Tirocinanti di inclusione sociale, i sindacati vogliono la questione in consiglio regionale

Tirocinanti di inclusione sociale, i sindacati vogliono la questione in consiglio regionale. In una nota si legge che «Si è tenuta una segreteria congiunta tra Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp e Usb Fds Calabria. Come parte sindacale, prendendo atto della mancanza di cenni positivi da parte della deputazione politica parlamentare calabrese di maggioranza nel ripresentare un emendamento che preveda la contrattualizzazione a 18 mesi a tempo determinato dei lavoratori impegnati nei percorsi di tirocinio di inclusione sociale negli enti pubblici e privati calabresi, abbiamo rimarcato la necessità che la politica calabrese tutta si impegni affinché si possa dare la giusta dignità a questi lavoratori portati a spasso nel tempo da tante promesse non poi mantenute».

«Chiediamo pertanto – scrivono i sindacati – al presidente del Consiglio regionale della Calabria, al presidente della giunta regionale e a tutti i gruppi consiliari, che nel prossimo consiglio regionale previsto per giorno 22 alle ore 11.00 venga inserito un punto all’odg riguardante la discussione di questo bacino di lavoratori. Si chiede, inoltre, che ci venga concesso preliminarmente un incontro con le organizzazioni sindacali e i loro rappresentati dei lavoratori per rappresentare le preoccupazioni e le esigenze di questi 4mila calabresi e le loro famiglie. Nell’attesa di ricevere notizie confortanti sulla situazione e le prospettive di risoluzione alla vertenza per questi lavoratori preannunciamo l’organizzazione di un sit-in statico con la presenza di una delegazione di lavoratori. Seguiranno pertanto aggiornamenti sulle prossime interlocuzioni». (rcz)

Felsa Cil, Nidil Cgil e UilTemp Calabria: I lavoratori somministrati presso Prefetture sono disoccupati

I Segretari generali di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Calabria, rispettivamente Ivan Ferraro, Gianni Tripoli e Oreste Valente, hanno scritto al prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci, in merito alla situazione dei lavoratori somministrati presso le Prefetture e le Questure che, dal 1° gennaio 2023, «sono disoccupati».

«Come è noto – si legge in una nota – il loro contributo, anche in ragione delle competenze professionali di settore  maturate, è stato di fondamentale importanza per garantire il corretto riconoscimento dei diritti dei migranti e la regolare qualificazione della loro permanenza nel nostro Paese». 

«Lavoratrici e lavoratori che – viene spiegato – oltre ad occuparsi delle procedure di emersione previste dal  decreto legislativo n. 34 del 2020, hanno supportato l’ordinaria attività degli uffici, oltre ad aver  maturato già le sufficienti competenze per affrontare ulteriori attività come, ad esempio, la gestione delle pratiche legate al cd “decreto flussi».

«Nonostante vi siano delle carenze di organico strutturali e incombenze ordinarie e  straordinarie – continua la nota dei Segretari – questi contratti sono stati fatti scadere a fine anno; sarebbe un grave errore non  dare continuità a questi servizi e togliere personale competente dalle Prefetture. È in corso una mobilitazione nazionale affinché si apra un serio tavolo di confronto  con il governo e si possa dare continuità all’occupazione e garantire servizi essenziali per  i cittadini. L’immigrazione non può essere trattata come una emergenza e vanno date risposte  strutturali; chiediamo quindi di dare continuità ai servizi e che si diano risposte qualificate  garantendo una occupazione competente».  

«Per questa ragione, NIdiL Cgil, Felsa Cisl e Uil Temp  – conclude la nota – hanno proclamato un sit-in  statico per mercoledì 18 Gennaio p.v., a partire dalle ore 11:00, che si articolerà con una  manifestazione dinanzi alla Prefettura capoluogo di regione. Per quanto detto, Le scriventi OO.SS. sono a chiederLe un incontro atto a rappresentare  compiutamente lo stato della vertenza e le richieste avanzate». (rcz)