Il presidente Nicola Tavoletta traccia le future azioni di sviluppo regionali e locali di Acli Terra

Il neo presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta, ha tracciato tutte le azioni di sviluppo regionali e locali dell’Ente. Azioni che, come è stato evidenziato, saranno realizzate «in tempo utile anche in Calabria, in quanto le azioni previste si muoveranno con la forza dell’identità culturale e spirituale dei cristiani impegnati socialmente e politicamente in Acli Terra».

«Abbiamo ricevuto un chiaro mandato dal Congresso e in Comitato nazionale – ha dichiarato Tavoletta –. Lavorare sulle due missioni originarie della nostra organizzazione: la rappresentatività dei diritti e la tutela dei rischi degli agricoltori, degli allevatori e dei pescatori. Ci siamo messi subito in cammino, con responsabilità ed entusiasmo. La marcia ha trovato subito una salita con la “crisi Ucraina” e la “speculazione energetica”. Siamo stati i primi a proporre l’eliminazione delle quote che limitano le colture e tra i più chiari a interpretare il caro carburante come una pura speculazione. Stiamo sostenendo fortemente la necessità di un tetto europeo ai costi energetici, come misura sociale ed economica. Ora a Bruxelles se ne sta discutendo seriamente».

Il Pnrr pone, in ambito agricolo, due punti forti e strategici: lo sviluppo di una filiera agroalimentare sostenibile, migliorando le prestazioni ambientali, e la competitività delle aziende agricole, guardando all’innovazione e alla meccanizzazione nel settore agricolo ealimentare. Sulla programmazione di Acli Terra rispetto a questi punti, il neo presidentesi è così espresso:

«La lettura della nostra sostenibilità ambientale si declina contemporaneamente con una sostenibilità economica dell’agricoltura e della pesca. Oltre alla meccanizzazione siamo attenti alla digitalizzazione. L’agricoltura di precisione è fondamentale contro gli sprechi delle risorse e le aste elettroniche aumentano la redditività dei pescatori accorciando la filiera».

Il progetto Green Communities sostiene lo sviluppo sostenibile e resiliente. Nei territori rurali e di montagna la presidenza di Acli Terra intende avanzare tre proposte: uno smart working spinto che porti le lavoratrici e i lavoratori a vivere i borghi, favorendo le politiche familiari, visto che tante giovani coppie si trasferirebbero volentieri nelle realtà rurali, innescando meccanismi economici su quei territori; poche regole per libertà di impresa nel turismo, perché la creatività è il maggior capitale per costruire soluzioni territoriali innovative; un impegno delle regioni a sostegno delle Cooperative di comunità, per mantenere i servizi territoriali, garantendo la “famosa” sostenibilità economica.

Per la rinascita delle aree interne e per ripopolare questi luoghi di straordinaria e antica tradizione rurale ed enogastronomica, Tavoletta ha una sua proposta: «Se diamo vigore ai piccoli borghi con un ritorno di convenienza delle giovani coppie si possono creare delle forti identità di comunità, puntando sull’estensione dell’identità: la creatività. Liberiamo la creatività e saremo ricchi».

Acli Terra, nel tracciare la sua nuova road map, sosterrà le microfiliere comunali e regionali fondate sulle produzioni tipiche, ipotizzando anche la programmazione di un altro impegno: integrare agricoltura, aree interne e turismo esperienziale.

«La nostra attenzione – ha proseguito – è sempre rivolta alla sostenibilità economica, altrimenti le produzioni tipiche restano solo testimonianze da raccontare. Le tipicità italiane hanno un valore scientifico e culturale, ma non sono ancora gestite economicamente nel modo che meritano. Inoltre – prosegue Tavoletta nella sua illustrazione – per sostenere tali azioni, mi batto sul tema della creatività come strumento di progettazione per diverse forme di turismo sui territori. Noi tutti, però, dobbiamo essere in grado di creare armonia tra le proposte e farle diventare programmazione, evidenziando un’offerta turistica comprensoriale. È questo il nostro compito principale».

Oggi, la crisi dei settori di riferimento di Acli Terra è sempre più vicina ad un nuovo stato di emergenza. Occorrono nuove soluzioni e nuove prospettive e il compito di un’associazione professionale agricola è proprio quello di costruire e raggiungere entrambe le condizioni seguendo e disegnando una nuova visione del settore: «Abbiamo appena celebrato il Congresso – ha concluso il neo presidente Nicola Tavoletta –, ma ora dobbiamo affrontare subito i temi a noi cari e viaggiare sui territori e tra le donne e gli uomini che li animano. Poi, raccogliamo tutto e con una libera riflessione della nostra classe dirigente proveremo a tracciare e condividere una nuova visione comune. Sicuramente abbiamo già molti elementi per delineare la nostra prospettiva comune: sicurezza della stabilità lavorativa; sostenibilità economica e ambientale; sviluppo tecnologico; centralità della cultura della filiera del cibo attraverso la formazione umanistica e professionale». (rrm)

Giuseppe Campisi confermato presidente regionale di Acli Terra

Giuseppe Campisi è stato confermato presidente regionale di Acli Terra, e sarà affiancato da Tommaso Pupa, Santina Bruno, Francesco Silvaggio e Claudio Romanò.

Una conferma «che mette in evidenza – si legge in una nota – un impegno vero e forte di un mandato che ha fatto crescere in questa regione la storica associazione professionale delle Acli. Si è trattato di un mandato, quello appena conclusosi, che ha costruito le basi di un rinnovato cammino, in una terra difficile e bisognosa di alcune azioni da indirizzare ad uno sviluppo di qualità, di tutela e presidio del territorio, facendo agricoltura pulita a favore del benessere-salute, delle identità e peculiarità territoriali, capaci di generare senso e valore, nella salvaguardia delle piccole e medie imprese agricole e manifatturiere».

«Ma, soprattutto – continua la nota – indirizzando politiche a sostegno delle giovani generazioni alla sostenibilità ambientale e delle qualità produttive. Acli Terra, nella consapevolezza che siamo in pieno svolgimento Pnrr, seguirà con determinazione gli obiettivi ivi previsti che mirano a rafforzare il settore agricolo in termini di competitività, resilienza e sostenibilità. L’agro-Pnrr si basa su tre pilastri: economia circolare e agricoltura sostenibile, contratti di filiera e di distretto e tutela del territorio e della risorsa idrica».

«Acli Terra – continua la nota – dedicherà, in particolare, strategie territoriali mirate per l’economia circolare e sostenibile, visto che l’UE ha destinato 2,8 miliardi con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, come anche andare verso l’innovazione e meccanizzazione del comparto agricolo. Ai contratti di filiera e di distretto, invece, saranno assegnati 1,2 miliardi per potenziare l’agricoltura biologica, il benessere degli animali, lo sviluppo dell’energia rinnovabile e la riduzione degli sprechi alimentari».

«Per le imprese – continua la nota – del settore primario è importante rafforzare il sistema informativo agricolo, favorendo l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento di macchinari. Se si pensa ad uno sviluppo integrato dell’agricoltura bisognerà ricreare un nuovo mondo rurale, andando oltre la sola produzione di cibo e sviluppando le potenzialità sociali del comparto. Acli Terra punterà e ritornerà nell’impegno verso l’agricoltura sociale, o meglio delle imprese sociali , relazionandosi con le Università, anche per dare un’ulteriore spinta ai possibili ricambi generazionali, oltre che per ridurre e abbattere le barriere di ingresso dei giovani agricoltori».

«Durante il confronto-dibattito – continua la nota – congressuale è stato posto, da parte del presidente Giuseppe Campisi, che emergessero dalla base della discussione le tematiche trattate da Acli nazionali afferente “l’Economia Sociale che crea valore”. Tanto più che da Acli Terra è stata lanciata la prima iniziativa in Calabria che sarà in linea con tale valutazione: tra le scelte concrete da avviare nell’anno 2022 si evidenzia il progetto Gli oleifici sociali: prossimità economica e di comunità».

Questa è la conferma che dalle Acli Terra potranno venir fuori temi e progetti trainanti per l’economia regionale, per i giovani in cerca di nuove occasioni di lavoro, rafforzando anche le iniziative delle donne per l’imprenditoria e l’innovazione sociale.

In buona sostanza persone che intraprendono azioni creative per risolvere problemi sociali a beneficio di tanti.

Acli Terra a partire dal 2022 starà dentro la missione assegnata dalle necessità di uno sviluppo che non è solo agricoltura di produzione, ma impresa di trasformazione e commercializzazione di prodotti che devono rilanciare economia di reddito e moltiplicatore di benessere sociale. (rrm)

 

Acli Terra Cosenza: Distretti del Cibo occasione per le imprese

Il presidente provinciale di Acli Terra Cosenza, Pierino Fallico, ha dichiarato che «finalmente, anche in Calabria, sta crescendo un modello partenariale che, intanto, ha prodotto i Distretti del Cibo e che sostanzialmente «promuove lo sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, oltre a favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, a garantire la sicurezza alimentare, a diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, a ridurre lo spreco alimentare e a salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari».

«Come non ringraziare l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – ha aggiunto – che ha portato a termine tutte le procedure necessarie alla istituzione dei Distretti del Cibo, e che nelle cose approvate ha fatto emergere la buona politica e che diventa fatto concreto produttivo».

Un ruolo di primo piano per dare gambe alla strategia di promozione dei Distretti è stato quello dell’esperto di comunicazione e marketing territoriale, Valerio Caparelli, che da due anni sta offrendo un grande supporto professionale alle azioni informative, sociali e promozionali di Acli Terra.

«Con il suo impegno, portato avanti con grande competenza specialistica, Caparelli ha promosso e fatto conoscere il valore sociale, economico, ambientale e, soprattutto, la qualità e la singolarità dei giacimenti enogastronomici calabresi, che possono ricevere nuova linfa e rilancio proprio dai Distretti del Cibo».

Durante gli incontri organizzati da Acli Terra in Calabria, è stato possibile apprezzare oltremodo il ruolo serio e di passionale dedizione del dirigente Cosimo Cuomo, che da sempre ha creduto e lavorato su questa visione del valore territoriale.

Con l’approvazione delle linee guida, si scende finalmente nei dettagli e si va nella direzione dei territori: su queste, le ACLI Terra si sentono impegnate in tutte le azioni di sostegno e accompagnamento, con quanti spingono e sono favorevoli ad una Calabria dello sviluppo economico e dell’occupazione.

Per l’avvocato Fallico, «la Calabria ha bisogno di persone e associazioni che abbiano il coraggio di scegliere e trovare nella promozione sociale e nella condivisione di progetti un rapporto di servizio con le istituzioni, rigenerando progetti e crearne di nuovi. Dare ascolto ai territori, agli imprenditori, ai giovani, in modo tale che quanto programmato poi diventi una risposta aderente alle reali domande della gente».

Le Acli Terra sono consapevoli del fatto che, con i Distretti del Cibo, si può intravedere una credibile direzione di sviluppo e che la politica diventi finalmente quella buona.

D’altra parte come ci dice il Presidente regionale di Acli Terra Calabria, Pino Campisi, mutuando una frase dall’Enciclica Fratelli Tutti «è molto difficile prospettare qualcosa di grande a lungo termine se non si ottiene che diventi un sogno collettivo».

E Acli Terra vede i Distretti del Cibo proprio come un pezzo importante di un sogno collettivo teso alla crescita e alla sostenibilità di politiche virtuose e produttive. (rcs)