VILLA SAN GIOVANNI (RC) – Approvate le ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato del Comune

Approvate le ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato del Comune di Villa San Giovanni. Lo comunicano, con una nota, il sindaco, la giunta comunale e il gruppo consiliare “Città in movimento”.

«L’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato apre ad una pagina nuova di amministrazione della Città: da quell’amministrazione creativa che ci ha accompagnato in questo primo anno di attività, presto approderemo ad una vera programmazione che dal 2024 e per le annualità successive sarà trasferita nei bilanci politici dell’ente – scrivono – Si chiude la fase più buia, quella della gestione straordinaria in dodicesimi e solo per spese indifferibili ed urgenti. Da ora ci saranno atti e controlli che ci accompagneranno nei prossimi anni: il dissesto non è uno scherzo e nessuno di noi fin qui lo ha usato come alibi. Abbiamo spiegato passo dopo passo ad una città che non sapeva cosa volesse dire dissesto, quali scelte si possono e quali non si possono fare; abbiamo provato a spiegare quali spese si possono sostenere e giustificare e quali no; abbiamo detto a rischio di essere impopolari perché tanti servizi ancora in questa fase non sono attivabili. Con la maggior parte dei cittadini ci siamo riusciti perché la stragrande maggioranza ha compreso perfettamente i limiti economici e giuridici derivanti da una dichiarazione di dissesto dell’ente. Se qualcuno pensa che da ieri tutto torni come sempre e come prima del novembre 2021 si sbaglia e si sbaglia per due motivi: siamo in una fase delicatissima di risanamento e non possiamo commettere passi falsi e aggravare di un centesimo la già grave situazione; noi non amministriamo senza la prudenza del buon padre di famiglia e useremo risorse e opportunità prima di tutto per ricostruire un ente sano!».

Continua la nota della maggioranza: «Quest’amministrazione ha fatto mesi fa delle scelte e oggi ne raccoglie i frutti: la nomina di un assessore al bilancio esterno e tecnico nella persona del dottor Sergio Giordano e la nomina a responsabile del settore economico finanziario della dottoressa Alessandra Arena (dopo il “traghettamento” del segretario avv. Eros Polimeni). Ha fatto anche la scelta giusta di far trattare al settore l’istruttoria con il Ministero: certo ora ad approvazione avvenuta è facile dire di aver avuto ragione, ma noi abbiamo deciso di mettere avanti a tutto gli interessi della Città e dei villesi, sostenendo un’ipotesi triennale al 2023, esattamente quella ieri approvata. Chi, anche tra i consiglieri dai banchi della minoranza, ha proposto un’ipotesi quinquennale fino al 2025 ha giocato contro la Città: nel tentativo di ingessare questa maggioranza voleva sacrificare un’intera comunità! Tutto il resto è mera strumentalizzazione (e non certo politica perché di politica in alcune affermazioni – anche grammaticalmente oltre che contenutisticamente scorrette – non c’è assolutamente nulla!) e con il nostro impegno, la serietà e la competenza delle scelte, il bilanciamento degli interessi in gioco, una seria e serena programmazione restituiremo negli anni dignità a Villa San Giovanni!
Sulla questione bilancio hanno tentato di cucirci addosso la maglietta del “non sanno quello che fanno”. Lo sapevamo molto bene, così come conosciamo le competenze del consiglio e delle commissioni consiliari, le prerogative del ruolo di consigliere. Non abbiamo inteso sin qui rispondere alle provocazioni a mezzo stampa perché eravamo certi della bontà del lavoro svolto in fase di istruttoria e della documentazione prodotta dopo le due richieste ministeriali. I fatti ci hanno dato ragione. Agli altri resta tra le dita un inqualificabile e ripetitivo tentativo di sopravvivenza politica!».

«Noi abbiamo fatto il nostro per “chiudere” questo dissesto – dicono – e andremo in consiglio per approvare l’ipotesi come licenziata dalla Commissione, recuperare i bilanci 2021, 2022 e 2023, lavorando da subito al bilancio 2024 e programmando l’azione amministrativa. Speriamo di continuare ad avere come oggi la fiducia dei villesi e soprattutto il loro aiuto per ricostruire insieme questa comunità e disegnare il territorio che la ospita. Concludiamo in consiglio (ora sì) l’iter di approvazione e rifacciamo ripartire le lancette, come dal giorno della proclamazione!». (rrc)

ROCCELLA JONICA (RC) – Il 15 luglio taglio del nastro del Museo multimediale immersivo al Castello Carafa

Sarà inaugurato sabato 15 luglio il Museo Multimediale Immersivo di Roccella Jonica – Musmir realizzato su impulso dell’Amministrazione comunale all’interno del Palazzo feudale del Castello Carafa che oggi si presenta ampliato nella sua fruizione con le sale dell’ala sud ovest oggetto di un importante intervento di recupero.

L’innovativo allestimento museale è stato realizzato sulla base di un progetto redatto secondo le linee politiche dell’Ente dall’ing. Lorenzo Surace, Responsabile dell’Area Infrastrutture e Servizi al territorio, con una parte del finanziamento di due milioni di euro assegnato al Comune di Roccella Jonica dalla Regione Calabria e dal Ministero della Cultura con le risorse dell’Asse 6 del Por Calabria 2014/2020 dedicate ai “Progetti strategici sui Beni Culturali”.

I lavori di recupero sono stati eseguiti dall’impresa Vetta Costruzioni con la direzione dell’arch. Alessandra Alvaro mentre l’allestimento del Musmir, curato sotto l’aspetto scientifico dalla dott.ssa Anna Villari, è stato realizzato da Società Civita Mostre e Musei Spa di Roma e da Ett Spa di Genova.

Il nuovo percorso museale si sviluppa su due temi: il primo è cronologico e racconta la storia della Calabria e di Roccella Jonica dalla Preistoria, passando per la colonizzazione greca, l’Età romana, fino ad arrivare al Novecento, con un focus sulla nascita e sull’importanza del Roccella Jazz Festival; il secondo tema, invece, è dedicato alla famiglia Carafa della Spina, determinante per la storia della cittadina, e si sviluppa proprio nell’ala del Castello che anticamente ospitava gli appartamenti nobiliari dei feudatari.

L’allestimento museale è realizzato con le più moderne tecnologie e tendenze museali che fanno convivere esperienze di edutainment e gamification, mantenendo comunque il fondamentale supporto della pannellistica tradizionale.
I dettagli del progetto saranno illustrati alla stampa in una conferenza riservata alle testate accreditate che si terrà nella stessa giornata del 15 luglio alle ore 10.30 nella ex chiesa Matrice del Castello.

L’inizio della cerimonia di inaugurazione è previsto per le ore 18.30 e dopo il taglio del nastro sarà possibile visitare il Museo con ingresso libero gratuito fino alle ore 22.00.

Nella giornata di domenica 16 luglio l’ingresso al Museo sarà ancora gratuito per tutti, ma solo previa prenotazione sulla piattaforma TicketOne al link reso disponibile sul portale turistico Visit Roccella, www.visitroccella.it e sulle pagine social del Musmir. Il museo sarà aperto dalle 10.00 alle 21.00.

A partire da martedì 18 luglio gli ingressi al Musmir saranno a pagamento. Il biglietto potrà essere acquistato presso la biglietteria del Museo o sulla piattaforma TicketOne. Il Museo rimarrà aperto dal martedì alla domenica dalle ore 18.00 alle ore 22.00. (rrc)

In Migliaia a Santa Domenica di Placanica per il raduno di Fratel Cosimo

di PINO NANO – «Un giorno la Madonna mi apparve e mi disse: ti chiedo il favore di trasformare questa valle; qui desidero un grande centro di spiritualità, dove le anime troveranno pace e ristoro. In questo luogo, Dio vuole aprire una finestra verso il cielo; qui, per la mia mediazione, vuole manifestare la Sua misericordia!».

Prima “Famiglia Cristiana”, poi il giornale dei vescovi, l’Avvenire, e per ultimo, la settimana scorsa, il giornale del Gruppo San Paolo “Maria con te”. Ormai anche la chiesa ufficiale ha preso atto della presenza e del ruolo carismatico di Fratel Cosimo Fragomeni, il “Padre Pio della Calabria”, lo chiamano così un po’ dovunque, l’uomo che «fa i miracoli in nome di Maria», una sorta di frate francescano che vive di poche cose, un eremita moderno, un uomo di fede, e certamente anche un testimone del nostro tempo. Non si spiegherebbe altrimenti al suo fianco la presenza di mons. Oliva uno dei sacerdoti e del vescovi più illuminati della Calabria.

Ieri Fratel Cosimo ha riunito insieme, ancora una volta sulla collina che lo ha visto nascere, migliaia e migliaia di fedeli giunti in Calabria da ogni parte d’Italia. Un raduno di preghiera infinito, immenso, come tutti i raduni a cui Fratel Cosimo ci ha ormai abituato da 55 anni a questa parte.

«Dicono che io faccia i miracoli, ma non è vero. Ai fedeli che vengono a trovarmi e a pregare con me chiedo loro di avere fede, li invito a rivolgersi alla Madonna per arrivare a Gesù, apro vie di speranza, garantisco le mie preghiere, prego con loro. È vero, le guarigioni qui sono tante, ma è solo una goccia nel mare. È la Chiesa tutta che deve tornare a credere nel Gesù totale, che guarisce e perdona, che mette in relazione, che rende felici riempiendo la vita di senso, rendendo capaci di portare amore come ha fatto lui».

Esperienze mistiche riportate fedelmente e dettagliatamente in una trentina di lettere, in alcune delle quali Cosimo Fragomeni racconta delle apparizioni della Vergine Immacolata, avvenute, dall’11 al 14 maggio 1968, all’imbrunire, mentre si accingeva a rientrare a casa dopo una giornata di duro lavoro nei campi su un enorme masso coperto da cespugli e rovi divenuto, da allora, “Lo Scoglio delle apparizioni”, meta incessante di pellegrinaggi.

Una esperienza straordinaria – raccontano i suoi biografi ufficiali- «che infiammò d’amore il cuore del giovane, all’ epoca diciottenne, che accogliendo nella fede le indicazioni che la Madonna gli affidò attraverso quattro messaggi rivolti all’ intera umanità, diede inizio alla straordinaria opera di evangelizzazione per la salvezza dei peccatori. Una epifania di grazia, che trasformò l’umile contadino in un testimone della carità cristiana, capace di parlare al cuore della gente».

Siamo sulle alture di Placanica, paese dell’entroterra jonico reggino, a 250 metri di altitudine sul mare, ad un’ora da Reggio Calabria lungo la famosa statale 106 ionica, uno dei posti più lontani dello stivale.

Fratel Cosimo parla lentamente, impastato di pazienza e di senso dell’accoglienza verso tutti, e non fa che ripetere il suo mantra: «La fede, quella vera, passa per i sentimenti, per la relazione d’amore, che sono cose che appartengono a tutti, non solo a chi è istruito. Il linguaggio colto serve in certi contesti «e spesso è necessario, ma è solo un contorno perché la fede non è la teoria delle belle parole. La fede viene dal cuore. Dio è relazione, si fa toccare, si fa sentire. Il Dio che non si tocca non è il Dio di Gesù. Troppe volte anche nelle nostre celebrazioni, negli incontri parrocchiali non consideriamo che il Dio dei Vangeli è un Dio in relazione, che mostra il suo volto, che ci accoglie e ci dà da mangiare. Con Gesù possiamo parlare e lui ci ascolta. Lui passa nella nostra vita come passava sulle strade della Palestina. Ci chiama, ci aspetta, ci sorride. Questo è il Dio che ci cambia, che ci fa uscire dall’individualismo. Non il Dio vuoto, distante, ideologico di tanti libri, di tante celebrazioni».

E quassù, nella miseria e nella solitudine più nera della borgata di “Santa Domenica”, che è nato, il 27 gennaio 1950, primogenito di due figli dei coniugi Ilario Fragomeni e Maria Mazzà, gente umile, impegnata a coltivare la terra, ma serena e fiduciosa nell’aiuto della Provvidenza.

Allora Santa Domenica di Placanica – racconta Giuseppe Cavallo che è da sempre il suo biografo ufficiale – era raggiungibile solo a piedi o a dorso di un asino, attraverso una mulattiera che si innervava nella vallata del “Precariti”, che taglia a metà l’intero territorio comunale, «una borgata “ferita” dall’esodo di massa che aveva strappato e portato via migliaia di giovani calabresi costretti ad abbandonare affetti e fazzoletti di terra, in cerca di lavoro e di dignità. La gente rimasta aveva reagito alla fatica di vivere con orgoglio e determinazione, necessaria alle provocazioni di una esistenza di stenti e con un forte radicamento alla fede che si traduceva in una diffusa solidarietà. E fu proprio in questa famiglia, dove regnava il vicendevole rispetto e la pace, che il piccolo Cosimo trovò le profonde radici cristiane che alimentarono nelle pieghe più intime della sua anima un precoce anelito alla santità e la vocazione alla pietà cristiana».

«La notorietà internazionale di questo luogo mariano – racconta padre Rocco Spagnolo, superiore dei Missionari dell’evangelizzazione e delle suore Missionarie del catechismo, storico confessore di fratel Cosimo – fa sì che vi accorrano anche migliaia di ammalati. È sempre presente il mondo della disabilità. Arrivano persone attraversate dalla sofferenza, afflitte da varie patologie, anche psichiche. Alcune sperano nella guarigione, altre, angosciate, chiedono conforto. Ci sono, insomma, tutte le molteplici miserie che affliggono l’umanità: i peccati, le malattie, gli errori, i dubbi, le ansie, le disgregazioni familiari, la povertà, la solitudine, l’emarginazione, la droga, l’alcol, l’illegalità… Fratel Cosimo parla cuore a cuore usando parole semplici e comprensibili. È il mistico degli ultimi: vede nei fratelli colpiti dalla malattia le membra di Cristo sofferente. Possiede il dono-carisma dell’ascolto. Prega per loro. Non spiega la sofferenza, ma ne addita il senso. Abbraccia amorevolmente quest’umanità sofferente rendendosi solidale. Condividendo con Cristo, per amore, fa propri i loro pesi e le loro malattie».

Alle spalle di tutto questo, si muove l’altra faccia della medaglia, un mondo che solo in pochi conoscono davvero, sono i tantissimi volontari che qui da tantissimi anni servono la causa di Fratel Cosimo come se fossero essi stessi figli spirituali dell’eremita. Arrivare fin quassù è sempre stato un tuffo nel mistero, ma anche una scoperta straordinaria di testimonianze di fede e di carità cristiana.

ROCCELLA (RC) – Venerdì l’incontro “Accoglienza è pace”

Venerdì pomeriggio, a Roccella Jonica, alle 17, all’ex Convento dei Minimi, l’incontro sul tema “Accoglienza è pace: gli articoli 10 e 11 della Costituzione”.

L’evento rientra nell’ambito del ciclo di incontri e dibattiti dedicati al 75mo anniversario della firma della Carta Costituzionale, “Cittadini di sana e robusta Costituzione”, promosso dall’Amministrazione comunale di Roccella Jonica come opportunità di riflessione collettiva sui principi e i valori della legge fondamentale dello stato italiano.

Dopo i saluti del Sindaco di Roccella, Vittorio Zito, interverranno: il Vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana e Vescovo della Diocesi di Cassano allo Ionio, mons. Francesco Savino, il Presidente e fondatore dell’associazione “Rondine Cittadella della Pace”, Franco Vaccari e il Direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio.

Modererà i lavori dell’incontro il giornalista Antonio Mira di “Avvenire”. (rrc)

La lettera / Associazione Ricchizza: I trasporti pubblici inesistenti sulla Jonica

Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Ricchizza di Pietrapaola (CS) una lettera che mette in evidenza le incongruenze del trasporto pubblico e le criticità della mobilità tra i piccoli centri. È un dibattito che merita attenzione e il contributo di amministratori e lettori cui daremo volentieri spazio adeguato.

Ad intervalli regolari i nostri politici locali e nazionali, continuano a prenderci per i fondelli con promesse tanto roboanti quanto evanescenti. Da decenni ci promettono la realizzazione del ponte sullo stretto e il potenziamento delle infrastrutture a cominciare dai porti e dagli aeroporti. E intanto siamo costretti a sobbarcarci viaggi in auto o in pullman della durata di 10 – 15 o 20 ore, a seconda della località da raggiungere. E lo facciamo abtorto collo per mancanza di alternative e per il forte desiderio di rivedere i nostri cari o per ritornare nei luoghi natii.
Ma come si può pensare di attrarre i turisti? Come si può pensare di incentivare il turismo in queste condizioni? Come si può pensare che chi non ha legami di affetto o validi motivi di lavoro, affronti la fatica e i rischi di un viaggio in automobile o in pullman di migliaia di km per raggiungere le nostre rinomate località?
Per attrarre i turisti sono necessarie molte cose a cominciare dalla funzionalità, dalla celerità e dal costo dei mezzi di trasposto che vanno riorganizzati privilegiando quelli più vantaggiosi per l’utente.
È giunto il momento di rendere la Calabria accessibile a chi desidera farlo, utilizzando le risorse che saranno messe a disposizioni nei prossimi anni. È giunto il momento di operare delle scelte a favore degli aeroporti e dei viaggi in aereo anziché in autobus. È Giunto il momento di eliminare alcune migliaia di autobus che partono giornalmente dalla Calabria per raggiungere le città del nord “a spese dei contribuenti”. È giunto il momento di riorganizzare la rete dei trasporti a cominciare dai singoli paesi, sostituendo gli autobus, che ormai non li utilizza più nessuno, con delle navette più piccole e meno costose.
In altri termini, serve una rete di trasporto pubblico da e verso gli aeroporti che garantisca di prendere le coincidenze dei voli al servizio di chi utilizza questi vettori; Pertanto non sono necessari altri aeroporti ma dei collegamenti funzionali fra gli aeroporti e i singoli borghi per fare in modo che il turista, una volta poggiato il piede sulla nostra terra, possa trovare a sua disposizione dei mezzi celeri e confortevoli che gli consentano di raggiungere la sua destinazione. È assurdo che da Milano a Lamezia è sufficiente un’ora e mezza di aereo e poi da Lamezia per raggiungere i comuni dell’Alto Jonio ne occorrano tre o quattro con la macchina e sei o sette con il treno!
Associazione Ricchizza Pietrapaola