Non tutti i traguardi sono uguali, e non tutti lo sono allo stesso modo per gli uomini. Per alcuni, uomini o donne, un traguardo è solo una ripartenza; questo avviene quando, riuscendo ad ingannare il tempo, alcuni di loro riescono a vivere più vite. La loro anima esonda dall’angusto spazio del loro petto, per rinascere in modo dannunzianamente continuo.
Tra questi vi è Pino Bova, anche Presidente della Fondazione Rhegium Julii, che oggi, 1° agosto, riparte dai suoi 80 anni vissuti con un’anima sempre nuova. Scrittore, poeta tradotto finanche in Vietnam e Giappone, manager di aziende pubbliche e enti culturali, Sovrintendente teatrale, politico, ma soprattutto sognatore.
Quando 58 anni fa, guidati dallo storico, visionario Presidente Giuseppe Casile, un gruppo di giovani si mise in testa di mostrare al Paese l’altro volto della Calabria, Pino Bova era in prima linea, a sognare un’impresa che molti avrebbero ritenuto velleitaria, e che invece dura ancora oggi.
Ma il merito più grande di quel gruppo di giovani è stato di non aver mai fatto spegnere quella luce che hanno trasferito alle nuove generazioni, allevandole in una famiglia che ha posto il libro e la lettura al centro dell’attività di un’associazione, il Rhegium, che nel suo motto “l’arte di leggere, il vizio di scrivere” ha una dichiarazione di intenti.
Nel momento più difficile, dopo la scomparsa di Casile, Pino Bova è riuscito, con un mix di vecchi e nuovi soci a salvare, con sacrificio e incredibile dedizione, un circolo divenuto punto di riferimento non solo a livello nazionale.
I Premi Nazionali e Internazionali, i Nobel accolti a Reggio Calabria, la gratificazione di essere ricevuti da 4 Presidenti della Repubblica, in attesa dell’attuale, sono stati rinvigoriti dal costante e rinnovato impegno che ha portato alla nascita della Fondazione, strumento donato alla sua amata città, per sognare di competere sui palcoscenici più prestigiosi da Istituzione tra le istituzioni.
In questa diversità, sta il segreto custodito per tanti anni e tramandato ai giovani, da una guida che ha saputo essere amico, fratello, e a volte anche padre di chi ancora oggi lo affianca.
Consapevoli che la sua età anagrafica, corrisponde in realtà a quella del Rhegium Julii , il grazie, di tutti gli amici e soci del Rhegium, dell’intera città, è rivolto non solo al tanto che ha fatto, ma al moltissimo che ancora lo aspetta.
(I soci e gli amici della Fondazione Rhegium Julii)






