Cuzzupi (Ugl): Formazione deve consentire a docenti di essere protagonisti delle sfide nella scuola

«La formazione deve consentire ai docenti di essere i protagonisti delle sfide nella scuola di oggi e del domani». È quanto ha detto Ornella Cuzzupi, segretario nazionale di Ugl Scuola, sottolineando come «la nostra iniziativa formativa appena conclusa non solo è stata un’esaltante esperienza di aggiornamento che ha consentito a decine di docenti, dirigenti scolastici e Ata di ricevere un regolare attestato di formazione».

«Nel Corso formativo – ha spiegato – chiuso pochi giorni orsono, organizzato unitamente all’Aimc (Associazione Italiana Maestri Cattolici) è stato palese il pieno coinvolgimento del personale scolastico che ha partecipato. Nello strutturare i corsi avevamo immaginato di fornire spunti di riflessione e di discussione, cosa che puntualmente si è trasformata in un meraviglioso contesto di esperienze condivise da un pubblico mai passivo». 

«Questo ci pone nuovamente l’obbligo di evidenziare, laddove ve ne fosse bisogno, come non debbano esistere dubbi in merito alla volontà da parte dei docenti, dirigenti e Ata – ha proseguito – di mettersi in gioco accettando la sfida delle sfide: costruire la scuola del domani. Occorre però che il contesto sia quello corretto costituito da validi interlocutori e argomenti funzionali alle esigenze reali. Servono percorsi formativi vivi, veri, concreti nelle tematiche, aderenti a quel che è oggi e quel che potrà essere domani». 

«Proprio su questa linea – ha continuato Cuzzupi – abbiamo già condiviso con il Ministro Valditara alcuni tratti di un’architettura ben più complessa inerente alle varie esigenze su cui l’Istituzione scolastica è chiamata a rispondere. Ma presentare proposte significa anche essere disposti a mettersi in gioco e cercare ogni strada affinché gli obiettivi siano raggiunti. Noi crediamo che questo sia possibile, noi crediamo che il personale scolastico, nella sua stragrande maggioranza, non solo abbia voglia di farlo ma non attende altro che esser messo nelle condizioni migliori d’insegnare e costruire il futuro».

Alla conclusione dei lavori relativi al Corso di “Formazione per docenti e dirigenti, un investimento per l’innovazione educativa” citato da Ornella Cuzzupi, ha partecipato anche il Segretario Nazionale Confederale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, che, ringraziando gli organizzatori, ha ribadito l’importanza che ricopre la formazione continua nell’ambito dell’istruzione così come in tutti i settori produttivi. (rrm)

L’Ugl Scuola chiede di rivedere la disciplina in materia di comportamento a scuola

Venerdì 23 febbraio 2024, alle ore 16 presso la sala stampa della Camera dei deputati e via web all’indirizzo https://webtv.camera.it/, l’Ugl Scuola con il suo segretario nazionale Ornella Cuzzupi, ha promosso, insieme all’Associazione italiana maestri cattolici e con gli alti auspici della presidenza della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera, una conferenza nella quale affrontare il delicatissimo tema sollevato dal Disegno di Legge 924bis. Il titolo del convegno è “Perché è opportuno rivedere la disciplina in materia di valutazione e comportamento delle studentesse e degli studenti”.

Parteciperanno al dibattito il presidente della VII Commissione Cultura della Camera, on. Federico Mollicone, l’europarlamentare Matteo Adinolfi, il segretario nazionale Ugl Scuola, Ornella Cuzzupi, il presidente nazionale dell’Associazione maestri cattolici (Aimc) Esther Flocco e il segretario generale Unione mondiale educatori cattolici, Giuseppe Desideri.

«Dopo una serie di avvenimenti che hanno visto come drammatici protagonisti studenti e personale scolastico, appare quanto meno necessario una revisione della disciplina in materia di valutazione del comportamento degli studenti – è scritto in una nota – L’Istituzione scolastica rimane, dopo la famiglia, la più importante fucina formativa per le giovani leve e, quindi la scuola deve essere un luogo dove valori fondamentali quali la correttezza nei rapporti, il rispetto, la comprensione, l’idea di inclusione e il concetto di democrazia, traggano linfa vitale per i loro germogli».

«Per dare consistenza a tutto ciò – conclude il comunicato di presentazione – occorre però che all’interno delle dinamiche didattiche un peso non irrilevante lo abbia la cultura dell’educazione e del comportamento».

Il link del collegamento ai lavori sarà presente anche sui canali social dell’Ugl Scuola, dell’Aimc e sul sito www.aimc.it (rrm)

Cuzzupi (Ugl): Riconoscere a scuola la dovuta autorevolezza

la segretaria generale di Ugl Scuola, Ornella Cuzzupi, ha evidenziato come «quello che accade in questo periodo fa rabbrividire. La scuola, i ragazzi, le famiglie stesse sono coinvolte sempre più in spirali di violenza che rasentano l’assurdo. Docenti maltrattati, aggressività palese tra giovani, abbandono di ogni sorta di rispetto verso le cose e verso le persone sono solo una parte degli esempi che potremmo portare».

«Adesso siamo di fronte ad un bivio decisivo per l’istituzione scolastica e non solo – ha aggiunto – o si cerca immediato rimedio a questa sorta di deriva comportamentale o ci troveremo al cospetto di una escalation incontrollabile che dalle giovani generazioni arriverà inevitabilmente in ogni aspetto della Società».

«Parlare di queste cose fa male, tanto male. Ma ora, accanto alla costernazione e all’amarezza – ha proseguito – è il momento di prendere atto che serve un’inversione di rotta precisa e decisa. Il Ministro Valditara con la Direttiva dello scorso novembre scorso relativa alla “Educazione alle relazioni” ha fornito un input molto importante in merito alle necessità di attivare azioni educative mirate alla cultura del rispetto. Accanto a ciò occorre però che siano stabiliti importanti e immutabili principi per rimettere il tutto nei corretti binari».

Il Segretario Nazionale, comunque, non si limita ad enunciazioni di sorta, ma definisce con precisione il suo pensiero in merito: «Il primo e irrinunciabile presupposto è quello di assicurare alla scuola il proprio ruolo di autorevolezza che non significa certo un ritorno a vecchi canoni bensì ad un riconoscimento intrinseco del valore educativo offerto dai docenti e da tutto il personale impegnato nell’Istituzione. I docenti, i dirigenti, il personale ATA, nell’ambito delle proprie mansioni hanno tutti una responsabilità enorme che è quella di contribuire alla formazione delle giovani leve e, quindi, della nostra Italia».

«Un compito che lo Stato – ha evidenziato – deve preservare e sostenere attraverso una costante e continua opera sinergica tra Ministero e strutture territoriali. Accanto a ciò occorre ribadire il concetto che l’istituzione scolastica, oltre alla didattica, deve contribuire anche ad un’adeguata educazione sociale e questo non può né deve essere un principio negoziabile. Le stesse famiglie – continua Cuzzupi – non possono esondare dai propri ambiti e, in una dialettica certo aperta e democratica, occorre lasciare ai docenti e ai dirigenti il compito di valutare e indicare i percorsi da seguire, compresi eventuali provvedimenti disciplinari assunti non come mera punizione, ma come stigmatizzazione di un comportamento non corretto».

«Forse per qualcuno – ha concluso – potremmo persino apparire anacronistici, ma l’esperienza, la capacità di ascoltare il personale scolastico, le famiglie e gli stessi ragazzi insieme all’’analisi di ciò che accade impone questo discorso, ne va del futuro del nostro Paese e dei nostri figli». (rrm)

Cuzzupi (Ugl Scuola): «La violenza sulle donne non è solo quella che finisce nel sangue»

Il Segretario Nazionale Ugl Scuola nonché Presidente dell’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro della regione Calabria, Ornella Cuzzupi, partecipando al convegno “Come un fiore” tenutosi oggi a Gioia Tauro in occasione della Giornata Internazionale contro le violenze sulle donne a margine della manifestazione ha tenuto a ribadire alcuni concetti che invitano a profonde riflessioni.

«Proprio in questi momenti, caratterizzati dall’emozione dovuta ad una tragedia il cui uno degli aspetti più agghiaccianti è dato dall’idea di possesso che ha mosso il carnefice, occorre avere la giusta lucidità per analizzare il problema e cercare di individuarne rimedi e, come ho detto poco fa, gli anticorpi necessari. In tale ottica – continua Cuzzupi – accanto alla condanna e alla rabbia occorre si creino le condizioni affinché tali fenomeni non avvengano e non ci riferiamo esclusivamente a quelli caratterizzati dalla bieca violenza ma anche a quelli molto più subdoli e difficili da identificare come, ad esempio, la discriminazione sui luoghi di lavoro e in famiglia».

Ornella Cuzzupi torna ancora una volta sulla necessità che a scaturire le contromisure necessarie sia proprio il sistema sociale moderno: «Sembra anacronistico, eppure ancora oggi siamo spesso al cospetto di considerazioni legate unicamente al genere e le normative servono a poco se, chi subisce, ha paura di rivelarlo perché conscio del rischio che corre. Un rischio terribile, che segna, che lede la dignità come un coltello di fuoco sulla pelle e forse anche peggio. Penso agli alibi tesi a screditare le vittime creati per tentare di “giustificare” l’accaduto o, peggio ancora, per plasmare il terreno idoneo ad agire. Potremmo continuare per ore, ma in realtà la violenza sulle donne è il peggior segnale del degrado che si nasconde tra le pieghe della nostra società. Occorre che sin dalla tenera età la violenza sulle donne, così come per ogni altro essere umano, appaia come la negazione del valore della vita e offesa verso l’intelligenza. Su tale aspetto un sincero plauso va al Ministro Valditara impegnato in maniera decisa e convinta affinché l’istituzione scolastica assuma un rilievo d’assoluta importanza per l’educazione al rispetto della persona di qualunque genere sia. Così come meritano il dovuto rispetto quegli organismi virtuosi, come l’Osservatorio contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro istituito in Calabria allo scopo di eliminare qualsivoglia forma di abuso o prevaricazione, che sono chiamati a vigilare, analizzare e cercare di accompagnare la società verso un orizzonte più giusto».

«Le donne – prosegue Cuzzupi – non hanno bisogno di quote garantite, le donne non desiderano corsie preferenziali, le donne vogliono che ad esse siano riconosciute le stesse, uguali, medesime, prerogative degli uomini. Nulla di più, nulla di meno!». (rrm)

Pensioni, Cuzzupi: «Senza pregiudizi occorre modificare la norma relativa al personale scolastico»

Le paventate modifiche al sistema di calcolo pensionistico per i dipendenti pubblici stanno suscitando, tra le categorie interessate, sgomento e incredulità.

«Una norma – afferma il Segretario Nazionale Ugl Scuola, Ornella Cuzzupi – che colpisce i lavoratori che più di ogni altro hanno legato la propria vita al funzionamento dello Stato e, nel caso specifico del personale scolastico, alla crescita del Paese. Non dimentichiamo che proprio negli anni che vanno dal 1981 al 1995 tutto il comparto scolastico è stato in prima fila per sostenere, in anni difficilissimi, il sistema dell’istruzione e quindi il sistema Stato. Se solo si vuol pensare a questo, la norma prevista dalla bozza di Legge di Bilancio 2024 risulta da rivedere, nella piena considerazione di chi ha donato gran parte della propria vita per costruire il Paese di oggi e quello di domani».

«Ci rivolgiamo direttamente al Presidente Meloni, al Ministro Valditara e al Sottosegretario Durigon – continua Cuzzupi – affinché siano individuate altre soluzioni che non intacchino i diritti maturati dai lavoratori interessati. Si afferma che la norma sia stata impostata per andare a recuperare fondi necessari per altri aspetti legati alla Legge, noi però ci rendiamo conto che esistono diverse possibilità per reperire risorse senza toccare in modo così doloroso e inatteso il quotidiano delle persone. Si perseguano quindi altre strade, si identifichino interventi strutturali che puntino alla limitazione di spese eccessive, si valuti – laddove possibile – sinergie con i privati tese a produrre benefici e a ridurre costi».

Il Segretario Nazionale ritorna quindi sulla prospettiva che la citata ipotesi determinerebbe: «Ci sono lavoratori che sulla prospettiva delle loro pensioni hanno ipotizzato il resto della loro vita, e dopo tanti anni passati al servizio dello Stato li si vuole privare di questo? Essere donne e uomini di scuola è sempre più complesso. Occorre stare al passo con i tempi, strutturare le proprie strategie didattiche come risposta concreta ad una realtà che corre e, in tutto ciò, siamo al cospetto di una classe docente italiana tra le più anziane in Europa e peggio retribuite. Occorrerebbe invece parlare di rinnovamento del personale scolastico, di aprirsi ad altri modelli, di diminuire la differenza d’età tra docenti e alunni incentivando soluzioni d’uscita agevoli, di verificare nuove strade per una scuola diversa e più complementare alla realtà. Per fare tutto ciò, per fa sì che l’istituzione goda della necessaria credibilità non si possono cancellare con un colpo di spugna i diritti maturati sul campo e poi chiedere allo stesso comparto di continuare a costruire un Paese migliore». (rrm)

Cuzzupi (Ugl Scuola): Agenda Sud, assunzioni, semplificazione. Si continui su questa strada!

L segretarua nazionale di Ugl Scuola, Ornella Cuzzupi, ha evidenziato che «quel che conta adesso è costruire il futuro».

«La scuola, per troppo tempo è rimasta ferma – ha aggiunto – o ha subito riforme prive di realismo o ricche di banchi a rotelle. Adesso — e occorre darne atto al Ministro Valditara – siamo di fronte al tentativo concreto di ridisegnare il valore dell’Istituzione scolastica cercando di cancellare il divario tra zone del Paese con Agenda Sud e dare un impulso deciso alle procedure per l’assunzione dei docenti, per la formazione e per il potenziamento delle attività amministrative di controllo. In pratica è il buon esempio di come ottimizzare le risorse disponibili».

«Occorre comunque tener presente che questi processi – ha proseguito – necessitano di essere realizzati con particolare determinazione. L’Agenda Sud, ad esempio, nelle sue linee generali non solo è condivisibile ma persino auspicabile. Molti dei punti previsti sono stati da noi più volte nel tempo richiesti a gran voce, ricordiamo il potenziamento degli organici nelle scuole secondarie a partire dall’infanzia alla primaria al I e II grado, riferiti a docenti e Ata; la necessità di una didattica basata su logiche Innovative con la realizzazione di laboratori multidisciplinari e attività artistiche e motorie; un sempre maggiore coinvolgimento delle famiglie e delle istituzioni; il tempo pieno. Ebbene questa manovra che, nella sua specificità, punta a porre le esigenze degli studenti e la capacità dei docenti al centro del disegno non può essere ostacolata da ostracismi preconcetti o, peggio ancora, da speculazioni politiche. Il Ministro e questo governo devono dimostrare di saperla condurre in porto».

«Come pure l’approvazione del cosiddetto PA2 in Consiglio dei Ministri – ha aggiunto – che punta a semplificare le procedure di assunzione e “recuperare” gli idonei dei concorsi precedenti al Pnrr è un passo importantissimo per la credibilità stessa dell’Istituzione. Proprio la semplificazione dei processi è un qualcosa di irrinunciabile se vogliamo trasformare quel che appare “l’ufficio complicazioni” in una vera e funzionale macchina istituzionale utile al Paese».

Il Segretario Nazionale della Scuola ha colto, però, però l’occasione per indicare come, nell’ambito del comparto non possono essere lasciate indietro altre problematiche esistenti.

«Conosco bene il mondo della scuola – ha concluso Cuzzupi – e mi rendo conto che gli aspetti da analizzare sono diversi. Cito solo come esempio l’edilizia scolastica, con gli Enti interessati spesso distratti da altre tematiche o le mense scolastiche che hanno bisogno di una particolare attenzione in merito alla qualità del servizio (e quindi del cibo). Ecco, ritengo opportuno che la voce della scuola, in tutte le sue componenti, sia ascoltata superando barriere demagogiche che sin qui, troppo spesso, hanno segnato il destino del Paese. La scuola è di tutti e questo concetto per noi è sacrosanto!». (rcz)

Cuzzupi (Ugl): Bene Piano di Semplificazione per la Scuola

La segretaria nazionale di Ugl Scuola, Ornella Cuzzupi, ha espresso soddisfazione per il Piano di semplificazione per la scuola, sottolineando come si tratti di «una progettualità strutturata e precisa tesa a un ridisegno complessivo dell’amministrazione scolastica e dei suoi aspetti relazionali con le famiglie».

«Il Piano presentato dal Ministro è un passo fondamentale, atteso da anni e da noi più volte auspicato, per la costruzione della scuola del domani», ha aggiunto Cuzzupi che, tuttavia, non nasconde alcune preoccupazioni.

«La scuola necessita di una semplificazione in tutti i suoi meandri – ha ricordato –. I vari rattoppi messi nel corso del tempo (secondo gli interessi di parte che, di volta in volta, hanno coinvolto il dicastero) hanno determinato un universo tanto articolato da rasentare spesso il ridicolo».

«Ora –  ha continuato – ci troviamo al cospetto di un’idea ben delineata che però, è inevitabile pensarlo, rischia di trovare diverse resistenze tese a difendere uno status quo fatto da interessi di parte e privilegi duri a morire. Le linee d’intervento individuate che vanno dall’aspetto organizzativo a quello procedurale sino alla semplificazione normativa e a una nuova interazione con le famiglie rappresentano un’innovazione di fondamentale importanza».

«Se a questo si aggiunge la realizzazione dell’idea “cattedre coperte sin dal primo giorno di scuola” e un prospetto di obiettivi strategici sui quali misurare concretamente le azioni messe in campo dai vari soggetti, allora saremo al cospetto di una vera e propria rivoluzione – ha proseguito –. E come ogni rinnovamento anche questo troverà ostilità dalle quali occorre difendersi con i mezzi della trasparenza, linearità e confronto».

Ed è a questo punto che il Segretario Nazionale Ugl Scuola si rivolge direttamente al ministro e all’Esecutivo tutto: «Adesso occorre quello che noi, nel corso degli anni, abbiamo sempre invocato: il coraggio di fare! Al professore Valditara, che ha l’enorme merito di aver posto le basi per una sostanziale ristrutturazione dell’istituzione scolastica, chiediamo di mantenere la barra dritta su tale orizzonte».

«All’Esecutivo, invece – ha concluso – spetterà il compito di costruire le premesse e le architetture necessarie affinché il progetto diventi realizzabile in tempi rapidi e con i necessari mezzi economici. L’idea di sciogliere definitivamente i lacci burocratici concentrandosi sulla missione educativa con la giusta valutazione del personale impegnato in questa missione è la stella polare di quel che dovrà essere l’officina del domani per il Paese: la scuola». (rcz)

Cuzzupo (Ugl): Nella scuola il rispetto deve valere per tutti

«Nella scuola, il rispetto deve valere per tutti». È quanto ha dichiarato la segretaria nazionale di Ugl Scuola, Ornella Cuzzupi, commentando gli episodi di violenza e di intolleranza verso il personale scolastico.

«I ruoli – viene evidenziato in una nota – vanno considerati nella loro giusta ottica senza alcuna giustificazione o alibi. Alunni, famiglie, docenti sono tutti posti sullo stesso piano, ma ognuno ha un compito che deve rimanere nel perimetro dettato dall’educazione e dal rispetto verso il prossimo».

«Ciò che stiamo vivendo – ha continuato Cuzzupi – rappresenta una fase della scuola italiana da analizzare con estrema attenzione. Nell’ambito scolastico, tra le mura di quello che dovrebbe essere un vero sacrario dell’educazione, si stanno verificando, troppo spesso, una serie di gravi episodi che vanno dal bullismo, alla violenza gratuita verso studenti e personale scolastico».

«Un campanello di allarme per la nostra società – ha evidenziato –. La crescita umana e culturale degli studenti non può prescindere da processi inclusivi basati sul rispetto. L’istituzione scolastica deve ritrovare la giusta dimensione esaltando la propria autorità di tutela nei confronti di chiunque, e sottolineo chiunque, ponga in essere atteggiamenti aggressivi e violenti».

La segretaria Cuzzupi non si lascia andare ad enunciazioni solo teoriche, ma indica la strada da percorrere e si rivolge, in questo caso, direttamente alle istituzioni.

«Occorre partire dal dialogo e dalla reciproca comprensione, i giovani vanno ascoltati e compresi così come i docenti devono, sì, recepire le problematiche della loro età elaborando idonee strategie educative ma nell’ambito di un ruolo che non può ne deve mai essere minimizzato o reso complementare. Il rispetto – ha continuato Cuzzupi – scaturisce dalla condivisione di principi e valori recepiti da tutti. Le famiglie hanno un ruolo fondamentale in un tale meccanismo, ma sono i docenti e gli operatori della conoscenza coloro ai quali tocca il peso, la responsabilità e il giusto rispetto per la guida pedagogica e formativa di quello che sarà il futuro della nazione».

«Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, on. Valditara – ha concluso – unitamente al sottosegretario on. Frassinetti a cui si richiamano deleghe delicatissime dovranno puntare con decisione al potenziamento delle attività di educazione civica proteggendo chi opera correttamente e mai dimenticando che quello che si fa oggi troverà piena realizzazione nel domani del nostro Paese». (rcz) 

Cuzzupi (Ugl): Prossimo Governo faccia della Scuola l’officina per il futuro

Ornella Cuzzupi, segretario nazionale di Ugl Scuola, ha chiesto che il prossimo Governo faccia della Scuola l’officina per il futuro.

«L’anno scolastico appena iniziato – ha spiegato – è l’emblema di tutto ciò che avrebbe dovuto esser fatto e non è stato fatto. L’attuale ministero ha completamente fallito gli obiettivi dimostrando come anche le cose più banali, e pensiamo ad esempio all’aereazione forzata nelle classi, non si sono realizzate per dare priorità a interessi di parte che con la missione della scuola hanno poco o nulla a che vedere. E in questo caso torna alla mente la Scuola di Alta Formazione e i suoi esorbitanti costi. Il tutto mentre la confusione regna sovrana e, nonostante tutto, ci troviamo ancora in presenza di lacune ed errori macroscopici come quelli registrati sulle nomine dei supplenti e sulle errate valutazioni delle ammissioni nei concorsi a cattedra, oggi riviste dai tribunali».

«Il nostro augurio d’inizio anno scolastico, terzo della pandemia, è quello di trovarci presto al cospetto di un Parlamento che comprenda come sia necessario e fondamentale per il Paese mettere la scuola al centro dei programmi – ha proseguito –. Il nuovo ministero, chiunque sarà a sedere sulla sedia di responsabile del Dicastero, dovrà essere capace di dare risposta ai problemi e scendere nel terreno della concretezza, ascoltando tutte le forze sociali. Non servono ideologi e filosofi di sofisticata portata, serve qualcuno che conosca bene la scuola, le sue dinamiche e, soprattutto, le difficoltà in cui si dibatte».

«Un qualcuno che abbia chiaro come la scuola – ha detto ancora – fondamentale per lo sviluppo del Paese, deve essere strettamente legata al territorio e strutturata in maniera qualitativamente elevata dal nord al sud. Questo per ogni tipo di scuola, siano esse pubbliche o private. Ai dipendenti tutti deve essere riconosciuto il ruolo che meritano, ai docenti il rispetto dovuto deve nascere proprio dallo Stato prima che da altri».

«Quest’anno dovrà essere per l’Istituzione scolastica un punto di partenza – ha concluso –. Noi come UGL Scuola saremo ancora più presenti sui territori, dando una mano e difendendo a spada tratta chiunque voglia contribuire a costruire una scuola vera e funzionale. Non ci tireremo indietro su nessun punto. L’obiettivo per noi rimane e rimarrà quello di costruire una vera officina del futuro. I politici parlino di scuola in modo serio e già oggi chiediamo, a tutti coloro che formeranno il nuovo Parlamento, l’impegno a lavorare e confrontarsi con le forze sociali non in maniera lobbistica, ma diretta, senza ideologismi di sorta e, soprattutto, con la volontà di dare alla realtà scolastica un domani funzionale e concreto». (rrm)

Cuzzupi (Ugl Scuola): Occorre pensare a un nuovo modello scuola

Ornella Cuzzupi, segretario nazionale di Ugl Scuola, ha ribadito la necessitò di una «vera e propria riforma complessiva dell’Istituzione scolastica, anche i tanto paventati sogni derivanti dal Pnrr (che sembra ormai la panacea a tutti i mali) si infrangeranno sullo scoglio della realtà».

«La scuola va ricostituita nel suo complesso – ha evidenziato – e l’occasione fornita dal momento non può essere gettata al vento! Gli eventi che si stanno verificando ormai quotidianamente dimostrano come si sia arrivati al capolinea e il voler proseguire su tale strada comporta una sciagurata visione del futuro».

«L’edilizia scolastica – ha spiegato – il sistema d’immissione di forze nuove negli organici con meccanismi più aderenti la realtà e meno burocratizzati, la rivisitazione del processo che deve condurre i ragazzi verso il mondo del lavoro, il rispetto dovuto e la valorizzazione delle figure professionali sino ad arrivare all’analisi critica e propositiva della struttura pedagogica stessa sono temi da mettere sul tavolo subito. Un confronto per il quale il Ministero deve mostrare il coraggio sino ad ora mancato e misurarsi, attraverso idee e progetti, con tutti non solo con chi li fa comodo. È banale – sottolinea la sindacalista – dire che la scuola non è formazione professionale, certo ma la scuola deve essere preparazione al lavoro in maniera seria e sicura».

«Poche ore di alternanza che appaiono più come “sfruttamento d’immagine” che – ha detto ancora – come contributo serio alle logiche educative sono prive di senso e possono generare, come è stato, drammi difficili a comprendere e sui quali hanno ragione i ragazzi a protestare. Occorre che la scuola prepari al domani e lo faccia in ogni suo aspetto. Circostanze come quella legata al prof. Morabito sono il chiaro riferimento di come non sia possibile immaginare una scuola fuori dal mondo o uguale dappertutto».

«Occorre – ha concluso – che sia posta massima attenzione ai territori, la scuola deve rappresentare il concime per la crescita dei luoghi e delle logiche di legalità. I docenti non possono, ne devono essere lasciati soli in preda all’approssimazione come la pandemia ha dimostrato. Per questi motivi invitiamo il Primo Ministro e il Ministro Bianchi ad un confronto aperto e pubblico che serva a tracciare le linee per un futuro della scuola che non sia fatto solo di chiacchiere e soldi da spendere senza una corretta programmazione». (rcz)