Vono (IV): Dl Recovery, Ponte sullo Stretto non c’è, ma Draghi segue il dossier

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha ribadito come «questa legislatura può essere veramente decisiva per posare la prima pietra dei lavori del Ponte sullo stretto».

«Non più una leggenda – ha aggiunto – ma un sogno che si avvera, grazie a tre fattori in sinergia mai verificatisi prima: il fronte politico favorevole sempre più ampio, (ne è la prova l’intergruppo parlamentare per la realizzazione), la grande determinazione dell’Ing. Pietro Salini, pronto a sostenere in gran parte l’opera con Webuild e la piena disponibilità delle Regioni Calabria e Sicilia di rivolgersi al mercato finanziario per reperire i fondi mancanti».

«Un Governo – ha concluso – che punta sulla crescita non può che essere a favore dell’opera e ringrazio il Presidente Draghi che sta seguendo direttamente questo dossier e che non appena gli impegni istituzionali glielo consentiranno si confronterà con una delegazione dell’Intergruppo parlamentare che coordino». (rp)

Granato (Alt. c’è) sulle nuove spese di personale dell’Arpacal

La senatrice di Alternativa c’èBianca Laura Granato, ha dichiarato che «come se non bastassero le nomine bulimiche di portaborse nelle strutture elefantiache di un Consiglio regionale ‘sciolto’ – e quindi che non avrebbe tutta questa urgenza di ingrossare le fila dei propri collaboratori pseudo esperti – a tre mesi dalle elezioni regionali, dalle parti della Cittadella pensano bene di Autorizzazione preventiva a nuove spese di personale per Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria (A.R.P.A.Cal.)».

«Siamo alla sfacciataggine elevata all’ennesima potenza – ha aggiunto – in sfregio delle difficoltà economiche e sociali dei calabresi alle prese sulle sempre più drammatiche conseguenze di una pandemia che non ha fatto altro che amplificare criticità ataviche».

«Nella deliberazione n. 284 della seduta del 29 giugno 2021 – ha proseguito – si parla del provvedimento del Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente n. 94 del 31/03/2021 recante “Piano dei Fabbisogni del Personale 2021/2023 dell’Arpacal”, si parla di quanto previsto per l’anno 2021, vale a dire l’assunzione di n. 7 unità di personale appartenenti alle categorie protette di cui n. 1 operatore tecnico specializzato di categoria BS, n. 4 assistenti di categoria C e n. 2 collaboratori tecnici professionali di categoria D; il passaggio da part-time a full-time di n. 18 unità di personale (personale ex LSU/LPU); l’assunzione a tempo determinato di n. 3 unità di personale con qualifica dirigenziale, (due con profilo tecnico e uno con profilo amministrativo) per la copertura dei servizi vacanti del Bilancio, del Patrimonio e dell’Impiantistica del Dipartimento provinciale di Catanzaro, finalizzata a superare le gravi difficoltà gestionali in cui si trova attualmente ad operare l’Agenzia».

«Parliamo, quindi – ha proseguito – di nuove assunzioni, dietro lo scudo di esigenze certificate nel Piano Triennale dei Fabbisogni di personale 2021/2023 anno 2021, che sanno tanto di clientela, consueta e anche un po’ stantia, chiamata a raccolta per garantire consensi e tradurre in voti le aspettative di tanti, giovani e meno giovani, alla ricerca spasmodica di un posto di lavoro precario – conclude Granato -. Non possiamo che chiederci, visto il bisogno: perché procedere adesso, a una manciata di settimane dalle elezioni regionali? La domanda è retorica, ovviamente».

«Anche se una risposta sarebbe tanto gradita – ha concluso –. Così siamo ancora al vecchio schema dello sfruttamento dei bisogni e delle aspettative dei calabresi, da piegare alle proprie fameliche esigenze elettorali. Un metodo condiviso, quanto a destra tanto a sinistra, che si applica con rigore scientifico soprattutto quando già si campeggia nelle stanze dei bottoni e si maneggia il “potere” a proprio uso e consumo, all’insegna dell’autoconservazione». (rp)

 

Magorno (IV): La situazione dei rifiuti è drammatica

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, ha dichiarato che «è sempre più drammatica l’emergenza rifiuti, che è diventata un flagello per la provincia di Cosenza».

«Una realtà inaccettabile – ha aggiunto – la cui gravità si accentua considerato il fatto che i sindaci e i cittadini sono stati colpevolmente lasciati soli. È arrivato il momento di dire basta, non si può perdere altro tempo. Per questo lancio un appello alla forze politiche e sociali, a chi si occupa seriamente della tutela dell‘ambiente; è il momento di unirci e scendere in campo per tutelare la Calabria, terra meravigliosa e dalle grandi potenzialità che non può subire un ulteriore colpo a causa di questa situazione non degna di un Paese civile». (rp)

Cerimonia in Senato per il dipinto di Franco Azzinari dedicato ai due papi

di ROSARIO SPROVIERI – Malli i Arberit, Omaggio a Papa Francesco e Papa Albani. L’appuntamento è per il 12 Luglio 2021 al Senato della Repubblica, ore 16, Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani – Via della Dogana Vecchia, 29 Roma, un evento internazionale che riporta alla ribalta la magia, la storia e la grande tradizione arbëreshë.

Partiamo dall’invito ufficiale che viene da Majlinda Dodaj, capo Missione dell’Ambasciata della Repubblica di Albania presso la Santa Sede, e il Sovrano Militare Ordine di Malta, in occasione del 30° Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra la Santa Sede e l’Albania nel 3° Centenario della morte di Papa Clemente XI.
Non a caso, il tema della conferenza principale che darà il via a questa solenne manifestazione sarà proprio questo: Il ruolo di Papa Clemente XI per il risveglio identitario albanese e nella cultura italiana del tempo. Alla cerimonia parteciperà, a nome del Santo Padre, il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, una delle massime autorità accademiche e intellettuali della Chiesa moderna, teologo di spessore davvero sovranazionale.
Il programma ufficiale di Palazzo Madama prevede una serie di saluti e di interventi ufficiali secondo quest’ordine: Majlinda Dodaj – Capo Missione Ambasciata d’Albania presso la Santa Sede; S. Em.za Rev.ma Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Francesco Altimari, Università della Calabria con Papa Albani per la Rinascita Culturale Albanese e Arbereshe; Gezim Gurga, Università di Palermo con L’insegnamento della lingua Albanese sotto il Pontificato di Papa Albani; Carla De Bellis, Università di Roma “La Sapienza” su Clemente XI e le Accademie Romane. L’Arte della Propaganda; Matteo Mandala, Università di Palermo con Papa Albani e il Processo di Costruzione di Identità tra gli Arbereshe; Franco Azzinari, che presenterà dell’Opera Artistica Malli i Arberit – Omaggio a Papa Francesco e Papa Albani.
Per l’occasione, torna in Italia il grande pittore di origini calabresi, egli stesso figlio dell’Arberia, il grande Franco Azzinari, e torna per presentare in Senato un singolare dipinto dedicato questa volta a Papa Francesco e al suo immaginario incontro con Papa Clemente XI, due Pontefici che hanno in comune l’amore e la dedizione verso il popolo arbëreshë e verso le millenarie tradizioni di questa cultura che ha radici ancora profonde in Italia, e soprattutto in provincia di Cosenza, dove i più giovani hanno imparato a parlare la lingua albanese dai nonni e dai genitori più vecchi.
Il dipinto che il maestro Azzinari regalerà al Cardinale Ravasi, perché venga poi portato a Sant’Anna, dimora abituale di Papa Francesco, propone in primo piano i due Papi, uno accanto all’altro, con sullo sfondo il cupolone e i riflessi bluastri dei bellissimi e incontaminati tramonti romani, un’opera ad olio di dimensioni un metro per settanta. È il racconto di un incontro impossibile, tra due Papi che hanno vissuto a distanza di trecento anni l’uno dall’altro, e che oggi il ritrattista ufficiale di Gabriel Garcia Marquez ha rimesso insieme e fatto ritrovare nella stessa casa comune di Pietro.
È la grande magia della pittura, ma forse ancora di più è la visione di un grande artista internazionale come Franco Azzinari, che non ha esitato a lasciare l’America Latina per tornare in Italia e trovare lo spazio di tempo appena necessario per questo suo regalo personale e bellissimo a Papa Francesco.
«Spiegherò ai tanti amici che quel giorno verranno a trovarci a Palazzo Giustiniani – anticipa a PPN il famoso artista arbërëshe – che il sorriso di questi due pontefici non è altro che la costruzione ideale di una Chiesa senza tempo, sempre rispettosa dei popoli e della loro fede, e soprattutto alla ricerca continua e affannosa di una unità di intenti e di obiettivi che fanno grande la storia del mondo”. Indubbiamente svelare “un volto così espressivo”, la faccia di un Papa del quale rimangono solo pochissime lacunose incisioni, lo si deve solo alla grande sensibilità di questo artista, che – da anni – ha scelto di nutrire il suo intelletto e, di trarre quella forza ostinata e segreta, che irrora le sue opere, proprio dal humus fertile della ricerca e della conoscenza. Azzinari ha metabolizzato il pensiero che appartenne a Primo Levi “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario».
Clemente XI fu un Papa operoso, di grande spessore culturale, egli era un discendente di Filippo de’ Laci, capitano del principe dell’Epiro Giorgio Castriota Scanderbeg. Da papa s’interessò molto dell’Albania, occupata dai turchi, si battè, soprattutto per la salvaguardia della lingua albanese e della religione cattolica. Un Papa integerrimo, che respinse tutti i tentativi della famiglia di approfittare della carica del loro congiunto per accaparrarsi cariche politiche o religiose, o titoli nobiliari e uffici pubblici. Clemente XI istituì la “Festa dell’Immacolata” – Approvò la fondazione dell’Accademia dei nobili ecclesiastici  (Pontificia Accademia Ecclesiastica) che cura la preparazione dei sacerdoti destinati al servizio diplomatico della  Santa Sede.
È sempre di Clemente XI  la scelta di proteggere i reperti archeologici che, già in quel tempo, venivano dissotterrati in tutto il territorio dell’Urbe; da Papa né vietò l’esportazione e, avviò i primi scavi sistematici nelle catacombe di Roma. A lui si devono l’ammodernamento del Porto di Ripetta, per la cui ristrutturazione furono impiegati materiali provenienti dal Colosseo. Sono sempre su ordine di Clemente XI il rifacimento della facciata della chiesa di San Silvestro in Capite, la costruzione della fontana antistante la Chiesa di San Pietro in Montorio; l’edificazione della meridiana di Santa Maria degli Angeli; anche il totale rifacimento della basilica dei Santi Apostoli. Poi ancora, la ristrutturazione della basilica di San Clemente al Laterano, la ricostruzione della chiesa di Santa Maria in Monticelli. Il Papa commissionò anche la Fontana dei Tritoni, presso la piazza della Bocca della Verità; l’erezione dell’Obelisco del Pantheon, fece costruire anche, un  pregevole viadotto nella città di Civita Castellana e l’acquedotto di Civitavecchia. (rp)

Porto di Gioia Tauro, Auddino (M5S): In corso adeguamento per i treni a 750 metri

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha reso noto che, al Porto di Gioia Tauro, «la Società del Gruppo Ferrovie dello Stato ha già individuato un piano di interventi finalizzati a creare le condizioni per un incremento del servizio nell’impianto con il raddoppio della bretella di collegamento fra San Ferdinando e Rosarno e la realizzazione di 4 binari aventi capacità di accoglienza dei treni di 750 m».

«La possibilità di transito treni di 750 metri consentirà alle merci che arrivano al porto di poter transitare fino al cuore dell’Europa» ha detto ancora Auddino, aggiungendo che «l’infrastruttura ferroviaria in adduzione sarà oggetto di adeguamento per garantire il modulo a 750 m, sagoma P/C 80 e codifica di massa assiale D4. In particolare, per quanto riguarda l’adeguamento a modulo a 750 m nel collegamento tra la stazione di San Ferdinando e la linea Adriatica, sono stati individuati taluni impianti al fine di garantire un “passo” in grado di garantire la regolarità del servizio».

«Gli impianti di Amendolara e Torano – ha proseguito – risultano già adeguati e di recente attivazione al modulo 750 m, per la stazione di Sibari sono state avviate le prime attività di progettazione, per gli impianti di San Pietro a Maida e Nocera Terinese le attività di progettazione sono in fase di avvio».

«Da quando ho iniziato ad occuparmi del Porto di Gioia Tauro – ha aggiunto il parlamentare della Piana – mi sono reso subito conto di quanto grandi fossero stati i benefici di un trasferimento del collegamento ferroviario Rosarno-San Ferdinando e del relativo impianto, al gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale».

«Indubbiamente – ha concluso – il passaggio allo Stato consentirà non solo la manutenzione da sempre mancante ma un significativo ammodernamento delle strutture ferroviarie. Io continuerò a monitorare e a seguire l’iter affinché tutto proceda nei tempi senza intoppi». (rp)

Bus turistici, Vono (IV): Ridurre accise sul gasolio fondamentale per ripartenza

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha sottolineato come «il settore dei bus turistici è da sempre fattore trainante per l’economia italiana ma, solo con l’avvento della pandemia, gli stessi imprenditori hanno acquisito consapevolezza di quanto fosse fondamentale il loro apporto per il turismo e, attraverso il lavoro del presidente del Comitato Bus Turistici Italiani, Riccardo Verona, anche noi parlamentari abbiamo scoperto questo segmento così importante per il settore dei trasporti».

«In Parlamento e in commissione – ha spiegato – sto lavorando, dopo vari confronti con le aziende, per arrivare a delle soluzioni condivise che vadano oltre lo stanziamento di risorse che comunque sono state previste, e creare misure strutturali di intervento. Una rappresentanza trasversale in Parlamento può sensibilizzare il governo a ridurre le accise sul petrolio superando i limiti di applicazione delle direttive europee, sollecitare i ministeri di competenza per velocizzare l’iter dei decreti attuativi per rendere effettivo lo stanziamento economico, semplificare tutti i passaggi burocratici che permettano gli investimenti dell’impresa e gli adeguati ammortamenti sugli stessi».

«Nel settore del turismo – ha proseguito la senatrice di Italia Viva – è fondamentale rendere sostenibili gli investimenti dedicando un’attenzione particolare che finora è mancata. Occorre costruire un dialogo proficuo in grado di accompagnare la ripresa con nuovi orizzonti e in chiave di innovazione green e tecnologica, con regole precise sulla sicurezza su tutto il territorio nazionale e maggiori risorse per la formazione permettendo l’assunzione di giovani con ampie competenze».

«Ci sono ancora ancora tempi – ha concluso – spazi e risorse per continuare a godere dei meravigliosi viaggi immersi nelle bellezze e nei panorami che regalano le strade dei nostri territori». (rp)

Abate (Misto): Necessario ristabilire verità su porto di Corigliano Rossano

La senatrice del Misto, Rosa Silvana Abate ha riferito di aver «letto la nota diffusa in queste ore dall’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano, in cui il vicesindaco Claudio Malavolta vorrebbe dare conto del suo presunto impegno in merito al Porto di Schiavonea e, nello specifico, per le strutture destinate all’alaggio e al varo delle barche».

«Per deformazione professionale e cultura – ha aggiunto – rispetto il lavoro altrui e spero sempre che gli altri facciano lo stesso. Siccome, però, il vicesindaco Malavolta ancora una volta sul Porto continua a millantare credito e risultati è giusto che, una volta per tutte, venga ristabilita la verità dei fatti. Malavolta dovrebbe raccontare ai cittadini quale è il suo reale impegno per la struttura e, in particolare, per l’alaggio e il varo. Nella sua nota di ieri sembra che il merito dei risultati raggiunti sul porto e sull’incameramento delle strutture (necessarie per programmarne il reale sviluppo futuro) sia stato tutto suo e della sua amministrazione ma le cose stanno diversamente».

«Basta fare una semplice ricerca tra le varie notizie presenti sul web e sui giornali – ha spiegato – per vedere come l’8 luglio dello scorso anno fui costretta a produrre, addirittura, una richiesta ufficiale di accesso agli atti al Comune di Corigliano-Rossano (che da lui dovrebbe essere amministrato) per ottenere questi famosi documenti che lui cita come se nulla fosse accaduto in precedenza. Una istanza che avevo presentato nei primi mesi del 2020 e che avevo sollecitato a mezzo stampa nel maggio 2020 senza ottenere risposta e per i quali avevo detto esplicitamente al sindaco che ero disposta anche ad accollarmi le spese delle copie fotostatiche per velocizzare la pratica perché altrimenti la Commissione di incameramento non avrebbe potuto procedere nel completamento. Siamo arrivati a questo punto perché il Comune per anni ha negato questi documenti alla Capitaneria di porto e agli altri enti che siedono al tavolo».

«Mesi e mesi di ritardi ingiustificati – ha proseguito – quando ci dovrebbe essere addirittura un vicesindaco delegato al Porto che dovrebbe lavorare ogni giorno incessantemente dalle 8 di mattina alle 8 di sera per risolvere questi ed altri problemi del territorio ma, invece, siamo all’immobilismo più totale. Dopo questi gesti eclatanti la situazione si è smossa e una grande parte dei documenti è arrivata ma il problema è rimasto per i manufatti costruiti nel Porto dalla Lega Navale sezione di Corigliano. E qui veniamo alla questione dell’alaggio e varo, altro argomento dove il sedicente vicesindaco non dice la verità per nascondere il suo immobilismo. Malavolta, infatti, non può sapere che io stessa sono stata lunedì in Capitaneria (prima di salire a Roma per andare al lavoro in Senato) per fare visita al Comandante Francesco Cillo sia per porgli i miei saluti istituzionali visto il suo recente arrivo in città e sia per fare il punto della situazione sul Porto».

«Il vicesindaco, soprattutto, non poteva sapere – ha detto ancora Abate – perché non ne era stata data da me comunicazione, che a reperire l’ultima documentazione necessaria al prosieguo della procedura sono stata proprio io trovandola agli uffici del Genio Civile dislocato presso la Regione Calabria dopo averli chiesti anche alla Lega Navale ma senza avere mai avuto riscontro positivo. Ecco perché pensava di prendersi, ancora una volta, meriti non suoi a cuor leggero sperando di farla franca. Il vicesindaco, piuttosto, dovrebbe spiegare perché invece di schierarsi dalla parte dei pescatori, oggi si schiera al fianco di chi, per anni, ha tenuto bloccato lo sviluppo del porto anche non consegnando la documentazione necessaria per l’incameramento delle strutture dell’alaggio e varo. E a nulla valgono le richieste fatte sottovoce dall’Amministrazione comunale di poter gestire, una volta risolti tutti i problemi, la struttura dell’alaggio e varo».

«Infine, a proposito della sua fantomatica interlocuzione stabilita anche con l’Autorità portuale di Gioia Tauro – ha detto ancora – perché non racconta che nella penultima riunione prima della presentazione degli elaborati della banchina crocieristica, che abbiamo ottenuto insieme all’ammiraglio Andrea Agostinelli dopo tanto lavoro, ha cercato di far saltare il banco volendo inserire per forza un progetto che favorisse i privati e che prevedeva la costruzione di un porticciolo turistico interno che andava a modificare, addirittura, il bacino di evoluzione della struttura di Schiavonea alterandone forma ed ecosistema? Un progetto non praticabile visto che l’Autorità portuale stessa ha più volte specificato che, al momento, sono possibili solo adeguamenti tecnico-funzionali e non modifiche sostanziali alla struttura. Queste sono le “famose” interlocuzioni portate avanti dal delegato alla portualità dell’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano. Una gestione che, come dimostrano i problemi idrici in città di questi giorni, fa acqua da tutti le parti e di cui i cittadini, a ragione, chiedono le dimissioni».

«È di questi grandi ritardi e incapacità amministrative che Malavolta (e Stasi) – ha concluso – dovrebbero prendersi i meriti, non di certo del lavoro altrui. Da parte mia continuerà il grande impegno per mantenere una promessa fatta sin dall’inizio del mio mandato assicurandomi che tutto venga fatto nella piena trasparenza e legalità proprio come sta procedendo la Commissione di incameramento (formata di diritto da Capitaneria di Porto, Autorità Portuale e Genio Civile) e che, anche una volta completata la procedura, l’assegnazione della gestione del tanto agognato sistema di alaggio e varo avvenga secondo quanto previsto dalla normativa vigente». (rp)

Emergenza rifiuti, Magorno (IV): Porterò caso in Parlamento

Il senatore di Italia Viva, e candidato alla presidenza della Regione Calabria, Ernesto Magorno, ha dichiarato che «di fronte al silenzio assoluto delle istituzioni regionali sulla drammatica emergenza rifiuti che sta vivendo la Calabria, e in particolare la provincia di Cosenza, è mio dovere attivare tutti gli strumenti possibili per giungere a una pronta ed efficace soluzione».

«Ecco perché – ha aggiunto – presenterò un’interrogazione urgente al Governo per sapere se l’esecutivo sia a conoscenza della situazione e quali poteri sostitutivi intenda utilizzare per sopperire alle gravi carenze delle istituzioni calabresi. Vi è in ballo la salute dei cittadini, costretti a convivere con accumuli di rifiuti in un periodo di grande caldo tale da compromettere i necessari standard di igiene, e in più – particolare ancora più sconcertante – siamo alle soglie dei grandi flussi turistici».

«Non possiamo, dunque – ha concluso – permetterci di restare con le mani in mani. Solleciterò le istituzioni nazionali con tutti gli strumenti possibili, anche attraverso un intervento nell’aula del Senato finalizzato a coinvolgere il Governo nella filiera delle responsabilità». (rp)

Vono (IV): A breve incontro intergruppo con Premier Draghi per Ponte sullo Stretto

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, ha reso noto che «a breve i membri l’Intergruppo parlamentare sul Ponte dello Stretto avranno l’occasione di essere ricevuti dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi».

«Dopo l’approvazione del Pnrr – ha spiegato – non possiamo perdere una occasione storica per rilanciare il mezzogiorno creando migliaia di posti lavoro assicurando un riscatto morale e sociale per i nostri giovani. Ora serve coraggio, il Ponte sullo Stretto è un’opera per riconnettere l’Italia e proiettarla verso il progresso». (rp)

Granato (Alt. c’è) chiede chiarezza sui corsi di medicina a Cosenza

La senatrice di Alternativa c’èBianca Laura Granato, in merito ai corsi di medicina a Cosenza, chiede chiarezza al sindaco « su come si è arrivati all’accordo interateneo e quali atti ha prodotto  a sostegno della nostra Università».

«Quel pasticciaccio brutto – ha dichiarato – dell’attivazione del corso di laurea in Medicina e Tecnologie digitali all’Università di Cosenza nel silenzio assoluto dei consiglieri regionali e comunali di Catanzaro, soprattutto degli esponenti del centrodestra. Come sempre è facile piangere sul latte versato, correre ai ripari con dichiarazioni d’intenti come quelle del sindaco Abramo che ci assicura un equo scambio con attualissimi corsi di arabo e cinese che saranno attivati a dicembre. Quello che manca è la chiarezza: come siamo arrivati a questo punto? Perché gli amministratori di ogni livello istituzionale e politico non sono in grado di difendere gli interessi di Catanzaro, mentre sono pronti a chiamare in causa i parlamentari anche laddove non hanno competenze dirette. Lo scaricabarile produce sempre risultati nefasti per i catanzaresi».

«Mi risulta – ha proseguito – che i consiglieri regionali avrebbero dovuto esprimersi sull’intenzione dell’Università della Calabria di attivare i corsi di Medicina, secondo le tappe di un un percorso avviato ai tempi della Giunta Santelli, e passato in eredità al f.f. Nino Spirlì. Ma l’operazione è passata sotto silenzio e nell’inerzia degli amministratori catanzaresi. Anzi. Sembra che il sindaco Abramo abbia avuto un’interlocuzione diretta con il rettore dell’Università di Rende e non sarebbe estraneo alla “trattativa” che ha portato l’istituzione di un corso di laurea in medicina a Cosenza. Perché a quanto pare, attivare tali Corsi nella città Bruzia sarebbe stato il male minore: l’Unical avrebbe avviato trattative per accordi interateneo con Bari, Roma, o Napoli pur di ottenere il risultato».

«Tanto valeva sacrificarsi – ha detto ancora – iniziando a smontare un pezzo dell’Ateneo catanzarese, e a deciderlo sono stati proprio il rettore Giovambattista De Sarro – che continua a tacere – e il Consiglio di facoltà, nell’immobilismo della classe dirigente del Capoluogo di regione, sempre più svuotato di funzioni e autorevolezza. Perché De Sarro, magari spalleggiato da Abramo, non ha chiesto l’attivazione di corsi di interesse formativo attrattivo, come quelli relativi alla specializzazione sul sostegno che sono molto richieste? Non parleremmo di scambio, come in maniera un po’ grossolana lascia intendere il sindaco quando parla dell’attivazione dei corsi di arabo e cinese, ma almeno del frutto di politiche di confronto e programmazione grazie a cui l’Ateneo “Magna Grecia” non sarebbe risultato la parte più penalizzata».

«Quello che chiediamo – ha concluso – invocando chiarezza, è: esiste un atto formale, una deliberazione, che il sindaco ci può illustrare per giustificare la convinzione che a dicembre partiranno i corsi di arabo e cinese? Invece, ci troviamo ancora una volta a navigare a vista verso lo scoglio di rivendicazioni a posteriori, dopo che il danno è stato fatto e Catanzaro ne esce sempre più debole e povera. Vittima di una classe politica e amministrativa inconsistente. Per il futuro non sappiamo davvero più cosa sperare». (rp)