Darsana – Il trapiano d’anima
di Giuseppe Lazzarini

Un romanzo fantascientifico con implicazioni etico-esistenziali: un ricercatore di neuroscienza tarsferito dall’Italia a Seattle studia le tecniche di codifica e traduzione dei contenti cerebrali. Ricordi, sentimenti, conoscenza che vengono trasferiti da un cervello umano a un supporto elettronico.

La materia è intrigante e il racconto si dipana attraverso le immaginabili aspettative che una ricerca del genere può provocare con tutti i rischi, soprattutto di natura etica, che bisogna pur preveder. Si può trascendere la morte, ovvero mantenere in vita le emozioni di un cervello che rimane vitale anche dopo il decesso fisico. L’esperimento si farà su un giovane affetto da sclerosi multipla e la morte della cavia umana vedrà sopravvivere alla morte biologica il contenuto del cervello. È progresso o primo passo verso l’innaturale disfacimento delle coscienze su cui innestare, nel bene e nel male, emozioni che travalicano i limiti umani.

L’autore, Giuseppe Lazzerini, è un giovane musicista di Catanzaro, al suo esordio letterario. Che non deluderà gli appassionati del genere. (dl)

DARSANA
di Giuseppe Lazzerini
Santelli Editore

Mezzogiorno nei Sassi
di Peppino De Rose

Uno sguardo da una finestra sul futuro del patrimonio culturale e naturale del Mezzogiorno d’Italia, culla di luoghi dalla indiscutibile bellezza e dotati di un potere attrattivo anticrisi: il libro Mezzogiorno nei Sassi di Peppino De Rose, docente all’Unical di “Impresa turistica”, ha una duplice essenza. Da una parte quella di descrivere l’esempio vincente di Matera, che grazie ad un percorso di programmazione strategica condivisa con la comunità e l’utilizzo dei finanziamenti comunitari, è riuscita a diventare una destinazione turistica internazionale capace di promuovere lo sviluppo economico di un intero territorio, dall’altra quella di raffrontare la situazione economica e sociale del Mezzogiorno che, utilizzando una espressione figurata, continua invece a camminare scalzo sui sassi irti e taglienti di un mondo globalizzato ed altamente competitivo, le cui ferite più profonde continuano ad essere rappresentate dall’alta disoccupazione e dall’emigrazione giovanile.

L’emergenza Covid-19 ha fatto emergere la debolezza, la fragilità e la scarsa reattività dell’attuale sistema politico europeo e nazionale ed il tempo dimostrerà come solo gli strumenti finanziari messi a disposizione non potranno essere sufficienti per limitare i danni e garantire la ripartenza del Mezzogiorno e delle sue piccole imprese, se non accompagnati da politiche pubbliche e riforme fiscali e del lavoro rapportate al tasso di crescita delle singole regioni. L’Unione europea e l’Italia hanno la possibilità di riscrivere le regole, per creare meno dipendenza e più mercato, merito e concorrenza, il Mezzogiorno da parte sua, ha l’occasione di riappropriarsi dei suoi antichi valori e soprattutto di riscoprirsi ancora comunità vincente capace di governare i processi della globalizzazione. Con la consapevolezza che senza il Mezzogiorno non c’è Italia e senza l’Italia non c’è Europa. Ha collaborato al volume Alessia De Marco, laureata in Scienze Turistiche e studiosa di marketing e comunicazione.  (dl)

MEZZOGIORNO NEI SASSI
di Peppino De Rose
Aloe Editore, ISBN 9788894526004

Fake news tra scienza e fantascienza, di Francesco Pira e Raimondo Moncada

di FRANCESCO KOSTNER – Un fenomeno sempre più preoccupante, le fake news, con cui siamo chiamati quotidianamente a fare i conti. Due autori: Francesco Pira, sociologo, docente di Giornalismo e Comunicazione all’Università di Messina e tra i maggiori esperti italiani di questa ormai conclamata emergenza planetaria; e Raimondo Moncada, giornalista e scrittore. Infine, certo non per importanza, Antonio Liotta, editore con il fiuto per i lavori di qualità. 

Non capita frequentemente di trovarsi di fronte a un mix tanto efficace e magmatico. Alla pirotecnica convergenza degli elementi “fondativi” con cui: Fake news tra scienza e fantascienzaManuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale, appena pubblicato da Pira e Moncada per i tipi di Medinova, punta a far riflettere “con la forza della ragione e con l’ampiezza del sorriso” sul potere che “le fake news hanno di modificare i cervelli, manipolare la realtà e creare verità altre con il lupo che diventa magicamente agnellino e l’agnellino un famelico lupo”. 

Poco conta se l’editore Liotta riuscirà effettivamente a capitalizzare quanto i due autori, “grafici alla mano”, hanno scherzosamente giurato di potergli assicurare, battendo addirittura ogni record di vendita a livello mondiale. Il loro libro rappresenta il tentativo di dare corpo ad una sorta di proposito “missionario”, in una società sempre più confusa e disorientata a causa, appunto, di questo dilaniante fenomeno comunicativo. Un’idea editoriale «semplice e gioiosa», afferma Liotta con soddisfazione, ma, spiegano gli autori, anche un mezzo attraverso il quale provare a stabilire un contatto sia con «gli inconsapevoli responsabili che credono ciecamente alla bontà di tutte le notizie senza verificare fonti e contenuti», sia con «i consapevoli irresponsabili, quelli che creano ad arte le fake news o le diffondono per specularci e per avvelenare i pozzi». Insomma, un utilissimo strumento di analisi capace di veicolare un’illuminante azione pedagogica di cui si avverte il bisogno, visti gli interessi in gioco e gli ormai conclamati effetti destabilizzanti della disinformazione, non a caso inserita dal World Economic Forum tra i principali rischi globali del nostro tempo. 

Materia delicatissima, si diceva. In ogni campo. E da qualunque profilo venga presa in considerazione. A partire dalla specificità della pandemia/infodemia/psicodemia, ampiamente trattata da Pira in questi mesi, durante la quale una valanga di informazioni, spesso non corrette, ha contribuito a disorientare i cittadini, e dei cui effetti micidiali anche la vice presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha evidenziato l’intollerabile portata destabilizzatrice. Una minaccia globale, in grado di indebolire la fiducia nelle istituzioni europee e di diffonderne un’immagine sbiadita nel mondo, che nel caso specifico avrebbe visto “attori stranieri” di un certo peso politico, Russia e Cina in testa, operare perseguendo obiettivi contrari agli interessi del nostro Paese e non solo. 

Quanto concrete e aderenti alla realtà debbano considerarsi le riflessioni contenute nel “tempestivo quanto necessario libro di Pira e Moncada” – come il lavoro viene definito nella prefazione da Stefano Vaccara, direttore fondatore de La Voce di New York e portabandiera del giornalismo italiano negli States – trova conferma appunto nei numeri snocciolati dalla von der Layer a Bruxelles: ben 8508 casi di disinformazione registrati fino allo scorso 19 maggio, circa 500 dei quali relativi a teorie cospiratorie e false informazioni sul coronavirus. Un magma incandescente di fronte al quale la presidente della Commissione auspica un forte coordinamento tra la stessa Unione europea, il G7, la Nato, l’Oms, seguita a ruota da Vera Jourovà, la sua vice, secondo la quale “vengono prodotte in modo sistematico fake news finalizzate a sfruttare l’ansia e la paura delle persone e indebolire la fiducia nelle istituzioni”. 

Considerazioni che, se non hanno bisogno di ulteriori commenti, aiutano a comprendere ancor più il valore culturale e l’impegno civile con cui in modo particolare il prof. Pira affronta da anni il tema delle fake news, di cui il libro appena pubblicato rappresenta una nuova significativa testimonianza. Fa memoria di questo appassionato interesse, tra gli altri, il volume Giornalismi – La difficile convivenza con fake news e misinformation, scritto nel 2018 con il collega Andrea Altinier, in cui la complessità sostanziale di questi “driver della post verità” viene efficacemente riassunta in un originale “modello esagonale”, grazie al quale è possibile comprendere appieno le specificità strutturali (appeal, viralità, velocità, crossmedialità, flusso, forza) e la micidiale capacità pervasiva delle fake news. 

La sfida contro questa emergenza planetaria, tuttavia, come la vicenda del COVID-19 dimostra, rimane sempre aperta e Pira torna ad occuparsi di questo tema a lui tanto caro avvalendosi della collaborazione di Raimondo Moncada. Il quale, dopo aver spiegato la trasformazione del web «da rivoluzionario strumento di incontro e condivisione di conoscenze» a «campo di scontro, disinformazione, aggressione, eliminazione del nemico di turno e di conquista e gestione del potere», passa al nocciolo del suo contributo. Vale a dire che il virus delle fake news, la sua azione corrosiva delle istituzioni e delle relazioni (non solo personali), senza nulla togliere alla necessità dell’approccio scientifico, non impediscono di mantenere una ragionevole dose di fiducia circa la capacità di mitigare e, via via, risolvere questa emergenza. Anche, come Moncada propone di fare, scherzandoci sopra: «Da un lato, come operatore dell’informazione, il fenomeno mi ha inquietato e mi ha fatto male. Dall’altro, nelle sue forme estreme e palesemente ridicole (non per tutti, purtroppo, perché c’è chi considera come vere pure le estreme o creative fake news), come autore satirico mi hanno parecchio incuriosito. Ho pensato così di riprenderne la struttura narrativa e di farne surreale esercizio quotidiano di scrittura sullo smartphone, stimolato via via dai temi ossessivi, dalle assurde notizie e dai commenti irragionevoli letti giorno dopo giorno sui social». È stato così che Moncada ha pensato bene di mettersi a scrivere «con accentuata ironia notizie impossibili, ingigantendole all’inverosimile», senza nascondere «di proposito la falsità dei fatti raccontati, anzi mettendo l’invenzione in bella evidenza sia nel titolo e sia nel corpo della notizia per provare, almeno provare a suscitare la domanda nei più incalliti: “Ma come si fa a credere a un’idiozia del genere?”». 

Il risultato del volume, tra “realtà e fantasia”, “utile e dilettevole”, “serio e faceto”, “scienza e fantascienza”, è non solo molto positivo, ma segna una linea di tendenza culturalmente incoraggiante in rapporto all’esito della “battaglia” ingaggiata dagli autori (e che tutti siamo chiamati a condividere) contro le fake news. 

È bene fermarsi adesso. Il resto (non poco) sarà la lettura del libro a svelarlo. Andare oltre queste brevi anticipazioni priverebbe Fake news tra scienza e fantascienzaManuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale dell’attenzione che merita; il che, sarebbe non solo sbagliato, ma non all’altezza delle ragioni che hanno spinto Francesco Pira e Raimondo Moncada a unire le loro forze. 

In nome degli interessi generali. In definitiva, del giornalismo vero e di qualità, nel quale – come noi – continuano giustamente ad avere fiducia.   (fk)

FAKE NEWS TRA SCIENZA E FANTASCIENZA
di Francesco Pira e Raimondo Moncada
Medinova Edizioni

Gli zoccoli delle castagne di Barbara Ferraro

«Una storia per ricordarci chi siamo e da quale paese veniamo». Così viene presentato il libro Gli zoccoli delle castagne (Read Red Road), scritto da Barbara Ferraro con le illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini.

Un racconto delicato e potente, ambientato nella Calabria degli anni ’30 e che ruota intorno ai temi dei diritti umani, della povertà, del lavoro minorile, ispirato ai racconti della nonna dell’autrice, che Barbara Ferraro dedica alle bambine e ai bambini che ancora oggi sono costretti a lavorare in tante parti del mondo.

Un racconto duro, che mescola il profumo della terra alle lotte di classe, l’anelito alla libertà con il desiderio di crescere e scoprirsi grandi, che sembra prendere vita grazie alle illustrazioni in acquerello e pastello che aggiungono alla narrazione tocchi di colore vivi e pulsanti: gli sguardi, i volti, i particolari, i luoghi – nella luce imperiosa della natura si tingono di magia.

«La storia raccontata da Barbara l’ho amata da subito – ha raccontato l’illustratrice Sonia Maria Luce Possentini –. L’ho sentita parte di una memoria contadina che mi appartiene. Alcune immagini documentano il passato e consentono ai bambini di oggi di capire usanze, oggetti e modi di vivere di un tempo. Ho rappresentato un contesto reale, ma mi sono sentita completamente libera di attingere ai ricordi personali e alla
mia fantasia. È stata un’esperienza di lavoro bellissima, che mi ha permesso di imparare cose nuove».

 

Come racconta l’autrice, «Gli zoccoli delle castagne è un libro consigliato dagli 11 anni, che è importante far conoscere ai nostri ragazzi e far entrare nelle scuole. «Se una bambina l’ha potuto vivere, i bambini lo possono leggere. Sarebbe ingiusto che la storia di una persona qualunque, seppur così straordinaria, passasse inosservata. Sono persone come queste che hanno fatto la nostra storia, a piccoli passi, con la loro forza, la loro caparbietà, la loro cultura del lavoro, della giustizia sociale, dell’etica. Quelle bambine come mia nonna hanno diritto a essere ricordate». (rl)

GLI ZOCCOLI DELLE CASTAGNE
scritto da Barbara Ferraro e illustrato da Sonia Maria Luce Possentini
Read Red Road editore
ISBN 978-8894444384

La borsa o la vita?
a cura di Francesco Kostner

L’utilità degli instant book non va mai fuori moda, soprattutto perché alcuni libri riescono a cogliere l'”istante” di un avvenimento o di un personaggio, nel momento più azzeccato, sia in termini positivi che negativi. Rientra nella categoria “tempestivività” il bel libro (per ora solo digitale) di Francesco Kostner, giornalista e scrittore cosentino, che sul tema del Covid-19 ha raccolto le testimonianze di ben 35 “personalità” del mondo della cultura, della scienza, del turismo, dei media, dell’imprenditoria e, ovviamente, della medicina, per costruire un suggestivo e intrigante percorso di studio su come ci si può salvare o, forse, quasi un memento di come se ne esce. Il titolo, intrigante, La borsa o la vita con sottotitolo “Ripensare la società dopo il Covid-19”, non lascia dubbi sulle finalità di questo saggio che è la somma di tanti interventi riuniti e selezionati con molto mestiere non per dare risposte né scientifiche né filosofiche  (nessuno, crediamo possa darne in questo momento) quanto per tracciare una linea ideale di demarcazione tra un prima e un dopo. La società, è evidente, non sarà mai più la stessa: sono cambiati e cambiano abitudini, stili di vita, modi di pensare, atteggiamenti e, soprattutto, è mutato l’approccio di tutti nei confronti della società. L’asocialità cui ci ha obbligato l’epidemia per quasi 75 giorni ha fatto riflettere sulla “troppa socialità” equivalente a una somma di superficialità e indifferenza. Il mondo cambia, è cambiato, bisogna riflettere.

Uno dei grandi meriti di questo corposo ebook di 390 pagine è proprio lo stimolo a riflettere, gustando a piccole dosi la grande varietà degli interventi contenuti nel libro, ma in realtà la materia è troppo intrigante per non richiedere una lettura tutta d’un fiato. Leggere per capire e riflettere, «sia sulle peculiarità della crisi sanitaria, economica e sociale provocata dal COVID-19, – scrive Kostner – sia sui problemi con cui saremo chiamati a fare i conti nei prossimi mesi, durante la fase 2, appena iniziata, e in quella successiva, che dovrebbe segnare il ritorno alla normalità; se, e fino a che punto, di normalità si potrà parlare». Ma l’autore-curatore si spinge anche a un moderato ottimismo, lo stesso che pervade le pagine: «allo stesso tempo, però, è possibile riflettere sulle opportunità che la pandemia ci ha consentito di mettere a fuoco per migliorare la nostra vita».

Nelle sue interviste, Kostner ha cercato di mettersi dalla parte di chi vive ancora gli effetti del lockdown, con una visione anticipatrice delle suggestioni e delle emozioni che il racconto di tanti protagonisti del nostro vivere quotidiano riescono a suscitare. Prevale il mestiere del giornalista, ascoltatore e “mediatore” dell’informazione, ma Kostner non riesce, per fortuna dei lettori, a nascondere la sua vocazione di osservatore e storico del presente (è laureato in Storia) così da offrire una chiave di lettura non strettamente cronachistica, ma con un respiro ben più ampio. Per fare un esempio, le sue domande sono calibrate a misura dell’interlocutore, non per dare l’immediatezza giornalistica della risposta, ma per innescare anche in chi risponde una profonda riflessione, in grado di stimolare il confronto, il dibattito. Chiede a Paolo Jedlowski, ordinario di sociologia a Unical: «Siamo spaventati per questo cambiamento epocale, rapido, inaspettato, inimmaginabile. Forse perché non comprendiamo il futuro, o perché questa esperienza è completamente diversa dalle precedenti. Non è una guerra, per esempio, o è una guerra molto diversa da ciò che il nostro immaginario ci ha abituati a considerare, perché abbiamo di fronte un nemico invisibile», oppure all’economista Mimmo Cersosimo «chi ha pagato, chi subirà di più gli effetti del coronavirus?», oppure ancora a Nuccio Ordine «Bisogna andare avanti insieme, uniti. Considerandosi parte di un tutto che non può essere messo in discussione». Le domande costituiscono il punto di forza del libro, in quanto inanellano quel percorso di identità e di ripensamenti di cui si diceva prima: è storia, non cronaca, è vita, non immaginazione. Intanto, parliamone, suggerisce l’autore-curatore, invitando a riconsiderare le mille attività giornaliere che nel nuovo millennio, ci hanno fatto immaginare e avvertire un’improvvisa quanto insopportabile accelerazione del tempo con la netta percezione della riduzione di quello a nostra disposizione. Il lockdown, si deduce da questa piacevole lettura, ci ha imposto uno stop a una vita inutilmente frenetica e bisognerà fare tesoro di tale esperienza. Allentare la corsa, respingere lo stress quotidiano, cercando di tenere lontano – come dice a Kotsner Tiziana Iaquinta, pedagoga dell’Università Magna Graecia di Catanzaro – «il delirio di una umanità che sembra aver smarrito il senso stesso dell’esistenza, dimenticato la condizione di precarietà che la caratterizza e la necessità di azioni che la qualifichino come preziosa e degna di essere vissuta». (s)

LA BORSA O LA VITA
a cura di Francesco Kostner
Pellegrini Editore, ISBN 9788868229115

L’ebook contiene interviste a: Francesco Aiello, Massimo Alberizzi, Sebastiano Andò, Riccardo Barberi, Graziella Bonanno, Francesco Calimeri, Vittorio Caminiti, Mario Caterini, Mimmo Cersosimo, Eugenio Corcioni, Antonello Costabile, Mariafrancesca D’Agostino, Giuseppe De Bartolo, Antonino De Masi, Elena De Momi, Guerino D’Ignazio, Maria Grazia Falduto, Francesco Foglia, Massimo Fragola, Francesco Garritano, Gianpaolo Ghiani, Gianluigi Greco, Pietro Greco, Tiziana Iaquinta, Paolo Jedlowski, Aldo Marzullo, Alessandro Mazzitelli, Sara Moccia, Salvatore Muleo, Roberto Musmanno, Nuccio Ordine, Enzo Paolini, Ercole Giap Parini, Giuseppe Passarino, Alessandrina Paviglianiti, Francesco Pira, Cesare Placanica, Francesco Raniolo, Sabato Romano, Beatrice Sabatelli, Maria Francesca Spadea, Domenico Talia, Antonio P. Volpentesta, Paolo Zaffino

Le rughe del sorriso
di Carmine Abate

Riproposto ora negli Oscar Mondadori, Le rughe del sorriso di Carmine Abate è un romanzo che fa sentire, attraverso la storia della giovane somala Sahra, i profumi della Calabria. Una storia di migranti, rinchiusi in un centro di accoglienza che è cronaca dei nostri giorni.

Sahra si muove nel mondo con eleganza e fierezza ed è accesa, sotto il velo, da un sorriso enigmatico, luminoso. La ragazza, una migrante africana di cui sappiamo quasi nulla, vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan nel centro di seconda accoglienza di un paese in Calabria. Un giorno scompare dal centro, senza lasciare tracce, lasciando tutti sgomenti e increduli. A cercarla “come un investigatore innamorato”, è il suo insegnante di italiano, Antonio, che mentre la cerca ne ricostruisce la storia segreta e avvincente, drammatica e attualissima: da un villaggio di orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche fino all’accoglienza in Calabria. Quell’accoglienza di cui le cronache hanno dato contorni unici di solidarietà e di amicizia di un popolo, quello calabrese, che non conosce l’indifferenza. 

In questo contesto le ricerche di Antonio sono difficili, anche perché tutti, amici compresi, sembrano voltargli le spalle. Ma il prof. Antonio continua con una determinazione incrollabile la sua ricerca di Sahra e di suo fratello Hassan, un geologo, anche lui misteriosamente scomparso.

Questa volta, Carmine Abate, dopo aver raccontato l’emigrazione italiana in Europa e nel mondo, affronta di petto la drammatica migrazione dall’Africa verso l’Italia e lo fa con un romanzo corale e potente. Tracciando un magnifico ritratto di Sahra, la giovane somala che anima il romanzo con la sua presenza non meno che con la sua assenza, Abate finisce col creare un personaggio memorabile, destinato a rimanere definitivamente nella galleria dei grandi personaggi letterari femminili.

Con naturalezza e autorevolezza, come accade solo con i grandi scrittori, Carmine Abate sa portarci nel cuore della Storia dei nostri giorni, là dove si decide il destino di tutti. E sa coinvolgerci senza artifici ideologici, moralismi o compiacimenti letterari, restituendoci un sentimento del mondo che – malgrado tutto – si apre alla meraviglia di esistere. (dl)

LE RUGHE DEL SORRISO
di Carmine Abate
Mondadori, ISBN 9788804725756

I grandi momenti della storia di Reggio Calabria
di Franco Arillotta

Raccontare la storia della sua città per l’avv. Francesco Arillotta è stato sempre appassionante e nelle tantissime conferenze tenute un po’ dovunque è sempre riuscito a incantare il pubblico, a catturare l’attenzione anche dei più distratti, conquistarsi una straordinaria simpatia. Per il suo modo pacato di raccontare, per le sue illustrazioni verbali, precise e puntigliose, sempre ricche di particolari e curiosità ad arricchire un discorso che è già di per se avvincente, quasi affascinante. Il prof. Arillotta ha messo per iscritto i suo racconti sulla città di Reggio e ha fissato in una serie che dovrebbe vedere altri volumi, alcuni momenti essenziali, con l’intento. del divulgatore più che dello storico. Se l’obiettivo era di attrarre l’attenzione su Reggio e il suo fantastico passato, è pienamente raggiunto, soprattutto considerando la leggerezza del racconto che spiega e illustra senza mai annoiare.

Il primo volume – dai Miti ai Bizantini – è un viaggio fantastico, coltissimo, che fa appassionare alla lunghissima storia di Reggio, rivelando segreti, tracciando incisivi profili di personaggi, di luoghi , di percorsi che fanno venire voglia di saperne sempre di più. Intendiamoci, la storia di Reggio offre un così ampio terreno di notizie e informazioni dove è facile perdersi e la guida illuminata di Franco Arillotta rende agevole la scoperta di incredibili vicende, cominciando dall’ebreo Aschenez  (entrato per errore nella storia della Città) fino al tiranno Anassilao per arrivare a re Italo. Una lettura gradevole che raccoglierà consensi non solo in chi conosce poco o niente della Città, ma anche e soprattutto ai reggini che ignorano molte preziose testimonianze che dovrebbero renderli orgogliosi all’infinito di essere nati proprio qui. Reggio, anzi Rhegion la città della Magna Greacia. Rhegium Julii, la città romana, i barbari, i bizantini, gli arabi. C’è solo da attendere i volumi successivi per arrivare al secolo della reggio “belal e gentile”. Intanto godetevi questo tuffo nel passato d’una Calabria che non finirà mai di stupire. (dl)

I GRANDI MOMENTI DELLA STORIA DI REGGIO CALABRIA
di Franco Arillotta
Kaleidon Editrice, 2017 – ISBN 9788888867700

Nero di seppia
di Gregorio Corigliano

Quante storie sono conservate nei taccuini di un giornalista? Tornano alla memoria volti, persone, luoghi che non sono stati dimenticati, ma stavano un po’ in disparte, quasi nascosti in qualche angolo di cuore. E allora viene voglia di far uscire questi schizzi di memoria, che in realtà non sono poi così piccoli, anzi, man mano che le dita scorrono sulla tastiera, si scoprono sfumature e angolazioni che incredibilmente erano sfuggiti. Così, Gregorio Corigliano, giornalista di lungo corso, scrittore, calabrese di San Ferdinando di Rosarno ma più propriamente calabrese al 100%, ha messo insieme le sue storie al “Nero di seppia” (che dalle nostre parti è uno straordinario ingrediente per condire pasta e riso) che riescono a sedurre anche il lettore più distratto. Sono tinteggiature chiare di luoghi e persone, spolveri di memoria, che coinvolgono e avvincono il lettore.

Il giornalista Tommaso Labate, cronista parlamentare del Corriere della Sera, introduce il libro di Corigliano con la stessa passione che ritroveranno i lettori: « C’è un un uomo – scrive – che ha il mare dentro e nelle pagine cammina, osserva, guarda, pensa, scrive. E quel mare, che è avvolgente quanto inquietante, feroce quanto rassicurante, ha una forza espressiva totale quasi fosse umano. O, forse, divino. Il mare ha cromatismi che variano, odori che avvolgono, “sprizzi” che toccano, silenzi che parlano. E quell’uomo vi è immerso tutto. Seduto in riva al mare. E quell’uomo riempie i suoi taccuini di nero di seppia e i fogli si bagnano di storie e narrazioni che sanno d’infanzia, di adolescenza e di una vita che cresce. E sanno di quel piccolo mondo antico che è sedimentato nella memoria dell’uomo che scrive e che, d’un tratto, appartengono a tanti. Forse a tutti. Ci sono fichi, clementine, uva, pescato, profumi e sapori che hanno palpiti e ticchettii d’anima. E quel nero di seppia lentamente si fa osservazione del mondo e racconta altre storie perché quell’uomo, l’uomo del mare, diventa giornalista e le sue pagine si fanno mondo e storie di umanità, spesso dolorosa e dolente. Ma anche ironica, eroica, immaginifica, progressiva, scottante. Perché un giornalista dipinge nei suoi taccuini il mondo tutto con le sfaccettature più diverse e complesse. Come il mare. Dove torna e ritorna sempre. Seduto in riva al mare. E lì, l’uomo del mare, si fa mare». (dl)

NERO DI SEPPIA
di Gregorio Corigliano
Pellegrini Editore, ISBN 9788868228477

Economia e religione. Storie di inclusione sociale

L’economia che si intreccia con alcuni dei testi più importanti delle religioni abramitiche: è questo il fulcro del libro Economia e religione. Storie di inclusione sociale del reggino Ferdinando Paviglianiti, prof. presso l’Istituto Scolastico “Magrini Marchetti” di Udine.

Edito da Marino Editore, il libro prova a fornire una chiave economica sostenibile e che «non lasci nessuno indietro», come ci si auspica da parte delle istituzioni europee in questo momento di profonda incertezza economica. 

Viene esaminato, infatti, l’aspetto relativo all’economia di alcuni dei testi sacri più importanti delle religioni abramitiche: ebraica, cristiana e islamica. Inoltre, vi sono contenute numerose testimonianze di fede applicata le quali, in alcuni paesi e in determinati momenti storici, hanno sviluppato forme di inclusione sociale che, al giorno d’oggi, andrebbero necessariamente rivisitate adattandoli a strumenti di politica economica contemporanea. 

L’autore spiega come «sia un dovere di ogni essere umano scendere in campo quando quel che vede non gli piace, non solo degli artisti o degli intellettuali e al di là dei titoli e dei ruoli che si hanno. Chi vede più lontano, ha il dovere di dire agli altri quello che vede. Se mi trovo su una spiaggia e, per primo, vedo avvicinarsi un’onda anomala, ho l’obbligo di dire alla gente sulla spiaggia di mettersi in salvo. Alcune idee che circolano oggi in Europa sono “onde anomale”».

«E possono provocare danni molto seri – ha proseguito l’autore – Dobbiamo esserne consapevoli. Non basta dire: “Correte!”. Le onde non nascono da sole. Bisogna intervenire per disinnescare le cause che le generano. Ridurre la forza del vento. Un vento che si chiama disuguaglianza: l’un per cento della popolazione del pianeta detiene una ricchezza pari a quella del restante 99%. È questa assurda sproporzione il vento che crea le onde anomale che scuotono il mondo. Riducendo la disuguaglianza, – conclude – il vento si calmerà. E anche il mare».  (rl)

Economia e religione. Storie di inclusione sociale
di Ferdinando Paviglianiti

Marino Editore, ISBN 978-8832071375

S. Giorgio Megalomartire Patrono di Reggio Calabria

La festa di San Giorgio, patrono di Reggio, suggerisce la lettura di un libro fantastico, edito da Kaleidon e firmato da Nicola Ferrante e Franco Arillotta, San Giorgio Megalomartire Patrono di Reggio Calabria. Un volume riccamente illustrato che si foglia e si legge con piacere della scoperta di curiosità e particolari legati a un santo molto amato in tutto il mondo . Perché Reggio lo ha scelto come proprio patrono? L’indagine storica ha permesso ai due autori di apprendere  nuove notizie e trovare correlazioni che nemmeno si potevano immaginare. La ricca e straordinaria documentazione  iconografica consente di avviare un percorso di scoperta che finisce con l’appassionare anche il più scostante lettore: si viaggia nel tempo, attraverso le ragioni del culto, per capire la scelta da parte di tanti paesi e città di individuare in San Giorgio un santo cui dedicare la comunità. Gli autori sono mons. Nicola Ferrante, apprezzato parroco della Chiesa del Loreto di Reggio (scomparso alcuni anni fa) che ha curato le notizie sul Santo e il prof. Franco Arillotta, apprezzatissimo e valoroso studioso di cose reggine, che invece si è occupato del Patrono. Un libro da regalare o farsi regalare, prezioso dalla prima all’ultima pagina, che piacerà non solo ai reggini, ma andrebbe conservato con orgoglio nella biblioteca di ogni calabrese appassionato della sua terra.

Per la cronaca, le tracce di San Giorgio a Reggio si fanno risalire alla Guerra Gotica (con un primo riferimento che risale al 536), sono qui riferite le leggende normanne e gli assalti dei turchi e dei saraceni e poi… ma perché lo raccontiamo? Cercate il libro e leggetevi tutta la storia. È davvero avvincente. (rl)

SAN GIORGIO MEGALOMARTIRE
di Nicola Ferrante e Franco Arillotta
Kaleidon Editrice, ISBN 9788888867106