Primo tavolo di confronto sulla Pac tra Regione e Partenariato economico e sociale

Si è svolto, in Cittadella regionale, il primo tavolo di confronto sulla Pac 2023-2027 tra la Regione Calabria e il partenariato economico e sociale, con l’obiettivo di «disegnare l’agricoltura calabrese del futuro».

L’incontro, infatti, è stato programmato con la finalità di dare un naturale seguito ai tavoli partenariali nazionali, al fine di coinvolgere il mondo rurale calabrese rispetto al Piano Strategico Nazionale, che sostituirà i 23 Psr regionali della passata con notevoli cambiamenti rispetto al passato, per quanto riguarda sia il primo sia il secondo pilastro.

Per l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, «la sfida è dotarsi di un piano agricolo regionale, lavorando ad una programmazione seria e condivisa» e questo momento «è fondamentale per stabilire come orientare l’agricoltura calabrese del futuro».

«Bisogna riconoscere – ha aggiunto – che il Governo sta mostrando un’attenzione particolare al settore primario e in questa fase ritengo sia importante fornirci a vicenda spunti di riflessione per poter pianificare insieme il prossimo quinquennio, sia dal punto di vista dell’agricoltura, che della forestazione, dei sistemi irrigui e di tutto ciò che riguarda il comparto cardine dell’economia regionale».

L’assessore ha invitato quindi il partenariato a riflettere sui risultati della programmazione 2014-2020 e sulle modifiche ed integrazioni in prospettiva opportuni, favorendo anzitutto la qualità della spesa e, di conseguenza, la qualità delle produzioni, la sicurezza alimentare, la competitività e la redditività delle aziende calabresi.

«Per far questo – ha aggiunto l’esponente della Giunta regionale – al di là dei tecnicismi burocratici, dobbiamo alzare l’asticella e disegnare insieme in maniera organica i contorni dell’agricoltura calabrese».

Il direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, dal canto suo ha illustrato i 76 interventi di sviluppo rurale del Piano Strategico della PAC, individuati nel tavolo tecnico nazionale tra il Mipaaf e le Regioni e divisi in 4 macrogruppi.

Si tratta, nello specifico, di 37 interventi agro-climatico-ambientali basati sulla superficie o capo (inclusi l’agricoltura biologica, il benessere animale e le indennità compensative); 19 interventi di investimento per le aziende agricole ed agroalimentari, le foreste e le aree rurali, compreso l’avviamento di nuove imprese; 4 interventi di gestione del rischio (a gestione nazionale); 16 di cooperazione (compresi il Leader e la promozione) e innovazione e trasferimento delle conoscenze.

«Ci siamo posti l’obiettivo di valutare, nell’ambito della massima semplificazione, i risultati ottenuti dalle varie misure nella passata programmazione – ha specificato Giovinazzo – e di aggiustare il tiro rispetto a quegli interventi che si sono dimostrati poco appetibili, poco efficienti o particolarmente problematici”.

Il dg ha quindi invitato il partenariato a ragionare sulle indicazioni del Dipartimento e dell’Assessorato, rispetto alle misure da attivare nella prossima programmazione. Ha esortato inoltre il partenariato a concordare degli incontri di approfondimento tecnico, prima del successivo appuntamento partenariale, in programma per l’8 Luglio prossimo, considerato che le schede delle nuove misure dovranno essere caricate sul sistema Sfc della Commissione europea entro il 20 luglio. (rcz)

Dalla Regione circa 16 mln per le aziende agricole

Sono quasi 16 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione per gli imprenditori calabresi. Lo ha reso noto l’Assessorato regionale all’Agricoltura, guidato da Gianluca Gallo.

Nello specifico, con il decreto 132 saranno 1.081 i beneficiari del Psr che riceveranno complessivamente 4.316.675,34 euro per misure a superficie: 660 imprenditori zootecnici regionali riceveranno (in totale) 3.471.276,58, in riferimento alla misura 14 “Benessere degli animali”; rispetto alla misura 10 “Pagamenti agro-cimatici-ambientali”, saranno liquidati 834.294,58 euro in favore di 412 beneficiari; per la 11“Agricoltura biologica”, 4 beneficiari riceveranno 4.902,39 euro; infine 5 beneficiari della misura 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici” percepiranno 6.201,79 euro.

Il kit decreto n. 133, invece, coniuga pagamenti relativi alle misure sia a superficie sia strutturali. L’importo complessivo è pari a 11.655.284,38 euro e i beneficiari sono in tutto 1.462.

La fetta più cospicua di risorse andrà ai beneficiari della misura 4 “Investimenti in immobilizzazioni materiali”: 65 imprenditori agricoli riceveranno 2.977.442,47 euro. In ordine alla misura 6 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”, 18 beneficiari avranno diritto a 362.000 euro; per la misura 8 “Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”, 18 i progetti finanziati, per un valore di 379.749,66 euro.

A 7 beneficiari della misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione” sono riservati 35.426,01 euro, mentre all’unico beneficiario della misura 3 “Regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari” saranno erogati 46.464,86 euro. Per la misura 19 “Sostegno allo sviluppo locale Leader” saranno liquidati 344.426,36 euro in favore di 12 beneficiari; 2.458.494,43 euro, invece, andranno a 6 beneficiari della misura 20 “Assistenza tecnica”.

In ultimo, le misure a superficie: 2.670.519,63 euro a 582 beneficiari della misura 11; 1.124.264,99 euro a 129 beneficiari della misura 14; 700.745,73 euro a 151 beneficiari della 10 e 555.750,24 euro a 473 beneficiari della 13. (rcz)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: In Calabria a rischio il futuro dell’Agricoltura

di PIETRO MOLINAROI numeri sono impietosi (fonte Coldiretti) ma possono aiutare convergere verso la direzione giusta anche per la programmazione dei fondi comunitari in corso di definizione, con il monitoraggio e la valutazione delle politiche da mettere in campo. In ‘Italia, la superficie media dei percettori degli aiuti della Politica Agricola Comune è di 14 ettari, in Calabria si abbassa a 3,5 ettari. Le aziende agricole guidate da Giovani sono 1 su 10 nella nazione ma in Calabria scendono a 0,5 su 10.

Nel 2021, in Italia, sono nate 17 aziende agricole al giorno guidate da giovani, in Calabria abbiamo registrato il segno meno. Fino al 2019 la Calabria era tra le Regioni con più peso dei giovani in agricoltura, oggi si è fermato il ricambio generazionale. Tra gli Agricoltori attivi, il 49% sono già pensionati con una prevalenza di ultra settantenni. Più volte è stata sollecitata l’approvazione della graduatoria sul Bando Giovani annualità 2018 del PSR-Calabria; sono ben 1209 domande per investimenti.

Il Dipartimento Agricoltura Regionale non da risposte, nel mentre già tante Regioni hanno emesso nuovi bandi. La non scelta di puntare sugli Agricoltori Professionali e l’inevitabile tendenza fisiologica all’abbandono dei pensionati fanno tremare i polsi sul concreto rischio di decrescita dell’agroalimentare calabrese. Servono scelte coraggiose con politiche e atti amministrativi immediati. La Calabria è una Regione Agricola. (pm)

Agricoltura, Gallo: Pronti pagamenti per oltre 31 mln

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha reso noto che sono stati elaborati e mandati in pagamento due diversi kit relativi al Programma di sviluppo rurale della Calabria 2014/2020, per un importo complessivo di 31.278.371 euro.

«Continuiamo ad immettere liquidità nel circuito finanziario agricolo – ha detto l’assessore Gallo – per sostenere le aziende del comparto ed offrire loro certezze».

Nello specifico, Arcea ha decretato la liquidazione del kit n. 128, grazie al quale circa 27 milioni di euro saranno corrisposti in favore di 29.958 beneficiari, per le misure 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici”; 10 “Agricoltura biologica”; 11 “Pagamenti agro-climatico-ambientali”.

Attraverso il kit decreto n. 129, invece, saranno ripartiti gli aiuti legati al “Benessere degli animali” e ad altre misure strutturali. Il decreto n. 129 comprende inoltre rimborsi Iva per alcuni Comuni calabresi. (rcz)

La Regione al fianco degli agricoltori calabresi: Verso il rilancio di volumi d’acqua per le coltivazioni

A partire dal 19 aprile, a cura della società concessionaria, avrà luogo il rilascio anticipato e graduale dei volumi d’acqua richiesti per le coltivazioni nel comprensorio di Isola Capo Rizzuto e Cutro, che necessitavano del reintegro dei volumi idrici dell’invaso Sant’Anna, al fine di evitare il fallimento delle colture in corso e di quelle da avviare nelle prossime settimane.

Per questo, su indicazione del presidente Roberto Occhiuto, d’intesa con l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, si è tenuta una riunione in Cittadella regionale alla presenza,  dell’Assessore Gallo e del Presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, del Capo di Gabinetto della Giunta, Luciano Vigna, e dei direttori generali dei Dipartimenti Ambiente e Agricoltura, rispettivamente Gianfranco Comito e Giacomo Giovinazzo, dove è stata confermata il rilascio anticipato del volumi d’acqua richiesti.

Inoltre, il 20 aprile si terrà una riunione sul tema della carenza di risorse idriche nel Crotonese, attorno ad un tavolo al quale prenderanno parte anche i referenti del Consorzio di Bonifica territorialmente competente. (rcz)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Pagare tutti i premi e aiuti agli agricoltori calabresi è una risposta possibile

di PIETRO MOLINARO – Analizzando i dati del “monitoraggio pagamenti” sul Psr – Calabria e Domanda Unica, dall’annualità 2021 emerge che non sono stati ancora pagati agli Agricoltori circa 60milioni di euro La causa è imputabile alle “famigerate anomalie” sull’istruttoria delle domande di aiuto.

L’istruttoria manuale da parte del Dipartimento Regionale Agricoltura, necessaria per sbloccare i pagamenti, va a rilento per la cronica mancanza di personale dedicato. Questo accade in una fase di grande crisi economica-finanziaria per effetto dei minori ricavi legati alla Pandemia Covid-19 e i maggiori costi derivanti dalle speculazioni per la guerra in Ucraina.

La situazione merita una risposta urgente, per recuperare il ritardo accumulato e fare fronte alle sollecitazioni e proteste degli Agricoltori che si stanno moltiplicando sul territorio regionale. Serve maggiore consapevolezza e attenzione verso chi, Agricoltori e Allevatori, soffrono e tentano di resistere.

Ma non molto, sono sul ciglio del baratro, se non arrivano i soldi attesi da un anno. (pm)

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Un flop l’iniziativa dell’autosufficienza della produzione agroalimentare calabrese

di PIETRO MOLINARO – Sono un totale di 99 (dicasi novantanove) gli ettari disponibili censiti dall’ARSAC per il reperimento di terreni seminativi per contrastare gli effetti della guerra Russia-Ucraina. Lo straordinario impegno del Dipartimento Regionale Agricoltura verso l’autosufficienza della produzione agroalimentare calabrese, affidata all’ARSAC con D.G.R. n.125 del 28/03/2022, si rileva non solo un flop ma un danno d’immagine alla reputazione istituzionale.

L’enfasi dei giorni scorsi, sembrerebbe avesse stimolato anche la Fao; oggi, leggendo la delibera del Direttore Generale dell’ARSAC la n.35 dell’11/04/2022, che certifica i 99 ettari, si è trasformata, in una sceneggiatura di uno “sketch su scherzi a parte”. Nel merito poi, è incomprensibile la scelta strategica del Dipartimento Regionale Agricoltura di richiedere all’ARSAC di dare priorità agli Allevatori del settore latte, che in Calabria sono 149 su 19.584 complessivi. Diverso e sicuramente necessario sarebbe decidere di attuare l’inventario dei terreni non solo nella disponibilità di Arsac, ma anche di Calabria Verde e dei Comuni nonché dei tanti proprietari privati da far confluire nella “Banca della Terra”, già operante in altre Regioni.

Una metodologia logica, questa si, per recuperare migliaia di ettari incolti e destinarli prioritariamente ai Giovani Agricoltori. Meno slogan e più Progetti strategici con la visione di uno sviluppo vero e duraturo. Mi auguro che questa azione di pura propaganda non venga inserita negli indicatori premianti della burocrazia coinvolta. (pm)

Agricoltura, disposti pagamenti per 4 mln per 80 beneficiari

Sono 80 i beneficiari della somma di 4 milioni di euro, stanziati dalla Regione a sostegno ai progetti ad investimento relativi all’ammodernamento ed alla competitività delle aziende agricole e forestali, alla promozione dei prodotti di qualità, ai servizi nelle aree rurali, alla cooperazione ed alle attività dei Gal”.

Nel dettaglio, i pagamenti riguarderanno la misura 4, “Investimenti in immobilizzazioni materiali”, con 2.288.277,83 euro in favore di 30 imprenditori agricoli; la 6, “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese”, con risorse pari a 301.338,02 destinate a 14 beneficiari; la misura 8, “Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”, per la quale 830.247,04 euro assicureranno la copertura di 20 progetti; la misura 3, “Regimi di qualità dei prodotto agricoli e alimentari”, con 186.674,15 euro riservati ad un beneficiario; la misura 19 ,“Sostegno allo sviluppo locale Leader”, per un importo di 336.069,51 euro a sostegno di tredici domande di aiuto; la 7, “Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali”, con 62.097,04 destinati ad un beneficiario; infine, la misura 16 relativa alla cooperazione, con 57.200 euro assegnati ad un beneficiario. (rcz)

Dalla Regione 30 milioni di euro a sostegno dell’agricoltura nelle zone montane o svantaggiate

Sono 30 milioni di euro la somma stanziata dalla Regione a sostegno dell’agricoltura nelle zone montane o svantaggiate.

Sono stati pubblicati sul sito istituzionale www.calabriapsr.it gli elenchi definitivi relativi al bando legato alla misura 13, intervento 13.1, “Indennità compensative a favore delle zone montane”, e all’intervento 13.2, “Indennità compensative a favore di altre zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalla zone montane”, validi per l’annualità 2021 e rivolti ad agricoltori in attività, detentori di superficie minima pari a 0,5 ettari.

«Sostenere l’economia delle aree svantaggiate, arginare lo spopolamento delle zone montane e di quelle soggette ad altri vincoli o svantaggi, aiutare gli agricoltori nel presidio di questi territori – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – è un obiettivo fondamentale dell’azione di governo programmata dal Presidente Occhiuto. Attraverso la misura 13 del Psr e l’utilizzo dei fondi della Next Generation EU perseguiamo queste finalità. L’intento è garantire, in un periodo ancora segnato dalle ripercussioni economiche negative della pandemia, il mantenimento delle pratiche agricole che garantiscono la continuità e l’efficienza dei servizi ecosistemici, tutelando altresì la redditività degli imprenditori agricoli e l’inclusione sociale in comprensori con sbocchi lavorativi pochi o nulli».

La misura 13 ha lo scopo di tutelare la qualità dei suoli, riducendo i rischi di erosione, dissesto e incendi; di favorire il presidio della biodiversità e del paesaggio agrario e valorizzare i prodotti di montagna.

Nello specifico, al termine della fase di riesame, sono state ritenute ammissibili a finanziamento 18.269 domande per l’intervento 13.1 e 14.784 per l’intervento 13.2.

Con le risorse disponibili si procederà a compensare gli agricoltori delle zone svantaggiate rispetto ai maggiori costi sostenuti per il mantenimento dell’agricoltura in tali aree, caratterizzate da condizioni climatiche sfavorevoli; da pendii molto scoscesi che richiedono l’impiego di attrezzature molto costose; da scarsa accessibilità dei fondi agricoli; elevata frammentazione fondiaria e fenomeni di dissesto idrogeologico.

Le superfici ammesse e i relativi premi/importi ammissibili, anche a seguito dell’approvazione degli elenchi regionali definitivi, restano, in ogni caso, subordinati a eventuali sanzioni e/o esclusioni, sulla base dei necessari controlli amministrativi previsti dalle vigenti normative comunitarie, nazionali e regionali. (rcz)

 

Il Consorzio Produttori di Patate Associati: Si indirizzi a aziende agricole e agroalimentari una parte delle risorse del Pnrr

«È necessaria una visione complessiva, da parte di Regione, Governo e Unione Europea, sia di breve periodo, con strumenti atti ad indirizzare alle aziende agricole e agroalimentari una parte delle risorse del PNRR per attraversare questa fase che rischia di determinare il fallimento di tante imprese, sia di medio lungo periodo, facendo delle scelte che premino chi fa vera produzione agricola di qualità». È quanto ha chiesto il Consorzio Produttori Patate Associati.

«Occorre– si legge in una nota – che ognuno faccia la sua parte per intervenire tempestivamente sulle speculazioni e sui rincari eccessivi, per attivare misure immediate utili a iniettare liquidità nel sistema produttivo e più di prospettiva per mirare all’autonomia alimentare. Occorre sostenere la produzione agricola calabrese e italiana per consentire alle imprese di resistere alla tempesta perfetta e orientare le risorse a disposizione delle Regioni e del Governo alla produzione primaria. Occorre scongiurare, in un momento in cui si rischia che il cibo scarseggi sugli scaffali dei negozi, con i fattori della produzione molto costosi e poco disponibili, che l’agricoltura si fermi perché le imprese non possono produrre sapendo di perdere».

Il Consorzio Produttori Patate Associati, raccogliendo il sentimento di disagio e le preoccupazioni manifestate nelle ultime settimane dagli agricoltori silani, si è fatto promotore di un incontro con le organizzazioni professionali agricole, Coldiretti, Cia e Confagricoltura, con la presenza dei sindaci di Spezzano della Sila e Celico, al fine di capire quali strumenti, azioni e proposte bisogna portare sui tavoli istituzionali per affrontare la grave emergenza economica e finanziaria.

A Camigliatello Silano, in una sala gremita da oltre 100 agricoltori, dalla platea degli imprenditori sono emersi stati d’animo di apprensione e nervosismo.

I rappresentanti delle organizzazioni di categoria hanno illustrato quali sono state le azioni già avviate e che sono sul tavolo delle trattative con Governo e Regione Calabria, come ad esempio la possibilità di ristrutturazione dei debiti pregressi con periodo di preammortamento, ben spiegata dal presidente di Coldiretti, Franco Aceto, che rappresenta una prima azione concreta per diminuire in questa fase la pressione finanziaria delle imprese.

A seguire i contributi di Paola Granata per Confagricoltura e Mario Grillo per CIA, i quali hanno manifestato la propria volontà di accelerare la ricerca di soluzioni che favoriscano la tenuta del comparto agricolo.

Ma la paura di iniziare a produrre, sapendo già di perdere, è tanta. I produttori chiedono altre iniziative più incisive che risolvano un’emergenza di liquidità immediata, oltre che di garanzia della redditività aziendale, con strumenti di sostegno e sgravi sui costi che possano consentire di affrontare la prossima campagna di produzione.

Negli ultimi venti anni il settore agricolo calabrese, e in particolare quello silano, si è molto evoluto e oggi si è al passo con le migliori realtà aziendali nazionali ed europee. La Patata della Sila IGP e il Consorzio PPAS ne sono un esempio: la valorizzazione del prodotto che oggi trova collocazione in tutta la GDO italiana è stata possibile, però, solo grazie al continuo e impegnativo investimento in qualità, innovazione, organizzazione, logistica e promozione.

Le aziende agricole silane e le loro forme cooperative hanno sempre cercato di reinvestire i propri utili nelle loro imprese per incrementarle, migliorarle e renderle tali da avere un sistema organizzato che rappresenta un fiore all’occhiello dell’agricoltura italiana. Tuttavia, oggi la partita si gioca su altri piani. Si sono attraversati due anni di pandemia in cui le aziende hanno dovuto subire lockdown continui, cambiamenti dei processi aziendali e dei canali di vendita.

E nel momento in cui si accendeva qualche speranza di ripartenza, da una parte la Cina che ha comprato il 60% delle materie prime mondiali facendo schizzare i prezzi verso l’alto, dall’altra un conflitto alle porte dell’Unione Europea, ci si è invece resi conto che la ripresa economica è drammaticamente più lontana.

Gli eventi stanno determinando una situazione non affrontabile con la sola capacità imprenditoriale. Per salvaguardare l’economia agricola e agroalimentare nazionale occorre che ci sia una tutela da parte dello Stato e dell’Europa.

«La verità – continua la nota – è che con gli attuali scenari di guerra, che nessuno sa come potrebbero evolvere, essere il più possibile autonomi nella produzione di cibo è di strategica importanza per una nazione. L’auspicio è che questa consapevolezza pervada tutti i livelli istituzionali italiani, provvedendo ad adottare le misure necessarie a sostenere, nell’immediato e concretamente, il settore agricolo e agroalimentare italiano». (rcs)