IL SOGNO DI TROPEA CAPITALE CULTURALE
È GIÀ VITTORIA SE SARÀ TRA LE FINALISTE

Tropea sogna di diventare la capitale italiana della Cultura del 2022. Un sogno, ma anche un’ambizione legittima e motivata da una storia di tradizioni, cultura, territorio. Lunedì 12 ottobre il Ministero dei Beni Culturali farà scegliere al comitato di esperti delegato per l’iniziativa le dieci città finaliste che concorreranno per il titolo del 2022. «Sarà già una grande vittoria arrivare tra le prime dieci – afferma il sindaco di Tropea Giovanni Macrì – considerate le città che hanno presentato la propria candidatura che hanno una storia importante alle spalle (Verona, Genova, etc). Calabria.Live ha intervistato il sindaco proprio in vista dell’importante appuntamento di lunedì. (click su: https://youtu.be/wW7Jwvugqfs)

Tropea è ufficialmente candidata a Capitale italiana della Cultura 2022, in lizza con 27

Tropea è tra le 28 città in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022. A renderlo noto, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Entro il 12 ottobre, la commissione di valutazione definirà la short list delle 10 città finaliste, la procedura di valutazione si concluderà entro il 12 novembre 2020.  Il titolo di Capitale italiana della cultura viene conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve 1 milione di euro per la realizzazione del
progetto.

Insieme a Tropea, concorrono per il titolo Ancona, Arezzo, Arpino (Frosinone), Bari, Carbonia (Sardegna), Castellamare di Stabia, Cerveteri, Fano (Pesaro Urbino), Isernia, L’Aquila, Modica (Ragusa), Molfetta (Bari), Padula (Salerno), Palma di Montechiaro (Agrigento), Pieve di Soligo (Treviso), Pisa, Procida (Napoli), San Severo (Foggia), Taranto, Trani (Bari), Trapani, Venosa (Potenza), Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), Verona, Vigevano (Pavia) e Volterra (Pisa).

La Cultura Rinnova. È questo il filo conduttore che Tropea ha deciso di seguire, «con cui la “La Perla del Tirreno” propone non solo se stessa ma tutta la Calabria al prestigioso riconoscimento, non è frutto di pura creatività, affonda, invece, le radici nella storia cittadina ed è il simbolo dello spirito del documento che vuol essere una proposta profondamente legata al contesto».

«Si è voluto elaborare un prodotto culturale autentico, e non artificioso – ha spiegato il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì – che rispecchiasse l’anima della Città e della Regione, ecco perché nel percorso elaborato tutto è legato alle vicende della Gente di Calabria e di quella che, nel tempo, ha edificato il magico sito di Tropea, sia dal punto di vista materiale che spirituale».

«Per chiarire il senso della frase, che dà il nome al Dossier – si legge nella nota – e le motivazioni che ne hanno determinato la scelta, occorre partire da Piazza Ercole, cuore della Città entro le mura. Nello storico slargo, che ospita anche il busto del filosofo Pasquale Galluppi, si eleva un essenziale fabbricato, molto amato dai Tropeani: il Sedile di Portercole. Edificato nel 1703, per ospitare il parlamento dei Nobili di Tropea, da sempre e con ragioni diverse è stato vissuto intensamente dalla Città tanto che oggi oltre ad essere la sede della Pro Loco è diventato il salotto buono che apre le sue porte agli eventi più esclusivi oltre ad accogliere incontri delle realtà associative importanti per la crescita del territorio».

«É proprio da questo luogo – prosegue la nota – carico di simboli che esprimono la storia della Comunità, che inizia il percorso chiarificatore dello slogan e per farlo occorre alzare lo sguardo e puntare in alto. Lo Stemma del Sedile, posto sopra la loggia, bellissimo e fascinoso, è la chiave esplicativa: un leone coronato, affiancato da un altro leone e un’idra, sono sormontati da una fenice che sorge dalle fiamme stringendo nel becco un nastro con la frase “Renovant incendia nidos”. Questo il suggerimento, legato alle radici, da cui si è partiti per tracciare il motto e il fil rouge dell’intero fascicolo. La Cultura rinnova significa riconoscere il valore insostituibile del sapere che consente di superare la qualsivoglia difficoltà recuperando l’energia necessaria a rialzarsi e a ricominciare. La fenice, uccello di fuoco, resuscita dalle proprie ceneri dopo la morte, “Post fata resurgo”, divenendo simbolo di rinascita spirituale».

«La cultura, come rinnovamento e carica vitale – ha spiegato il sindaco Macrì – vuol essere il principio ispiratore e la stella polare anche in riferimento alla nostra terra, la Calabria che, come ogni sud del mondo, é stata più volte ferita ma é riuscita e riesce a risollevarsi, sempre orgogliosa e fiera. Ecco perché siamo sempre più convinti della bontà della scelta che ci vede candidati in questo prestigioso e ambizioso torneo. Ce l’abbiamo messa tutta e la condivisione anche istituzionale della Regione, nelle sue varie articolazioni ed espressioni, ne è la più gratificante dimostrazione. Attendiamo fiduciosi gli esiti della competizione con la certezza di non aver sprecato tempo nel raccogliere organicamente le eccellenze di una Regione splendida come la nostra».

La Cultura Rinnova è un ottimo punto di ripartenza anche in riferimento alla congiuntura vissuta e la fenice che rinasce dalle sue ceneri, legata alla storia tropeana, spinge a rimettersi in gioco con forza fiduciosi nell’oggi e nel domani: é questo il messaggio più forte di Tropea Capitale Italiana della Cultura 2022 ed è proprio il caso di dire, usando la celebre espressione latina, “Nomen omen”». (rrm)

In copertina, foto da Tropea – Capitale Italiana della Cultura 2022