Bisogna far conoscere di più la Locride

di ARISTIDE BAVA – Dal recente congresso Lions tenutosi a Roccella, improntato soprattutto sulla valorizzazione del territorio della Locride, sono venute importanti considerazioni sulla situazione attuale di questa “splendida  terra” e, soprattutto, sulla necessità che vengano attivate iniziative per farla conoscere di più.

È innegabile – e lo si leggeva sui volti di molti Lions che nella due giorni hanno affollato il territorio – che le potenzialità della Locride sono poco conosciute. Le considerazioni positive sono state tante e non solo da parte degli “esterni”. Molte sono arrivate anche da autorevoli calabresi della zona tirrenica. Ne estrapoliamo due solo a titolo esplicativo : L’avv. Nando Iacopino,  professionista di Rizziconi operante a Gioia Tauro ha scritto «Una due giorni in cui questo lembo di territorio reggino, la Locride, è stato vetrina di bellezza e di cultura, con i suoi tesori e le sue peculiarità artistiche e turistiche».

«Un incontro in cui è stato, ancora una volta, rimarcato il ruolo propulsivo dei Lions che interagiscono con le Pubbliche amministrazioni, ma è necessario farsi promotori di progetti di sviluppo in un regime di coprogettazione e di coprogrammazione».

E l’altro di Armando Alessi, ex funzionario di banca di Taurianova,  «un grande plauso per aver rinnovato in modo brillante l’immagine di questo meraviglioso lembo di Calabria. Molti non la conoscevano e molti non la conoscono. Bisogna fare di più».

Ma quelli che, certamente devono fare riflettere maggiormente sono le considerazioni degli “ospiti” delle altre regioni, come ad esempio di Alba Capobianco, Coordinatore Scientifico della Fondazione del Distretto Lions che ha evidenziato quello che ha definito «un tuffo nella Locride, terra bellissima e ricca di Tesori», facendo anche specifico riferimento allo splendido Borgo di Gerace e al Parco Archelogico di Locri. Uno stupore che conferma la necessità di promuovere maggiormente i siti della Locride. 

Oppure di Silvia Rinaldi, esponente della cultura campana che alle considerazioni positive accomuna, a questo proposito,  proposte interessanti indirizzate allo stesso lionismo «devo  dire  che bisogna osare di più. Ad esempio perché farne solo oggetto di un congresso intermedio? Perché non farne un’unico filo conduttore per un intero anno sociale ? E dopo febbraio sarà solo vostra (dei cittadini della Locride intendo) la responsabilità di questa mobilitazione culturale?».

«Il tema è infinito perché va da una rivoluzione, come dicevo, di cultura (abbattere i campanilismi) ad una presa di coscienza di legalità e del proprio patrimonio culturale fonte di orgoglio inesauribile. La locride come capitale europea non può essere relegato ad uno spot ma deve far parte di una progettualità profonda che coinvolga anche i prossimi anni».

Un discorso indiscutibilmente da condividere  che potrebbe, anzi dovrebbe, esulare dal campo lionistico ed abbracciare in maniera più generalizzata le istituzioni comunali, provinciali e regionali. In questo il Governatore Franco Scarpino, che ha voluto fortemente questo congresso nella Locride ha certamente avuto ragione e, non a caso nel suo intervento conclusivo, ha rimarcato la necessità che i riflettori sul territorio si spengano con la conclusione dell’incontro lionistico.

Il territorio ha bisogno di promozione e di valorizzazione. E poco conosciuto. La conferma – se ce ne fosse stato bisogno, è  arrivata proprio dallo stupore che si è potuto leggere sui volti dei tanti ospiti che sono arrivati nella Locride quando hanno sfogliato “Calabria”, il “racconto a colori tra bellezza e identità” inviato dalla Regione Calabria al Comitato organizzatore Lions e offerto a tutti gli ospiti arrivati a Roccella.

Stupore e voglia di conoscere i luoghi riprodotti nell’interessante volume. E c’è da chiedersi, peraltro, quanti degli stessi calabresi hanno conoscenza di tante potenzialità?. (ab)