A Roccella e Reggio in scena Luci del varietà

Giovedì 22 dicembre, a Rocella Jonica, alle 21, all’Auditorium Comunale, in scena lo spettacolo Luci del varietà della Guarner Bros, per la 30esima Stagione Teatrale della Locride.

Venerdì 23 alle 20.30, lo spettacolo andrà in scena all’Auditorium Zanotti Bianco di Reggio Calabria, nell’ambito del progetto ReggioFest.

I due eventi rientrano nell’ambito delle rassegne del Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano.

Lo spettacolo è stato ideato e diretto dal tenore, attore e regista Edoardo Guarnera, prematuramente scomparso alcuni mesi: la sua compagnia, la Guarner Bros, dove si esibisce la sorella Mariella Guarnera, porta in tournée i suoi grandi successi: proprio questo effervescente  allestimento rappresenta una summa dei generi ai quali Guarnera ha dedicato la sua vita artistica.

Coinvolgente, piacevole, divertente, “Luci del varietà” fa vivere allo spettatore un’autentica immersione nel mondo dello spettacolo: dall’operetta al musical, dalla lirica alla canzone napoletana, dal pop e molto altro ancora, si presenta come un vero racconto della storia del varietà.

Una carrellata di momenti musicali, di prosa e di danza, insieme alla mezzosoprano Mariella Guarnera e al tenore Massimiliano Drappello, che si si avvicendano alla nota attrice e cantante Annalena Lombardi e alle esibizioni di attori comici come Vincenzo Pellicanò, che canta le canzoni di Renato Carosone in modo divertente e con grande maestria, e le macchiette caricaturali del cabarettista Matteo Micheli. A far parte del cast anche la giovane e sorprendente cantante Michela Pavese.

Gli artisti sono affiancati da un fantastico corpo di ballo che farà da cornice allo spettacolo, con l’inserimento, per l’occasione, anche di alcuni brani natalizi. A guidarlo la coreografa e danzatrice Eleonora Pedini, che si esibirà insieme a Elisa Belleggia, Martina Corvino, Giordano Federici, Matilde Nobile Migliore.

«Siamo molto contenti di aver potuto offrire al nostro pubblico un cartellone dai generi diversi – ha dichiarato pantano –. Abbiamo pensato alla grande prosa con “Callas d’incanto” con Deborah Caprioglio, “Persone naturali e strafottenti” con Marisa Laurito, alla commedia dell’arte, alla commedia brillante, a grandi prove d’attore come gli spettacoli di Valerio Strati e Roberto Ciufoli, e anche agli spettacoli per famiglie. Ora è la volta del varietà e fra pochi giorni in scena anche il balletto “Lo schiaccianoci”, e infine altre grandi sorprese per il pubblico reggino per festeggiare insieme la fine di questo 2022». (rrc)

A Reggio, Roccella e a Simbario (VV) in scena “La finta ammalata” di Carlo Goldoni

Un classico della Commedia dell’Arte, uno spettacolo divertente e coinvolgente uscito dalla penna del grande Carlo Goldoni, arriva in Calabria nel prossimo fine settimana. Si tratta de La finta ammalata, a cura del Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano, che andrà in scena giovedì 8 dicembre, alle 21, all’Auditorium Comunale di Roccella Jonica, per la 30esima Stagione teatrale della Locride, venerdì 9 all’Auditorium “Zanotti Bianco” di Reggio, alle 18.30, per il Reggio Fest.

Sabato 10 dicembre, sarà riproposto al Teatro “Francesco De Leo” di Simbario (VV) alle ore 20.30, per il circuito Teatri Calabresi Associati. 

Una farsa non più rappresentata in tempi moderni, se non in versione operistica, torna alla sua versione originale del teatro di prosa, in un allestimento fedele all’originale nei costumi e nel linguaggio e con un adattamento vicino ai tempi moderni. 

La satira sul mondo della medicina, trattato con una certa diffidenza soprattutto rispetto a certe figure di “luminari” che arrivano con approssimazione a diagnosi e terapie, viene rappresentata attraverso le vicende di Pantalone e della figlia Rosaura. 

Pantalone è uno dei più ricchi uomini della città, ma in casa sua regna preoccupazione per Rosaura, la sua amatissima figlia, che resta sempre a letto e mostra vari sintomi di malattia. A nulla sono servite le cure intraprese da Pantalone e da Beatrice, amica di Rosaura, e dalla fedele serva Agatina, ella sostiene di non riuscire a respirare e rifiuta il cibo. Ben presto è chiaro che la giovane soffre di mal d’amore. Ma di chi è innamorata? E cosa faranno tutti i medici chiamati dal padre preoccupato per farla guarire?

La scrittura ironica e briosa di Goldoni viene resa appieno dalla regia di Giorgio Caprile, che porta in scena un cast di attori collaudati, veri e propri professionisti della commedia dell’arte: il veneziano Pantalone è affidato alla grande esperienza attoriale e alla comicità di Franco Oppini; Rosaura, la finta ammalata, ha il volto di una affermata interprete di protagoniste goldoniane come Miriam Mesturino, il “bello e buono” Dottor degli Onesti ha le sembianze di Riccardo Feola. Sul palcoscenico poi lo stesso Caprile, che ha una lunghissima esperienza come attore alla quale ha affiancato negli anni l’attività di regista, e un maestro della commedia dell’arte quale Luca Negroni, che cura anche i movimenti di maschera dello spettacolo; la comicità surreale di Roberto D’Alessandro caratterizza fortemente lo Speziale, mentre l’amica Beatrice è interpretata dall’elegante Giorgia Guerra e la serva Agatina dai toni siciliani ha la personalità esplosiva di Ada Alberti.

L’atmosfera tipica della più classica commedia dell’arte viene rievocata attraverso le musiche originali di Paolo Vivaldi, le scene di Cinzia Belcamino, e i costumi di Luisa Ludovico.

Lo spettacolo ha già calcato i palcoscenici delle grandi città italiane e nel suo lungo tour in tutta la penisola saranno queste le sue uniche tappe calabresi. Tre imperdibili appuntamenti, dunque, che allieteranno il pubblico con il giusto mix di comicità e ironia, e renderanno ancora una volta il teatro luogo di evasione e riflessione. (rrc)

A Reggio e Roccella in scena “Persone naturali e strafottenti”

Il 25 e 26 novembre, a Reggio e Roccella Jonica in scena lo spettacolo Persone naturali e strafottenti, la tragicommedia cruda, poetica ed esilarante del maestro Giuseppe Patroni Griffi.

Si tratta di un grande appuntamento per la rassegna del Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano. Venerdì 25 novembre, lo spettacolo andrà in scena all’Auditorium “Zanotti Bianco” di Reggio Calabria, per il Progetto ReggioFest Cultura diffusa 2022.

n replica il giorno dopo, sabato 26 alle 21.00, all’Auditorium comunale di Roccella Jonica, nell’ambito della XXX Stagione teatrale della Locride 2022-2023.

Un’opera del 1973 che viene riproposta oggi in un nuovo allestimento per la regia di Giancarlo Nicoletti, con un cast d’eccezione, non convenzionale e proveniente da mondi teatrali diversi: Marisa Laurito che veste i panni del ruolo che fu di Pupella Maggio; lo stesso Giancarlo Nicoletti presta la sua attorialità unica e la sua esperienza di uomo di teatro a 360° al travestito Mariacallàs e la giovane rivelazione del cinema italiano Giovanni Anzaldo interpreta quel Fred che fu creato da un esordiente Gabriele Lavia. Completa il cast il poliedrico Livio Beshir, protagonista di numerose fiction e lavori cinematografici.

Quattro persone, quattro solitudini, che s’incontrano nella notte di Capodanno di una Napoli chiassosa e crudele, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. E ancora, Fred e Byron che sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle paure, l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite.

Un teatro che non teme di scandalizzare, attraversando emarginazione, violenza, distanze socio-culturali, la ricerca continua di un altro che non esiste: la drammaturgia di Patroni Griffi è ironica, visionaria e poetica. 

Il noto critico teatrale Franco Cordelli ha scritto «In quanto al noioso, non se ne parla: di noioso non c’è nulla, non c’è che uno scoppiettante e continuo scambio di battute feroci, di giudizi lapidari di ogni personaggio verso gli altri e verso il mondo, di fuoriuscite d’anima. Ma ‘Persone naturali e strafottenti’, come si vede nella regia di Nicoletti, non consiste di queste battute. Consiste della sua struttura del tutto inedita nel dramma borghese: una struttura aperta, senza linee di svolgimento verso una o altra direzione, arresa alla sua ‘naturale’ libertà di sviluppo e linguaggio».

La produzione è di Altrascena, aiuto regia di Giuditta Vasile, costumi di Giulia Pagliarulo, disegno luci di Daniele Manenti, direttore di scena Claudia Tagliaferro. 

Uno spettacolo da non perdere per gli amanti del teatro, per la prima volta a Reggio e provincia, che segna con una scelta non scontata il cartellone organizzato dal Centro Teatrale Meridionale. (rrc)

 

PALMII (RC) – Al Parco dei Tauriani in scena “Antigone”

Sabato 3 settembre, alle 21.30, al Parco Archeologico dei Tauriani di Palmi, in scena lo spettacolo Antigone di Sofocle.

Lo spettacolo è il terzo appuntamento con le tragedie organizzato dal Centro Teatrale Meridionale per la direzione artistica di Domenico Pantano, promosso e finanziato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, nell’ambito del cartellone dedicato alle celebrazioni del cinquantenario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Lo spettacolo è prodotto dall’Associazione culturale Semivolanti e Dokana Teatro, per la traduzione, adattamento e regia di Giovanni Greco, e interpretato dagli attori: Nika Perrone (Antigone), Gianluca Riggi (Tiresia, Messaggero, Coro), lo stesso Giovanni Greco (Creonte), Riccardo Cananiello (Emone, Guardia e Coro), Maria Cristina Zerbino (Ismene, Euridice e Coro). Musiche e Coro di Daniela Troilo.

Simbolo di lotta e determinazione, Antigone è una giovane donna vittima e allo stesso tempo eroina, l’unica capace di sfidare il tiranno Creonte e le leggi della polis pur di dare sepoltura al suo amato fratello Polinice. Nel corso dei secoli, e in particolare nel Novecento, la sua figura è divenuta sinonimo di resistenza e rivendicazione.

Nella trasposizione a firma di Giovanni Greco, l’idea di fondo di tutto il lavoro è stata quella di intendere Antigone come tragedia dell’identità e non come conflitto irriducibile tra leggi scritte e non scritte, tra ragione di stato e vincolo di sangue, tra destino ineluttabile e libero arbitrio dell’eroe. 

Antigone come tragedia del fratricidio, del suicidio o dei suicidi (di Antigone stessa, di Emone, figlio di Creonte, promesso sposo di Antigone, di Euridice, sua madre), degli omicidi mancati o realizzati che seguono all’incesto originario di Edipo e Giocasta, ci parla ancora oggi di identità incompiute o doppie, di figli-fratelli, di madri-nonne, di padri-fratelli, di qualcuno che non può essere solo se stesso perché condannato a essere sempre almeno duplice, se non molteplice nel rapporto con il mondo. 

La rivolta di Antigone al decreto di Creonte che vuole impedirle di seppellire Polinice, il fratello “traditore”, non è rivolta femminista, non è disobbedienza civile, non è il trionfo dell’anarchia contro l’oppressione e la tirannide. O almeno non è solo questo. 

Il vero conflitto, profondo, è quello che la stirpe di Edipo vive con la propria eccezionalità, la propria inadeguatezza di fronte alla normalità. Con la propria condanna a essere un conflitto in sé e per sé, divisi e incompiuti in sé prima che conflittuali con la realtà e con gli altri. 

Così la messa in scena parte dalla fine, dalla catastrofe, dalla celebrazione paradossale, più volte annunciata, del matrimonio di Antigone con la Morte, dal ricongiungimento della famiglia di Edipo in un oscuro Aldilà e dalla riconsiderazione a posteriori di tutta la vicenda inscenata e in buona parte inventata da Sofocle, come il compimento inevitabile di una ricerca che ritrova il suo senso solo nella foga dell’annientamento. La sepoltura di Polinice fa di Antigone una madre e una sposa morta e/o mancata, ma una sposa e una madre.

Il mondo che sopravvive, quello di Creonte (e di Ismene), è il mondo di una truce normalità riconquistata, di una cupa pace che si fa sul capro espiatorio, il mondo del potere che si nutre del sangue dei giovani, delle donne, dei deboli, talora suo malgrado. Il nostro mondo. (rrc)

ROCCELLA JONICA – Al Teatro al Castello “Arianna nel labirinto”

Domani sera, a Roccella Jonica, alle 21.30, al Teatro al Castello, in scena Arianna nel labirinto per la 29esima Stagione Teatrale della Locride del Centro Teatrale Meridionale diretto da Domenico Pantano.

Lo spettacolo è realizzato con la consulenza della scrittrice Eva Cantarella e, come spiega il regista Manuel Giliberti, «attingendo alle numerose fonti che intrecciano diverse narrazioni vuole raccontare la predestinazione alla quale nessun mortale, seppur nipote del Sole può sfuggire nella tessitura della grande tela del mito».

Il racconto di Arianna, che come la cugina Medea «aiuta uno straniero, da lui viene rapita, da lui viene abbandonata», si snoda attraverso i testi di Ovidio, Catullo, Apollodoro, Plutarco, Robert Graves e Karoly Kereny.

Sul palco attori professionisti e allievi dell’Accademia d’arte del dramma antico di Siracusa: Deborah Lentini, Simonetta Cartia, Rosario D’Aniello, Elvio La Pira, Giulia Valentini, Claudia Bellia; movimenti di Serena Cartia, musiche di Antonio di Pofi, costumi di Marcella Salvo e Lidia Agicola, organizzazione e direzione di scena Giovanni Ragusa, regia di Manuel Giliberti. 

Un grande spettacolo, un inno alla forza, alla scaltrezza e al coraggio, che certamente conquisterà l’attento pubblico calabrese. (rrc)