Parentela (M5S): Futuro Governo non dimentichi i precari covid

Il deputato del Movimento 5 StellePaolo Parentela, ha auspicato che «il Parlamento e il prossimo governo non dimentichino i precari della sanità che, anche se sfruttati, hanno lavorato tanto durante l’emergenza Covid, assicurando le cure e le vaccinazioni nella lunga e dura fase della pandemia».

«Nell’ultima legge di Bilancio – ha spiegato – avevo lavorato per agevolare la stabilizzazione di questo personale, che, pur tra grosse difficoltà, ha dato prova di senso del dovere e si è sacrificato per il bene comune».

«Sarebbe imperdonabile – ha concluso Parentela – se, soprattutto in Calabria, questi lavoratori venissero abbandonati alla disoccupazione. È possibile prevedere per loro condizioni di accesso all’impiego nella sanità pubblica, attraverso norme che ne riconoscano e premino il servizio prestato in condizioni di rischio elevatissimo. In un Paese civile, lo Stato e le Regioni garantiscono i meriti e non lasciano a piedi chi si è speso per salvare vite umane». (rp)

Sanità, Sapia (Alt): Pubblicata interrogazione contro aumento compensi manager

È stata pubblicata l’interrogazione presentata dal deputato di Alternativa, ha chiesto al Governo di impugnare la legge della Regione Calabria, dello scorso 4 agosto, che ha aumentato il compenso dei direttori generali e dei commissari straordinari delle nove aziende del Servizio sanitario calabrese.

L’interrogazione, a risposta scritta, è stata redatta con la collaborazione dell’esperto di sanità Tullio Laino, ha accusato il Consiglio regionale della Calabria d’aver scavalcato la potestà esclusiva dello Stato nella specifica materia.

«L’effetto di questa trovata elettoralistica del centrodestra è – ha precisato Sapia – un maggiore esborso pubblico, pari a circa 410 mila euro per ciò che resta del 2022 e a quasi un milione di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024, alla faccia dei pazienti calabresi, costretti a subire disagi enormi e perfino le pene dell’emigrazione sanitaria, che in tutto costa 300 milioni all’anno».

«Ho agito ancora una volta – ha rimarcato il deputato di Alternativa – nell’interesse dei cittadini e al di fuori di ogni mia utilità, peraltro non essendo candidato alla carica di deputato o di senatore. Ho ascoltato la voce della mia coscienza e ritenuto un dovere inderogabile intervenire contro il vergognoso e immotivato aumento dello stipendio dei manager sanitari della Calabria, non subordinato ad alcuna valutazione preliminare dei risultati».

«Spero che il prossimo 25 settembre gli elettori – ha concluso Sapia – vogliano punire gli artefici di questo scellerato provvedimento e mi auguro che il governo lo impugni davanti alla Corte costituzionale, dando un segno di rigore morale quantomai necessario». (rp)

Elezioni / Nino Foti, le priorità: lavoro, infrastrutture e giovani

di SANTO STRATI – Reggino doc, Nino Foti, 64 anni, è stato deputato alla XVI legislatura, eletto nel 2008 per il Popolo della Libertà. Come parlamentare è stato membro della IX Commissione Trasporti e Lavoro della Camera. Laureato in Giurisprudenza, è presidente della Fondazione Magna Grecia, un’organizzazione no-profit che promuove lo sviluppo economico del Paese e, soprattutto, delle regioni meridionali.

Il pensiero fisso per Nino Foti è il lavoro. L’ex deputato si ricandida alla Camera nelle liste di Noi moderati – quarto raggruppamento della coalizione di centrodestra – quale capolista in quota proporzionale per Montecitorio in Calabria ed è convinto che solo cona profonda riforma del mondo del lavoro si possano ristabilire i canoni base dello sviluppo. «Il lavoro – secondo Foti – non nasce per decreto legge, lo creano le imprese…». 

– E la Pubblica amministrazione?

«Noi abbiamo molto a cuore il lavoro privato, perché sappiamo bene che è il motore della creazione di un’occupazione sana che contribuisce al Prodotto interno lordo del nostro Paese. Detto questo, lo Stato svolge compiti preziosi e ineliminabili, ma va anche riformato nel profondo. La Pubblica amministrazione per Noi moderati va svecchiata con estrema urgenza, agevolando l’uscita di chi è in età pensionabile e assumendo al più presto decine di migliaia di giovani, tra l’altro decisivi per non affliggere l’attività degli Enti pubblici con quel digital divide di cui soffrono tanti impiegati e funzionari di vecchia data. 

Sburocratizzare, insomma, dev’essere un’autentica “parola d’ordine” per il nuovo Governo di centrodestra; e un’oculata spending review sarà sicuramente d’aiuto. Poi però ci sono anche varie categorie professionali penalizzate ingiustamente, penso ad esempio agli insegnanti. I docenti italiani sono quelli con gli stipendi più bassi d’Europa: noi proponiamo d’aumentare subito la loro retribuzione del 10% per poi riallinearla a quella degli altri Paesi europei».

– Lei proviene da Noi con l’Italia, una delle quattro ‘anime’ di questa lista insieme a Coraggio Italia, Italia al centro e Udc. Maurizio Lupi l’abbiamo spesso sentito molto critico verso i Cinquestelle e il Reddito di cittadinanza…

«Intanto, distinguiamo. Proprio a causa di Giuseppe Conte e del Movimento Cinquestelle è venuto meno il governo Draghi: una ‘mossa’ da incoscienti, da irresponsabili a fronte di sfide epocali che l’Italia ha davanti, dal rapido e proficuo utilizzo delle enormi risorse del Pnrr all’esigenza di farsi valere sui mercati mondiali nonostante la gravissima crisi energetica. Quanto al Reddito di cittadinanza, noi non abbiamo mai chiesto d’abolirlo, ma di rimodularlo completamente. Proprio Lupi ha chiarito che la misura complessivamente costa al nostro Paese 8 miliardi di euro all’anno e che, di questi, 3 miliardi potrebbero continuare a finanziare un “Sostegno” destinato solo a chi non può lavorare o proprio non riesce a trovare un’occupazione».

«Gli altri, però, debbono lavorare, non adagiarsi su una misura assistenzialistica che non fa crescere l’economia del Paese. Va detto con chiarezza che su 3 milioni 450mila percettori circa di questa misura, circa 1 milione 800mila ne hanno effettivamente diritto in relazione a fragilità psicofisiche. 

Ma con gli altri 7 miliardi di euro si potrebbero defiscalizzare tutte le nuove assunzioni, specialmente quelle che coinvolgono le nuove generazioni, creando le condizioni ottimali per le imprese affinché tornino ad assumere gli addetti di cui hanno bisogno. 

I contributi previdenziali figurativi andrebbe a pagarli lo Stato, proprio con questi 7 miliardi. La verità è che i nostri giovani vanno accompagnati al lavoro, non a un sussidio che, una volta terminato, li lascerà in una marginalità da cui sarà davvero difficile uscire».

– Ma non si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro con grandi investimenti, realizzando le maxi-infrastrutture di cui nel Mezzogiorno si parla da anni?

«C’è una premessa da fare: il maggior investimento in assoluto è quello nell’ “infrastruttura sociale”, cioè sul capitale umano, sulle competenze, sulla creatività. Quanto alle infrastrutture la priorità, specie qui al Sud, è non farci “scippare” quelle a portata di mano. Faccio un esempio: tutti pensavano che l’Alta velocità ferroviaria, che a nostro avviso deve necessariamente interessare l’intero Mezzogiorno, fosse finanziabile attraverso il Pnrr. 

Ma oggi sappiamo che non è così: è chiaro che la politica deve farsi carico di questo e trovare rapidamente una soluzione. E una soluzione sensata, aggiungo io: non s’è mai vista un’arteria ad “alta velocità” che però è più lunga di quasi 50 km del tracciato ad oggi esistente e costa 2,5 miliardi di euro in più».

«Vogliamo dirne un’altra? Il Ponte sullo Stretto ha generato decenni di discussioni e di polemiche inutili. Una volta al Governo, la coalizione di centrodestra saprà dire “basta” a tutto questo e avviare una volta per tutte la realizzazione di un’infrastruttura cruciale non tanto per collegare la Sicilia alla Calabria, ma per consentire appieno le connessioni previste dall’Ue. Peraltro, i soldi ci sono, incluso l’intervento dei privati nel project financing; così come esiste il progetto esecutivo, ovviamente da integrare alla luce delle nuove evoluzioni tecnologiche. Resta un solo rammarico: aver perso l’occasione di realizzare il Ponte e aver speso le stesse risorse che sarebbero bastate a costruirlo in contenziosi col general contractor Impregilo e altri soggetti».

– A proposito: e il trasporto aereo? Non ci avevano promesso impetuosi sviluppi per gli scali calabresi in questi anni?

«Guardi, dobbiamo misurarci con una realtà completamente diversa. Quest’estate, perfino i turisti arrivati a Reggio Calabria dagli Stati Uniti o dall’Australia non hanno trovato voli e sono stati costretti a bivaccare all’aeroporto di Fiumicino senza che nessuno protestasse davvero. Non è possibile che all’Aeroporto dello Stretto ci sia un solo volo al giorno, peraltro operato da una società pubblica ossia l’Ita, l’ex Alitalia insomma, che proprio in quanto pubblica aveva il dovere d’impegnare pochi milioni di euro per coprire il periodo da maggio a settembre senza lasciare tanti passeggeri in gravi difficoltà, incluse persone malate o piccoli commercianti che non possono permettersi di restare una notte a Roma e per guadagnare mille euro finiscono per spenderne magari 1.200».

– La campagna elettorale è il ‘classico’ momento delle promesse che non sempre dopo il voto si realizzano. Ma famiglie e aziende stanno soffrendo terribilmente già oggi per gli aumenti vertiginosi, dal prezzo del pane a quello dei carburanti, legati agli enormi rincari di gas ed energia elettrica. Cosa si può fare al riguardo?

«Il Paese deve dotarsi di una seria pianificazione energetica che in questi anni purtroppo è mancata. Secondo Noi moderati, il nuovo Governo ovviamente si dovrà far carico di aiuti immediati e molto ingenti, soprattutto verso le imprese letteralmente stremate dalle bollette. Ma dovrà anche cancellare l’insulsa politica del “no a tutto” tipico di un certo ecologismo sinistroide che non ha a cuore né il progresso né il futuro dei nostri giovani e iniziare a dire tanti “sì”. “Sì” innanzitutto alle fonti rinnovabili d’energia, “sì” anche alla ricerca per reintrodurre l’energia nucleare su basi nuove, sicure e affidabili. Soprattutto perché l’Italia, così come gli altri Paesi, non ha altra scelta». (s)

Baldino (M5S): Bene sblocco della circolazione dei crediti fiscali collegati al Superbonus

La deputata del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, ha dichiarato che «la riformulazione del nostro emendamento al decreto legge “Aiuti bis”, frutto della posizione ferma e decisa del M5S, con la quale si sblocca, di fatto, la circolazione dei crediti fiscali legati al superbonus e agli altri bonus edilizi, rappresenta una svolta attesa e importante per migliaia di imprese edili nonché lavoratori e famiglie, che attendevano una risposta da parte dello Stato a cui hanno fatto affidamento».

«Si tratta della fine di una vicenda – ha detto ancora – che ha tenuto col fiato sospeso anche tantissime imprese calabresi e la sua fragile economia. Come confermato, infatti, dal rapporto annuale di Banca d’Italia, e relativo all’economia calabrese, nel 2021 il valore aggiunto del settore delle costruzioni è aumentato in maniera consistente, superando i livelli di attività precedenti la pandemia. L’indagine sulle costruzioni e le opere pubbliche, condotta dalla Banca d’Italia su un campione di aziende con almeno 10 addetti, conferma la crescita sostenuta del valore della produzione, che si è associata a un significativo incremento dell’occupazione».

«Nell’edilizia residenziale, le imprese partecipanti all’indagine – ha proseguito – hanno segnalato un aumento della quota del valore della produzione legata ai benefici del superbonus. Secondo i dati del monitoraggio congiunto di Enea e Ministero dello Sviluppo economico, in Calabria gli interventi con almeno un’asseverazione protocollata al 30 aprile 2022 sono stati 6.018, per un importo complessivo di circa 1,1 miliardi di euro. Il 4 per cento del totale nazionale. Grazie al superbonus uno stimolo importante al settore edile potrebbe derivare anche dalla sensibile crescita delle transazioni immobiliari».

«Ancora una volta – ha concluso – il MoVimento5Stelle, accusato ingiustamente di aver bloccato gli aiuti che invece erano già in vigore, è stato determinante nella vita di migliaia di imprese e lavoratori, con questa missione siamo entrati nelle istituzioni e con questa missione onoriamo il nostro mandato fino all’ultimo giorno». (rp)

 

Baldino (M5S): Su Ospedale di Cariati serve fare rete tra le Istituzioni

La deputata del Movimento 5 StelleVittoria Baldino, ha reso noto che domenica 11 settembre si è svolto l’incontro organizzato dagli attivisti del M5S per confrontarsi sui temi rilevanti del M5S e sulle più importanti questioni del territorio.

«Il movimento è passato da forza di opinione a forza di governo e progressista –– ha spiegato –. Rispetto a 4 anni e mezzo fa ci presentiamo con la credibilità di chi ha mantenuto l’80% degli impegni presi ed ha governato in un momento di grave crisi sanitaria mantenendo in piedi il Paese sul profilo sociale ed economico».

«Con il superbonus – ha proseguito – abbiamo messo in piedi più di 150.000 cantieri e creato oltre 600.000 posti di lavoro. Abbiamo approvato una misura epocale come il reddito di cittadinanza, osteggiata dalle regioni sul profilo delle politiche attive del lavoro. Un provvedimento certo che richiede correttivi, ma che rappresenta in ogni caso una risposta importante per dare dignità a cittadini in difficoltà».

Sotto la lente d’ingrandimento anche i problemi del territorio.

«Oggi per l’ospedale di Cariati – ha detto ancora – c’è l’impegno concreto e costante del capogruppo m5s in regione Davide Tavernise. Un impegno che intendo proseguire in parlamento, perché quella dell’ospedale di Cariati è una battaglia, come tante del nostro territorio, che richiede la convergenza e l’unione delle varie rappresentanze istituzionali».

«Serve fare squadra in Calabria – ha concluso Baldino – perché certo importanti sono i grandi ospedali ma molto più importante garantire ai cittadini presidi sanitari prossimi al territorio, capaci di rispondere tempestivamente a situazioni di emergenza. Un passo in avanti è stato fatto con il Pnrr, ma molto resta da fare». (rp)

Aeroporti, Barbuto (M5S): Regione continua a usare un peso e due misure

«La Regione continua ad utilizzare un peso e due misure sul territorio calabrese e naturalmente il peso minore lo attribuisce alla zona del crotonese mostrandosi nei nostri confronti la consueta matrigna che abbiamo imparato a conoscere negli anni». È quanto ha denunciato la deputata del M5SElisabetta Barbuto.

«Quale altra valutazione, infatti – ha aggiunto – potremmo effettuare alla luce delle ultime notizie che giungono da Reggio Calabria in merito allo stanziamento di ulteriori fondi  regionali – rispetto alle somme derivanti dagli oneri di servizio – in favore dello scalo aeroportuale Tito Minniti? Non possiamo che essere contenti per l’aeroporto di Reggio Calabria e per gli amici reggini, ma continuiamo a chiederci perché anche nei nostri confronti non si adotti lo stesso criterio e la stessa tempestività. Perché la Regione , considerata la situazione dell’aeroporto crotonese presso il quale la Ryanair ha recentemente deciso di ridurre il volo da e per Bologna, non ha deciso di agire altrettanto tempestivamente offrendo un giusto ed integrativo sostegno economico dei voli per evitarne  il taglio?».

«Perché la Regione, nonostante le sia stata fatta esplicita richiesta in tal senso – ha proseguito – non è intervenuta per ripristinare il volo per Norimberga che aveva dato ottima prova ed è, invece, stato spostato da Crotone su Lamezia Terme? Non era il Presidente che aveva addirittura risposto positivamente all’idea di un volo per l’Albania da Crotone proposto dal Presidente della repubblica albanese in visita in Calabria nel mese di aprile di quest’anno? Ma se non è stato possibile ripristinare il volo per Norimberga, figuriamoci programmare una nuova rotta per l’Albania! Misteri che continuano a rimanere irrisolti e riguardano sempre Crotone».

«È sempre ed esclusivamente a causa dell’atteggiamento omissivo della Regione che, ancora oggi – ha detto ancora – dall’aeroporto di Crotone non si vola per Roma o per altre rotte con regolare frequenza. Ricordo, infatti, che l’utilizzo proficuo dei nove milioni postati in legge di bilancio del 2019 durante il primo governo Conte, è stato impedito proprio dalla stessa Regione che all’epoca impiegò circa un anno per fornire al Ministero i dati richiesti per la celebrazione della conferenza dei servizi e per il vaglio della Commissione europea. Con la conseguenza che quando la gara fu celebrata eravamo in piena pandemia e nessun vettore ritenne remunerativo e conveniente partecipare al bando Enac».

«Si dovrebbero tutti rendere  conto – ha sottolineato Barbuto – di come abbiamo lavorato in questi anni per invertire la tendenza e cercare di assicurare a tutto il territorio le medesime opportunità. Ogni qual volta abbiamo portato a casa un risultato, invece di combattere al nostro fianco, a livello locale si è sempre cercato di ostacolare il lavoro svolto. Eppure non chiediamo niente di più e niente di meno rispetto agli altri territori, chiediamo la medesima attenzione perché i soldi dei calabresi vengano spesi in maniera equa. Non esistono figli e figliastri».

«Ed i vertici regionali – ha aggiunto – dovrebbero ricordare che hanno assunto il gravoso incarico di amministrare l’intera regione non solo quelle zone che “casualmente” sono a loro vicine politicamente. Questa non è la politica in cui mi riconosco. Spero, quindi, vivamente che i crotonesi abbiano uno scatto di orgoglio e non abbiano più intenzione di prestarsi ad essere utilizzati per le elezioni dai consueti venditori di fumo e poi abbandonati come di consueto. Venditori di fumo che oggi, in prossimità delle elezioni, si sono tutti svegliati con entusiasmo e che vanno riconosciuti e isolati».

«Che sappiano, invece, i nostri corregionali riconoscere – ha concluso – chi ha sempre lavorato e continua a lavorare seriamente nel loro interesse e nell’interesse della Calabria tutta e che lo dimostrino esprimendo il loro voto per chi non ha mai cessato di combattere nonostante mille difficoltà». (rp)

Caro Energia, Melicchio (M5S): Approvare Reddito energetico anche in Calabria

Il deputato del M5SAlessandro Melicchio, ha ribadito la necessità di approvare, anche in Calabria, il Reddito energetico.

«La situazione è davvero preoccupante. Quattro milioni di famiglie rischiano la povertà energetica – ha evidenziato – e anche la Calabria deve fare i conti con il caro bollette, con un autunno e un inverno che si preannunciano difficili da superare, soprattutto nella nostra regione. Dispiace che a livello nazionale non si sia ascoltato il Presidente Conte e il Movimento 5 Stelle, che avevano capito a cosa saremmo andati incontro e sollevato il problema sei mesi fa».

«Dal Governo Draghi, invece – ha aggiunto – sono arrivati e continuano ad arrivare risposte largamente insufficienti e il conto, purtroppo, lo pagano e lo pagheranno imprese, famiglie e cittadini. Bisogna agire subito contro gli effetti devastanti dell’incremento dei costi dell’energia e per questo faccio un plauso e sostengo l’iniziativa di Davide Tavernise, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Calabria, che ha proposto il reddito energetico. Questa misura, di cui chiedo la celere approvazione in Consiglio Regionale, potrebbe essere un aiuto fondamentale per fornire energia ai nostri concittadini più in difficoltà e alleviare la crisi che attanaglierà anche la nostra regione».

«Il Reddito Energetico, già realtà in diversi comuni e in regioni come la Puglia, è un’iniziativa basata su un fondo che finanzia l’installazione di pannelli solari e sistemi di accumulo, minieolico e solare termico sulle case dei cittadini, a partire da quelli con redditi più bassi e in condizioni di disagio socioeconomico, ma destinato a tutti. Gratuitamente. L’energia in eccesso – ha spiegato il parlamentare del Movimento 5 Stelle – verrà immessa nella rete energetica territoriale e il ricavato della vendita andrà ad alimentare un fondo che a sua volta permetterà l’acquisto di nuovi impianti e aiutare nuove famiglie. E così si crea il circolo virtuoso».

«Anno dopo anno – ha concluso – ci saranno sempre più famiglie che potranno ridurre la spesa per le bollette e aumenteranno anche i posti di lavoro del settore. È un modello in grado di coniugare tutela ambientale, politiche sociali e sviluppo del territorio e per questo auspico che la proposta venga approvata al più presto in Calabria». (rp)

Orrico (M5S): Serve visione d’insieme per sostenere cinema indipendente italiano

La deputata del M5SAnna Laura Orrico, ha ribadito che «per avere qualità e valorizzare il cinema indipendente italiano è fondamentale avere una visione d’insieme sullo sviluppo dell’intera filiera lavorando innanzitutto sull’accesso ai tributi selettivi i cui finanziamenti spesso non vengono impegnati per la mancanza di progetti in grado di potervi accedere».

«È importante – ha detto Orrico – avviare percorsi di formazione non solo sulle professionalità tecniche che riguardano il cinema ma anche su quelle creative come la regia, la sceneggiatura, la scrittura. Ed in questo hanno un ruolo cruciale le Film Commission che necessitano di un riordino affinché tutte le regioni ne abbiano una funzionante con un budget dedicato non solo a promuovere il territorio come scenario per ospitare le produzioni cinematografiche quanto anche come fucina di professionalità».

«Altrettanto urgente – ha proseguito l’esponente pentastellata – è la valorizzazione dei festival e delle rassegne al di là di quelle più celebri come Venezia o Giffoni considerando quindi le manifestazioni satellite e quelle meno conosciute del Paese che meritano proprio per questo supporto e vicinanza. Ci sono, poi, le sale cinematografiche sulle quali sono intervenuta con un emendamento approvato nell’ultimo Decreto Aiuti che ha previsto un finanziamento di dieci milioni di euro per sostenere la riqualificazione e la creazione di nuove sale su tutto il territorio nazionale».

«Dobbiamo stimolare – ha concluso Anna Laura Orrico – il cinema indipendente italiano perché esso rappresenta l’unicità della creatività e dell’arte del nostro Paese che in tutto il mondo ci viene riconosciuta. Il Movimento 5 stelle è sempre stato vicino al settore e continuerà ad esserlo». (rp)

Caro bollette, Baldino (M5S): Calabria promuova le Comunità energetiche

La candidata alla camera in Calabria e capogruppo del Movimento 5 Stelle per la I Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni, Vittoria Baldino, ha chiesto che «la Calabria promuova le Comunità Energetiche ed approvi il Reddito Energetico».

«Nel 2021 l’economia calabrese, come ricorda il rapporto di Banca d’Italia – ha spiegato Baldino – è stata caratterizzata da una significativa ripresa, anche se insufficiente a colmare il calo osservato durante la crisi pandemica. Relativamente all’attività economica, nei primi mesi dello stesso anno, la Calabria è cresciuta del 5,7 per cento rispetto al 2020, un dato sostanzialmente in linea col Mezzogiorno ma inferiore di circa un punto percentuale alla media nazionale. La ripresa ha tratto vantaggio dall’allentamento delle precedenti misure di restrizione. Ma già alla fine del 2021, e poi nei primi mesi del 2022, si è nuovamente registrato un rallentamento del ciclo economico».

«Ad incidere, come ampiamente previsto dal M5S, l’incremento dei costi energetici – ha proseguito –. Oggi il caro bollette rischia di travolgere i già disastrati bilanci degli enti locali calabresi, considerando che molti si trovano in situazione di dissesto o predissesto finanziario. Come rischia di travolgere le famiglie calabresi. Si conta circa un quarto delle famiglie nel sud a rischio povertà energetica, ovvero non in grado di riscaldarsi d’inverno o rinfrescarsi d’estate con regolarità o di utilizzare gli elettrodomestici tutti i giorni. Serve una convergenza di tutte le istituzioni nazionali e sovranazionali, per tutelare famiglie e imprese».

«In tal senso alle proposte del M5S in Calabria e relative – ha aggiunto – alla promozione delle comunità energetiche e all’approvazione del reddito energetico, deve associarsi una vera tassazione degli extra profitti delle aziende energetiche, per recuperare i 9 miliardi di mancato gettito e rendere poi pubblici gli elenchi delle società che si stanno sottraendo alla legge».

«Occorre estendere questa misura anche al settore farmaceutico e assicurativo – ha concluso – colpendo le speculazioni fatte durante la pandemia. Così come va azzerata l’Iva per i beni di prima necessità. Da ultimo il governo Draghi non può non disporre un importante scostamento di bilancio per trovare le risorse necessarie ad aiutare le imprese e le famiglie». (rp)

Premi Covid, Sapia (Alt) a Occhiuto: Dia garanzie e tempi certi sui pagamenti

Il deputato Francesco Sapia si è rivolto al presidente e commissario ad acta, bRoberto Occhiuto, affinché dia garanzie e tempi certi in merito ai pagamenti dei premi covid.

«Confido che i premi Covid – ha spiegato – vengano pagati nel settembre in corso e mi auguro che non siano più necessarie altre proteste e richieste. I sanitari già impiegati nell’emergenza Covid ne hanno pieno diritto e la Calabria è in gravissimo ritardo nel liquidare le somme stanziate».

«Per tutte le figure interessate, sarebbe un segnale tremendo, se ci fossero ulteriori lungaggini. Va recuperato il rapporto tra i professionisti della sanità e la burocrazia regionale, intanto con l’erogazione, non più rinviabile, delle risorse in argomento». «Al presidente e commissario Roberto Occhiuto chiedo – ha concluso Sapia – di dare garanzie e tempi certi». (rp)