​Eolico e rinnovabili selvaggio, Barbuto (M5S): «Regione approvi subito la mia proposta di legge sulle aree non idonee»

La Calabria è unita nel dire no alla speculazione energetica e alla devastazione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale». È quanto ha detto la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Maria Barbuto, a margine della manifestazione “Un presidio per la nostra terra” tenutasi questa mattina a Catanzaro, sottolineando come «ho voluto essere presente per ribadire, ancora una volta e al fianco dei territori, che la transizione ecologica non può essere calata dall’alto a spese della nostra terra».

«Le preoccupazioni espresse dagli amministratori locali e dalle comunità, in particolare per i progetti eolici che minacciano aree di pregio naturale e turistico come le Serre e il Cammino Kalabria Coast to Coast, sono assolutamente fondate. Non possiamo permettere che la Calabria continui a essere considerata una terra di conquista per progetti industriali impattanti, mentre la Regione sconta un colpevole ritardo nell’approvazione del piano per l’individuazione delle aree idonee e non idonee, come previsto dalla normativa nazionale».

​«Proprio per dare risposte concrete a queste piazze e fermare una volta per tutte questa invasione disordinata – prosegue la consigliera del M5S – ho depositato nei giorni scorsi in Consiglio Regionale una proposta di legge organica che fissa principi vincolanti e inderogabili. La mia legge stabilisce il principio del saldo zero di consumo di suolo agricolo e naturale, vieta l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici su aree di pregio paesaggistico, agricolo e turistico, e perimetro tutele stringenti con fasce di rispetto da beni culturali, siti Natura 2000 e percorsi panoramici. Contestualmente, indirizza le rinnovabili verso superfici già edificate o compromesse, quali tetti industriali, cave dismesse e grandi aree di sosta, introducendo benefici tariffari diretti e sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili per tagliare i costi dell’energia a cittadini e imprese locali».  (rcz)

Lavoro, salari e sanità: da Catanzaro la Cgil rilancia la mobilitazione nazionale e regionale

Oggi siamo qui, in questo attivo, per serrare le file e proseguire il percorso verso la mobilitazione nazionale sui temi della pace, del lavoro, dei salari e della difesa della Costituzione, con particolare attenzione all’autonomia differenziata». È quanto ha dichiarato Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, nel corso dell’attivo dei quadri e dei delegati della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, che si è svolto nella sala Giuditta Levato del Museo Musmi, nel Parco della Biodiversità di Catanzaro.

L’incontro ha collegato le ragioni della manifestazione “Insieme sulla Via Maestra”, promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni e realtà della società civile, alle criticità del territorio calabrese: perdita del potere d’acquisto, difficoltà nell’accesso alle cure, caro energia e carburanti, fragilità dell’occupazione e divari nei servizi.

Scalese ha richiamato le difficoltà della sanità regionale, facendo riferimento al report Gimbe sulle liste d’attesa e alla necessità di garantire ai cittadini calabresi gli stessi diritti riconosciuti nel resto del Paese. Nel suo intervento anche la solidarietà agli agricoltori impegnati nelle proteste, che stanno portando in piazza il disagio di una parte importante dell’economia regionale.

«Come lavoratori e lavoratrici viviamo quotidianamente le difficoltà legate alla perdita del potere d’acquisto di salari e stipendi. È un problema sociale che in Calabria si presenta con particolare intensità: al caro carburante si aggiunge il caro carrello della spesa, con persone costrette a rinunciare anche a beni e necessità quotidiane», ha sottolineato Scalese.

La mobilitazione nazionale si lega quindi agli appuntamenti regionali già in preparazione. «Chiediamo di sostenere la manifestazione del 17 ottobre e leghiamo questo appuntamento alle mobilitazioni regionali già in cantiere per il 14 novembre a Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia», ha aggiunto il segretario dell’Area Vasta, indicando tra le priorità la sanità e la necessità di «restituire dignità al lavoro, ai lavoratori e alle lavoratrici».

Il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha ribadito la continuità dell’impegno del sindacato, dai referendum alle iniziative di protesta. «Questo appuntamento assume un valore particolare per i temi che affronta: welfare, salari, pace e difesa della Costituzione», ha affermato, criticando il percorso del Governo sull’autonomia differenziata e sostenendo che non tenga conto delle sentenze della Consulta.

Trotta ha inoltre evidenziato la questione salariale, l’aumento del costo della vita e dell’energia e le difficoltà dei trasporti in Calabria. «Il 17 ottobre saremo in piazza insieme alle cento associazioni della Via Maestra. Abbiamo ripreso questo percorso perché riteniamo necessario che anche la società civile si mobiliti per costruire un’opposizione sociale», ha dichiarato.

Per il segretario regionale, gli appuntamenti di ottobre e novembre rispondono a una stessa esigenza: portare le rivendicazioni generali dentro le condizioni concrete della Calabria. «Il caro energia, il caro gasolio, i salari bassi e i rischi dell’autonomia differenziata incidono su un mercato del lavoro e su una società già fragili, mentre i giovani continuano ad andare via», ha sottolineato.

Nel suo intervento anche una critica alla comunicazione dei governi nazionale e regionale, giudicata distante dalle difficoltà delle famiglie. Trotta ha contestato gli annunci sulle presenze turistiche e sull’apertura dell’ospedale di Sibari, sostenendo che l’avvio dei soli ambulatori non equivalga alla piena operatività della struttura. «Siamo alla politica degli annunci, sia a livello nazionale sia regionale. Si racconta che tutto vada bene, mentre aumentano i poveri, come rileva l’Istat, e diminuisce il potere d’acquisto», ha affermato.

L’attivo di Catanzaro si inserisce nella piattaforma della Via Maestra, che tiene insieme lavoro, pace, ambiente, welfare e Costituzione. Tra gli obiettivi, occupazione stabile e adeguatamente retribuita, contrasto alla precarietà e alle disuguaglianze, investimenti e politiche industriali capaci di accompagnare la transizione ecologica tutelando i lavoratori. Sul versante dei diritti sociali, la mobilitazione richiama la garanzia di sanità, istruzione, cura e assistenza, insieme alla difesa del potere d’acquisto delle pensioni e al sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.

Il prossimo appuntamento sarà sabato 17 ottobre a Roma: il concentramento è previsto alle 13.30 in piazza della Repubblica, da dove il corteo raggiungerà piazza del Popolo, con conclusione indicata intorno alle 17. Il percorso proseguirà il 14 novembre con le tre manifestazioni in Calabria, a Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria. (rcz)

A Lamezia il Corecom Academy in Tour: giovani protagonisti, istituzioni in rete

All’Istituto comprensivo “Nicotera-Costabile” di Lamezia Terme,  è stata presentata la seconda annualità del “Co.Re.Com. Academy in Tour”, dedicato all’educazione digitale e affettivo-relazionale dei giovani.

Presente il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo.

«È un momento sicuramente particolare per questo istituto, ma dobbiamo continuare a pensare alla formazione dei giovani – ha affermato Cirillo –. Il Consiglio regionale è la casa dei calabresi e sosteniamo tanti progetti rivolti ai ragazzi, che rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. Dopo il percorso di educazione alla digitalizzazione concluso nei mesi scorsi a Pizzo, ripartiamo con una nuova annualità e con l’obiettivo di essere sempre più vicini alle scuole».
Il Corecom Calabria, composto dal presidente Fulvio Scarpino, dal vicepresidente Mario Mazza e dal segretario Pasquale Petrolo, ha scelto significativamente la scuola anche per tenervi una riunione straordinaria del Comitato. Al centro dell’incontro un modello educativo che affianca al percorso sul digitale un programma strutturato di educazione affettiva e relazionale, realizzato con l’Università Magna Graecia di Catanzaro.
«Con questa seconda annualità vogliamo consolidare e ampliare un percorso nel quale crediamo fortemente – ha spiegato il presidente del Corecom Calabria, Fulvio Scarpino –. Siamo il primo Corecom in Italia, nell’ambito della delega Agcom e con il supporto del Consiglio regionale, ad aver costruito insieme all’Università Magna Graecia un progetto che parte dall’educazione affettiva e relazionale ancora prima che da quella digitale. I ragazzi spesso sono molto più avanti di noi nell’uso delle tecnologie, ma allo stesso tempo manifestano fragilità che non possiamo ignorare».
Da qui il valore della rete tra istituzioni, scuola e famiglie. «Nessuno può pensare di affrontare da solo queste difficoltà – ha aggiunto Scarpino –. Dobbiamo costruire un ponte tra generazioni e possiamo farlo attraverso la formazione, mettendo insieme famiglie, scuole e istituzioni. Non basta spiegare ai giovani come utilizzare uno strumento digitale: dobbiamo entrare nel loro mondo, parlare di relazioni e affetti e aiutarli a crescere in maniera consapevole».
Il prof. Antonio Viscomi e la prof.ssa Operto hanno illustrato il percorso scientifico e formativo, mentre il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone ha sottolineato il valore della formazione quale strumento di prevenzione.
Particolarmente intenso l’intervento della dirigente scolastica Maria Angela Bilotti, che ha ricordato quanto affrontato dalla comunità scolastica nelle ultime settimane, ringraziando le Forze dell’ordine e ribadendo la volontà di non lasciare indietro nessuno.
Ma le parole più significative sono arrivate dagli studenti. Il loro messaggio, letto davanti a istituzioni, docenti e numerosi genitori, ha restituito l’immagine di una comunità scolastica che ha saputo reagire e fare rete.
Ed è proprio da questa rete che riparte la seconda annualità del “Co.Re.Com. Academy in Tour”: ragazzi, famiglie, scuola e istituzioni insieme, perché educazione digitale, relazioni e prevenzione possano diventare parti dello stesso percorso formativo.
La visita al Comando dei Carabinieri
A margine della tappa del Corecom Academy in Tour, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Salvatore Cirillo e il Corecom Calabria, con il presidente Fulvio Scarpino, il vicepresidente Mario Mazza e il segretario Pasquale Petrolo, si sono recati in visita istituzionale al Comando dei Carabinieri di Lamezia Terme.
Nel corso dell’incontro è stata consegnata una targa quale segno di vicinanza e riconoscenza all’Arma per il servizio quotidianamente assicurato alla comunità.
«Essere qui – ha sottolineato Cirillo – significa testimoniare concretamente la vicinanza del Consiglio regionale alle donne e agli uomini dell’Arma che ogni giorno presidiano il territorio, tutelano i cittadini e rappresentano un punto di riferimento per le nostre comunità».
Una visita che si lega idealmente ai temi affrontati durante la mattinata. Sicurezza, educazione e prevenzione sono infatti parti dello stesso percorso: una comunità è più forte quando istituzioni, scuola, famiglie e Forze dell’ordine riescono a fare rete e a offrire soprattutto ai più giovani punti di riferimento solidi.
Con la consegna della targa, Consiglio regionale e Corecom hanno voluto così esprimere il proprio ringraziamento alle donne e agli uomini dell’Arma che, spesso lontano dai riflettori, svolgono quotidianamente il proprio servizio a tutela della collettività. (rcz)

Minori stranieri, la Calabria rafforza l’inclusione con accesso ai Centri per l’Impiego e percorsi integrati

Sono state definite dalla Regione Calabria le procedure uniformi per consentire, nel rispetto della normativa vigente, la presa in carico dei minori stranieri da parte dei Centri per l’Impiego e, nei casi previsti, l’accesso ai servizi del collocamento mirato.

L’intervento nasce dalla volontà dell’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, del direttore generale del Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree Produttive, Fortunato Varone, e del dirigente del Settore Rete dei Centri per l’Impiego, Servizi al Lavoro e Collocamento Mirato, Sergio Tassone, di rimuovere gli ostacoli procedurali che possono limitare l’accesso ai servizi e di costruire un percorso più semplice e strutturato verso istruzione, formazione, orientamento, autonomia e inserimento lavorativo.

La misura dà continuità al Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso 30 luglio dalla Regione Calabria con l’Ufficio scolastico regionale, attraverso il quale è stato avviato un collegamento stabile tra la rete dei Centri per l’Impiego e i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA). L’obiettivo è mettere in relazione alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, assolvimento dell’obbligo scolastico, formazione e politiche attive, con particolare attenzione alle persone in condizioni di maggiore fragilità.

«Con questo intervento – dichiara l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese – trasformiamo un principio di inclusione in una possibilità concreta. Vogliamo che anche i minori stranieri possano essere accompagnati, nel rispetto delle regole, verso percorsi di formazione, orientamento, autonomia e lavoro. Il nostro obiettivo è fare in modo che le procedure garantiscano i diritti e non diventino barriere, costruendo opportunità reali di integrazione».

Il dipartimento ha quindi predisposto specifiche istruzioni operative per assicurare su tutto il territorio regionale modalità omogenee di accesso ai servizi per il lavoro e, contemporaneamente, garantire la piena tutela dei minori.

Uno degli aspetti centrali riguarda la difficoltà di documentare nell’immediato l’assolvimento dell’obbligo scolastico, elemento che poteva rappresentare un ostacolo alla presa in carico.

«Abbiamo voluto affrontare un problema molto concreto – spiega il direttore generale Fortunato Varone – partendo da un principio semplice: una difficoltà amministrativa non può trasformarsi in una barriera all’inclusione. Con le nuove istruzioni rendiamo le procedure più chiare e uniformi e definiamo con precisione le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Ma soprattutto colleghiamo scuola, formazione e servizi per il lavoro in un unico percorso. L’inclusione diventa realmente efficace quando, accanto alla tutela, riusciamo a costruire strumenti che accompagnino progressivamente questi ragazzi verso autonomia, competenze e lavoro».

Le indicazioni operative chiariscono infatti le competenze dei diversi soggetti. Al Centro per l’Impiego spetta l’accertamento dell’età del minore attraverso il permesso di soggiorno o altro documento equipollente, mentre non compete al CPI la verifica diretta dell’assolvimento dell’obbligo scolastico. Per i minori inseriti nel sistema di accoglienza, il Centro verifica il formale inserimento nel percorso previsto.

Per il rilascio della Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), nei casi consentiti, sono individuati in maniera puntuale i documenti necessari e le modalità di attestazione dell’inserimento del minore in un percorso scolastico, in un CPIA, in un percorso di Istruzione e Formazione Professionale o in altro percorso formativo previsto.

Specifiche modalità sono definite anche per i minori stranieri accompagnati, prevedendo il coinvolgimento del genitore o del soggetto che esercita legalmente la responsabilità sul minore.

Le disposizioni riguardano i ragazzi che abbiano raggiunto l’età prevista per l’accesso ai servizi per il lavoro, individuata in via generale nei 16 anni per il rilascio della DID e la stipula del Patto di servizio, ferme restando le specifiche eccezioni previste dall’ordinamento.

«Con queste indicazioni – sottolinea Sergio Tassone – mettiamo a disposizione dei Centri per l’Impiego strumenti operativi chiari e condivisi. L’obiettivo è garantire modalità di presa in carico omogenee sull’intero territorio regionale e rafforzare concretamente il collegamento tra istruzione, formazione e politiche attive del lavoro, accompagnando ogni ragazzo verso il percorso più adeguato».

Per rendere pienamente operativo il nuovo modello, la Regione procederà ora all’individuazione di specifici referenti presso i Centri per l’Impiego, alla pubblicazione della modulistica dedicata sul sito istituzionale e all’attivazione di appositi spazi sul Sistema Informativo Lavoro (SIL).

Si consolida così una rete territoriale nella quale CPI, CPIA, sistema dell’accoglienza e servizi formativi operano in maniera coordinata, con un obiettivo comune: evitare che difficoltà documentali o procedurali si trasformino in ostacoli e accompagnare i minori stranieri lungo un percorso progressivo di istruzione, competenze, inclusione sociale, autonomia e inserimento lavorativo. (rcz)

Caro carburante, l’europarlamentare Nesci: «Più flessibilità sui fondi Fears»

L’eurodeputato calabrese di Fratelli d’Italia-ECR, Denis Nesci, ha depositato un’interrogazione urgente alla Commissione europea, sottoscritta complessivamente da 20 europarlamentari, chiedendo misure straordinarie contro l’aumento dei costi di produzione agricola.

«Il caro carburante e l’aumento dei costi energetici colpiscono tutte le imprese agricole europee, ma nelle aree rurali, periferiche e svantaggiate del Mezzogiorno il loro impatto rischia di essere ancora più pesante. Per questo l’Europa deve consentire agli Stati membri e alle Regioni di utilizzare con maggiore flessibilità le risorse disponibili per sostenere chi produce», ha detto l’europarlamentare.

Al centro dell’iniziativa c’è la possibilità di utilizzare con maggiore flessibilità il FEASR, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, attraverso la riprogrammazione delle risorse non ancora impegnate per introdurre interventi temporanei e mirati a favore delle aziende maggiormente colpite dai rincari energetici: «È una questione che riguarda direttamente la Calabria e tutto il Mezzogiorno – sottolinea Nesci – dove l’agricoltura non rappresenta soltanto un’attività economica, ma significa presidio del territorio, occupazione e sopravvivenza di tante comunità delle aree interne. Quando aumentano carburante, energia e fattori produttivi, per molte aziende agricole del Sud diventa ancora più difficile mantenere la propria competitività».

«La nostra proposta – prosegue Nesci – è semplice: verificare se le regole europee consentano di utilizzare con maggiore flessibilità le risorse FEASR non ancora impegnate per affrontare una situazione eccezionale. Se oggi le norme non lo consentono, abbiamo chiesto alla Commissione di indicare quali modifiche siano necessarie per renderlo possibile già nella programmazione 2023-2027».
«Dagli agricoltori e non solo loro – conclude Nesci – in queste settimane è arrivato un segnale forte dal mondo agricolo e produttivo. La politica ha il dovere di ascoltarlo e trasformarlo in proposte concrete. Per questo abbiamo portato la questione direttamente a Bruxelles: difendere il reddito degli agricoltori, calabresi e meridionali significa difendere le nostre produzioni, le aree interne e una parte fondamentale dell’economia del Sud. Su questo l’Europa deve fare la sua parte». (rrm)

Cosenza entra ufficialmente nella rete delle Città del Vino

Cosenza è entrata ufficialmente nella rete delle Città del Vino. A Palazzo dei Bruzi si è svolta, infatti, la consegna al Sindaco Franz Caruso della Bandiera dell’Associazione nazionale Città del Vino da parte del Presidente del sodalizio, Angelo Radica.

A questo importante momento istituzionale che ha segnato l’apertura delle manifestazioni della 44ma edizione della Sagra dell’uva e del vino di Donnici, hanno preso parte anche il Prefetto della provincia di Cosenza, Rosa Maria Padovano e le altre autorità cittadine, dal Questore Antonio Borelli, al Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Andrea Mommo, al nuovo Comandante della Guardia di Finanza, Natale Giordano. La cerimonia è stata introdotta e moderata dall’Assessore alle attività produttive, commercio, artigianato e turismo, Rosario Branda.

“Abbiamo investito in una formula innovativa – ha sottolineato il Sindaco Franz Caruso – perché abbiamo voluto dare un’impronta diversa alla 44ma edizione della Sagra dell’uva e del vino di Donnici, la sagra più antica del nostro territorio. Donnici – ha precisato Franz Caruso – non è una parte di territorio avulsa dal contesto cittadino. Abbiamo sempre detto che partiamo da dove gli altri non sono mai arrivati, dalle periferie sul cui recupero la nostra Amministrazione ha molto puntato e investito. Un recupero – ha aggiunto il primo cittadino – che non è solo strutturale. Si tratta di recuperare, in questo caso, quella che è la vocazione del territorio, per la valorizzazione di produzioni che tipicizzano la zona. La Sagra è un momento di partecipazione collettiva che porta decine di migliaia di visitatori nei tre giorni canonici della manifestazione e le periferie sono una parte integrante del nostro territorio, ma Cosenza, intesa come centro cittadino, non poteva rimanere estranea ad un progetto che è quello di fare in modo che la Sagra inserita in un discorso più generale, quello messo in campo con il progetto “Cosenza città attrattiva”,  possa essere parte di un percorso in grado di unire tutte le attività, dal commercio, all’artigianato, al turismo”.

Il Sindaco ha ricordato, inoltre, come, insieme all’Assessore Branda, si sia voluta raddoppiare  l’offerta, non solo con i tre giorni della  Sagra tradizionale a Donnici, ma con i tre giorni precedenti a Cosenza, per aprire anche un confronto culturale sui temi del vino e della produzione enologica, per legare la città alle sue periferie, senza snaturare la filosofia tradizionale della Sagra che rimane quella dell’uva e del vino di Donnici.

Franz Caruso ha considerato l’ingresso di Cosenza nell’Associazione “Città del Vino”  “un fatto particolarmente significativo che ci dà enorme soddisfazione, perché d’ora in avanti potremo fregiarci di questo titolo e di questa appartenenza. Siamo grati al Presidente Radica per questo riconoscimento perché Cosenza, come capoluogo di provincia, deve essere al centro dello sviluppo di un intero territorio. Noi abbiamo tante cantine e tanti produttori di vino che rappresentano un fiore all’occhiello del nostro territorio e che partono dal Pollino per arrivare al Savuto. Cosenza ha una posizione baricentrica che vuole utilizzare il suo ruolo per mettere insieme e costituire una filiera dei produttori di vino. Un progetto complessivo che vuole sviluppare le potenzialità del territorio per far sì che il nostro prodotto di eccellenza possa essere un attrattore di investimenti e sviluppo, con un occhio attento e proteso verso l’enoturismo che è una grande risorsa per il nostro Paese e vogliamo che lo diventi anche per il nostro territorio”.

Nell’introdurre l’intervento del Sindaco, l’Assessore Rosario Branda ha sottolineato il percorso e l’impronta nuova assegnati alla 44ma edizione della Sagra dell’Uva e del vino di Donnici evidenziando il legame tra città, vino e territorio, partendo dalla città, portando Donnici a Cosenza per poi tornare nel borgo di Donnici dove tutto è nato”.

Apprezzamento per l’ingresso ufficiale di Cosenza nell’Associazione “Città del Vino” è stato espresso dal Prefetto Rosa Maria Padovano Prefetto che ha parlato di “lodevole e pregevolissima iniziativa, ricordando la nascita, quasi 40 anni fa, del sodalizio nazionale e mettendone in luce “l’intraprendenza ed una serie di progettualità ed obiettivi veramente ambiziosi, ma pregevoli, per il coinvolgimento nell’attività dei territori e delle popolazioni”. Il Prefetto Padovano ha rivolto un particolare ringraziamento al Sindaco Franz Caruso per l’adesione all’Associazione “Città del vino”, riconoscendo anche il grande merito all’assessore Branda “che ha messo – ha aggiunto il Prefetto – nell’organizzazione dell’evento, la passione, elemento essenziale per costruire un percorso che diventi storia”. Come valore aggiunto determinante , il Prefetto Padovano ha indicato poi il fatto che “la cultura dell’uva e del vino diventi anche racconto, narrazione di storia, di tradizione e di conoscenza di un territorio ed elemento identitario di un contesto”.

Particolarmente interessante l’intervento del Presidente nazionale dell’Associazione “Città del Vino” Angelo Radica (presente in sala anche Direttore dell’Associazione, Floriano Zambon) “E’ un grande onore per me essere qui – ha esordito Radica – esprimendo un plauso anche per il livello della discussione cui hanno dato un contributo di esperienza e di cultura enologica sia il Presidente del Consorzio Terre di Cosenza, Demetrio Stancati che il vice direttore generale dell’Arsac, Michelangelo Bruno Bossio. “Oggi ho sentito musica per le mie orecchie – ha detto il Presidente Radica-. Oggi – ha proseguito – non è un approdo, ma inizia un cammino all’interno di un’associazione prestigiosa perché noi il 21 di marzo del 2027 celebreremo i nostri 40 anni di attività ed il Sindaco è già invitato alla festa che faremo in Campidoglio a Roma. La nostra associazione – ha ricordato ancora Angelo Radica – nasce quando ci fu la triste esperienza del metanolo e 39 sindaci si riunirono per costituire un’associazione per difendere i nostri produttori, quelli sani, che rappresentavano il 99% da qualche produttore di pochi scrupoli che a quel tempo aveva rovinato tutto il mondo del vino italiano. Da allora abbiamo fatto grandi passi e siamo, specie nei comuni più piccoli, l’Associazione che aiuta a risolvere i problemi”.

Per Radica l’Associazione delle Città del vino rappresenta una cassa di risonanza nazionale sui progetti e la Calabria può dire la sua perché ha portato avanti politiche giuste a livello comunale e regionale, con una concentrazione della spesa dei fondi europei. La prima realtà che è uscita da Verona – ha ricordato ancora il Presidente Radica – è stata Sibari, dove il vino si mescola alla storia e all’archeologia. Questa è la Calabria che può dare scacco a tutti. La vostra carta vincente è non solo la biodiversità, ma anche la narrazione e la storia”.

“Quindi ha riconosciuto all’enoturismo un valore notevole che in Italia vale più di 31 miliardi. Oggi il turismo è cambiato e l’enoturismo può essere un aiuto al turismo generale perché è destagionalizzato. Cosenza diventa oggi città di identità e viene iscritta in quest’albo d’oro. Da oggi inizia un cammino  di cui noi vogliamo far parte entrando, con i mezzi a nostra disposizione, anche nel progetto Cosenza attrattiva e credo che l’enoturismo possa essere una carta straordinaria anche per aiutare gli altri turismi, da quello culturale a quello religioso”.

Il bergamotto di Reggio C. selezionata dall’Apei tra le materie prime di qualità

L’Associazione Pasticceri Eccellenza Italiana, guidata dal Maestro pasticcere Iginio Massari, ha selezionato il bergamotto di Reggio Calabria come una delle quaranta materie prime d’eccellenza.

La selezione è avvenuta nel corso dell’iniziativa “Eccellente”, svoltasi a Montecitorio e che difende l’identità dei territori per valorizzare le grandi produzioni agroalimentari italiane e riconoscere all’artigianalità il ruolo di ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. In questa occasione gli Ambasciatori APEI diventano o portavoce di una cultura produttiva radicata nella biodiversità del Paese. Una cultura che nasce dalle tradizioni locali e dalle competenze artigianali tramandate di generazione in generazione. (rrm)

Von Der Leyen accoglie la proposta di Giusi Princi: Nuovo dialogo tra Commissione e Paesi dell’Asia

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto sì alla proposta avanzata dall’europarlamentare e Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i Paesi dell’Asia Centrale, Giusi Princi, che aveva chiesto alla Commissione la possibilità per il futuro di essere informata direttamente dai vertici europei anziché da quelli dell’Asia centrale.

Una risposta positiva che arriva direttamente da una missiva inviata dalla presidente della Commissione, in cui ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’europarlamentare calabrese, ringraziandola per il suo costante impegno e accogliendo la sua proposta.

L’On. Princi, infatti, è stata informata dall’Ambasciatore kazako Roman Vassilenko dell’incontro tenutosi a luglio tra la Presidente Von der Leyen e il Presidente della Repubblica del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev.

“Rimaniamo impegnati – ha scritto la Presidente von der Leyen nella lettera indirizzata all’On. Princi – a dialogare con la Delegazione per le relazioni con l’Asia centrale e con i deputati al Parlamento europeo per sostenere il Suo prezioso lavoro. Su Sua richiesta, siamo pronti a fornire aggiornamenti periodici ed esplorare le opportunità di ulteriori scambi per migliorare reciprocamente il lavoro delle nostre istituzioni. La ringrazio per la Sua iniziativa e per il Suo costante impegno a favore dei nostri obiettivi condivisi”.

Uno straordinario cambio di metodo e di prospettiva subito accolto dalla Presidente Ursula von der Leyen. Non era mai accaduto prima.

“Concordo pienamente sul fatto che il proseguimento degli scambi e della cooperazione tra le istituzioni dell’Unione europea sia essenziale per garantire solide relazioni tra l’UE e i paesi dell’Asia centrale”, ha scritto von der Leyen nella sua lettera.

“Prendo atto con soddisfazione – afferma Giusi Princi – dell’accoglimento, da parte della Presidente von der Leyen, della mia richiesta. Si tratta di un metodo nuovo, mai utilizzato prima, che consentirà di rendere il lavoro delle istituzioni europee più coordinato, fluido e flessibile. È questa l’Europa nella quale credo: un’Europa capace di dialogare in modo più diretto, di adattarsi alle esigenze del presente e di garantire una presenza istituzionale più efficace”.

La determinazione dell’eurodeputata calabrese ha permesso, ancora una volta, di muovere i muri europei, introducendo un nuovo spazio di interlocuzione e rafforzando il dialogo tra le diverse istituzioni.

Un cambio di paradigma: un iter procedurale che si evolve per rendere più fluido, coordinato e orizzontale il lavoro delle istituzioni europee. (rrm)

Positivo il bilancio dei primo nove mesi del 2026 per gli aeroporti calabresi

È positivo il bilancio degli aeroporti calabresi nei primi nove mesi del 2026. Ed è il dato di settembre

a confermare la dinamica positiva del traffico registrata nel corso del 2026 negli aeroporti calabresi.

Nel mese, il Sistema Aeroportuale Calabrese ha registrato 518.888 passeggeri, con una crescita del 18,6% rispetto a settembre 2025.

A sostenere il risultato è soprattutto Lamezia Terme, che nel mese registra 393.116 passeggeri, pari a una crescita del 23% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, confermando il forte andamento dello scalo nel corso del 2026.

Positivo anche il risultato di Reggio Calabria, con 94.909 passeggeri e una crescita del 8% rispetto a settembre 2025. Crotone registra invece 30.863 passeggeri, con una lieve flessione allo stesso mese dello scorso anno.

Particolarmente significativo anche il contributo del traffico internazionale, che nel mese di settembre raggiunge 210.977 passeggeri, in crescita del 38,3% rispetto a settembre 2025, con 58.435 passeggeri in più.

Il risultato di settembre porta il progressivo gennaio-settembre 2026 a 3.818.768 passeggeri, con una crescita complessiva del +12,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nei primi nove mesi dell’anno si evidenzia inoltre la forte crescita della componente internazionale, che raggiunge 1.271.941 passeggeri, in aumento del 36,8%. Il traffico internazionale si conferma quindi tra gli elementi maggiormente caratterizzanti del Sistema Aeroportuale Calabrese nel 2026.

L’andamento dei primi nove mesi evidenzia una crescita particolarmente significativa della componente internazionale, sostenuta dall’ampliamento dell’offerta e da una maggiore articolazione dei mercati serviti.

«Il mese di settembre ci consegna un risultato particolarmente positivo per il Sistema Aeroportuale Calabrese, con una domanda che continua a essere forte e un traffico internazionale sempre più significativo” dichiara il Presidente di SACAL, Luciano Vigna.

“È un andamento che ci incoraggia e che dimostra come l’interesse verso la Calabria continui a crescere anche oltre il picco della stagione estiva.

In questo scenario, il ritorno di Wizz Air sul segmento domestico, rappresenta un elemento positivo per l’offerta e per la connettività della Calabria nella stagione invernale contribuendo a rafforzare un percorso che punta a rendere il nostro territorio sempre più accessibile e connesso tutto l’anno». (rcz)

Nuovi Lea, il consigliere Brutto: “La sanità fa un passo avanti”

Per il consigliere regionale Angelo Brutto “l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza è una notizia importante per il Servizio sanitario nazionale e per i cittadini”.

“Dopo anni di attesa, il sistema sanitario si adegua all’evoluzione della medicina, introducendo nuove prestazioni, aggiornando quelle esistenti e ampliando le tutele per pazienti affetti da patologie croniche, rare e invalidanti”, ha detto Brutto, spiegando come “tra le principali novità spiccano i nuovi screening neonatali, con l’ingresso stabile della Sma nei Lea, il test prenatale non invasivo (Nipt), nuove esenzioni per patologie croniche e rare e il percorso nazionale di sorveglianza per le donne con rischio ereditario di tumore della mammella e dell’ovaio. L’aggiornamento amplia inoltre le prestazioni di diagnostica, genetica e radioterapia, rafforza gli interventi per i disturbi dell’alimentazione e aggiorna l’assistenza protesica e i criteri per i ricoveri a rischio di inappropriatezza. Il messaggio è chiaro: la sanità pubblica deve stare al passo con i bisogni delle persone – aggiunge Brutto -. Ma per la Calabria il vero banco di prova comincia adesso. Un diritto sanitario non è pienamente garantito quando viene scritto in un decreto: lo è quando il cittadino riesce concretamente ad accedere alla prestazione, senza dover affrontare liste d’attesa insostenibili o essere costretto a spostarsi fuori regione. È questa la sfida sulla quale dobbiamo concentrarci”.

Per il capogruppo di FdI “i nuovi LEA rappresentano un’opportunità per rafforzare la sanità calabrese, migliorare la prevenzione, potenziare i servizi territoriali e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure”.
“Come presidente della Commissione Sanità considero prioritario accompagnare questa fase con un’attività di verifica e di impulso, affinché le nuove prestazioni non rimangano soltanto sulla carta – aggiunge ancora -. La politica sanitaria deve tornare a misurarsi con una domanda semplice: quanto cambia concretamente la vita di un cittadino? Su questo dobbiamo giudicare l’efficacia delle nostre scelte. Non servono soltanto nuove norme, ma organizzazione, programmazione e capacità di utilizzare al meglio le risorse disponibili. I nuovi LEA segnano un passo avanti. La Calabria è pronta ad essere al passo con la sfida del cambiamento e l’implementazione dei nuovi LEA, trasformando l’aggiornamento delle regole in una sanità più moderna, più vicina alle persone e capace di garantire davvero il diritto alla cura”.