Salvatore Zucco: Da 25 anni vigile urbano, ma non solo

di PINO NANO – Il 1° marzo per Salvatore Zucco saranno 25 anni pieni di carriera e di servizio al Paese.

Classe 1972, nato e cresciuto a Taurianova, padre di una ragazza di vent’anni, oggi lui è il Comandante della Polizia Municipale di Reggio Calabria, ma alle spalle ha un curriculum di primissimo ordine. 

Cinque lauree e tre master diversi, un excursus accademico da fare invidia persino al mondo universitario italiano, una vita intera dedicata allo studio e alla formazione da una parte, e al suo lavoro di servitore dello Stato dall’altra. Fare oggi il comandante della polizia municipale in comuni come Rosarno, Lametia Terme, e Reggio Calabria comporta sempre dei rischi anche pesanti, e questo in tutti questi anni di impegno professionale gli è costato non solo fatica ma anche tutta una serie di minacce pesanti da parte del mondo organizzato del crimine. «Ma lo avevo messo in conto – dice lui –. Nel momento in cui ho indossato per la prima volta una divisa da vigile urbano».

Dopo le scuole superiori tra Polistena e Cittanova si laurea in giurisprudenza all’Università di Messina, e dopo la pratica legale “vissuta intensamente e con grande passione” presso lo studio legale dell’avvocato Armando Veneto a Palmi- siamo quindi ai massimi livelli della professione forense- diventa avvocato. Ma non soddisfatto di questo si iscrive anche a Scienze Politiche, e prende una seconda laurea. L’elenco completo è davvero fuori dal comune. E la cosa, lo confesso, mi mette un tantino in difficoltà soprattutto nel momento in cui lo cerco al telefono, perché non so se chiamarlo comandante, o invece avvocato, o molto più semplicemente dottore. Lui intuisce il problema, e con grande simpatia mi risponde «Mi chiami per nome, non si preoccupi, sono semplicemente Salvatore». 

Nel 2012, laurea Magistrale in Scienze Criminologiche per l’investigazione e la sicurezza all’Università Alma Mater di Bologna. Nel 2013, laurea Magistrale in Ricerca Sociale per la Sicurezza Interna ed Esterna all’Università Alma Mater di Bologna. Nel 2015, laurea Magistrale in Ricerca Sociale per la Sicurezza Interna ed Esterna all’Università di Perugia. Nel 2020, laurea in Scienze della politica, della sicurezza internazionale e della comunicazione pubblica all’ Università della Tuscia di Viterbo nel 2020.Ma ci sono anche tre Master universitari diversi e un Corso Superiore di polizia che oggi fa di lui uno dei massimi esperti di polizia municipale in Italia.

Ad agosto del 2012 i giornali si occupano di lui, e nelle edizioni del 20 agosto raccontano che «libero dal servizio, sul lungomare di Siderno, dove stava trascorrendo un giorno di relax in spiaggia, accorgendosi di un bambina di 6 anni in estrema difficoltà in acque profonde, non esitava a tuffarsi in acqua a raggiungere la piccola e trarla in salvo consegnandola ai genitori, che l’accompagnavano in ospedale per ulteriori accertamenti». In quella occasione passò quasi per un eroe, «ma fu solo un gesto banale il mio e del tutto causale. Chiunque al mio posto lo avrebbe fatto».

Ma già in passato, quando lui era comandante della polizia municipale a Lamezia Terme,  i giornali si erano occupati di lui. Il 18 giugno del 2018 infatti Lamezia Terme, dopo una bomba d’acqua abbattutasi sulla città, anche in questa occasione libero dal servizio «soccorreva su via Dei Bizantini, arteria completamente sommersa dall’acqua a causa del nubifragio, un anziano che era rimasto intrappolato sulla sua autovettura. Dopo averlo posto in luogo sicuro lo affidava ai parenti nel frattempo sopraggiunti». 

E forse non a caso, nel novembre 2021 viene insignito- con il nucleo Piloti Apr del Comando di Polizia Locale di Reggio Calabria- del Premio di “Sicurezza Urbana dell’Anci”. 

Un vero e proprio personaggio, insomma, che per anni ha sfilato come testimone d’accusa in processi e inchieste che hanno segnato la vita della provincia di Reggio Calabria, inchieste condotte in prima persone e che hanno portato alla fine a decine e decine di arresti diversi. Ma anche a decine e decine di condanne pesanti. Ma di questo lui ama parlare molto di meno.

Fra le tante cose fatte ricorda invece di aver coordinato le attività in occasione del sinistro stradale più grave che sia accaduto in Italia, era il 5 dicembre 2010 ed è lui che ha coordinato le attività di rilevamento e le conseguenti attività di polizia giudiziaria, incluso anche l’arresto dell’investitore che allora causò la morte di 8 ciclisti. «Il soggetto – ricorda – guidava sotto l’effetto di sostanze psicotrope e fu condannato definitivamente ad otto anni di reclusione». 

Ed è sempre lui che ha diretto e partecipato personalmente ad innumerevoli attività di polizia giudiziaria. Ha coordinato delicatissime attività di polizia amministrativa conseguendo numerosi risultati in termini di lotta all’abusivismo commerciale. In particolare, per la Procura della Repubblica di Lamezia Terme, ha portato a termine le famose operazioni “On the Road” ed “Universo”, rispettivamente in materia di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e spaccio di sostanze stupefacenti, «conclusasi poi con l’emissione di 13 misure cautelari restrittive della libertà personali eseguite in tutta la Calabria».

Poliziotto dalla testa ai piedi? Di lui non si può dire neanche questo. Anche perché c’è stata una stagione della sua vita in cui ha fatto per mestiere il segretario generale del comune di Rosarno, e dove il clima di quegli anni era tra i più delicati e complessi della piana di Gioia Tauro.

Credo che il racconto della sua storia personale sia oggi utile alla gente comune, ma anche alla città dove lui lavora, per capire meglio come spesso e volentieri, come nel suo caso, dietro una semplice divisa di vigile urbano si muova invece una storia professionale e accademica degna di un altissimo dirigente dello Stato. Buon lavoro comandante. «Mi chiami semplicemente Salvatore, la prego». (pn)