BRIATICO (VV) – Tutti i vincitori del premio “Lombardi Satriani”

Si è ufficialmente chiusa con un grande ed autentico successo, e una bellissima ed emozionante cerimonia, in una serata dal sapore “magico”, la I Edizione del Premio poetico – letterario “Luigi Maria Lombardi Satriani”, di cui è Presidente il dott. Michele Petullà – giornalista, poeta, saggista e sociologo vibonese, presidente dell’Associazione “Intersezioni Culturali”, accademico dell’Accademia delle Arti e Scienze Filosofiche di Bari, vincitore di diversi prestigiosi premi letterari in ambito nazionale, con una grande esperienza maturata nel settore –. Un successo che è frutto – com’è stato rimarcato in diversi commenti dei poeti intervenuti – di “impegno”, “dedizione”, “competenza”, “professionalità”, “amore”, “cura”, “armonia”, che nell’insieme hanno determinato una “organizzazione impeccabile”.

Il Premio, visto anche il grande successo ottenuto ed l’alto gradimento riscontrato, si candida a diventare di prestigio – com’è nelle intenzioni degli organizzatori – così come prestigioso è il nome a cui è intestato e dedicato: Luigi Maria Lombardi Satriani, fine intellettuale, antropologo e poeta, influente accademico, considerato tra i più autorevoli studiosi di antropologia del suo tempo, grande protagonista degli studi riguardanti il Sud, il folklore, le culture e le tradizioni popolari.

Il Premio, organizzato dal Comune di Briatico – fortemente voluto e sostenuto dal sindaco, dott. Lidio Vallone, e dal vice – sindaco e Assessore alla Cultura, d.ssa Mariateresa Centro – in collaborazione con l’associazione Intersezioni Culturali, presieduta da Michele Petullà, e la Pro Loco, presieduta da Michele La Piana, ha goduto del Patrocinio culturale dell’Università della Calabria e del Dispes (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), diretto dal sociologo prof. Giap Parini; della Fondazione Carical, presieduta dal dott. Giovanni Pensabene; della Provincia di Vibo Valentia, presieduta dall’avv. Corrado L’Andolina; del Sistema Bibliotecario Vibonese, presieduto dal dott. Fabio Signoretta; della Biblioteca comunale di San Mango d’Aquino, diretta dal dott. Antonio Chieffallo.

Il Premio – che prevedeva due sezioni distinte: “A”, per la poesia a tema libero e “B”, per la sezione a tema imposto – ha registrato una grande partecipazione di poeti, provenienti da ogni parte dell’Italia, ed un alto livello qualitativo delle opere partecipanti, le quali sono state valutate, in forma strettamente anonima, da una Giuria composta da personalità ed esponenti del mondo della cultura e del giornalismo, poeti, scrittori e critici letterari. Presieduta dal prof. Domenico Pisana, di Modica (RG) – poeta, scrittore, giornalista, critico letterario e teologo, fondatore e presidente del Circolo Letterario “Salvatore Quasimodo” – la Giuria era composta anche da: Maria Teresa Infante, di San Severo (FG), – poetessa e scrittrice, direttrice artistica del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “L. A. Seneca” e presidente del Premio “Ciò che Caino non sa” –; Elisabetta Pamela Petrolati, di Roma, – poetessa ed operatrice culturale, referente regionale per il Lazio del Movimento culturale “Rinascimento poetico”, membro onorario dell’Unione Scrittori e Poeti Palestinesi –; Marcella Mellea, di Vibo Valentia (VV) – docente di Lingua e Letteratura inglese, poetessa e scrittrice, critica letteraria e collaboratrice di Casa Editrice, Responsabile Cultura dell’Associazione “Intersezioni Culturali”; Giuseppe Gervasi, di Riace (RC), – poeta, scrittore e conduttore televisivo –; Domenico Sorace, di Vibo Valentia (VV), – avvocato, scrittore, conferenziere ed opinionista.

La Cerimonia di premiazione dei poeti vincitori e finalisti si è svolta lo scorso 19 agosto, a Briatico, nella suggestiva Piazza IV Novembre, per l’occasione gremita di un numeroso e caloroso pubblico, molto attento ed interessato – e dichiaratamente soddisfatto e compiaciuto – dall’inizio alla fine della manifestazione.

Nel corso della cerimonia, presentata e condotta brillantemente da Michele Petullà e Mariateresa Centro, coadiuvati dalle giovanissime Costanza Prostamo e Annalisa Lobianco, sono stati premiati i seguenti poeti per la sezione A: Giovanni Bottaro, di Pisa, 1° classificato; Alessia Tarantino, di Zurigo (CH), 2° classificata; Vincenzo Ursini, di Catanzaro, 3° classificato; Paola Bonadies, di Cosenza, Premio Presidente Giuria; Manuela Melissano, di Galatina (LE), Premio speciale “Briatico”; Felice Foresta, di Catanzaro, Premio speciale “Costa degli Dei”; Luigi Pistillo, di Milano, Roberto Casati, di Vigevano (PV) e Caterina Landro, di Riace (RC), Diploma d’Onore; Velia Aiello, di Rogliano (CS) e Giuseppe Modica, di Modica (RG), Diploma di Merito; Antonio Fortuna, di Vibo Valentia, Patrizia Pipino, di Palmi, Caterina Tagliani, di Sellia Marina, Caterina Sorbilli, di Tropea, Menzione speciale; per la sezione B: Luisa Di Francesco, di Taranto, 1° classificata; Agata Mazzitelli, di Caraffa del Bianco (RC), 2° classificata; Felice Foresta, di Catanzaro, 3° classificato, al quale è stata conferita anche la Targa speciale Intersezioni Culturali per essersi particolarmente distinto in entrambe le sezioni del Premio; Enzo Farina, di Vibo Valentia, Premio Presidente di Giuria; Vittorio di Ruocco, di Pontecagnano (SA), Premio speciale “Torre Sant’Irene”, e Luigi Tommaso Achille, di Vibo Valentia, Premio speciale “La Rocchetta”; Marcello Lo Iacono, di Siracusa, Francesca Misasi, di Corigliano-Cassano (CS) e Bruno Berlingieri, di Vibo Valentia, Diploma d’Onore; Giuseppina Prostamo, di Briatico, e Francesca Patitucci, di Salerno, Diploma di Merito; Pino Naso, di Vibo Valentia, Maria Emanuela La Rocca, di Zungri, Michele Pochiero, di Polistena (RC) e Vittoria Saccà, di Tropea, Menzione speciale.

Tra i poeti convenuti, come si evince dall’elenco, diversi erano provenienti dalla provincia di Vibo Valentia e dalle altre provincie calabresi, ma tanti erano provenienti da altre regioni italiane – Sicilia, Campania, Puglia, Toscana, Lombardia –. Da rimarcare che diversi poeti provenienti da fuori ne hanno approfittato per soggiornare a Briatico per alcuni giorni, in molti casi con la famiglia, potendo così visitare e conoscere il suggestivo borgo e le vicine località della Costa degli Dei (Tropea, Pizzo, Zambrone, Parghelia, Vibo Marina), apprezzandone molto le bellezze paesaggistiche e l’accoglienza riscontrata. Il Premio, dunque, oltre all’indubbio valore culturale ed organizzativo – ripetutamente e pubblicamente riconosciuto dagli interessati, come si evince anche dai tanti post in merito pubblicati sui social –, ha avuto anche un positivo riscontro turistico ed economico per il nostro territorio.

La manifestazione è stata aperta con l’inaugurazione – da parte delle autorità istituzionali cittadine e degli organizzatori del Premio –, di una Mostra d’Arte animata da diversi artisti ¬– pittori e scultori – della provincia di Vibo Valentia, che ha fatto da corollario e cornice alla premiazione dei poeti e si è protratta per tutta la serata. In particolare, alla mostra hanno preso parte i seguenti artisti: Amalia Alia, Alfredo Campagna, Antonello Cardona, Rocco Elia, Antonio Fortebraccio, Antonella Fortuna, Celeste Fortuna, Tonino Gaudioso, Antonio La Gamba, Enzo Liguori, Antonio Salvatore Maio, Tania Marino, Susana Montesano, Marianna Nadile, Alberto Polistena, Valerio Prestia, Pietro Topia.

La Cerimonia di premiazione dei poeti vincitori e finalisti del Premio ha preso avvio sulle note del suggestivo ed emozionante canto di “A surgiva d’u mari” –¬ che poi ha fatto da piacevole sottofondo per buona parte della manifestazione –, opera composta, musicata e cantata dal cantastorie siciliano Mauro Geraci, dedicata al suo “grande, straordinario Maestro Luigi Maria Lombardi Satriani”. A seguire, dopo l’introduzione di Michele Petullà, il saluto ed il messaggio del Sindaco, Dott. Lidio Vallone, il quale ha ricordato la figura dell’illustre figura di Lombardi Satriani in rapporto anche alla sua importanza per Briatico e la Comunità intera, e la sua rilevanza di accademico e studioso di antropologia di caratura internazionale, rimarcando orgogliosamente come il Premio a lui dedicato rappresenti una grande intuizione della sua amministrazione, e si caratterizza come un vero e proprio evento culturale e sociale di grande importanza e di grande qualità; sulla stessa lunghezza d’onda anche il saluto ed il messaggio di Mariateresa Centro, vice-sindaco e assessore alla cultura di Briatico.
Nel corso della manifestazione ci sono stati due momenti particolarmente importanti, che hanno visto come protagonisti due ospiti illustri: il prof. Paolo Battistel e il prof. Vito Teti.

Paolo Battistel – torinese, docente universitario e scrittore, esperto di fiabe e mitologia precristiana – ha presentato il suo ultimo libro L’arcolaio delle fiabe – Oligo Editore, Verona 2023 –, conversando con il Presidente del Premio, Michele Petullà. Prendendo le mosse dallo studio del mito e del folklore europeo, Paolo Battistel si avventura, in questo libro, nei recessi più profondi delle fiabe, antiche storie generate all’alba dell’umanità e solo in apparenza tanto semplici da sembrare “storie per bambini”, ma che in realtà portano in grembo simboli tra i più arcaici: perché la fiaba è un racconto sacro, che riguarda le radici e la storia di un popolo. Al prof. Battistel è stata conferita – a sugello della sua presenza al Premio – la Targa speciale Intersezioni Culturali “per aver partecipato, in qualità di gradito ospite, alla Cerimonia di premiazione e per averci condotto, col suo libro ‘L’arcolaio delle fiabe’, in un suggestivo viaggio alle radici di quella particolare forma letteraria che è la fiaba, narrazione sacra che prende le mosse dal primigenio verbo del mito, fondativo nel carattere e nella memoria di una comunità”, come si legge nella motivazione riportata sulla targa medesima. Gli è stata donata, inoltre, una scultura realizzata dall’artista emergente Tonino Gaudioso, di Zungri, che riproduce in argilla (e interpreta secondo la sensibilità dell’autore) il famoso “Busto del Belvedere”, una scultura mutila in marmo firmata dallo scultore del I secolo a. C. Apollonio di Atene, conservata nel Complesso del Museo Pio-Clementino all’interno dei Musei vaticani a Roma.

A Vito Teti ¬– calabrese, già docente universitario, scrittore e antropologo dei luoghi e della “restanza”, che ha ben saputo coniugare linguaggio antropologico e linguaggio letterario – è stato conferito il primo Premio Cultura alla Carriera “Luigi Maria Lombardi Satriani”, con la seguente motivazione: “per l’acclarato prestigio e valore del suo curriculum di accademico e letterato, fonte e segno di grande notorietà e carisma intellettuale acquisiti in ambito nazionale ed internazionale, in virtù dei suoi alti meriti in campo antropologico e letterario; per aver saputo abilmente e proficuamente coniugare antropologia e letteratura, l’approccio scientifico antropologico allo stile narrativo della scrittura; per la sua acuta, nuova, attenta riflessione sui luoghi e sulle persone nell’incontro tra storia, presente e futuro”.

Nel corso della manifestazione, inoltre, è stato presentato ufficialmente il volume BriaticoLetteraria: poesie e luoghi. Il volume, curato da Michele Petullà ed edito dalla Casa Editrice vibonese Libritalia, non è una semplice antologia poetica: esso, infatti, oltre a raccogliere le poesie vincitrici, finaliste e selezionate del Premio, contiene, in apertura, un breve pensiero di Mariateresa Centro, vice-sindaco e assessore alla Cultura di Briatico, su “luoghi e identità”, e un’approfondita Prefazione da parte del curatore del volume dal titolo emblematico “Un Premio che unisce Poesia e Antropologia”; seguono poi: una riflessione del prof. Paolo Battistel su “Le radici e la poesia” – non casuale ed appositamente scritta per il volume in questione –; una riflessione su “Luigi Maria Lombardi Satriani e la prospettiva critica dell’antropologia”, elaborata su materiale e considerazioni del prof. Fulvio Librandi – antropologo e docente universitario dell’Università della Calabria –; un pensiero di Alfonso Lombardi Satriani sul padre, Luigi Maria, e il suo modo di intendere la poesia come strumento di conoscenza; la motivazione del Premio Cultura alla Carriera conferito al prof. Vito Teti ed un breve suo profilo quale “antropologo dei luoghi e della restanza”, a firma di Michele Petullà; una puntuale Presentazione del volume da parte del Presidente della Giuria, prof. Domenico Pisana. Il volume è stato donato in omaggio a tutti i poeti presenti alla cerimonia, ai componenti della Giuria, agli ospiti e alle autorità presenti, e sarà successivamente presentato in diversi luoghi e utilizzato come strumento di promozione del territorio e del Premio stesso. Il volume, per le sue caratteristiche e per i suoi contenuti, è stato molto apprezzato dagli interessati, i quali hanno tenuto ad evidenziare la cura nell’impaginazione e nell’organizzazione dei diversi “elementi” che lo compongono ed il loro alto livello culturale, informativo e comunicativo.

Ad impreziosire la Cerimonia e tutta la serata ha contribuito anche il reading poetico che ha avuto come eccellenti ed apprezzati protagonisti Eleonora Rombolà e Antonio Fortuna – attori della compagnia teatrale vibonese La Ribalta –, che con le loro belle voci hanno interpretato le poesie vincitrici. La parte musicale, infine, ha avuto come protagonista il M° Enrico Damiano Vallone, chitarrista, di Briatico, che ha abilmente accompagnato la declamazione delle poesie con brani musicali sapientemente scelti.
A conclusione della manifestazione, la condivisione di un buffet di prodotti enogastronomici locali offerto dal Gal Terre Vibonesi.

In considerazione di tutto ciò e della rilevanza culturale e sociale del Premio, gli organizzatori vogliono esprimere il più sentito ringraziamento agli organi di stampa e comunicazione che, riconoscendone l’importanza, hanno ritenuto opportuno dare adeguata copertura informativa alla manifestazione in questione. (rvv)

BRIATICO (VV) – Sabato 19 agosto prima edizione per il Premio Lombardi Satriani

Il prossimo 19 agosto, a Briatico, si terrà la cerimonia di premiazione dei poeti vincitori e finalisti della I Edizione del Premio Poetico – Letterario “Luigi Maria Lombardi Satriani”, di cui è Presidente il dott. Michele Petullà – giornalista, poeta e saggista vibonese, vincitore di diversi prestigiosi premi letterari in ambito nazionale, con una grande esperienza maturata nel settore.

Il Premio, organizzato dal Comune di Briatico – fortemente voluto e sostenuto particolarmente dal Sindaco, Dott. Lidio Vallone, e dal vice – sindaco e assessore alla Cultura, Mariateresa Centro –, in collaborazione con l’ Associazione Intersezioni Culturali, presieduta da Michele Petullà, e la Pro Loco, presieduta da Michele La Piana, gode del Patrocinio culturale dell’Università della Calabria e del Dispes (Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali), diretto dal sociologo prof. Giap Parini; della Fondazione Carical, presieduta dal dott. Giovanni Pensabene; della Provincia di Vibo Valentia, presieduta dall’avv. Corrado L’Andolina; del Sistema Bibliotecario Vibonese, presieduto dal dott. Fabio Signoretta; della Biblioteca comunale di San Mango d’Aquino, diretta dal dott. Antonio Chieffallo.

Un Premio che si candida a diventare di prestigio, come prestigioso è il nome a cui è intestato e dedicato: Luigi Maria Lombardi Satriani, fine intellettuale, antropologo e poeta, influente accademico, considerato tra i più autorevoli studiosi di antropologia del suo tempo, grande protagonista degli studi riguardanti il Sud, il folklore, le culture e le tradizioni popolari.

La Cerimonia si aprirà con l’inaugurazione – da parte delle autorità istituzionali cittadine e degli organizzatori del Premio, alle ore 19:00, di una Mostra d’Arte animata da diversi artisti – pittori e scultori – della provincia di Vibo Valentia, che farà da corollario e cornice alla premiazione dei poeti e si protrarrà per tutta la serata.

Alle ore 20:30 prenderà il via la premiazione dei poeti vincitori e finalisti del Premio. Tra essi ci saranno poeti della provincia vibonese e delle altre provincie calabresi, ma anche poeti provenienti da altre regioni italiane – Sicilia, Campania, Puglia, Toscana, Lombardia.

Nel corso della manifestazione ci saranno due momenti particolarmente importanti, che vedranno come protagonisti due ospiti illustri: il prof. Paolo Battistel e il prof. Vito Teti.

Paolo Battistel – torinese, docente universitario e scrittore, esperto di fiabe e mitologia precristiana – presenterà il suo ultimo libro L’arcolaio delle fiabe – Oligo Editore, Verona 2023, conversando con il Presidente del Premio, Michele Petullà. Prendendo le mosse dallo studio del mito e del folklore europeo, Paolo Battistel si avventura, in questo libro, nei recessi più profondi delle fiabe, antiche storie generate all’alba dell’umanità e solo in apparenza tanto semplici da sembrare “storie per bambini”, ma che in realtà portano in grembo simboli tra i più arcaici: perché la fiaba è un racconto sacro, fondativo del carattere e della memoria di un popolo.

A Vito Teti – calabrese, già docente universitario, scrittore e antropologo dei luoghi e della “restanza”, che ha ben saputo coniugare linguaggio antropologico e linguaggio letterario – sarà conferito il primo Premio Cultura alla Carriera “Luigi Maria Lombardi Satriani”.

Nel corso della manifestazione, inoltre, sarà presentato ufficialmente il volume BriaticoLetteraria: poesie e luoghi. Il volume, curato da Michele Petullà ed edito dalla Casa Editrice vibonese Libritalia, non è una semplice antologia poetica: esso, infatti, oltre a raccogliere le poesie vincitrici, finaliste e selezionate del Premio, contiene – di seguito ad un breve pensiero di Mariateresa Centro, vice-sindaco e assessore alla Cultura di Briatico, su “luoghi e identità” e ad un’approfondita Prefazione da parte del curatore dal titolo emblematico “Un Premio che unisce Poesia e Antropologia” – anche una riflessione del prof. Paolo Battistel su “Le radici e la poesia” – non casuale ed appositamente scritta per il volume in questione –; una riflessione su “Luigi Maria Lombardi Satriani e la prospettiva critica dell’antropologia”, elaborata su materiale e considerazioni del prof. Fulvio Librandi – antropologo e docente universitario dell’Università della Calabria –; un pensiero di Alfonso Lombardi Satriani sul padre, Luigi Maria, e il suo modo di intendere la poesia come strumento di conoscenza; la motivazione del Premio Cultura alla Carriera conferito al prof. Vito Teti ed un breve suo profilo quale “antropologo dei luoghi e della restanza”, entrambi opera di Michele Petullà; una puntuale Presentazione del volume da parte del Presidente della Giuria, prof. Domenico Pisana. Il volume sarà donato in omaggio a tutti i poeti vincitori e finalisti del Premio, ai componenti di Giuria, agli ospiti della Cerimonia di premiazione, alle autorità presenti, e sarà successivamente presentato in diversi luoghi e utilizzato come strumento di promozione del territorio e del Premio stesso.

Il reading poetico, infine, sarà affidato alle voci di Eleonora Rombolà e Antonio Fortuna – attori della compagnia teatrale vibonese La Ribalta –, i quali interpreteranno le poesie vincitrici, mentre la parte musicale vedrà protagonista il chitarrista Enrico Damiano Vallone, di Briatico. (rvv)

VIBO – Il 3 febbraio si presenta il libro “La stanza di Adel” di Pegna

Il 3 febbraio, a Vibo Valentia, a Palazzo Marzano si presenta il libro La stanza di Adel di Ruggero Pegna.

Il romanzo, edito da Santelli editore, sarà presentato poi il 10 febbraio a Briatico, alle 17, nella Biblioteca comunale. L’evento è organizzato nell’ambito di Un libro al mese,  rassegna letteraria itinerante organizzata dall’Associazione Culturale “L’isola che non c’è” presieduta da Titty Marzano.

Dopo aver raccontato in Miracolo d’Amore la storia della sua improvvisa leucemia e della miracolosa guarigione “grazie al trapianto di midollo di una ragazza americana e alle preghiere di Natuzza Evolo”, Pegna ha toccato il tema della pena di morte in “La penna di Donney” e quelli del razzismo e dell’integrazione nel toccante e attualissimo Il cacciatore di meduse, storia di un piccolo migrante somalo sbarcato con la madre a Lampedusa.  Ora, con La stanza di Adel, in cui ancora una volta è l’umanità protagonista di un suo romanzo, ha scelto di addentrarsi nel delicato e tormentato tema dell’adozione che s’intreccia a quelli dell’essere genitori, della famiglia e dei figli, dell’esistenza stessa. Una storia di particolare attualità, che stride con le cronache di guerra di questi giorni, anche perché la protagonista è proprio Adeliya, una bimba russa adottata da genitori italiani.

«L’adozione è un modo naturale come qualsiasi altro per essere genitori e figli», afferma l’autore, animato dal desiderio di trasmettere ancora una volta forti emozioni legate a storie vere, trasformate in romanzo dalla sua penna assolutamente originale.

«Non esiste un figlio adottato ma semplicemente un figlio, a volte portato nel luogo sbagliato da una cicogna sbadata che smarrisce l’orientamento e la destinazione, e che i genitori devono cercare, con coraggio e amore, fino a trovarlo in una qualsiasi parte del mondo! – dice l’autore –. Spesso la società tende a sottolineare una sorta di diversità nell’essere genitori e figli, arrivando quasi ad affermare che l’adozione o altre opportunità di creare una famiglia non siano naturali; ma la realtà è ben diversa, l’amore supera ogni schema e convenzione».

La stanza di Adel è un romanzo da non perdere sia per chi ha vissuto e vive questa stupenda realtà, sia per chi volesse emozionarsi con l’avventura fantastica di una genitorialità piena raccontata con sensibilità, delicatezza e poesia. Nel libro un padre ripercorre la sua stessa vita tra paure, sogni, speranze e la sofferenza, condivisa con la moglie, dovuta all’impossibilità di avere un figlio finché in un Istituto russo incontrano e adottano la piccola Adeliya di pochi mesi.

Raggiunta la maggiore età, però, lei decide di recarsi con il suo ragazzo nella città natale, sostenendo di voler imparare la lingua. I genitori, consapevoli che crescendo Adeliya avrebbe potuto cercare le sue origini, coscienti della prova d’amore da dover superare, non si oppongono. Durante la lunga assenza, preso da sconforto e nostalgia, il padre s’impossessa della cameretta di Adel e comincia a ripercorrere la loro storia, a tratti come se fosse una favola: dal desiderio di avere un figlio fino alla lotta per un’adozione, tra burocrazia e timori, nell’inquieta e incerta attesa del suo ritorno. Un libro capace di avvicinare il lettore ai sentimenti più forti e, forse, di contribuire a dipanare ogni dubbio sull’adozione e sulla necessità di snellire la burocrazia che la precede.

«Basta il ritardo di un giorno per un timbro su uno dei tanti documenti e cambiano le vite di bambini e famiglie; un bambino, in attesa dei genitori in un Istituto, potrebbe trovarsi in un’altra parte del mondo… Un figlio, ognuno di noi – prosegue Pegna – è un miracolo, frutto di infinite combinazioni, di incontri, di storie, di linee che si incontrano incidentalmente in un punto, di casualità o progetto divino a secondo della propria fede, sia nel caso di un figlio naturale, sia in caso di adozione; dal momento in cui arriva in una famiglia, è lui e non poteva essere nessun altro!».

Un romanzo avvincente e coinvolgente, dedicato a tutti i bambini in un momento di grande sofferenza in molti luoghi del mondo: «ai bambini che siamo stati, a quelli che verranno, a quelli abbandonati, vittime innocenti di guerre, violenze o abusi, a quelli indesiderati o mai nati…». (rvv)

BRIATICO (VV) – La mostra “Il codice Romano Carratelli”

Domani pomeriggio, a Briatico, alle 17, nell’Edificio Polifuznionale della Protezione Civile, s’inaugura la mostra Il Codice Romano Carratelli – Briatico, dal Castellotto di ieri alla Torretta di oggi, promosso dall’Amministrazione comunale – Assessorato alla Cultura.

«Si tratta – viene spiegato in una nota – di un omaggio a Briatico e un riconoscimento nei di un uomo emerito della nostra comunità. Il valore storico del Codice sarà descritto da illustri studiosi universitari».

Si inizia con i saluti del dott. Lidio Vallone, sindaco del Comune Briatico, dott.ssa Maria Teresa Centro, assessore alla Cultura del Comune di Briatico, Alessandro Romano Carratelli, Teresa Saeli.

A seguire, un convegno Il Codice Roano Carratelli – Briatico, dal castello di ieri alla Torretta di oggi. Intervengono il prof. Vincenzo Cataldo, Phd Università di Messina; ing Giuseppe Macrì, deputazione di Storia Patria,  arch. Mario Panarello, Accademia di Belle Arti di Bari.

Modera il giornalista Maurizio Bonanno. (rvv)

 

Bratico in ginocchio dopo la mareggiata: servono aiuti dalla regione

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Speravamo non andasse a finire così, ma i finali annunciati esistono ancora. La supponenza dell’uomo non può nulla davanti forza della natura. Ma spesso sembra che questa forma di impotenza si faccia fatica ad accettarla, e allora si agisce secondo il principio avverso a quello del Creatore. Con la noncuranza, aspettando che altri facciano per noi, rimandando l’oggi a domani, demandando le responsabilità nostre al prossimo più vicino.
Questa notte, a tre anni esatti dalla violenta mareggiata che, nel 2019, l’antivigilia di Natale, ha colpito la marina di Briatico, provocando danni ingenti a una parte del molo, portando all’evidenza la gravità del territorio dovuta all’erosione costiera, una nuova e pesante devastazione. Questa volta però, il mare porta via tutto.
Si conclude così una storia che, nel borgo marinaro di Briatico, ha visto da sempre avvicendarsi intere famiglie di pescatori. E dal 4 Aprile del 1783, post-terremoto, racconta l’origine della nostra città in questo sito.
Eppure sarebbe bastato poco. Un po’ di cura, come dicevano i nostri cari padri. La natura non reagisce mai contro l’uomo, che è la creatura di punta di Dio, ma pretende da lui di essere salvaguardata. E allora cerca cure, manutenzione, osservazione. Vuole che si faccia il bene per il bene suo e quello dell’uomo stesso, e quando ciò non accade scatena la sua ira. E’ una legge naturale.
Il mare, è rimasto pressoché caligine per tre lunghi anni, da questa parte della terra. Dalla fine del 2019 alla notte passata, nessuna mareggiata di forte intensità ha interessato il territorio di Briatico. Un’opportunità, se non addirittura una grazia, di non poco conto se pensata per mettere in sicurezza, sulla base dei primi danni subiti, il molo interdetto. Invece si è rimasti a guardare, da ogni parte, come se a fare cose nuove, o a recuperare le vecchie, l’uomo avesse a disposizione un tempo infinito.
Questa notte, a Briatico, il mare ha voluto raccontare che nessuno ha più tempo. Neppure lui, che troppo spesso e con troppa calma sopporta le strafottenze umane.
Il mare non da tempo e non ne ha, e il delirio di quest’oggi, nella zona della marina di Briatico, ne è la prova lampante.
Le barche rovesciate l’una sull’altra, alcune risucchiate dalla corrente, altre flagellate dalle onde. Il molo frantumato. I massi divelti… La strada che porta alla baia di Safò scavata completamente e resa inaccessibile. Al chiosco dei ‘natalini’ Montezemolo aveva mangiato il suo gelato da star!
Non è rimasto nulla, neppure le pale dei fichidindia sotto cui intere generazioni hanno romanticamente amoreggiato.
Uno spettacolo di liquidità, dalla forma terribilmente inquieta.
Ho veduto con i miei occhi, questa mattina presto, trasfigurarsi in viso il mio piccolo borgo marinaro, quasi sempre placido e tranquillo e con il sole in tutte e quattro le stagioni. E non erano gli occhi del sonno i miei, quello che mi sono trovata davanti è la reale devastazione della mia marina che, se non fosse per la Torre della Rocchetta, rimasta ancora indenne, ci saremmo dovuti segnare a lutto noi briaticesi. Perché anche i luoghi, nonostante la materia di cui sono fatti, hanno un’anima che vive. E i tutori di quell’anima siamo noi. Gli abitanti dei luoghi.
I pescatori erano tutti lì quest’oggi, a piangere le barche danneggiate dal mare ed il loro futuro. C’erano i padri e i figli. Insieme a loro anche il mare che, nonostante questa notte si sia dimostrato infedele, resta il loro compagno di sempre.
Servono interventi urgenti. Non bastano più i proclami politici e neppure le dichiarazioni di intenti, necessita una messa in opera immediata per il ripristino dei danni causati dalla furia del mare. Corre l’obbligo morale, oltre che civile, di mantenere viva la storia di un’ intera comunità che ha origine proprio in questa marina.
La marina di Briatico è uno dei luoghi più iconici della Calabria, tra i più instagrammabili d’Italia. Cosa ne vogliamo fare? Tutti noi, cittadini, istituzioni, politica, cosa ne vogliamo fare di questa storia millenaria?
Una parte di Calabria straordinaria e un pezzo forte della terra dei padri stanno proprio qui. A Briatico. Dove tra la Torre Saracena e il Mulino della Rocchetta, è incorniciato uno dei massimi marcatori identitari distintivi della regione Calabria. Che ora va salvato, con un’opera immediata di riqualificazione va riportato alla luce.
Non lasciateci soli. Questa è la costa degli Dei!
Faccio appello, quale cittadina attivamente impegnata di questa comunità, portavoce dei pescatori della marina di Briatico, alla Regione Calabria, al Presidente della regione Roberto Occhiuto, alla Protezione Civile, alla capitaneria di Porto, al Consorzio Costa degli Dei, ai politici calabresi impegnati nel governo centrale: NON LASCIATECI SOLI.
Servono interventi, fondi, sostegno, lavori di recupero. Servono ora. Affinch̬ possiamo, noi di Briatico, e i calabresi di ovunque, non sentirci perduti davvero, solo per essere dichiarati Рdalle malelingue- irrecuperabili.
Presidente Occhiuto, ascolti la voce del mare con cui parla la mia gente. I pescatori non conoscono altra lingua che questa. Prenda impegno con noi, la prego, e la sua sensibilità valga la nostra ripresa. Di noi, non si sono mai preoccupati in tanti, ma a lei chiediamo l’occhio del padre, del governatore di tutti. Ci guardi, Presidente, ma soprattutto ci ascolti, l’invito è a venire qui, in mezzo a noi, e insieme vedere, quantificare e risolvere questa struggente devastazione.
Alla marina di Briatico, presidente! (gsc)

BRIATICO- Al quartiere Baraccone si celebra la Madonna del Carmelo

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Il 15 e il 16 di luglio di ogni anno, il baraccone, al mio paese, è in  festa. È questo il quartiere dove viene festeggiata la Madonna del Carmine. 

Dopo il terremoto del 1783, lasciato il vecchio sito, i briaticesi, dopo la costruzione delle prime barocche, vollero fortemente edificare una piccola chiesa dedicata a Maria Carmelitana, verso cui ancora oggi sono forti la devozione e la fede.

A lei si affidano i nostri marinai, le loro famiglie, le notti in tempesta in mezzo al mare. I sacrifici, le reti e la pesca. le facce abbronzate, le mani tagliuzzate. Il sudore delle stette camicie, i morti in mare. Tutta Briatico. 

La vigilia della festa è un fremito. L’effige sacra della Madonna con in braccio il suo Bambino e l’abitino santo, viene portata in processione in mezzo al mare, a giro, sulle barche dei pescatori. E che gioia! E che emozione!

Se il mare è caligine, Maria viene caricata sulla barca di turno, adornata a festa, scortata dai cori e dalla banda, con canti e con inni. Se il mare è in tempesta, ‘a Madonna non voli u vaci a mari’, ripetono gli anziani. Una forma atavica di rassegnazione, che nel profondo consola, allorché è necessario rinunciare a un rito che si perpetua ormai da anni immemori, e che tutti attendono con trepidazione. 

Quest’anno dopo due di fermo, il mare è caligine, la Madonna lascerà la nicchia per solcare le nostre acque con lo sguardo all’infinito del mondo. Con lei il cuore festante di tutto il paese.

E di cor lodatu sia di lu carminu Maria. (gsc)

LA RIFLESSIONE / Giusy Staropoli Calafati: L’importanza di iscrivere i nostri ragazzi nella scuola del paese

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Domani sarà l’ultimo giorno utile per poter iscrivere i nostri ragazzi a scuola. Una scadenza importante per i bambini che dovranno frequentare la prima elementare, e i ragazzi che andranno in prima media e in primo superiore. Un viaggio che se per alcuni comincia, per altri prosegue.

Sappiamo bene tutti quanto la scuola sia un punto di riferimento nei paesi. E quanto essenziale sia che i paesi abbiano una propria scuola. Briatico ha la sua scuola. Ha dunque una sua identità, una propria casa del sapere. Un luogo preciso e definito dove far crescere i propri figli; dove farli diventare buoni cittadini del mondo. La stessa scuola in cui mi sono cresciuta io e lo avete fatto anche voi.
Ed è per questo luogo va mantenuto, preservato. E possibilmente arricchito. Reso immortale.
I paesi più belli sono quelli che da una parte hanno la scuola e dall’altra la chiesa. Due entità di cui non si riesce a fare a meno. Perché se anche solo una delle due mancasse, il paese rischierebbe di chiudere. Restando un inutile luogo, isolato dal resto del mondo.
Domani scadranno le iscrizioni per iscrivere i nostri figli a scuola per il nuovo anno scolastico. Dall’infanzia alla media. Briatico offre questa opportunità a tutti noi. E badate bene, non un servizio, ma un’opportunità, appunto, per i nostri ragazzi che, frequentando la loro scuola, diverranno loro stessi consapevoli d’essere cittadini attivi della comunità di cui fanno parte.
Purtroppo, molte famiglie hanno già iscritto e iscriveranno i propri figli altrove, con il buono proposito di offrire loro un servizio migliore. Permettetemi di dirvi, però, che non sarà proprio così. Iscrivere, se non per esigenze particolari e irreversibili, i nostri figli altrove, significherà arricchire altre scuole e quindi altre comunità, declassando noi stessi, quali cittadini del territorio, e in più privando i nostri ragazzi della possibilità di sentirsi parte attiva del proprio paese, collaborando e cooperando, come studenti, per esso. Per rendere migliore il futuro di una società unita che cresce. Perché vedete, se è forte la scuola, è forte tutto il paese. La scuola forma, crea, da, mette a disposizione, insegna, fa crescere, matura, modifica, trasforma, rende uomini e donne migliori.
I nostri figli, non ci porranno mai la domanda: dove?, nel senso di: quale scuola? Perché quel dove, per loro, corrisponde allo stesso posto in cui si cresce, e allora doverlo cambiare, deve avere un senso e un significato. E a loro va spiegato. Con sincerità. Anche se la scelta è frutto di un nostro piglio.
La scuola di Briatico, e per fortuna, ha formato negli anni grandi eccellenze, e ancora oggi continua ad eccellere. Sarà difficile che però avvenga anche domani, se noi continueremo a fare emigrare, già da piccolissimi, i nostri figli altrove. Per questa ragione abbiamo perduto l’autonomia, e dovuto ridurre finanche attività. Ricordo che l’orchestra della scuola media di Briatico, era arrivata a essere considerata un eccellenza italiana.
Non saranno dunque i luoghi diversi dal nostro ad elevare i nostri ragazzi, rendendoli figli migliori, come spesso crediamo possa accadere. Di questo passo l’unico risultato che otterremo sarà una tragica chiusura, a danno della crescita cultura e morale di Briatico. Sulla base dei numeri, aumentano o diminuiscono le occasioni e le opportunità. Ci sono scuole che si vanno ampliando e altre che invece ridimensionandosi rischiano di chiudere.
E sia chiaro, il genio del professore o della maestra che pensate di trovare altrove, c’è anche qui, così come il maestro o la professoressa di poco conto che potreste trovare qui, li troverete anche altrove. Nella vita, è questo quello che dobbiamo insegnare ai nostri figli, e di cui noi cittadini adulti dobbiamo ricordare: la nostra strada, siamo noi a tracciarla, chi incontreremo, come gli insegnanti, potrà darci una mano, nel bene o nel male ci aiuterà a crescere, ma essere o non essere futuri buoni cittadini del mondo, dipende da noi.
Pertanto l’invito, da cittadina briaticese, da madre, da Consigliere Comunale di questo paese, da scrittrice e intellettuale calabrese, è quello di riflettere. Dare a noi, ai nostri figli, e al paese sempre una nuova possibilità. Costruire insieme una buona scuola restando, e non fuggendo. Chi resta potrà dire di averci provato, chi va non potrà più dire nulla. Diamo forza e sostegno alle comunità in cui viviamo, e facciamolo partendo dalla scuola, coinvolgendo i nostri figli, e possibilmente lottando per le cose in cui crediamo, quelle che non vanno, le altre che non funzionano. Questo significa dare un futuro a chi da noi se lo aspetta. Ai giovani.
Partecipare alla vita della scuola è un dovere, far sì che essa cresca, si migliori e si solidifichi, un senso di responsabilità. Quello che i nostri genitori hanno fatto con noi, basta ripeterlo con i nostri figli. E la scuola crescerà e con essa tutto il paese.
Avete già iscritto i vostri figli altrove? Non è troppo tardi. A spostarli si fa sempre in tempo (andate dite che avete sbagliato, e con orgoglio ,e che sia visibile, intendete mandare i vostri figli nella scuola del vostro paese).
Non vuole essere un consiglio il mio, ma un invito alla riflessione sì.
Perché Briatico siamo noi, e nessun altro può fare per noi più di quello che Briatico si propone di fare. (gsc)

Festa Madonna del Carmine, una ricorrenza tanto sentita e attesa a Briatico

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Il 15 e il 16 di luglio di ogni anno, il baraccone, al mio paese, è in festa. È questo il quartiere dove viene festeggiata la Madonna del Carmine.

Dopo il terremoto del 1783, lasciato il vecchio sito, i briaticesi, dopo la costruzione delle prime barocche, vollero fortemente edificare una piccola chiesa dedicata a Maria Carmelitana, verso cui ancora oggi sono forti la devozione e la fede.
A lei si affidano i nostri marinai, le loro famiglie, le notti in tempesta in mezzo al mare. I sacrifici, le reti e la pesca. le facce abbronzate, le mani tagliuzzate. Il sudore delle stette camicie, i morti in mare. Tutto Briatico.
La vigilia della festa è un fremito. L’effige sacra della Madonna con in braccio il suo Bambino e l’abitino santo, viene portata in processione in mezzo al mare, a giro, sulle barche dei pescatori. E che gioia! E che emozione!
Se il mare è caligine, Maria viene caricata sulla barca di turno, adornata a festa, scortata dai cori e dalla banda, con canti e con inni. Se il mare è in tempesta, ‘a Madonna non voli u vaci a mari aguannu, ripetono gli anziani. Una forma atavica di rassegnazione, che nel profondo consola, allorché è necessario rinunciare a un rito che si perpetua ormai da anni immemori, e che tutti attendono con trepidazione, anno per anno.
Quest’anno, oggi per l’esattezza, 15 di Luglio, la Madonna non andrà in processione sulle barche in mezzo al mare. Anzi dalla sua nicchia non si muoverà proprio.
È annata mala, dice qualche anziano, abbassandosi la mascherina. Su tempi duri, risponde qualche altro.
E sì, perchè quest’anno, come è già accaduto l’anno passato, il mondo intero è ancora una volta messo alla prova. Il Coronavirus non è sparito. Anzi e insidioso e insistente. La gente soffre, muore. È una brutta pandemia questa che colpito tutta la faccia della terra, dal baraccone di Briatico a oltre il Monte Carmelo. Ma la consolazione dell’affidamento a Maria per fortuna regna ancora e vive negli occhi di certi uomini e certe donne che, nonostante la vecchiezza raccontata dalla somma degli anni, non smettono mai di pregare, e nella chiesetta del Carmine, al baraccone, come ogni anno, tornano ai piedi di Maria, a pregare per Briatico e per il mondo. Per la fine della pandemia, per il mare e quanto contiene. Per la corona di Maria, il suo abitino, e i figli di tutte le madri del mondo che ai piedi della Madre Grande del Monte Carmelo diventano tutte Madonne.
E di cor lodatu sia di lu carminu Maria.  (gsc)

Briatico: La nuova ‘zona rossa’ vestita di azzurro

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Qualunque intensità di rosso sia, sempre vestita d’azzurro resta. È Briatico, la bella città del mare. Il borgo delle leggende, di Ulisse e delle sue sirene. Una conca di terra travolta dal cielo e dal mare, che per una soffiata di vento avverso, diventa anch’essa vittima degli attacchi vili di un’entità biologica infettante, che anche qui ha deciso di spirare. Come scirocco e come tramontana. Come libeccio e maestrale. Con folate sprezzanti e amare.

Dopo essere uscita indenne dalla prima ondata che vide l’Italia stretta nella morsa del Covid 19, lo scorso marzo 2020, Briatico, per quanto roccaforte sopra il mare, non riesce a superare con la stessa egregia valenza, la seconda ondata a cavallo della terza, da essere dichiarata zona rossa nella scorsa giornata del 2 marzo 2021. Non sono bastati né la brezza né lo iodio e neppure la spettacolarità del suo clima, a rendere immune dal Covid il piccolo centro costiero.

53 positivi al test molecolare, 6 ospedalizzati, 9 positivi all’antigienico in attesa di ulteriore conferma. Motivo per cui, il borgo marinaro che fu dei Pignatelli, subisce, assieme ai centri dell’entroterra, di Dasà, Sorianello e Gerocarne, l’ordinanza con cui il presidente f.f. Nino Spirlì, istituisce le nuove zone rosse sul territorio regionale.

Un colpo di coda che ha effetto su tutta la comunità. La scuola, il commercio e ogni singolo cittadino. Tutti vittime di una stanchezza che dura ormai da troppo tempo. Un anno esatto in cui l’uomo, al centro del mondo, viene con le sue stesse azioni, privato di quasi ogni forma di diritto, come libero individuo, a tutela della propria salute.

Con Briatico, città dalla sublime vista, con i tramonti sopra la bocca dello Stromboli, diventa rosso, più della sciara di fuoco del vulcano, uno dei pezzi di Tirreno più belli della costa degli Dei. 

Il Covid non da attenuanti e non ha alibi. Si insinua nella cittadina marinara, come in ogni parte del mondo, in maniera subdola e prepotente. Privo, come è solito dei virus, di ogni possibile dote di discernimento. Un focolaio che parte dalla parte più intima del paese, la chiesa, e dilaga ovunque. Come se nessuno avesse più santi in paradiso. 

E accade tutto in tempo di varianti, quando il trasmettersi del contagio risulta più veloce e fatale, mostrando finanche agli increduli la sua esistenza, la sua super potenza e soprattutto la sua efficacia.

Solo pochi mesi fa, il piccolo comune vibonese, aveva superato un evento che, quasi con il grido al miracolo, alcuni avevano letto come presagio di una brutta sventura.

La Statua lignea della Vergine Immacolata, compatrona del centro costiero, la cui storia risale alla vecchia Briatico, onde fu ritrovata illesa tra le macerie dopo il terremoto del 1783, lo scorso dicembre, è stata tratta in salvo dalle fiamme, causate da un incendio spontaneo divampato nella parrocchia.

Un preavviso? Un presagio? La credenza popolare dice di sì. 

Ma la speranza tra i briaticesi non muore. E se la Madonna esce illesa dall’ennesima prova, anche per Briatico sarà lo stesso. 

La fede è tanta tra, ma lo sono anche la tristezza e lo sconforto. E soprattutto la rabbia, contro gli scapigliati, gli irregolari anonimi e nominativi, che senza un minimo di buon senso contribuiscono alla diffusione del contagio, rendendo così nullo il concetto univoco di libertà: “dove comincia quella degli altri, finisce la mia”.

Aumentano le incertezze e le disillusioni. Per Briatico, come per il resto delle comunità calabresi e italiane. I programmi dei giovani per il futuro prossimo, saltano; i sogni rimangano accatastati nei cassetti. C’è attesa, lentezza e soprattutto solitudine. Perdono ogni principale funzione la scuola, la chiesa, i campetti di calcio, quelli di bocce, gli oratori e tutti i centri di sviluppo e di aggregazione su cui si fonda una vera comunità. Persino i momenti conviviale delle famiglie.

Le strade diventano deserti africani; le barche rimangono ormeggiate silenziose sulla riva, e le saracinesche dei locali, sigillate e chiuse. Eppure l’estate è alle porte. Il mare non ferma la sua rema. Infrange sulla riva e non smette di rumoreggiare. I paguri escono dalle conchiglie, gli animali si svegliano dal letargo, e i gabbiani continuano il loro volo mentre le rondini sono già di ritorno. 

Era il tempo della preparazione, marzo. Quello del riavvio e dell’operosità. Ma neppure un marinaio o un contadino possono ritornare tranquilli all’opera loro. 

Così, in questo fermo obbligato della vita, nel principiare della più bella stagione, con i campi carichi di acetosella, e i nidi sacri sotto i tetti, il tempo diventa di riflessione e di preghiera. Dopo la tempesta tornerà la quiete, così come dopo la quaresima è sempre Pasqua di resurrezione. 

E se trova conferma la tesi che per raggiungere la felicità bisogna passare per il dolore, a Briatico, e nel mondo, dopo il rosso del Covid, non resta che l’azzurro del mare. Il vero colore che porta all’infinito. E rende liberi. 

Una nota canzone dice “quando tutto sarà finito, torneremo a riveder le stelle”. Quel giorno, per i briaticesi, l’appuntamento sarà al solito posto. Sutta a turri. Ad accogliere turisti ed emigranti. (gsc)

In copertina, foto del Fondo Ambiente Italiano

BRIATICO (VV) – Protocollo d’intesa per gli scavi archeologici a Briatico Vecchia

Protocollo d’intesa tra il Comune di Briatico, Università di Siena, Università della Calabria, Università della Basilicata e Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria e Vibo Valentia per dare il via a una «stagione di ricerca archeologica nel sito di Briatico Vecchia e in tutte le zone di interesse storico».

La direzione scientifica delle ricerche è affidata, in forma congiunta, al prof. Carlo Citter, ala prof.ssa Francesca Sogliani e alla prof.ssa Adele Coscarella. Il protocollo, inoltre, ha validità di tre anni dalla stipula.

«È interesse delle parti  promuovere un progetto di ricerca archeologica congiunto e condiviso sul castello di Briatico vecchio e territorio circostante» si legge nel documento, in cui si legge che «il Comune è pienamente consapevole dell’importanza strategica del castello di Briatico vecchio e del complesso palinsesto dei paesaggi storici del suo territorio, perché costituiscono emergenze di grande rilievo scientifico, ma sono anche luoghi fondamentali di identità per la comunità locale, dodate di grande potenzialità culturali, turistiche ed economiche».

Le Università, dunque, si occuperanno delle campagne di rilievo sistematico delle emergenze in pianta e in elevato del Castello, ricognizioni di superficie sul territorio del Comune di Bratico, campagne di scavo sul sito del Castello di Briatico Vecchio e attività di divulgazione e di coinvolgimento della comunità. (rvv)