Sapia, Nesci (M5S): Il viceministro Sileri sia garante di assunzioni veloci di medici, infermieri e Oss

I deputati del Movimento 5 StelleFrancesco SapiaDalila Nesci, confidano che «il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sia garante del governo per le assunzioni di personale sanitario in Calabria, che in questa fase di emergenza vanno fatte al di là dei vincoli burocratici, con molta rapidità e il più possibile a tempo indeterminato».

«I commissari governativi alla Sanità calabrese – hanno sottolineato i deputati Sapia e Nesci – acquisiscano le richieste delle singole aziende del Servizio sanitario regionale e procedano al reclutamento del personale occorrente anche a stralcio del fabbisogno, come ripetiamo da tempo, al fine di garantire un rafforzamento stabile e qualificato degli organici sanitari».

«In questo momento – hanno proseguito i deputati Sapia e Nesci – bisogna rinunciare ai cavilli burocratici, gli ospedali vanno dotati delle figure indispensabili a fronteggiare l’epidemia in atto, che quando superata ci porterà in una condizione radicalmente diversa, per cui servono come il pane anestesisti, gli altri specialisti per l’emergenza-urgenza, infermieri e Oss».

«Bisogna pertanto – hanno concluso i deputati Sapia e Nesci – agire con tempismo, con decisionismo e con la consapevolezza che, ferma restando la sospensione del Patto di stabilità, che ci permette di aumentare la spesa pubblica, il nuovo coronavirus ha completamente cambiato lo scenario dell’organizzazione e dell’amministrazione pubblica e dunque andranno riviste e riscritte in senso migliorativo, a partire dai Servizi sanitari, tutte le regole d’ingaggio». (rp)

Melicchio (M5S): Stanziati 3 milioni e 600 mila euro per la Scuola digitale

Alla Calabria, per il potenziamento della didattica a distanza nelle Scuole, sono stati assegnati i 3.609.620 €, «risorse importanti per la scuola della nostra regione con cui oggi rispondiamo a un’emergenza, ma attraverso cui gettiamo anche le basi per il futuro» ha spiegato Alessandro Melicchio, deputato del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Cultura.

«Tutto quello che stiamo facendo in questo momento – ha proseguito il deputato Melicchio – rappresenta un patrimonio che ci resterà e consentirà alla comunità scolastica calabrese di crescere e migliorarsi ancora».

«I fondi in Calabria saranno così distribuiti – ha proseguito il deputato Melicchio – 400 mila euro potranno essere utilizzati dalle istituzioni scolastiche calabresi per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e per dotarsi immediatamente di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o per potenziare quelli già in loro possesso, ponendo attenzione anche ai criteri di accessibilità per le ragazze e i ragazzi con disabilità».

«Altri 3 milioni – ha proseguito il deputato Melicchio – saranno utilizzabili per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza. I restanti 200 mila euro serviranno per la formazione del personale scolastico sulle metodologie della didattica a distanza».

Il parlamentare pentastellato annuncia anche l’arrivo di un ulteriore aiuto: «a supporto dei docenti, sono stati assegnati in Calabria anche 35 assistenti tecnici informatici per le istituzioni scolastiche del primo ciclo, dove oggi queste figure non esistono».

«Il decreto – ha proseguito il deputato Melicchio – individua le risorse disponibili scuola per scuola. Questi sono soldi che arriveranno direttamente nelle ‘casse’ degli istituti e che i dirigenti scolastici potranno utilizzare immediatamente».

«Questi sono atti concreti – ha concluso il deputato Melicchio – per migliorare la didattica a distanza, perché la scuola non si fermi, neanche in questo difficilissimo momento». (rp)

Sapia (M5S): Il Commissario alla Sanità prenda in mano la situazione

Il deputato del Movimento 5 StelleFrancesco Sapia fa un appello: che «il commissario alla Sanità della Regione Calabria prenda in mano il timone dell’emergenza Covid-19, che tocca a lui gestire, come in un recente, come in un recente articolo ha peraltro chiaramente spiegato, sul piano del diritto, Ettore Jorio, docente dell’Università della Calabria ed esperto del settore».

«Non faccio polemica né muovo accuse, sia chiaro – ha proseguito il deputato Sapia -. C’è la necessità e l’urgenza di riportare ordine a livello istituzionale e amministrativo, soprattutto in questa fase così drammatica, nella quale i sanitari calabresi sono impegnati, con forti rischi personali e innegabili carenze di strumenti, a curare i contagiati, mentre i sindaci lavorano in prima linea a tutela dei cittadini».

«Non è fondato affermare – ha proseguito il deputato Sapia – come ha invece fatto il commissario alla Sanità calabrese intervenendo domenica scorsa a Non è l’Arena di Massimo Giletti, che soggetto attuatore è adesso la presidentessa della Regione Calabria».

«Tutti i poteri in materia sanitaria – ha proseguito il deputato del Movimento 5 Stelle Sapia – sono del commissario Saverio Cotticelli, esclusa la potestà legislativa in capo al Consiglio regionale. Ciononostante in Calabria si registra un rimescolamento di poteri per via dell’errata interpretazione delle disposizioni emergenziali, cui corrispondono previsioni confuse e anarchiche circa le strutture Covid e quelle non-Covid».

«Per riprogrammare l’assistenza ospedaliera al fine di fronteggiare il coronavirus, occorre da subito – ha proseguito il deputato Sapia – rivedere la relativa rete configurata da due specifici decreti del commissario governativo Cotticelli, che non possono essere modificati né dalla Regione né, in autonomia, dai vertici delle aziende del Servizio sanitario calabrese».

«Oltretutto – ha proseguito il deputato Sapia – il che è un punto dolente, ad oggi mancano atti di programmazione in merito alla cosiddetta integrazione tra l’ospedale e il policlinico universitario catanzaresi, atti che servirebbero a garantire un’efficace risposta all’emergenza in atto».

«Al viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, rappresenterò – ha concluso Sapia – questi problemi di sistema, che ad oggi non consentono di affrontare a modo l’emergenza sanitaria per il coronavirus». (rp)

Bruno Bossio (PD): Reddito e non elemosina alle famiglie

Il deputato del PDEnza Bruno Bossio, ritiene che «un reddito per tutti sia rimasta l’unica soluzione concreta ed efficace. Chiamiamolo come vogliamo: assegno universale, reddito d’emergenza, ma questo è il provvedimento che oggi serve al Paese».

Tale decisione deriva dal fatto che, come ha ribadito il responsabile del Forum Famiglie, Luigi de Palo, «il voucher baby-sitter, i congedi parentali e persino i 600 euro messi in campo per far fronte alla crisi economica italiana dall’esecutivo potevano essere misure di sostegno utili fino ad alcuni giorni fa, quando non c’era una situazione nazionale di chiusura totale e prolungata di tutte le attività non essenziali».

«Non elemosine – ha proseguito il deputato Bruno Bossio – ma reddito! Mi auguro che il prossimo decreto si rivolto, sopratutto, al soddisfacimento di questo diritto, ormai ineludibile».

«Per il nostro Mezzogiorno – ha proseguito il deputato Bruno Bossio – lasciato senza lavoro e senza diritti in questi anni di austerità e liberismo senza regole, non è più tempo di chiacchiere ma di sopravvivenza. Il resto, poi, si vedrà». (rp)

Ferro (FDI): Sostenere chi è in difficoltà

Il segretario della Commissione Parlamentare Antimafia e deputato di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro, rivolge un appello al Governo: sostenere chi è in difficoltà e non consentire alle organizzazioni criminali di sostituirsi allo Stato.

«La crisi economica – ha proseguito il deputato Ferro – legata all’emergenza sanitaria rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba sociale, soprattutto nelle regioni del Sud dove le organizzazioni criminali sono pronte ad inserirsi nelle situazioni di disagio, fomentando la tensione e sostituendosi allo Stato con la loro proposta di welfare, ovvero mettendo in circolo denaro con l’usura e ingaggiando manovalanza a basso costo».

«Le misure adottate dal governo – ha proseguito il deputato Ferro – sono assolutamente inadeguate a sostenere le famiglie in difficoltà. Le risorse vere messe a disposizione dei comuni sono del tutto insufficienti, il governo se n’è lavato le mani con un gioco di prestigio comunicativo scaricando sui sindaci la responsabilità di individuare le poche famiglie a cui destinare un buono spesa da poche centinaia di euro, escludendo quelle che già percepiscono una misura di sostegno come il reddito di cittadinanza».

«È come se Conte – ha proseguito il deputato Ferro – avesse detto ai cittadini in difficoltà di bussare alla porta del Municipio, come se i sindaci avessero ora la possibilità di accollarsi il peso di una crisi economica e sociale senza precedenti, che invece richiede un intervento forte dello Stato centrale, soprattutto per sostenere quelle imprese che, all’indomani della fine dell’emergenza, dovranno riaprire le saracinesche e riavviare l’attività produttiva, assicurando lavoro e continuando a reggere l’economia della Nazione».

«Il governo  – ha aggiunge il deputato Ferro – deve mettere in campo misure reali a sostegno delle imprese e dei lavoratori, non può pensare di dirottare la disperazione e la rabbia dei cittadini verso i sindaci, senza metterli nelle reali condizioni di sostenere i più deboli. Soprattutto, bisogna evitare che un soggetto economico forte come la ‘ndrangheta possa impossessarsi delle attività imprenditoriali in difficoltà attraverso l’usura, e soprattutto –  condividendo le preoccupazioni espresse dal capo della Procura distrettuale antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri – bisogna impedire che i mafiosi si presentino come benefattori che, a differenza dello Stato, difendono i diritti e aiutano chi ha bisogno, sostanzialmente offrendo loro la possibilità di ricostruire quel consenso sociale che con tanta fatica si è tentato di sgretolare attraverso la repressione e l’impegno culturale». (rp)

Cannizzaro (FI): Le congratulazioni al neopresidente Mimmo Tallini

Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia, si congratula con Mimmo Tallini per il prestigioso incarico: è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Calabria.

«L’elezione del mio amico Mimmo Tallini – ha dichiarato Francesco Cannizzaro –  a presidente del Consiglio regionale della Calabria è il modo migliore con cui questa consiliatura poteva partire: politico saggio ed esperto, Mimmo Tallini si distingue per coerenza, competenza e sono convinto che potrà svolgere il suo ruolo in modo valido ed egregio».

«Sono particolarmente soddisfatto – ha proseguito il deputato Cannizzaro – che anche la presidenza del Consiglio esprime un uomo bandiera di Forza Italia, che in Calabria ha trainato il Centro/Destra alla vittoria e si dimostra per l’ennesima volta elemento di fondamentale importanza all’interno della coalizione».

«Tra Mimmo Tallini e Jole Santelli – ha proseguito il deputato Cannizzaro – ci sarà quindi una grande sinergia politica e istituzionale per il prosieguo della legislatura, che nasce sotto i migliori auspici nonostante il momento difficile che stiamo vivendo a causa del Coronavirus. Ma proprio dall’attenzione con cui il nuovo Governo Regionale sta fronteggiando un’emergenza senza precedenti nella storia, si può già scorgere quanto la musica sia cambiata e come questa sarà davvero la volta buona in cui la Calabria riuscirà a cambiare passo, guidata da amministratori seri e lungimiranti».

«Auguri di buon lavoro – ha concluso il deputato Cannizzaro – a tutti i consiglieri regionali che sono stati chiamati dal popolo Calabrese a cambiare le sorti della Calabria: c’è una squadra forte e coesa, costituita da new entry e da esperti che insieme  al presidente Santelli e alla delegazione calabrese dei Parlamentari potranno ottenere risultati importanti per lo sviluppo di questa terra». (rp)

 

COVID-19 / Allo sciocco sorriso di Di Maio, risponde il calabrese Roberto Occhiuto

di PINO NANO – Forza Italia questa volta non le manda a dire le cose che pensa, e forse proprio per questo Silvio Berlusconi avrà preteso che a parlare in Parlamento a nome del partito fosse questa sera un deputato del Sud, giovane, brillante, aggressivo, quanto mai efficace, padrone della lingua italiana, capace di una analisi a 360 gradi, fiero di far parte del suo Movimento e fortemente indignato per quanto il Presidente Conte ha fatto in tutti questi giorni e in queste settimane da solo. Finalmente in aula si sente dopo mesi di silenzio, a volte compiacente forse, un grido di protesta autentico e pesante.

Bravo questo parlamentare calabrese, che risponde al nome di Roberto Occhiuto, e che non ha nessuna difficoltà a riprendere pubblicamente Luigi Di Maio quando dai banchi del Movimento 5 Stelle si mette a sorridere, un sorriso irridente e irritante insieme: «Onorevole Di Maio non le permetto di sorridere, non c’è nessun motivo per sorridere questa sera qui in aula, dobbiamo semmai pensare al dolore di migliaia di italiani che in queste ore hanno perso un proprio caro».

Le telecamere di Rai Parlamento riprendono per un attimo Luigi Di Maio, che intuisce bene il pericolo che corre, per via di un deputato che qui in aula questa sera dimostra di non avere legacci ideologici di nessun tipo, né tantomeno nessuna forma di sudditanza ai grandi poteri del Paese. Non poteva fare scelta migliore Silvio Berlusconi quando ieri ha deciso che a parlare, al posto del presidente Tajani o del professor Brunetta, dovesse farlo Roberto Occhiuto, un parlamentare completamente “fuori dallo schema” questa sera, che offre pubblicamente al Presidente Conte la disponibilità del partito di Forza Italia nel «difendere le ragioni del Paese», ma che sbatte in faccia, e anche durissimamente, al premier le «mille colpe del suo governo e le mille superficialità commesse nella gestione della crisi».

Il passaggio più forte dell’intervento di Roberto Occhiuto, riguarda le proposte: «Signor Presidente, le abbiamo offerto la nostra capacità di risolvere i problemi degli italiani, e lei ha fatto orecchie da mercante», e allora sappia, Caro Presidente, che le nostre proposte sono molto diverse dalle sue, e «sono certamente migliori delle sue, in grado di affrontare la crisi in maniera più seria e più complessiva». Conte dal suo posto, guarda e riguarda nevroticamente il suo cellulare, è così teso da produrre gesti inconsueti, ad un certo punto copre con dei fogli bianchi il suo telefonino, su cui stava leggendo forse qualche messaggio. Si coglie con mano che non si fida neanche dell’aria che si respira in quest’aula.

Roberto Occhiuto non lo molla neanche un momento e lo riattacca di nuovo frontalmente, spiegandogli che «bene ha fatto il governo ad occuparsi delle regioni forti del Paese, Lombardia in testa, ma malissimo ha fatto a dimenticare ignorare e sottovalutare le richieste dei governatori del Sud». Probabilmente il suo pensiero corre a Jole Santelli, Governatore della sua Regione, la Calabria, o forse a Emiliano, Governatore della Puglia, o forse anche a De Luca, in Campania, o a Nello Musumeci in Sicilia. Naturalmente evita di farne i nomi. «Se al Nord la pandemia ha creato quello che ha creato, al Sud rischia di devastare interi territori, ma Lei signor Presidente sembra non cogliere questo dato importante, anzi appare assolutamente distratto rispetto ai bisogni delle regioni più povere d’Italia».

Un solo applauso Roberto Occhiuto chiede all’aula, e lo fa in nome di Guido Bertolaso, «un uomo che è tornato in Italia, chiamato dal suo paese, per servire il Paese e oggi è in ospedale a lottare contro il virus: a questi uomini va il grazie di Forza Italia e di questo parlamento». Forte il discorso di Roberto Occhiuto, “cazzuto” dall’inizio alla fine, tenuto a braccio con estrema lucidità, e un solo riferimento vero e importante per Roberto Occhiuto, «i dati economici del professor Brunetta, sarebbe utile che anche lei signor Presidente li guardasse e li studiasse». Per un attivo Conte sembra un pugile suonato, alla sbarra, pronto a rinunciare al mach finale, completamente intontito dalle troppe verità di questo giovane leader calabrese, che non esita a rimproverargli un «eccessivo di protagonismo televisivo» e una macchina della comunicazione che fa acqua da tutte le parti. Ma il tempo per Roberto Occhiuto è scaduto, interviene il Presidente Fico «perché concluda la sua replica». Poi tocca a Del Rio, uomo forte del PD, riprendere le fila della difesa del Governo, e ridare a Conte qualche attimo di respiro. «La nostra opinione è che prima finisce l’era Conte, e prima il Paese potrà tornare alla normalità. C’è da sperare ora che lo capisca anche il Capo dello Stato. Non si può annunciare una “Intervento urgente del Presidente del Consiglio”, per giunta a reti unificate per sentire alla fine un freddo e schematico bilancio delle cose già fatte. E il futuro? Quanti morti avremo ancora? Quando arriverà un possibile vaccino? E soprattutto quanto dovremo ancora aspettare per avere le mascherine che il Governo ha promesso agli italiani da almeno dieci giorni? Povera Italia!». «Onorevole Di Maio, non sorrida”», grida con fermezza Roberto Occhiuto. (Courtesy Prima Pagina News)

Bruno Bossio (Pd): vicinanza a don Panizza e a Progetto Sud

Dopo il furto nella Comunità progetto di don Giacomo Panizza, l’on. Enza Bruno Bossio ha voluto esprimere la sua vicinanza a chi dedica il suo impegno e la sua vita a favore degli emerginati e dei migranti. La Bossio ha invitato le istituzioni a stringersi attorno a don Panizza e ai suoi collaboratori per difendere un’importante esperienza sociale e di comunità.

«Ho avuto modo di conoscere don Giacomo ad Acquaformosa – ha detto la Bruno Bossio – quando entrambi abbiamo ricevuto un riconoscimento per il nostro comune, pur se diverso, impegno a favore dei migranti. Ne ho apprezzato subito la semplicità e la totale dedizione alle cose che fa a favore degli ultimi. E la sua lotta contro i poteri criminali e per la legalità in Calabria».
La parlamentare mette in evidenza «soprattutto il suo straordinario impegno per restituire ai cittadini, i loro territori e l’opportunità di vivere e lavorare senza subire
prepotenze e poter godere dei propri diritti. Ecco perché il vile atto di cui è stata vittima la cooperativa ‘Le Agricole’, nata dal suo impegno, non deve essere sottovalutato, anche perché giunge dopo una serie di episodi analoghi. Evidentemente l’attività di don Giacomo dà fastidio a chi vuole che la nostra
terra resti sotto il dominio dei poteri criminali. Ora più che mai – sostiene ancora l’on. Bruno Bossio – le istituzioni devono stringersi attorno a don Giacomo e ai suoi collaboratori e difendere le esperienze nate dal suo impegno contro la ‘ndrangheta e per la legalità. Sarà questa la migliore risposta a chi cerca di tarpare le ali alle iniziative di Progetto Sud. Alla magistratura e alle forze dell’ordine il compito di individuare al più presto i responsabili e gli eventuali mandanti del grave episodio». (rp)

Wanda Ferro (Fdi): Approvato Odg sull’aumento degli organici in magistratura

La deputata Wanda Ferro (FdI) ha reso noto che è stato approvato il suo ordine del giorno che punta ad incrementare l’organico dei magistrati. «Sono particolarmente soddisfatta che il Governo si sia convinto a recepire la nostra proposta, dopo che l’ennesima imposizione della questione di fiducia ha fatto cadere l’emendamento al decreto che avevo presentato. Ringrazio il capogruppo Francesco Lollobrigida e tutti i colleghi del gruppo di Fratelli d’Italia che hanno sostenuto con forza la mia proposta, riformulata al governo come ordine del giorno”. Dopo aver ottenuto il parere favorevole da parte del governo su un testo riformulato, il gruppo di Fratelli d’Italia, considerata l’evidente contrarietà di una forza politica di maggioranza, ha chiesto comunque che il documento venisse posto in votazione in aula, ottenendo l’approvazione quasi unanime».

Presentando l’ordine del giorno in aula, Wanda Ferro ha rimarcato come «all’apertura di ogni anno giudiziario si parla della mancanza cronica di magistrati e di personale amministrativo sufficienti», e che «dai dati pubblicati dal Consiglio Superiore della Magistratura, si evidenzia che a fronte di una dotazione in organico di n. 9991 magistrati ordinari, risultano vacanti n. 1031 posti, pari a una scopertura del 10.32% su base nazionale».

Per Wanda Ferro la questione è particolarmente grave nei distretti giudiziari meridionali, «come ad esempio il Distretto di Corte di Appello di Catanzaro (13,65%) e in quello di Reggio Calabria (18.67%) a fronte di carichi di lavoro elevati». Secondo Wanda Ferro «la carenza di magistrati ha subito una notevole accelerazione nel corso degli ultimi anni a seguito degli ultimi provvedimenti normativi relativi all’età di pensionamento dei magistrati» e «il ricambio generazionale, che sta avvenendo grazie ai concorsi espletati e a quelli che saranno banditi, sconta però la mancanza di trasferimento delle competenze che era precedentemente garantito dai magistrati più anziani».

L’ordine del giorno approvato impegna il Governo «a valutare l’opportunità di adottare un piano consistente di assunzioni di magistrati anche per assicurare il ricambio generazionale dell’alto numero di magistrati andati in pensione e a prevedere che magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari e gli avvocati e procuratori dello Stato possono esercitare la facoltà di permanere in servizio a domanda, sino al compimento del settantaduesimo anno d’età».

Rispetto a quest’ultima proposta, Wanda Ferro ha ricordato che una norma analoga è stata inserita dal governo nello stesso “milleproroghe” relativa all’innalzamento dell’età pensionabile dei medici, dopo che fin dal 2018 lo stesso provvedimento era stato proposto da Fratelli d’Italia come emendamento alle varie leggi di bilancio ed era stato puntualmente bocciato. «Capita spesso che il Governo prima dica no alle proposte di Fratelli d’Italia e poi le ripresenti come proprie. Speriamo – conclude Wanda Ferro – che il Governo abbia l’onestà e la lungimiranza di non farne ancora una volta una questione di primogenitura, e dia seguito all’impegno assunto in aula». (rp)

Forciniti (M5S): Contro l’idea del ‘sindaco d’Italia’ di Matteo Renzi

Secondo il deputato Francesco Forciniti (M5S), relatore alla Camera del disegno di legge sulla nuova legge elettorale «Non c’è nulla di nuovo nell’idea del “sindaco d’Italia” rilanciata nuovamente ieri da un Renzi ormai in costante ricerca di visibilità. Non è niente di diverso da quello che provò già a realizzare a cavallo fra il 2014 e il 2016 con tutta una serie di riforme che miravano ad abbattere la democrazia parlamentare, accentrare poteri in capo al governo, azzerare ogni forma di intervento delle comunità locali nelle decisioni, e disegnare un sistema basato sull’investitura diretta di un uomo solo al comando, una sorta di monarca assoluto in grado di fare il bello e il cattivo tempo senza contrappesi. Una concezione di democrazia tipica di un uomo debole, che vuole ergersi ad autorità perché non ha autorevolezza, privo di idee e quindi incapace di reggere il confronto democratico con gli altri».
«Ci provò – afferma l’on. Forciniti – già da presidente del Consiglio, ma sappiamo tutti come andò a finire. L’Italicum fu dichiarato incostituzionale, e la sua riforma costituzionale di stampo presidenzialista fu sonoramente bocciata dai cittadini nello storico referendum del 4 dicembre 2016.  Altro che “sindaco d’Italia”, altro che improbabili “reucci” in cerca di pieni poteri: il nostro Paese ha bisogno di modelli decisionali più inclusivi, di una legge elettorale che rimetta al centro il Parlamento ed esalti il pluralismo, di maggiori strumenti di democrazia partecipata». (rp)