Dominick Critelli, l’eroe di guerra che torna nella sua Calabria

Dominick Critelli, un eroe di guerra decorato con la Medaglia dell’Aria, si prepara, all’età di 102 anni, per un significativo viaggio di ritorno alle sue radici calabresi.

Questa visita straordinaria, pianificata dal 14 al 16 ottobre, rappresenta un tributo tangibile al coraggio di Critelli e al suo profondo legame con la Calabria.

Noto per il suo coraggio e la dedizione dimostrati durante la Seconda Guerra Mondiale, Dominick Critelli è stato uno degli uomini coraggiosi del 378° Reggimento che ha volato dietro le linee nemiche nel novembre del 1944. La sua missione era consegnare rifornimenti vitali alle truppe americane isolate bloccate sul lato nemico di una testa di ponte. Per il suo servizio eroico e meritorio, è stato insignito della prestigiosa Medaglia dell’Aria, oltre a ricevere altre onorificenze militari, tra cui la medaglia della campagna europeo-africano-mediorientale con tre stelle di bronzo, la medaglia del teatro americano, la medaglia della vittoria della Seconda Guerra Mondiale e una medaglia di buona condotta.

La visita di Dominick Critelli è stata resa possibile grazie all’impegno del presidente del Comites di New York, Alessandro Crocco, originario di Acri. Crocco ha espresso il suo entusiasmo per questa visita, affermando: «Questa iniziativa è un tributo ai sacrifici dei nostri connazionali e alla profonda connessione che condividiamo. La sua risonanza va ben oltre la sua importanza storica, poiché serve anche a rafforzare e consolidare il legame che ci unisce, sia tra le comunità calabresi negli Stati Uniti che tra di noi e le nostre radici in Calabria».

Il 15 ottobre, Critelli e i suoi ospiti, tra cui la figlia Nancy e l’organizzatrice della visita in Italia, Elizabeth Bettina Nicolosi, si dirigeranno a Tiriolo, il borgo natio di Dominick. La comunità locale, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale e del presidente dell’Unpli regionale Filippo Capellupo, riceverà con entusiasmo il valoroso eroe di guerra, sottolineando l’importanza di preservare le proprie radici culturali e storiche. Questa affettuosa accoglienza rappresenta un sincero omaggio alla memoria delle proprie origini.

Il lunedì 16 ottobre, ospiti del comune di Tarsia, la delegazione si recherà a Ferramonti, dove visiterà il campo di concentramento e Dominick Critelli avrà l’opportunità di condividere il suo commovente racconto. Questo luogo storico simboleggia le sfide affrontate dai connazionali italiani durante la Seconda Guerra Mondiale e si intreccia con la storia dell’ex reduce di guerra, costituendo un patrimonio che ispirerà e verrà trasmesso alle future generazioni, rafforzando il legame con la sua amata Calabria.

Questi eventi straordinari offrono un’opportunità unica per rinsaldare i legami che uniscono le comunità calabresi all’interno e all’esterno del territorio, promuovendo una maggiore comprensione e collaborazione tra le terre di origine e la diaspora calabrese. (rcz)

Cinema e archeologia: A Tiriolo un binomio possibile grazie al Premio Elmo dei Bretti

Si è conclusa, a Tiriolo, la prima edizione delle Giornate del Cinema Archeologico proposte dal Comune di Tiriolo e dalla Cineteca della Calabria, in collaborazione con l’Associazione Arpa, la Fototeca della Calabria e Tiriolo Antica su idea di Eugenio Attanasio e Antonio Renda.

Si è trattato di un primo esperimento che si fa in Calabria di animazione di un sito archeologico  attraverso il cinema, una regione ricca di aree e di parchi archeologici, che raccontano una storia importante per i territori e che può essere valorizzata anche ospitando iniziative. Il premio Elmo dei Bretti consegnato ai vincitori, è stato realizzato a mano e riproduce l’effige di un’ antica moneta Brettia.

Sono stati premiati in questi giorni: Isabel Russinova, Giorgio Adamo, Carlo Gallo, Giuseppe Giglio, Paolo Turrà, Giovanna De Sensi Sestito, Donatella Novellis, Ines Sirianni e Fausto Mattia Marino, Don Giuseppe Biamonte, Carmela Bueti e Erminia Fioti, Rino Rodio, Claudio Cosentino, Valentina Caramuta, Stefania Frustaci,  Luigi Mariano Guzzo, l’Asd Calabriando di Catanzaro; e alla memoria di Luigi Maria Lombardi Satriani, ha ritirato il riconoscimento il figlio Alfonso. Hanno consegnato i premi fra gli altri il regista Eugenio Attanasio, il prof. Giuseppe Cugnetto, il dott. Domenico Levato, l’arch. Salvatore Tozzo, il giornalista Luigi Stanizzi.
Splendida la cornice della cappella Cigala, sede scelta per organizzare le proiezioni, a pochi metri dall’area di Giammartino, riscoprendo uno spazio idoneo ad ospitare eventi culturali a Tiriolo. Giornate contraddistinte da una forte connotazione storico-archeologica, nelle quali si è parlato del viaggio di Alan Lomax e Diego Carpitella in Calabria, della guerra di Troia e delle migrazioni nel Mediterraneo, della nascita della domesticazione e del graffito del Bos Primigenius di Papasidero, tutte attraverso l’uso del cinema, di finzione e documentario. La parte tecnica è stata curata da Felice Scozzafava.
Una Tiriolo antica che emerge dalla storia come potente città Brettia, testimoniata dagli importanti rinvenimenti allestiti presso il Museo Archeologico, e sulla quale ancora c’è molto da scoprire, anche attraverso la nuova campagna di scavi. La storia della Calabria prima dell’ellenizzazione è ancora tutta da scrivere, con le sue popolazioni autoctone, Bretti ed Enotri, che hanno tanto contribuito a forgiare un’identità nazionale, che oggi siamo orgogliosi di sbandierare; lo stesso Italo, re-allevatore nell’interpretazione del film “Figli del Minoaturo” e primo monarca conosciuto, secondo le fonti storiche, dell’Istmo delle Calabrie, sarebbe meritevole di studi, approfondimenti e riflessioni, piuttosto che il fantasioso passaggio di Ulisse.
La presenza degli ospiti ha animato le serate anche con idee di realizzare a Tiriolo e sul territorio calabrese nuove produzioni culturali, che si possano giovare di persone competenti come archeologi, storiche, scenografi, attori, costumisti, ricercatori e registi. Particolarmente presenti e attivi nelle giornate, il sindaco Domenico Greco e il presidente del Consiglio Comunale, Luigi Guzzo, che  hanno partecipato agli incontri esprimendo soddisfazione per la grande qualità della manifestazione. (rcz)

TIRIOLO (CZ) – Isabel Russinova riceverà il Premio Elmo dei Brettii

Con il suo grande patrimonio archeologico, la Calabria possiede degli scenari di grande suggestione per quel tipo di cinema che vuole raccontare la storia dei territori. All’interno del progetto Archeocinema Tiriolo, in esecuzione del programma di Valorizzazione turistica e culturale dei Borghi della Calabria, si svolgono “Le giornate del cinema archeologico” sostenute dalla Regione Calabria, nell’ambito dei Progetti di valorizzazione dei Borghi della Calabria, promosso dal Comune di Tiriolo con il partenariato della Cineteca della Calabria, l’associazione Arpa, il Museo archeologico di Tiriolo e Tiriolo Antica, dal 9 all’11 settembre. Nell’antica città brettia, si terranno proiezioni, convegni e la prestigiosa consegna del Premio Elmo dei Brettii a personalità del mondo cinematografico e archeologico. Tra queste, Isabel Russinova, attrice e produttrice de “L’ultimo re’, che verrà proiettato giorno 10 settembre.

L’artista Isabel Russinova, per l’occasione, ha dichiarato: «La Calabria è una terra magica, abitata da una popolazione speciale che ormai frequento da diversi anni. È una terra ricca di straordinarie bellezze artistiche e paesaggistiche come poche, sento che è un luogo che mi chiama, proprio per la mia passione per la storia e per l’archeologia che mi ha portato a scrivere molte cose. È una torre di Babele di culture e di linguaggi, che interessa e affascina. Sono stata per anni direttrice artistica del Teatro Rendano di Cosenza, una delle strutture più importanti, e ho imparato ad apprezzarne le qualità. Ma già da prima venivo in tournè con le compagnie di giro a recitare in spettacoli come La Governante di Vitaliano Brancati, Il re muore di Eugene Jonesco, Elettra e le caduta delle Maschere di Marguerite Yourcenar, in tanti altri teatri della regione. La Calabria ama il teatro e la cultura e ha una grande potenzialità nel cinema. Ora sarò a Tiriolo per le Giornate del cinema Archeologico a ricevere questo prestigioso Premio Elmo dei Brettii, per il film L’ultimo re, girato nel 2009 ma diventato un cult del cinema archeologico, se pensate che è presente in ben quattro piattaforme: Amazon Prime, Indiecinema, Chili e Icinema. Il film è tratto dall’adattamento teatrale che ho scritto io Andromaca».

«Fuori da ogni tempo e nello splendido scenario dei ruderi di Cirella, vengono ricreati gli ultimi giorni di Troia. Una rappresentazione in cui il solenne lavoro dell’attore si esprime non nello spazio “neutrale” del palcoscenico, ma in quello delle antiche vestigia dei Bruzi, pregno di storia e dei potenti segni delle forze del passato. In seguito alla morte di Ettore, Troia è stata conquistata. A vivere fra le rovine di quella che un tempo era la più potente città affacciata sul Mediterraneo sono rimaste solo vedove e schiave».

«Andromaca – racconta l’attrice Isabel Russinova – compagna del prode Ettore, tenta in ogni modo di salvare suo figlio Astianatte, l’unico giovane maschio sopravvissuto al massacro compiuto dagli Achei e destinato a diventare re di Troia. Con l’aiuto di Ecuba, moglie del defunto re Priamo, e di sua figlia Polissena, decide di nasconderlo nel sepolcro del padre e di attendere l’imminente ritiro dei greci. Agamennone si è convinto infatti di aver sparso troppo sangue e, avendo finalmente compreso l’inutilità della guerra, è pronto a far ritorno ad Atene. Ma Pirro, figlio di Achille, ancora accecato dall’odio verso le stirpi troiane, vuole annientare definitivamente la famiglia di Ettore e uccidere Polissena, mentre Ulisse non crede che Astianatte sia davvero morto e decide di utilizzare la sua scaltrezza per evitare che Troia possa un giorno sorgere ancora».

«Attualmente – ha concluso Isabel Russinova – mi sto interessando di una donna calabrese di adozione, Maria Elia, con la quale ho molte analogie, nella veste di valorizzatrice e promotrice delle bellezze di questa regione. Con Eugenio Attanasio stiamo lavorando al progetto di un film che racconta la storia di questa donna straordinaria, madre di Vittorio de Seta e musa per grandi artisti e letterati, da D’Annunzio a Guttuso, scrittrice e animatrice culturale nella Calabria del primo Dopoguerra». (rcz)

TIRIOLO (CZ) – Arriva il tappeto magico di Aladin grazie a Teatro Incanto

Il tappeto magico di Aladin arriva fino a Tiriolo, portando con sé l’allegra e talentuosa compagnia del Teatro Incanto, capitanata dal direttore artistico del Teatro Comunale, nel centro del centro storico di Catanzaro, Francesco Passafaro. In scena, domani sera alle 21.30 in piazza G. Da Fiore, ingresso gratuito.

“Aladin” rappresenta la sfida vinta dell’associazione “Teatro Incanto” che nel cartellone di “Domenica d’Incanto”, la scorsa stagione, si era posta l’ambizioso obiettivo della realizzazione di produzioni nuove, di spettacoli da vedere tutti insieme, per amare il teatro sin da piccoli. “Aladin” è il prodotto di questo esperimento riuscito e domani sera saprà regalare momenti di gioia e spensieratezza al pubblico di Tiriolo, aspettando a braccia aperte quanti vorranno raggiungere piazza Da Fiore da ogni angolo del territorio.

«Sono passati trent’anni, ma resta ancora uno dei film d’animazione più amati di sempre: grazie al suo mix di musica, personaggi innovativi e gag, è stato un successo di pubblico e critica. Per non dimenticare il doppiaggio dell’indimenticabile maestro Gigi Proietti che ha dato voce inconfondibile al genio della lampada – afferma il direttore artistico, Francesco Passafaro – Aladdin è un progetto al quale tengo molto da sempre e quest’anno siamo riusciti a metterlo in scena in mezzo a mille difficoltà: prima fra tutte quella di ballare e cantare in scena, oltre a recitare che sembra facile ma non lo è affatto – ha avuto modo di affermare ancora – Il cast è numeroso, fatto di tanti uomini e moltissime donne e anche questa volta mi ritrovo a ringraziare le persone che con pazienza e dedizione hanno preso parte a questo spettacolo. nelle storie antiche siamo certi di trovare alcuni valori emozionanti che, attraverso il Teatro, possono aiutare i ragazzi a riflettere e a meravigliarsi. Il Teatro Incanto ha voluto concentrarsi su uno dei mille aspetti di queste storie, il concetto di andare nel profondo delle persone e capire realmente cosa ci sia dentro ognuno di noi». (rcz)

TIRIOLO (CZ) – Il convegno sulla “Valorizzazione e la promozione dei siti storici attraverso il cinema”

Domani pomeriggio, a Tiriolo, alle 18, al Museo Archeologico, è in programma il convegno La valorizzazione e la promozione dei siti storici e archeologici attraverso il cinema, le attività culturali e di spettacolo.

L’evento rientra nell’ambito del progetto Archeocinema, che fa parte del programma di valorizzazione turistica e culturale dei Borghi della Calabria dalla Regione Calabria, nell’ambito dei Progetti di Valorizzazione dei Borghi della Calabria, promosso dal Comune di Tiriolo con il partenariato de la Cineteca della Calabria, l’associazione Arpa, il Museo archeologico di Tiriolo e Tiriolo Antica.

Al convegno parteciperanno Giovanna De Sensi Sestito, storica dell’Università della Calabria; Giorgia Gargano archeologa e Assessore alla cultura Lamezia Terme; Aurora Skrame, architetto dell’Unical; Salvatore Tozzo, architetto; Maria Gabriella Tigani Sava, storica dell’Università di Malta; Danilo Gatto, etnomusicologo associazione Arpa; Felice Scozzafava, di Tiriolo Antica.

Introduce Eugenio Attanasio della Cineteca della Calabria e modera Luigi Stanizzi, giornalista. Il sindaco di Tiriolo, Domenico Greco, porgerà i saluti e presenterà il Premio Elmo dei Bretti, che verrà consegnato nelle giornate del cinema archeologico, che si terranno dall’8 al 10 settembre, ai vincitori del concorso cinefotografico e alle personalità designate. (rcz)

TIRIOLO (CZ) – Archeocinema, la riscoperta della Tiriolo Brettia e la maledizione contro i giudici

In esecuzione del programma di valorizzazione turistica e culturale dei borghi della Calabria è partito “Archeocinema Tiriolo”, progetto sostenuto dalla Regione Calabria, promosso dal Comune di Tiriolo con il partenariato della Cineteca della Calabria, associazione Arpa, Museo archeologico di Tiriolo e Tiriolo Antica.

Il 25 giugno scorso la prima iniziativa di riscoperta e valorizzazione del territorio. Un percorso denominato: “Trekking dei due mari” organizzato in collaborazione con l’associazione sportiva Calabriando Asd, che da anni opera nel settore delle camminate ecologiche. Riscoprire Tiriolo e la storia dei Bretti, così importante per la Calabria da identificare per millenni quest’area geografica. La giornata ha avuto inizio con la visita dell’area archeologica di Giammartino e all’Antiquarium, nel centro di Tiriolo, accompagnati da Felice Scozzafava responsabile di Tiriolo Antica che ha illustrato ai camminatori i nuovi ritrovamenti dell’area di Giammartino, facendo visitare anche il museo.

L’iniziativa è stata molto apprezzata dal Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria che, per voce del vicepresidente vicario Luigi Stanizzi, coglie l’occasione per complimentarsi con gli organizzatori per questa ennesima animazione culturale, in un territorio ricco di storia, archeologia, tradizioni. Nella zona del vecchio Campo sportivo, si sviluppa l’area archeologica che si suppone essere stata il centro della vita pubblica dei Bretti. Già in passato, gli archeologi hanno qui rinvenuto frammenti di capitelli dorici e monete non ultimate, il che suggerirebbe la presenza della zecca e, di conseguenza, l’importanza di Tiriolo all’interno della confederazione brettia. Recentemente nella stesso sito è venuto alla luce il cosiddetto “Palazzo dei delfini”, un edificio di grandi dimensioni risalente al IV-III secolo a. C.

All’interno dell’edificio un lungo corridoio separa due serie di stanze: sul lato ovest una stanza pavimentata in cocciopesto, con un riquadro centrale raffigurante due delfini ed un pesce ancora non identificato, ambiente cui l’accesso era dato da una grande porta monumentale. Sul lato orientale troviamo invece una prima stanza, la cui pavimentazione in cocciopesto è decorata con motivi geometrici ed un secondo ambiente che è un grande atrio-vasca. Importante è il ritrovamento dei capitelli risparmiati dall’incendio che ha distrutto l’edificio. Si tratta di capitelli di pietra dipinti in rosso e nero, con una decorazione a palmetta. Numerose monete brettie sono esposte nell’Antiquarium. Su di esse sono ritratti prevalentemente gli dèi facenti parte del pantheon greco, per cui vi troviamo Poseidone, Teti, i Dioscuri, la Nike.

Nei pressi del palazzo si suppone, inoltre, la presenza di un tribunale: a suggerirlo è il ritrovamento di una laminetta di defissione. Si tratta di una laminetta di piombo su cui è incisa una maledizione le cui “vittime” sono dei giudici, rei di aver favorito una donna durante un processo. La laminetta, risalente al IV secolo, utilizza l’alfabeto greco, segno questo di rapporti stranamente pacifici tra i Greci della costa e i Bretti dell’interno. Il gruppo di escursionisti si è spostato verso il monte Farinella, per il percorso che si snoda sulla cresta fino ai limiti del territorio del Comune di Tiriolo. Nonostante il maltempo, la mattinata si è poi conclusa felicemente con il raggiungimento degli obiettivi previsti e una meritata pausa ristoratrice per i camminatori. (rcz)

TIRIOLO (CZ) – Al via il progetto “Archecinema Tiriolo”

Dal 25 giugno, a Tiriolo, prende il via il progetto Archeocinema, una iniziativa che vuole valorizzare i beni archeologici del territorio ospitando cinema, attività culturali, eventi, laboratori, convegni e seminari, promosso dal Libero Scrittori Italiani sezione Calabria.

Dal trekking alle Giornate del Cinema archeologico, dal premio Elmo dei Bretti al contest fotografico, dai convegni ai laboratori per le scuole, il sito archeologico verrà animato da una ricca proposta di eventi alla riscoperta della storia antica di Tiriolo e del popolo dei Bretti. Gli scavi qui iniziati nel 2014 hanno riportato parzialmente alla luce le strutture – sigillate da un violento incendio – di un edificio del IV-III secolo a. C.: il cosiddetto Palazzo dei Delfini, ovvero un corridoio colonnato sul quale si affacciano quattro ambienti, due dei quali di notevole pregio, come suggerirebbero la porta monumentale d’accesso, i capitelli finemente decorati, i resti di intonaci dipinti e il mosaico pavimentale con la rappresentazione di due delfini. Dei Brettii si ha notizia intorno al IV sec. a.C. ed erano  bilingue, parlavano sia il greco che l’osco, una lingua del ceppo italico.

Gli insediamenti brettii erano posti in aree facilmente difendibili e ricche di risorse: città fortificate o villaggi a vista reciproca, posti in posizione dominante sulle vie di comunicazione che, indipendenti in tempo di pace, si riunivano sotto un comando comune per questioni di politica estera. La vicinanza alle montagne, ai corsi d’acqua e alle pianure connota la loro economia come agricola e pastorale: era basata, infatti, sull’allevamento, e, soprattutto, sulla produzione della famosa pece bruzia ricavata dalle foreste della Sila.
A suggellare questo incontro con la storia antica, il premio cinefotografico Elmo dei Bretti dedicato ai corti e documentari, di durata non superiore ai 30 minuti nel settore della ricerca archeologica, storica, paletnologica, antropologica e comunque aventi come scopo la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, con particolare  attenzione ai musei, alle sovrintendenze e a tutti gli enti gestori di siti archeologici. Tra i promotori e gli organizzatori, un gruppo di prestigiose associazioni e istituzioni culturali come la Cineteca della Calabria, l’associazione Arpa,  la Fototeca della Calabria, Il Comune e il Museo di Tiriolo.
Per partecipare al concorso ci si può iscrivere tramite la piattaforma www.festhome.com.
Per rimanere aggiornati sul programma si può visitare la pagina Facebook: ArcheoCinema Tiriolo. (rcz)

Tiriolo celebra la Giornata Internazionale dei diritti della donna con un doppio appuntamento

Sono due gli appuntamenti organizzati dalla città di Tiriolo per celebrare la Giornata Internazionale dei diritti della donna. Il primo è un dibattito dal titolo Donne custori Donne combattenti – La signoria della ‘ndrangheta su territori e persone, in programma alle 17.30 alla Casa delle Culture.

Partecipano il sostituto Procuratore generale di Catanzaro dott.ssa Marisa Manzini, moderato dalla docente e conduttrice radiofonica Elisa Chiriano, e con l’accompagnamento musicale di Felice D’Alta e Martina Vatalaro. 

L’evento, promosso dal Comune di Tiriolo, vedrà la partecipazione di numerose associazioni quali Tiriolo antica, Co.Ri.S.S, Astarte, I fili di Arianna, Attivamente coinvolte, Avviso pubblico, Anpi, Soroptimist, Fidapa e Centro aiuto donna.

Alle 21.15, lo spettacolo teatrale FM con testo di Franco Corapi e la messa in scena di Claudia Olivadese e Vincenzo Lazzaro e con le voci in Modulazione di Frequenza di Sara Laura Raimondi e Gianpaolo Negro.

Lo spettacolo è il secondo appuntamento della rassegna “Teatro al Museo” organizzata dalla Cooperativa Scherìa – Tiriolo Antica con la direzione artistica di Pasquale Rogato della Cooperativa Edizione Straordinaria ed il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Tiriolo.

Un urlo che si perde in un silenzio colpevole di una società che avrebbe potuto vedere e non lo ha fatto, un urlo che imbratta di sangue il bianco di una tela che avrebbe potuto ospitare un racconto sereno, un urlo che solamente chi non ha orecchie non vuole ascoltare, l’urlo di mille persone sopraffatte da una più che millenaria educazione dedita alla sottomissione, al bullismo della violenza di genere. Ecco cosa è FM non solo un acronimo che può ricordare l’universo femminile con accanto la parola Morte, non solo una modulazione di frequenza che disegna nell’etere canzoni d’amore eterno in cui il “non ci lasceremo mai” la fa da padrone.

“Finché morte non vi separi”, le “cinquecento catenelle d’oro” che hanno legato i cuori gli uni agli altri e che vengono spezzate nella maggior parte dei casi dal disagio dell’incomprensione che si sottomette nella facile via di fuga della sopraffazione violenta. Come sarebbe bello se la emme di FM fosse la emme di maschio e non di morte e la effe acronimo di felicità e non di fine. Come sarebbe bello leggere FM come Femmina e Maschio uniti in una pari dignità, crescita insieme, rispetto reciproco. Ma è la sfida che nasce sin dall’infanzia che diventa difficile da superare in un mondo in cui ci si dimentica di essere persone ancor prima di nascere uomini o donne.

Qual è quindi la colpa di chi uccide? Essere nato inutilmente in un corpo maschio? Qual è la colpa di chi muore? Essere nati inutilmente in un corpo femmina? Qual è la colpa di tutta la società che rimane lì a guardare dei corpi esanimi che hanno perso il valore unico di essere umano, di persone? Le responsabilità non sono mai da una parte sola, si dice, ma si dovrebbe anche capire una volta per tutte che le responsabilità sociali sono le più importanti, che si cresce nell’educazione del poco rispetto e del sopruso che si ha gli uni sugli altri; e dal sopruso all’abuso il passo è breve; e sarà sempre la parte più debole quale che essa sia ad avere la peggio. 

FM è un racconto che rimane al di sopra di una mattanza quotidiana che percorre le vene dello spettatore colpevole e innocente allo stesso tempo, giudice e accusato testimone di un macrocosmo che vede sopraffatto e sopraffattore figli di un’educazione sbagliata che dobbiamo imparare a cambiare.

Compito dell’attore in scena è far sì che quell’urlo non rimanga strozzato in gola. (rcz)

A Tiriolo rinnovata la tradizione di Pompieropoli

A Pratoria di Tiriolo si è rinnovata la tradizione di Pompieropoli – diventa per un giorno un piccolo Pompiere, voluta dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Stefano Greco e  organizzata dall’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco della sezione di Catanzaro, in collaborazione con la Parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa di Pratora.

Ad aprire la manifestazione è stato il vice sindaco Davide Longo che ha inteso ringraziare l’Associazione per la disponibilità e l’oculatezza con la quale ha realizzato il percorso, che lo stesso ha avuto modo di visionare accompagnato dal responsabile ANVVF Antonio Siracusa che, nell’occasione, ha relazionato sui parametri e sulle tecniche con le quali è stato realizzato l’intero tracciato.

La manifestazione ha previsto dunque la messa in esecuzione da parte dei volontari di un percorso articolato in varie fasi, come la salita della scala, salto degli ostacoli, la salita e la discesa dal discensore, la simulazione con relativo spegnimento di un incendio, l’attraversamento di un tunnel e di più ponti, fino al completamento delle attività con l’esecuzione di una capriola da parte dei “Piccoli Pompieri”.

Puro e sano divertimento, dunque, per 60 giovani vigili del fuoco che, accompagnati dai loro genitori, hanno trascorso un pomeriggio di svago cimentandosi in tutte le iniziative proposte e imparando che anche attraverso il gioco è possibile fare prevenzione e comprendere l’importanza dei vigili del fuoco, eroi della nostra vita quotidiana e nella tutela della sicurezza.

Al termine della giornata ogni partecipante ha ottenuto il diploma di “Vigile del fuoco per un giorno”. (rcz=

 

TIRIOLO (CZ) – Lo spettacolo “Felicia, una donna contro la mafia”

Questa sera, a Tiriolo, alle 22, a Piazza Italia, è in programma lo spettacolo Felicia di Angelo Sicilia e Francesca Prestìa, nell’ambito del Tarantella Power, il festival tematico dedicato alla musica tradizionale calabrese creato e diretto dall’Associazione Arpa e giunto alla 18esima edizione.

I pupi e le pupe siciliane con la cantastorie calabrese faranno riecheggiare nel centro storico antichi linguaggi e antiche bellezze artistiche. Loro, custodi di storia, identità e tradizioni trasformeranno un patrimonio disperso in un patrimonio diffuso attraverso la storia di una donna, Felicia Impastato, madre di Peppino, madre coraggio e simbolo della determinazione delle donne del Sud.

Lo spettacolo, scritto a quattro mani dal Sicilia e dalla Prestìa, coniuga la grande tradizione dei pupi siciliani con l’arte dei cantastorie meridionali. I due artisti hanno unito le loro arti per narrare con gli strumenti del teatro di figura e del cantu e cuntu le drammatiche storie delle donne meridionali che hanno combattuto contro le mafie. Gli spettacoli, nati dalla loro collaborazione, sono in un tour per tutta Italia dal 2020. (rcz)