Alla Camera dei Deputati si presenta il libro di Andrea Monorchio e Luigi Tivelli

Domani pomeriggio, a Roma, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, alle 17.30, si presenta il libro Memorie di un Ragioniere generale tra scena e retroscena di Andrea MonorchioLuigi Tivelli, edito da Rubbettino.

L’evento è stato organizzato dall’Academy di Politica e Cultura “Giovanni Spadolini” insieme a Rubbettino editore.

Intervengono Giuliano Amato, prof. emerito di Diritto Costituzionale all’Università La Sapienza di Roma, Giuseppe De Rita, presidente del Censis, Eugenio Gaudio, presidente della Fondazione Sapienza e già Rettore dell’Università La Sapienza, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, Gianni Letta, già sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Maria Rita Parsi, docente, psicologa, psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice.

Introduce e modera Luigi Tivelli, presidente dell’Academy Spadolini. Conclude Andrea Monorchio, già ragioniere generale dello Stato. (rrm)

Orrico (M5S): All’Annunziata non garantito adeguatamente diritto a interruzione gravidanza

La deputata del M5SAnna Laura Orrico, ha denunciato come «all’Ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza non è adeguatamente garantito il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza poiché con un solo medico ‘a gettone’ incaricato del servizio sanitario in questione questo non è né efficace né continuativo».

«La vicenda – ha spiegato – sollevata, ormai da mesi, dalle proteste di cittadini e cittadine e dalle attiviste del Comitato Fem.in, descrive un quadro assai complicato per le donne cosentine della città e di tutta la provincia. Infatti, tutti e 13 i ginecologi assunti stabilmente all’Annunziata sono obiettori di coscienza, quasi come le ostetriche: 24 su 26».

«Parliamo – ha proseguito l’esponente pentastellata – di un diritto e di una scelta che per le donne è sempre difficilissima dettata da ragioni cogenti ed intimissime, e non può essere assicurata, se così si può dire, soltanto da un medico a chiamata. In un nosocomio, fra l’altro, che dovrebbe essere un punto di riferimento per l’intera provincia di Cosenza, geograficamente fra le più vaste del Paese con 155 comuni e con un’utenza di 700mila cittadini».

«Per queste ragioni, dopo essere intervenuta anche alla Camera per porre sotto la lente d’ingrandimento la questione – ha reso noto – ho deciso di presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Schillaci per chiedergli di verificare se all’Ospedale di Cosenza venga efficacemente fatta rispettare la legge n. 194 del 1978 e se al contempo venga in questo modo assicurato il diritto alla salute delle donne che intendono ricorrere all’interruzione di gravidanza».

«Anche da situazioni simili – ha concluso Anna Laura Orrico – si denota che la Calabria è ultima in Italia per Livelli essenziali di assistenza, ma è ora di dire basta». (rp)

Debito sanità, Baldino (M5S): Presidente Occhiuto, non c’è nulla da festeggiare

La deputata del M5SVittoria Baldino, è intervenuta in merito alla quantificazione del debito sanitario calabrese.

«Ho visto parlamentari calabresi di centrodestra – ha scritto su Facebook – esplodere di gioia e sperticarsi perché dopo 12 anni di commissariamento si è riusciti a quantificare il debito della sanità calabrese che ammonterebbe (il condizionale è d’obbligo) a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. Evviva! Hanno parlato di “fatto storico”, “senza precedenti”, “operazione storica”, “finalmente si riparte” Yeah! Ma la cosa più bella è stata “finalmente la Calabria dimostra all’Europa e all’Italia di essere una Regione normale” (sic!)».

«Ho visto il Presidente della Regione – ha spiegato – campeggiare su quotidiani e tv nazionali dolendosi della “situazione disastrosa che ho ereditato”. Non credevo alle mie orecchie, e ho pensato, ma dice davvero? Così, giusto per la cronaca e per avere qualche elemento in più, ripercorriamo gli avvicendamenti al governo regionale e nazionale negli anni determinanti per l’ingresso della sanità calabrese nel piano di rientro e poi nel commissariamento».

«La Calabria – ha ricordato – entra nel piano di rientro nel 2009 (Governo Berlusconi IV) e vista l’incapacità di rispettare il risanamento del debito previsto dal piano viene commissariata solo 8 mesi dopo (sempre Berlusconi IV). Il debito accumulato dalla sanità Regionale (e anche l’incapacità di rientrare nel piano) è opera delle giunte di centrodestra e centrosinistra avvicendatesi negli ultimi decenni».

«In particolare Forza Italia, il partito dell’attuale Presidente e commissario ad acta – ha proseguito – che avrebbe “ereditato una sanità in macerie” ha governato la Calabria proprio negli anni in cui quel massiccio debito si è accumulato, dal 1995 al 1999 e dal 2000 al 2005. Ma soprattutto, il primo commissario ad acta della sanità calabrese, nonché responsabile della chiusura di 18 ospedali e di tagli scellerati, fu proprio il Presidente della Regione, il forzista Scoppelliti dal 2010 al 2014».

«Quindi, in sintesi – ha detto ancora – i responsabili dello sfacelo della sanità calabrese esultano perché dopo 12 anni sono riusciti più o meno a capire a quanto ammonta il debito che loro stessi hanno accumulato, precisando tuttavia che il dato non è proprio esatto perché mancano le cospicue cifre tutt’ora in contenzioso e quelle accumulate dalle Asp. Ma intanto urrà, che bello!».

«Sempre in sintesi – ha spiegato ancora – hanno contribuito allo sfascio del sistema sanitario nazionale, privatizzando e monetizzando l’assistenza sanitaria e quindi estinguendo, di fatto, il diritto universale alla salute. Hanno soppresso ospedali, imposto tagli lineari, bloccato le assunzioni, aumentando le liste di attesa a dismisura e spingendo la massa verso le cliniche convenzionate, creando quindi una sorta di monopolio del privato in particolare (ma non solo) nella diagnostica».

«Estremizzando la sintesi – ha concluso – sono loro, sempre loro, che oggi confidando nella confusione e nella memoria corta di chi, stanco, arranca per sopravvivere in una terra falcidiata da disinteresse e abbandono, si propongono quali salvatori della patria e risolutori dei problemi. Di quei problemi che loro stessi hanno creato. Ed è davvero disarmante che non abbiano nemmeno un briciolo di onestà intellettuale nel ricordare a loro stessi e a tutti noi che i primi responsabili di tutto questo sono stati loro. No, Presidente Occhiuto, non c’è proprio niente da festeggiare!». (rp)

Legge di Bilancio, Cannizzaro (FI) illustra gli emendamenti che avranno beneficio su Reggio

In una conferenza stampa durata oltre un’ora, il deputato reggino di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, ha illustrato le cifre e i contenuti degli emendamenti alla Legge di Bilancio che portano la sua firma.

«Possiamo diventare parlamentari, ministri, presidenti della Repubblica… arrivare a conquistare l’Europa anche… ma per quanto mi riguarda continuerò a lavorare sempre con la testa e con il cuore per Reggio e la Calabria», ha detto Cannizzaro nel corso della conferenza, rimarcando che «il territorio reggino è la mia stessa polare. Dall’inizio. Per sempre».

Tra gli emendamenti, i più importanti riguardano due luoghi simbolo di Reggio: l’aeroporto “Tito Minniti” e il lido comunale. Per il primo, «al momento 20 milioni di euro sono stati aggiudicati – ha spiegato Cannizzaro – e gli altri 5 entro aprile saranno spesi, ed abbiamo la certificazione di avere abbattuto le limitazioni dello scalo e Reggio volerà per tante altre mete».

«Noi lottiamo per la nostra città auspicando di tornare a governarla ma qui si parlerà di quanto fatto e la Regione sta facendo tanto per risollevare Reggio», ha aggiunto.

Per il Lido comunale, ci sono 3 milioni di euro. Cannizzaro, poi, ha specificato che «non è facile inserire fondi per il Lido di Reggio in un contesto complessivo di una legge di bilancio che interessa tutto il territorio comunale».

Per quanto riguarda le circoscrizioni, il parlamentare ha spiegato che «con questo provvedimento abbiamo riportato la storia di Reggio Claabria e sono pià felice, perché questo andrà a vivacizzare il dibattito politico». (rp)

Baldino (M5S): Calderoli ritiri proposta di legge su autonomia differenziata

La deputata del M5SVittoria Baldino, ha chiesto che il ministro agli Affari Regionali, Roberto Calderoli, ritiri la proposta di legge sull’autonomia differenziata, che «allarga le disuguaglianze Nord-Sud».

La parlamentare, poi, ha definito «vergognoso» l’attacco del ministro alla stampa libera: «Ma è normale leggere che un ministro preannuncia azioni legali contro quotidiani che esercitano il sacrosanto diritto di critica, rispetto ad un progetto politico di cui invece lo stesso ministro dovrebbe assumersi tutta la responsabilità?».

«Eppure – ha spiegato – la volontà di acuire ancor di più la sperequazione territoriale è cristallizzata in un atto normativo, dallo stesso ministro elaborato, con evidenti criticità, più volte sollevate anche da autorevoli esperti. Tanto da richiedere implicitamente l’intervento di Mattarella nel discorso di fine anno. Come ricordato dal capo dello Stato, le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del Paese, creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza».

«Il criterio della spesa storica – ha rimarcato Baldino – è iniquo e foriero di allargare ancora di più le diseguaglianze tra regioni. Quindi, di spaccare ulteriormente un Paese che viaggia già a due velocità. Si prendano come esempio alcuni dati relativi alle differenze tra Reggio Emilia e Reggio Calabria, due città vicine come numero di abitanti: per l’istruzione Reggio Emilia spende 28 milioni di euro, Reggio Calabria 9; per i servizi sanitari Reggio Emilia spende 40 milioni di euro, Reggio Calabria 17; per le infrastrutture Reggio Emilia 54 milioni di euro, Reggio Calabria 8 milioni».

«I Lep, che si promette di determinare, senza lo stanziamento dei fondi sono e restano lettera morta – ha concluso Baldino –. II disegno autonomista della lega in tal senso, come rilevato dalla stampa e dalla società civile, offre nessuna garanzia. Tutto si rimanda ad un’eventuale legge di bilancio. L’ultima della quale ci ha insegnato che questo governo è pronto a penalizzare i più deboli in nome dei più forti». (rp)

Loizzo (Lega): Fermate la legge sulle sale da gioco

La deputata della Lega, Simona Loizzo, ha lanciato un appello ai consiglieri regionali della maggioranza, affinché  fermino la legge sulle sale da gioco. Questo perché «non rispecchia in nessun modo il pensiero del partiti e del governo dì centrodestra».

«La mia posizione chiara e lineare su questa legge ha avuto le conseguenze che tutti conoscono – ha detto – ma quello che è importante è capire che questa nuova legge, come hanno ribadito le comunità dì recupero, favorisce il gioco d’azzardo». 

«Si passa da 8 a 15 ore di apertura delle sale ogni giorno  – ha continuato – mentre il governo Meloni, attraverso il vice ministro Bellucci e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mantovano, fa grandi sforzi per contrastare la ludopatia». 

«Parte del centrosinistra è compiacente – ha spiegato – e li ha dimostrato astenendosi in commissione. La Lega, ha anche dì recente stabilito la sua posizione che è in linea con quella espressa dai Vescovi».

«La ludopatia distrugge letteralmente migliaia di famiglie anche in Calabria –ha aggiunto Loizzo – e questo non possiamo assolutamente dimenticarlo».

«Chiedo ai miei colleghi di cancellare questa norma – ha concluso – che rischia di vanificare il grande lavoro che quotidianamente comunità dì recupero e Serd svolgono per contrastare un fenomeno che mina la serenità di tanti nostri concittadini». (rp)

Orrico (M5S): A Ospedali di Cetraro e Praia macchinari di risonanza usati poco e male

La deputata del Movimento 5 StelleAnna Laura Orrico, ha denunciato come negli Ospedali di Cetraro e Praia a Mare, i macchinari della risonanza magnetica siano usati poco e male.

«La sanità calabrese lamenta tante carenze di varia natura, però, quando le risorse ci sono, in questo caso quando gli strumenti ci sono, non è pensabile che vengano utilizzati poco e male. Altrimenti c’è spreco di denaro pubblico e pregiudizio per la salute dei cittadini», ha detto, spiegando che si riferisce alle due macchine «di Risonanza Magnetica ad alto campo di cui sono dotati gli ospedali di Cetraro e Praia a Mare, grazie ai quali si possono effettuare esami altamente specialistici riguardanti una vasta gamma di patologie e che, purtroppo, a causa di guasti, ritardi nelle riparazioni e scarso utilizzo non riescono a soddisfare le richieste dei tanti residenti della vasta area interessata. Circostanze, queste, denunciate da alcuni cittadini del territorio e da alcuni medici».

«I macchinari diagnostici invece – ha proseguito l’esponente pentastellata – se utilizzati a pieno regime, con adeguato personale medico a supporto, possono fornire un numero di prestazioni tale da mitigare notevolmente il doloroso fenomeno della migrazione sanitaria nonché la necessità, da parte dei cittadini della zona, di rivolgersi a strutture sanitarie private che determina un aggravio delle spese da sostenere per le cure».

«Ecco perché – ha concluso Orrico – ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro della Salute Schillaci per capire se la cattiva gestione dei macchinari diagnostici in questione, quindi il loro utilizzo e la loro manutenzione, non rappresentino un grave danno per il diritto alla salute dei cittadini dell’Alto Tirreno cosentino che non possono così godere di adeguati livelli di prestazioni e servizi sanitari». (rp)

Manovra di Bilancio, Cannizzaro (FI): Quasi 8 mln di interventi con ricaduta immediata sul territorio

Il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, ha evidenziato come nella Manovra di Bilancio 2023 sono stati approvati quattro emendamenti da lui presentati ed appena approvati, passando dal vaglio della Commissione Bilancio. Si tratta di quasi 8 milioni di interventi con ricaduta immediata sul territorio.

«In Parlamento sempre con lo stesso obiettivo – ha sottolineato – dare alla nostra città, alla nostra provincia, alla nostra regione, strumenti per poter migliorare. E anche stavolta portiamo a casa risultati concreti per Reggio e la provincia. Interventi tangibili, proiettati direttamente al territorio, come quelli degli anni scorsi di Porto e Aeroporto».

Il primo emendamento riguarda l’istituzione (in realtà un ripristino) delle circoscrizioni nel Comune di Reggio Calabria, con annesso contributo di 700mila euro. Si tratta di un’idea lanciata proprio dal deputato reggino di Forza Italia qualche tempo fa, che prevede l’allineamento allo statuto di tutte le altre città metropolitane d’Italia e quindi una piccola rivoluzione amministrativa che modifica l’assetto territoriale, realizzando un decentramento comunale.

Il secondo emendamento riguarda, invece, un bene storico-architettonico del centro cittadino di Reggio: il Lido comunale, trascurato e abbandonato a se stesso, ma dal potenziale inestimabile. Per riqualificarlo, riportarlo ai fasti d’un tempo, ammodernarlo e potenziarlo, il parlamentare azzurro è riuscito a strappare 3 milioni di euro

Il terzo emendamento prevede il recupero e la riqualificazione di un’altra realtà dal grande valore storico e dall’incredibile potenziale turistico per tutta l’Area Grecanica: l’antico borgo di Pentidattilo, ricadente nel Comune di Melito Porto Salvo. Per questo intervento, lo stanziamento è pari a 2 milioni di euro

Il quarto emendamento approvato, anche qui pari a 2 milioni di euro, si occupa delle Terme di Antonomina-Locri, che richiedono un efficientamento energetico ed un generale potenziamento in chiave di rilancio turistico della Locride.

«Sono state settimane a ritmi frenetici, trascorse quasi h24 dentro l’Aula. Forse più degli altri anni, è stato complicato ottenere qualcosa che avesse in oggetto interventi a tema localistico – ha proseguito –. Viviamo in un Paese carico di emergenze e impellenti criticità da affrontare. Ci siamo occupati giorno e notte dei grandi temi di Forza Italia e del Centro Destra, però il mio pensiero era sempre alle nostre realtà – confessa Francesco Cannizzaro –  Conquistare il parere favorevole della Commissione è sempre una sfida… ma anche stavolta possiamo dire di esserci riusciti. Con la testa e con il cuore per Reggio e la Calabria».

Prossimo passo l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2023 da parte del Parlamento. (rp)

Baldino (M5S): Risorse destinate a Statale 106 siano spalmate in 10 anni

La deputata del Movimento 5 StelleVittoria Baldino, ha spiegato cosa prevede l’emendamento – di cui è prima firmataria – per modificare l’art. 88 della manovra di bilancio, dedicato alla statale 106.

«Per la realizzazione di lotti funzionali del nuovo asse viario Sibari – Catanzaro della strada statale 106 Jonica – ha spiegato – è autorizzata la spesa complessiva di 8.950 milioni di euro, di cui 800 milioni di euro per l’anno 2023, 850 milioni di euro per l’anno 2024, 1.000 milioni di euro per l’anno 2025 e 900 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2026 al 2032».

«Anas – ha proseguito – ha depositato il progetto di fattibilità tecnico economico, corredato di analisi approfondite, per tutta la tratta Sibari – Catanzaro, al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Valore del progetto, oltre 8 miliardi. Rispetto ai previsti 3 miliardi indicati nel def 2022, e oggi autorizzati dalla manovra di bilancio, mancherebbero all’appello circa 5 miliardi. L’approvazione del progetto – prosegue Baldino – comporta l’immediata appaltabilità dell’opera».

«Questo non significa, certo – ha precisato Baldino – vedere subito i cantieri aperti. L’impresa aggiudicatrice dovrà redigere il progetto definitivo, poi quello esecutivo, e chiedere i necessari pareri e autorizzazioni. Secondo una stima tecnica dalla concessione dell’appalto alla conclusione dei lavori occorrerebbero 10 anni. Da qui, dunque, l’emendamento alla legge di bilancio, perché incrementi la dotazione finanziaria destinata alla statale 106, portandola a quasi 9 miliardi, e perché tali stanziamenti siano spalmati in 10 anni, piuttosto che 15 come vuole oggi il governo».

«Le risorse – ha concluso la parlamentare – per i primi 3 anni troverebbero copertura negli stanziamenti destinati agli approvvigionamenti militari, mentre quelle indicate dal 2026 al 2032 in azioni di spending review». (rp)

Carè (PD) interroga ministro della Difesa per band sonici in Provincia di Cosenza

Il deputato del Partito DemocraticoNicola Carè, ha informato di aver «presentato un’interrogazione parlamentare, al Ministro della Difesa, relativa al problema dei bang sonici che si sono verificati in provincia di Cosenza, in particolare nella Piana di Sibari».

«Già nel novembre 2021 – ha spiegato – in diversi comuni del cosentino si sono registrati forti boati a distanza ravvicinata dovuti al passaggio di aerei a velocità superiore a quella del suono (detti bang sonici), che l’Aeronautica militare ha confermato essere attività di volo supersonica, preventivamente autorizzata e pianificata; il “bang sonico”, il fenomeno di rottura del muro del suono, è un forte boato che si produce ogni volta che un aereo in volo determina una compressione dell’aria, producendo un rumore molto più che forte, fastidioso quanto acusticamente dannoso per la popolazione; il passaggio di questi aerei ha creato nella popolazione di Cosenza e della sua provincia molta paura e scompiglio, soprattutto in anziani e bambini, e in uno degli episodi è stato talmente dirompente da arrivare ad infrangere i vetri di una scuola».

«È già stata svolta – ha proseguito – un’attività di controllo negli anni scorsi, ma il problema continua a persistere e benché l’Aeronautica militare operi nel rispetto delle procedure standard di volo, l’effettuazione di tali passaggi aerei crea forte preoccupazione e un notevole disturbo alla popolazione dei territori interessati. Ho chiesto dunque al Ministro nell’interrogazione se non ritenga opportuno adottare le misure necessarie per garantire che durante l’effettuazione di attività di addestramento al volo supersonico si possano evitare alla popolazione disagi e preoccupazioni e se non si ritenga necessario valutare la possibilità di modificare le rotte dell’attività addestrativa pianificata dell’Aeronautica militare in modo tale da evitare ulteriori episodi di bang sonico che, da anni, allarmano la popolazione della piana di Sibari». (rp)