Facoltà di Medicina a Cosenza, il sindaco Fiorita: Tema da affrontare in modo istituzionale

Catanzaro ha ribadito il suo “no” all’ipotesi di una seconda facoltà di Medicina a Cosenza, nella manifestazione svoltasi in una Piazza del quartiere Lido, a cui ha preso parte anche il sindaco Nicola Fiorita.

Per il primo cittadino, infatti, «mi sembra molto importante essere a questa manifestazione organizzata da alcuni cittadini perché questa manifestazione dimostra l’attenzione della città su un tema che riguarda il futuro della città e accompagna altre iniziative che stiamo assumendo».

Fiorita, poi, ha ricordato che «nei giorni scorsi ho chiesto agli altri candidati sindaco presenti  in Consiglio comunale (Valerio Donato, Wanda Ferro e Antonello Talerico ndr) di preparare insieme una mozione, perché credo che questo tema vada affrontato in maniera unitaria e vada affrontato anche in un’ottica istituzionale e di sistema».

«Il documento, che in tal modo potrà essere presentato all’Aula con le firme del sindaco in carica e dei tre candidati sindaci non eletti – ha evidenziato Fiorita – avrà una particolare forza soprattutto se, come mi auguro, alla seduta parteciperanno i rettori delle Università calabresi e il Presidente della Giunta Regionale Roberto Occhiuto che ne potranno prendere atto» spiegava ieri in una nota il primo cittadino, spiegando ai giornalisti che al consiglio comunale «presenteremo una mozione unitaria per la città, che chiede non solo la tutela dei diritti e delle prerogative di Catanzaro ma soprattutto chiede e chiederà che la questione dello sviluppo dell’università calabrese venga affrontata in un’ottica di sistema, senza fughe in avanti e senza prevaricazioni di una parte sull’altra».

«Noi – ha ribadito con forza – dobbiamo far funzionare l’università in tutta la regione: anni fa è stata scelta una strada, che è quella di puntare su un sistema fondato su diversi atenei, e ciascuno di questi atenei dev’essere messo in condizione di potenziarsi e di rispondere alle esigenze della Calabria».

«Ci vuole un dibattito nelle sedi istituzionali – ha detto ancora Fiorita – e una valutazione dei pro e dei contro di ogni scelta. Non ci possono essere fughe in avanti. Non è una questione di capoluogo di regione, è una questione di regione, è una questione di Calabria. Se noi sbilanciamo lo sviluppo del sistema universitario e non lo teniamo dentro una logica complessiva facciamo male a tutta la regione: questo è quello che dobbiamo far capire, è la questione vera».

«Nessuno vuole togliere niente all’università della Calabria – ha concluso – nessuno vuole qualcosa di speciale per Catanzaro. Riteniamo che debba esserci una strategia chiara dello sviluppo complessivo del sistema universitario calabrese». (rcz)

L’INFELICE SOLITUDINE DEL CAPOLUOGO:
PERCHÉ CATANZARO È COME TRASPARENTE

di SERGIO DRAGONE – Catanzaro è sola. Una solitudine dimessa e malinconica, quasi rassegnata. Non la solitudine orgogliosa di chi è al comando e mette nel conto ostilità e invidie.

 Antonello Venditti, in una delle sue tante canzoni dedicate all’amata Roma, scrive “certo i nemici non le mancheranno mai”. 

Per Catanzaro è diverso. La sua solitudine è frutto di un processo lento e inesorabile che oggi la porta ad essere un “Capoluogo trasparente”, privo di rappresentatività, non riconosciuto dalle altre Città che, anzi, ormai ne mettono apertamente in discussione il ruolo. 

Non è riconosciuta da Reggio Calabria dove mai si è realmente chiusa la ferita del 1970. Non è riconosciuta dall’ambiziosa Cosenza, da sempre orgogliosamente autodefinitasi l’ “Atene della Calabria” e fucina di grandi leadership politiche. 

E perfino la giovane (è nata appena 54 anni fa) Lamezia Terme, forte della sua posizione e dei suoi enormi spazi, non fa mistero delle sue ambizioni e della sua insofferenza verso il Capoluogo.

Della crisi di rappresentatività politica mi sono già occupato un anno fa, all’indomani delle elezioni regionali che hanno assegnato a Catanzaro un solo consigliere regionale, fatto mai accaduto nella storia. 

Una situazione che, se vogliamo, si è ulteriormente aggravata, visto che Catanzaro eleggerà tra qualche giorno solo un parlamentare sui 19 spettanti alla Calabria.

Catanzaro è sempre più sola e lo dimostrano due questioni che hanno fatto discutere in questi giorni. 

La prima è la polemica suscitata dalla proposta – a mio parere fin troppo timida e perfino timorosa di non suscitare permalosità – del sindaco Fiorita di aggiungere il nome di Catanzaro a quello di Lamezia Terme nella denominazione ufficiale dell’aeroporto internazionale. 

La violenza della reazione che si è avuta a Lamezia Terme e la valanga di insulti che ha colpito il primo cittadino del Capoluogo, con tanto di striscione esposto sulla statale, dimostra che l’intenzione unificante di Fiorita è stata stracciata senza pietà. 

Ci sarà da lavorare su questo perché – come ha detto lo stesso sindaco di Catanzaro – la saldatura dei destini delle due Città è un processo irreversibile e che prescinde dai campanilismi e dalle classi dirigenti.

L’altra questione è la duplicazione della Facoltà di medicina, antica aspirazione della classe politica cosentina. Ebbene, senza il primato dell’unica Facoltà di medicina della Calabria, l’UMG – che già non brilla come performance, a giudicare dalle varie graduatorie nazionali – perderà ogni attrattività. 

È evidente che le maggiori responsabilità di quanto sta accadendo sono dei vertici dell’UMG, assolutamente disinteressati ai destini della Città, che hanno aperto, senza valutarne le conseguenze, alla possibilità di introdurre studi medico-scientifici ad Arcavacata. 

Ma colpisce molto l’atteggiamento sornione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto – che è un politico molto abile e pragmatico – nel momento in cui benedice di fatto l’operazione, bollando le resistenze di Catanzaro come forme di campanilismo. 

D’altronde, lo stesso Occhiuto, interrogato sulla diatriba sul nome dell’aeroporto, aveva liquidato tutto con una battuta: “Si chiami aeroporto Pippo o Topolino, a me interessa potenziarlo”. Ineccepibile sotto il profilo amministrativo e di governance, discutibile sotto quello politico con una rappresentazione disneyana del ruolo del Capoluogo.

E allora, se già il primo inquilino della Cittadella mette in discussione, sia pure in modo garbato e all’interno di un ragionamento più ampio, il ruolo di Catanzaro, possiamo ben dire che il processo di isolamento del Capoluogo “trasparente” è praticamente completato.

La storia dei prossimi anni, forse decenni, ci dirà se questo processo è irreversibile. 

Non sarà facile senza rappresentatività politica. 

Un solo consigliere regionale e un solo deputato, per quanto validi, potranno fare ben poco, sovrastati numericamente dai rappresentanti delle altre Province. 

Solo per fare un esempio, la piccola Vibo Valentia potrà contare su tre consiglieri regionali, un deputato e forse un senatore.

La croce toccherà al sindaco Nicola Fiorita che dovrà tentare di ricucire rapporti geopolitici, tessere alleanze, riaffermare le prerogative del Capoluogo sapendo che si troverà davanti un muro. 

Dovrà usare intelligenza e cultura, che non gli mancano, ma anche l’arte della diplomazia e della mediazione.

Mi auguro che non sarà solo, a sua volta, in questo compito.

 Che io ritengo davvero arduo.

Ma deve tentare, osando di più, librandosi sulle piccole beghe comunali, proponendosi come elemento di equilibrio in una Regione attraversata da continui fermenti.

Nella Calabria dei mille campanili, le tensioni tra i territori sono destinate ad aumentare e quindi Catanzaro, recuperando la sua dimensione di Città “gentile” (rubo il claim al professore Valerio Donato), potrebbe essere un elemento di mediazione imprescindibile. 

Come nei decenni passati, quando le frizioni tra i territori portavano le forze politiche a puntare su presidenti di Regione catanzaresi, come Ferrara, Dominijanni, Olivo, Veraldi, Rhodio, Nisticò, Chiaravalloti, Loiero. 

Si può dire che con il mandato di Agazio Loiero (2005-2010) si è chiusa l’era della centralità politica di Catanzaro. 

La speranza è che se ne apra una nuova, non sappiamo quando.

Ma per ora siamo solo un Capoluogo “trasparente” a cui i nemici non mancheranno mai. (dg)

L’OPINIONE / Nicola Fiorita: La mia candidatura alla Provincia non era nei programmi

di NICOLA FIORITA – Ho accettato, dopo una lunga riflessione, la candidatura alla Presidenza della Provincia di Catanzaro. È stata, come si può immaginare, una decisione sofferta e non facile. Solo tre mesi fa sono stato eletto Sindaco della mia Città, impegnandomi con i miei concittadini a portare avanti per cinque anni una profonda opera di rinnovamento.

Non era nei miei programmi una candidatura alla Presidenza della Provincia, anche perché ci sono molti Sindaci ben degni di ricoprire questo delicato ruolo. Non sono potuto, però, restare indifferente alla forte pressione che è venuta da numerosi amministratori dei nostri ottanta Comuni, alla loro richiesta di un mio impegno diretto per risollevare la Provincia da una pesante crisi finanziaria e da una costante perdita di peso politico e istituzionale.

Forse, a convincermi a compiere questo passo molto delicato, sono stati i tanti dipendenti dell’Amministrazione che, esasperati per la loro condizione di precarietà, mi hanno chiesto di metterci la faccia. Funzionari e impiegati che, per la prima volta nella loro vita lavorativa, hanno subito l’umiliazione del rinvio del pagamento degli stipendi, causato da una situazione finanziaria dell’Ente ai limiti del fallimento. Non ho la bacchetta magica, né sarà facile mettere mano ad un disastro come quello registrato alla Provincia, ma posso sicuramente dire che non trascurerò nulla pur di rimettere in carreggiata un Ente che è stato, in passato, molto importante per la vita delle nostre popolazioni, assicurando ai dipendenti il rispetto dei loro sacrosanti diritti.

Ma c’è un altro aspetto che, nelle ultime ore, ha contribuito a vincere le mie comprensibili resistenze. Il sogno di una grande area centrale della Calabria, collocata tra Jonio e Tirreno nel punto più stretto della Penisola, è oggi più attuale che mai. Non saranno piccole polemiche, probabilmente scaturite da incomprensioni facilmente superabili, a fermare un processo che – l’ho scritto chiaramente nelle mie linee programmatiche – è inarrestabile e deve solo essere governato dalle classi dirigenti con intelligenza e lungimiranza.

C’è bisogno di un salto di qualità oserei dire culturale. Sarà un bel giorno – e io lavorerò perché arrivi presto – quando i cittadini di Catanzaro o di Guardavalle diranno “le nostre Terme di Caronte” o quando i cittadini di Lamezia o San Mango d’Aquino diranno “la nostra Università Magna Graecia”. Dovremo pensare unitariamente ad un territorio straordinario che ha delle potenzialità incredibili che potrebbero generare sviluppo, occupazione e ricchezza.

La partita si giocherà molto sull’asse Catanzaro-Lamezia Terme e so già che – se eletto – troverò un interlocutore prezioso nel Sindaco Paolo Mascaro e nei Sindaci dell’Istmo. Ma non basterà perché lo sviluppo dovrà interessare anche le due coste e le aree interne, così ricche di patrimoni ambientali e culturali.

Nell’auspicio che il Governo nazionale riporti al centro della discussione la dignità e la centralità degli enti di area vasta – in termini di riassetto istituzionale e sostenibilità finanziaria – ritengo che la Provincia, non avendo più molte competenze gestionali, debba soprattutto puntare a programmare, coordinare e armonizzare lo sviluppo urbanistico dei suoi Comuni in un unico grande progetto unitario. Oltre a garantire l’efficienza e la sicurezza nella viabilità provinciale e negli istituti scolastici della provincia, sono infiniti i terreni su cui la nuova Provincia dovrà cimentarsi: la difesa dell’ambiente, le politiche del turismo culturale, il potenziamento del sistema dei trasporti, la valorizzazione delle due coste e delle aree interne. Un ruolo, quello dell’ente intermedio, che assume un’importanza strategica anche sul campo dell’assistenza tecnica ai piccoli Comuni per l’attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr.

È un lavoro che andrà portato avanti con determinazione e passione, attraverso una consultazione stringente con i Sindaci che sono i veri protagonisti di questa nuova stagione, ma anche con una forte interlocuzione con la Regione. Nei prossimi giorni, dopo un confronto con i Sindaci che hanno sottoscritto la mia candidatura, ma anche con altri Amministratori ancora indecisi, presenterò delle linee programmatiche in cui espliciterò meglio la nuova visione di Provincia.

Nel ringraziare tutti coloro che hanno voluto fortemente questa mia discesa in campo, le forze politiche riformiste e progressiste del centrosinistra e le forze civiche disseminate nel territorio provinciale, posso solo assicurare che nella mia attività di Sindaco di Catanzaro, come è naturale che sia, continuerò a rappresentare i bisogni della mia Città, ma in qualità di Presidente della Provincia sarò assolutamente imparziale, nell’interesse di tutti i Comuni che ne fanno parte, senza farmi condizionare dall’altro ruolo. Vorrò essere veramente il Presidente di tutti, perché la Provincia è una sola. (nf)

Scalese (Area Vasta): Fiorita convochi tavolo di concertazione per sviluppo di Catanzaro

Il segretario generale di Cgil Area Vasta CZ, KR, VVEnzo Scalese, ha invitato il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, a convocare un tavolo di concertazione per discutere dei temi cardine per lo sviluppo di Catanzaro.

«I tanti problemi rilevati, dall’emergenza idrica alla depurazione passando per i rifiuti – ha detto Scalese – complicati dalla partita della presidenza del Consiglio comunale la cui chiusura si è protratta per settimane, hanno indotto il sindaco Nicola Fiorita a stilare una scaletta di priorità nell’urgenza amministrativa, certamente plausibile. Ma avendo molto apprezzato la scelta di incontrare i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per la presentazione del suo programma, che ha definito “aperto ai contributi soprattutto ai corpi intermedi proprio per sottolineare il valore della concertazione”, riteniamo opportuno appuntare un promemoria dei temi da affrontare alla ripresa autunnale».

«Come sottolineato dal segretario regionale della Cgil, Angelo Sposato, voler aprire un confronto con le parti sociali è un valore – ha detto –. Ma dobbiamo passare al più presto dalle parole ai fatti, sono troppe le emergenze da affrontare, complicate dal clima pre-elettorali, dalla pandemia e dalla guerra che rallentano la ripresta, dall’incremento dell’energia e delle materie prime, dall’inflazione più alta dal 1986 ad oggi».

«Torniamo a parlare di Pnnr, di fondi di coesione, fondi complementari – ha proseguito – che devono avere una unica cabina di regia e la firma di un protocollo di legalità: serve un confronto con le categorie per indirizzare la spesa pubblica. Perché individuare finanziamenti significa progettare, costruire un percorso di cui questa città sia capofila, come succede in altri ambiti e in altri settori. Ricordiamo il valore della programmazione per le periferie, e il recuperare della partecipazione dei cittadini nella vita amministrativa. Questa città è ricca di potenzialità che non sono mai state valorizzate».

«Quello che auspichiamo come sindacato, quindi – ha concluso – è di aprire al più presto un confronto costruttivo su temi cardine: sulle periferie abbandonate e su come concretizzare l’inclusione sociale, sul rilancio del centro storico, sulla creazione delle condizioni necessarie a risollevare le sorti delle attività commerciali ma anche sulla tanto attesa e discussa realizzazione del Polo sanitario che parte dalla reale integrazione tra l’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e l’azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini”. È arrivato il momento di allestire un tavolo per ragionare tutti  insieme dello sviluppo vero di questa città». (rcz)

Il sindaco Fiorita firma l’appello per il clima: Entro qualche anno Catanzaro esempio virtuoso di città green

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha firmato l’appello lanciato dagli scienziati del clima, «perché la crisi climatica venga posta al primo posto dell’agenda politica in vista del voto di settembre», ha detto il primo cittadino, confermando l’impegno di «fare Catanzaro entro qualche anno un esempio virtuoso di città green».

«Ho ritenuto di condividere questo grido di allarme – ha spiegato il sindaco – anche alla luce della bella intervista rilasciata alcuni giorni fa su “La Repubblica” dal nostro concittadino Stefano Mancuso, uno dei massimi esperti mondiali di neurobiologia vegetale, che come si ricorderà si è detto pronto a darci una mano nei programmi di potenziamento del verde. Sono convinto, così come i colleghi Sala, Decaro, Nardella, Lepore, Gualtieri, Gori e tanti altri, che l’appello degli scienziati rappresenti un’ultima chiamata per evitare che i cambiamenti climatici sconvolgano il Mediterraneo e le nostre vite».

«Poiché alle enunciazioni e agli appelli devono seguire i fatti – ha proseguito – confermo la mia volontà, espressa in campagna elettorale, di fare di Catanzaro nel giro di qualche anno un esempio virtuoso di Città green. Su un primo obiettivo, richiamato anche dagli scienziati, siamo già partiti: la riduzione delle perdite idriche che sottraggono alla popolazione una risorsa essenziale e irripetibile come l’acqua. Il paziente lavoro di individuazione degli allacci abusivi, che continua senza tregua, ha dato risultati inaspettati, come testimonia il livello di acqua nei serbatoi».

«Non basta e dovremo fare tanto di più – ha detto ancora – utilizzando anche le nuove tecnologie per la rilevazione delle perdite. A settembre concretizzeremo l’impegno di varare un piano per le energie rinnovabili, ipotizzando per l’inizio del 2023 le prime sperimentazioni di Comunità Energetiche. Poi c’è la sfida di ridurre le emissioni prodotte dalle automobili e qui sarà decisivo l’approccio con la metropolitana di superficie che dovrà scoraggiare l’uso dei mezzi privati. Bisognerà favorire anche l’uso dei mezzi elettrici. E quindi la salvaguardia e la valorizzazione delle grandi pinete, Siano e Giovino, e di tutti di spazi verdi di cui dispone la Città. Con Stefano Mancuso penseremo anche ad un ambizioso progetto di forestazione urbana che coinvolga tutti i quartieri».

«Un impegno molto pressante – ha concluso – è il recupero delle zone della pineta di Siano devastata dall’incendio del 2021. Verificheremo lo stato dei lavori concordati dalla passata Amministrazione con Calabria Verde e l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali per la prima messa in sicurezza degli alberi e delle piante instabili. È solo un primissimo passo e serviranno consistenti risorse che cercheremo di ottenere da Stato e Regione, nella consapevolezza che Siano e Giovino sono due autentici scrigni verdi fondamentali per il futuro della Città». (rcz)

Sede Rai Calabria, il sindaco Fiorita: Faremo battaglia con il futuro Governo

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha evidenziato come la «questione della sede Rai e della sua debole presenza nel Capoluogo, è estremamente importante anche perché rappresenta plasticamente la fragilità di Catanzaro e la sua impalpabile rappresentatività politica».

«Si ricordi che la nostra Città – ha detto Fiorita – esprime oggi un solo Consigliere Regionale, sia pure chiamato alla Presidenza dell’Assemblea. C’è una forte crisi di identità e di rappresentatività che oggi dobbiamo tentare di colmare con fatti concreti e non solo con le pur utili rivendicazioni. Le anomalie calabresi sono tante, alcune delle quali molto antiche, come la Rai che fu istituita a Cosenza ben 64 anni fa, altre molto più recenti, come la Direzione dell’Agenzia delle Dogane e altri Enti dello Stato».

«Ho trovato una Città isolata e debole – ha spiegato il primo cittadino – mentre altre realtà urbane si stanno organizzando istituzionalmente e politicamente, come Cosenza-Rende che potrebbero essere chiamate presto ad un referendum per l’unificazione. Noi pensiamo di avere le idee chiare. Ci sono due questioni, da me avanzate in campagna elettorale, che potrebbero riequilibrare l’asse politico-istituzionale. La prima è una Legge speciale per Catanzaro Capitale che fissi in maniera inequivocabile le competenze del Capoluogo e stabilisca senza tentennamenti o spinte localistiche che tutte le articolazioni dello Stato centrale abbiano sede a Catanzaro. Una legge che assegni anche consistenti risorse per il potenziamento dell’assetto urbano della Città, per la sua accessibilità e per l’incremento dei servizi pubblici a livello regionale e sovraregionale. Conto di parlarne nei prossimi giorni con il Presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che sicuramente non sarà insensibile a questa esigenza e che potrebbe farsi promotore, assieme al Sindaco, di questa iniziativa legislativa».

«La seconda è rappresentata dal progetto della Grande Catanzaro – ha proseguito – che ha già preso forma in campagna elettorale e che già a settembre vedrà un primo step con la riunione dei Sindaci di tutti i Comuni limitrofi o prossimi al Capoluogo. Vogliamo formare una Città Metropolitana di fatto che possa migliorare la qualità della vita dei suoi 140.000 abitanti e proporre ambiziosi progetti coordinati in tema di ambiente, turismo, trasporti, energie rinnovabili, cultura».

«Uniti saremo sicuramente più forti – ha ribadito il primo cittadino – e potremo dire la nostra perché la nostra potrà essere una voce più robusta e autorevole. Quanto alla questione specifica della Rai, che si inserisce in questo delicato contesto, voglio dire che a me piace combattere le battaglie che si possono vincere e non limitarmi alla protesta. La richiesta di spostare a Catanzaro la sede regionale della RAI, istituita come dicevo 64 anni fa e poi rafforzata dalla costruzione di una nuova e costosissima sede nel 1992, mi appare, sia pure legittima sul piano formale, non facilmente percorribile».

«Invece è molto percorribile – e mi impegnerò al massimo in tal senso con il futuro Parlamento e il futuro Governo – l’ipotesi che Catanzaro possa avere una prestigiosa ed efficiente sede/redazione della Rai – ha detto ancora Fiorita – con la dotazione di giornalisti, tecnici e tecnologie avanzate, in modo da coprire con facilità ogni evento. L’Amministrazione comunale può fin d’ora impegnarsi ad individuare una sede ampia, funzionale e soprattutto prestigiosa, tale da affermare la presenza del servizio pubblico in Città. Sono certo che questa battaglia, se supportata dalla rappresentanza parlamentare e regionale, potremo vincerla».

«Infine, per quanto riguarda la sottovalutazione del Magna Graecia Film Festival da parte del TgR Calabria – ha concluso – non posso che stigmatizzare l’accaduto e avanzare una formale protesta ai vertici della RAI Calabrese». (rcz)

Mancuso risponde alle proposte di Fiorita: Il sindaco di CZ renda operativa la sua Giunta e il Consiglio comunale

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, rispondendo alle proposte del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha ricordato che «è indispensabile, per impostare una collaborazione tra Istituzioni che sia efficace e utile per la città, è che il sindaco renda rapidamente operativa, soprattutto sui problemi di stringente attualità che affliggono i cittadini, la sua Giunta e lo stesso Consiglio comunale».

«Affronti, e lo dico senza alcun tono polemico – ha detto Mancuso – le criticità vecchie e nuove e lasci perdere temi e questioni da campagna elettorale, come la Grande Catanzaro e addirittura l’ipotesi della Città Metropolitana, che appaiono – in un frangente di crisi economica del Paese che sprigiona effetti più gravi sulle aree svantaggiate come la Calabria e in un contesto di accelerate trasformazioni geopolitiche internazionali – come meri diversivi».

«Intenti, sebbene lodevoli sul piano teorico – ha proseguito – del tutto astratti, rispetto alle azioni più urgenti e d’impatto concreto sulla vita delle persone e sull’organizzazione urbanistica di una città che oggi appare sgretolata persino nella coesione sociale. E che ha bisogno di una guida sicura, leale nei comportamenti politici. Non ideologica o che proceda per asserzioni generaliste o campanilistiche, ma che abbia una visione dei problemi realistica e pragmatica, se si vuole dare la svolta che Catanzaro invoca da anni».

«Nello slancio di valorizzare i punti di forza, istituzionali, economici, sociali e culturali della città – ha detto ancora – la Regione non si sottrarrà. Anzi, alla condizione che l’interlocuzione non sia casuale o estemporanea ma continua e sistematica, e le proposte non siano solo enunciate, ma articolate e programmate fin nei dettagli, indicando le dinamiche attuative, gli strumenti normativi, i mezzi e le risorse che occorrono, la Regione sarà sempre accanto alla città. Sia per far emergere la funzione di guida istituzionale della capitale della Calabria assegnatale dallo Statuto, che per contribuire a far vincere alla città le importanti  sfide della digitalizzazione e dell’innovazione, della transizione ecologica e dell’inclusione sociale». (rcz)

Il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita ha incontrato Coldiretti Calabria

Nella sede di Coldiretti Calabria, il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha incontrato l’Associazione di categoria, rappresentata – per l’occasione – dal direttore regionale, Francesco Cosentini, dal direttore interprovinciale (Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia), Pietro Bozzo, dal presidente dei Consorzi di Bonifica, Fabio Borrello e da Vincenzo Speziali.

All’incontro era presente come ospite Donato Veraldi, già deputato europeo e senatore della Repubblica, nonché ex Presidente della Regione Calabria.

Il direttore Cosentini, portando i saluti del presidente Franco Aceto, ha, assieme al dott. Bozzo all’avv. Borrello, ha illustrato alcuni ufficiali spunti di interlocuzione e di prospettiva, a fronte di stimolo per l’azione del sindaco Fiorita, a cui si guarda con sincero interesse, ma anche con ufficiale e rispettosa attenzione.

Il direttore Cosentini ha ribadito come Coldiretti intende rappresentare al meglio la propria categoria – nel pieno rispetto delle altre organizzazioni – facendo però presente la riconosciuta e notoria dinamicità incisiva della Coldiretti stessa, la quale non si sottrarrà al continuo confronto istituzionale e sociale.

L’avv. Borrello, dal suo canto ha ribadito la vocazione agricola del territorio cittadino e ha svolto una riflessione circa la questione del Mercato di Piazza Mercato a Lido, mentre il dott. Bozzo ha illustrato ulteriori punti di interesse per lo sviluppo e la rappresentanza stessa degli associati.

Speziali in chiosa, ha richiamato il ruolo storico dell’Organizzazione Coldiretti a cui Fiorita per motivi di formazione politica, identitaria e familiare non è estraneo, e lo stesso Sindaco ha assicurato un continuo scambio e vera volontà di dialogo  – al pari delle altre organizzazioni di categoria – prendendo nota delle varie tematiche affrontate. (rcz)

Ecco la Giunta di Catanzaro guidata da Nicola Fiorita

«Questa non è la Giunta dei migliori, perché per me non esistono i migliori». È così che Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro, ha presentato la sua nuova Giunta.

Una Giunta, composta da persone «che ritenevamo giuste in questo momento storico, per dare un senso forte di discontinuità, ma anche per dare subito le risposte che a questa città serve. Quindi abbiamo scelto sicuramente per le loro competenze, ma non credo che bastino le competenze, ma anche per la loro operatività, per la loro professionalità e per la loro passione civile».

La Giunta Fiorita, quindi, è una squadra coesa, in cui «il gruppo conta più del singolo», di cui faranno parte anche altre figure che aiuteranno la Giunta per lavorare per Catanzaro.

«Sono convinto che con questo spirito di squadra possiamo raggiungere gli obiettivi prefissati» ha detto Fiorita, che ha assicurato che «mi impegnerò a favorire questo spirito di squadra anche attraverso un’approccio collegiale, interdisciplinare. perché loro devono essere in grado di lavorare con me, tra di loro, con gli uffici. Sanno che chiedo una dedizione totale al lavoro, perché questi primi dieci giorni ho visto quante cose ci sono da fare, quanto lavoro c’è da fare, quanto tempo c’è da dedicare a Catanzaro. E tutti loro mi hanno assicurato un impegno assoluto».

«Io credo che una giunta, per lo più formata da tecnici, persone che possano essere in grado di raggiungere gli obiettivi, dovrà essere valutata dai cittadini ma anche da loro stessi proprio per la capacità di raggiungere dei risultati. Non è una giunta a tempo, ma è esattamente la continuazione di quello che abbiamo detto in campagna elettorale: noi siamo pronti a essere giudicati e a essere giudicati per i risultati che conseguiremo».

A comporre questa squadra, i medici Giusy Iemma (Urbanistica, Politiche del mare, Porto di Lido, Rapporti con il sistema sanitario) e Venturino Lazzaro (Servizi Sociali e Tutela degli animali), la professoressa dell’Umg Donatella Monteverdi (Cultura, Pubblica Istruzione e Relazioni con l’Unicz), il funzionario d’azienda Antonio Borelli(Attività economiche, Turismo e Patrimonio), l’ex dirigente della Polizia di Stato Marinella Giordano (Sicurezza e Personale), l’ingegnere Raffaele Scalise, il già presidente della Lnd Nino Cosentino (Sport), l’avvocato Aldo Casalinuovo (Affari Generali e Servizi demografici) e la funzionaria regionale Marina Mongiardo (Bilancio e Tributi).

I consulenti, che sono quattro, sono: Enrico MazzaMarco Stigliano MessutiIrene Colosimo e Paola Giglio(rcz)

 

Lettera aperta al sindaco Fiorita dalla Ra.Gi. e Associazione “PerLe Demenze”

Riceviamo e pubblichiamo

Le auguriamo buon lavoro signor Sindaco, ma le auguriamo principalmente di riuscire a scrivere grandi narrazioni e di poter stare dentro agli universi così tanto frammentati di questa città in cui vivono tanti “acrobati della sopravvivenza” e dove, per loro, l’indifferenza è stata a volte, più feroce dell’intolleranza.

Sarebbe forse ingannevole pensare che linee di frattura sociale così profonde, possano rimarginarsi in fretta e che l’economia così come il territorio e la nostra comunità tutta, riescano a tornare velocemente alla normale dignità. Ma i cittadini si aspettano molto da lei e dalla squadra che sceglierà di schierare per poter imprimere quella forte impronta sociale che abbia l’obiettivo di colmare le disuguaglianze, di rilanciare il lavoro di qualità, di garantire i diritti sociali e quelli di cittadinanza che sono inscindibili, perché insieme garantiscono giustizia sociale e libertà individuale.

I catanzaresi vogliono essere accompagnati nella grande transizione che ci aspetta. Come RaGi, abbiamo molto apprezzato la sua risposta alla lettera da noi inviata ai candidati a sindaco quando chiedevamo alla nuova giunta comunale un “Punto e a Capo”.

Adesso, su quel nuovo rigo bianco vorremmo poter iniziare a raccontare un’altra storia. Una storia che può andare finalmente avanti senza affanni e senza timori, riaprendo così la partita e seguendo la strada della coerenza, della giustizia e principalmente del rispetto. Vede, nel momento in cui abbiamo deciso di proteggere le persone con demenza, noi abbiamo rispettato la sola legge che conosciamo come esseri umani. L’uomo non ha né potere, né privilegi, ha solamente responsabilità.

Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro e la mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi, specialmente per quelli più fragili, conduce in fretta alla mancanza di rispetto per tutti gli uomini. Non crediamo esistano ricette preconfezionate, né crediamo che il pensiero di un solo uomo possa essere la bussola per il cambiamento di un sistema. Noi crediamo nelle invasioni di campo e di pensiero, nella cooperazione, nella costruzione di reti di dialogo, nel rispetto dei ruoli, nella chiarezza delle decisioni che si assumono, nella liberazione della stessa libertà da chi di questa libertà ne ha fatto un mercimonio.

Le auguriamo che lei possa portare avanti il suo progetto per il bene di tutti affinché il futuro di questa città non sia la continuazione ma un nuovo inizio.

L’aspettiamo nel nostro Centro Diurno per un caffè insieme all’assessore alle Politiche sociali da lei designato dr. Venturino Lazzaro. Questo non è ancora il tempo del raccolto. Questo è il tempo della buona semina. Buon cammino, signor Sindaco. (Associazione Ra.Gi e Associazione “PerLe Demenze” Famiglie Unite Calabria