Tirocinanti di inclusione sociale, i sindacati vogliono la questione in consiglio regionale

Tirocinanti di inclusione sociale, i sindacati vogliono la questione in consiglio regionale. In una nota si legge che «Si è tenuta una segreteria congiunta tra Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp e Usb Fds Calabria. Come parte sindacale, prendendo atto della mancanza di cenni positivi da parte della deputazione politica parlamentare calabrese di maggioranza nel ripresentare un emendamento che preveda la contrattualizzazione a 18 mesi a tempo determinato dei lavoratori impegnati nei percorsi di tirocinio di inclusione sociale negli enti pubblici e privati calabresi, abbiamo rimarcato la necessità che la politica calabrese tutta si impegni affinché si possa dare la giusta dignità a questi lavoratori portati a spasso nel tempo da tante promesse non poi mantenute».

«Chiediamo pertanto – scrivono i sindacati – al presidente del Consiglio regionale della Calabria, al presidente della giunta regionale e a tutti i gruppi consiliari, che nel prossimo consiglio regionale previsto per giorno 22 alle ore 11.00 venga inserito un punto all’odg riguardante la discussione di questo bacino di lavoratori. Si chiede, inoltre, che ci venga concesso preliminarmente un incontro con le organizzazioni sindacali e i loro rappresentati dei lavoratori per rappresentare le preoccupazioni e le esigenze di questi 4mila calabresi e le loro famiglie. Nell’attesa di ricevere notizie confortanti sulla situazione e le prospettive di risoluzione alla vertenza per questi lavoratori preannunciamo l’organizzazione di un sit-in statico con la presenza di una delegazione di lavoratori. Seguiranno pertanto aggiornamenti sulle prossime interlocuzioni». (rcz)

Vertenza tirocinanti, Uil Calabria e Uiltemp: Tempo per trovare soluzioni è sempre più stretto

Uil Calabria e Uiltemp hanno ribadito come il tempo per trovare soluzioni in merito alla vertenza dei tirocinanti è sempre più stretta.

E lo hanno fatto nel corso dell’iniziativa svoltasi al Museo del Presente di Rende, dove si è parlato di oltre 4 mila lavoratori e lavoratrici che «prestano servizi nei Comuni da anni e in servizi comunque importanti, che vedranno scadere la convenzione che li tiene attivi fino a  novembre 2023. Nonostante le nostre sollecitazioni e le pressioni che quotidianamente facciamo nei confronti della politica, ad oggi purtroppo non ci sono soluzioni concrete per dare un lavoro stabile a questa grande platea che comunque garantisce servizi alla cittadinanza».

Ai lavori hanno partecipato il Segretario nazionale Organizzativo UILTemp, Gianvincenzo Benito Petrassi, il segretario confederale della CST Di Cosenza, Paolo Cretella da sempre sensibile alle problematiche del precariato, il Segretario regionale della UILTemp Oreste Valente e Giorgio Turboli, precario e delegato UILTemp Calabria.

«Da tempo la UilTemp – si legge in una nota – porta avanti questa grande vertenza, insieme alla confedrazione regionale che non fa mai mancare il suo supporto alle iniziative per sensibilizzare sulla questione».

Ai lavori hanno partecipato il Segretario nazionale Organizzativo UILTemp, Gianvincenzo Benito Petrassi, il segretario confederale della CST Di Cosenza, Paolo Cretella da sempre sensibile alle problematiche del precariato, il Segretario regionale della UILTemp Oreste Valente e Giorgio Turboli, precario e delegato UILTemp Calabria.
«Qualora non riscontreremo dalle istituzioni la giusta attenzione e le proposte per offrire stabilità ai tirocinanti – conclude la nota – siamo pronti a una grande mobilitazione per far valere i loro diritti». (rcs)

 

Precari storici, Uiltemp: Occorre una svolta immediata

Il segretario regionale di Uiltemp, Oreste Valente, è intervenuto in merito alla situazione dei precari storici, ribadendo la necessità di una svolta immediata.

«Questi lavoratori che da più di 20 anni svolgono servizi essenziali nei comuni dove sono utilizzati, la maggior parte sono utilizzati nel Comune di San Giovanni In Fiore, Acri, Longobucco, Parco del Pollino, Parco Aspromonte – ha spiegato –. Dopo vari incontri con la , Regione Calabria e Comuni, si è concordato  per il  loro passaggio in Azienda Calabria Verde con un contratto agricolo – forestale porterebbe  non avere limiti e vincoli normativi e, soprattutto, essendo tutta l’operazione ad invarianza di spesa gli stessi lavoratori non si vedrebbero decurtare il proprio stipendio in caso di contrattualizzazione per come invece avverrebbe nel caso di un’assunzione diretta da parte dei Comuni che li utilizzano».

«Non è più tempo di  aspettare – ha evidenziato –. Abbiamo chiesto un incontro urgente  con la Regione Calabria per definire questo percorso. I lavoratori meritano una dignità, che già da troppi anni gli è stata negata, non si può ancora vivere con un sussidio, che non da nessuna certezza e nessuna copertura previdenziale, in uno Stato democratico questo non dovrebbe esistere e già da troppo tempo abbiamo dovuto accettare questa situazione così paradossale, lavoratori inseriti nelle pubbliche amministrazioni senza alcuna tutela e poi dobbiamo assumere più personale per combattere il lavoro nero. Se a breve non avremo delle risposte certe sul futuro di questi lavoratori, saremo costretti a scendere in piazza a manifestare questo diritto sacrosanto». (rcz)

Felsa Cil, Nidil Cgil e UilTemp Calabria: I lavoratori somministrati presso Prefetture sono disoccupati

I Segretari generali di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Calabria, rispettivamente Ivan Ferraro, Gianni Tripoli e Oreste Valente, hanno scritto al prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci, in merito alla situazione dei lavoratori somministrati presso le Prefetture e le Questure che, dal 1° gennaio 2023, «sono disoccupati».

«Come è noto – si legge in una nota – il loro contributo, anche in ragione delle competenze professionali di settore  maturate, è stato di fondamentale importanza per garantire il corretto riconoscimento dei diritti dei migranti e la regolare qualificazione della loro permanenza nel nostro Paese». 

«Lavoratrici e lavoratori che – viene spiegato – oltre ad occuparsi delle procedure di emersione previste dal  decreto legislativo n. 34 del 2020, hanno supportato l’ordinaria attività degli uffici, oltre ad aver  maturato già le sufficienti competenze per affrontare ulteriori attività come, ad esempio, la gestione delle pratiche legate al cd “decreto flussi».

«Nonostante vi siano delle carenze di organico strutturali e incombenze ordinarie e  straordinarie – continua la nota dei Segretari – questi contratti sono stati fatti scadere a fine anno; sarebbe un grave errore non  dare continuità a questi servizi e togliere personale competente dalle Prefetture. È in corso una mobilitazione nazionale affinché si apra un serio tavolo di confronto  con il governo e si possa dare continuità all’occupazione e garantire servizi essenziali per  i cittadini. L’immigrazione non può essere trattata come una emergenza e vanno date risposte  strutturali; chiediamo quindi di dare continuità ai servizi e che si diano risposte qualificate  garantendo una occupazione competente».  

«Per questa ragione, NIdiL Cgil, Felsa Cisl e Uil Temp  – conclude la nota – hanno proclamato un sit-in  statico per mercoledì 18 Gennaio p.v., a partire dalle ore 11:00, che si articolerà con una  manifestazione dinanzi alla Prefettura capoluogo di regione. Per quanto detto, Le scriventi OO.SS. sono a chiederLe un incontro atto a rappresentare  compiutamente lo stato della vertenza e le richieste avanzate». (rcz)