COSENZA – Al BoCS Museum inaugurata la mostra “Nulla è tangibile”

Fino al 15 aprile è possibile visitare, al BoCS Museum di Cosenza, la mostra Nulla è tangibile del duo artistico Zeroottouno.

L’esposizione è la quarta nata dalla collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Catanzaro e museo cosentino. È inclusa nella quinta edizione del progetto “Ceilings” e s’inquadra nel novero delle iniziative promosse dall’Aba Catanzaro per festeggiare i suoi primi 50 anni di attività.

Nelle tre sale al piano inferiore del Bocs Museum, il visitatore è portato a interagire con le opere esposte, quasi a interferire con la loro natura e la loro staticità, agendo da elemento esterno di perturbazione che altera, ora temporaneamente ora irrimediabilmente, le creazioni degli artisti: «È una mostra completamente interattiva – ha spiegato Giuseppe Guerrisi, uno dei due artisti – che vuole mettere un punto esclamativo sulle basi del nostro lavoro, su ciò che vogliamo raccontare. Attraversa gli ultimi anni della nostra produzione artistica e guarda al futuro immaginando l’evoluzione dell’arte sotto il profilo dell’interazione con chi ne fruisce». 

Con questa esposizione, il duo torna in Calabria dopo alcune esperienze fuori dai confini regionali e celebra i suoi dieci anni di attività: «Abbiamo studiato assieme all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria – ha aggiunto l’altra metà di Zeroottouno, Davide Negro – e da lì, nel 2013, abbiamo avviato la nostra collaborazione che si basa sulla fusione di linguaggi espressivi differenti, proseguendo sulla strada del continuo e reciproco scambio».

«La mostra contiene gli elementi tipici del lavoro di ricerca ed espressione artistica di Zeroottouno – hanno detto Simona Caramia e Giuseppe Negro, docenti Aba Catanzaro e curatori dell’esposizione –. Soprattutto c’è il dialogo con la natura e la relazione diretta e attiva con il fruitore. La filosofia alla base della loro esposizione è quindi la ricerca dell’equilibrio cosmico che parte da un contatto stretto e diretto tra arte e contesto ambientale. La mostra diventa quindi un percorso esperienziale per il visitare che è coinvolto nel processo di creazione o distruzione dell’espressione degli artisti». 

Con questa esposizione, inoltre, si concretizza una triangolazione istituzionale che lascia intravedere le grandi potenzialità della collaborazione tra Enti del territorio calabrese.

Oltre all’Accademia catanzarese e al museo cosentino, infatti, è diretto il coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria di cui Davide Negro è docente di Fotografia e che è presieduta da Marilena Cerzoso, al contempo direttrice del Bocs Museum: «Con questa esposizione diamo vita ad una rete di creazione e promozione dell’arte contemporanea in Calabria», ha detto Cerzoso confermando come l’idea nata dalle due Accademie di dar vita ad un Politecnico regionale delle Arti capace di valorizzare le potenzialità e le competenze dei singoli territori attraverso un progetto unico e coordinato sia la strada da perseguire nella costruzione di un’offerta formativa, artistica e culturale di qualità capace di creare valore sociale ed economico per tutto il territorio regionale. (rcs)

CATANZARO – La Commissione Cultura ascolta l’Aba e i dottorandi algerini in visita in città

 Djalel Berghzou, uno dei dottorandi dell’Università algerina di Constantine III, giunti a Catanzaro per per uno stage formativo con l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, è stato audito dalla Commissione Cultura del Comune. Insieme a lui, il direttore dell’Accademia, Virgilio Piccari.

Al centro dell’intervento di Berghzou la vasta offerta culturale della città, con particolare riferimento alle occasioni offerte dai festival e dalle iniziative legate all’arte contemporanea che hanno, nel tempo, “contaminato” il centro storico e il Parco della Biodiversità Mediterranea: «Catanzaro ci è piaciuta molto – ha detto parlando anche per i suoi colleghi –. Il contrasto tra gli eleganti palazzi ottocenteschi e le opere d’arte contemporanea che arricchiscono il centro è davvero suggestivo ed è un elemento di forza della città. Prima di arrivare qui siamo stati a Roma e a Bologna, ma qui è dove sono stato meglio, la città che mi è piaciuta di più. E poi siamo stati accolti con tanto calore da tutti».

Tra i fattori positivi apprezzati dai dottorandi algerini ed emersi dall’audizione c’è anche il tema della sicurezza: «Nelle grandi città dove siamo stati non ci sentivamo a nostro agio a uscire a tarda sera, qui invece ci siamo sentiti al sicuro».

Catanzaro, insomma, ha fatto breccia nei cuori dei dottorandi algerini, così come l’esperienza formativa in Accademia, tanto che lo stesso Berghzou, che a marzo concluderà il suo percorso di formazione all’Ateneo algerino, progetta di tornare per un periodo di fellowship. 

L’audizione è stata l’occasione per fare il punto sul tema delle prospettive di sviluppo culturale e formativo della città per il tramite e grazie all’azione dell’Accademia di Belle Arti. Il direttore Piccari ha sottolineato: «È nostra ferma convinzione che sia importante continuare a spingere sui processi di internazionalizzazione grazie a cui qualificare ulteriormente la nostra proposta formativa e che sono uno strumento capace di portare il nome di Catanzaro al centro di circuiti sociali e culturali di rilievo».

«L’Accademia guarda, quindi – ha proseguito – con attenzione all’area del Mediterraneo, alle culture che la popolano e alle potenzialità da sviluppare nel contesto artistico in quest’area di cui Catanzaro non può che recitare un ruolo da protagonista. Ecco perché ritengo che si debba abbandonare, ancorché sia amministrativamente non percorribile, la strada della nascita di un piccolo Politecnico delle arti della città e anzi guardare alla nascita di un Polo regionale, con Catanzaro che faccia da capofila assieme all’Accademia di Reggio Calabria, per la costruzione di un’offerta formativa in campo artistico e culturale che sappia valorizzare le specificità delle diverse realtà regionali all’interno di un unico contenitore che si muove in maniera coordinata e uniforme».

Quanto alle criticità su cui è ancora necessario operare, Piccari ha posto l’accento sulle connessioni fisiche e sui collegamenti logistici a servizio dell’Accademia e degli studenti: «Se veramente vogliamo che Catanzaro si sviluppi come città universitaria non possiamo dimenticare che avere vent’anni non significa solo studiare, ma anche divertirsi, fare esperienze. Con questa consapevolezza, quindi, dobbiamo essere capaci di tutelare il diritto dei trecento studenti dell’Accademia e di tutti gli studenti che frequentano il centro storico di vivere oltre i libri e ciò può avvenire solo garantendo i servizi di trasporto per tutta la città, così che non abbiano difficoltà a muoversi tra i quartieri e viverne l’offerta commerciale».

Infine, dopo una serie di quesiti e approfondimenti giunti dai componenti della Commissione, il presidente Nunzio Belcaro ha concluso i lavori e ha commentato: «L’arte e la cultura sono strumenti fondamentali per costruire una visione diversa della città, una città che non è luogo periferico d’Europa ma è luogo centrale nel Mediterraneo e di esso vuole essere protagonista attraverso la sua storia e la sua memoria. In questo l’attività dell’Accademia e del direttore Piccari è necessario, per questo vogliamo sostenere l’istituzione e gli studenti nel rafforzare questo percorso. Vogliamo legare il loro impegno quotidiano alla quotidianità della città per costruire lo sviluppo anche su questo importante». (rcz)

COSENZA – Il 28 gennaio la mostra “Nice Party Nice People”

Il 28 gennaio, al Bocs Museum di Cosenza, s’inaugura la mostra personale di Luca Sivelli, dal titolo Nice Party Nice People e a cura di Simona Caramia e Giuseppe Negro, docenti Aba Cz. L’esposizione è il terzo appuntamento espositivo realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro insieme al Bocs Museum, diretto da Marilena Cerzoso e rientra nell’ambito della quarta edizione del progetto Ceilings.

Docente dell’Aba Catanzaro, videomaker, artista che si esprime attraverso la videografia e con essa osserva e analizza la società, Sivelli, con questa mostra, presenta il suo lavoro che ha ad oggetto un acquario e la colonia di pesci che lo popola: «La passione per gli acquari è nata quasi per gioco – racconta -. Ho iniziato a prendermene cura e man mano ho approfondito sempre di più le competenze necessarie a gestirli. E soprattutto mi sono reso conto, osservando i pesci al suo interno, che ci sono molti parallelismi tra l’organizzazione sociale che si danno loro e quella ci siamo dati noi esseri umani. Così ho immaginato a come sarebbe stato provare a “scolarizzarli”, a portarli al cinema, in discoteca o a una piccola mostra fotografica. Così ho portato nel loro mondo subacqueo alcune di queste attività e ho filmato il loro modo di reagire e interagire», ha spiegato l’artista.

Ne è scaturito un video, in cui il sound design è stato curato da un altro docente dell’Accademia di Catanzaro, Vladimir Costabile, che sarà il focus dell’esposizione al Bocs Museum e lo sarà in duplice modalità. Giocando su prospettive e rifrazione della luce nell’acqua, infatti, un acquario posto al centro della sala farà da “lente” o da “ambientazione” per il filmato (riprodotto da un monitor), a seconda del punto di vista da cui l’osservatore si pone.

L’acquario, in allestimento minimale “total black” e senza pesci, si animerà, quindi, proprio grazie al filmato dando vita a quella che può anche essere vista come un’installazione artistica in realtà aumentata “dal vivo”, senza l’ausilio di filtri digitali come la fotocamera di uno smartphone. Inoltre, l’esperienza artistica mira a coinvolgere direttamente altri sensi oltre a vista e udito attraverso l’esposizione di tre grandi tele realizzate utilizzando i rifiuti organici dei pesci e da una ciotola di alghe secche, materiale di scarto dell’acquario, da toccare. (rcs)

L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro tra la ripartenza delle attività all’ex Einaudi e il contributo allo sviluppo formativo e culturale del territorio

di ALDO COSTA E VIRGILIO PICCARI – La bella iniziativa promossa dal Raggruppamento Biodiversità dell’Arma dei Carabinieri, unitamente all’Accademia di Belle Arti e al Comune di Catanzaro, inserita nell’ambito del progetto nazionale “Adotta un albero per il futuro”, ha rappresentato anche un’occasione utile all’Aba Catanzaro per comunicare la prossima partenza delle attività didattiche e laboratoriali nell’edificio ex “Einaudi”, di proprietà dell’amministrazione provinciale e concesso in locazione all’Aba per un triennio, in attesa di un’altra idonea, e si spera definitiva, sistemazione.

La convenzione stipulata con l’ente provinciale prima della scorsa estate  pone fine ad una lunga controversia che si protraeva da oltre un decennio, sin dalla prima concessione dell’immobile avvenuta nel gennaio del 2012. La soluzione alla vicenda è stata resa possibile grazie alla disponibilità dell’amministrazione provinciale al tempo guidata dal presidente Abramo, con la preziosa collaborazione del dirigente dell’Area Tecnica, Floriano Siniscalco, ma anche con il silenzioso ma decisivo impegno dei vertici dell’Accademia. Ora l’Istituto di Alta Formazione rientra in possesso di locali importanti per l’ampliamento l’offerta formativa e per offrire ancora maggiori opportunità agli studenti attraverso l’utilizzo di spazi idonei a sviluppare ulteriori attività.

Siamo felici che le iscrizioni al nuovo anno accademico abbiano registrato un sensibile aumento: ciò ci rende ottimisti per il futuro dell’Accademia, anche in previsione della possibile costituzione del Politecnico delle Arti del Mediterraneo, il cui protocollo è già stato sottoscritto assieme all’Università degli Studi “Magna Graecia”, alla Fondazione Politeama, dal Conservatorio “Tchaikovsky”, al Comune e alla Provincia di Catanzaro. Occorrerà riprendere con maggior vigore il percorso verso l’istituzione del Politecnico, anche in considerazione del dibattito che, finalmente, su decisivo impulso del sindaco Fiorita, si è aperto in città dopo l’incredibile decisione di avviare una seconda Facoltà di Medicina e Chirurgia nella nostra regione.

Abbiamo apprezzato, inoltre, l’iniziativa dell’assessore comunale alla Cultura e all’Istruzione, Donatella Monteverdi, che ha promosso un’importante riunione che ha visto la nostra partecipazione assieme a quella dei rappresentanti degli studenti, dell’Umg, del Conservatorio, della Camera di Commercio, finalizzata alla concertazione delle attività necessarie a offrire migliori servizi alla comunità studentesca, come trasporti, mense e attività culturali.

L’offerta formativa universitaria e dell’Alta Formazione artistica e musicale va rafforzata con la creazione di nuovi corsi di studio che diano la possibilità ai nostri giovani di scegliere di rimanere in Calabria, diversificando e qualificando le proposte, evitando infruttuose duplicazioni e attivando concrete opportunità per lo studio di alcune discipline ancora incredibilmente assenti nella programmazione delle istituzioni presenti in regione. Ma sul punto ritorneremo ancora auspicando una forte coesione degli Enti che possa offrire valide alternative, fuori da inutili e dannosi campanilismi che, purtroppo, vedono soccombere il capoluogo di regione.

L’Aba Catanzaro, attraverso i suoi Dipartimenti di Arti Visive, di Comunicazione e di Didattica dell’Arte, di Progettazione e Arti Applicate, è impegnata con il suo autorevole corpo docente e con tutto il personale a contribuire alla crescita culturale del territorio intensificando le iniziative in connessione con il territorio, così da festeggiare nel migliore dei modi i suoi primi cinquanta anni di attività, consapevole delle proprie potenzialità e del suo indiscutibile ruolo di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. (ac e vp)

[Aldo Costa e Virgilio Piccari sono rispettivamente il presidente e il direttore dell’Aba di Catanzaro]

CATANZARO – Aba Catanzaro, Carabinieri e Comune assieme per la tutela ambientale

L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro ha partecipato al progetto Adotta un Albero per il futuro, pensato per dare vita ad un bosco diffuso in tutta Italia.

Dopo l’incontro divulgativo con gli studenti Aba sulla tutela del patrimonio ambientale e naturalistico, tenutosi nelle scorse settimane a cura del reparto dei Carabinieri, nella giornata di mercoledì l’Accademia ha accolto alcuni arbusti donati dai Carabinieri che sono stati piantati nel giardino della sede di viale Tommaso Campanella. Si tratta di due piante di ginestra, un albero di ciliegio e una sughera, specie arboree scelte dall’Accademia e dai suoi studenti per l’attinenza con il territorio e il valore artistico e culturale che queste piante hanno in relazione alle tradizioni locali. 

La consegna delle piante si è tenuta nella sede centrale dell’Accademia, in pieno centro storico di Catanzaro, alla presenza del comandante del Raggruppamento Biodiversità dei Carabinieri Catanzaro, col. Nicola Cucci, del botanico Carmine Lupia, del presidente della Commissione Cultura del Comune di Catanzaro, Nunzio Belcaro, accolti dal direttore dell’Aba Catanzaro, Virgilio Piccari, e da tanti tra studenti e docenti dell’istituto.

«Siamo in una stagione in cui è giusto e necessario – ha evidenziato il direttore Piccari – che tutti gli Enti di Stato, soprattutto quelli della formazione, comincino a dare un senso compiuto a cosa significa il rispetto verso l’ambiente. Sono piccoli segnali a cui, però, vediamo che gli allievi rispondono con prontezza e con sincero entusiasmo: in questo caso, ad esempio, sono stati gli studenti stessi a contribuire nella scelta degli alberi da piantare secondo un ragionamento e una filosofia ben specifici».

«Per l’Accademia è importante dare forma e sostanza a iniziative come questa che possono contribuire alla formazione di un modo di vivere sostenibile. Mi auguro che questa operazione si possa allargare e coinvolgere anche i privati», ha spiegato Piccari che poi ha ricevuto dal comandante Cucci anche una talea dell’albero di Giovanni Falcone, il ficus simbolo di legalità derivato dall’albero che si trova sotto all’abitazione del giudice ucciso dalla mafia e che l’Arma dei Carabinieri sta diffondendo sul territorio nazionale. La pianta sarà messa a dimora nei prossimi mesi, quando il clima sarà più mite, nel giardino della sede centrale dell’Accademia, in via Tripoli.

L’iniziativa sarà integrata da un contributo artistico ad opera di alcuni studenti dell’Accademia. I giovani artisti inseriti nella sezione “Utopie” del progetto dell’Aba “Ceilings”, curato dalla docente Simona Caramia, realizzeranno alcune opere sonore che saranno installate sugli alberi. Una sinergia sottolineata anche da Belcaro: «L’Accademia di Belle Arti, guidata magistralmente dal direttore Virgilio Piccari, dimostra per l’ennesima volta la forza che riesce a mettere in campo nel generare pensiero, agitare discussione, prendersi un ruolo da protagonista nel fermento culturale cittadino. Il progetto Ceilings curato dalla professoressa Simona Caramia, mette Catanzaro in rete col dibattito artistico nazionale. La natura, il vento, i suoni, l’utopia, saranno gli strumenti messi in campo per vivere insieme all’amministrazione comunale quest’importante percorso».

In prospettiva, l’intenzione dell’Accademia e dell’amministrazione comunale è quella di dar vita ad un percorso che, con la medesima filosofia di integrazione storico-artistica con la città, possa caratterizzare alcune aree della urbane. (rcz)

 

CATANZARO – All’Accademia di Belle Arti l’iniziativa “Adotta un albero”

Mercoledì 11 gennaio, all’Accademia di Belle Arti, alle 9.30, è in programma l’iniziativa Adotta un albero. L’Accademia, infatti, ha aderito al progetto del Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro dal titolo Adotta un albero per il futuro.

L’evento porterà alla messa a dimora di alberi e arbusti autoctoni, con valenze culturali, artistiche e architettoniche, che andranno a costituire un percorso verde ideale.

Un possibile percorso di verde urbano nel centro storico sarà concretizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Catanzaro.
Successivamente saranno installate opere sonore realizzate dagli allievi dell’Accademia, nell’ambito del progetto Ceilings – sezione Utopie. Il progetto è a cura di Simona Caramia, docente Aba Catanzaro.
All’evento prenderanno parte: Virgilio Piccari, direttore Aba Catanzaro, Nicola Fiorita, sindaco di Catanzaro, Col. Nicola Cucci, comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità, e il botanico Carmine Lupia. (rcz)

CATANZARO – Sabato all’Accademia di Belle Arti “Refashioned”

Sabato 26 novembre, a Catanzaro, alle 18, al Compleanno Monumentale San Giovanni, è in programma la sfilata di monda Refashioned, curata dall’Accademia di Belle Arti.

L’evento che sabato riempirà le sale del San Giovanni s’inserisce nel quadro più ampio delle attività messe in piedi dall’Accademia per celebrare i suoi primi 50 anni di lavoro. Il 30 ottobre 1972, infatti, il Dpr 1162 segnava la nascita dell’Istituto nell’anno accademico 1972/73. Ecco perché le celebrazioni, iniziate con la mostra dedicata a Toni Ferro (“Ferro Contemporaneo”, allestita all’Accademia), proseguiranno per tutto il 2023.

Come anche il titolo scelto suggerisce, “Refashioned” ha preso le mosse dai concetti di riuso, di sostenibilità, di recupero creativo nella moda, inquadrando il progetto nella più attuale e stringente realtà del dibattito sulle storture del fast-fashion, sui costi ambientali ed economici dell’industria manifatturiera alle prese con la transizione ecologia e i rincari energetici: «È il nostro primo progetto – aveva spiegato Maria Saveria Ruga, docente Aba e coordinatrice della Scuola di Fashion Design, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento avvenuta lo scorso 21 ottobre – e non è un caso aver voluto puntare l’attenzione sul tema del riuso e della sostenibilità nella moda».

«È un tema trasversale – ha aggiunto – che abbiamo affrontato, negli ultimi tre anni di lavoro, sotto molti punti di vista: la moda è uno dei sistemi più inquinanti e capire le nuove frontiere in questo senso è diventata anche una sfida per gli studenti. Dalla sostenibilità dei materiali e dei colori, alla filiera etica, è stato un gran lavoro e non vediamo l’ora di mostrare alla città di cosa sono stati capaci i nostri studenti».    

Il progetto è tra le prime idee su cui ha inteso lavorare il direttore dell’Aba di Catanzaro, Virgilio Piccari, avviando così un percorso di apertura dell’Istituzione al territorio: «L’Accademia vuole essere vita: sino a poco tempo fa, chi di questo territorio voleva studiare all’Accademia non metteva al centro delle ipotesi di farlo nella propria città. Da qualche tempo, invece, dalla segreteria arrivano segnali in senso opposto. Il numero degli iscritti sta aumentando, allora, e questa non può che essere una notizia positiva per tutta la provincia, una notizia di cui essere felici».

I corsisti della Scuola di Fashion Style e Gioiello, con il coordinamento dei docenti, hanno così realizzato i 50 modelli di abiti e i 15 di gioielli che sfileranno in passerella. A curare scenografia, regia, illuminazione, sound design e ogni altro aspetto organizzativo sono stati poi gli studenti e docenti delle altre Scuole dell’Accademia, dando così vita ad un progetto corale e multidisciplinare che è il coronamento di un percorso didattico volutamente improntato alla professionalizzazione degli studenti. (rcz)

 

 

Con “Tutte le cose si compiono” si chiude la terza edizione di Ceilings

È con la mostra Tutte le cose si compiono di Claudia Giannuli che si chiude la terza edizione di Ceilings, il progetto dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, cofinanziato dalla Regione Calabria con i fondi Pac Calabria 2014-2020.

L’esposizione, a cura di Simona Caramia, è visitabile dal 25 gennaio al Museo Archeologico Lametino e si chiude con l’intervento di Claudia Giannuli, a cui l’artista lavora da maggio e che è stato possibile grazie al lavoro sinergico di docenti e studenti dell’Accademia: i professori Andrea Grosso Ciponte, Lea Urzino e le allieve Michela Intrieri, Maria Gilda Perri e Giorgia Rosi.

L’opera di Giannuli, pensata per il Museo archeologico nazionale lametino e fortemente voluta dalla direttrice dott.ssa Simona Bruni, restituisce simbolicamente un frammento di storia importante a tutto il territorio calabrese.

Nel testo del catalogo generale di Ceilings, Simona Caramia – curatrice dell’intervento e direttore artistico dell’intero progetto – scrive: «Tutte le cose si compiono nasce da un’attenta analisi della collezione permanente del Museo lametino, omaggiando il Tesoro di Sant’Eufemia, composto da un diadema, parti di due o tre collane, terminali di un paio di orecchini a spirale, pezzi di alcune cinture, un anello e frammenti di altri ornamenti appartenenti ad una o più donne ricche. Il tesoro fu realizzato tra il 330 e il 300 a. C. dal “Maestro di Sant’Eufemia”, fu ritrovato nel 1865 e fu venduto al British Museum di Londa nel 1896».

«L’opera di Giannuli – scrive ancora Caramia – restituisce al Museo una reinterpretazione del diadema, che non vuole e non può essere un’emulazione del prezioso gioiello, ma un interessante spunto per riflettere sulla potenza simbolica degli ornamenti nel passato. Da gioiello punitivo, e per nulla ornamentale, l’opera di Giannuli manifesta il suo potere producendo l’occlusione della vista. Così foglie bianche in ceramica – o rosa come si vede nell’animazione 3D – occludono gli occhi, intesi quale mezzo di conoscenza del mondo, un mondo che proprio nel periodo di lockdown – che ha attraversato questa edizione di Ceilings – abbiamo visto scomparire per mesi, sotto il peso di chiusure, più o meno radicali».

L’opera, ultimata a dicembre, si compone di una video animazione in loop su monitor e da una scultura in ceramica e ottone in teca; l’intervento sarà visibile al Museo lametino dal 25 gennaio ore 10.30 e documentato nel catalogo della terza edizione del progetto.

Ceilings è realizzato in partenariato con Direzione Regionale Musei Calabria, Fondazione Rocco Guglielmo, Comune di Cosenza, Comune di Catanzaro, Provincia di Catanzaro, Galleria Nazionale di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, BoCs Art Museum di Cosenza, Fondazione Attilio ed Elena Giuliani, Villa Rendano – Museo Consentia itinera, MABOS – Museo del Bosco della Sila, Lanificio Leo, Nido di Seta, Museo della Seta, Museo archeologico Lametino di Lamezia Terme, Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna, Museo e Parco archeologico nazionale di Scolacium, Carabinieri Forestali della Calabria, con il patrocinio di ICOM Italia, Alma Artis Accademia di Belle Arti di Pisa, Libreria Ubik di Catanzaro. (rcz)

CATANZARO – Il sindaco Abramo incontra il neo direttore dell’Aba Piccari

Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ha incontrato il neo direttore dell’Accademia di Belle Arti, Virgilio Piccari, il cui insediamento «apre una nuova stagione – ha dichiarato il primo cittadino – lungo il consolidato percorso di collaborazione con l’Amministrazione comunale mirato a potenziare la vocazione culturale del territorio».

«Ho avuto il piacere di ricevere il neo direttore – ha aggiunto – per un breve incontro in cui sono stati condivisi alcuni obiettivi, con la comune volontà di rafforzare ancora di più il legame tra l’Accademia e la città. L’Aba di Catanzaro ha costruito negli ultimi anni delle basi importanti grazie alla qualità delle attività formative e dei progetti di respiro nazionale e internazionale che hanno fatto crescere la reputazione del nostro territorio».

«Abbiamo creduto fortemente in questa sfida – ha proseguito il sindaco Abramo – stando dalla parte di studenti e docenti che hanno trovato nell’ex Educandato, nel cuore del centro storico, la loro nuova e accogliente casa. Ora questo percorso non potrà che essere intensificato con la direzione di Piccari, catanzarese di origine tornato nella sua città con un bagaglio prezioso di competenze e di entusiasmo. Sono certo che la sinergia tra l’Accademia e l’amministrazione potrà continuare a produrre ulteriori risultati contribuendo, nella più ampia strategia del Polo delle Arti, alla crescita culturale della città e alla valorizzazione dei suoi giovani talenti» (rcz)

A CATANZARO IL ‘POLITECNICO DELLE ARTI’
UN PROGETTO DI CULTURA MEDITERRANEA

L’idea non è nuova, ma le parole del neo direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro Virgilio Piccari l’hanno rilanciata in grande stile: Catanzaro sede del Politecnico delle Arti, una sorta di super agenzia di formazione artistica e culturale, sotto un’unica regia gestionale, che possa catturare l’interesse di centinaia di giovani non solo calabresi. Un’occasione straordinaria, è stato osservato da più parti, per rilanciare l’immagine e la funzione di una Città che oggi soffre una sorta di crisi d’identità, soprattutto nel suo centro storico.

Il catanzarese Virgilio Piccari, che viene da Catania e il cui insediamento avrà inizio effettivamente dal 2 novembre, ha già cominciato a prendere contatti con i principali attori della città che stanno mostrando molto interesse al progetto. «Da cosa nasce – dichiara a Calabria.Live il direttore Piccari – l’idea del Politecnico delle Arti? Innanzitutto sono vent’anni che abbiamo richieste dal nostro comparto per progetti di internazionalizzazione. Quando io iniziai a dialogare con gli altri enti di formazione terziaria, quindi con i Conservatori, con l’Università, con gli enti lirici – parlo della mia esperienza catanese che vorrei riproporre in Calabria – immaginai sinergicamente di creare dei percorsi formativi congiunti, da fare in modo che diventassero un’attrazione irresistibile per ragazzi provenienti da altri Paesi e più specificamente del Mediterraneo (Algeria, Marocco, Tunisia, Grecia, Albania, la Spagna, etc). Immaginavo prima di tutto di coinvolgere due regioni, la Sicilia e la Calabria, affinché si potessero realizzare delle sedi diverse da quelle istituzionali (Conservatori, Dams, dipartimenti etc): questo potrebbe innescare un meccanismo virtuoso in grado di rivalutare i nostri centri storici con la creazione di una nuova istituzione aperta ad allievi che chiedono di formarsi e specializzarsi in Italia. Ovvero riproporre la grande tradizione culturale del nostro Paese specie nel settore dell’arte, che è molto apprezzata. Con tanti progetti che potrebbero mettere al centro le peculiarità dei territori, per esempio la ceramica, le tradizioni antiche calabresi come la tessitura della seta, e tanto altro ancora fino alla tecnologia nell’ambito dei computer games, della fumettistica, della comunicazione grafica. L’idea nasceva dall’obiettivo di dare di nuovo all’Italia l’appetibilità verso l’esterno per la formazione Per arrivare alla costituzione di un Politecnico delle Arti a noi servono accompagnamenti (e già abbiamo la disponibilità dell’Accademia di Belle Arti di Catania) e conosco il progetto del sindaco di Catanzaro quando ha parlato di Politecnico per coinvolgere il futuro Conservatorio. Del quale, in questo progetto, non si può proprio fare a meno. Tutto ciò creerebbe le condizioni affinché si possa riaccendere una luce verso il centro storico di Catanzaro: proprio oggi pomeriggio ho incontrato il presidente della Camera di Commercio e gli ho suggerito di convocare una conferenza di servizi con tutti gli esercenti commerciali del centro storico e proporre loro l’apertura notturna, una volta al mese, con un progetto del tipo “arte & commercio”. Proviamo a immaginare una notte al mese con tutti gli esercizi commerciali aperti con magari in vetrina un’opera d’arte. Quindi “accendere” il centro storico addirittura di notte e fare in modo che s’instauri un dialogo tra il movimento della gente e l’interesse prodotto dalle opere d’arte».

L’idea, in fondo, deriva da una considerazione molto semplice. Il Capoluogo di Regione vanta, ormai, una collaudata rete di strutture e agenzie della cultura e dell’arte, rete praticamente unica in Calabria. Tale rete è formata virtualmente dall’Accademia di Belle Arti, dalla Fondazione Politeama e dai suoi contenitori (Teatro, Complesso monumentale del San Giovanni), dal Conservatorio di studi musicali Tchaikovsky, dall’Università Magna Graecia, dall’originale Museo del Rock, dal museo all’aperto del Parco della Biodiversità, dal Museo di Arte Contemporanea MarCa. Catanzaro che ospita rassegne di alto livello, come il festival d’Autunno, il Magna Graecia Film Festival, Armonie d’Arte, AlTrove, Materia Design.

Ci sono, insomma, le condizioni per varare un progetto ambizioso. Più volte, negli ultimi tre o quattro anni, il sindaco Sergio Abramo ha insistito su questa idea, promuovendo anche riunioni operative con tutti gli attori culturali e formativi della città. Resta però il nodo della formula per concretizzare questo obiettivo, visto che le normative ministeriali non sono chiarissime e che i Politecnici delle Arti sono stati costituiti in altre realtà italiane un po’ a macchia di leopardo. In molte situazioni, si è scelta la formula del Consorzio tra Accademia, Conservatorio, Enti Locali e Università, puntando poi ad ottenere un congruo finanziamento dal Mibact.

Quale strada vorrà intraprendere Catanzaro non si sa. Il direttore Piccari, mosso da grande entusiasmo, sicuramente vorrà rilanciare la questione, guardando ai canali dei fondi europei che nell’ambito di progetti che riguardano l’arte e l’internazionalizzazione sono molto attivi e offrono una grande quantità di risorse finanziarie. Il Comune è certamente molto interessato perché sulla scommessa culturale si gioca il futuro della Città. È bene ricordare che l’Accademia di belle Arti, presieduta dall’ex parlamentare Pino Soriero, ha trovato casa nel centro storico grazie ad un accordo con l’Amministrazione comunale che le ha concesso un immobile di prestigio, l’ex Educandato.

I punti di forza del progetto sono i grandi contenitori culturali che Catanzaro può mettere a disposizione. Si parte del grande teatro Politeama, progettato dall’architetto Paolo Portoghesi, che ha una capienza pre Covid di mille posti. Poi il polo museale del San Giovanni che ha ospitato grandi mostre ed eventi anche internazionali. Altri musei di notevole interesse sono il già citato MarCa, il museo numismatico di Villa Margherita, l’originale Museo del Rock, il Museo Militare Musmi. Ad arricchire questa dotazione anche l’auditorium “Aldo Casalinuovo” e la rete di cineteatri presenti nel centro storico, il Comunale e il Supercinema.

Il problema, lo ripetiamo, è la forma gestionale che sarà scelta per governare questo insieme di strutture e agenzie. Se si riuscirà a trovare una sintesi, d’intesa con il Ministero, Catanzaro potrà diventare una meta ambita per centinaia di giovani che intendono studiare e formarsi nel variegato mondo delle arti, dalla pittura alla scultura, dal teatro al cinema, dalla musica classica a quella contemporanea. E il centro storico che vede una crisi aggravata dall’emergenza sanitaria potrebbe rivivere.

Ma non finisce qui: un progetto del genere – lo confessa anche il direttore Piccari – non può avere solo respiro cittadino: bisogna guardare all’ambito regionale, proprio per la posizione della Calabria al centro del Mediterraneo. Occorrerà bussare alla Cittadella e, sicuramente, la presidente Santelli si lascerà entusiasmare facilmente dal progetto. La Calabria deve puntare sull’industria culturale e il Politecnico delle Arti dovrà far parte di quel grande progetto culturale che cambierà radicalmente il volto della regione. (sds)