Dall’Osso, D’Ettore (CI): In via di conclusione processo per stabilizzare personale forestale calabrese

Dal Governo arrivano notizie importanti: c’è la volontà di potenziare i distretti agricoli e a stabilizzare i lavoratori forestali in Calabria. È quanto hanno riferito i deputati di Coraggio Italia, Matteo Dall’Osso e Felice D’Ettore, a seguito dell’interrogazione al ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

In particolare – hanno spiegato – Patuanelli ha confermato la volontà di un dialogo costante con la Regione, per individuare quegli elementi e quegli strumenti che territorialmente sono più attrattivi e possono risolvere i problemi dei nostri agricoltori, attraverso le regole della nuova Pac».
Per Dall’Osso e D’Ettore «del resto, la nuova Pac prevede premialità sino al 25% dei pagamenti diretti agli agricoltori che applicheranno pratiche innovative per proteggere la biodiversità. Per quanto riguarda il personale forestale poi, il ministro ha riconosciuto che il processo di stabilizzazione è finalmente in via di conclusione, grazie alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale, un contratto che si attendeva da 7 anni e che finalmente potrà dare certezze a tanti lavoratori e famiglie».
«Oggi – hanno concluso – la Calabria ha ricevuto risposte importanti a battaglie per le quali noi di Coraggio Italia siamo orgogliosamente in prima linea». (rrm)

Incendi, il ministro Patuanelli: Il Governo sta facendo e farà la sua parte

Il ministro delle Politiche agricole e forestali, Stefano Patuanelli, nel corso dell’incontro, a Catanzaro, con i sindaci dei Comuni calabresi maggiormente colpiti dagli incendi, ha sottolineato come «il Governo sta facendo e farà, ancora, la sua parte», esprimendo gratitudine nei confronti dei sindaci per il loro impegno.

«Sono consapevole della mancanza di risorse e strumenti per rispondere alle esigenze quotidiane, figuriamoci in uno stato di emergenza come quello che avete vissuto» ha continuato il ministro Patuanelli che, a Catanzaro, era accompagnato dalla sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, e la viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, e ha ascoltato, dalla voce dei sindaci, le situazioni drammatiche che si sono vissute in diversi comuni aspromontani martoriati dai roghi come Roccaforte del Greco, Roghudi, Mammola, Cardeto dove si sono contate anche delle vittime.

«Questa è la fase zero – ha sottolineato Patuanelli – e riguarda la gestione del post incendio anche dal lato della messa in sicurezza di tutte le aree danneggiate e rese più fragili in vista delle piogge autunnali. Molti operatori agricoli e zootecnici hanno perso tutto e questo è un elemento che dobbiamo tenere in conto intervenendo subito. Lo Stato deve essere vicino alle aziende agricole, agli imprenditori e alle imprese familiari che hanno avuto un danno, non certamente cercato e dal quale non avranno alcun beneficio. Ritengo, anche, che lo Stato debba esserci attraverso gli enti locali che dovranno essere soggetti centrali nella gestione delle risorse che arriveranno sul territorio».

«Visto che ci sono stati molti eventi in cinque regioni – ha proseguito il ministro – soprattutto in Sardegna, Sicilia e Calabria, dobbiamo analizzare cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nel modo in cui abbiamo affrontato l’incendio boschivo, che non è un incendio di interfaccia ma va gestito nel bosco, nell’ambito in cui nasce” ha aggiunto il ministro per le Politiche agricole e forestali».

«Chiaramente – ha sostenuto Patuanelli – qualche riflessione va fatta, anche per capire se c’è un aggiustamento normativo o di competenze da fare. Stiamo cercando di capire come migliorare l’impianto organizzativo, anche su questo ho avuto un colloqui con il presidente che chiaramente vuole approfondire e conoscere meglio la situazione. Questo è il primo elemento. Il secondo elemento però, è la prevenzione perché purtroppo le condizioni climatiche per lo sviluppo degli incendi e per la loro devastante azione saranno sempre più estreme: estati sempre più calde, inverni sempre più secchi e assenza pioggia».

«Quindi – ha concluso – la prevenzione dev’essere il modo in cui affrontiamo questo problema. Quindi – ha concluso – da un lato come gestire l’incendio quando arriva e soprattutto creare le condizioni affinché, se anche arriva, non si sviluppi con la forza con cui si sono sviluppati in queste settimane». (rcz)