Ernesto Magorno (IV): Agricoltura vettore di rilancio economico e contrasto alla disoccupazione giovanile nel Meridione

L’Agricoltura come vettore di rilancio economico e di contrasto alla disoccupazione giovanile in tutto il Meridione e come strumento di tutela ambientale. È ciò che pensa il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, che ha riferito di aver fatto il punto, in uno spazio di approfondimento del Tg2 insieme al presidente della Commissione Agricoltura al Senato, Gianpaolo Vallardi, sui disegni di legge per valorizzare, rilanciare e irrobustire l’intera filiera agroalimentare italiana.

«A partire dal disegno di legge – ha aggiunto – per la promozione e la commercializzazione delle piccole produzioni locali, un segmento finora non adeguatamente coperto dal legislatore e che ora trova un momento di riscatto e di emancipazione».

«È una grande opportunità – ha sottolineato il senatore – che va colta e oggi, grazie al disegno di legge e al lavoro svolto dal ministro Teresa Bellanova, trova una strada normativa per decollare e creare a cascata nuove occasioni di crescita. Basti pensare al turismo e agli itinerari enograstronomici. Il made in Italy, dunque, si declina dentro al sistema agroalimentare anche come elemento identitario dei territori e delle diverse comunità locali e su questo terreno in commissione abbiamo sempre raggiunto una comunione d’intenti, a dimostrazione che la sintesi è sempre possibile quando ci misuriamo sui temi».

«Questo ragionamento – ha concluso – è tanto più vero in Calabria, terra ricca di biodiversità e di prodotti unici al mondo, come il cedro e il bergamotto. Terra e nuove competenze sono veramente una nuova frontiera verso cui indirizzare tutte le nostre energie». (rp)

Filippo Moreschi (Aidr): I droni un aiuto prezioso per gli agricoltori

di FILIPPO MORESCHI* – Nella terminologia normativa europea, i droni – detti anche Apr (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) – sono compresi nel gruppo degli  aeromobili “senza equipaggio” (Uas – unmanned aircraft system).

Anche il Codice della Navigazione italiano li colloca all’interno
della nozione di aeromobile (art. 743), e li definisce “mezzi aerei a  pilotaggio remoto”. I droni consentono flessibilità di impiego e velocità di intervento,  una sempre più elevata risoluzione e precisione, un’ampia  disponibilità di rilevazioni e dati ottenuti attraverso sensori,  camere multispettrali, camere termiche, Gps e magnetometri.

Da qualche anno, l’uso dei droni ha preso piede anche nel settore  agricolo, in due distinte modalità applicative.
La prima, più diffusa, è l’attività di monitoraggio.
Essa si articola in più momenti: in una fase diagnostica preventiva (valutazione della capacità del
terreno e delle sue aree critiche, controllo delle zone incolte e
boschive); nell’osservazione in tempo reale dello stato di salute della  coltura e nella prevenzione delle criticità e delle malattie; nella conseguente capacità per l’agricoltore di programmare quantità e tempistiche di interventi di precisione (irrigazione,  azione fitosanitaria), in base ai reali bisogni della singola porzione  di campo evitando interventi massivi, uniformi e generalizzati.

Ne deriva un risparmio di tempo, di lavoro e di macchine, ma
soprattutto un minore impatto ambientale legato al mirato utilizzo dei  prodotti fitosanitari e della risorsa idrica.

La seconda modalità d’uso è la possibilità per il drone di svolgere dei compiti sul campo, come avviene nell’ambito della lotta biologica  ai parassiti delle piante (ad esempio la piralide del mais) oppure in  tema di trattamenti fitosanitari.
Su tale ultimo aspetto va ricordato che l’irrorazione aerea è ad oggi vietata, come prescritto dall’art. 13 del D. Lgs. 150/2012
(“attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei  pesticidi”).

Il divieto prevede limitate e circostanziate deroghe, rilasciate dalle Regioni o dalle Province autonome. Il Piano di Azione
Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan),
adottato con Decreto Interministeriale 22/01/2014, proibisce
espressamente l’irrorazione aerea in aree giudicate sensibili quali,  tra le altre, gli allevamenti di bestiame, di api, di pesci e
molluschi ed i terreni ove si pratica l’agricoltura biologica o
biodinamica.

L’interpretazione di tali deroghe, nel corso degli anni,
è stata piuttosto stringente e limitata, per lo più, all’utilizzo di
elicotteri per la distribuzione dei prodotti fitosanitari.
La bozza di revisione del Piano, pubblicata sul sito del Mipaaf ed in corso di approvazione, ribadisce il divieto di uso dei droni per i trattamenti fitosanitari (punto A.3.10). Nel contempo, tuttavia, essa apre alla sperimentazione, alla luce della risoluzione del Parlamento europeo del 12/02/2019, che riconosce le potenzialità legate all’impiego della tecnologia intelligente e dell’agricoltura di precisione per gestire meglio i prodotti fitosanitari.

Il volo dei droni civili soggiace ad una normativa complessa, ove si intersecano disposizioni europee e nazionali. L’inclusione dei droni nel più ampio gruppo degli aeromobili determina la competenza di Enac – Ente Nazionale Aviazione Civile che, con i propri regolamenti, individua le categorie di droni, le tipologie di operazioni e stabilisce le condizioni di sicurezza del volo (security).

In sede europea, il Reg. 1139/2018 UE ha posto al vertice del sistema l’Easa – Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza aerea, individuandone i compiti e dettando le norme comuni per l’aviazione civile. Il Regolamento della Commissione n. 945/2019 regola gli standard di sicurezza tecnica dei droni (safety). Il successivo Reg. della Commissione n. 947/2019, in vigore dal 31/12/2020, disciplina la registrazione, le limitazioni operative e le regole applicabili agli operatori ed ai piloti, e va a sostituire ed uniformare le disposizioni nazionali, subentrando, sul punto, ai relativi regolamenti Enac.

Il regolamento europeo da ultimo citato fissa quale limite generale per il volo “a vista” dei droni fino a 25 kg l’altezza massima di 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre (Allegato al Reg., parte A, Disposizioni generali, n. 2).
Tale norma è derogabile soprattutto in difetto, in presenza di
particolari condizioni del suolo o del terreno o di aree destinate ad operazioni di volo di altri aeromobili, o densamente popolate o comunque specificamente individuate.
In Italia, la piattaforma D-Flight eroga i servizi per la gestione del traffico aereo a bassa quota di aeromobili a pilotaggio remoto.

Attraverso la collaborazione con Enac, D-Flight è un portale che mette a disposizione degli utenti la registrazione dei droni nella banca dati italiana e l’assegnazione del codice univoco di identificazione, nonché il reperimento delle informazioni utili per volare con i droni in sicurezza in conformità alle normative vigenti.

Le mappe disponibili su D-Flight illustrano le limitazioni all’altezza ed all’uso dei droni su tutto il territorio nazionale, indicando, in particolare modo, le aree vietate o dove il limite è inferiore a quello generale di 120 mt.

Vale la pena sottolineare che tra le aree in cui vige il divieto di
utilizzo dei droni (limite metri 0 sul livello del suolo) sono
compresi i parchi naturali e le zone soggette a protezione faunistica. Si tratta di territori sui quali norme nazionali o disposizioni regionali proibiscono il sorvolo.

La misura, se da un lato è comprensibile, dall’altro può concretamente rappresentare un freno al grande supporto tecnologico che i droni possono dare in queste zone, soprattutto in considerazione della difficoltà di fare agricoltura in luoghi di alto valore paesaggistico e, spesso, di speciale particolarità orografica.

Il recente decreto Mipaaf del 30/06/2020 ha finalmente dato attuazione alla previsione del Testo Unico del Vino che prevede la valorizzazione dei vigneti eroici e storici. I vigneti eroici, in particolare, sono definiti “i vigneti… situati in aree ove le condizioni orografiche creano impedimenti alla meccanizzazione o aventi particolare pregio
paesaggistico o ambientale, nonché i vigneti situati nelle piccole isole” (art. 2 decreto).

Si può capire come, soprattutto in queste zone, l’uso del drone possa contribuire alla salvaguardia ed alla sopravvivenza di una viticoltura condotta in condizioni estreme, supportando concretamente il lavoro dell’uomo.

E, tuttavia, molti dei vigneti c.d. eroici si trovano in aree
qualificate come riserve naturali o parchi nazionali, dove il volo dei droni è vietato. È il caso per esempio delle Cinque Terre, dove si produce un famoso vino a Denominazione di Origine Controllata.

È dunque auspicabile che, in futuro, nel doveroso rispetto
dell’ambiente, ed anzi proprio in funzione dei principi di
sostenibilità e di risparmio di risorse che l’utilizzo dei droni può rappresentare, sia data la possibilità di utilizzare tali strumenti anche in queste zone pregiate. I droni infatti, qui più che altrove, possono dare un aiuto prezioso agli agricoltori e consentire la preservazione di un inestimabile patrimonio di conoscenze, esperienze e tradizioni produttive. (rrm)

*avvocato e socio Associazione Italian Digital Revolution

Crisi Agricoltura, Gallo scrive al ministro Bellanova per attivare le risorse del Fondo di Solidarietà

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha inviato una lettera al ministro per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, per chiedere un intervento a favore del settore delle clementine e dei finocchi.

«Devo, purtroppo, richiamare la sua attenzione sullo stato di ulteriore grave crisi che interessa una grande fetta del comparto agricolo calabrese, già segnato dalla persistente emergenza epidemiologica in atto che ha, di fatto, cagionato un articolato crollo di mercato con consequenziale e ragguardevole danno economico» ha scritto Gallo nella lettera di accompagnamento alla delibera di Giunta, approvata nell’ultima riunione, sulla “dichiarazione dello stato di crisi del comparto agricolo, con particolare riferimento al settore delle clementine e dei finocchi, danneggiato, sia in termini produttivi che commerciali, dalle eccezionali condizioni climatiche”.

L’assessore Gallo fa appello al ministro Bellanova chiedendole di «adoperarsi affinché sia individuato e posto in essere ogni intervento utile per l’attivazione delle risorse previste dal Fondo di solidarietà nazionale, compresi eventuali interventi straordinari a sostegno delle imprese agricole calabresi produttori di clementine e finocchi».

Nella lettera, l’assessore all’Agricoltura ha illustrato le motivazioni che hanno reso necessario, da parte della Giunta regionale, la dichiarazione dello stato di crisi del comparto agricolo calabrese.

«In questo particolare e delicato momento – ha spiegato – in cui peraltro il tessuto dell’economia agricola calabrese stava comunque cercando di reagire alla perdurante emergenza epidemiologica da Covid-19, che ha generato gravi perdite economiche derivanti dal forte rallentamento delle vendite, dall’annullamento di ordinativi, dalla difficolta di reperire la manodopera agricola necessaria, nonché dalla conseguente riduzione dei consumi determinata dalle misure di contenimento (chiusura ristoranti, alberghi, bar), gli eccezionali eventi climatici dell’ultimo periodo hanno, purtroppo, vanificato ogni sforzo di reazione messo in atto dalle imprese agricole calabresi, impegnate a fronteggiare la grave crisi economica in atto».

L’assessore Gallo ha specificato, inoltre, come «l’andamento termico anomalo con temperature superiori alla media stagionale e le eccezionali piogge alluvionali hanno determinato l’accorciamento dei tempi di maturazione delle clementine, causandone la successiva forte cascola delle stesse; mentre i danni alluvionali, contestualmente associati a temperature al di sopra della media del periodo, hanno al contempo compromesso intere produzioni di finocchi nell’area del Crotonese».

«Le informazioni provenienti dal tessuto economico e produttivo agricolo interessato – ha rimarcato infine Gallo – fanno prefigurare un disastro economico di notevole entità per le imprese agricole del settore delle clementine e dei finocchi, con pesanti ricadute in termini produttivi, economici e occupazionali, tanto da lasciar presagire possibili ripercussioni anche sulla tenuta dell’ordine pubblico, in virtù di un tessuto sociale di per sé fragile e per il quale l’agricoltura rappresenta in molti casi, per migliaia di famiglie, l’unica fonte di reddito». (rcz)

Agricoltura, da marzo la Regione ha erogato 220 milioni di euro per le aziende calabresi

Sono 220 milioni di euro la somma che la Regione Calabria, da marzo 2020, ha erogato a favore delle aziende agricole calabresi, messe a dura prova dalla pandemia.

Lo ha reso noto il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, , durante una conferenza stampa convocata per illustrare lo stato di attuazione del Programma di sviluppo rurale della Calabria (Psr) 2014/2020, a seguito della plenaria del Comitato di sorveglianza tra dipartimento Agricoltura, la Commissione europea e partenariato economico e sociale del Psr, che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e l’Autorità di gestione del Psr 2014/2020, Giacomo Giovinazzo. Nel corso dell’incontro, infatti, sono stati comunicati i risultati certificati dall’Ue nell’erogazione delle risorse comunitarie e quelli sui target di spesa della Regione sui fondi comunitari in agricoltura.

«Sono davvero contento – ha detto Spirlì – di quello che si sta realizzando per la nostra agricoltura. È stato fatto un lavoro eccellente, enorme. Non era facile perché il Covid ha rallentato tutto. Invece, in controtendenza, abbiamo raggiunto livelli di spesa straordinari e, soprattutto, snellito un settore che andava da troppo tempo sburocratizzato. Questa è la dimostrazione che quando la politica ha le idee chiare e una visione avveniristica, si possono compiere anche dei miracoli».

«In questa nostra gestione, vale a dire da marzo 2020 – ha spiegato l’assessore Gallo – abbiamo erogato 220 milioni. Una grande immissione di liquidità per le aziende agricole calabresi, messe a dura prova dalla pandemia. Abbiamo avuto il plauso dalla commissione europea circa l’avanzamento della spesa. In meno di nove mesi il lavoro ci premia, ponendoci tra le prime regioni in Italia e in Europa sui target di avanzamento. Siamo soddisfatti anche perché abbiamo semplificato il nostro Psr».

«Stiamo, ancora di più – ha aggiunto – settorializzando perché vogliamo arrivare alla creazione di filiere specifiche ed esaltare ancora di più la nostra produzione biologica. È molto importante la pianificazione. Nelle prossime settimane, con le università calabresi e i nostri enti in house, come Arsac, arriveremo alla redazione di un Piano agricolo calabrese e di forestazione, strumento che manca e fortemente necessario».

«Oggi voglio dedicare questo traguardo che abbiamo raggiunto, grazie al lavoro di tanti funzionari e dipendenti del mio dipartimento – ha concluso Gallo – al presidente Jole Santelli che mi ha consentito il privilegio di svolgere uno dei mestieri più belli: quello di essere a servizio degli agricoltori calabresi».

«La spesa del nostro Psr – ha specificato Giovinazzo – ha raggiunto una percentuale pari al 62%, per un impegno complessivo del 98%. Questo ci ha permesso di guadagnare il livello di certificazione N+3 da parte della Commissione europea che equivale al target previsto addirittura per il 2021». (rrm)

Dalla Regione 4 milioni di euro per potenziamento tecnologico delle aziende agroalimentari

La Regione ha stanziato 4 milioni di euro per permettere alle aziende agricole il potenziamento delle dotazioni tecnologiche, quindi macchinari, attrezzature e impianti.

I due bandi – “Investimenti nelle aziende agricole”, e 4.2.1, “Investimenti nella trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli” – sono stati illustrati l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo e dal direttore generale del Dipartimento di Agricoltura, Giacomo Giovinazzo.

«Come già avvenuto per il bando della misura Covid – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – abbiamo lavorato per favorire la massima sburocratizzazione e attivare procedure snelle. Tutto questo con lo scopo di agevolare realmente le aziende agroalimentari in questa congiuntura fortemente complicata dagli effetti della pandemia. Inoltre, l’iniziativa è stata pensata anche per dare la possibilità agli imprenditori di cumulare al contributo degli interventi in oggetto anche il credito di imposta, se prorogato oltre la fine di Novembre, come pare».

Nello specifico, tra le principali facilitazioni burocratiche adottate il fatto che, per la valutazione delle istanze, sia prevista l’applicazione dei soli criteri di selezione pertinenti alla natura dell’investimento. L’acquisizione della documentazione necessaria alla comprova definitiva dei requisiti e delle indicazioni fornite in domanda, è stato anche evidenziato, sarà acquisita preliminarmente alla notifica della lettera di concessione, così da snellire l’avvio del progetto una volta sottoscritta la concessione stessa.

Inoltre, a seguito del confronto col tavolo partenariale, è stato deciso di innalzare il massimale di contributo pubblico per entrambi i bandi a 300mila euro, ad eccezione (nel bando 4.2.1) delle aziende di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti non agricoli, per le quali il contributo pubblico massimo è pari a 100mila euro.

Per quanto riguarda invece le percentuali di sostegno, per l’intervento 4.1.1 sono fissate al 55% per le aree montane e svantaggiate, al 50% per gli investimenti in trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli ed al 45% per gli investimenti ricadenti nelle altre zone non delimitate.

La dotazione finanziaria prevista per i bandi, in attesa di essere rimpinguata con le risorse del fondo di transizione 2020-2021, è di 2 milioni ciascuno. (rrm)

La Regione stanzia altri 7 milioni di euro per gli agricoltori calabresi

Sono 7 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione Calabria a favore degli agricoltori calabresi.

Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha spiegato che si tratta «del secondo decreto di anticipo nella misura del 70% che segue il decreto pubblicato circa due settimane addietro, dell’importo di 52 milioni. I beneficiari questa volta risultano essere 2.014, per un importo complessivo da erogare di 7.128.519,85 euro».

«Il lavoro di Arcea – ha detto ancora Gallo – procederà senza soste per continuare a garantire la necessaria liquidità agli imprenditori agricoli calabresi e per non far mancare loro il sostegno della Regione, in questo periodo storico delicato, complicato economicamente dalla pandemia».

Dall’Assessorato, inoltre, giunge conferma essere in corso l’elaborazione di un ulteriore decreto di anticipi da erogare entro il 30 novembre, mentre dal successivo primo dicembre si procederà coi decreti di saldo. (rrm)

Agricoltura, in arrivo altri 52 milioni per gli agricoltori calabresi

Sono oltre 52 milioni di euro la somma destinata a 52 mila imprenditori agricoli calabresi.

L’organismo pagatore regionale Arcea, infatti, ha elaborato e mandato in pagamento il decreto relativo all’anticipo (in misura del 70%) della Domanda unica per la campagna 2020, che segue quello con cui, lo scorso giugno, si era proceduto invece al saldo dell’annualità 2019, in quella occasione per un importo pari a poco più di 28 milioni.

Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, che ha sottolineato come «con il  provvedimento odierno si darà il via alla definizione di una tranche di pagamenti molto importante, sia in chiave di contrasto alle conseguenze economiche negative indotte dall’emergenza sanitaria sia sul piano del rispetto della tempistica degli impegni assunti col mondo agricolo».

«Arcea – ha sottolineato l’assessore Gallo – sta dimostrando la sua utilità quale organismo pagatore regionale, confermando d’essere un patrimonio da salvaguardare ed anzi rilanciare: dall’inizio dell’anno ad oggi ha erogato oltre 168 milioni, che ancor più in un periodo delicato come quello che sta attraversando l’intero comparto agroalimentare, messo a dura prova dalla pandemia, rappresentano linfa vitale per le aziende calabresi».

Intanto, mentre già si lavora all’elaborazione di un nuovo decreto in grado di allargare la platea dei produttori che potranno usufruire dell’agevolazione, ulteriori novità sono attese per i prossimi giorni, quando si procederà con altri pagamenti relativi al Programma di sviluppo rurale, «in maniera tale – chiosa Gallo – da assicurare un sostegno concreto al comparto agricolo calabrese». (rrm)

La Regione stanzia 4 milioni e mezzo per favorire competitività delle aziende dell’agroalimentare

Sono 4 milioni e mezzo la cifra che la Regione Calabria ha stanziato per favorire la competitività delle aziende dell’agroalimentare calabrese.

Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, spiegando che il  lavoro della commissione di valutazione del dipartimento Agricoltura si è concluso con la dichiarazione di ammissibilità di 25 domande, 17 delle quali in posizione utile per conseguire il finanziamento richiesto.

«Si tratta di una misura importante – ha spiegato l’assessore Gallo – in quanto finalizzata a favorire la competitività degli imprenditori calabresi, con ricadute positive sull’economia regionale. L’ausilio di tecnici e professionisti incentiverà l’adozione di scelte consapevoli e attente nei confronti dell’ambiente, a tutela della biodiversità regionale».

«Al contempo – ha aggiunto – si punterà ad orientare le aziende, comprese le start-up dei giovani, verso modalità di lavoro innovative, che favoriscano un migliore posizionamento dei loro prodotti sui mercati».

I beneficiari delle risorse stanziate sono enti o organismi fornitori di servizi di consulenza regolarmente accreditati, che avranno il compito di promuove l’erogazione di servizi di consulenza diretti ad agricoltori, giovani agricoltori, silvicoltori e altri gestori del territorio, piccole e medie imprese insediate nelle aree rurali, attraverso l’impegno di tecnici e professionisti specializzati. Il sostegno sarà erogato come contributo pubblico in conto capitale.

Entro quindici giorni dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria è data facoltà di proporre eventuali istanze di riesame per la ridefinizione della propria posizione, motivate e documentate, esclusivamente a mezzo posta certificata.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.calabriapsr.it (rrm)

Pubblicata la graduatoria provvisoria dei progetti dei Gruppi Operativi in ambito innovazione

È stata pubblicata la graduatoria provvisoria dei 20 progetti dei Gruppi Operativi realizzati per l’intervento Supporto alla costituzione e alla gestione dei Gruppi Operativi Pei” – Fase II -Presentazione e realizzazione del progetto innovativo.

Obiettivo dell’intervento, promuovere l’innovazione tecnologica nel settore agricolo e favorire lo scambio di conoscenze per dare vita a un nuovo e moderno modo di fare agricoltura. Un’apposita commissione di valutazione ha esaminato i progetti realizzati dai GO,  i Gruppi Operativi regionali, che hanno il compito di dare attuazione agli interventi della rete Pei, il Partenariato Europeo per l’Innovazione, in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

«Siamo orientati a finanziarli tutti – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – raddoppiando la dotazione finanziaria iniziale del bando, originariamente fissata in un milione di euro, in quanto crediamo che la misura “Cooperazione” sia molto importante per una regione come la Calabria, che punta a rendere il settore agroalimentare e forestale più tecnologico, sostenibile ed al passo coi tempi. La misura in questione è volta a sostenere forme di cooperazione tra tutti gli attori dell’innovazione, quindi non solo agricoltori, ma ricercatori, consulenti, imprese, gruppi ambientalisti, gruppi di interesse dei consumatori o altre organizzazioni non governative».

I progetti proposti si riferiscono a cinque aree tematiche di interesse regionale: “Incremento della produttività agricola e valorizzazione delle risorse”, “Innovazioni tecnologiche di prodotto e processo delle filiere”, “Innovazioni gestionali delle filiere”, “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio forestale e paesaggistico calabrese”, “Tutela genetica della biodiversità calabresi e servizi eco sistemici per la valorizzazione di acqua e suolo”. Prossimo passaggio: entro dieci giorni dalla pubblicazione della graduatoria provvisoria sul sito istituzionale del PSR Calabria 2014/2020 www.calabriapsr.it, è data facoltà ai partecipanti di proporre eventuali istanze di riesame a mezzo pec, all’indirizzo ocm.agricoltura@pec.regione.calabria.it, con oggetto “Istanza di riesame Misura 16 – Intervento 16.01.01 –  Fase II”. (rrm)

Arrivano gli aiuti della Regione per il Covid a favore degli imprenditori agricoli

Arrivano i fondi Covid della Regione in aiuto di agricoltori e le aziende del comparto che hanno subito gravi perdite a causa dell’emergenza coronavirus. I termi di presentazione delle domande sono scaduti il 9 Ottobre e già si è insediata la Commissione di valutazione per permettere di effettuare i pagamenti a partire già da dicembre.

Questo lo stato della Misura Covid, promossa con fondi Psr (e l’aiuto determinante dei Gal calabresi), per uno stanziamento complessivo di 21 milioni di euro, dall’Assessorato regionale all’Agricoltura con l’intento di assicurare un sostegno alle aziende dei settori agricoli per i quali, nei mesi scorsi, la giunta presieduta da Jole Santelli ha dichiarato lo stato di crisi a causa delle conseguenze negative della pandemia. Per la precisione, sono state 1.608 le domande presentate in relazione ai due interventi della misura 21 “Sostegno temporaneo eccezionale a favore di agricoltori e PMI particolarmente colpiti dalla crisi di Covid-19”. Nel dettaglio, per quanto riguarda l’intervento 21.1.1, rivolto agli agricoltori, sono 554 le domande pervenute relative al settore lattiero, 143 relative al settore florovivaistico e 383 relative al settore agrituristico, inclusivo di fattorie didattiche e fattorie sociali; per quanto concerne invece l’intervento 21.1.2, destinato alle piccole e medie imprese di trasformazione, sono 260 le domande relative al settore lattiero-caseario e 268 quelle del settore vitivinicolo DOP e IGP.

La Commissione di valutazione, avvalendosi dell’incrocio di banche dati e di istruttorie informatizzate, curerà adesso la fase istruttoria, in tempi ben definiti. «Avevamo scelto la strada della semplificazione – commenta l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – per dare risposte rapide e sicure agli agricoltori, al fine di consentire loro almeno di attutire le drammatiche ripercussioni derivanti dall’emergenza sanitaria e ricevere ristoro rispetto alle perdite subite. Si continuerà a lavorare alacremente, con l’obiettivo prioritario di iniziare a pagare quanti più beneficiari possibili già a partire dal mese di Dicembre, se possibile anche in anticipo rispetto al cronoprogramma stabilito». (rcz)