2155/2019) e di ottemperare (sentenza n. 2148/2021) consegnando tutta la documentazione mancante, anche per il tramite di un Commissario ad acta. Recentemente, con l’intervento del Commissario ad acta, Legambiente Calabria ha ottenuto ulteriori documenti che sta analizzando con l’ausilio dei tecnici del proprio Comitato scientifico». (rcz)

Legambiente Calabria: La Regione si avvia a bloccare l’agrivoltaico

Legambiente Calabria ha denunciato che «la Regione Calabria si avvia a bloccare l’agrivoltaico ignorando le sentenze e le disposizioni nazionali»: dalla proposta di modifica della legge urbanistica « si evince che per l’agrivoltaico, si vuole fissare il 10% d’utilizzo della superficie agricola, rendendo di fatto l’agrivoltaico impossibile da realizzare».

«Prima di tutto – si legge in una nota – vogliamo ribadire che l’agrivoltaico è un sistema in cui l’attività agricola e l’attività energetica coesistono e insistono sulla medesima porzione di territorio, preservando la vocazione agricola del terreno, per cui non “lede” l’agricoltura, ma anzi la integra in maniera virtuosa con la produzione di energia da fonte rinnovabile».

«Oltre a ciò – prosegue la nota – rileviamo che è espressamente esclusa dalla normativa nazionale per gli impianti agrivoltaici la necessità di rispettare uno specifico rapporto fra impianti e superfici destinate ad agricoltura. In più, abbiamo una giurisprudenza consolidata che afferma il fatto che “non si può procedere con l’assimilazione dell’impianto agrivoltaico a quello fotovoltaico tout court”, come afferma il Tar di Lecce con la sentenza 586/2022».

«La Regione Calabria nella sua proposta di legge, invece – si legge – mette nero su bianco gli impedimenti proposti all’agrivoltaico, affermando nel nuovo testo dell’articolo 51 della l.r. 16 Aprile 2002, n. 19 che “anche per gli impianti agrovoltaici di nuova generazione si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni del QTRP”. Ciò significa che il limite del 10% si applica anche all’agrivoltaico. Potrebbe sembrare una percentuale innocua quella del 10%, ma in realtà lede proprio quella categoria di agricoltori che si dovrebbero proteggere: quelli piccoli. Realizzare un impianto fotovoltaico sul 10% di una piccola proprietà, significa fare un investimento che non sta in piedi perché non ci sono le necessarie economie di scala. Quindi significa non fare agrivoltaico».

«Proponiamo, quindi – conclude la nota – che il suddetto testo di legge venga così modificato: “Anche per gli impianti agro-fotovoltaici si applicano le disposizioni normative del QTRP, fatto salvo per quelle disposizioni che risultano incompatibili e in particolare con esclusione delle disposizioni che stabiliscono rapporti fra l’area degli impianti e l’area impiegata per le coltivazioni». (rcz)

Legambiente Calabria contraria al raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro

«Una scelta contraria ai principi dell’economia circolare ed alle politiche ambientaliste». È così che Legambiente Calabria ha definito il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, ribadendo la sua contrarietà a un progetto che, per l’Associazione, sarebbe «una scelta completamente errata».

Legambiente, che ha espresso vicinanza ai cittadini e agli amministratori locali «che stanno lottando per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini», ha ricordato come la risposta per non avere i rifiuti nelle strade «non è bruciare i rifiuti con tutte le evidenti conseguenze su ambiente e salute, ma differenziarli e trasformarli da problema in risorsa, costruendo sul territorio gli impianti della filiera del riciclo».

«Suscita sconcerto  – ha spiegato Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – assistere al gap tra le dichiarazioni di principio e quanto poi l’Amministrazione regionale intende realizzare in concreto su alcuni territori. Una realistica visione del futuro della Calabria, che allo stato sembra mancare, non può che basarsi sulla normativa europea in materia di rifiuti e sugli obiettivi di contrasto alla crisi climatica nel rispetto dei vincoli posti dagli accordi di Parigi del 2015 e dal Green Deal Europeo per la riduzione delle emissioni climalteranti in atmosfera».

«Non si deve confondere – ha proseguito – il piano della manutenzione straordinaria dell’impianto e dei lavori di riefficientamento del termovalorizzatore ( o inceneritore) per adeguarlo alle migliori tecnologie disponibili e renderlo meno inquinante possibile, con il piano, ben diverso, del suo raddoppio. Dovrebbe apparire chiaro a tutti che il raddoppio del termovalorizzatore richiederebbe anni per la sua realizzazione, così contraddicendo la prospettiva di rappresentare la soluzione della perenne emergenza rifiuti e sottrarrebbe risorse alla vera priorità costituita dagli impianti di riciclaggio. Soprattutto, il raddoppio comporterebbe la necessità di alimentare il termovalorizzatore di rifiuti, sino a bruciare circa un terzo dell’intera produzione calabrese,  andando in direzione opposta rispetto alla tutela ambientale,  alla raccolta differenziata ed all’economia circolare basata sulla riduzione dei rifiuti, sul riuso e sul riciclo».

La normativa comunitaria è chiarissima nell’indicare obiettivi di riciclaggio dei rifiuti molto elevati già nei prossimi anni (per i soli rifiuti domestici al 55% entro il 2025, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035), ma la Calabria è attualmente penultima a livello nazionale per raccolta differenziata  con una percentuale inferiore al 50%. Un futuro vicinissimo che richiede interventi celeri e progetti basati su una visione chiara di medio e lungo termine. La sensazione, purtroppo, è che la Calabria, ancora una volta, stia rischiando di andare nella direzione sbagliata. (rcz)

La Ferrovia Silana è tra le 26 tratte ferroviarie ad uso turistico che saranno finanziate

La Ferrovia Silana storica Cosenza- San Giovanni in Fiore è tra le 26 tratte ferroviarie ad uso turistico gestite dalla Rete Ferroviaria Italiana e che potranno tornare in servizio o essere maggiormente utilizzate valorizzando i relativi territori, anche grazie ai fondi del Piano complementare al PNRR.

È quanto è stato deciso dalla Conferenza Stato Regioni, che ha dato il via libera al decreto del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile.

Legambiente si è più volte mobilitata a tutela della Ferrovia Silana: nel 2013 per evitarne lo smantellamento previsto dalla Regione Calabria e nel 2014 attraverso una petizione popolare, con la raccolta di oltre 4mila firme, per chiederne la messa in esercizio e garantire un sistema di trasporto ferroviario locale sostenibile e stabile, in sostituzione dell’attuale sistema di trasporto pubblico stradale. Abbiamo, infine, proposto alla Regione Calabria di inserire la Ferrovia Silana tra le opere prioritarie da finanziare attraverso il PNRR per realizzare una rete di trasporto ferroviario regionale moderna e per superare l’isolamento del territorio calabrese.

E la decisione della Conferenza Stato-Regioni di oggi, ci fa sperare di poter raggiungere l’obiettivo: non solo un servizio ferroviario turistico stagionale, ma il ripristino dell’intera tratta da Cosenza a San Giovanni in Fiore per garantire un servizio viaggiatori e pendolari durante tutto l’anno ed anche per ridurre l’isolamento delle aree interne silane.

Il Treno della Sila non è per noi una operazione di nostalgia, ma un serio investimento sulla mobilità sostenibile che aiuti in maniera concreta lo sviluppo socio-economico del territorio e riduca i rischi e l’isolamento.

Per queste ragioni, chiediamo al Presidente Roberto Occhiuto di definire con urgenza il percorso per il finanziamento definitivo attraverso le risorse del Fondo Complementare del PNRR e il ripristino del collegamento ferroviario stabile tra Cosenza e San Giovanni in Fiore. (rcs)