All’Auditorium della Musica la “lectio magistralis” del cantastorie Otello Profazio

Stasera, sabato 14 maggio,, all’Auditorium della Musica di Roma, è in programma lo spettacolo “lectio magistralis” del “mastro cantatore” calabrese Otello Profazio, il principe dei cantastorie, il re del folk.

Prodotto nell’ambito del circuito Calabria Sona, il recital-concerto racconterà una storia artistica che ha visto Profazio ritagliarsi il ruolo di apripista nella ricerca del patrimonio folk del meridione. Già vincitore del Premio Tenco alla carriera nel 2016, con la sua chitarra ha reso celebri brani, poemi e leggende della tradizione popolare. Ironia e dolore che si fondono, con un sottile equilibrio, tra versi da cui emerge un amore smisurato per la propria amata terra.  Profazio arriva a Roma con due importanti novità nel cassetto: l’uscita di un nuovo disco di inediti, previsto per il prossimo settembre, e un libro “multimediale” con 100 e 1 “profaziate” da leggere e da “guardare”, edito da Italysona e LocalGenius.

In occasione della serata nella Capitale, regalerà al pubblico curiosità e aneddoti sulla sua vita, la sua musica, i suoi tanti incontri artistici. Non mancheranno le tante storie comuni della gente più vera e sincera della nostra penisola che in tanti anni ha ascoltato, raccolto e reso fonte di ispirazione per dipingere l’Italia dal dopoguerra ad oggi, attraverso la più autentica tradizione della canzone popolare.

Le prevendite sono ancora disponibili al seguente link: https://www.ticketone.it/eventseries/otello-profazio-3037590/. (rrm)

È nato in Calabria Marley Session, la rete degli artisti indipendenti

È nata la Marley Session, la rete degli artisti indipendenti. Un progetto sulla cultura “indie”, una serie di attività mirate ad offrire opportunità di promozione per gli artisti emergenti, ma anche a sensibilizzare il pubblico più giovane su temi sociali e l’ambiente e che è stato sposato da Calabria Sona.

Il circuito ha inteso sposare questa idea – condivisa con L’ennesimo (all’anagrafe Paolo Pasqua) e Francesco Morrone, giovani artisti della scena indipendente italiana – i quali già da qualche mese portavano avanti l’appuntamento che ogni venerdì sera, all’Hub Bugheria di Cosenza, offre concerti, open mic, talk con realtà locali, mostre e attività artistiche in genere, con un format specifico dedicato alle nuove generazioni. I primi riscontri sono positivi, in tanti stanno apprezzando quello che vuole distinguersi come un momento di scambio, interazione e libera espressione.

Da questa prima esperienza, il progetto si amplierà per mettere in moto un vero e proprio “summer open tour”, a bordo di una vecchia T3 Volkswagen, appunto “Marley”, adibita a van che attira la curiosità e fa viaggiare idee, artisti, musica e gioia di vivere: «Saremo in giro per la Calabria – affermano Giuseppe Marasco, Francesco e Paolo in qualità di promotori del progetto – per portare sulle spiagge, nei borghi e nei luoghi più “naturali” della nostra regione una carovana open day dove arte, musica e cultura si sposano con l’impegno sociale».

Un’occasione per i giovani di incontrarsi per avvicinarsi, con la cultura e l’arte, ad argomenti di attualità, dall’ambiente al sociale, all’inclusione e alla crescita sostenibile. “Cercheremo, infatti, di coinvolgere le nuove generazioni su tematiche importanti, ricucendo le distanze con la comunità che la pandemia ha ampliato drammaticamente. Il viaggio on the road di Marley sarà, inoltre, al centro di un nuovo format televisivo che contribuirà a far conoscere non solo gli artisti, attraverso delle registrazioni live, ma anche i luoghi e i territori, proponendo uno storytelling orientato anche all’attrattività turistica».

Gli scouting degli artisti si svolgeranno on line e quelli selezionati avranno la possibilità di esibirsi sul palco a microfoni aperti.

«Con Marley Session – concludono i promotori – vogliano ridare dignità e offrire nuovi orizzonti a progetti artistici di qualità calabresi. Una realtà in fermento che, per colpa della pandemia, ha continuato e a reinventarsi lontano dai riflettori e dai palchi per troppo tempo e, adesso, ha bisogno di riappropriarsi del giusto spazio».

Marley Session punta a diventare una realtà nazionale che si affaccia sulle diverse correnti artistiche e culturali, creando connessioni e momenti di condivisone e creatività. Negli scorsi mesi si sono visti i primi momenti di Marley Session Outdoor, come “La Musica Che Spinge” a Roma o il Marley Session di Bologna, che hanno portato questo movimento ad espandersi e ad ottenere approvazione da parte di realtà affermate.
Intanto, proseguono gli appuntamenti del Venerdì a Cosenza che hanno già visto sul palco nomi come Matteo Costanzo, Leo Gassmann, Matteo Alieno, Francesco Morrone, L’ennesimo, ma anche realtà emergenti come Naive, The Criddles, Ragazzino, Gabs, Altea, Sugar For Your Lips, Bonzo&Belmonte e molti altri.

Presto verranno lanciate le altre iniziative che possano dare valore e opportunità concrete di espressione ai giovani artisti della scena “indie” spesso lontani dai riflettori, e che non hanno grandi possibilità di interagire con il pubblico e con i colleghi coetanei, entrando in contatto con il mondo dello show business. (rrm)

Il 5 febbraio a Casa Sanremo arriva la musica dei calabresi Free Love

A Casa Sanremo si continua a respirare aria di Calabria, con la partecipazione della band Free Love che, il 5 febbraio, nell’evento collaterale del Festival della Canzone Italiana presenteranno il loro ultimo lavoro, Aspirina.

Il trio, composto da Michele Mirabelli, Anna Francesca Ripoli e Domenico Sposato, nato oltre dieci anni fa, ha fatto una nuova irruzione sulla scena musicale indie-pop con una proposta fresca e piena di ritmo ed energia, grazie alla produzione siglata da Giuseppe Marasco per Calabria Sona e Italy Sona.

«Lo stile elettronico, che stiamo utilizzando, riconducibile alle sonorità anni ‘80, è estremamente particolare, perfetto per raccontare l’esperienza musicale di questo progetto», dice Anna Francesca. »Un progetto che rappresenta la proiezione del nostro auspicabile futuro, quella libertà che è venuta a mancare alla nostra generazione, lasciando libera interpretazione e  senza una definizione precisa», continua Michele.

«Vogliamo semplicemente raccontare storie, le nostre storie senza tanti fronzoli, una verità nuda e cruda che a volte può far male, ma che in questo momento bisogna tirare fuori», conclude Domenico.

Il trio – ringraziando Giuseppe Marasco che «ha da subito creduto nel nostro progetto» – è da poco reduce dal Premio Manente dove ha conquistato la finale nazionale del Premio dei Premi che si terrà ad ottobre durante il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza.

Ciò che è stato fatto prima non è mai abbastanza: con questo obiettivo i Free Love non si fermano e arriveranno a Sanremo con una carica  di entusiasmo, richiamando l’attenzione del pubblico: «Ora ci serve tutto il vostro supporto per poter far conoscere la nostra musica». Nella lunga settimana di Sanremo, il trio sarà ospite anche di altre iniziative promozionali e parteciperà a diverse dirette di radio e tv calabresi e nazionali. (rrm)

LAMEZIA – Sabato Mario Migliarese presenta il suo nuovo disco “Tra cielu e mare”

Sabato 6 novembre, a Lamezia Terme, alle 18.30, al Chiostro Caffè Letterario, Mario Migliarese presenta il suo nuovo disco dal titolo Tra cielu e mare, una raccolta di canzoni in dialetto calabrese prodotto da Calabria Sona per raccontare la nostra terra attraverso le emozioni suscitate da volti, luoghi e storie che la abitano.

A presentare il progetto discografico, oltre al cantautore, saranno il responsabile di Calabria Sona, Giuseppe Marasco, il musicista e curatore degli arrangiamenti, Francesco Loccisano, e lo scrittore Francesco Bevilacqua. L’ingresso all’evento è gratuito, con obbligo di green pass, fino ad esaurimento posti.

Un nuovo tassello importante del percorso di promozione e di valorizzazione degli artisti del territorio che Calabria Sona porta avanti da anni, contribuendo a veicolare anche all’estero l’immagine e la cultura della regione, attraverso la musica, come nel caso della recente partecipazione al Womex – Esposizione Internazionale di World Music – in Portogallo.

Dopo un lungo periodo dedicato all’arte digitale, con la realizzazione di diverse opere, mostre ed installazioni tematiche, per Migliarese è un ritorno alle origini e alla passione della musica che ha caratterizzato il suo percorso artistico. “L’idea di incidere un disco di canzoni in dialetto è nata qualche anno fa col poeta vernacolare Francesco Talarico, con cui è iniziato un sodalizio artistico grazie al quale ho approfondito la conoscenza delle comunità e sperimentato l’uso del dialetto nella canzone.

I testi sono scritti in un codice a volte osteggiato come residuo subculturale o usato con vergogna, il dialetto del Reventino, col quale ho iniziato da bambino ad esprimere sentimenti, emozioni e pensieri, dialetto elevato a dignità letteraria dal poeta Michele Pane nelle sue liriche”.

Migliarese ha dato vita, dunque, ad un viaggio musicale poetico e disincantato, cantando le bellezze e le contraddizioni della Calabria. Anche gli arrangiamenti – realizzati da Francesco Loccisano, Alessandro Luvarà e Max Calò – ripercorrono sonorità  e strumenti del nostro territorio, ma con uno sguardo al pop e al cantautorato internazionale, facendo del nostro dialetto un linguaggio moderno e lontano dagli stereotipi.

Alla produzione hanno collaborato anche altri musicisti d’eccezione tutti calabresi: Meki Marturano, batteria, Manuela Cricelli, voce e cori, Antonio Petitto, percussioni, Gabriele Albanese, fiati e lira calabrese, Alessandro Luvarà, mix e mastering.

«Tra cìelu e mare – racconta Migliarese – è disteso un lembo di terra come sirena che ammalia e intimidisce, ed è l’amore per la sua bellezza che mi ha spinto a raccontarla in queste canzoni. L’ho fatto attraverso il filtro della memoria e delle esperienze vissute dagli anni dell’infanzia fino ad oggi. Con il desiderio di condividere il mio mondo interiore, fatto di emozioni e sentimenti, con tutti gli ascoltatori».

Calabria Sona protagonista al primo festival del Turismo musicale di Milano

Calabria Sona, con il suo ideatore Giuseppe Marasco, parteciperà al primo Festival del Turismo Musicale in programma a Milano dal 22 al 24 ottobre.

L’iniziativa, promossa dalla start-up Butik, è nata con l’obiettivo di mettere in connessione gli operatori della musica e quelli del turismo attivi nel nostro paese e per far scoprire al pubblico le opportunità di viaggio in Italia grazie alla musica.

A raccontare l’esperienza di Calabria Sona sarà Giuseppe Marasco nell’ambito del panel dal tema Mettiamoci in rete: sviluppo di network territoriali di cooperazione tra operatori turistici e musicali, che potrà essere seguito venerdì 22 ottobre, dalle 11 alle 12, in streaming su www.turismomusicale.net. Tra gli altri relatori del talk – moderato da Denis Longhi di Italian Music Festivals – anche Mauro Bianchi di Riccione Intrattenimento e Alice BovoneSofia Eleonora Pizzo de Le Dimore del Quartetto.

Nel contesto socio-economico che stiamo vivendo è emersa la necessità, in molti settori, di avviare rapporti di collaborazione con altri soggetti per concentrare gli sforzi nel conseguimento di obiettivi comuni e nella realizzazione di progetti che abbiano una visione di lungo termine. Ma cosa significa effettivamente “fare rete” per valorizzare il territorio grazie a progetti di turismo musicale?

L’incontro sarà un’occasione utile, per l’appunto, per presentare alcuni network territoriali virtuosi, le loro esperienze e analizzare quali sinergie possono mettere in campo operatori turistici e musicali per promuovere il territorio attraverso la musica.

«Siamo orgogliosi di essere stati invitati e di poter partecipare a questa prima edizione del Festival del Turismo Musicale insieme ad altre realtà da anni impegnate nella valorizzazione del proprio territorio di riferimento attraverso la musica», ha affermato Giuseppe Marasco.

«Anche i progetti promossi nell’ambito del circuito Calabria Sona – ha aggiunto – condividono il medesimo obiettivo di valorizzare, attraverso la musica, le eccellenze peculiari del territorio, accendendo i riflettori su un settore destinato ancora ad innovarsi e dando, allo stesso tempo, un segnale di rilancio e di grande identità che può essere ancora di più rimarcato dal linguaggio musicale».

«Gli artisti inoltre, lo ricordiamo – ha concluso – sono un grande veicolo promozionale per il territorio e per far conoscere in ogni latitudine la nostra regione».

Interverranno, tra gli ospiti al Festival, anche Riccione Intrattenimento, Sponz Fest, IULM, Associazione I-Jazz, Puglia Sounds, Archivio Ricordi, Comune di Bologna, Teatro del Maggio Fiorentino, Italian Music Festivals, Visit Liverpool, Visit Düsseldorf, Linecheck, Touring club e Italia music lab Siae. (rrm)

Da Fuscaldo un progetto originale sulle musiche per banda

È partito da Fuscaldo il progetto originale sulle musiche per banda, che ha trovato la sua realizzazione nell’album Una vita per la musica, con i brani del Maestro Carmine Mazzei ed eseguite da un complesso di 24 giovani musicisti calabresi.

A comporre i brani è il maestro Carmine Mazzei che, fin all’età di 8 anni, ha iniziato a studiare musica nella banda del suo paese, Fuscaldo. «Giovanissimo, sono partito per la Germania per poter raccogliere i soldi necessari ad acquistare il mio primo strumento, il sax tenore», racconta Mazzei ripercorrendo la propria strada artistica. Di ritorno a Fuscaldo, ha incominciato il suo percorso alla guida della banda  “A. Del Corno” del suo paese.

Nel corso degli anni è stato autore di tante composizioni per banda, poemi sinfonici, marce militari e funebri, firmando anche un lavoro commissionato dall’Orchestra Sinfonica Allegro Moderato di Milano.

«Ma l’orgoglio più grande resta quello di poter dirigere e guidare la banda di Fuscaldo da ben 36 anni», chiosa Mazzei.

I musicisti impegnati nell’incisione dell’album – Marco Iannì, Claudia Vaccaro, Anna Gigliotti, Francesco Tassone, Francesco Algieri, Stefano Cinnirella, Settimio Logatto, Carmine Ramundo, Emaniele Carnevale, Francesco Gravina, Fabio Rossin, Marco Bando, Raffaele Maida, Tommaso D’Astoli, Stefano Scanga, Giuseppe Villardo, Giovanni Osso, Giacomo Pio Poci, Salvatore Crocco, Alessandro Neve, Salvatore Carrozzino, Luca Bennardo, Francesco Maria Trotta e Benedetto Raimondi – sono stati scelti tra giovani professionisti e studenti di accademie, diretti per l’occasione dal maestro concertatore Francesco Di Rende.

Quest’ultimo, dopo aver compiuto i primi passi nella banda di Amantea, attualmente ricopre il ruolo di direttore artistico e maestro direttore della banda musicale “Città di Falerna”. Parallelamente alla formazione e alla carriera accademica, Di Rende vanta anche la partecipazione a numerosi eventi internazionali e la collaborazione con musicisti di fama come Antonio Sicoli, Sergio Bosi, Luigi Picatto, Nello Salza, Giammarco Casani e Francesco Salime.

Il progetto tecnico e audio è stato curato da Suoneria Mediterranea di Fuscaldo(rrm)

La musica calabrese conquista il Portogallo con i Parafonè

«Il coinvolgimento del pubblico e la loro accoglienza ci hanno fatti sentire a casa, quella che abbiamo sempre idealizzato, la Calabria che guarda al mondo e che fa parte del mondo. Torniamo nella nostra terra con una grande gioia in tasca e tanta fiducia nel futuro, credendo fermamente che la Calabria sia un’esportatrice di bellezza, non solo in termini musicali» ha dichiarato Bruno Tassone, voce dei Parafonè, il gruppo calabrese che, nei giorni scorsi, è stato ospite al Festival Sete Sòis Sete Luas, evento dal respiro internazionale, giunto alla 29esima edizione e dedicato alla cultura mediterranea.

Un ritorno dal vivo in grande stile per il gruppo che, grazie alla collaborazione del circuito Calabria Sona, in una stagione difficile per le restrizioni anticovid, ha potuto calcare i palcoscenici internazionali proponendo il proprio repertorio, tra tradizione e innovazione, ispirato alle sonorità identitarie calabresi. Il primo concerto si è tenuto il 27 agosto a Fábrica da Pólvora di Barcanera, un polo culturale, nei dintorni di Lisbona, dove è nata la storia più recente del Portogallo. Il secondo live si è invece tenuto a Pombal, tra Fatima e Porto, una vetrina ideale dove poter presentare l’originale progetto di recupero del repertorio popolare attraverso il personale linguaggio espressivo che caratterizza la band.

Giuseppe Marasco, che ha curato la produzione e il management dei live per Calabria Sona, ha aggiunto: «Siamo abituati a sentire la nostra musica quotidianamente in grandi piazze e con tanta gente ad ascoltarci, ma l’emozione che si prova quando senti la prima nota suonare e il primo caloroso applauso di un pubblico che non conosce la band, né tanto meno la Calabria, rappresenta la benzina utile ad andare avanti lungo la strada tortuosa della promozione della musica identitaria e world in giro per il mondo».

«Vedere i nomi delle band affiancati alla scritta “Calabria” – ha concluso – in un cartellone di oltre 30 città nel mediterraneo e con artisti internazionali, è per noi motivo di grande orgoglio e di questo dovrebbero prenderne maggiormente coscienza le nostre istituzioni: possiamo davvero essere portatori di cultura, identità e immagine positiva della nostra regione nel mondo». (rrm)

 

La musica calabrese dei Parafonè protagonista al Festival Sete Sóis Sete Luas in Portogallo

Il collettivo musicale calabrese Parafoné torna a calcare i palchi dei grandi festival internazionali, contribuendo a diffondere e valorizzare la tradizione e l’identità del nostro territorio. Il gruppo, infatti, grazie all’impegno di Calabria SonaItaly Sona, sarà ospite, il 27 e 28 agosto, del 29esimo Festival Sete Sóis Sete Luas in Portogallo, promosso da una rete culturale di 30 città di 12 diversi Paesi, che vede al centro alcuni dei più importanti progetti di musica popolare contemporanea, con la partecipazione di grandi figure della cultura mediterranea.

Una vetrina di assoluto livello internazionale, che ha ricevuto negli anni prestigiosi riconoscimenti in ambito europeo, dove troverà spazio anche la musica calabrese dei Parafonè, da anni impegnati in un percorso di recupero e riproposta del repertorio tradizionale.

La loro continua ricerca di suoni e di forme, la sperimentazione tra passato e futuro, ha dato vita ad un “personale” linguaggio espressivo, che coinvolge sia le nuove generazioni che gli anziani suonatori, uniti a braccetto nel riconoscere una matrice comune tra tradizione e innovazione. Dopo aver esportato l’identità calabrese in giro per il mondo, per i Parafonè è un’opportunità ancora più importante per essere scoperti e apprezzati anche nell’ambito dell’evento lusitano, visto il periodo difficile e le poche occasioni di esibirsi dal vivo, resa possibile grazie all’impegno di Calabria Sona.
Un progetto che, da anni, si propone di instaurare rapporti nazionali ed internazionali con direttori, artisti ed organizzatori, per rendere la musica che nasce in Calabria protagonista e, non solo, “comparsa” nei festival e nelle iniziative importanti del panorama folk e world. Gli appuntamenti con i concerti sono fissati per venerdì 27 agosto a Oeiras, Fábrica da Pólvora de Barcarena, e sabato 28 agosto a Pombal, Jardim do Cardal. (rrm)

La Calabria che suona si chiude con Ciccio Nucera

È con Ciccio Nucera, il “reuccio della tarantella calabrese”, a chiudere La Calabria che suona. Storie di musici e dintorni,  in diffusione questa settimana sui canali del circuito Calabria Sona.

Ospite del maestro Checco Pallone, l’artista reggino rappresenta da sempre un punto di riferimento sul territorio per il ruolo attivo nella promozione e valorizzazione della propria cultura. Le movenze nell’insegnare i balli tradizionali e le tecniche del tamburello e dell’organetto lo rendono un personaggio quasi unico nel suo genere in grado di trasmettere tutta la sua energia soprattutto sul palco. “La tarantella crea dipendenza”: è questo il suo famoso motto che è stato nel tempo condiviso da tutti i suoi fans.

Da oltre 20 anni, fa parte dell’Associazione Cumelca, impegnata nella salvaguardia della lingua, delle tradizioni, usi e costumi della comunità grecanica. Infatti, Nucera si distingue, nel panorama regionale, per essere da tempo una figura chiave nella costruzione di relazioni con la Grecia e nel favorire i gemellaggi culturali tra le istituzioni e le comunità in giro per il mondo. Tante le esperienze che lo hanno reso celebre al grande pubblico: le trasmissioni radiofoniche e televisive, sia in Italia che in Grecia (“Linea verde”, Geo e geo”, “La vita in diretta”, “Festa italiana”), la direzione artistica del Paleariza Festival, la partecipazione allo storico “Tarantella Power” di Caulonia e a tante altre rassegne in Calabria e non solo. Nucera vanta, inoltre, collaborazioni con artisti come Phaleg, Eugenio Bennato, Carlos Nugnez, Tony Esposito, Ettore Castagna, Mimmo Cavallaro, Antonio Grosso, Francesco Loccisano, Quartaumentata, Parafonè e tanti altri.

Un altro appuntamento da non perdere del lungo viaggio, alla scoperta dei personaggi più interessanti della scena musicale contemporanea calabrese, che ha contribuito a promuovere la conoscenza e l’immagine di una terra ricca di passione e talento. Tutte le interviste a tu per tu sono visibili sul canale YouTube di Calabria Sona. (rrm)

La Calabria che suona, incontro con Nino Stellitano e Marinella Rodà

Per il nono appuntamento della rassegna La Calabria che suona. Storie di musici e dintorni, il format di Calabria Sona con il Maestro Checco Pallone, è prevista la partecipazione di Nino StellitanoMarinella Rodà, due grandi interpreti e ricercatori attivi da decenni nel territorio reggino, hanno deciso di unire le forze nel nuovo progetto “Rosa russa” con cui rielaborano, cantando insieme, i loro brani più famosi.

Nino Stellittano – architetto, musicista, scrittore – ha unito il suo nome in modo indissolubile al progetto “Kalavrìa”, nato oltre trent’anni fa, e che in tante tournèe nazionali ed internazionali ha contribuito a portare i valori della cultura popolare calabrese in tutto il mondo. Nel 1996, partecipano all’Accademia della Canzone di Sanremo in onda su Rai Uno, si classificarono al terzo posto, in ex-equo, con il brano “Lia Liuzza”. Guardando oltre lo stereotipo del “mare e sole” come unica risorsa della loro terra, i Kalavrìa hanno fatto rivivere tutto il simbolismo classico legato alle proprie origini, inanellando diverse collaborazioni, come quelle con Danilo Amerio e Gigi Miseferi.

Marinella Rodà è figlia d’arte del compianto Totò Rodà, musicista e autore folk di molti brani oggi definiti del “popolo” e pioniere della produzione discografica calabrese. Fin dall’età di 12 anni, ha iniziato a studiare da autodidatta, accompagnandosi al pianoforte e cantando sempre la propria lingua tra scambi culturali con etnie e culture diverse. Ha collaborato con il padre e il fratello nella band “Nuova orsa maggiore”, per poi dare vita a “Musika agorà”, gruppo di ricerca etnica greco-calabro con l’obiettivo di esplorare le origini di una cultura quasi dimenticata. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, è stata insignita del Premio Mia Martini, del Premio nazionale “Teatro Xs” città di Salerno, del Premio ambasciatrice della cultura popolare calabrese nel mondo e ambasciatrice dell’archeogastronomia greco calabra – premio Annunziato Riggio.

Due nuove preziose testimonianze che arricchiscono la galleria di interviste de “La Calabria che suona”, tutte visibili sul canale YouTube di Calabria Sona.  (rrm)