Mare pulito, domani a Vibo si presenta il report campionamento ecostistema marino costiero

Domani mattina, alle 11, al Porto di Vibo Valentia, a bordo della nave da ricerca “Vettoria” della Stazione Zoologica Anton Dhorn, sarà presentato il primo report sulle attività di campionamento e i relativi dati del Progetto di ricerca finalizzato al miglioramento e mantenimento dell‘ecosistema marino costiero della Regione Calabria.

Saranno presenti: il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Camillo Falvo, il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e il vicepresidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Silvio Greco(rvv)

SOVERATO – Il convegno “Mare è salute” dell’Associazione “Mare Pulito Bruno Giordano

Domani mattina, a Soverato, alle 10, al Teatro Comunale, è in programma il convegno Mare è salute organizzato dall’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”.

«Sarà con noi il dottor Francesco Amato, direttore del Dipartimento Oncoematologico A.O di Cosenza oltre all’autorevole presenza dell’architetto Ilario Treccosti, commissario straordinario dei parchi marini regionali che spiegherà l’importanza delle riserve per la tutela dell’eco sistema Marino», ha annunciato Francesca Mirabelli, presidente dell’associazione.

Non solo: al convegno parteciperanno anche Fabrizio Fabroni, biologo marino, Maria Assunta Menniti biologa e presidente dell’Associazione Cesram e Antonella Sette ingegnere ambientale dell’associazione Mare pulito. I saluti istituzionali sono appannaggio del sindaco Daniele Vacca. Mentre modererà il dibattito il giornalista Pietro Melia.

«Il mare vuol dire salute. La nostra associazione non smetterà mai di insistere su questi fronti: ci occupiamo di ambiente e di tutela con responsabilità e proposte», ha spiegato il presidente Mirabelli.

«Portando nelle città calabresi i nodi principali ed i problemi su cui concentrare sforzi ed intenti, siamo certi che qualcosa di buono possa verificarsi», l’intento della “Bruno Giordano”. A Soverato dunque nuovo appuntamento e nuovi ragionamenti comuni sul mare pulito. (rcz)

Mare pulito, domani in Cittadella la conferenza stampa di Pinetamare per fare il punto della situazione

Domani mattina, in Cittadella regionale, alle 11, è in programma la conferenza stampa dell’Associazione Pinetamare Insieme, presieduta da Anna Rosa, per fare il punto sullo stato del mare e sulle attività messe in campo in questi ultimi mesi dalla Regione Calabria e dalle altre istituzioni.

. All’incontro con la stampa parteciperanno, oltre alla presidente Anna Rosa, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il vicepresidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Silvio Greco, il direttore Marittimo della Calabria, Giuseppe Sciarrone, il comandante regionale della Guardia di Finanza, Guido Geremia, e il comandante regionale dei Carabinieri, Francesco Salsano(rcz)

MIGLIORA QUALITÀ DEL MARE IN CALABRIA
MA È NECESSARIO FARE PIÙ INFORMAZIONE

di MARIO PILEGGII riflettori accesi sullo stato di salute dei mari ed i vari interventi attivati dalla Regione prima e dopo l’apertura dell’attuale stagione balneare hanno contribuito a ridurre sensibilmente gli scarichi inquinanti nel mare con rilevante miglioramento della qualità delle acque adibite alla balneazione.

Riflettori da non spegnere ora che entriamo nel pieno della stagione balneare e sulle spiagge si trovano milioni di persone che devono essere informate e informarsi sulla qualità delle acque di balneazione e sui tanti tratti di mare con divieto di balneazione temporaneo e permanente per inquinamento. 

Informazioni che da parte degli Enti preposti, in particolare Comuni e Ministero della Salute, continuano ad essere carenti, contraddittorie e non rispettano la normativa vigente per tutelare la salute di bagnanti e migliorare la qualità delle acque inquinate. 

Non si vedono sulle spiagge del Tirreno e dello Jonio tutti i cartelli che dovrebbero essere esposti e bene in evidenza per informare i bagnanti su dove iniziano e terminano i divieti di balneazione per inquinamento e la loro causa e durata. E neanche si vedono gli oltre 1300 Cartelli, in corrispondenza di inizio e fine di ognuna delle circa 630 aree adibite alla balneazione, con esposti i dati sulla qualità delle acque e i profili delle stesse aree monitorate con analisi mensili dall’Arpacal

All’assenza della cartellonistica sulle spiagge, in corrispondenza dell’inizio e termine di ogni area di balneazione, di competenza dei comuni si aggiunge l’assenza di un sito regionale informativo, georeferenziato ed aggiornato in tempo reale sulla qualità delle acque di balneazione come avviene in tante altre regioni del BelPaese.

Esiste soltanto il Portale web dell’Agenza Regionale per la Protezione dell’Ambiente nel quale, in merito alle informazioni sulle acque di balneazione, si trova scritto: “Clicca qui per accedere all’area dedicata alle news sulla balneazione in Calabria” che rinvia ad un ulteriore Link dove si legge:In questa  sezione saranno pubblicate tutte le news relative al monitoraggio delle acque di balneazione  e che mostra un elenco dove la notizia più recente è quella del 18 Agosto del 2021 su “ritornano conformi i punti di Scalea” In pratica per informazioni su dove si trovano i divieti di balneazione e sulla qualità delle acque di balneazione della Calabria l’unico strumento attualmente disponibile è il Portale del Ministero della Salute dove continuano a comparire dati contraddittori e carenze informative come quelle da noi più volte denunciate ma solo parte corrette in pochi comuni.

In proposito, sono da evidenziare due esempi di aree di balneazione del Tirreno vibonese ricadenti nel Golfo di Sant’Eufemia. 

Il primo esempio è quello dell’area denominata “La Rocchetta” della lunghezza di 1.730 metri nel comune di Briatico della Provincia di Vibo Valentia. Questa area identificata col codice IT018102003002 è l’unica nella Mappa del Ministero della Salute riportata in rosso e, quindi, di qualità Scarsa e vietata per inquinamento. La stessa è l’unica area in rosso in tutto il Golfo di Sant’Eufemia.

Se poi si aprono i documenti con le analisi mensili delle acque del 2021 e 2022 disponibili sul Portale del Ministero della Salute si legge invece che le acque della stessa località “La Rocchetta” sono indicate balneabili e classificate di qualità Eccellente.

Ma c’è di più: la qualità dell’acqua della medesima area La Rocchetta con codice identificativo IT018102003002  risulta invece  classificata di qualità Buona nell’Allegato B del Decreto di Classificazione Acque Balneazione della Regione Calabria 2022.  Nello stesso Decreto regionale l’unica area classificata di qualità scarsa nella Provincia di Vibo Valentia è quella denominata “200 MT A DX F. Mesima” all’esterno del Golfo di Sant’Eufemia.

Inoltre, e al contrario di quanto indicato  dal Ministero della Salute, la Mappa del Portale sulla qualità delle acque dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) indica  l’area “La Rocchetta” IT018102003002  come balneabile e di qualità Eccellente.  

L’altro esempio di dati e indicazioni contrastanti tra Decreto regionale sulla classificazione delle acque di balneazione, Ministero della salute e Agenzia Europea dell’Ambiente è quello dell’area denominata “1.400 MT. Sud Torre Marina” nel comune di Ricadi.  Questa area della lunghezza di 1.330 metri, con codice identificativo  IT018102030005 è riportata tra le aree di balneazione classificate di qualità Eccellente nell’Allegato B del Decreto di Classificazione Acque Balneazione della Regione Calabria 2022. E sulla Mappa del Ministero della Salute è ricoperta dal retino verde come area balneabile. Al contrario di quanto indica la Mappa del Portale Agenzia europea dell’ambiente (AEA) dove invece l’area con codice   IT018102030005 è indicata di qualità scarsa e vietata alla balneazione

Sul sito del Ministero della Salute anche per quest’altra area si rileva il contrasto tra quanto evidenziato nella Mappa e quanto riportato nei documenti con le analisi. Infatti: nella Mappa appare colorata in verde e, quindi, indicata balneabile mentre nei documenti relativi alle analisi mensili del 2021 e 2022 viene indicata di qualità Scarsa, e quindi, da vietare alla balneazione.

I dati e gli esempi sopra accennati evidenziano la necessità di far rispettare l’obbligo esistente in ogni Paese dell’Unione europea di fornire per ognuna delle 630 aree di balneazione della Calabria le informazioni necessarie per permettere alle persone di prendere decisioni informate su dove fare il bagno senza rischi per la salute; e per consentire la partecipazione al processo decisionale di miglioramento della qualità delle acque e dell’ambiente lungo i 716 Km di costa della Regione caratterizzate da specificità geologiche e biodiversità uniche nel Mediterraneo. (mp)

[Mario Pileggi è geologo del Consiglio nazionale Amici della Terra]

Occhiuto: Realizzati 137 report per “Mare Pulito”

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha reso noto che in merito all’operazione Mare Pulito, sono stati realizzati 137 report – tra depuratori, coste e fiumi) grazie al coinvolgimento di oltre 30 tecnici della Regione.

Nello specifico, tra le attività fatte sono state svolte verifica del funzionamento dei depuratori, analisi delle acque marine, verifica e ispezione degli scarichi illegali.

«In due Comuni sono state rilevate ancora anomalie. (Continuate a segnalarci questi casi indicando con precisione la zona) – ha detto Occhiuto –. Il maltempo previsto in questa settimana non agevolerà le operazioni in corso, ma proseguiamo senza tentennamenti».

Proprio nei giorni scorsi, il Governatore riferiva di «ricevere ogni giorno tantissimi messaggi da parte di cittadini calabresi che amano il mare, e come me non si arrendono» e che «le stiamo provando tutte» e che «stanno arrivando importanti risultati, ma non ci accontentiamo».

Occhiuto, infatti, scriveva che «alcuni amministratori voltano le spalle ai problemi. Io no. Io non mollo. Oggi qualcuno segnala delle anomalie in alcuni tratti delle nostre coste e fa bene a farlo perché non possiamo più accettare di vedere il mare sporco o inquinato».

«Da quest’anno – ha proseguito – migliaia di tonnellate di fanghi e reflui non finiscono più nel nostro mare grazie agli interventi che abbiamo realizzato per rimettere in funzione depuratori e pompe di sollevamento. Non era mai accaduto prima (purtroppo). Va però ribadita un’amara verità: ci sono ancora troppe irregolarità e illegalità, e non possiamo far finta di nulla».
«Certo, abbiamo migliorato almeno del 40% le condizioni delle acque marine – rispetto al trend degli scorsi anni -, ma non ci accontentiamo – ha rimarcato –. Vogliamo fare ancora di più. Vogliamo istituire un catasto degli scarichi e predisporre interventi strutturali da eseguire sul collettamento di ogni immobile presente sul territorio calabrese. Una sfida gigantesca, che comporterà un piano di azioni di 36 mesi, ma che dobbiamo vincere ad ogni costo». (rcz)

Presentato il portale della Provincia di Cosenza “Tuffiamoci”

Si chiama Tuffiamoci il portale istituzionale della Provincia di Cosenza, guidato da Rosaria Succurro, che è stato presentato a Paola nei giorni scorsi.

Il portale, «che invita alla sfida e mette allegria, ma adesso è anche la principale parola di buon auspicio per il mare di Calabria», è stato presentato in attuazione di un protocollo d’intesa sottoscritto da 21 comuni, associazioni ambientaliste ed Arpacal.

A fare gli onori di casa il sindaco Giovanni Politano che, in sintonia con il progetto messo in campo, si è dimostrato sensibile alla tematica e fiducioso per le sinergie che vanno aggregandosi a difesa della risorsa mare, sottolineando come «da soli non si va da nessuna parte».

Dello stesso avviso anche gli altri amministratori della costa tirrenica cosentina, che hanno presenziato compatti all’incontro di presentazione, moderato dal giornalista Valerio Caparelli, e che ha visto alternarsi i contributi del prof. Michelangelo Iannone, direttore scientifico dell’Arpacal, e del coordinatore del progetto, Giorgio Durante, che ha illustrato gli obiettivi dell’iniziativa.

«Il portale telematico – ha spiegato Durante – ha la duplice funzione di servire gli enti locali in relazione a una specifica documentazione inerente la depurazione delle acque, inclusa la pubblicazione di analisi di autocontrollo e di verifiche scientifiche prodotte dall’Arpacal. Uno strumento a servizio del cittadino, importante per la collettività, che ha come finalità la funzione di rendere trasparenti e intellegibili gli atti della Pubblica Amministrazione in un ambito che mostra tante criticità».

«Avere informazioni e notizie sullo stato delle acque di balneazione è interesse di tutti – ha sottolineato il dirigente provinciale del settore ambiente, Giovanni Amelio – e gli uffici della provincia sono a disposizione delle municipalità per meglio governare il sistema».

Alessandro Ruvio, presidente dell’associazione Mare Pulito, ha sottolineato quanto sia importante la collaborazione tra le associazioni e le istituzioni: Ruvio ha dichiarato anche che «la soluzione delle problematiche del Mar Tirreno del cosentino non sono certamente risolvibili a breve termine, ma ogni intervento volto a migliorare le sue condizioni è benvenuto, perché qualche giorno in più di mare pulito è una conquista importante ed è un segnale che si è sulla strada giusta».

Ha concluso la conferenza stampa di presentazione la presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, la quale ha sottolineato l’importanza di questo ambizioso progetto ma anche come si stia creando una coscienza comune dei diversi soggetti istituzionali sull’ambiente, in generale, e sulla battaglia per rendere il mare pulito, in particolare.

La presidente Succurro ha anche spiegato come la Provincia di Cosenza sia scesa in campo per quelle che sono le sue competenze anche nell’ambito del monitoraggio degli scarichi, utilizzando personale della Polizia Provinciale, già all’opera.

Tutto ciò in piena sinergia con la Regione Calabria e con il Presidente Roberto Occhiuto, «con il quale stiamo lavorando intensamente per raggiungere importanti obiettivi».

La presentazione del portale tuffiamoci.info è in realtà un work in progress, che vuole mettere in rete tutti i soggetti interessati alla tutela dell’ambiente marino e soprattutto i comuni costieri. (rcs)

Mare pulito, Occhiuto: Fare in modo che la cultura della depurazione in Calabria si affermi sempre di più

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha firmato l’ordinanza con cui si dispone che i gestori degli stabilimenti balneari facciano dei controlli sull’efficienza dei loro impianti di depurazione e inviino gli esiti di questi controlli all’Arpacal.

«L’ordinanza di oggi, che probabilmente è impopolare – ha spiegato il governatore – è anche necessaria per fare in modo che la cultura della depurazione che non c’è mai stata in Calabria si affermi sempre più, perché il mare è una risorsa di sviluppo economico per la nostra Regione».

«Altro punto dell’ordinanza riguarda gli autospurgo, i quali prima di effettuare ogni intervento dovranno inviare una Pec al Comune e all’Arpacal, segnalando i loro movimenti. Ciò è molto importante – ha sottolineato il governatore – perché altrimenti tutto quello che stiamo facendo sui depuratori e sugli impianti di sollevamento, rendendoli finalmente efficienti, rischia di produrre risultati inferiori rispetto a quanto ci attendiamo».

«Stiamo lavorando alla depurazione da novembre – ha ricordato occhiuto Abbiamo smaltito un migliaio di tonnellate di fanghi che ora non finiscono più a mare. Tutto ciò non bastava, e quindi siamo intervenuti sugli impianti di sollevamento, grazie al contributo di molti sindaci che si sono messi a lavorare sulla depurazione. È un tema che risolveremo entro due o tre anni, perché la Calabria ha molte abitazioni e molte attività economiche che non sono collettate, ma stiamo avendo già dei buoni risultati».

Tuttavia, per Occhiuto tutto ciò «non basta. Bisogna aumentare i controlli sui lidi, sulle strutture ricettive, sui Comuni, affinché esercitino anche loro attività di monitoraggio in quelle zone non a norma».

«Ciò è molto importante – ha sottolineato Occhiuto – perché altrimenti tutto quello che stiamo facendo sui depuratori e sugli impianti di sollevamento, rendendoli finalmente efficienti, rischia di produrre risultati inferiori rispetto a quanto ci attendiamo. Sono molto soddisfatto del lavoro che è stato svolto finora, e mi pare che in molte realtà della Regione dove c’è stato storicamente un problema legato all’inquinamento, il mare oggi sia invece cristallino. Ma, ripeto, non basta. È un problema che ha bisogno di interventi strutturali».

«La mia ambizione è, inoltre – ha concluso – quella di passare al soggetto unico per la gestione degli impianti di depurazione e di fare interventi sul sistema di collettamento, anche perché la Calabria è una delle Regioni che ha più procedure di infrazione su questo aspetto». (rcz)

Mare pulito, prosegue la campagna di monitoraggio della Regione

Per la terza domenica consecutiva, prosegue la campagna di controlli a tappeto della Regione Calabria per verificare lo stato delle coste della maladepurazione.

Avviare su input del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, questa domenica la campagna si è incentrata sulla costa Tirrenica, che è già stata protagonista di un sopralluogo a sorpresa dello stesso Governatore.

«Vorrei usare queste visite a sorpresa – ha detto il presidente Occhiuto in un video pubblicato su Instagram – per spiegare ai calabresi quello che abbiamo fatto e stiamo facendo».

L’obiettivo della campagna di monitoraggio della Regione è quello di verificare lo stato di salute del mare calabrese, l’andamento degli interventi sugli impianti di depurazione predisposti dalla Regione e affidati ai Comuni costieri e anche l’individuazione di condotte illecite e scarichi abusivi, che la Regione subito segnala alle autorità competenti, compresa quella giudiziaria. Tante le tappe, dunque, fatte in questa domenica: si èpartiti da Nocera Terinese, per poi passare a Falerna. Da Falerna, i droni si sono spostati a Gizzeria per poi virare a Maida Marina e salire a Torrevecchia, per poi scendere a Pizzo.

Proprio su Pizzo, Occhiuto ha detto di aver «trovato nel depuratore circa 700 tonnellate di fanghi che adesso sono state smaltite, mentre prima finivano direttamene in mare. Con il contributo del Comune abbiamo sostituito le pompe di sollevamento e ora la depurazione in questo tratto di costa finalmente funziona». (rcz)

Mare Pulito, visita a sorpresa di Occhiuto su coste e depuratori del Tirreno

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha effettuato una serie di sopralluoghi a sorpresa – nei depuratori e nelle coste – finalizzati a un’attività di monitoraggio lungo il litorale tirrenico calabrese, anche a seguito delle due ultime ordinanze emanate sul trattamento delle acque reflue.

Sono state 10 le visite effettuate nei principali siti dove sono presenti gli impianti di depurazione: Pizzo, Amantea, Falconara, San Lucido, Paola, Acquappesa, Guardia Piemontese, Fuscaldo, Cetraro, San Nicola Arcella-Tortora.

«Vorrei usare queste visite a sorpresa – ha detto il presidente Occhiuto in un video pubblicato su Instagram – per spiegare ai calabresi quello che abbiamo fatto e stiamo facendo. Abbiamo visto il depuratore di Pizzo finalmente in funzione e verificato il duro lavoro avviato dalla Regione sulla depurazione. Mi auguro che i calabresi possano vedere il 40-50% dei risultati di questo lavoro già nelle prossime settimane. Il nostro obiettivo è risolvere al 100% le criticità legate al mare nei prossimi tre anni».

«A Pizzo – ha proseguito il presidente Occhiuto – abbiamo trovato nel depuratore circa 700 tonnellate di fanghi che adesso sono state smaltite, mentre prima finivano direttamene in mare. Con il contributo del Comune abbiamo sostituito le pompe di sollevamento e ora la depurazione in questo tratto di costa finalmente funziona. In un’altra situazione, si è evidenziato che il torrente Malpertuso raccoglieva reflui inquinanti che l’impianto di Falconara, che è molto datato, non riusciva a gestire. Qui sono stati bravi i sindaci di Falconara e San Lucido, perché hanno consentito che le acque del Malpertuso siano condotte al depuratore di San Lucido, capace di gestire una quantità maggiore di reflui. Da settembre metteremo mano a impianti vecchi come quello di Falconara, ma voglio sottolineare l’importanza della sinergia istituzionale tra sindaci».

«Questo piano di azione che abbiamo applicato in un progetto pilota da Nicotera a Tortora lo estenderemo da qui a breve a tutti i 780 chilometri della costa calabrese. Vogliamo dimostrare che la Calabria si può governare anche laddove non è mai stata governata, come nella depurazione».

Queste, nello specifico, le attività di monitoraggio condotte oggi dal presidente Occhiuto nel tratto di mare del tirreno cosentino. Il primo sopralluogo è stato effettuato all’impianto di depurazione di Pizzo, dove a seguito dell’ordinanza numero 9 è stata finanziata l’operazione di estrazione dei fanghi. Si è constatato che i fanghi stamattina sono stati completamente rimossi.

Inoltre, con l’ordinanza numero 10 e con specifico decreto, sempre al depuratore di Pizzo sono stati finanziati interventi di sistemazione dei quadri elettrici e la sostituzione delle pompe di sollevamento. Oggi l’impianto di Pizzo e l’impianto di sollevamento sono completamente funzionanti. Successivamente è stato effettuato un sopralluogo al Comune di Amantea, dove sono state fatte delle verifiche anche attraverso il volo dei droni. È stato constatato che le condizioni del mare erano ottimali. La terza tappa è stata nel Comune di Falconara Albanese. In questo sito sono avvenuti alcuni interventi importanti tra cui la realizzazione, in corso d’opera, di una condotta flessibile che porta i liquami dall’impianto di depurazione di Falconara all’impianto di depurazione di San lucido. I sopralluoghi sono proseguiti a San Lucido, dove sono state fatte delle verifiche sui torrenti limitrofi, e nel Comune di Paola, dove l’impianto, è stato evidenziato, era perfettamente funzionante.

Si è proseguito al confine tra Acquappesa e Guardia Piemontese, in cui sotto osservazione sono finiti alcuni potenziali scarichi abusivi con conseguente segnalazione all’amministrazione comunale. Altra ispezione poi nei Comuni di Fuscaldo e di Cetraro e presso l’impianto di depurazione di Belvedere.

Qui si è constatato che l’impianto sostanzialmente non è per nulla performante in quanto ad oggi riesce a sopperire al carico urbano solo per il 25% della sua capienza, ma sono stati programmati interventi di sistemazione attraverso il finanziamento di 270mila euro. L’attività di monitoraggio è proseguita, infine, da Cetraro verso Nord, puntando a fare delle verifiche a San Nicola Arcella e a Tortora. (rcs)

LA LUNGA STRADA PER UN MARE PULITO
IN CALABRIA, LA SINERGIA È LA CHIAVE

Il mare non è solo una questione della Calabria, ma anche – e soprattutto – dei calabresi. Il problema dell’inquinamento e della maladepurazione, infatti, è un problema atavico a cui si è iniziato a lavorare seriamente solo di recente, con l’elezione di Roberto Occhiuto a presidente della Regione.

Non che prima non fosse stato fatto nulla ma, con dati e fatti alla mano, il presidente Occhiuto è riuscito a creare quelle sinergie – forse prima irrealizzabili – tra Enti, Associazioni e autorità che potrebbero dare davvero la svolta di cui il nostro mare ha decisamente bisogno.

Come già ribadito dal direttore dell’ArpacalDomenico Pappaterra, c’è stata «una nuova consapevolezza nell’affrontare le criticità causate da decenni di incuria e abusi di ogni genere; penso alle iniziative dell’Associazione Mare Pulito Bruno Giordano nel vibonese, al recente incontro dell’associazione Mare Pulito (con la quale Arpacal ha sottoscritto un protocollo di collaborazione) con il presidente della Regione Calabria e le altre istituzioni, all’uscita del rapporto Mare Monstrum di Legambiente, alle proposte di Alleanza Ecologica per l’Italia e alle diverse iniziative di controllo ambientale delle associazioni ambientaliste dell’alto tirreno cosentino e del medio tirreno lametino».

«Questo fermento denota un cambio di passo che va nella giusta direzione, ovvero – ha detto Pappaterra – quella di unire tutte le forze in una sfida quasi impossibile ma che si potrà vincere se tutti quanti remeremo dalla stessa parte».

Ne è l’esempio del Protocollo d’intesa per la Salvaguardia e la Tutela del Mare, sottoscritto nel 2021 tra l’Associazione Mare Pulito e i Comuni dell’Alto Tirreno Cosentino, che sono continuamente vittime di casi di maladepurazione.

Una situazione, che è stata continuamente denunciata da Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino, e che, in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Occhiuto, secondo cui «per 20 anni non si è parlato di depurazione; quindi ora stiamo cercando di rimediare a 20 anni di inerzia. Non sarà facile avere un mare cristallino già questa estate. Confidiamo di risolvere il problema della depurazione in due anni, ma se quest’anno lo risolvessimo al 40% non sarebbe male», ha chiesto di «vedere prima i fatti», oltre che «più serietà e responsabilità da parte di tutti».

Detto fatto. Il Governatore ha avviato una serie di iniziative per il Mare Pulito, come l’ordinanza del 16 giugno per interventi urgenti sui depuratori di 13 Comuni della fascia Tirrenica e sugli scarichi abusivi, la collaborazione con il direttore della Stazione Zoologica “Anthon Dorn”, Silvio Greco e, per ultimo, un’azione di monitoraggio sperimentale del mare, che si svolge utilizzando elicotteri e droni. Importante, poi l’attivazione di un tavolo regionale con Procure, Prefetture, Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza e Carabinieri per le attività di verifiche degli scarichi abusivi e delle anomalie presenti.

Tutte azioni che sicuramente non risolveranno il problema immediatamente ma che porteranno, nel tempo, ai risultati tanto sperati. Tuttavia, anche se Arpacal ha rilevato che quasi il 90% della nostra costa con acque in qualità eccellente, solo il 2,3% è da considerare in qualità scarsa, il problema del mare sporco, purtroppo, sarà un tema continuo nell’estate dei calabresi.

Proprio nella giornata di domenica, a Marina di San Lorenzo, in provincia di Reggio, è arrivata la denuncia da residenti e turisti per il mare inquinato.

«Prendere un’infezione dovuta al mare inquinato nel 2022 è davvero inaccettabile. Come possiamo definire questo un paese civile quando mancano anche le cose più basilari? Tutto questo, poi, è aggravato dal fatto che il cittadino non ha un punto di riferimento nelle istituzioni con cui interfacciarsi, a cui chiedere risposte. La rassegnazione regna sovrana», hanno denunciato i bagnanti, che hanno chiesto a Occhiuto di «”toccare con mano” la gravità della situazione nella costa jonica reggina. Servono soluzioni concrete, basta a quelle tampone che non fanno altro che peggiorare la situazione. Questa terra ha bisogno di riscatto, mentre cittadini e turisti meritano di vivere in serenità i pochi giorni di ferie di cui possono godere». (rrm)