Sposato (Cgil Calabria): Serve piano straordinario su lavoro, occupazione e misure a sostegno di famiglie

Serve un grande piano piano straordinario del lavoro, per l’occupazione giovanile e femminile ed occorrono misure a sostegno delle famiglie e lavoratori, con interventi selettivi nella spesa del fondi di coesione e del Pnrr». È quanto ha dichiarato Angelo Sposato, segretario generale di Cgil Calabria, a seguito dell’incontro, avvenuto in Consiglio regionale, per discutere delle vertenze in Calabria.

Abramo Customer care, tirocinanti di inclusione sociale, consorzi di bonifica sono solo alcune delle criticità che sono state affrontate nel corso dell’incontro, in cui si è chiesto di apportare alcuni correttivi «e sospenderne altri che riguardavano i consorzi sulla legge omnibus, in attesa di fare i giusti passaggi nel rapporto con le parti sociali e nelle varie commissioni».

«Abbiamo apprezzato – ha spiegato Sposato – le aperture del Presidente della Giunta regionale sia sulla vertenza Abramo (si inoltrerà richiesta di incontro al ministro competente) sia su quella dei tirocinanti in inclusione sociale. Per entrambe le vertenze si faranno due incontri il 28 dicembre presso la cittadella regionale alla presenza anche dei parlamentari. Vogliamo ringraziare i gruppi regionali delle opposizioni in consiglio regionale per aver manifestato il sostegno a lavoratrici e lavoratori, incontrandoli, su invito del sindacato, sotto il consiglio regionale e i gruppi di maggioranza, che attraverso il Presidente di giunta e Consiglio hanno accolto la richiesta del sindacato di un ordine del giorno “unitario” ( che era stato originariamente presentato dal Pd) a sostegno della vertenza dei tirocinanti, votato poi all’unanimità».

«L’unitarietà sui temi del lavoro sono fondamentali e ieri (venerdì 22 dicembre ndr) la Calabria, su questo, ha dato un segnale importante che vogliamo sottolineare», ha aggiunto Sposato, ribadendo la necessità «non di contributi a pioggia, ma progetti mirati alla sostenibilità e capacità di promuovere sviluppo ed occupazione di qualità. Serve in Calabria un intervento sulla leva fiscale con la riduzione delle addizionali irpef regionali che sono tra le più alte d’Italia».

«Manterremo il livello del confronto ed, ove fosse necessario – ha concluso – in assenza delle giuste soluzioni, quello della mobilitazione. Con determinazione, come sempre». (rcz)

 

Domani si ferma il commercio: Ci sarà anche la Cgil Calabria

Ci sarà anche la Cgil Calabria allo sciopero unitario indetto da Filcams Cgil, unitariamente a Fisascat Cisl e Uiltucs in programma domani e che interesserà  i dipendenti di terziario, distribuzione, pubblici esercizi, ristorazione, agenzie di viaggi, alberghi e aziende termali.

L’obiettivo è quello di denunciare la grave situazione di disagio di milioni di lavoratrici e lavoratori da anni in attesa del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di riferimento.

«Le associazioni datoriali – si  legge in una nota – continuano a non adempiere a quanto previsto dagli accordi interconfederali rifiutando di riconoscere gli aumenti retributivi necessari a contrastare l’inflazione e cercando di mettere mano anche su diritti acquisiti come scatti di anzianità, quattordicesima, permessi retribuiti ecc. Pretese che hanno portato ad uno stallo delle trattative, con il rifiuto dei sindacati di accettare lesioni dei diritti dei lavoratori già senza contratto in alcuni settori dal 2018 e senza aumenti retributivi da sei anni».

«Ma non solo. Mentre le oo.ss. premono – continua la nota – affinché vengano garantiti ai lavoratori orari che permettano la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, norme per il contrasto alla violenza di genere e di sostegno alla genitorialità, misure per contrastare la precarietà, a partire dal consolidamento e incremento dell’orario contrattuale per i tanti part time involontari, le associazioni datoriali premono per l’aumento della flessibilità. È ora di dire basta, di avere un rinnovo del contratto per i settori interessati e di mettere da parte pretese vessatorie volte a spremere i lavoratori facendo leva sul loro stato di bisogno.  La dignità del lavoratore deve essere baricentro delle trattative ed è bene ricordare come il mancato rinnovo del CCNL ne metta in discussione il valore e la funzione e costituisca una dinamica molto grave per il Paese e il suo sistema economico».

«La difesa e la crescita del potere d’acquisto dei salari – si legge ancora – e l’estensione dei diritti e della dignità delle persone che per vivere devono lavorare sono le ragioni fondamentali dell’esistenza dei contratti nazionali».

«Cgil Calabria – conclude la nota – esprime solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici e aderisce alla manifestazione di Napoli con l’auspicio di giungere alla sottoscrizione del rinnovo dei Contratti nazionali coerenti con le richieste sindacali». (rcz)

Violenza di genere, a Crotone un Punto donna dedicato

A Crotone si è svolta l’iniziativa Parole nuove contro la violenza di genere. Analisi e contrasto contro i fattori culturali della violenza per una nuova relazionalità, promosso a Spi CGIL Calabria e dal Coordinamento Donne, insieme al Comune di Crotone e al quale hanno preso parte anche gli studenti e i docenti di alcune scuole secondarie di secondo grado della città.

Ai lavori hanno preso parte anche Carmelo Gullì, Segretario Generale Spi CGIL Calabria, Daniela Oliverio, psicologa e psicoterapeuta Cav Udite Agar, Valentina Castelli, psicologa Associazione Baubò, Michele Iannello Segretario Generale Spi CGIL Calabria Area Vasta, Enzo Scalese, Segretario Generale CGIL Area Vasta, Filly Pollinzi, assessore Politiche Sociali Comune di Crotone.

Durante l’iniziativa l’Accademia di Teatro, Cinema e Musical Kroma di Crotone ha “raccontato” la violenza sulle donne, mentre gli studenti hanno con reading, interpretazioni teatrali,  lavori grafici e un cortometraggio sviscerato l’argomento.

Un’iniziativa concepita per abbattere i muri del pregiudizio e degli stereotipi, a partire dal linguaggio, e ragionare insieme, con l’ausilio di figure professionali dedicate, ad una lotta quotidiana a più mani, facendo leva su una rete di associazioni, istituzioni, sindacati.

Nasce con questo scopo lo Spazio Donna di Crotone che aprirà i battenti nelle prossime settimane e che si propone di essere luogo di accoglienza e di ascolto, ma anche di discussione.

«Non bastano leggi e restrizioni, non bastano le quote rosa, non basta raggiungere ruoli apicali, non basta fin che la cultura dominante veicola messaggi di disparità – ha detto Rossella Napolano, Segreteria Spi CGIL Calabria –. Il governo taglia i fondi ai centri anti violenza e quelli dedicati alle politiche giovanili e di genere sono insufficienti. La Cgil da sempre combatte le disuguaglianze su tutti i fronti e rivendichiamo con forza il sostegno alle donne in termini di contrattazione sociale. Chiediamo più fondi, più garanzie per una vita lavorativa quasi sempre frammentata, spesso con part -time involontario e di conseguenza con pensioni minime che non garantiscono una vita dignitosa. Chiediamo che la salute delle donne venga garantita attraverso i consultori che stanno smantellando fattivamente».

All’iniziativa ha preso parte la Segretaria Nazionale del Sindacato dei Pensionati (Spi) CGIL Calabria Claudia Carlino, la quale ha spiegato che «il sindacato può fare molto, incidendo sui fattori culturali, ma anche avanzando rivendicazioni e richieste di norme e leggi, ad esempio, in termini di prevenzione, a partire dall’educazione affettiva nelle scuole. Bisogna proseguire facendo rete con le realtà che si occupano di tutela delle donne a vario titolo, una rete che deve essere parte del sistema pubblico».

«L’impegno dello Spi – ha detto il Segretario Generale Spi CGIL Calabria Carmelo Gullì – è fare in modo che iniziative come questa possano essere parte di un percorso nelle scuole calabrese e non rimangano isolate per potere raggiungere quanti più ragazzi possibile e lavorare sinergicamente sulla costruzione di un cambiamento culturale».

Diversi i temi sollevati dal Segretario Generale Angelo Sposato: «Bisogna essere concreti e agire se si vuole effettivamente incidere sulla violenza di genere. Ad esempio, aumentando le case rifugio, magari tramite i beni confiscati, ma vanno poi finanziate e sostenute o istituendo borse lavoro che consentano l’indipendenza della donna e la sottraggano alla violenza economica. Si può lavorare molto sulla formazione e la qualificazione, in un ragionamento ad ampio spettro che includa enti locali e imprese». (rkr)

A Catanzaro si presenta il report sulle malattie professionali

Domani mattina, al Pm Hotel di Catanzaro, è in programma il seminario conclusivo del progetto Prevenire, informare, salvaguardare, conoscere le malattie professionali per imparare a difendersi, sviluppato in compartecipazione tra il patronato Inca Cgil Calabria e la direzione regionale Inail Calabria.

Il lavoro è nato con lo scopo di promuovere in ambito sanitario la prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro con un focus specifico sulle malattie professionali e ha visto l’elaborazione di un report i cui dati verranno presentati durante l’iniziativa.

Ai lavori prenderanno parte Angelo Sposato, Segretario Generale CGIL Calabria, Vincenzo Amaddeo, Direttore regionale vicario INAIL Calabria, Giovanni Aristippo, coordinatore regionale patronato INCA Calabria, Fabio Manca, Consulente medico patronato INCA Nazionale, Sonia Romeo, Sovrintendente sanitaria regionale INAIL Calabria, Sara Palazzoli, Presidenza patronato INCA nazionale.  (rrc)

In Piazza la Calabria di chi non ha la voce

«Oggi la Calabria c’è e scende in piazza per dare voce a chi non ha voce, per esprimere un Sud che si sente abbandonato, che è scomparso dall’agenda politica, che non ce la fa ad arrivare a fine mese». È quanto ha dichiarato il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, dal palco di Piazza Prefettura a Catanzaro, nel corso dello sciopero indetto dal Sindacato insieme a Uil contro la manovra finanziaria.

«Un Sud che ha bisogno di politiche di sviluppo, di lavoro, di investimenti – ha aggiunto – che diano risposta anche quei 15mila giovani l’anno che vanno via.   È urgente sostenere il reddito delle famiglie, serve un grande piano per il lavoro e un’attenzione particolare alle infrastrutture. Dalla 106 e l’elettrificazione della Ionica, all’Alta Velocità per connettere la Calabria al resto del Paese».

A Cosenza presente il Segretario Confederale Nazionale Cgil, Pino Gesmundo: «Oggi manifestano e scioperano i lavoratori e le lavoratrici del Mezzogiorno, una risposta a questo governo che, deve farsene una ragione, non può precettarci tutti. Noi continueremo a essere nelle piazze e a manifestare contro queste scelte di governo che non danno risposte, in particolare al Mezzogiorno.  Ma oltre il tema politico, di mezzo c’è la difesa della Costituzione messa in discussione perché antifascista».

«Capiamo che il Governo ha qualche problema con questo termine – ha aggiunto – ma questa è la Costituzione, antifascista, che valorizza la democrazia, la partecipazione, a partire dal diritto di sciopero, fino alla possibilità di tenere un Paese unito contro il presidenzialismo, contro l’autonomia differenziata. Le piazze gridano questo e non si fermeranno finché non otterremo risultati».

«È stata una bella manifestazione – ha detto dal palco di Reggio Calabria la Segretaria Nazionale Flc CGIL, Gianna Fracassi – con tanti lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionate che non si arrendono ad una legge di bilancio sbagliata e ingiusta, non si arrendono all’autonomia differenziata che rischia di far arretrare il nostro Paese, oltre che il Sud del nostro Paese, e non si arrendono ad un’ingiustizia sociale che è alimentata da riforme sbagliate come quella fiscale. Oggi siamo stati tutti insieme in piazza per dire “no” a interventi che non danno risposte concrete. (rcz)

In Calabria la rete Sindacale per le migrazioni nell’area Mediterranea-Sub Sahariana

«Il nostro auspicio è che il processo di cooperazione internazionale possa determinare politiche di sviluppo in tutti i paesi e che anche l’Europa possa attuare politiche migratorie nell’ambito dei diritti universali di mobilità, del lavoro, della solidarietà dei popoli e della fratellanza». È quanto ha dichiarato Angelo Sposato, segretario generale di Cgil Calabria, nel corso della Settima Assemblea Generale della rete Sindacale per le Migrazioni nell’area Mediterranea-Sub Sahariana, che ha fatto tappa a Lamezia Terme.

A coordinare la manifestazione la Cgil. Presenti, nelle due giornate di lavori, i delegati dei sindacati di Marocco, Tunisia, Algeria, Senegal, Mali, Costa d’Avorio, Niger, Libano, Francia, Spagna, Belgio, Italia (Cgil e Uil) e delle organizzazioni internazionali Ces e Csi.

La richiesta è stata chiara e unanime: lo sviluppo di Europa e Africa è frenato da politiche securitarie fallimentari, serve un approccio diverso su entrambe le sponde del Mediterraneo per gestire il fenomeno e tutelare i diritti dei lavoratori migranti.

«La Calabria come crocevia dell’Euromediterraneo – ha aggiunto Sposato – è terra di accoglienza dei popoli, la miglior risposta ai sovranismi ed ai rigurgiti xenofobi e la Riace di Mimmo Lucano si contrappone a quello che è avvenuto a Steccato di Cutro lo scorso febbraio e che avviene quotidianamente con le morti nel mediterraneo. Le migrazioni non sono fenomeni da governare con la polizia internazionale ma con politiche di accoglienza come sancito dalla Carta universale dei diritti dell’uomo».

Maria Grazia Gabrielli, segretaria confederale Cgil Nazionale, ha ricordato come l’impianto degli accordi bilaterali tra Italia e Libia, Tunisia, Albania sia da considerare «parte del sistema securitario e di esternalizzazione delle frontiere che va cambiato radicalmente, costruendo un impianto ancorato al rispetto dei diritti umani e a un partenariato con i paesi del nord Africa e della regione sub-sahariana di reciproco rispetto e creazione di opportunità di sviluppo sostenibile, di formazione e di lavoro con uguali diritti».

«La due giorni della Settima Assemblea della rete sindacale RSMMS, inedita nella nostra regione, terra di migrazione ed immigrazione, è stata un importante momento di formazione e di scambio di buone esperienze tra sindacati delle due sponde del mar Mediterraneo e dell’Africa Occidentale.  Rafforzare il coordinamento – ha affermato la Segretaria Cgil Calabria con delega all’Immigrazione Celeste Logiacco –, la collaborazione e la condivisione di strategie comuni a difesa dei diritti dei migranti è indispensabile. Serve una nuova politica del Mediterraneo, di sviluppo universale e sostenibile per una migrazione sicura ed il rispetto dei diritti». (rcz)

Si riunisce in Calabria la rete sindacale per le migrazioni nell’area Mediterranea-Sub Sahariana

Domani mattina, al T Hotel di Lamezia Terme, si terrà la settima Assemblea Generale della Rete Sindacale per le Migrazioni nell’area Mediterranea – Sub Sahariana (RSMMS).

La rete di sindacati africani (sub sahariani e magrebini) ed europei discuterà degli scenari regionali e delle risposte sindacali per una nuova visione del diritto di migrare come parte di una politica di sviluppo universale e sostenibile.

RSMSS rappresenta un’esperienza originale di coordinamento tra sindacati di tre regioni coinvolte dal flusso migratorio che ruota attorno al bacino del Mediterraneo e all’Africa Occidentale. La Rete oggi è composta da 30 centrali sindacali di 16 Stati: Algeria, Belgio, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Francia, Italia, Mali, Marocco, Mauritania, Niger, Portogallo, Senegal, Spagna, Togo e Tunisia.

Il coordinamento generale dal 2022 è stato affidato alla Cgil nel riconoscimento dell’impegno e dell’esperienza maturata nel corso degli anni a favore dei diritti dei migranti, a livello sia nazionale sia internazionale. Aprirà i lavori il Segretario Generale Cgil Calabria Angelo Sposato. Interverranno, tra gli altri, la Segretaria Nazionale Cgil Maria Grazia Gabrielli e il Segretario Aggiunto della Confederazione Sindacale Africana (CSI-Africa) Joel Akhator Odigie.

La situazione internazionale si sta rapidamente deteriorando e la percezione della mobilità umana alimenta sempre più politiche restrittive e repressive. È urgente spostare il dibattito dalla chiusura delle frontiere tra Stati finalizzata a limitare e contenere la mobilità umana per affrontare le cause profonde e le condizioni di vita che spingono le persone a migrare. Che si tratti di ambiente, guerre o povertà, è prioritario allinearsi alla realtà delle tendenze strutturali che guidano la mobilità umana, per sviluppare risposte responsabili che sostengano i diritti.

I canali migratori regolari sono presentati come l’alternativa alla situazione catastrofica della regione. Tuttavia, questi canali tardano a essere attivati e le sfide che ne derivano non vengono affrontate da coloro che ne chiedono l’istituzione. Il divario tra la retorica politica e la realtà dei potenziali migranti sembra aumentare, trasformando le politiche migratorie in un esercizio di facciata che spiana la strada all’accaparramento delle competenze e soffoca i profili considerati poco qualificati in meccanismi restrittivi e inefficienti.

Nell’assemblea si discuterà del contributo che i sindacati possono dare a politiche migratorie più eque e degli ostacoli, i rischi e le pratiche di dialogo che devono essere messe in atto se si vuole che la migrazione regolare sia una vera opportunità. (rcz)

 

Cgil Calabria: I metalmeccanici calabresi si fermano venerdì 17 dicembre

Umberto Calabrone, segretario generale di Fiom Cgil Calabria, ha reso noto che «i metalmeccanici calabresi sciopereranno giorno 1 dicembre, ma saremo in piazza anche venerdì 17 novembre con le compagne e i compagni che inizieranno lo sciopero generale indetto da CGIL e UIL davanti le Prefetture di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria».

«Lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, giovani, studenti e studentesse, migranti – ha spiegato – tutti insieme per difendere la Costituzione Repubblicana, contro l’aumento dei salari, per il superamento della precarietà, per la salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, il rilancio degli investimenti e delle politiche industriali, la riduzione dell’età pensionabile e l’introduzione di una pensione di garanzia per i giovani, il rafforzamento delle protezioni sociali e il rilancio della sanità e della scuola pubblica».

«Il governo Meloni da un lato continua a sottrarsi al confronto con le organizzazioni sindacali, confederali e di categoria – ha proseguito – dall’altro riproduce, con la stessa Legge di stabilità, una politica di tagli alla spesa sociale e di indebolimento del welfare e dello Stato sociale. Uno sciopero e una mobilitazione che devono puntare a produrre cambiamenti importanti nella legge di stabilità, ma che devono necessariamente guardare oltre per porsi l’obiettivo di cambiare le politiche economiche, sociali e istituzionali dal governo Meloni a partire dal contrasto all’ autonomia differenziata, al presidenzialismo, ad una annunciata riforma del fisco che allo stato penalizza le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, i giovani, le pensionate e i pensionati. Inoltre occorre continuare a battersi per aumentare la dotazione economica al SSN e assumere personale sanitario».

«Bisogna superare le norme che hanno precarizzato il mercato del lavoro – ha concluso – assumendo il contratto a tempo indeterminato come la tipologia di riferimento; riformare il fisco in senso progressivo per redistribuire la ricchezza; ridurre la pressione fiscale per le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati; ricomporre le disuguaglianze, ridurre il gap sui diritti e sul salario tra grande, piccola e media impresa, rafforzare la solidarietà e unire la categoria». (rcz)

Cgil Calabria: Il malcontento non si risolve impedendo di scendere in piazza

La Segreteria di Cgil Calabria ha denunciato come «Il Mezzogiorno è scomparso dall’agenda del Governo e, guardando alla nostra Regione, le iniquità dei previsti provvedimenti governativi aggiungono problemi a quelli atavici, strutturali, non rispondono ai contenuti della Piattaforma rivendicativa “Vertenza Calabria” e depongono per un pericoloso arretramento economico e sociale».

Una situazione insostenibile, a cui il sindacato risponde «con azioni di protesta e mobilitazione a partire dall’appello ad una massiccia partecipazione, dei Lavoratori dei Servizi Pubblici, allo Sciopero Generale di venerdì 17 novembre», ha ribadito il sindacato, denunciando come «in queste ultime ore il Governo sta facendo di tutto per impedire o limitare lo Sciopero che è un diritto costituzionale. C’è molto malcontento nel Paese che non si risolve impedendo al Sindacato di scendere in piazza con lavoratrici, lavoratori, pensionati, cittadini e giovani».

«Quella del Governo nazionale – ha spiegato la Cgil Calabria – è una manovra insufficiente rispetto alle risorse necessarie per i rinnovi dei CCNL pubblici, per la Contrattazione Decentrata e che non interviene con misure necessarie per affrontare inflazione e recupero della capacità d’acquisto dei salari e in generale la carenza di fondi previsti per gli Enti Locali provoca un ulteriore indebolimento dei servizi pubblici locali e finisce per non garantire fondamentali diritti di cittadinanza. Assenti sono anche i finanziamenti necessari a migliorare, innovare e rendere efficienti i Servizi Pubblici attraverso un Piano Straordinario di assunzioni, oltre che la stabilizzazione del Precariato storico del Settore Pubblico».

«Così come insufficiente risulta il finanziamento sulla Sanità – ha detto ancora il sindacato – che non interviene sulla necessità del reclutamento di personale utile a rispondere al diritto alla salute dei cittadini, a partire dall’azzeramento delle liste d’attesa e che non coglie l’occasione del miglioramento della medicina territoriale prevista dai Fondi del Pnrr, anch’essi falcidiati da tagli indiscriminati. Anche per la previdenza dei Lavoratori dei Servizi Pubblici si registrano ulteriori peggioramenti sia rispetto all’accesso alle prestazioni pensionistiche che al relativo calcolo». (rcz)

Sposato (Cgil Calabria): In questi anni egressione del reddito pro capite e dei consumi

Il segretario generale di Cgil Calabria, Angelo Sposato, ha denunciato come «gli indicatori economici-finanziari e sociali ci dicono che in questi anni, purtroppo, in Calabria c’è stata una regressione del reddito pro capite e dei consumi».

Sposato, che ha partecipato alla segreteria congiunta della Cgil con la Uil per determinare l’organizzazione dello sciopero generale del 1° dicembre e delle mobilitazioni territoriali, ha spiegato come «il caro prezzi nella nostra regione continua a lievitare rispetto ad altre aree del Paese ed assistiamo ad una ripresa dell’emigrazione che supera i livelli degli anni Sessanta».

«Calo demografico, disoccupazione più alta d’Europa – ha aggiunto – ridimensionamento scolastico, sanità pubblica in grave sofferenza, mancanza di politiche di investimento sono letali per la Calabria».

«Purtroppo, al di là dell’impegno e delle enunciazioni – fa notare Sposato – i dati della Calabria sono quelli più preoccupanti nell’area delle regioni del Sud europee. La regressione è strutturale e la cosa che ci preoccupa di più è il blocco imposto dal governo sui fondi di coesione e Pnrr destinati al Sud e il definanziamento di interventi strategici».

«Aver sacrificato l’alta velocità in Calabria per il ponte sullo Stretto – ha continuato – è un errore strategico molto grave. Non si intravedono politiche pubbliche di investimenti e il Sud è rimasto solo. Le uniche partecipate pubbliche che avevano investimenti in Calabria, come Enel, stanno abbandonando gli interventi come nel caso di Corigliano Rossano. C’è una fuga e il Governo ha tradito le aspettative del Sud».

«Per queste ragioni lo sciopero regionale del primo dicembre – ha concluso – il percorso di mobilitazione e la piattaforma nazionale assumono un valore doppio per la Calabria».

È pericoloso il silenzio della Legge di Bilancio, a differenza di quella precedente, sul federalismo asimmetrico in salsa leghista.

Santo Biondo, segretario generale di Uil Calabria, nel suo intervento ha evidenziato come «nell’attuale manovra non vengono quantificate le risorse in conto capitale che lo Stato deve mettere all’interno della finanziaria dei prossimi anni, per sostenere – attraverso i meccanismi di perequazione – e garantire in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale i diritti sociali e civili dei cittadini».

«Abbiamo atteso oltre un anno dimostrando di non avere un pregiudizio ideologico nei confronti di questo governo – ha ricordato Biondo –. Abbiamo portato le nostre piattaforme unitarie ai tavoli e incontrato tutti i ministri ma nella manovra finanziaria non c’è nulla di quanto avevamo evidenziato o richiesto. Sono falliti tutti i tentativi di dialogo e, quindi, non resta che la mobilitazione delle lavoratrici, dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani per chiedere un’inversione di rotta nella politica economica e sociale del Governo e delle Istituzioni locali».

«Il nostro intento – ha concluso Biondo – è quello di dare vita a degli scioperi di otto ore sui territori, in particolare su quelli che sono maggiormente colpiti dal disagio sociale, in cui è più pesante il fardello delle diseguaglianze, dove la sanità stenta a dare risposte di salute a coloro che ne hanno bisogno, dove la povertà cresce e l’occupazione diminuisce, dove gli anziani sono costretti a fare i conti con ristrettezze economiche e sociali, dove il Piano nazionale di ripresa e resilienza non decolla». (rcz)