Elezioni al primo turno: il prof. Giuseppe Zimbalatti, docente alla Facoltà di Agraria, è il nuovo Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Molto forte la partecipazione al voto, ben oltre le aspettative, segno evidente dell’esigenza di imprimere un’accelerazione all’Università, sfiancata dalla bufera giudiziaria dei mesi scorsi che ave sospeso rettore, vicerettore e diversi docenti. Voglia di cambiamento, dunque, ma nel segno della continuità (il prof. Zimbalatti era direttore generale dell’Ateneo). A contendersi il titolo di Rettore erano tre candidati: il prof Claudio De Capua, ordinario di Misure elettriche ed elettroniche del Dipartimento Dies; il prof Nicola Moraci, ordinario di Geotecnica del Dipartimento Diceam e ill prof Giuseppe Zimbalatti, ordinario di Meccanica Agraria presso il Dipartimento di Agraria e attuale direttore generale dell’ateneo. Zimbalatti ha raccolto 257 voti su 491 elettori assoluti, quindi è risultato eletto al primo turno. (rrc)
UNIMEDITERRANEA: SI SCEGLIE IL RETTORE
MA A VOTARE SONO SOLTANTO I DOCENTI
di AMELIA CANALE E GIUSEPPE TOSCANO – Da oggi, lunedì 18, a mercoledì 20 luglio si svolgeranno le elezioni per la nomina del nuovo Rettore dell’Università Mediterranea, ma ancora una volta sarà appannaggio del solo personale docente, alla faccia di chi si aspettava una ventata di rinnovamento dopo i recenti scandali che hanno sconvolto l’Ateneo reggino.
Lo stesso corpo docente, o almeno una sua consistente parte, che per troppi anni ha vissuto rinchiuso in una sorta di fortino, arroccato nella strenua difesa di interessi di gruppo e di privilegi ingiustificati, continua ad escludere la componente studentesca e quella tecnico-amministrativa dalla più primigenia e naturale forma di partecipazione democratica: il diritto di voto per l’elezione del Rettore, la più alta carica politica dell’ateneo.
Infatti, una antidemocratica norma dello Statuto della Mediterranea (il comma 8 dell’art. 17), varata circa 11 anni fa, priva di fatto studenti e personale tecnico-amministrativo e bibliotecario (PTAB) del diritto di esprimersi sull’elezione del Rettore fino alla terza votazione di ballottaggio (sesta votazione generale!), trasformando l’occasione di massimo coinvolgimento nella vita politica della Mediterranea, in una “cosa per pochi eletti”: i docenti e i ricercatori.
I “Magnifici” eletti da quando la “casta” ha varato questa norma statutaria illiberale e aberrante, nel 2012 e nel 2018, hanno avuto il discutibile merito di consegnare l’Università di Reggio Calabria agli onori (sarebbe più corretto parlare di disonori) della cronaca con l’inchiesta “Magnifica” condotta dalla Guardia di Finanza.
Come spesso accade nella pubblica amministrazione, quando si devono ampliare gli ambiti soggettivi di partecipazione, si utilizza spesso lo strumento delle “Burocrazia”, nella sua accezione peggiore, con la quale si tende a percorrere strade contorte e ad utilizzare banali escamotage, come le richieste di “pareri”, l’attesa di chiarimenti, il ricorso a “consulenze” e altre simili amenità, tutte tendenti a far trascorrere inutilmente il poco tempo che resta per cambiare le cose e quindi senza arrivare a nessuna reale forma di cambiamento.
Il rischio di smarrirsi in “boschi bui” è alto.
“Buio” è certamente sembrato, ad esempio, il silenzio consociativo e smarrito di quasi tutte le istituzioni del territorio calabrese, di fronte allo stato di preoccupante degrado raggiunto dal nostro Ateneo, così come portato alla luce dall’inchiesta “Magnifica”.
Un’università come la Mediterranea, che si era aperta ad ampi orizzonti strategici di lungo periodo, partecipativi e democratici, ha finito miseramente, nel corso dell’ultimo decennio, per assumere quelle caratteristiche culturali connotate dall’esclusiva attenzione verso interessi personalistici, ristretti e localistici; il tutto a fronte di un Ministero, sempre più distante, distratto e accomodante, consentendo il perpetuarsi di atteggiamenti, anacronistici e padronali.
Il quadro desolante che ne risulta ci racconta della gestione piramidale, nella quale il gotha ha acquisito una posizione di dominanza esclusiva e indiscutibile che ha di fatto trasformato la nostra Università da “Mediterranea” a “Riggitana”, anemico esemplare di accademia chiusa in un bacino (di interessi) molto ristretto.
I docenti più poliedrici, sottratti in tutto o in parte alla didattica ed alla ricerca scientifica, svolgono in modo prepotente e spesso incompetente, anche ruoli propri del personale tecnico amministrativo e bibliotecario, improvvisandosi dirigenti nei ruoli amministrativi e tecnici finendo per presiedere una miriade di commissioni e dirigere tutte le funzioni amministrative dell’Ateneo, in barba alle innumerevoli norme sulla separazione della politica dall’amministrazione e della gestione.
Questo sicuramente non rispecchia, purtroppo, un percorso di democrazia, ma di sopraffazione e di perpetuazione di interessi di parte e non pubblici e di comunità.
I docenti, così organizzati, seguono di fatto tutte le attività e finiscono ovviamente anche per decidere lo sviluppo delle carriere di tutto il personale tecnico e non, attraverso, addirittura, l’inopportuna presenza di un docente che ha svolto le funzioni di presidente dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD) . Tale ultima anomalia, più volte contestata da USB, dalla UIL e dalla RSU di ateneo è stata di recente “sanata” con il decreto di ricostituzione dell’organismo con cui l’università ha dovuto “provvedere alla ricostituzione dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari a seguito di impedimenti intervenuti che riguardano alcuni componenti dell’UPD precedentemente nominato”.
La mancata modifica dello Statuto e tutti gli ipocriti tecnicismi che sono frapposti per ostacolare l’abrogazione del famigerato illiberale comma 8 art. 17, porteranno ancora una volta alla scelta del nuovo Rettore della Mediterranea con le vecchie modalità di voto, dimostrando ampiamente, se ce ne fosse ancora bisogno, come il rinnovamento democratico e partecipativo e il rispetto della pari dignità tra tutte le componenti di Ateneo, è ancora lontano dal diventare una realtà.
Un sistema chiuso al cambiamento, incapace di rinnovarsi, ostile a comprendere le regole del vivere e del codice penale. Un parassita che pretende e vive di risorse pubbliche ma vuole regole proprie autodeterminate.
Le patologie del sistema universitario italiano, alla Mediterranea sono presenti in tutte le varianti. La diagnosi è certa ma il paziente rifiuta le cure mentre la malattia avanza. Il personale amministrativo, tecnico e bibliotecario e gli studenti sono l’unica difesa immunitaria che può, dall’interno, mantenere viva la speranza di guarigione. Per questo, il prossimo Rettore non democraticamente eletto, dovrà subito fare i conti che la pesante eredità dei predecessori non democraticamente eletti e decidere se iniziare le cure o praticare l’eutanasia di un ateneo gravemente malato. Eutanasia a cui non assisteremo passivi. (ac e gt)
Alla Mediterranea il mini simposio “Green, Suistinable and CircularChemistry&Engineering”
Domani, alla Residenza Universitaria di Eccellenza di via Roma dell’Università Mediterranea di Reggio, è in programma il mini simposio Green, Sustainable and Circular Chemistry&Engineering che vedrà coinvolti i professori Rafael Luque (Università di Cordoba) e Joseph Samec (Università di Stoccolma).
L’iniziativa sarà un’importante occasione di confronto ed approfondimento sui temi della chimica verde e l’economia circolare per gli studenti magistrali e di dottorato delle discipline attinenti l’ingegneria ambientale ed agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Ordinario presso l’Università di Cordoba, il Prof. Rafael Luque è uno degli scienziati più influenti nel campo dei processi chimici ed ingegneristici sostenibili con particolare riferiremo alla valorizzazione di scarti agro-industriali per la produzione di chemicals, materiali e biocombustibili.
Il prof. Luque, a partire dal 2019, è stabilmente nella lista WOS-clarivate “Highly Cited Researchers” ovvero degli scienziati che si collocano nella top 1% di citazioni per campo e anno in Web of Science.
Il Prof. Joseph Samec è professore ordinario presso l’Università di Stoccolma ed è da anni un punto di riferimento per le attività di ricerca incentrate sulla chimica verde per la trasformazione di biomasse lignocellulosiche. Nel 2012 ha fondato RenFuel, una start-up che produce biocarburanti da lignina. (rrc)
Si è insediato il Consiglio d’amministrazione dell’Hub dell’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata
Si è insediato il Consiglio d’amministrazione dell’Hub dell’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata, soggetto attuatore del progetto Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement”, coordinato dal prof. Maurizio Muzzupappa.
A comporlo, due componenti designati dall’Università della Calabria, alla quale è riservata da statuto la Presidenza, prof. Roberto Musmanno e Maurizio Muzzupappa, un componente designato dalla Magna Graecia di Catanzaro, prof. Gianni Cuda e un membro designato dalla Università della Basilicata, prof.ssa Patrizia Falabella e la prof.ssa Mariateresa Russo, quale rappresentante dell’Università Mediterranea.
Il progetto ha consentito di dare vita ad una progettualità di alto profilo scientifico e di ampio respiro che ha coniugato diversi ambiti di ricerca – dall’energia pulita, al patrimonio culturale, dall’ambiente alla tutela della salute, all’agrifood – con le sfide della transizione digitale nel solco della sostenibilità. Tech4You è articolato nei seguenti 6 Spoke (Soggetti Realizzatori) tematici, coordinati, ognuno, da università ed enti pubblici di ricerca vigilati dal MUR che attueranno i progetti pilota.
Tech4You, nell’ambito dell’ampia progettualità sostenuta dal PNRR, acquisita una eccellente valutazione scientifica e un finanziamento totale di 119 milioni di euro, con l’endorsement delle due Regioni ed il supporto della rete dei soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto, metterà al servizio dei territori le competenze dell’intero sistema della ricerca al fine promuovere la nascita di un modello di sviluppo basato sull’economia sostenibile, in grado di valorizzare le specificità di Calabria e Basilicata conferendo all’intero Mezzogiorno d’Italia una nuova centralità.
L’impatto del progetto riguarderà, altresì, un consistente incremento occupazionale per figure professionali dell’area del management dell’innovazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico, il potenziamento del tessuto di start-up e spin-off con l’auspicio che queste possano diventare l’ossatura del sistema economico delle due regioni nei prossimi decenni.
L’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, ha designato la prof.ssa Mariateresa Russo quale rappresentante dell’Ateneo nel CDA dell’HUB Tech4you, in considerazione del suo profilo scientifico, della grande esperienza maturata nella gestione di progetti di ricerca complessi nonché del lavoro svolto nella fasi di progettazione dell’Ecosistema stesso e nel coordinamento del tavolo di lavoro dello Spoke 3 incentrato sulle tecnologie digitali per la sostenibilità delle filiere agroalimentari e delle foreste – di cui il Dipartimento di Agraria è soggetto attuatore – ed al quale hanno partecipato docenti e ricercatori di UNIRC che del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del CREA e di Unical.
La prof.ssa Mariateresa Russo si è detta onorata di rappresentare la Mediterranea in questa sfida ed ha inteso ringraziare il Rettore prof. Feliciantonio Costabile e gli organi accademici per la fiducia.
«L’eccellente risultato ottenuto nella valutazione da parte di esperti anonimi sia italiani che stranieri – ha dichiarato – che ha collocato il progettoTech4you al secondo posto nella graduatoria nazionale generale ed il migliore in assoluto per il punteggio relativo al criterio della qualità scientifica, è un segnale forte e chiaro che va sottolineato. Il dato dimostra inequivocabilmente ed oggettivamente che nelle nostre università opera un capitale umano di altissimo profilo scientifico e in grado di mettere in campo idee e modelli vincenti, in grado di competere ad armi pari con il resto di Italia e del mondo soprattutto quando la competizione è oggettivamente basata sul merito e libera da ogni condizionamento e/o pregiudizio. E dimostra che, nel rispetto di tutte le specificità che caratterizzano le diverse università, l’unica strategia vincente è quella di mettere a sistema tutte le energie su obiettivi comuni che, nel caso di specie è quello di concorrere con spirito di servizio, a dare alle due regioni Calabria e Basilicata, strumenti in grado di supportare un nuovo modello di sviluppo che abbia quali pilastri la sostenibilità nel paradigma delle Key Enabling Technologies (KETs)».
«In ultimo, mi auguro – ha concluso – e con questo so di interpretare il pensiero della nostra accademia, che tale risultato con le potenziali ricadute, possa dare fiducia alle famiglie ed ai giovani contribuendo a porre un freno al costante esodo verso altre mete universitarie nella consapevolezza che la qualità della ricerca e formazione delle nostre università è in grado di esprimere i migliori livelli di qualità». (rrm)
In copertina, la prof.ssa Russo
Successo a Serra San Bruno per il seminario “Biodiversity Management and Conservation
Grande successo, a Serra San Bruno, per il 14esimo International Seminar “Biodiversity Management and Conservation” che quest’anno ha avuto come tematica Biodiversity and Sustainability: two important keywords for the future, organizzato da Carmelo Maria Musarella e Giovanni Spampinato, docenti del Corso di Studio in Scienze Forestali e Ambientali presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Sono intervenuti relatori provenienti da quattro paesi europei (Italia, Portogallo, Spagna e Francia), appartenenti a quattordici gruppi di ricerca. Il Seminario Internazionale si è articolato in dieci sessioni tematiche, di cui due speciali: una celebrativa in onore del Prof. Eusebio Cano dell’Università di Jaén (Spagna), padre fondatore del Seminario Internazionale, nel suo ultimo anno di attività accademica, e una sulle specie aliene invasive, tematica trasversale alle altre otto e di estrema attualità. Ben dodici relatori invitati hanno presentato le loro ricerche che hanno ricevuto enorme interesse da parte di tutti gli uditori, oltre alle altre ventisette short communications, altrettanto partecipate e dibattute dall’assemblea.
In totale, dunque, ben 39 interventi: il numero più alto tra quelli registrati nelle precedenti edizioni. Tra i relatori invitati, tre in particolare sono state le figure di spicco presenti, che rappresentano i vertici di altrettante prestigiose società scientifiche: il Prof. Alessandro Chiarucci dell’Università di Bologna, Presidente della Società Botanica Italiana, la Prof.ssa Simonetta Bagella dell’Università di Sassari, Presidente della Società Italiana di Scienza della Vegetazione, e il Prof. Carlos Pinto Gomes dell’Università di Évora (Portogallo), membro del Consiglio Direttivo della Società Portoghese di Fitosociologia.
Il XIV International Seminar è stato patrocinato dalla Regione Calabria, dal Comune di Serra San Bruno, dal Parco Naturale Regionale delle Serre, dalla Società Botanica Italiana onlus e dalla sua sezione interregionale Campana-Lucana-Calabrese, dalla Società Italiana di Scienza della Vegetazione onlus, dall’Arma dei Carabinieri Forestale, dall’Ordine Nazionale dei Biologi, dalla Federazione dei Dottori Agronomi e Forestali della Calabria, dalla Pro-Loco di Mongiana e dall’Associazione Italiana Biologi.
Grazie ai diversi simposi tematici e alle numerose relazioni è stato possibile analizzare la biodiversità sotto tanti aspetti: il paesaggio, la vegetazione, la flora, l’etnobotanica, le produzioni tipiche, la fisiologia delle piante e l’educazione ambientale. Il tutto è stato facilitato dalla formula residenziale, tipica di questo Seminario, in cui ricercatori junior e ricercatori senior possono confrontarsi durante tutte le giornate, anche nei momenti di pausa o durante una serata conviviale.
In questo modo si è affrontato il tema della gestione e conservazione della biodiversità direttamente in un territorio che si trova immerso in essa, quale il comune di Serra San Bruno e il Parco Naturale Regionale delle Serre, grazie anche a due escursioni durante le quali è stato possibile visitare le due Riserve Naturali Biogenetiche “Cropani Micone” e “Marchesale”, oltre al bosco di Archiforo, a Villa Vittoria di Mongiana e al Museo e Orto Botanico di Serra San Bruno.
Ma certamente, la presenza di ricercatori sul territorio è stata importante perché ha rappresentato il contributo che la scienza può offrire al territorio stesso, ossia un contributo di conoscenza e di supporto nelle attività di gestione del territorio. Le prossime edizioni di questo Seminario internazionale si svolgeranno in Sicilia nel 2023 e in Portogallo nel 2024. (rvv)
REGGIO – Indette per il 18 luglio le elezioni per il Rettore della Mediterranea
Il decano prof. Feliciantonio Costabile, ha indetto le elezioni per il 18 luglio per le elezioni del nuovo Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Una eventuale seconda votazione si terrà il 19 luglio, e una terza il 20. Il ballottaggio, se ci sarà, è per il 22 luglio.
Il mandato ha la durata di sei anni e decorrerà dalla data della nomina da parte del Ministro dell’Università e della Ricerca.
«Il senato accademico e il consiglio di amministrazione di Ateneo – ha detto Costabile – hanno lavorato in questo mese e mezzo, sotto la mia presidenza, per portare alla normalità tutte le attività interrotte in conseguenza delle interdizioni e hanno subito adottato all’unanimità alcuni provvedimenti in conformità alle sentenze del Tar in materia di funzionamento degli organi e alle disposizioni della c. d. Legge Gelmini sull’esercizio delle cariche accademiche, sentenze e disposizioni inattuate da un decennio».
«Al di là del merito dei provvedimenti – ha concluso – essi sono un chiaro segnale del ritorno ai principi di legalità, ai quali si è sempre attenuta e ispirata la stragrande maggioranza dei docenti e del personale tecnico e amministrativo e bibliotecario. La Mediterranea torna così a presentare alla città e alla Calabria quell’offerta didattica, di cui il Ministero ha riconosciuto l’alta qualità, e quella eccellenza nella ricerca, che è stata sancita per il nostro Ateneo dall’Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università». (rrc)
La prof.ssa Adele Muscolo della Mediterranea nel Comitato Tecnico Intergovernativo della Global Soil Partneship della FAO
Prestigioso incarico per la prof.ssa Adele Muscolo, del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che è entrata a far parte del Comitato Tecnico Intergovernativo della Global Soil Partneship (ITPS) della Fao istituito durante la prima Assemblea plenaria del Global Soil Partnership tenutasi nella sede della Fao nel 2013.
La Global Soil Partnership (SPG) è un meccanismo riconosciuto a livello mondiale istituito nel 2012 la cui missione è quella di posizionare i suoli nell’Agenda Globale attraverso un’azione collettiva. Gli obiettivi chiave sono: promuovere la gestione sostenibile del suolo (SSM) e migliorare la governance del suolo per garantire suoli sani e produttivi e sostenere la fornitura di servizi ecosistemici essenziali per la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione, adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile.
Allo scopo si avvale del Comitato Tecnico Intergovernativo della Global Soil Partneship (ITPS), composto da 27 esperti mondiali, dal profilo accademico ineccepibile e tra i massimi conoscitori dei problemi del suolo che rappresentano tutte le regioni del mondo. Ogni area regionale ha diritto a un definito numero di membri. In particolare: cinque membri per ciascun paese per Africa, Asia, Europa e America Latina, tre per il Medio Oriente, due membri per ciascuna area individuata come Nord America e Sud Ovest del Pacifico.
L’ITPS è un organismo tecnico essenziale che si occupa dei temi della gestione sostenibile del suolo nei diversi programmi di sviluppo sostenibile e fornisce consulenza scientifica sui problemi globali del suolo e rispondere a richieste provenienti dalle istituzioni mondiali o locali che hanno aderito alla partnership.
«Sono molto contenta di questo risultato – ha dichiaratola professoressa Muscolo – perché rappresenta un riconoscimento del duro lavoro, dell’impegno quotidiano e della grande passione svolto da me e da tutto il gruppo di ricerca e che dà lustro soprattutto al Dipartimento di Agraria al quale afferisco. Continuerò a lavorare in questa direzione. L’obiettivo principale – dice ancora la prof.ssa Muscolo- è quello di valorizzare e salvaguardare il suolo una risorsa essenziale, parte vitale dell’ambiente naturale da cui viene prodotta la maggior parte del cibo globale».
«I suoli sono attualmente sotto pressione – ha proseguito – a causa dell’aumento della popolazione, dell’aumento della domanda di cibo e degli usi non sostenibili del suolo stesso. Circa il 33% dei nostri suoli globali è degradato e noi esperti abbiamo il compito di esplorare le opportunità per ridurre al minimo l’ulteriore degrado dei suoli e ripristinare la produttività dei suoli già degradati nelle regioni in cui le persone sono più vulnerabili, dobbiamo lavorare per trovare soluzioni che stabilizzino le riserve globali di carbonio organico e dobbiamo promuovere la definizione di politiche inclusive e governance del suolo per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile». (rrc)
Mediterranea e Metrocity RC al lavoro sui bandi Pnrr
Nell’Aula Seminari del Dipartimento Pau – Patrimonio, Architettura, Urbanistica, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, si è svoltoun importante incontro ricco di spunti e relazioni tecniche, ha rinsaldato la sinergia tra la Città Metropolitana di Reggio Calabria e l’Università nell’ottica della collaborazione sulle fasi operative e la spesa dei fondi Pnrr.
L’incontro, dal titolo “PNRR e politiche di Sviluppo locale”, si è aperto con i saluti del professor Tommaso Manfredi, Direttore del Dipartimento, e la preziosa introduzione del professor Domenico Marino, il convegno si è sviluppato attraverso gli interventi dei relatori chiamati a portare le proprie testimonianze, il proprio know-how e ed il proprio approccio alla delicata questione dell’utilizzo, della programmazione e dell’attuazione dei bandi e dei relativi fondi previsti dal PNRR.
Gli interventi si sono concentrati sui punti ritenuti cruciali per il miglior utilizzo delle opportunità offerte da questo straordinario strumento della Comunità Europea con ha messo a disposizione la maggiore quantità di risorse proprio per il nostro Paese.
La sinergia con l’Università va a sviluppare e rafforzare una sinergia rivelatasi fondamentale, sia per la preziosità del suo apporto tecnico-scientifico che per il suo sostegno fattivo allo sforzo posto in essere dalla stessa Città Metropolitana, come soggetto attuatore, che in questi mesi di attività, dal varo del nuovo Piano di Ripresa e Resilienza, grazie anche all’impostazione di fondo impressa nelle linee di indirizzo dal sindaco Giuseppe Falcomatà, ha prodotto risultati, ad oggi, eccellenti.
I Piani Urbani Integrati ne sono esempio brillante.
«Tutti i comuni della nostra provincia – ha spiegato il sindaco ff Carmelo Versace – sono stati coinvolti da attori principali nei progetti presentati, poi tutti finanziati, e gli iter per la loro attuazione già tutti avviati».
«I tempi sono stretti – hanno ricordato nei loro interventi i dirigenti della Metrocity Pietro Foti, Francesco Macheda e Mariateresa Scolaro – ed è necessario quindi attuare fattivamente questa pratica virtuosa, tra soggetti protagonisti dei territori interessati, per evitare di sprecare le occasioni enormi che il PNRR offre, integrandolo, eventualmente ed ove necessario, anche con i POR che funzionano sì in modo diverso, ma diventano spesso programmaticamente complementari”.
Tutti concordi su una linea guida fondamentale che diventa quasi il leit-motiv di questo proficuo confronto: “servono progetti utili in grado di sanare, rigenerare, creare sviluppo permanente nei territori cristallizzandone i risultati nel tempo. Stesso approccio e stesso spirito rispetto al settore della Formazione che non può più permettersi di essere scollegato dall’ordinaria offerta didattica, per consentire, soprattutto, una professionalizzazione delle figure che ne consenta l’inserimento fattivo all’interno di servizi e sistema produttivo: “pensare globale, agire locale».
«L’Università insieme alla Città Metropolitana può svolgere un ruolo molto importante nella gestione dei bandi del Pnrr – ha dichiarato a margine il Professor Domenico Marino, promotore dell’iniziativa – soprattutto in quella fase delicata che è la programmazione».
«Il nostro territorio – ha proseguito – avrà la possibilità di utilizzare una mole importante di risorse, che però dovranno rispettare vincoli molto stringenti ed essere ben programmate e ben spese nei tempi previsti. Ritardare o programmare male può significare la perdita di risorse».
«E, quindi – ha concluso – è importante in quest’ottica lavorare in maniera sinergica tra gli Enti locali per il recupero della capacità progettuale ed è chiaro che l’Università su questo aspetto può giocare un ruolo decisivo».
Il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, in piena sintonia con i relatori, ha infine rimarcato «l’assoluta necessità di una produttiva collaborazione con l’Università che vada oltre la stessa scadenza del PNRR». «Collaborazione – ha spiegato Versace – che deve partorire un vero e proprio protocollo programmatico-operativo di governance del territorio».
Versace ha concluso comunicando ai presenti che «il Piano Strategico Metropolitano, dopo lo stop per la pandemia, ed una necessaria fase di aggiornamento alla luce delle nuove esigenze scaturite proprio dalla fase di ripartenza, è finalmente in dirittura d’arrivo per la sua approvazione in Consiglio Metropolitano e diverrà strumento indispensabile di governo dei territori offrendo loro finalmente una visione di sviluppo più coerente all’attualità». (rrc)
New Metropolitan Perspectives, un simposio internazionale con scenari promettenti per il territorio
È con oltre 400 studiosi di tutto il mondo che hanno animato le 40 sessioni scientifiche e i 5 eventi speciali, che si è chiusa la quinta edizione del Simposio Internazionale “New Metropolitan Perspectives”, promosso dai laboratori LaborEst e Unesco MedLab dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria in partenariato con il Cluds Lab e Rhegion UN 2030.
Tra i temi del dibattito il ruolo dei borghi, delle aree interne e delle città metropolitane nel riequilibrio degli effetti prodotti dalla rivoluzione tecnologica e dalla transizione ecologica. Le sessioni scientifiche, riservate a studiosi italiani e stranieri, hanno posto l’accento sulle grandi contraddizioni sociali delle città già prima della pandemia, che hanno dato luogo a una globalizzazione incontrollata e insostenibile.
Obiettivo dei lavori del Simposio, dunque, affrontare nuovi percorsi di riterritorializzazione per andare oltre il paradigma della città moderna, sulla base degli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.
Novità della quinta edizione l’affiancamento alle sessioni di momenti di trasferimento della conoscenza scientifica al territorio, tra i quali tre workshop curati dall’Unesco Med Lab, accomunati dalla tematica degli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa, di cui uno esistente e due di nuova progettazione. Tra i nuovi, la valorizzazione del patrimonio culturale calabrese di epoca bizantina e il Viaggio di Ulisse; quello esistente è “Iter Vitis”, a cui di recente hanno aderito i comuni di Brancaleone, Ferruzzano, Bruzzano, Staiti, Bagnara e il Club per l’Unesco di Campo C., Costa Viola e Aspromonte.
Tra gli eventi speciali, la Giornata Icomos sul Turismo Culturale, incentrata sulla presentazione della nuova Carta Icomos del Turismo Culturale e sul dibattito di tematiche inerenti l’organizzazione dei sistemi territoriali e l’internazionalizzazione dell’offerta. La giornata si è conclusa con la “Dichiarazione di Reggio Calabria” con la quale viene istituita la Rete Nazionale degli stakeholder del Turismo Culturale.
Momenti particolarmente toccati le cerimonie di consegna del Premio Edoardo Mollica destinato a giovani ricercatori, e del Premio Valeria Morabito rivolto a giovani talenti nel campo della comunicazione del patrimonio culturale.
«La grande partecipazione, e il numero di visualizzazioni dell’evento in streaming da parte della comunità scientifica nazionale e internazionale – ha dichiarato Francesco Calabrò, responsabile Scientifico UNESCO Med Lab – confermano l’attualità e la centralità dei temi trattati, sottolineando il ruolo della conoscenza e dell’innovazione per l’attrattività dei territori nelle dinamiche Post Covid-19 e nella Transizione Verde e Digitale con nuove prospettive metropolitane e di ritorno ai borghi.»
«L’auspicio emerso nella tavola rotonda di sintesi finale dei risultati del simposio – ha concluso – è che l’importante apporto conoscitivo e le riflessioni condotte dagli oltre 400 studiosi provenienti da tutto il mondo nell’ambito del fitto programma di tre giorni del simposio, possano incrementare e promuovere verso il territorio un approccio più maturo nell’ambito di una visione olistica di uso sostenibile delle risorse. Il successo di questa edizione è anche l’espressione diretta della collaborazione tra tutte le componenti dell’Ateneo, che hanno operato concordemente per il raggiungimento dei medesimi obiettivi». (rrc)
Il 6 giugno a Serra San Bruno il seminario “Biodiversity and conservation”
Dal 6 all11 giugno, a Serra San Bruno, è in programma il seminario internazionale Biodiversity management and conservation, giunto alla 14esima edizione, organizzata da Carmelo Maria Musarella e Giovanni Spampinato del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Il Seminario Internazionale è articolato in simposi tematici che hanno lo scopo di mettere a confronto le ricerche svolte dai vari studiosi europei e di promuovere la diffusione della cultura scientifica.
Sono previsti diversi simposi che toccano differenti tematiche di rilevante interesse per il territorio (l’agricoltura, le foreste, la didattica, l’educazione e l’ecologia) che fanno assumere all’evento anche un’importante valenza culturale.
Il Seminario Internazionale ha, infatti, tradizionalmente il significato non solo di incontro scientifico, ma di evento in grado di stimolare un confronto e un dibattito su tematiche di rilevante interesse per la nostra società.
A ciò contribuirà anche la presenza di studiosi di alto livello scientifico provenienti dall’Italia e dall’estero che parteciperanno con relazioni e comunicazioni ai simposi.
In particolare, tra i relatori presenti ci saranno il Prof. Alessandro Chiarucci dell’Università di Bologna, Presidente della Società Botanica Italiana, la Prof.ssa Simonetta Bagella dell’Università di Sassari, Presidente della Società Italiana di Scienza della Vegetazione, il Prof. Carlos Pinto Gomes dell’Università di Évora (Portogallo), membro del Consiglio della Società Portoghese di Fitosociologia, e il Prof. Eusebio Cano Carmona dell’Università di Jaén (Spagna), fondatore del Seminario Internazionale.
Oltre alle sessioni scientifiche che ospiteranno le relazioni dei partecipanti, sono previste anche due escursioni nella meravigliosa cornice dell’area del Parco Regionale delle Serre, con varie tappe: Sentiero Frassati (Serra San Bruno-Mongiana), Villa Vittoria, Ferriere Borboniche, Riserva Marchesale, Bosco Archiforo, Bosco di Stilo, Monte Stella.
L’evento è patrocinato dalle più importanti e prestigiose società scientifiche e istituzioni amministrative. (rvv)







