Venerdì a Catanzaro il seminario sulla Riforma Cartabia in sede penale

Venerdì 9 giugno, a Catanzaro, dalle 10, nella Sala Conferenze Polifunzionale della Polizia di Stato, si terrà il seminario La Riforma Cartabia in sede penale e gli effetti sull’attività della Polizia giudiziaria. Riflessioni pratiche sull’attività delle Forze di polizia.

L’incontro, organizzato dalla Segreteria provinciale Fsp Polizia di Stato di Catanzaro, con la partecipazione di Unarma e Uspp, si aprirà con i saluti del Questore, Maurizio Agricola, di Rocco Morelli, Segretario provinciale Fsp Catanzaro e Rocco Pardo, Segretario regionale Fsp Calabria.

Introdurrà i lavori Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato poi, moderati dal vice presidente Fsp, Franco Maccari, interverranno il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, il sostituto Procuratore generale di Catanzaro, Marisa Manzini, Felice Fioresta, Consigliere dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro e il Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro. Le conclusioni saranno di Giuseppe Brugnano, Segretario nazionale Fsp Polizia.  

Al termine del seminario, alle 12, si terrà l’intitolazione della Segreteria provinciale di Catanzaro Fsp a Benito Scarfone, poliziotto e storico sindacalista drammaticamente venuto a mancare a gennaio.

«In un’occasione come questa – ha dichiarato Valter Mazzetti –, tutta dedicata a temi delicatissimi che hanno ricadute importanti e molto limitanti sulla già difficile attività dei poliziotti, e rispetto alle quali vogliamo lanciare un chiaro e forte allarme, il pensiero non può che andare a una persona come Benito Scarfone. Un uomo che della difesa e della rappresentanza dei colleghi ha fatto una missione, con cuore, forza, volontà, e coraggio da vero sindacalista. In quest’occasione, come nelle altre a cui non è mai mancato, lui ci sarebbe stato. Anzi, lui ci sarà». (rcz)    

PAOLA (CS) – L’Ami illustra la rivoluzione del processo di famiglia con la riforma Cartabia

Il 28 marzo, a Paola, alle 15.30, nell’Aula Giovanni Falcone del Palazzo di Giustizia, la sezione distrettuale dell’Ami di Catanzaro-Cosenza terrà un evento formativo dal titolo La riforma Cartabia nel processo di famiglia: aspetti normativi e operativi.

La cittadina del Tirreno cosentino sarà luogo di questo importante momento di divulgazione, in quanto ospita da poco tempo una Sezione territoriale dell’associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, che ha come responsabile l’avvocato Marianna Famà.

Dopo i rituali saluti istituzionali del Presidente f.f. del Tribunale di Paola, Salvatore Carpino, e del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Paola, Gianfranco Parenti, seguirà l’introduzione ai lavori del convegno da parte dell’avvocato Margherita Corriere, Presidente della Sezione distrettuale AMI di Catanzaro-Cosenza.

Con la moderazione del giornalista Valerio Caparelli, addetto stampa Ami CZ-CS, si svolgeranno le relazioni dell’avvocato Marianna Famà, della dottoressa Elvezia Vetere, Giudice tutelare presso il Tribunale di Paola, e del dottore Marco Pingitore, Dirigente psicologo del Csm di Mesoraca (KR).

In occasione dell’evento verrà ufficializzata la nomina a socio onorario Ami del Distretto dell’avvocato Mario Pace, spiccata e autorevole personalità del mondo forense, componente dell’Organismo Congressuale Forense e, in particolare, componente delle Commissioni diritto e procedura civile e famiglia, persone e minori.

La partecipazione all’evento è gratuita e dà diritto a 2 crediti formativi per gli avvocati.

La riforma Cartabia nasce per ridurre i tempi dei procedimenti soprattutto in materia di famiglia e minori e di superare l’attuale frammentazione delle procedure tra tribunale per i Minorenni, tribunale ordinario e giudice tutelare, con l’istituzione del Tribunale per la famiglia, i minori e le persone, prevista per il 2024.

Lo sveltimento delle procedure punterà principalmente sul fatto che nell’iter di separazione non ci sarà più la fase presidenziale: dopo che gli avvocati di ciascuna delle parti coinvolte avranno raccolto, unitamente alle varie memorie, una completa documentazione probatoria, il giudice avrà così a sua disposizione gli elementi e le prove utili per emettere dei provvedimenti.

La riforma prevede altresì la possibilità di inserire la domanda di divorzio già all’interno della causa di separazione, accorpando i procedimenti e risparmiando tempo e soldi.

Per quanto riguarda i minori, invece, la riforma Cartabia stabilisce l’obbligo dell’ascolto, in quanto i minori sono parti del processo e soggetti di diritto e non semplici oggetti di tutela.

All’ascolto del minore la riforma dedica ben tre articoli artt. 473 bis 4, 5 e 6 , nonché gli artt. 152 quater e 152 quinquies delle disposizioni di attuazione al codice civile.

Infine, la riforma Cartabia prevede obbligatoriamente che tra i documenti da presentare per separazioni e divorzi ci sia il “piano genitoriale”, con il quale i genitori devono fornire un resoconto degli impegni e delle attività quotidiane dei figli relativi alla scuola, al percorso educativo, alle attività extrascolastiche, alle frequentazioni abituali e alle vacanze normalmente godute.

«Ci si augura che quello che la riforma promette a tutela dei minori e per rendere più celeri le procedure di separazione e divorzio si possa avverare ed attuare – ha dichiarato l’avvocato Corriere –. L’Ami, come sempre, sarà in campo, sia per la formazione che per ogni iniziativa che mira a supportare i giovani colleghi nel campo del diritto di famiglia, delle persone e dei minori». (rcs)

COSENZA – Lunedì al Tribunale di Cosenza si parla del “Processo di famiglia dopo la riforma Cartabia”

Lunedì 20 febbraio, a Cosenza, nella Biblioteca dell’ordine degli Avvocati, alle 15.30, si terrà l’incontro Processo di famigli adopo la riforma Cartabia, organizzato dalla sezione Distrettuale di Catanzaro-Cosenza dell’

Patrocinato dall’Ordine degli Avvocati di Cosenza, l’evento prevede in apertura i saluti istituzionali delle autorità e l’introduzione ai lavori dell’avvocato Margherita Corriere, presidente della Sezione Distrettuale AMI Catanzaro-Cosenza, cui faranno seguito le relazioni di: Antonella Paura, avvocato e socia Ami; on. Marilina Intrieri, già Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria e presidente dell’associazione Child’s Freinds; Mafalda Manuela Carino, avvocato e componente del direttivo distrettuale Ami; Marco Pingitore, Dirigente psicologo del Csm di Mesoraca.

I lavori saranno moderati da Valerio Caparelli, giornalista e addetto stampa Amni Cz-Cs.

In occasione dell’evento verrà ufficializzata la nomina a socia onoraria Ami del Distretto la presidente di Animed, Cinzia Falcone, per l’impegno profuso per la tutela e la prevenzione della violenza di genere.

La partecipazione all’evento, comunque aperto a tutti, dà diritto a 3 crediti formativi per gli avvocati.

«È bene precisare – si legge in una nota – che la riforma Cartabia dovrebbe essere attuata nella sua completezza entro il 2024 e, la sua attuazione, dovrebbe finalmente portare alla nascita del Tribunale della Famiglia. Obiettivo principale sarebbe quello di ridurre i tempi dei procedimenti e di superare l’attuale frammentazione tra Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario e Giudice tutelare».

«Il tutto avverrà per gradi e a fasi già predisposte – continua la nota – partendo dal marzo del 2023 con le modifiche che riguardano separazioni e divorzi. Lo snellimento delle procedure punterà, innanzitutto, sul fatto che nell’iter di separazione non ci sarà più la fase presidenziale, ma dopo che gli avvocati di ciascuna delle parti coinvolte avranno raccolto una documentazione probatoria completa, il giudice avrà a sua disposizione una vera e propria istruttoria utile a fissare, entro tre mesi, l’udienza di separazione. Inoltre, già durante questi tre mesi, avendo in mano tutti gli elementi, il giudice potrà emettere provvedimenti cautelari, che andranno poi confermati o revocati entro i successivi 15 giorni».

«La riforma prevede, altresì – continua la nota –, la possibilità di inserire la domanda di divorzio già all’interno della causa di separazione, accorpando i procedimenti e risparmiando tempo e soldi. Per quanto riguarda i minori, la riforma Cartabia stabilisce che questi vadano sempre ascoltati, in quanto parti effettive del processo. Inoltre, la riforma prevede, a tutela dei minori, che tra i documenti da presentare per separazioni e divorzi ci sia il “piano genitoriale”, con il quale i genitori spiegano come intendono regolare le attività dei figli relativamente alla scuola e alle attività extrascolastiche, nonché per le visite ai parenti e i periodi di vacanza».

«Solo il tempo ci dirà – conclude la nota – se quello che la riforma promette si riuscirà ad attuare in tempi congrui e in maniera adeguata agli interessi in gioco e, soprattutto, nell’interesse superiore dei minori». (rcs)

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Versace (Metrocity): Ordini professioni siano parte integrante delle istituzioni

Il sindaco f.f. della Città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, ha ribadito la necessità «che si fortifichi la sinergia fra gli ordini professionali e le istituzioni».

Versace, partecipando al seminario La Riforma Cartabia, luci e ombre di una giustizia penale in trasformazione organizzato, nella sala “Perri” di Palazzo Alvaro, dalla Camera penale, dalla scuola di formazione “Francesco Giurato” e dall’ordine degli avvocati di Reggio Calabria, ha evidenziato come «bisogna cominciare ad intensificare il camminare su un percorso comune, soprattutto in un momento in cui un Ente, come quello metropolitano, ha la possibilità di spendere le ingenti risorse del Pnrr».

«Come già fatto in altre sedi e circostanze – ha detto – rinnovo l’invito ad avervi accanto in questa fase di progettazione perché, nessuno quanto voi nelle materie di vostra competenza, può guidarci nelle scelte che l’amministrazione andrà a compiere».
Nel salutare il presidente della Camera Penale, Pasquale Foti, i relatori e tutti i presenti, il sindaco facente funzioni ha confermato come, simili iniziative, rappresentino «un modo poter costruire, insieme a voi, un pezzetto di strada verso una più completa, armonica e concreta sinergia».
«Gli ordini professionali – ha ribadito, in conclusione, il sindaco metropolitano facente funzioni – devono essere parte integrante delle istituzioni e lo devono essere maggiormente adesso che esistono condizioni e risorse per fornire risposte positive al territorio ed all’intera comunità reggina». (rrc)

L’Associazione nazionale Magistrati di Catanzaro sulla riforma Cartabia: è inidonea

L’Associazione Nazionale Magistrati di Catanzaro si è espressa sulla Riforma Cartabia, ritenendola «inidonea a risolvere gli annosi problemi della qualità dellattività giurisdizionale, dei tempi dei processi e soprattutto della crescente domanda di giustizia proveniente dai tanti cittadini onesti del nostro Paese e, in particolare, di questo territorio».

«Pur in presenza – si legge in una nota – di apprezzabili, ma marginali, novità positive (in primis in materia di digitalizzazione del processo penale), a destare forti perplessità sono tra le novità più significativa dellimpianto riformatore: la c.d. improcedibilità per le ipotesi di superamento dei termini di due anni ed un anno, rispettivamente per il giudizio di appello e per quello di cassazione, che ha leffetto di vanificare le risorse umane ed economiche investite fino a quel momento, oltreché a frustrare le legittime aspettative di giustizia dei cittadini, con pesanti ricadute in termini di credibilità del sistemagiustizia e di diffusa impunità responsabilità che non derivano  produttività del personale giudiziario amministrativo e delle forze dellordine nonostante le ormai note carenze di organico; con evidente e concreto pregiudizio del diritto dei cittadini di essere giudicati in modo corretto».

«La proposta di riforma – continua la nota – non tiene in alcun modo conto, peraltro, della modifica dellart. 603 c.p.p. e della ricorrente necessità di rinnovazione dellistruzione in appello; la retrodatazione dell‘iscrizione delle notizie di reato, lintroduzione delludienza filtro “predibattimentale” dei procedimenti a citazione diretta, la necessità di procedere a nuova istruttoria in caso di mutamento dellorgano giudicante, salvo in questultimo caso, la possibilità di videoregistrare lassunzione della prova attività che allo stato richiede dotazioni tecnologiche non disponibili in misura adeguata negli uffici di questo Distretto, previsioni che lungi dallalleggerire i processi e lo svolgimento dellattività giurisdizionale, determinerebbero un ulteriore rallentamento del processo».

 «La previsione di meccanismi procedurali – continua ancora l’Associazione – che consentirebbero allindagato e alla p.o. di venire a conoscenza degli atti relativi alle indagini preliminari scaduto il termine entro il quale il Pubblico Ministero debba determinarsi in ordine allazione che non tenendo conto della complessità delle attività investigative avrebbe leffetto di frustrare lulteriore corso del procedimento; la previsione da parte del Parlamento di criteri di priorità nella selezione delle notizie di reato da trattare che presenta profili di incostituzionalità tanto rispetto al principio dellobbligatorietà dellazione penale quanto rispetto a quello dellindipendenza ed autonomia della Magistratura. Nellottica delleffettiva velocizzazione dellattività giurisdizionale si ritengono misure auspicabili, oltre alla necessità di risolvere il problema non ulteriormente rinviabile della carenza di organico del personale amministrativo e dei magistrati togati: la depenalizzazione dei reati bagatellari prevedendo la sanzione penale quale “extrema ratio” nel nostro ordinamento; la revisione della geografia giudiziaria sopprimendo gli Uffici giudiziari che per la loro dislocazione sul territorio non risultano efficienti; leffettivo potenziamento dei riti alternativi, del tutto disincentivati dalla previsione della cd. “improcedibilità”».

«Unincisiva riforma dei giudizi di appello e cassazione – continua la nota – onde evitare impugnazioni strumentali; la modifica del sistema delle notifiche, problematica neppure risolta dalla riforma che mantiene la necessità delle notifica allindagato, anche successive alla prima, tutte le volte in cui si tratti di quelle relative alla citazione a giudizio». 

«Siamo certi – si legge – che gli organi centrali dell’Anm non resteranno insensibili alla voce dei magistrati onesti e laboriosi che operano in questo distretto, molti dei quali di prima nomina e lontani dalle terre di origine, auspicando una netta inversione di rotta nei propositi di riforma annunciati, che rischiano non solo di alimentare una crescente frustrazione nel nostro quotidiano tentativo di assicurare effettività alla tutela dei diritti, ma cosa ancor più grave di instaurare un sistema che rende più conveniente delinquere, contando su una prevedibile e diffusa impunità. Noi Magistrati del Distretto di Catanzaro auspichiamo una riforma che realizzi effettivamente lobiettivo di velocizzare il processo, non frustrando le aspettative di giustizia dei cittadini». (rcz)