Siclari (FI): realizzare un ospedale Covid-19 per ogni Regione

Per il senatore di Forza Italia e capogruppo della Commissione Igiene e Sanità, Marco Siclari, «serve realizzare un Grande Ospedale per ogni Regione per preparsi alla possibile seconda ondata di Covid-19 e alle future pandemie ed emergenze sanitarie».

«La struttura si può realizzare anche seguendo il modello Lombardo – ha proseguito il senatore Siclari – all’interno di una fiera o su un terreno idoneo o con la riconversione di una grande struttura già realizzata e questo può avvenire in tempi rapidissimi. Il Governo, gli enti regionali e locali facilitino la realizzazione da un punto di vista burocratico».

«È fondamentale, intanto – ha proseguito il senatore Siclari – che lo Stato si approvvigioni, sin da subito, per l’autunno dei DPI per medici e ospedali Covid 19, guanti e mascherine per tutti i cittadini e per le strutture sanitarie private e pubbliche, tamponi per lavoratori e Test rapido per tutti i cittadini, e realizzi 1 posto in terapia intensiva ogni 3.000 abitanti come la Germania, considerando che noi italiani ne abbiamo meno della metà rispetto a loro». (rp)

Siclari (FI): Trovare cittadini asintomatici

Il senatore di Forza Italia e capogruppo in Commissione Igiene e Sanità al Senato, Marco Siclari, ha presentato un subemendamento al maxiemendamento del Governo per introdurre un test rapido anti-covid – 19 per la tutta la popolazione prima che apra il Paese.

Per il senatore Siclari, infatti, «deve essere finito lo screening di massa a tutti i cittadini prima che apra il Paese, seguendo un protocollo sanitario specifico e sicuro per isolare gli asintomatici e curarli. I test rapidi potranno essere eseguiti negli Hub posizionati davanti le farmacie, uffici  pubblici, uffici pubblici, supermercati   utilizzando  roulotte, tende o altro, ed i test  saranno effettuati   dalle forze dell’ordine, l’esercito, la protezione civile, le associazioni di medici, di infermieri ecc.».

«I test  – ha proseguito il senatore Siclari – possono essere effettuati in laboratori medici che aderiscono allo screening ecc . Il test verrà effettuato gratis e “rigorosamente per nucleo abitativo” (più precisamente verrà effettuato  contemporaneamente alle  persone che  condividono lo   stesso   appartamento), e mai   singolarmente,   in   modo   da   fotografare   lo   “stato   di salute” del nucleo abitativo in quel momento».

«Chi effettua   il   Test   Rapido – ha proseguito il senatore Siclari  – riceverà   un   “Libretto o foglio  di via sanitario”,  dove verrà  scritto  il  risultati del test e verrà indicato il prossimo appuntamento. Ogni cittadino o nucleo familiare dovrà effettuare il  test  una  volta   a settimana  per  quattro settimane consecutive e rispettare  rigorosamente le restrizioni ancora attive. Il Paese, terminato lo screening di massa, può decidere di ridurre le restrizioni». (rp)

 

Abate (M5S): Emendamento per Florovivaismo e pesca/agricoltura

La senatrice del Movimento 5 Stelle e capogruppo della Commissione Agricoltura, Maria Rosa Abate, ha presentato un maxi-emendamento al decreto Cura Italia per i settori del florovivaismo e della pesca/agricoltura.

«Relativamente alle aziende del settore florovivaistico – ha spiegato la senatrice Abate – ho chiesto di prevedere anche per queste la sospensione dei versamenti di ritenute e valutare la possibilità di accesso credito di imposta per spese energetiche sostenute dalla filiera ed interventi finalizzati con fondi Ismea prevedendo la proroga del bonus verde anche per il 2021 con un aumento dell’ammontare complessivo oggetto di detrazione».

«Mentre già nel testo base del decreto – ha proseguito la senatrice Abate – come Movimento 5 Stelle, avevamo fortemente voluto che i prodotti del Florovivaismo fossero inclusi tra quelli per i quali è permessa la vendita comprendendo anche semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti. S’è così scongiurata sia la perdita del prodotto, che sarebbe finito al macero, e sia la perdita economica da parte delle aziende di quello che è un comparto vitale per settore agricolo raccogliendo così le reiterate richieste del settore pervenute attraverso le Associazioni di settore».

«Sempre nel mio maxi-emendamento – ha proseguito la senatrice Abate – all’articolo 78 del decreto legge oggetto dell’esame in Senato, per quanto riguarda il settore della Pesca, ho chiesto di prevedere che le risorse messe a disposizione della filiera col “Cura Italia” siano erogabili anche mediante lo strumento del credito di imposta e di sospendere il pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime per le attività di pesca e acquacoltura da parte di imprese, cooperative e loro consorzi».

«Al fine di assicurare  – ha proseguito la senatrice Abate – la ripresa economica e produttiva alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che abbiano subito danni diretti o indiretti derivanti dall’emergenza COVID-19, ho chiesto che siano concessi mutui a tasso zero, della durata non superiore a 15 anni, finalizzati alla estinzione dei debiti bancari, in capo alle stesse, in essere al 31 gennaio 2020».

«Per questa misura è istituito, infatti – ha proseguito la senatrice Abate – nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un fondo rotativo con una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2020. Per la gestione del fondo rotativo, invece, il Ministero è autorizzato all’apertura di apposita contabilità speciale. E ho chiesto, infine, che vengano integrate alcune pratiche commerciali sleale per evitare che possano profittare di questa situazione legata al COVID-19».

«Sempre in questo settore – ha proseguito la senatrice Abate – si deve prevedere che le certificazioni e i collaudi dei motopescherecci adibiti alla pesca professionale, rilasciati da amministrazioni statali e enti di classificazione navale, scaduti da non oltre dodici mesi o in scadenza alla data di entrata in vigore della presente legge, siano prorogati al 31 dicembre 2020, per garantire l’operatività dei motopescherecci, che altrimenti si troverebbero impediti all’esercizio della loro attività per l’impossibilità, in questo periodo, di effettuare collaudi o avere certificazioni da parte degli enti di classificazione».

«Ma il mio lavoro riguarda anche gli altri settori – ha proseguito la senatrice Abate -. L’Agricoltura e la Pesca sono, insieme al turismo, i settori su cui si muove il motore economico dell’Italia e dobbiamo proteggerli con ogni azione possibile». (rp)

Abate (M5S): Bene le misure della Regione per pesca e agricoltura

La senatrice del Movimento 5 Stelle e della Commissione Agricoltura, Rosa Silvana Abate, è soddisfatta delle misure della Regione Calabria per pesca e agricoltura.

«Nel dettaglio – ha spiegato la senatrice Abate – le misure interessate dal provvedimento sono quelle del kit numero 89, che comprende i pagamenti dei fondi per lo sviluppo rurale biologico e integrato per 10,796 milioni e che interessa 928 aziende. Dal sito dell’Arcea queste risultano già pagate mentre per il kit numero 90 e la domanda unica 2019 non risultano ancora corrisposti gli anticipi. Per questi, infatti, c’è una “promessa” di pagamento che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Ritengo sia opportuno, con una certa celerità, trasmettere gli elenchi dei beneficiari ad Arcea per consentire l’emissione dei pagamenti non ancora effettuati nel più breve tempo possibile di modo da dare alle aziende quella liquidità di cui hanno bisogno per andare avanti vista la grande crisi epocale che stiamo attraversando sia a livello nazionale che globale».

«Per quanto riguarda le misure strutturali, invece – ha proseguito la senatrice Abate – avevo chiesto e rinnovo a lui la mia richiesta di uno snellimento nelle procedure riguardanti la richiesta delle anticipazioni dei Sal e dei saldi finali per i progetti in itinere, in particolare per le Misure 6.1 e le Misure 4.1, con un ulteriore posticipo della chiusura, di almeno 60 giorni, degli attuali Bandi sulle Misure ancora aperte».

«Per gli altri adempimenti autorizzativi – ha proseguito la senatrice Abate – necessari per il proseguimento degli impegni sulle Misure a Superfici, per i Patentini Fitosanitari abilitati alla vendita e all’acquisto dei presidi sanitari, con l’impossibilità di organizzare corsi e seminari (oggetto dei divieti dei DPCM) in caso di scadenza, chiedo di intervenire concedendo una proroga alla validità con scadenza al dicembre 2020. Lo stesso vale per la taratura delle irroratrici, attualmente in scadenza, derogando, il termine dei 5 anni fino alla scadenza del dicembre 2020».

«Come ho detto già nei giorni scorsi – ha proseguito la senatrice Abate – nessuno perderà il lavoro o rimarrà indietro a causa di questa crisi dovuta al Coronavirus e, sia a livello parlamentare che ministeriale e governativo, stiamo intervenendo in modo ingente a favore di Pesca e Agricoltura, due dei settori trainanti del Paese».

«Al momento, al Ministero – ha proseguito la senatrice Abate – c’è un fondo da 350 milioni di euro per l’agricoltura e di 20 milioni per la pesca ma stiamo lavorando per incrementare interventi e dotazioni. Proprio in queste ore, infatti, stiamo emendando al Senato il decreto “Cura Italia” che amplia i fondi stanziati fino a 25 miliardi di euro. Ma per far sì che tutte queste misure prese ai vari livelli siano efficaci ed evitino che le aziende del settore risentano ancora di più della crisi in atto bisogna attuare una grande sinergia istituzionale. È per questo che rivolgo all’assessore Gallo questo appello confermandogli la mia disponibilità a fare fronte comune contro l’emergenza».

«Con questa comunicazione – ha proseguito la senatrice Abate – colgo anche l’occasione per fargli gli auguri con la speranza che questo segni l’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione». (rp)

 

 

Siclari (FI): Reggio e Villa diventino zona rossa

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, lancia una proposta per far diventare zone rosse le città di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, in modo da evitare il contagio da ingressi e proteste improvvise.

«Considerando – ha spiegato il sen. Siclari – le centinaia di persone che sono state bloccate a Villa San Giovanni, senza controllo da parte di chi doveva vigilare al centro-nord, considerando che la Sicilia si è blindata vietando gli ingressi, garantendo solo quattro navi per i pendolari, sanitari, forze dell’ordine e il trasporto delle merci e beni di prima necessità, per garantire il commercio alimentare e dei farmaci, si evince che Reggio e Villa San Giovanni non sono più luogo strategico e per questo chiedo ai sindaci di lavorare affinché questi due comuni possano diventare zona rossa».

Il senatore Siclari, infatti, intravede in questa soluzione la possibilità di «scoraggiare chiunque volesse mettersi in viaggio da tutta Europa e dal centro nord Italia verso Reggio e Villa San Giovanni per giungere in  Sicilia perché sapranno già di rimanere bloccati. In questo modo evitiamo ingressi ed improvvise proteste che possono mettere a rischio contagio i cittadini e le loro famiglie che rispettano le regole,
e a rischio anche le forze dell’ordine con le loro famiglie che vengono giustamente impegnate per contenere le eventuali proteste sottraendoli oltretutto al lavoro di monitoraggio e assistenza del territorio reggino». (rp)

Il sen. Marco Siclari respinge le accuse e qualsiasi ipotesi di collusione mafiosa

Il senatore azzurro Marco Siclari, frastornato e avvilito dall’ordine d’arrresto per il quale è stata chiesta l’autorizzazione al Senato, ha ritenuto opportuno far conoscere il suo pensiero e le ragioni a sua difesa, che, come spiega, rendono incomprensibile l’infamante accusa che gli è piovuta addosso. Nell’inchiesta Ephemòs del procuratore Giovanni Bombardieri, le accuse contro il senatore sono molto gravi: voto di scambio elettorale politico-mafioso, ovvero il magistrato inquirente lo ritiene colluso alla mafia.

Siclari ha scritto un lungo post su Facebook: «Dopo le notizie uscite sulla stampa nazionale sento il dovere e la responsabilità morale di fare chiarezza nel rispetto di chi mi conosce, di chi mi ama, di chi ha votato, dei miei colleghi, di chi crede nella mia persona, nella Giustizia e nei giovani che non si piegano.

👉🏻 Pensavo fosse uno scherzo.
Non avrei mai e poi mai e poi mai e poi mai potuto pensare fosse vero.
Quando sei certo di aver rispettato e onorato in ogni momento della tua vita la Legge, lo Stato, la famiglia, i cittadini, i tuoi amici, i tuoi pazienti, i bisognosi, la Magistratura, le Forze dell’Ordine e dormi così sereno che non sentì il campanello alle 6.00 del mattino che suona per quasi 30 minuti (così ha detto il portiere), e poi ti svegli trovando un messaggio in segreteria che ti riporta nel buio della notte, ti crolla il mondo addosso.

👉🏻 Vivo Roma dall’età di 20 anni, qui ho terminato i miei studi in Medicina e Chirurgia, mi sono specializzato, ho conseguito Master e Corsi di Alta Formazione fino a diventare da subito Direttore Sanitario a Roma. Mi sono sposato ed ho un figlio che oggi compie 5 anni e che rappresenta la mia più grande ricchezza ed il mio più importante traguardo.

👉🏻 Faccio politica a Roma sin dai tempi dell’università. Sono stato Senatore Accademico per ben 3 volte a Tor Vergata, Coordinatore Comune di Roma e Regione Lazio dei giovani di Forza Italia.
A 29 anni vengo eletto Consigliere Comunale a Roma e lavoro per ben 5 anni a favore dei giovani e delle università come delegato del Sindaco ai rapporti con Università ed Enti di Ricerca.

👉🏻 A 40 anni vengo chiamato dal partito per aiutare la Calabria come candidato al Senato della Repubblica e per la prima volta dopo 20 anni trascorro 28 giorni consecutivi in Calabria nelle segreterie politiche di partito e nella mia segreteria politica pubblica aperta in campagna elettorale a tutti i cittadini e situata nel pieno corso di Reggio Calabria, a spiegare il mio programma elettorale a tutti coloro che venivano spontaneamente ad incontrarmi.

👉🏻 Vinco il collegio uninominale e vengo nominato capogruppo Commissione Salute del Senato.
Rientro a Roma, dove vivo da sempre con la famiglia, ed inizio a lavorare, senza perdere tempo, per la Calabria, i calabresi e per il Paese.
Tutti i calabresi iniziano a conoscermi per le mie battaglie in aula ed in Piazza Montecitorio sul “diritto alla salute”, sui “trasporti” e sul “futuro dei giovani”

👉🏻 Basta scorrere il mio profilo facebook, la mia scheda in Senato, o ricercare su google per approfondire il lavoro portato avanti con costanza e senza pausa.

👉🏻 Improvvisamente, dopo 42 anni di vita vissuta nel rispetto della Legge, dello Stato, della famiglia, del prossimo, dei cittadini e dopo cinque anni fatti da Consigliere Comunale in maggioranza a Roma Capitale, improvvisamente mi ritrovo accusato di “voto di scambio politico mafioso” in Calabria senza aver mai aver incontrato mafiosi o fatte promesse o effettuato raccomandazioni.

👉🏻 Mi viene contestato di aver avuto un incontro nella mia segreteria politica (non casa o a cena o altro), che come tutte le segreterie politiche d’Italia è aperta a tutti i cittadini in campagna elettorale, con un signore ritenuto vicino a delle famiglie mafiose.
Questo signore ho letto dalle carte dell’inchiesta, all’epoca risultava persino innocente perché assolto in un processo di primo grado ma con un processo in appello pendente ancora senza giudizio, quindi per lo Stato incensurato.

👉🏻 Questo signore sarebbe stato accompagnato nella mia segreteria (aperta a tutti e davanti a tutti i collaboratori), per 30 minuti di incontro, dal medico curante del figlio.
Questo medico curante è il Presidente della più importante Cooperativa dei Medici di Famiglia di Reggio Calabria dove ben 84 medici di famiglia fanno capo a lui, nonché attuale Responsabile dei Medici di Famiglia nella Task Force istituita dall’Asl per l’emergenza Coronavirus a Reggio Calabria. La nomina è stata data dal Commissario della Salute della ASP e dal direttore (nominati su indicazione del Governo Nazionale).

👉🏻 Il Presidente della Cooperativa dei Medici di Famiglia di Reggio Calabria, era considerato, fino ad ieri (sono certo che dimostrerà la sua estraneità), uno tra i professionisti più in vista di Reggio Calabria. Un politico, come il sottoscritto, tutto può pensare tranne che una persona così seria, un professionista spendibile e preparato possa presentarsi ad un appuntamento con un “mafioso”.
Ribadisco che il giorno in cui questo signore viene accompagnato (non ricordo di aver parlato) nella mia segreteria politica aperta a tutti e alla luce del sole, per lo Stato italiano risultava un cittadino incensurato ed addirittura assolto in primo grado (così si legge dalle pagine dell’inchiesta con un processo pendente in appello).
Mi domando come potevo mettere in dubbio l’onestà di quella persona che era stata accompagnata dal Presidente e che allora era oltretutto incensurato ed “innocente” per i giudici italiani? Come potevo sapere chi fosse e cosa avesse avuto in passato o nel presente se vivo a Roma da 22anni e non avevo mai avuto rapporti con il Signore ne prima ne dopo quell’unico incontro (qualora fosse avvenuto l’incontro)?

👉🏻 Ribadisco: vivo a Roma da 22 anni e non avrei mai potuto sapere chi fosse quel signore ne i presunti legami che oggi vengono contestati a quel signore, diversamente non gli avrei mai permesso di parlare con me.
Non posso conoscere tutti coloro che vivono in Calabria o a Reggio Calabria e certamente conoscendo il Medico non avrei mai pensato che potesse presentarmi un cittadino condannato o pregiudicato che di fatto non lo era.

👉🏻 Non ho mai dato niente in cambio di qualcosa, ne chiesto qualcosa in cambio di altro. Sono convinto che c’è stato un errore che verrà chiarito facendo leva sulle carte dell’inchiesta.
Dalle indagini, infatti, è evidente che si tratta di rapporti che aveva quel signore con il Medico che mi ha citato nei suoi discorsi senza però mai chiedermi di interessarmi per quel trasferimento che ho appreso ieri dalle carte processuali e per il quale non mi sono mai occupato (nelle indagini non vi è intercettazione o prova)

Nelle indagini, infatti risulta che:

– NON HO MAI promesso nulla a nessuno, chi mi conosce lo sa. Nelle indagini non vi è ne intercettazione ne prova documentale di un mio “accordo” con il tizio (che risulterebbe venuto in segreteria una sola volta con il Presidente della Coop dei Medici di Famiglia) o con il medico

-NON VI È alcuna intercettazione o prova del presunto colloquio avvenuto tra me, il signore ed il medico nella mia segreteria davanti a tutti i collaboratori. Nelle indagini infatti non vi è traccia, prova o intercettazione del colloquio (oltretutto non conoscendolo non ricordo nemmeno di averlo incontrato) ma presumono che ci sia stato perché il tizio entro nella segreteria politica pubblica aperta a tutti e alla luce de sole

– NON conoscevo e NON conosco quel signore se non per i presunti 30 minuti di colloquio (che nemmeno ricordo, ma che mi vengono contestati) che sarebbero avvenuti alla presenza del Presidente della Cooperativa dei Medici di Famiglia nella segreteria politica pubblica aperta a tutti e alla luce del sole. Nelle indagini non vi è né intercettazioni né traccia o prova di telefonate o incontri passate, presenti o future tra me e quel signore

-NON HO MAI NÉ SENTITO NÉ il signore nei 24 mesi successivi a quell’incontro. Nelle indagini infatti non vi intercettazione, traccia o prova di una telefonata o di un incontro tra me e quel signore nei 24 mesi successivi (sono trascorsi esattamente 24 mesi da allora)

– NON HO MAI avuto il suo cellulare né mai sentito al telefono. Nelle indagini, infatti, non vi è traccia di una telefonata

– NON HO MAI visto o sentito la ragazza o la signora che avrei dovuto raccomandare. Nelle indagini non vi è traccia della “richiesta di raccomandazione” fatta al sottoscritto né da parte del medico né da parte del signore

– NON VI È telefonata o intercettazione ambientale o altro che documenta la richiesta di raccomandazione fatta dal Medico di Famiglia al sottoscritto a favore della ragazza (o signora)

– NON HO MAI telefonato ad alcun esponente di PosteItaliane per raccomandare la ragazza o la signora. Nelle indagini non vi è intercettazione né prova

-NON HO MAI interessato altra persona per agire per conto mio a favore della ragazza o signora per essere raccomandata a Poste Italiane. Nelle indagini non vi è intercettazione o prova

– NON HO MAI chiesto voti in cambio di altro. Nelle indagini non vi è traccia di accordi o promesse e soprattutto tutta la provincia di Reggio Calabria ne è a conoscenza della mia rettitudine

– Nella mia segreteria ho incontrato nei 28 giorni di campagna elettorale centinaia e centinaia di cittadini così come fanno tutti i candidati nel periodo elettorale e non posso ricordare di aver incontrato quel signore accompagnato dal Presidente per una normale presentazione (non può essere per ragioni diverse). Infatti non vi è ne prova ne intercettazione della conversazione avvenuta ne del contenuto. Secondo l’accusa il signore aveva il telefono fuori uso per giorni)

– IL TOTALE DEI CONSENSI DATI AL CENTRODESTRA SONO 86.440 VOTI COMPLESSIVI IN TUTTO IL COLLEGIO. I voti, invece, che avrebbe dovuto portare al CENTRODESTRA il signore, secondo le indagini, riguardano i comuni di:
Sinopoli 435 pari a 63,41% dei votanti di quel comune
Sant’Eufemia 782 pari a 46,11% dei votanti di quel comune
In quegli stessi comuni, però prendo meno voti del candidato del centrodestra alla Camera dei Deputati che ottiene a Sinopoli il 65.15% (!) e a Sant’Eufemia il 48.08%. (!). Quindi non capisco nemmeno l’eventuale vantaggio che avrebbe vantato o potuto vantare quel signore alla lista del Centrodestra al Senato. In tutti i comuni della provincia le percentuali della Camera si assomigliano a quelli del Senato.
Quindi i cittadini hanno votato secondo volontà. Vorrei chiarire inoltre che non esiste la preferenza!
Nessuno ha scritto Siclari nella scheda ma hanno votato o centrodestra, o centrosinistra o M5S. Per essere più chiari, bastava votare qualunque partito di destra (4 partiti) per votare automaticamente Siclari in quanto candidato unico della coalizione.

👉🏻 Viene spontaneo chiedersi: “come è possibile che un clan tra i più potenti al mondo avrebbe spostato dei voti (stiamo parlando di una probabile contestazione di pochi centinaia che non sembrano però esserci perché al Senato ci sono stati addirittura meno voti rispetto alla Camera in percentuale) per avere al “servizio”, nella peggiore delle ipotesi, un medico professionista e Senatore della Repubblica che non ha mai mai mai avuto ombre di questo tipo nella vita, che vive fuori dalla Calabria da 22 anni, per poi eventualmente chiedere in 24 mesi (ventiquattro lunghi mesi) il trasferimento di una persona (incensurata) da un ufficio postale all’altro? Un clan potentissimo in 24 mesi avrebbe invece potuto chiedere l’interessamento del Senatore verso appalti, banche o nomine importanti, società, ecc e non un trasferimento di una ragazza di 27 anni da un ufficio postale all’altro (rispetto a cui, oltretutto non c’è traccia o prova o intercettazione alcuna di un mio interessamento) e che un clan potentissimo avrebbe potuto fare sicuramente da solo

👉🏻 Da cittadino onesto, sono rammaricato, pensavo di aver fatto del bene al nostro Paese e al nostro territorio, e penavo che venisse apprezzato invece sono stato considerato diversamente da come lavoro e vivo

👉🏻 Conservo il rispetto verso il lavoro dei magistrati e sono certo che ci sarà Giustizia. La mia elezione al Senato della Repubblica ha avuto importanti effetti collaterali devastanti, ingiustificabili e incomprensibili verso la mia persona e la mia famiglia

👉🏻 Di fronte alla mia coscienza, ai fatti accaduti realmente, alle parole di conforto degli avvocati, all’incoraggiamento dei tanti amici e colleghi parlamentari, ho deciso di lavorare come e più di prima a favore de nostro Paese e del nostro territorio calabrese.

👉🏻 Per questo motivo oggi, nonostante la sofferenza che porto nel cuore, sarò in Senato a fare il mio dovere.
In queste ore sto continuando a lavorare sull’emergenza sanitaria nazionale del Coronavirus così come ho fatto nelle ultime 6 settimane offrendo massima collaborazione istituzionale e fattiva al Governo e al Ministro Speranza che ha recepito 5 proposte elaborate dal sottoscritto, su 14 punti approvato nell’ultimo Decreto del Consiglio dei Ministri.

👉🏻 Abbraccio i miei colleghi parlamentari e tutti i vertici di partito che hanno subito telefonato per farmi sentire la loro vicinanza, il loro sostegno e mi hanno esplicitamente chiesto di continuare a lavorare nelle sedi istituzionali così come sempre fatto.
Ringrazio tutti, politici, amici, miei elettori, miei concittadini, parlamentari di tutti i partiti che hanno espresso vicinanza, uomini dello Stato e delle Istituzioni per tutti i messaggi e gli attestati di stima che continuano ad arrivare

👉🏻 Non morirò MAI con accuse così infamanti.
Il mio binario è quello della Legge ed è a senso unico

👉🏻 Sono sempre stato profondamente credente e continuo a guardare avanti con fiducia verso lo Stato e sopratutto con grande fede.
Si, perché quando sai di non aver commesso quanto ti viene contestato, documentato persino dall’assenza delle prove… pensi soltanto alla fine… alla fine della vita

👉🏻 Per questo mi aggrappo alla fede e continuo a coltivare il sogno di costruire con enormi sacrifici, in modo sano e migliore il futuro di mio figlio e della mia famiglia».

Fin qui lo sfogo e le ragioni del sen. Siclari, che questa mattina era in Senato, al lavoro come tutti i giorni. (rrm)

Corrado (M5S): Interrogazione sull’impianto eolico di Mongrassano

Presentata dalla senatrice Margherita Corrado (M5S) un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Economico e per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo riguardo ai lavori in corso per la realizzazione dell’impianto eolico “Aia del vento” nei comuni di Mongrassano, San Marco Argentano e Cervicati (Cs). «In considerazione delle irregolarità procedurali – afferma la senatrice pentastellata – e delle violazioni normative riscontrate, a dispetto delle quali le opere proseguono ad autorizzazione unica ormai decaduta, i suddetti Ministeri sono chiamati in causa al fine di bloccare incentivi ed agevolazioni da parte del Gestore dei servizi energetici GSE SpA, società interamente controllata dallo Stato. Si richiedono, altresì, provvedimenti a tutela del paesaggio, come garantito dall’art. 9 della Costituzione, e dell’itinerario di interesse storico, religioso e naturalistico intercettato dall’impianto: la cosiddetta “via del giovane”, inserita dal MiBACT nell’atlante dei cammini d’Italia in quanto collega alcuni luoghi toccati dalla predicazione di san Francesco di Paola, patrono della Calabria. Si richiede, in fine, di valutare, alla luce delle predette violazioni, la sussistenza di illeciti da denunciare alle competenti autorità». (rp)

Siclari (FI): Coronavirus, il governo introduca questionario per i viaggiatori

Porta la firma del senatore capogruppo in commissione igiene e sanità Marco Siclari, del deputato Roberto Bagnasco della commissione affari sociali e di  Fulvio Martuscello della commissione salute del Parlamento Europeo la proposta di Forza Italia di introdurre un questionario oblbigatorio per i viaggiatori in arrivo in Italia per evitare e contenere l’epidemia del coronavirus.
«Apprezziamo l’impegno del Governo e dei sanitari e dei medici per il lavoro svolto sulla prevenzione della diffusione del virus, – affermano i tre parlamentari – ma riteniamo vada assolutamente rafforzato monitorando tutti coloro che entrano in Italia via aerea, via mare e via terra (dogana). Per tale motivo abbiamo elaborato, anche con il contributo di alcuni esperti e ricercatori nel campo della prevenzione e della virologia italiana, un questionario da somministrare a tutti coloro che viaggiano verso il nostro Paese con qualunque mezzo di trasporto per appurare se nell’ultimo mese possano essere stati a contatto con persone a rischio infezione ovvero siano state in luoghi possibili focolai primari o secondari del coronavirus e ci permette di conoscere anche i loro dati personali, i loro contatti, dove alloggeranno, per quanto tempo ecc. Il test sarà somministrato durante il viaggio dal personale di bordo che dovrà avvisare il cordone sanitario negli aeroporti o porti di destinazione qualora ci fossero alcune risposte affermative».
«Forza Italia – affermano i firmatari del documento – non vuole restare inerme rispetto ad un virus così invasivo, aggressivo e vuole dare il proprio contributo per circoscrivere più possibile l’azione eventuale del virus ed impedire la diffusione del contagio su larga scala che avrebbe effetti devastanti e mortali per un numero indefinito di persone. Il Virus non risulta presente in Italia ma potrebbe entrare attraverso gli oltre 25.000 passeggeri che ogni giorno arrivano dalla Cina con voli indiretti o attraverso centinaia di migliaia di passeggeri che arrivano da altri paesi e che negli ultimi 30 giorni potrebbero essere stati in Cina. Vogliamo discutere con il Ministro su questa opportunità importante di somministrare il questionario in Italia e magari condividerlo anche con gli altri paesi europei. Il questionario dovrà essere compilato obbligatoriamente e verrà punito, a norma di legge, chi dichiarerà il falso. La prevenzione deve essere rafforzata soprattutto dopo quanto accaduto ad Hong Kong che, in queste ore, ha adottato misure severissime per prevenire la diffusione ed il contagio del coronavirus imponendo la quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina che dovranno restare isolati nelle stanze di hotel o in appositi centri usando persino dei braccialetti chiediamo al governo italiano di rafforzare la prevenzione e la profilassi contro la diffusione della pandemia. Nello specifico Hong Kong, che, vista la vicinanza al focolaio primario di diffusione del virus, ha notizie dirette rispetto all’incontrollabilità della diffusione dell’epidemia, e ha, inoltre, annunciato che punirà chi violerà le nuove disposizioni con una multa fino a 3.200 dollari e una condanna a sei mesi di carcere». (rp)

IL QUESTIONARIO PER PREVENIRE L’EPIDEMIA PROPOSTO DAL SEN. MARCO SICLARI AL MINISTRO DELLA SALUTE

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Il ricordo del sen. Antonino Murmura: cinque anni fa moriva il grande meridionalista

Cinque anni fa, esattamente l’8 dicembre 2014 moriva in Calabria il senatore Antonino Murmura, uno dei grandi protagonisti della storia economica del Mezzogiorno, ma soprattutto uno dei politici calabresi più amati e più apprezzati da intere generazioni diverse. Cinque anni dopo la sua scomparsa, in Calabria si parla ancora di lui e della sua straordinaria esperienza politica. Il giornalista Pino Nano, che ha vissuto accanto a lui alcune delle fasi più delicate della sua vita politica, ha scritto la sua biografia per il “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea”, dizionario curato dal giornalista Pantaleone Sergi per l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, e che oggi affida alla rete una delle “storie politiche” più affascinanti della Calabria moderna. Quello che segue è un ricordo del senatore Murmura che Pino Nano ha scritto per l’Agenzia Prima Pagina News.

«Ricordare il Senatore Antonino Murmura – sottolinea la senatrice Rosa Russo Iervolino, che nel 1994 diventa Presidente del Partito Polare Italiano – significa mostrare non solo che “un’altra politica” è teoricamente possibile ma che c’è stato chi, per tutta la vita, l’ha praticata onorando le istituzioni, facendo il bene della propria terra e meritando non solo la fiducia, ma l’affetto e la riconoscenza della propria gente. Giorgio Amendola parla di politica come “scelta di vita” e certamente il Senatore Murmura ha fatto della politica una scelta di vita. Ma c’è modo e modo di farla questa scelta. C’è chi la fa perché è incapace di fare altro e perché la ritiene la strada più facile e percorribile per il guadagno economico e per il successo. E c’è chi la fa – ripete l’ex Ministro dell’Interno (ma anche ex ministro del Lavoro, della Pubblica Istruzione, degli Affari Sociali) perché ha dentro di sé un patrimonio di cultura, di capacità di analisi, di progettualità realizzatrice che intende mettere a servizio della comunità, perché ha passione per la propria terra e la propria gente, perché ha il sogno di rendere sempre più giusta ed umana la condizione di vita di un popolo. Che il Senatore Murmura appartenga alla seconda categoria di persone non vi è dubbio».

Antonino Murmura nasce a Vibo Valentia il 29 novembre 1926, figlio di Lorenzo Murmura e Anna Gurgo di Castelmonardo. Avvocato, cassazionista e amministrativista di grande esperienza, meridionalista convinto, Senatore della Repubblica per quasi 35 anni di storia Italiana, Antonino Murmura passerà alla storia per essere stato il padre spirituale e il vero artefice politico della nascita della nuova Provincia di Vibo Valentia. Se oggi Vibo Valentia è infatti capoluogo di provincia, il merito storico spetta unicamente a lui, che ha sognato e lavorato per questa sua nuova “creatura” per almeno venti lunghi anni della sua intensa carriera politica, e grazie ad un disegno di legge che porta proprio il suo nome e che datava 1968. La nuova provincia nascerà poi ufficialmente il 6 marzo 1992, contemporaneamente alla provincia di Crotone, e diventerà operativa nella primavera 1995, dopo l’elezione del primo Consiglio provinciale. A soli 14 anni era stato coordinatore giovanile dell’Azione Cattolica, a diciassette anni, nel 1943, insieme ad un giovanissimo Nicola Signorello, suo coetaneo, calabrese come lui, originario di San Nicola da Crissa, era stato inviato quale rappresentante della Democrazia Cristiana ai Comitati Nazionali di Liberazione (CNL), sorprendendo i rappresentanti di tutti gli altri partiti, nella maggior parte dei casi professionisti già affermati e avanti negli anni. Ancora giovanissimo, nel 1952 viene eletto per la prima volta sindaco di Vibo Valentia, nelle file della DC.

Politico di professione, Antonino Murmura, che a Vibo però gli amici chiamavano molto più semplicemente “Tony”, oltre a fare – a tempo perso e per pura passione giovanile – anche l’Avvocato, gli piaceva anche molto scrivere, e a quanti oggi fossero interessati a ricostruire le vicende vibonesi lui lascia in eredità, gelosamente custoditi nella sua vecchia biblioteca di Palazzo Gagliardi, una miriade infinita di saggi e di articoli sulla “condizione sociale della Calabria degli anni che vanno a cavallo dal 1970 al 2000” davvero di grande interesse sociologico. In special modo, saggi e analisi sullo “stato di salute” del Vibonese, che è poi la terra che lo ha visto crescere e a cui Murmura ha dedicato tutte le migliori energie della sua attività politica. Per lungo tempo, pur non essendo mai diventato giornalista pubblicista, Murmura ha fatto anche parte del Comitato di redazione della rivista “Nuova Rassegna”, giornale su cui anticipava e raccontava con dovizia di particolari ai suoi lettori quelle che allora erano le vere novità dell’ordinamento giuridico in tema di “valori e dei principi fondamentali della Costituzione Italiana”.

Studente modello, lo era stato in tutti i sensi, dopo gli anni del Liceo al Morelli di Vibo Valentia si laurea nel 1947 in giurisprudenza con 110/110 presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi sul “Il potere di grazia”, subito dopo diventa avvocato, ma la sua vera passione rimarrà per sempre la politica, e ancora giovanissimo nelle file della Democrazia Cristiana viene eletto per la prima volta sindaco di Vibo Valentia. È il 1952. Nel 1960 Murmura viene eletto consigliere e assessore provinciale, e poi ancora e di nuovo sindaco di Vibo nel 1964, a distanza di un anno esatto dal suo matrimonio con Maria Folino, discendente di una delle famiglie più aristocratiche del tempo, “nozze da favola” che si celebrarono a Catanzaro, città dei Folino, il 12 settembre del 1963. Dal matrimonio nascono tre figlie, la maggiore è Anna, archeologa, che dopo gli studi del mondo antico e lunghi soggiorni di viaggio e scavi archeologici nei paesi del Mediterraneo (Grecia, Turchia, Siria), ha scelto di tornare e rimanere a Vibo, nella sua casa natale: Enrica (una carriera internazionale iniziata giovanissima alla Comunità Europea di Bruxelles, oggi vive a New York, città nella quale ha frequentato la Columbia University e dove, dopo aver avviato significative collaborazioni con le Nazioni Unite e la Banca Interamericana di Sviluppo, ricopre importanti incarichi e siede tra gli altri, nel Consiglio di Amministrazione del Metropolitan; Francesca , una laurea in matematica e un Master negli Stati Uniti, una laurea in filosofia politica all’Università di Roma, dopo aver lavorato tra gli Stati Uniti e l’America Latina, oggi vive e lavora a Roma. Cinque anni dopo la sua unione con Maria Folino, il 19 maggio 1968 Murmura viene eletto per la prima volta Senatore della Repubblica per il collegio di Vibo Valentia. Verrà riconfermato a Palazzo Madama per ben sette legislature consecutive, quasi un record per quei tempi, fino al 1994, e ogni legislatura sarà per lui un vero e proprio voto plebiscitario, un consenso elettorale quasi da record, a volte anche unico in Italia, frutto certamente – spiegavano i giornali di allora – «del rapporto profondo e quasi viscerale che aveva con tutti i paesi della sua circoscrizione elettorale».

Allora il consenso politico lo si cercava andando a trovare la gente, casa per casa, paese per paese, contrada dopo contrada, e per almeno 40 anni di vita politica lui ha vissuto esclusivamente tra la gente e per la gente. C’è un dettaglio molto personale della vita politica di Murmura che solo in pochi conoscono, ed era il ruolo di suo fratello Enrico, vero organizzatore e stratega di ogni sua battaglia elettorale, un uomo attentissimo e profondo conoscitore di uomini e cose, e che per tutta la sua vita, prima di morire, ha scelto di rimanere nell’ombra, sempre un passo dietro al fratello senatore. L’altro fratello, Pasquale, invece morirà molto giovane, il 16 aprile del 1972, in un incidente aereo a bordo di un Fokker F-27 Friendship 200, il volo ATI BM 392 diretto a Foggia Gino-Lisa e partito da Fiumicino alle 21.22 di quello stesso giorno, una tragedia con cui Antonino ed Enrico convivranno per tutto il resto della loro vita.

Nel 1986 Murmura viene nominato Sottosegretario di Stato al Ministero della Marina Mercantile, secondo Governo Craxi, dal 4 agosto 1986 al 16 aprile 1987, riconfermato poi dal sesto Governo Fanfani nel medesimo incarico dal 18 aprile 1987 al 27 luglio 1987 , ma l’incarico forse più prestigioso per lui gli arriva nel 1992 quando diventa Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, primo Governo Amato, dal 30 giugno 1992 al 27 aprile 1993, e poi di nuovo ancora primo Governo Ciampi, dal 7 maggio 1993 al 9 maggio 1994, un traguardo questo ultimo a cui Murmura teneva moltissimo e a cui aveva dedicato gran parte del suo lungo e a volte anche travagliato percorso politico. Dal 1977 al 1983 è stato Presidente della Prima Commissione Affari Costituzionali del Senato, e Presidente del Comitato Pareri della Prima Commissione in tutte le legislature dal 1979 al 1992. Ha sempre fatto parte, durante la sua lunga attività parlamentare, della Prima Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Interno e dell’Ordinamento Generale dello Stato. Membro per lungo tempo anche della “Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari”, dal 13 luglio 1988 al 22 aprile 1992, e dello stesso “Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato”, dal 15 ottobre 1987 al 22 aprile 1992.

Amico personale di Giulio Andreotti, al Senato lo ricordano ancora come un lavoratore instancabile, «arrivava a Palazzo Madama – ricorda ancora qualche vecchio commesso d’aula – alle sette del mattino e a volte era l’ultimo ad uscire dal palazzo». Giovanni Spadolini e Aldo Moro lo chiamavano «un principe prestato alla politica». Ma forse fu proprio per questo suo modo di intendere il lavoro parlamentare che fu chiamato a far parte di quasi tutte le Commissione permanenti del Senato: 4ª Commissione permanente Difesa dal 5 luglio 1968 al 14 luglio 1968; Commissione Parlamentare d’inchiesta sui fenomeni di criminalità in Sardegna dal 13 gennaio 1970 al 24 maggio 1972; Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, dal 4 luglio 1972 al 4 luglio 1976; Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa, dal 1 agosto 1972 al 2 agosto 1972; Commissione di controllo sugli interventi nel Mezzogiorno, dal 19 maggio 1976 al 4 luglio 1976; Commissione parlamentare per le questioni regionali, dal 5 agosto 1976 al 9 agosto 1976; Commissione consultiva regolamenti CEE, dall’8 novembre 1983 al 23 settembre 1986; Commissione consultiva per la concessione di ricompense al valore e al merito civile, dall’11 ottobre 1983 al 23 settembre 1986; 2ª Commissione permanente Giustizia, dal 6 ottobre 1992 all’11 febbraio 1993, ma l’elenco potrebbe andare ancora oltre. Decine e decine di disegni di legge e di provvedimenti legislativi importanti portano la sua firma, tra i tanti ricordiamo la “Istituzione dei Tribunali Amministrativi Regionali (T.A.R.)” e delle “Sezioni Regionali della Corte dei Conti”, il “Riordino delle carriere nella Pubblica Amministrazione”, la “Riforma della Polizia di Stato”, la “Riforma della Presidenza del Consiglio”, la “Istituzione del Dipartimento della Protezione Civile”, la “Legge sulle autonomie locali”, il “Riordino del Consiglio di Stato”, il “Riordino dell’Avvocatura dello Stato e della Corte dei Conti”, la “Riforma del processo amministrativo”, nonché il “Potenziamento dei più importanti Ministeri italiani”. Ma porta la sua firma anche il disegno di legge che prevede la “Istituzione della Direzione Investigativa Antimafia (D.I.A.), istituita nell’ambito del Dipartimento della Pubblica Sicurezza con l’art. 3 del D.L. 345 del 1991 (ora art. 108 del D.Lgs. 159 del 2011), organismo investigativo composta da personale altamente specializzato interforze, con il compito esclusivo di indagare e colpire la criminalità organizzata nel Paese, nonché di effettuare indagini di polizia giudiziaria relative esclusivamente a delitti di associazione mafiosa o comunque ricollegabili all’associazione medesima.

Dal 1998 al 2001, proprio per la sua esperienza amministrativa e per la sua profonda conoscenza legislativa viene chiamato a far parte, presso il Dipartimento Affari Regionali e le Autonomie Locali della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Commissione Stato-Regione della Valle d’Aosta per le norme di attuazione dello Statuto Regionale. Ma sono anche gli anni in cui, su richiesta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, diventa soggetto protagonista della grande riforma dello Statuto Regionale della Calabria E nel 2004, cosa questa che lo riempirà di orgoglio personale più di quanto nessuno si aspettasse, viene nominato primo Presidente dell’Ente Parco Regionale delle Serre in Calabria, incarico a cui teneva più di ogni altra cosa proprio per via dell’amore che ha sempre avuto per la montagna delle Serre e per i paesi che vivevano attorno alla Grande Certosa di Serra San Bruno. Agli inizi degli anni ’80, la pagina forse più dolorosa per lui: viene infatti chiamato in causa da un pentito di mafia Pino Scriva, e finisce in una inchiesta giudiziaria che si concluderà con il suo proscioglimento pieno. Dall’inchiesta Murmura ne viene fuori assolutamente pulito, «perché il fatto non sussiste!», e le indagini dimostrarono che le dichiarazioni di Pino Scriva erano assolutamente false. Ma anche in quella vicenda e in quella occasione, quello che Tony Murmura considerava il “mio popolo” scese in piazza in massa per difenderlo e per stargli vicino.

Il sen. Antonino Murmura
Il sen. Antonio Murmura è morto a Vibo l’8 dicembre 2014. Grande protagonista del Mezzogiorno, era nato a Vibo Valentia nel 1926.

Ha ragione il sociologo-scrittore Rocco Turi, che dopo aver fatto una lunga intervista esclusiva con lui, lo descrive e lo ricorda come un “angelo dei poveri”, tanto bene ha fatto per la sua gente e per la sua città. «Ma in molti – aggiunge ancora il professor Turi – hanno dimenticato nel tempo quanto hanno ricevuto da lui». La banca dati del Senato della Repubblica conserva oggi ben 788 documenti diversi tutti legati al suo nome, e tutti consultabili on line, suddivisi per anno e per legislatura V Legislatura (1), VI (1), VII (1), VIII (255), IX (196), IX (196), X (259), XI (74), XII (1), e che danno l’idea complessiva di cosa siano stati la sua presenza e il suo ruolo a Palazzo Madama in oltre 35 anni di Storia Repubblicana.

Lo piangono tutti, una voce unica dal popolo alle istituzioni, quando nel dicembre 2014 scompare improvvisamente nella sua amata Vibo. Per ricordare il suo nome e la sua storia pubblica nel 2015, su iniziativa della moglie Maria Folino Murmura e delle figlie Anna Enrica e Francesca, nasce a Vibo l’ Associazione pro Fondazione Antonino Murmura, che presto darà vita alla Fondazione, con l’obiettivo primario di «svolgere attività di utilità sociale nei confronti dei soci e di terzi, nei settori della cultura e della società civile, con particolare attenzione ai principi della legalità e dell’etica e con specifico interesse alla tradizione storico-culturale e giuridica di Monteleone – Vibo Valentia e ai legami di tale tradizione con la cultura nazionale e trans-nazionale».

La Fondazione ha pubblicato nel 2016 un volume dal titolo “Un galateo per la politica” opera che raccoglie un estratto consistente del lavoro parlamentare di Murmura (per raccoglierlo tutto non sarebbero bastate cinquemila pagine) e una raccolta di saggi e altri scritti vergati dalla penna del Senatore sino agli ultimi giorni della sua vita intensa. A cura di Francesco Campennì, storico e docente dell’Università della Calabria, il volume comprende saggi di illustri giuristi, sociologi e storici, tra i quali ricordiamo Cesare Mirabelli, ordinario di diritto ecclesiastico e presidente emerito della Corte Costituzionale e Giuseppe De Rita, sociologo già Presidente del Censis e attento studioso dei temi sociali del Mezzogiorno d’Italia. La stessa Fondazione, con il prezioso contributo scientifico dell’Accademia dei Lincei ha istituito nel 2017 il “Premio Murmura” che ogni anno seleziona il lavoro di un giovane studioso o ricercatore in materie giuridiche economiche. La sua giuria è composta da giuristi ed economisti di chiara fama quali Pietro Rescigno, Pierluigi Ciocca, Franco Gallo, Cesare Mirabelli, Damiano Nocilla e la cerimonia di premiazione si svolge nel suggestivo salone rosso dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani. Iniziative di cui il vecchio Senatore, se fosse ancora vivo, ne andrebbe certamente fiero. (Pino Nano) courtesy Prima Pagina News

Passione, entusiasmo e coraggio: il bel film su San Luca di Ambrogio Crespi

Presentato in anteprima al Senato, con la partecipazione della capogruppo azzurra sen. Anna Maria Bernini, il bel film di Ambrogio Crespi Terra mia – Non è un paese per santi. Un intenso docufilm, vincitore a Salerno al Festival Internazionale del Cinema, dopo l’incomprensibile esclusione (per ragioni di spazio) a Venezia. Terra mia è girato a San Luca ma è lo specchio della Calabria che non si arrende alla mafia e al malaffare, in un panorama di sopraffazione e violenza che investe tutta la malavita organizzata: ‘ndrangheta, mafia siciliana, camorra, sacra corona unita. Il Sud ha tante piaghe, in una ferita comune, ma la gente ha cominciato a reagire, a ribellarsi. È questa la grande forza di chi vuole il riscatto della propria terra, per offrire un futuro migliore ai giovani. Il film, però, rivela una grande verità: i giovani non sono il domani, sono il presente. Bisogna puntare su di loro per disabituarli (ove necessario) dai modelli negativi e dal cattivo esempio, per coinvolgerli in un progetto di crescita, di civiltà e sviluppo. Ci vuole – dice uno dei protagonisti, don Luigi Merola – passione entusiasmo e coraggio. Lo stesso che ci ha messo il regista, Ambrogio Crespi, coinvolgendo nel suo disegno Klaus Davi, alcuni testimoni di giustizia che si sono ribellati alla mafia come Gaetano Saffioti, Benedetto Zoccola, Michele Inserra; il tenente dei carabinieri Cosimo Sframeli, e Luciana Careri la sfortunata fidanzata del carabiniere Carmine Tripodi, trucidato dalla ‘ndrangheta, e la magnifica preside della scuola di San Luca Mimma Cacciatore, che ha saputo coinvolgere i propri ragazzi in un progetto di formazione contro la violenza e la mafia. La colonna sonora è affidata a due rapper napoletani, Michele Sbam e Kiaman, con l’intervento della giovane attrice Ludovica Pedetta.

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Un’ora di film che documenta la forza di chi ha saputo dire basta alla mafia, lasciando un messaggio chiaro e forte: occorre reagire, non accettare la sopraffazione. È una storia di Calabria, quella Calabria grande e amara, raccontata da Corrado Alvaro e Leonida Repaci, con immagini suggestive e meravigliose della nostra terra. Un racconto-verità che coinvolge e appassiona. Un film che bisognerà far vedere ai ragazzi delle scuole calabresi, ma non solo a loro: è un messaggio di civiltà e una lezione sul perché è importante e necessario denunciare la criminalità organizzata, guardando con fiducia al riscatto che solo la cultura può dare. Un progetto culturale che merita la massima attenzione e un grande plauso va a Crespi e a tutto lo staff della produzione. Un documentario che è film-verità, che racconta le infamie subite da gente per bene che crede in quello Stato troppe volte assente, eppure rappresentato dai suoi uomini migliori. Quelli che hanno offerto la propria vita in nome della legalità e del vivere civile. Un gran bel film che onora i suoi protagonisti e fa onore alla Calabria, quella che ha alzato la testa e non ha alcuna voglia di riabbassarla. (s)

Nella foto di copertina: il saluto della sen. Annamaria Bernini, con Luigi Crespi, l’on. Piero de Luca e la sen. Isabella Rauti. Al tavolo erano presenti anche l’on. Gennaro Migliore e don Luigi Merola parroco anti-camorra.