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La scrittrice Giusy Staropoli Calafati

Il sugo delle polpettine, il profumo delle braciole – di Giusy Staropoli Calafati

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Ciao ciao 2020. Per l’anno che verrà vorrei che tutte le nostre giacche firmate avessero il tanfo delle braciole della nonna fritte all’olio d’oliva, che i nostri capelli sapessero del fritto delle nacatole fatte per la festa dalle nostre madri, che la pasta del pane o della pizza, lievitata nella bacinella di plastica, lavorandola si impigliasse nel solitario che portiamo a volte al posto della fede, riempendone le fessure.

Vorrei che dai comignoli delle nostre case giungesse a chiunque l’eco del chiacchiericcio felice delle nostre famiglie, e d’esse facesse parte anche la piccola fiammiferaia una volta per sempre.

Vorrei che la nostra ventiquattrore non avesse più un codice di accesso, ma pesasse meno e contenesse più fichi secchi a croce e noce e meno fogli.

Vorrei che sulle nostre scrivanie al posto del calendario vi fosse una foto di famiglia più grande della cornice, e che al posto del caviale, servito a chissà quanti euro, con vista Manatthan, ci sporcassimo, senza bestemmiare, la camicia bianca appena comprata con il sugo delle polpettine fatte col pane raffermo dalle nostre zie.

Vorrei infine che un viaggio a piedi, mettesse in garage le nostre auto, e che invece delle migliaia di rose rosse olandesi spedite con Interflora come fosse un trucco magico, raccogliessimo anche solo un fiore di acetosella portandolo a mano a chi amiamo.

Questo vorrei. Che sentendoci uomini e donne, allo scoccar dell’attimo, ci ricordassimo dei bambini in cui abbiamo abitato, invitandoli a far parte per sempre della nostra vita. (gsc)

[Scrittrice]