SEGNO D’IDENTITÀ CULTURALE: S’INTITOLI
AEROPORTO LAMEZIA A CORRADO ALVARO

di PARIDE LEPORACE e GIANLUCA PASSARELLI – Oltre 200 persone hanno firmato la petizione promossa da me e dal docente universitario Gianluca Passarelli, petizione che chiede di intitolare l’aeroporto di Lamezia Terme a Corrado Alvaro.
L’aeroporto è intitolato a Santa Eufemia, e con il rispetto che si deve ai santi, ci sembra in realtà più che una scelta che tiene conto di un sentimento di fede, un omaggio legato al quartiere dove fu realizzata la struttura. Una dicitura iperlocalista e mai entrata nell’immaginario collettivo di calabresi e viaggiatori che ignorano il suo toponimo.

La Calabria ha bisogno di segni simbolici unificanti per superare campanilismi che hanno sempre diviso la nostra Regione.
Abbiamo espresso la nostra idea di Alvaro nel nostro appello. Ci conforta che l’idea sia sostenuta dal sindaco di S.Luca Bruno Bartolo, dai giornalisti Matteo Cosenza e Filippo Veltri, da Vito Teti uno dei migliori interpreti di Alvaro nella modernità, dal cantautore Peppe Voltarelli, da Tonino Perna, il quale ha dichiarato: «Credo che Corrado Alvaro rappresenti non solo il più grande scrittore calabrese ma anche un uomo che ha saputo essere fino in fondo calabrese e cittadino del mondo»

Auspichiamo che prosegua la mobilitazione e che sia utile ad un confronto su Corrado Alvaro e sul nostro essere calabresi del XXI secolo.I luoghi esprimono simboli e quindi significati, identità e storie. Gli aeroporti, come le stazioni dei treni, sono spesso “non-luoghi”, dove lo spaesamento individuale è accentuato. In assenza di riferimenti storico-sociali-culturali definiti, identificati, riconosciuti e riconoscibili, la a-spazialità accentua processi di depauperamento civico e sociale.
L’àtopon, un luogo di ciò che è senza luogo, diventi toponimo di una comunità spaesata, ma che cerca riferimenti collettivi.
Non si tratta di mera metonimia, di maquillage, di marketing dei luoghi. Viceversa, l’intento è proprio sottrarre al vuoto dei codici, delle etichette campaniliste o delle sigle fantasiose, quanto dovrebbe richiamare immediatamente, ossia senza intermediazioni e subito, il senso di appartenenza e la comune identità. Da rivendicare con orgoglio, senza chauvinismo, tanto più essa sia capace di “viaggiare nello spazio e nel tempo”.

Corrado Alvaro, i suoi scritti, le sue parole, rappresentano il più alto esempio di quella “calabresitudine” alta da riaffermare. Consacrare un luogo quale l’aeroporto principale della Regione, alla figura nobile, prestigiosa e illustre di Alvaro, rappresenterebbe un segnale assai positivo.
Scrivendo della sua Calabria, Alvaro descriveva un luogo di transito, una stazione ferroviaria: «Ci trovavamo sul marciapiedi della stazione d’una linea secondaria, in attesa del treno, cioè dell’elettro-treno, come si chiama. C’era qualche studente che tornava a casa dall’esame sbrigato presto, un prete, giovani professionisti, avvocati attempati e vecchi notai che andavano alle loro visite settimanali della clientela di provincia, qualche coppia di sposi, di cui una vestita di nero, la donna stretta in una guaina che faceva risaltare la pelle d’un bianco di camelia».

Basta sostituire treno con aereo per vedere con gli occhi e con l’immaginazione il grande traffico di persone, storie, cose che transitano quotidianamente in aeroporto.
Secondo Alvaro «…il calabrese “vuole essere parlato”. Bisogna parlargli come a un uomo che ha sentimenti, doveri, bisogni, affetti: insomma, come a un uomo».
Anche la Calabria ha un particolare bisogno di essere parlata, e vuole che si parli di Lei attraverso il suo figlio più prodigioso.

Confidiamo che presto il nome di Alvaro viaggi da e per l’aeroporto principale della regione quale veicolo di cultura, identità. (ple – gp)

CHI VOLESSE ADERIRE FIRMI QUI: https://www.change.org/p/intitolazione-a-corrado-alvaro-dell-aeroporto-di-lamezia-terme?redirect=false

 

Aeroporto di Lamezia, il sindaco Fiorita: Proposta mirata a cementare unione tra le due città

È quasi immediata la risposta del sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, alle dichiarazioni del sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, in merito all’idea di cambiare nome all’Aeroporto di Lamezia Terme, spiegando che «la proposta mira semplicemente a cementare l’unione tra le due città».

Il sindaco, dispiaciuto che «l’amico e collega Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, non abbia colto lo spirito unitario e non divisivo della mia proposta di denominare lo scalo aeroportuale internazionale “Lamezia Terme-Catanzaro”», ha evidenziato come «il fatto di fare precedere l’indicazione di Lamezia Terme a quella di Catanzaro conferma l’estremo rispetto che ho portato a quel territorio e alla quarta città della Calabria».

Una proposta, quella di Fiorita, che «dal nostro punto di vista, riconoscere il merito storico che hanno avuto Catanzaro e le sue istituzioni (la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio) nella nascita dell’aeroporto e nella sua crescita. Non credo di avere affermato nulla di scandaloso nel dire che lo scalo lametino è anche l’aeroporto del Capoluogo di Regione e che anche Catanzaro debba continuare a concorrere alla crescita dello scalo».

«Non intravedo nulla di campanilistico – ha aggiunto – né alcun attentato all’identità della città di Lamezia che personalmente considero non solo una consorella, ma anche interlocutrice privilegiata nei futuri programmi di sviluppo della nostra Amministrazione. Rinnovo anzi quello che ho anticipato al sindaco Mascaro per via telefonica, e cioè un rinnovato impegno a lavorare insieme per costruire un asse comune».

«Sono sicuro che quando il sindaco Mascaro, che reputo persona molto equilibrata e competente – ha concluso – avrà valutato con più serenità la mia proposta, ne apprezzerà le motivazioni e soprattutto gli effetti unitari, rivolti alla creazione di una grande Area centrale della Calabria sostenuta dalle due principali Città che debbono mettere definitivamente al bando campanilismi che non hanno ragione di essere. Non sarà una questione nominalistica a frenare questo processo che io reputo irreversibile». (rcz)

Il presidente Mancuso: No a divisioni campanilistiche su aeroporto di Lamezia

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha definito «inopportuna la polemica sul cambio del nome dell’Aeroporto di Lamezia Terme». 

Per Mancuso, infatti, «i problemi dell’Aeroporto Internazionale, uno degli scali più logisticamente strategici d’Italia e uno dei più importanti del Mezzogiorno per numero di passeggeri trasportati,  non siano di tipo nominalistico, ma riguardino criticità concrete, che possono essere risolte puntando al suo ampliamento strutturale e funzionale».

«Unendo le energie – ha evidenziato – e dando concretezza alle proposte sostenibili, nell’interesse sia delle città di Catanzaro e Lamezia Terme che dell’intera Calabria. Ciò che mi sento di suggerire ai due sindaci più rappresentativi dell’area centrale della Calabria, è di puntare, nel rispetto delle peculiarità delle due realtà, ad una robusta concertazione sulle tante opere infrastrutturali, materiali e immateriali,  da portare a compimento nel breve  e medio periodo, affinché l’area centrale sia messa nelle condizioni di esercitare la  funzione politico-istituzionale di raccordo e sintesi delle tante risorse disponili,  regionali, nazionali ed europee, e dei  tantissimi interessi presenti sul territorio, economici, ambientali e culturali».

«Quest’area – cerniera della Calabria, deve assolutamente superare – ha proseguito – come ho asserito nel mio intervento di insediamento da Presidente dell’Assemblea legislativa,  le attuali, complesse e diffuse difficoltà, esercitando quel protagonismo politico e istituzionale, positivo e pragmatico, che finora è mancato. E la cui evanescenza ha prodotto diseconomie per le due città e per l’intera area centrale, la cui condizione di precarietà e il cui mancato sviluppo hanno accelerato la tendenza alla  frammentazione economica e sociale di una regione che ha purtroppo  ha dimostrato la tendenza a storicamente dividersi, presentandosi disarticolata e fragile nello scenario meridionale e nazionale. Sui temi del rilancio dell’area centrale, il Consiglio e la Giunta regionali sono molto vigili e fattivamente operativi».

«Soprattutto disponibili a interagire con gli Enti locali e le rappresentanze imprenditoriali e sociali – ha concluso – per recuperare il tempo perduto. E dare una svolta, tralasciando ogni disputa formalistica e di sterile pennacchio, ad un’area che da critica deve diventare propulsiva di innovazione, rinnovamento e  modernizzazione,  nonché promotrice di sviluppo produttivo  e nuova occupazione». (rrc)

Aeroporti, Fi Reggino: Rafforzamento dei voli ottima notizia

Il gruppo comunale reggino di Forza Italia ha espresso soddisfazione per il rafforzamento dei voli negli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria, sottolineando che si tratta di «un altro passo verso grandi obiettivi che abbiamo in mente per l’aeroporto di Reggio».

«Si avverte, è tangibile ormai, il netto cambio di rotta delle sorti del ‘Tito Minniti’, merito dell’On. Francesco Cannizzaro e del Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il quale dimostra ancora una volta di avere a cuore le sorti dello scalo di Reggio – viene evidenziato nella nota –. Quindi, ringraziamo ITA per l’impegno assunto di investire ancora una volta sul nostro scalo, ma ringraziamo soprattutto chi ha fatto capire a ITA l’importanza di volare sullo Stretto. Il vettore di bandiera è fondamentale per la nostra Città, anzi vitale».

«Chi non esulta, da bastiancontrario cronico – si legge nella nota – criticando a prescindere e senza mai muovere un dito per risolvere i problemi, non solo è nemico del Territorio, ma soprattutto non si rende conto del danno che reca a tutta la Comunità reggina. Noi invece siamo ottimisti e non lo nascondiamo. Anche perché, che ITA rafforzi la propria presenza a Reggio è già di per sé una grande notizia, ma sarà poca cosa rispetto alle altre notizie sull’aeroporto che saranno rese note a breve, quando si innescheranno una serie di incastri burocratico-amministrativi che permetteranno di realizzare tutto quello che Forza Italia dice da anni, in primis il nostro Coordinatore provinciale Francesco Cannizzaro, l’unico che si sta davvero battendo per l’aeroporto. Adesso, finalmente, grazie anche al supporto costante e lungimirante del Presidente Occhiuto, le circostanze stanno prendendo la piega giusta».

«La nota ufficiale diramata da Sacal – conclude la nota – per comunicare il rafforzamento dei voli, tra le righe, ha indirettamente confermato i rumors giornalistici di questi ultimi giorni, secondo cui l’abbattimento delle limitazioni dovute alla categoria C sarebbe ormai questione di mesi. E allora si che ne vedremo delle belle…». 

I consiglieri regionali forzisti hanno ribadito che «con Occhiuto.è stato fatto un enorme passo in avanti per tutto il sistema aeroportuale».

«Meno di un anno è trascorso dall’insediamento del Governatore – viene evidenziato – e già si possono contare passi in avanti in ciascun settore. Tra gli impegni più vigorosi, significativi e colmi di risultati possiamo annoverare sicuramente il sistema aeroportuale. Uno sfascio quello ereditato dalla Sinistra di Oliverio. Oggi invece, grazie alla sagace mossa di Occhiuto di riportare Sacal in capo alla Regione, finalmente tutto sta prendendo una piega diversa. Anche la situazione dell’aeroporto di Reggio, che in questi anni è sempre stato in procinto di chiudere i battenti».

«E proprio il ‘Tito Minniti’ – prosegue la nota – pare sia diventato la vera ‘scommessa’ di Occhiuto tanto quanto del nostro Coordinatore provinciale, il deputato Francesco Cannizzaro. Le strategie dei nostri due massimi esponenti convergono verso un netto, innovativo, decisivo cambio di rotta, che siamo certi regalerà ai reggini le soddisfazioni che aspettano e chiedono con decisione. La stessa decisione con cui Cannizzaro si sta battendo sui tavoli che contano, per ottenere grandi risultati, e Occhiuto si sta impegnando per cambiare strategie aziendali e di visione del sistema calabrese».

«Dunque – conclude la nota – salutiamo con gioia la novità del rafforzamento dei voli, fiduciosi che molto altro ancora accadrà nei prossimi mesi per rilanciare e consacrare una volta per tutte l’aeroporto dello Stretto, infrastruttura dalle mille potenzialità. Ora facciamola decollare!». (rrc)

 

AEROPORTO DELLO STRETTO NON DECOLLA
L’INUTILE VOLO PER ROMA CON ORARI FOLLI

di ANTONIETTA MARIA STRATI – «Esisteva una volta un aeroporto dello Stretto. Nell’ultimo decennio è stato declassato fino a ridursi a un piccolo, marginale, aeroporto di una piccola provincia». Inizia così la lettera scritta da Tonino Perna, vicesindaco di Reggio Calabria e indirizzata alla SacalAlitalia, in merito alla situazione dell’aeroporto di Reggio Calabria che, purtroppo, è – e continua a essere – penalizzato sotto tutti gli altri aspetti.

Una conditio perenne, quella dell’aeroporto dello Stretto che, insieme all’aeroporto di Crotone, sembrano essere dimenticati non solo dalla politica comunale, ma anche quella regionale. Eppure, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, aveva annunciato, per lo scalo reggino, una «task force istituzionale supportata da esperti ed addetti ai lavori» per il suo rilancio, ma di cui non si è più saputo nulla, e di cui «c’è da chiedersi se ha motivo di esistere, atteso che manca un confronto e soprattutto un’agenda di indirizzo e di supporto tra le parti. Per non parlare dell’inconcepibile ‘silenzio’ della società di gestione Sacal, il cui piano industriale per l’infrastruttura non è ancora stato ‘lanciato» denunciano Rosy Perrone e Domenico Giordano, rispettivamente segretario provinciale Cisl e segretario provinciale Fit Cisl.

«I nostri appelli, di programmare una strategia di ampio respiro, caduti nel vuoto – hanno proseguito – diventano ancora più allarmanti adesso, che la pandemia Covid, ha ulteriormente limitato il traffico aereo. Siamo convinti servano idee e management all’altezza della sfida di sviluppo di cui necessita l’Aeroporto di Reggio Calabria. I milioni (25) ad esso destinati, da un emendamento al bilancio dello Stato di due anni fa, siamo sicuri bastino per il suo rilancio? Se non si elabora un disegno che coinvolga le compagnie di bandiera e altre società che hanno intenzione – senza trattative a rialzo – di far atterrare gli aerei in riva allo Stretto, pensiamo di no».

«Inoltre – hanno proseguito – risulta indispensabile, scongiurare le strumentalizzazioni montate ad arte, anche con luoghi comuni, o addirittura da talune compagnie di aviazione, secondo cui le restrizioni del ‘Tito Mnniti’ rappresentano un motivo insormontabile per la sua effettiva ripresa. Niente di più falso. La restrizione riguarda, considerata l’orografia del territorio e dell’aeroporto, con un raggio di virata molto stretto, il sistema di atterraggio, per cui sono richieste abilitazioni di piloti ed equipaggio che alcune compagnie (e sulle quali Sacal erroneamente insiste) non possiedono. Senza entrare nel merito tecnico che non ci compete, atteso che ci sarebbe una nuova procedura invece idonea almeno in parte, ad oggi non chiediamo – è il caso di dirlo – voli pindarici ma, servizi essenziali, periodicità, sicurezza e una visione di ampio respiro per far decollare l’aeroporto Tito Minniti. Intavolando trattative con le compagnie che hanno a disposizione vettori ed equipaggi idonei ad atterrare a Reggio Calabria e soprattutto disposti a garantire almeno due voli giornalieri».

Perna, assieme all’assessore al turismo di Messina, Enzo Caruso, hanno spiegato che «il bacino potenziale di utenti comprende una parte rilevante delle due città metropolitane di Reggio e Messina» e che «sulla sponda siciliana oltre la città di Messina e i paesi limitrofi abbiamo tutto il bacino di Barcellona-Milazzo che, in termini di tempo e costi, troverebbe conveniente recarsi all’aeroporto dello Stretto anziché a Palermo o Catania. Sulla sponda calabrese tra Palmi e Brancaleone l’aeroporto dello Stretto è più facilmente raggiungibile rispetto a Lamezia».

«Per non parlare – continua la lettera – delle isole Eolie che per tanto tempo erano collegate al sistema di trasporto: aeroporto dello Stretto- pulman-aliscafo diretto a Messina, Lipari, Vulcano, Stromboli. Quello verso le isole Eolie è un flusso turistico rilevante, proveniente dal Nord Italia e Nord Europa, che utilizzava l’aeroporto dello Stretto per la rapidità con cui raggiungevano le mete prestabilite. Con la fine della pandemia si torna a parlare di rilancio del turismo, un fattore essenziale per la ripresa economica e sociale dell’area dello Stretto».

«Ma, come si può parlare di turismo – hanno scritto ancora – se dall’aeroporto dello Stretto ci sono solo due voli: uno per Roma alle 19,20 e uno per Milano alle 14,55. E viceversa da Roma alle 17,25 e da Milano alle 12,00. Orari assolutamente penalizzanti, tanto per gli abitanti dello Stretto quanto per chi viene da fuori sia per ragioni di lavoro che di turismo. Insomma, avremmo bisogno di aver restituiti i voli la mattina presto per Roma e Milano che per tanto tempo sono stati largamente utilizzati quanto quelli della sera tardi».

Di problemi di mobilità, ne ha parlato anche il Comitato cittadino Aeroporto di Crotone, che ha definito insufficienti a garantire il diritto alla mobilità del territorio le tratte che, da fine giugno, saranno garantiti da Ryanair per Bergamo (quattro) e Bologna (due).

«Il messaggio che passa da quel comunicato è che vada tutto bene, ma non è così. Sei voli a settimana – ha spiegato Giuseppe Martino del Comitato cittadino aeroporto Crotone a LaCNews 24 – in piena stagione estiva ci preoccupano, non si può dire che vada tutto bene. È solo un’elemosina, che non possiamo accettare. Se in estate avremo sei voli, in inverno non avremo nulla. Dicono che in Calabria si attendono un milione di turisti, ma a Crotone come faranno ad arrivare?».

Una situazione, dunque, quella dei due aeroporti calabresi, che è diventata insostenibile e che fa rabbia, sopratutto se si considera che, invece, l’aeroporto di Lamezia Terme propone, ai viaggiatori, numerose rotte in tutta Italia, tra cui quella verso Berlino con la compagnia Easyjet che partirà dal 23 giugno, con la grande soddisfazione del presidente Giulio De Metrio, che ha parlato del nuovo collegamento come «frutto di un’eccellente collaborazione, conferma la volontà del vettore di voler investire in Calabria per migliorarne la connettività e favorire la ripresa economica del territorio».

Verrebbe da dire solo quello lametino, dato che è l’unico scalo su cui le compagnie aeree stanno investendo, snobbando gli altri poli – quello reggino e crotonese – che, invece di essere sfruttati per le loro potenzialità, vengono abbandonati in un limbo di incertezze e scontentezza, sia per i calabresi in loco che per quelli all’estero. (ams)

Regione e Sacal a lavoro le prospettive e sviluppo dei tre aeroporti calabresi

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, ha incontrato il presidente della SacalGiulio De Metrio, per discutere delle nuove strategie per i tre aeroporti calabresi.

Durante il «cordiale ed estremamente costruttivo incontro», programmato per fare il punto sulle prospettive e sullo sviluppo del sistema aeroportuale calabrese, il presidente De Metrio ha chiaramente delineato la strategia e le azioni intraprese finalizzate a raggiungere la piena potenzialità dei tre scali, ognuno secondo le proprie peculiarità e potenzialità.

L’assessore Catalfamo ha «pienamente condiviso l’approfondita analisi del presidente riconoscendo un concreto impulso basato su una chiara strategia e una proficua apertura alle istituzioni e alle parti sociali».

La responsabile regionale dei Trasporti ritiene, infatti, che «lo sviluppo di ognuno degli aeroporti deve essere programmato in una logica di sistema non concorrenziale ma di reciproco supporto, a servizio delle relative aree geografiche la cui distanza fisica impone la piena ed efficace operatività dei tre scali».

Per l’Aeroporto di Lamezia Terme «sono state confermate tutte le prospettive di sviluppo supportate anche dagli importanti interventi infrastrutturali programmati dalla Regione e dal collegamento diretto alla stazione ferroviaria».

Per l’Aeroporto di Crotone «si è preso atto dell’iter avviato dalla Regione finalizzato a garantire la continuità territoriale con connessioni con Roma, Torino e Venezia: i bandi di gara sono stati pubblicati e le rotte dovrebbero essere avviate a partire dal 1 febbraio 2021.

Ci si è, inoltre, impegnati reciprocamente a finalizzare al più presto l’investimento per la messa in sicurezza del sedime aeroportuale».

Per l’Aeroporto dello Stretto, l’assessore Catalfamo, «dopo aver preliminarmente rilevato l’assoluta assenza di interventi sullo scalo nei precedenti programmi della società», ha condiviso con De Metrio «le importanti prospettive di sviluppo dello scalo connesse anche alla particolare posizione geografica che, dopo essere stata sempre individuata come una limitazione, potrebbe diventare un punto di forza se si agisce considerando che l’area dello Stretto costituisce un unicum paesaggistico con grandi potenzialità attrattive».

La disamina delle azioni in corso ha consentito di verificare lo stato di attuazione dell’importante investimento di 27,5 milioni di euro finanziato per 25 milioni di euro dal governo centrale e per 2,5 milioni di euro dalla Sacal. De Metrio si è dimostrato «consapevole dell’opportunità di sfruttare pienamente e rapidamente questa occasione unica», che si concretizzerà nella realizzazione di 9 interventi che incideranno significativamente sullo sviluppo aeroportuale e che potrebbero consentire allo scalo «di essere classificato in categoria B lasciando la non adeguata categoria C.

La continua interlocuzione con Enac sta consentendo di superare le ultime problematiche e di avviare le procedure di gara per le singole opere». Alcuni degli interventi previsti e ormai imminenti – è emerso ancora dall’incontro – «forniranno un importante contributo per superare le ataviche problematiche derivanti dalla procedura di sicurezza che le compagnie aeree devono applicare per operare sull’aeroporto di Reggio Calabria, che prevede che i piloti acquisiscano una specifica abilitazione attraverso una formazione iniziale e un mantenimento attraverso una continuità di operazioni sullo scalo reggino. Questa procedura risulta una significativa barriera all’ingresso per i vettori aerei, soprattutto quelli low cost. Il presidente si è impegnato a fornire tutte le motivazioni tecniche del caso all’Enac, finalizzate a rimuovere questa limitazione ritenuta eccessiva e anacronistica».L’assessore Catalfamo ha assicurato «tutto l’impegno istituzionale possibile da parte della Regione Calabria affinché, nei tempi più brevi possibili, siano effettuate tutte le necessarie valutazioni tecniche finalizzate a superare questo critico vincolo.

Catalfamo ha, poi, illustrato le iniziative della Regione mirate a garantire una adeguata accessibilità dei tre scali.

«Per l’aeroporto di Lamezia – ha sottolineato – grande attenzione alla connessione tra lo scalo e la stazione attraverso la realizzazione del piazzale antistante la stazione, mentre nel contempo è in fase di stipula il contratto per la progettazione del sistema people-mover programmato nella precedente legislatura regionale e portato a termine in questi mesi.Per l’aeroporto di Crotone si sta programmando il collegamento con la SS 106 nonché ogni possibile miglioramento di connessione alla rete dei trasporti».

Per il miglioramento dell’accessibilità al Tito Minniti l’assessore ha invitato la Sacal «a partecipare al tavolo permanente di recente istituito dalla Regione per coordinare insieme alla Regione Sicilia gli orari dei servizi di tutte le modalità di trasporto a servizio dell’area dello Stretto di Messina».L’assessore ha anche comunicato i risultati delle interlocuzioni con Trenitalia, finalizzata all’utilizzo della fermata ferroviaria in prossimità dell’aeroporto.

Catalfamo ha evidenziato l’importanza che «Anas, a seguito della propria espressa richiesta, abbia di recente garantito l’imminente affidamento dei servizi di progettazione per completare lo svincolo sulla SS 106 Jonica. Tale opera, che consentirà l’accesso diretto all’aerostazione provenendo da nord, nonostante fosse stata progettata alcuni anni fa era stata poi accantonata per motivazioni che su specifico impulso della Regione, troveranno immediato superamento».

Dopo aver approfondito tutte le possibili azioni per «un efficace iter di rilancio dell’intero sistema aeroportuale», l’assessore e il presidente hanno incontrato i rappresentanti dell’associazione Miti – Unione del Sud, con i quali si è discusso, «in forma molto cordiale e costruttiva», dello sviluppo dell’Aeroporto dello Stretto e delle proposte della stessa associazione.

In vista dei successivi confronti con Enac, principale ulteriore interlocutore per il raggiungimento dei comuni obiettivi, «è emersa concretamente la possibilità di un’ampia condivisione e sinergia per un nuovo impulso al comparto aereo calabrese.

Il trasporto aereo verrà finalmente considerato imprescindibile strumento e volano per lo sviluppo socio-economico della nostra Regione, con una visione che supera i limiti derivanti da localismi e approcci di comparto, agendo con una adeguata ed efficace logica di sistema». (rrm)

Gestione aeroporti Calabria: terzo anno di utili per la Sacal

È il terzo risultato positivo per la Sacal, la società di gestione degli aeroporti calabresi, presieduta da Arturo de Felice. L’assemblea degli azionisti si è riunita questa mattina per ascoltare i risultati dell’esercizio 2019 dal presidente De Felice: il dato è positivo, 1.155.089 euro di utile ante imposte. Anche i due precedenti esercizi si erano chiusi positivamente. «È il terzo bilancio consecutivo – ha fatto notare De Felice –, che il Gruppo Sacal chiude in positivo, nonostante le difficoltà gestionali conseguenti l’acquisizione degli scali di Reggio e Crotone nonché le consistenti perdite registrate nell’ultimo decennio all’interno delle singole componenti del Gruppo. Un triennio caratterizzato da incisivi cambiamenti nonché dal raggiungimento di importanti obiettivi non solo di carattere economico ma anche operativi e infrastrutturali».

Con oggi scade il mandato del Consiglio di Amministrazione e del Presidente nominato a maggio 2017. Gli azionisti, dopo questo triennio di risultati positivi, dovranno confermare gli organi in carica o rinnovarli per i prossimi tre anni. (ed)