L’OPINIONE / Enzo Siviero e Giovanni Mollica: Basta bufale, si dica verità sul Ponte di Messina

di ENZO SIVIERO E GIOVANNI MOLLICA – Sembra ormai acclarata la mancanza di credibilità che accomuna parte della stampa e della politica.

L’origine è spesso la volontà di mettere in cattiva luce l’avversario, nel peggiore dei casi in nome del volterriano (o baconiano?) “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”. Più spesso ancora è incompetenza e superficialità. In entrambi i casi, si tratta di diffondere bugie che si rivelano tali solo a una ridottissima percentuale di lettori (o ascoltatori) e passano quasi inosservate. Per depositarsi in un angolo del cervello di tantissime persone, pronte a emergere al momento opportuno. 

I pochi che, per mestiere o competenza, sanno riconoscerle non possono far altro che dolersi e smettere di votare per quel partito o leggere quella testata. Ci riferiamo a talune affermazioni. destituite di fondamento, ascoltate a Montecitorio il 4 agosto da parte di alcuni parlamentari volte a screditare la validità del Ponte sullo Stretto di Messina . In particolare siamo rimasti sorpresi che l’ex ministro Paola De Micheli abbia potuto affermare che il Ponte è irrealizzabile smentendo platealmente la realtà peraltro ribadita anche dalla commissione ministeriale da lei stessa istituita. 

Altro caso, ancor più eclatante, si riferisce alla nota “di redazione” pubblicata su Il Foglio del 5 agosto. Nella quale leggiamo: «Matteo Salvini ha detto ieri che il ponte “potrà essere realtà”. Ma, da quel lontano 2000 in cui Silvio Berlusconi firmò a Porta a Porta il “contratto con gli italiani”… si sono scoperte tante criticità che la rendono infattibile. Da quelle tecniche – come i venti che corrono a 60 chilometri orari per 45-60 giorni all’anno e che farebbero chiudere il traffico a causa delle forti oscillazioni – a quelle ambientali». 

Il problema, ovviamente, non è se “la redazione” de Il Foglio è favorevole o meno all’opera, bensì l’assoluta falsità dell’affermazione. Viene da chiedersi quale sia l’origine della “soffiata” che, se fosse vera, costituirebbe una pesante accusa nei confronti dei progettisti (Cowi A/S che ha firmato i più grandi ponti nel mondo compreso il recentissimo sui Dardanelli, con la campata sospesa più lunga del mondo), nonché degli enti validatori. 

A cominciare dal Consiglio Superiore dei LLPP al Cipe, da Parsons Transportations (Il Project Management Consultant) al Rina (validatore), passando al comitato tecnico scientifico e per Ferrovie, Anas e Regioni Calabria e Sicilia. Enti che hanno (inavvertitamente o volutamente) approvato un progetto “sgangherato”, che non corrisponde alle prescrizioni della Società concessionaria, che pure lo ha approvato.

E come valutare la posizione del general contractor Eurolink costituito dalle migliori imprese italiane più una spagnola e una Giappone? Tutti conniventi in una colossale truffa ai danni dello Stato?

In tal caso, “la redazione” de Il Foglio (ma anche di altri “media” evidentemente disinformati) avrebbe il merito di avere scoperto, tra l’altro, anche un imponente danno erariale (oltre 300 mln) e la Corte di Conti dovrebbe affrettarsi a chiederne il ristoro a nome dei cittadini italiani.

Se, invece, è una “bufala”, ci aspettiamo che si faccia pronta retromarcia e ci si scusi prima di tutto con la verità e poi con le centinaia di tecnici di ogni parte del mondo che hanno collaborato al progetto, mettendoci faccia e reputazione ! 

Ciò che evidentemente manca a chi pur di demolire un progetto, vanto mondiale dell’Italia, è disposto a mentire spudoratamente creando ulteriore discredito al nostro Paese . Ma perché non vengono mai interpellati i tecnici in un confronto tra pari (per competenza…) ? O siamo ancora all’uno vale uno? Incredibile ma vero! Siamo in molti a disposizione per ogni riscontro nel merito documenti alla mano. Attendiamo fiduciosamente. (es e gm)