Crisi Sistema Bibliotecario Vibonese, Lo Schiavo e Mammoliti presentano mozione per soluzioni

Adottare soluzioni idonee a salvaguardare il Sistema bibliotecario Vibonese. È quanto hanno richiesto i consiglieri regionali Antonio Lo Schiavo e Raffaele Mammoliti attraverso una mozione alla Giunta regionale.

L’atto prevede che la massima assise regionale impegni la Giunta «ad individuare la soluzione giuridico-amministrativa maggiormente idonea a rifondare il Centro Sistema Bibliotecario Vibonese, predisponendo gli atti necessari per la sua trasformazione nella veste giuridica più confacente al rilancio dell’Ente».

In premessa i due consiglieri ricordano che «il Sistema Bibliotecario Vibonese (ente intercomunale associativo costituito con delibera della Giunta Regionale n° 5470 del 13.12.1988) versa in una crisi finanziaria strutturale, avendo una situazione debitoria al 31.12.2023 di € 686.206,11, a fronte di crediti per € 148.604,20; il SBV è finanziato da un contributo di € 0,40 ad abitante dai 21 Comuni ad esso aderenti. Tuttavia pochi Comuni sono puntuali nel versamento delle quote annuali, né il Csbv ha le risorse necessarie per procedere coattivamente a riscuoterle. Inoltre, il contributo fisso da parte della Regione Calabria di 50mila euro annue è cessato nel 2008; tale situazione mette a rischio l’esistenza del CSBV, che ad oggi ha soltanto una dipendente e zero fondi in cassa a fronte di alcuni atti ingiuntivi e/o esecutivi di rilevante importo».

Inoltre, i consiglieri hanno ricordato che «attualmente il SBV è una delle più grandi biblioteche pubbliche della Calabria poiché custodisce al suo interno 90mila volumi e gestisce oltre 2 milioni di schede bibliografiche on line. Nei suoi 30 anni di attività è stato il fulcro del Servizio bibliotecario regionale ed ha posto in collegamento telematico circa 160 biblioteche statali regionali, comunali, universitarie (comprese la “Magna Graecia” e la “Mediterranea”) nonché il Polo culturale “Mattia Preti” del Consiglio regionale e la biblioteca del Museo archeologico di Reggio Calabria. Il Sbv è stato inoltre promotore di iniziative di rilevanza nazionale, come il Festival leggere e scrivere, ed ha curato, per conto della Regione Calabria, la partecipazione ai Saloni del Libro di Torino e di Napoli. Nella sua vita, insomma, è stato un Ente al servizio della cultura calabrese e anche della Regione Calabria».

Per Lo Schiavo e Mammoliti «di fronte a tali rilevanti elementi la Regione Calabria deve riconsiderare il ruolo del Sbv nel quadro delle sue politiche culturali e fare in modo che questo non sparisca, travolto da una condizione economica che, oggettivamente, allo stato, non ne garantisce la sopravvivenza. Nel passato, anche più recente, il Consiglio regionale è stato chiamato a soccorrere e salvare dal collasso, rifondandoli sotto nuova veste giuridico/amministrativa, numerosi enti strumentali o comunque partecipati dalla Regione. A maggior ragione può essere soccorso il SBV, il quale non presenta, allo stato, una massa debitoria particolarmente grave».

Infine viene specificato che «tra le diverse opzioni possibili, vi è anche quella di promuovere una Fondazione partecipata dalla Regione Calabria (socio promotore) ed aperta all’adesione degli Enti locali del territorio (come soci fondatori) oltre altri Enti pubblici territoriali, quali la Camera di commercio, le istituzioni scolastiche, la Curia vescovile, nonché organismi di rappresentanza delle forze imprenditoriali territoriali ed Enti del terzo settore iscritti al Registro unico nazionale del Terzo settore. La Fondazione avrebbe personalità giuridica mista».

«Auspichiamo – hanno sottolineato i proponenti – che tutta l’assemblea regionale possa convergere su tale iniziativa volta a salvaguardare uno dei più importanti enti culturali della regione, in un’azione comune e condivisa che non muove da posizioni politiche precostituite ma che, al contrario, intende promuovere i valori universali della diffusione della cultura a beneficio della collettività tutta». (rvv)

L’OPINIONE / Maria Limardo: Comune al lavoro per individuare soluzione per Sistema Bibliotecario

di MARIA LIMARDO – In questi giorni stiamo assistendo nuovamente ad una discussione attorno al destino del Sistema bibliotecario vibonese. Una discussione che però, in troppi interventi, è animata da mero spirito populistico con l’intento di vestire di responsabilità politiche il pessimo stato in cui si trova il Sistema Bibliotecario Vibonese.

Responsabilità che, tra l’altro, si cerca da più parti di addebitare principalmente a questa amministrazione comunale, specie di chi cerca di allontanarle dalla sua persona, quando invece le vere cause dello stato terminale del SBV sono di altro tipo, ed andrebbero quindi ricercate altrove, come ormai ben sanno in molti anche se fanno finta di ignorarlo. Su quest’ultimo aspetto è in corso un’indagine della magistratura, dall’esito della quale si comprenderà bene come e da chi è stato gestito il Sistema bibliotecario e perché si è arrivati a questo stato di cose.

Ad ogni modo, ciò che preme a questa amministrazione comunale, è preservare il patrimonio materiale e immateriale che questa istituzione rappresenta per la città di Vibo Valentia e per l’intera provincia. Per far questo serve pragmatismo, non populismo. Servono idee concrete e realizzabili, non stravaganti ipotesi campate in aria col solo scopo di accarezzare il lato debole di un elettorato particolarmente sensibile al tema.

Preliminarmente è necessario fare chiarezza su un punto: il Comune non ha mai avviato procedure di “sfratto”, come impropriamente veicolato da più parti; quello adottato dalla dirigente era un atto dovuto e mirato a ristabilire il corretto uso di una porzione di palazzo Santa Chiara che nell’originaria convenzione stipulata tra le parti era destinata ad uso comune tra l’ente e il Sistema Bibliotecario Vibonese.

Tornando al resto, la Regione Calabria, nei giorni scorsi, si è espressa in maniera estremamente chiara, spiegando perché non è possibile – ad oggi – alcun intervento straordinario: troppa è la confusione che regna sul piano amministrativo, troppi sono ancora i documenti la cui mancata approvazione non può consentire un riordino della situazione contabile.

In un siffatto contesto, qualunque iniziativa popolare anche apprezzabile, come le petizioni o le raccolte firme, lascia il tempo che trova; è utile soltanto a confermare, ma non ce n’era bisogno, che il Sistema bibliotecario rappresenta un patrimonio importante per tutti i vibonesi. Siccome tale è anche per questo sindaco e per questa amministrazione comunale, si sta provvedendo, come già deciso la scorsa settimana, ad adottare una delibera di giunta con la quale concedere l’uso gratuito dei locali, per un periodo di tempo sufficiente a risolvere le problematiche dibattute e comunque non superiore ad un anno. Si sta inoltre valutando se vi sia la possibilità per il Comune di farsi carico anche delle utenze nel dato periodo temporale.

Questo è un segnale concreto, fattivo, della volontà dell’amministrazione comunale di voler battere tutte le strade possibili per individuare la via d’uscita ad una situazione che, comunque, a nostro giudizio non sarà risolvibile per le vie ordinarie, per come del resto confermato all’esito della riunione dei rappresentanti istituzionali del territorio avvenuta nelle scorse settimane. Perché nello stato in cui si trova, il SBV non troverà alcun partner istituzionale disposto a garantirne economicamente la sussistenza, e l’esempio della Regione è eloquente. Ecco perché è necessario procedere nella direzione da noi già indicata, ed in qualche modo auspicata anche dal consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, secondo la quale diventa imprescindibile pensare ad una nuova forma giuridica per il Sistema Bibliotecario Vibonese.

Quanto, infine, alla Regione Calabria, a questo punto è bene rammentare come sia stata l’amministrazione regionale di centrosinistra, a guida Loiero, a de-finanziare, nel lontano 2008, la legge regionale che garantiva uno stanziamento annuo di 50mila euro alle biblioteche pubbliche della Calabria. Questo per rinfrescare la memoria di quanti, oggi, gridano allo scandalo politico ignorando – volontariamente o meno e la cosa è in egual misura grave – da dove abbia origine uno dei tanti problemi oggi oggetto di dibattito.

L’OPINIONE / Maria Limardo: Situazione economico-finanziaria del Sistema Bibliotecario Vibonese impone presa di coscienza

di MARIA LIMARDO – La situazione economico-finanziaria del Sistema bibliotecario vibonese impone una presa di coscienza e scelte coraggiose non più procrastinabili, se si tiene al bene dell’istituzione. La condizione pesantemente debitoria, cristallizzata dall’ultimo consuntivo approvato e comunicata dal presidente uscente Fabio Signoretta, certifica nei fatti l’impossibilità, per il Sbv, di poter imboccare una strada di concreto risanamento. Non si può più nascondere la testa sotto la sabbia, ritengo che l’approccio debba essere diverso.

Questa delicatissima fase necessita di essere governata per invertire il corso di un pericoloso vortice debitorio che, stando alle prospettive, potrebbe addirittura arrivare al milione di euro, come d’altronde anticipato a suo tempo dal precedente presidente, Corrado L’Andolina che aveva anche denunciato una grave situazione amministrativa e contabile.

Penso di poter parlare a nome di tutti se dico che nessun ente, nella nostra provincia, è in condizione di accollarsi una fetta di quel debito, e così stabilire un nuovo corso finalizzato al rilancio del Sbv. È infatti evidente l’impossibilità di proseguire nell’attività con una così pesante zavorra debitoria. Questa situazione appena descritta e contenuta nell’ultimo consuntivo, è giunta quindi a conferma di quanto, purtroppo, sapevamo già un anno fa, quando proposi, inascoltata, di costituire un comitato esterno – magari con l’appoggio della Prefettura – capace di tracciare una linea di demarcazione netta, un prima e un dopo, e proporre decisi percorsi solutori.
Ora ci ritroviamo esattamente a quel punto, anche se va riconosciuto il lavoro e l’impegno profusi dal presidente Signoretta in quest’anno di attività. Il 6 febbraio prossimo è prevista l’elezione del nuovo presidente. Per tutte le ragioni che ho appena esposto, considero sbagliato proseguire su questa strada utile solo a prolungare l’agonia, a rinviare un problema col quale, prima o poi, dovremo fare i conti. Dunque, voglio ribadire la mia idea. L’unica via d’uscita da questa situazione di impasse resta di avviare tutte le procedure necessarie per giungere ad una liquidazione dell’ente, a causa dell’impossibilità di ripianare la posizione debitoria.
Solo una volta chiuso questo capitolo, il Sistema bibliotecario vibonese potrà rinascere: non importa se con un nome nuovo, con un nuovo statuto, sotto altre forme associative. L’interesse principale, il dovere della politica, deve essere quello di consentire ad una istituzione culturale prestigiosa di poter continuare ad operare ed offrire servizi alla cittadinanza prescindendo dalle secche nelle quali è stata cacciata e non riesce ad uscire nonostante l’impegno da ultimo profuso dal presidente Signoretta. E soprattutto, di continuare a farlo a Vibo Valentia, che è e resterà sempre il punto di riferimento, per mille ragioni, dell’intera provincia, perché anche sulla questione della sede, una volta azzerato tutto, si potrà nuovamente trovare la soluzione migliore, perché il Sistema bibliotecario non si deve muovere da Vibo Valentia. (ml)
[Maria Limardo è sindaco di Vibo Valentia]

VIBO – Successo al Mercatino del Libro Usato al Sistema Bibliotecario Vibonese

Ha riscosso grande successo il Mercatino del Libro Usato organizzato dal Sistema Bibliotecario Vibonese. L’evento ha conquistato  gli applausi di grandi e piccini, trasformando la giornata in un’esperienza unica. 

Il Sistema Bibliotecario Vibonese si impegna costantemente a espandere e migliorare le proprie  collezioni, grazie alle generose donazioni di libri da parte dei cittadini. Tuttavia, spesso queste  donazioni includono libri duplicati o al di fuori del contesto delle raccolte bibliotecarie. Proprio per  valorizzare questi tesori di carta e favorire lo scambio tra gli appassionati di lettura, è stato allestito il  Mercatino del Libro Usato da parte del Sistema Bibliotecario Vibonese. I proventi raccolti durante  questo evento saranno destinati al rinnovo delle collezioni della Biblioteca, contribuendo così a  mantenere viva la passione per la lettura e la ricerca nella comunità. 

Diverse sono state le attività che si sono svolte durante la mattinata di domenica 22 ottobre. I  visitatori, ad esempio, hanno potuto immergersi in un mondo di avventure letterarie grazie  all’entusiasmante iniziativa Libri al Buio, che ha suscitato grande interesse e curiosità tra il pubblico. 

L’Accademia di Studi Teatrali Fughe Organizzate ha tenuto un reading coinvolgente, offrendo  un’esperienza unica a tutti i presenti. Anche le Letture ad Alta Voce per i più piccoli hanno catturato  l’attenzione delle tante famiglie giunte per l’occasione, promuovendo la passione per la lettura sin  dalla tenera età. 

Un ringraziamento speciale va al bar Al Castello, che ha contribuito a rendere la giornata ancora più  speciale fornendo un punto di ristoro dove i partecipanti hanno potuto fare colazione.  

Per l’occasione, inoltre, il Sistema è rimasto aperto per l’intera mattinata per garantire agli utenti di  usufruire delle aule studio e dei regolari servizi offerti dalla Biblioteca.  

L’evento ha dimostrato ancora una volta quanto il legame tra la comunità e la cultura possa creare  momenti straordinari. Il Sistema Bibliotecario Vibonese ringrazia tutti coloro che hanno partecipato  e contribuito al successo di questa straordinaria giornata. (rvv)

VIBO – Al Sistema Bibliotecario si inaugura la nuova Sala Bimbi

Venerdì 13 ottobre, a Vibo Valentia, alle 16.30, al Sistema Bibliotecario Vibonese, sarà inaugurata la nuova Sala Bimbi, rinnovata con nuovi tavolini donati dal Rotary Club Vibo Valentia.

«Questo atto di generosità – si legge in una nota – da parte dell’organizzazione no profit è un gesto fondamentale che va nella direzione di promuovere la cultura tra i più piccoli della nostra comunità».

Per l’occasione, infatti, saranno presenti i rappresentanti istituzionali del Rotary, il presidente del Sistema Bibliotecario, Fabio Signoretta e la direttrice Alice Drago.

Durante l’evento, i bambini avranno l’opportunità di partecipare a stimolanti attività didattiche come letture ad alta voce e laboratori creativi. L’inaugurazione ufficiale sarà segnata dal taglio del nastro e da un discorso di augurio per le nuove attività, sottolineando l’importanza dell’educazione e della cultura nella nostra comunità.

«La Sala Bimbi diventerà ancor di più un luogo accogliente per la lettura e l’apprendimento – conclude la nota del Sistema Bibliotecario – e questa inaugurazione segna un passo significativo in questa direzione». (rvv)

L’OPINIONE / Maria Limardo: Basta strumentalizzazioni su situazione del Sistema Bibliotecario

di MARIA LIMARDO – Riguardo alla complessa situazione del Sistema bibliotecario vibonese, ed in attesa di affrontare in maniera compiuta ed approfondita ogni delicato aspetto della vicenda nelle apposite sedi, è opportuno ricondurre sul terreno della verità quelle dichiarazioni che in questi giorni, da più parti, vengono esternate a mezzo stampa e social.

Dichiarazioni che, appare lampante, hanno il solo scopo non già – come asserito – di fare o pretendere chiarezza, bensì di creare confusione per strumentalizzare la situazione, a turno e secondo la propria convenienza. 

Si sta infatti tentando di far passare il messaggio, nell’opinione pubblica, che il Comune di Vibo Valentia non voglia intervenire per salvare il Sistema bibliotecario, o peggio che lavori per affossarlo. Preliminarmente è bene ricordare agli smemorati che il Comune di Vibo è soltanto uno, sebbene numericamente il più importante, degli enti associati.

Ed in quanto tale è probabilmente il creditore principale del Sbv, la cui situazione amministrativa e contabile inizia a diventare tristemente nota ai più. Il Comune di Vibo è pronto a guidare il processo di rinascita del Sbv, che non può però poggiarsi sulle stesse fragilissime gambe di oggi. Stiamo lavorando per studiare le vie da percorrere per portare il Sbv fuori dal pantano. A tal proposito abbiamo già avviato un dialogo con la Regione Calabria.

Ad ogni modo, le criticità acute evidenziate dal dimissionario presidente L’Andolina, rappresentano a mio parere un atto d’accusa preciso nei confronti delle precedenti gestioni e insieme alle dimissioni quasi contemporanee della direttrice appena individuata hanno scoperchiato un vaso di Pandora che non si può liquidare con accuse generiche alle istituzioni come se fino a ieri il Sistema bibliotecario vibonese fosse stato guidato da un pilota automatico senza nome. 

Chi ha di fatto gestito e amministrato per tutti questi anni il patrimonio ideale e materiale di questo importante presidio culturale al quale noi tutti teniamo dovrà assumersi le proprie responsabilità e comunicarle come comunica quotidianamente i meriti e i successi attraverso social e giornali. Eppure non un cenno di autocritica si è colto dalle periodiche esternazioni. Solo così si potrà capire chi e in che modo dovrà pagare per risanare la questione e pensare a un futuro limpido.

La situazione è grave e non si risolve giocando con le favole e mettendo toppe retoriche a una voragine fin troppo concreta. Ben venga dunque anche il consiglio comunale ad hoc sull’argomento, poiché resta ferma la nostra volontà di scongiurare l’ipotesi che la città, insieme a tutto il territorio provincia, rinunci al Sistema bibliotecario vibonese, al Festival Leggere&Scrivere, di cui peraltro il Comune si è fatto carico negli ultimi due anni, e a tutte le altre iniziative che fanno ormai parte dell’identità cittadina e meritano di essere protette. Protette dall’assalto dei lupi e anche da quello, più subdolo, degli sciacalli. (ml)

[Maria Limardo è sindaco di Vibo Valentia]

Sistema Bibliotecario Vibonese, il sindaco Limardo: Dimissioni di L’Andolina cristallizzano situazione drammatica

«Le dimissioni di Corrado L’Andolina cristallizzano una situazione assolutamente drammatica da ogni prospettiva». È quanto ha dichiarato il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, al termine della riunione cui ha partecipato, insieme ad altri sindaci, per fare il punto sulla questione Sbv e prendere atto delle dimissioni dell’ex presidente.

«Questo sindaco ha ben presente – e mi sia concesso, più di ogni altro – l’assoluto valore del Sistema bibliotecario vibonese nell’ottica della crescita sociale e culturale della città di Vibo Valentia e dell’intera provincia. Ma oggi non possiamo ignorare i pesantissimi contenuti delle dimissioni dell’ormai ex presidente Corrado L’Andolina, laddove vengono palesate ‘criticità acute’ dal punto di vista amministrativo, contabile ed economico», ha spiegato.

«Ci troviamo dinanzi – ha proseguito – ad una struttura pressoché ingestibile sia sul piano puramente amministrativo, con la quasi totale carenza di personale e con una confusione imperante sul piano della gestione, ma soprattutto sul piano contabile, per come riferito dallo stesso presidente uscente: almeno per gli ultimi anni, non ci sono bilanci, non ci sono rendiconti, ci sono soltanto debiti, tra i quali, per certo, quelli verso il Comune capoluogo».

«Debiti importanti – ha sottolineato – si registrano inoltre nei confronti del fornitore del software del sistema gestionale delle biblioteche calabresi aderenti al Sistema bibliotecario regionale, nell’ordine delle diverse centinaia di migliaia di euro, senza contare alcune somme, circa 60mila euro, che la Regione chiede indietro in quanto non rendicontate. Evidentemente la condotta tenuta in questi anni, pur nella diminuzione delle erogazioni finanziarie, non è stata esattamente ‘oculata’ a differenza dell’immagine che viene esternata in ogni circostanza».

«Da questo momento – ha rimarcato il sindaco Limardo – esiste un prima e un dopo L’Andolina, ci deve essere una cesura netta tra quanto avvenuto fino ad oggi e quanto avverrà domani, perché è su queste basi che il Sistema bibliotecario deve continuare a vivere. Ed il Comune di Vibo Valentia si dichiara sin da oggi pronto a governare questo processo ed a mettere in campo tutti gli strumenti di cui dispone affinché venga restituita credibilità al Sbv agli occhi degli enti partecipanti e della Regione Calabria. Perché ad oggi i fatti dicono – ed è bene chiarirlo e ribadirlo – che il Sistema bibliotecario vibonese è una patata bollente che nessuno vuole prendersi».

Ad affiancare il sindaco nel corso della riunione anche il vicesindaco Pasquale Scalamogna e l’assessore alla Cultura Antonella Tripodi. Così Scalamogna: «È giunto il momento di fare ordine e chiarezza in una vicenda che rischia di compromettere l’esistenza stessa di un’istituzione che invece questo Comune vuole preservare. Ma non si può prescindere da un ordine contabile, burocratico e amministrativo, senza il quale ogni missione è destinata al fallimento. Il Comune di Vibo è pronto a fare la sua parte». (rvv)

 

L’APPELLO / Gilberto Floriani: Non si chiuda il Sistema Bibliotecario Vibonese

di GILBERTO FLORIANI – Io credo che il Sistema Bibliotecario Vibonese sia arrivato ad un bivio: da una parte vi è lo scioglimento dell’ente, dall’altra il suo rilancio. Se dovesse verificarsi la prima ipotesi, che nessuno dice di volere, in primis il sindaco di Vibo Valentia, gli và dato atto, significherebbe la dispersione di un grande capitale culturale materiale e immateriale che mai più potrebbe essere ricostruito. Mi riferisco alla più grande biblioteca pubblica della Calabria, con un patrimonio librario di oltre 80.000 libri più migliaia di risorse elettroniche e digitali e un arredamento di grande qualità.

Dal punto di vista immateriale vi è invece un patrimonio di credibilità a livello nazionale, il festival leggere&scrivere, una fitta rete di collaborazioni sul territorio e in Italia e il Polo del Servizio Bibliotecario regionale e nazionale.  Io spero che questa ipotesi non si verifichi, che ci sia la possibilità di mettere insieme nuove e qualificate risorse professionali per rimpiazzare quelle perdute. Il rilancio è subordinato, elenco in ordine, al senso di responsabilità dei sindaci dei comuni che lo costituiscono; alla volontà politica che finora è quasi sempre mancata; dalla Regione Calabria che, con il definanziamento della legge sulle biblioteche ( legge regionale 17/85) avvenuto nel 2008, ha di fatto rinunciato a svolgere una politica culturale a favore della lettura e delle biblioteche pubbliche.

Non è un caso che i due maggiori istituti bibliotecari calabresi: la Civica di Cosenza e, appunto, il Sistema Bibliotecario Vibonese, siano in gravi difficoltà. È anche certo che un istituto come il Sistema Bibliotecario Vibonese deve avere un Direttore autorevole, capace di promuovere cultura e dirigere amministrativamente un istituto complesso. Certo aiuterebbe anche che il comune di Vibo Valentia concedesse, in ragione dei servizi che il Sbv rende alla città e al territorio, in comodato d’uso gratuito il sito di Santa Chiara o una sua parte, come ha fatto per il conservatorio, l’istituto di criminologia, il Cev, la Proloco e altro.

Le difficoltà economiche del sistema derivano dal mancato sostegno regionale, circa 50.000 euro annui, che a partire dal 2008 non è stato più erogato,   anche se previsti e assicurati al momento della sua istituzione. Derivano inoltre dal mancato sostegno della provincia a partire praticamente dalla stessa data, che con la sua quota di adesione ne garantiva l’operatività. La quale provincia a causa del suo dissesto è rimasta in debito  con il Sistema per cinque anni. Quindi chi è preposto, principalmente la Regione, dovrebbe garantire una somma minima necessaria per la sopravvivenza e il funzionamento. 

Fare vivere il Sistema Bibliotecario è una questione di civiltà, se dovesse chiudere nell’immediato non accadrebbe forse nulla, salvo per le decine di migliaia di persone, giovani principalmente, che lo frequentano ogni anno, ma verrebbe meno nel tempo uno dei capisaldi che storicamente ha caratterizzato la città: la cultura. Vibo si impoverirebbe più di quanto si possa pensare; invece di andare avanti, arretrerebbe ulteriormente. Ma nessuno sembra volerlo. (gf)

 

VIBO – Approvato il bando per la scelta del direttore

È stato pubblicato l’avviso pubblico per individuare il nuovo direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese.

L’incarico è temporaneo, ha natura professionale e verrà assegnato sulla base di comparazione tra le richieste e i curricula che perverranno da parte dell’Assemblea dei sindaci.

È richiesta laurea triennale o vecchio ordinamento in materie letterarie, competenze di carattere biblioteconomico, esperienza di collaborazione presso altre biblioteche. Costituisce titolo preferenziale essere iscritto all’albo professionale dell’Aib ai sensi della legge n.4/2013.

Il tempo per la presentazione delle richieste è di 10 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso che avverrà il 30 giugno 2022.

In attesa di definire le molteplici questioni pertinenti il presente e il futuro del Sistema, l’ente avvia, comunque, la selezione per la scelta del suo direttore, cui spettano compiti di esecuzione delle direttive impartite dall’Assemblea.  (rvv)

VIBO – Al via la rassegna “Fughe di Primavera”

Il 10 marzo, a Vibo Valentia, prenderà il via la rassegna teatrale Fughe di Primavera, promossa da Fughe Organizzate – Accademia e Scuola di Teatro del Sistema Bibliotecario Vibonese, con la direzione artistica di Francesco Malorzo.

Nata dalla volontà di riportare finalmente in città il teatro d’autore, e di regalare ai vibonesi l’opportunità di tornare in sala, dopo mesi di chiusure ed isolamento, a godere di momenti di socialità, riflessione e svago, Fughe di primavera accompagnerà il pubblico dal 10 al 31 marzo con tre serate di ottimo teatro, durante le quali ci sarà spazio per la riflessione e l’interrogarsi sul significato dell’esistenza umana, ma anche per la divagazione sul filo dell’ironia, utile a ricordarci che l’umorismo è anche ossigeno in  tempi così incerti e inquieti.

«Tornare a teatro ci rende tutti felici – ha dichiarato Malorzo, – e con grande soddisfazione presentiamo la rassegna “Fughe di primavera”, entusiasti per l’adesione di personaggi così illustri che ci arricchiscono con la loro arte. A cominciare da una “signora” del teatro italiano come Maddalena Crippa, proseguendo con l’energia di due nuove leve come Davide Fasano e Gabriele Graham Gasco e finendo con l’incontenibile simpatia e bravura di Emanuela Grimalda, volto familiare della televisione come della scena teatrale».

«Anche attraverso questa rassegna – ha proseguito – Fughe Organizzate (Accademia e Scuola di teatro che ha sede a Palazzo Santa Chiara dal 2018, una realtà consolidata e stimata a livello nazionale per la serietà e la professionalità del suo team di insegnanti) diventa così non solo una dimensione ed un luogo in cui apprendere l’arte del teatro nella nostra città, ma anche un canale di diffusione di contenuti artistici di qualità e bellezza».     

«Sperimentiamo insieme una nuova fase – ha affermato Gilberto Floriani, in rappresentanza del Sistema Bibliotecario Vibonese, che insieme al Comune di Vibo Valentia e ad Officine Psicologiche è partner dell’iniziativa – consapevoli del dovere di tutelare la salute di tutti/e, ma anche della necessità di provare ad immaginare modi diversi per tornare ad esserci, ricominciando a vivere la città, a intrecciare visioni, a fare della cultura, e del teatro, il cuore pulsante della comunità».

La rassegna teatrale “Fughe di primavera” è realizzata nell’ambito del progetto “Koine – Hub di Comunità” promosso dal SBV e finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia, e rientra inoltre tra le attività di “Vibo Valentia – Capitale del Libro 2021”. (rvv)