A Reggio approvata una Cattedra Unesco

A Reggio è stata approvata una Cattedra Unesco di Scienze Umane, Sviluppo Sostenibile e Cultura di Pace, predisposto, nel totale e puro Volontariato, da un Gruppo di Studio e di Lavoro coordinato dall’architetto Alberto Gioffrè (e presentato dalla Dante Alighieri).

Lo ha reso noto il Club Unesco della Città Metropolitana di Reggio Re Italo, sottolineando come «la formazione di cui potranno usufruire gli studenti dopo l’istituzione della Cattedra è innegabile, soprattutto se, nel corso dei primi quattro anni di vita della Cattedra, verranno istituiti dei Corsi di Laurea sui temi della stessa».

«La Cattedra Unesco è, in sintesi – viene spiegato – una prestigiosa occasione di inserimento di un’intera città in un circuito internazionale culturale e scientifico, ed offre nel contempo le migliori e più attuali soluzioni per gli sbocchi professionali dei nostri giovani».

«Inoltre, attraverso la sua istituzione – ha spiegato il Club – si crea verso la nostra città un crescente interesse sociale e turistico, oltre che accademico, culturale e scientifico, che provocherà un aumento esponenziale delle presenze di personalità di Studio, di studenti, e di tutti coloro che infine inizieranno a conoscere meglio la nostra terra ed a comprenderne la storia millenaria ed il suo patrimonio culturale e naturalistico».

La Cattedra  sono organismi che l’Unesco istituisce all’interno di Università degli Studi o Scuole Superiori del mondo: ne sono attive attualmente oltre 950, in 110 diverse Nazioni, collegate tra loro con una formidabile Rete Scientifico-Culturale, in ossequio al Programma Unitwin/Unesco Chairs, lanciato nel 1992.

In Italia operano oltre 46 Cattedre Unesco, dislocate prevalentemente nel nord e nel centro della nostra penisola. La Cattedra è costituita da un Corpo Docenti e da un Comitato di Gestione, affiancati da una Segreteria Organizzativa. All’interno dell’Università, attraverso di essa, gli studenti possono qualificarsi con i Master, possono incrementare il Piano di Studi grazie ai Cfu ricevuti nel corso dei Seminari. Inoltre tutte le nuove Materie Universitarie, eventualmente scaturite dalla stessa Cattedra, possono essere seguite da studenti e da cittadini impegnati. Questo è l’autentico spirito dell’Unesco: formare la cittadinanza ed educare costantemente alla ricerca della conoscenza in ogni settore.

«Del Corpo Docenti di una Cattedra Unesco – ha spiegato ancora il Club – fanno parte Professori Ordinari ed Associati, Ricercatori ed i Docenti a contratto, interni all’Università. Il Titolare (inizialmente indicato l’archtetto Gioffrè) può essere esterno all’Università. Alcune Università straniere hanno già inviato le rispettive Delibere di adesione alla costituenda Cattedra Unesco di Reggio: la prestigiosa Pontificia Universidad Catolica de Chile (di Santiago del Cile), la Universitat de Barcelona (Spagna), la Kujawska Szkola Wyzsza we Wloclawku (di Wloclawek, Polonia), la Sokhumis Sakhelmtsipo Universiteti (di Tiblisi, Georgia). Un’ulteriore adesione è pervenuta dalla Cattedra Unesco dell’Università Statale di Barcelona Donne, Sviluppo e Culture».

«Molti reggini ed alcuni calabresi – conclude la nota – impegnati nel campo culturale hanno manifestato apprezzamenti verso il Gruppo di Studio e di Lavoro. Con l’approvazione del Progetto da parte dell’Unesco e l’eventuale istituzione ufficiale della Cattedra, potrà rientrare anche la città di Reggio nella vasta Rete accademica Unitwin, grazie all’apporto volontario e gratuito offerto dal citato Gruppo di Studio, formato da reggini desiderosi soltanto di regalare, ancora una volta, il personale contributo alla crescita ed allo sviluppo del territorio». (rrc)

Versace (Metrocity RC): Cultura come investimento sostanziale

Il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, è intervenuto all’Assemblea nazionale della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Club per l’Unesco, sottolineando come «la cultura è investimento sostanziale e non marginale».

A Palazzo Alvaro, infatti, si è svolto uno dei convegni previsti per l’Assemblea, dal titolo Diffusione dei valori e dell’azione Unesco – Contenuti e Testimonianze dai Territori: Patrimonio Culturale, Riserve MaB, Geoparchi, Memorie del Mondo, Learning City, Cattedre Unesco.

In quest’occasione, Versace ha ribadito come «questa Amministrazione  ha intrapreso un percorso che punta a rispolverare i Bronzi di Riace da un torpore durato troppo tempo e restituirgli visibilità e valore a livello mondiale. Ci è sembrato doveroso porre in essere quei tentativi, organizzando un tavolo istituzionale, per provare a portare avanti l’idea di Bronzi patrimonio Unesco. Sembra giusto che continuiamo in questa direzione, malgrado la consapevolezza di scelte che non spetteranno a noi, e non staremo certo con le mani in mano. Abbiamo deciso, entrando nel circuito delle learning cities, di attivare un progetto di ricerca che coinvolge direttamente la cittadinanza oltre che l’università ed altri attori sociali; la nostra, d’altronde, è la prima città metropolitana ad essere entrata in questo global network; con un modo nuovo di raccontare il nostro territorio».

«D’altronde – ha aggiunto – non dobbiamo inventarci neppure tanto perché le nostre bellezze naturali ed il nostro patrimonio artistico-culturale metropolitano rappresentano delle specificità che non hanno nulla da invidiare ad altri luoghi di valore nazionale ed internazionale».

«Abbiamo ancora due anni di lavoro – ha specificato – per riuscire a confermarci all’interno di questo network ma stiamo facendo grandi sforzi in questo senso e ne è testimonianza lampante la Biennale dello Stretto; un’amministrazione deve sapere investire in modo intelligente perché solo l’anno scorso abbiamo impegnato oltre un milione di euro in cultura».

«Se è vero, come lo è, che il nostro territorio richiede interventi infrastrutturali importanti non possiamo non considerare la cultura quale infrastruttura immateriale per quello che porta, a più livelli, narrando qualcosa di diverso valorizzando eccellenze in giro per il mondo oltre che nel nostro Bel Paese». (rrc)

VIBO – Al via la serie di incontri del Club per l’Unesco dedicato alle Scuole

Sono iniziati, a Vibo Valentia, la serie di incontri organizzati nell’ambito de Il Maggio dei Libri dal Club per l’Unesco di Vibo Valentia insieme all’Associazione di Promozione Sociale MedExperience.

Il primo appuntamento nel calendario approvato per Vibo Valentia ha visto gli studenti del Liceo artistico “Colao”, guidato da Raffaele Suppa, protagonisti di un incontro di estrema attualità. Antonio Russo, Vicepresidente nazionale delle Acli e Portavoce nazionale dell’Alleanza contro la Povertà, infatti, grazie ad una presentazione dinamica e avvincente, ha catturato l’attenzione dei presenti coinvolgendoli, peraltro, in un interessante dibattito finale.

Partendo dalla considerazione che 1migrare è sempre un gesto totale perché, quando un vivente, in un posto, non può sopravvivere, o muore o se ne va…», Russo ha puntato l’attenzione sull’importanza che ha la corretta attribuzione dei nomi per una altrettanto corretta comprensione dei fenomeni. Così, molto spesso, anche nel linguaggio giornalistico, i termini “clandestino” o “profugo” vengono utilizzati in modo inappropriato, fomentando atteggiamenti di esclusione e di xenofobia.

Sono le stesse situazioni che, volgendo lo sguardo indietro di appena un secolo, sono state vissute dai nostri connazionali sparsi in giro per il mondo, a partire dalla grande crisi agricola e, di conseguenza economica, determinatasi tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. A quei tempi, i brutti, scuri, bassi, stupratori di donne, eravamo proprio noi. I dati Censis, relativi alla nostra epoca storica, non sono confortanti, poiché dimostrano che gli Italiani all’estero crescono in maniera importante anche ai nostri giorni.

Concetto cardine emerso anche nel confronto con gli studenti è stato quello relativa alla libertà di movimento che dovrebbe essere garantito a tutti e ciascuno, in quanto diritto umano fondamentale, inalienabile. Anche questo, purtroppo, rimane utopia per molte, troppe persone, nel mondo. Il senso di libertà percepito con la caduta del muro di Berlino, nel 1989, non corrisponde alla situazione reale che vive oggi il mondo. Da quella data, infatti, sono stati eretti molti altri muri, tangibili, ma più spesso anche invisibili, che hanno relegato popoli già svantaggiati, in condizioni di solitudine e abbandono.

Il senso ontologico dell’evento è emerso dagli interventi dei collaboratori del dirigente scolastico, Giancarlo Staropoli e Tonino Fortuna, mentre la presidente del Club per l’Unesco di Vibo Valentia, Maria Loscrì, ha sottolineato l’importanza della lettura come processo di decodifica e comprensione, non solo dei testi, di vario tipo e vario genere, che contribuiscono alla crescita culturale delle comunità, quanto della realtà da conoscere con la chiara consapevolezza del passato che l’ha determinata, ma anche con la visione di un futuro in cui tutti, e ciascuno, dobbiamo avere un ruolo da protagonisti attivi. (rvv)

Oliverio rilancia la candidatura Unesco per il Parco della Sila

17 ottobre – Iniziata questa mattina da Lorica, con un incontro presso la sede del Parco Nazionale della Sila, la visita sul campo dell’esperto dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) Mr. Pierre Gallad per la candidatura del Parco a Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un’altra tappa decisiva nel percorso verso l’ambizioso riconoscimento mondiale.
Nel corso dell’incontro, presieduto dal Commissario del Parco Sonia Ferrari, a cui hanno preso parte le comunità, le rappresentanze istituzionali, le associazioni professionali, le imprese, i ricercatori e gli operatori turistici, è intervenuto anche il Presidente della Regione Mario Oliverio la cui presenza è servita a sottolineare la forte volontà del governo regionale a sostenere questa candidatura.
«Grazie all’azione che in questi anni è stata portata avanti – ha detto il presidente della Regione – si è compreso che il Parco è una grande opportunità per lo sviluppo sostenibile della nostra regione. La Calabria è la proiezione dell’Europa nel Mediterraneo ed ha tre parchi nazionali e uno regionale ed è la regione che ha la superficie territoriale più vasta d’Italia vincolata a parchi. Il Parco Nazionale della Sila, che rappresenta il “cuore” della nostra regione, possiede una particolarità che è una biodiversità di inestimabile valore e che si può esprimere solo in una realtà proiettata nel Mediterraneo. La straordinaria storia geologica della Sila ha fatto del suo territorio un luogo particolarmente ricco e significativo dal punto di vista dell’evoluzione di molte specie di importanza internazionale e degli habitat cui esse sono legate. In particolare, il suo ruolo di rifugio di specie durante le glaciazioni, dovuto all’isolamento geografico, specie che poi sono tornate a popolare altri territori settentrionali, ha fatto della Sila un importante serbatoio di biodiversità per aree molto più vaste e lontane. L’aver ospitato processi microclimatici e macroclimatici unici spiega come sia oggi un hotspot nel Mediterraneo, quindi di interesse internazionale, e come si rinvengono tutt’oggi specie con altissima diversità genetica all’interno delle rispettive popolazioni locali. Una biodiversità che si è affermata e conservata per il clima particolare di cui gode questa regione, ma anche perché è stata assunta la decisione di salvaguardare questa grande superficie, destinandola a parco. Il riconoscimento del Parco e, in particolare, delle riserve del parco a Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco rappresenta, quindi, una candidatura importante non solo per la Calabria ma, mi permetto di dire, per l’ Europa e per il mondo intero, perché qui si riconosce la peculiarità di una biodiversità che non è ripetibile in nessuna altra parte del pianeta. Noi ci siamo candidati al riconoscimento da parte dell’Unesco anche e soprattutto partendo da questo presupposto e non solo, come è ovvio, per il fatto che tale riconoscimento rappresenterebbe un fatto straordinario per la Calabria a livello mondiale. Un riconoscimento che avrebbe ancor più valore in un Mezzogiorno in cui, finora, i riconoscimenti dell’Unesco hanno riguardato solo beni immateriali».
Rivolgendosi a Mr. Gallad il presidente Oliverio ha detto: «Sono sicuro che nel viaggio che farà in questi pochi giorni di permanenza in Calabria e, in particolare, nel territorio del Parco, quando scoprirà, visitando le riserve, quelli che sono gli angoli, le bellezze, le peculiarità e, soprattutto, la presenza di biodiversità irripetibili altrove in questa realtà, non esiterà a darci ragione. Sono certo che, a conclusione di questo viaggio, lei sarà l’alleato più forte in questo impegno, da parte dell’Unesco, del riconoscimento del Parco Nazionale della Sila nel Patrimonio dell’Umanità».
Nel corso dell’incontro tutti i soggetti intervenuti hanno condiviso e rilanciato con entusiasmo le considerazioni e la richiesta del presidente della Regione in un’ azione congiunta e spontanea che, da subito, ha suscitato una chiara e manifesta approvazione da parte di Mr Gallad, il quale ha intravisto la concreta possibilità di costruire in maniera concertata il lungo percorso successivo all’eventuale annessione del Parco della Sila nel Patrimonio UNESCO. (rcs)

TROPEA: L’INIZIATIVA PER IL RESTAURO DEI DIPINTI DELLA CHIESA DI S. FRANCESCO

13 luglio – Si svolge stasera, alle 19.00, a Tropea, presso la Chiesa di San Francesco di Paola, l’iniziativa per il restauro dei dipinti del Santuario di S. Francesco di Paola.
L’incontro è stato organizzato dal Club per l’Unesco, presieduto da Giuseppe Maria Romano, unitamente al Rettore don Francesco La Ruffa, per presentare l’iniziativa per il restauro dei 25 dipinti settecenteschi realizzati dal pittore Giuseppe Gaetano Grimaldi, custoditi nel Santuario.
All’evento parteciperanno S.E. Mons. Luigi Renzo, vescovo della Diocesi, padre Rocco Benvenuto, studioso della vita di San Francesco da Paola, don Antonio Preiti, architetto ed esperto del’arte pittorica settecentesca in Tropea, e Romana Buttafuoco, restauratrice ed insegnante di Metodologia del Restauro presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia. (rvv)